{"id":24088,"date":"2012-04-08T01:43:00","date_gmt":"2012-04-08T01:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/08\/come-gli-alleati-per-stupidita-e-cinismo-regalarono-litalia-a-hitler\/"},"modified":"2012-04-08T01:43:00","modified_gmt":"2012-04-08T01:43:00","slug":"come-gli-alleati-per-stupidita-e-cinismo-regalarono-litalia-a-hitler","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/08\/come-gli-alleati-per-stupidita-e-cinismo-regalarono-litalia-a-hitler\/","title":{"rendered":"Come gli Alleati, per stupidit\u00e0 e cinismo, \u201cregalarono\u201d l\u2019Italia a Hitler"},"content":{"rendered":"<p>La storia del Novecento, e specialmente la storia d&#8217;Italia, cos\u00ec come viene raccontata nelle scuole e tramandata dai professori universitari, sarebbe tutta da rifare.<\/p>\n<p>Una delle menzogne pi\u00f9 tenaci e pi\u00f9 difficili da estirpare \u00e8 quella che vorrebbe fascismo e nazismo stretti l&#8217;uno all&#8217;altro in un abbraccio tragico, ma inevitabile: tanto che \u00e8 stato creato un neologismo pi\u00f9 che discutibile dal punto di vista storiografico, il &quot;nazifascismo&quot;, una specie di mostro bifronte che unisce in un solo corpo le due dittature.<\/p>\n<p>Tale vulgata nasce da una versione doppiamente addomesticata dei fatti.<\/p>\n<p>In primo luogo perch\u00e9, sul piano interno, si vorrebbe dare a intendere l&#8217;inevitabilit\u00e0 dell&#8217;intervento in guerra di Mussolini a fianco di Hitler, il che rende non solo necessaria, ma altamente meritoria l&#8217;opera di quanti si adoperarono in ogni modo per la sconfitta dell&#8217;Italia, dal 10 giugno del 1940 al 25 luglio del 1943 (tanto \u00e8 vero che una apposita clausola del trattato di pace proibiva al governo repubblicano di perseguire quelli che, in qualunque altro Paese al mondo, sarebbero stati considerati dei traditori, ma che ricevettero alte onoranze da parte degli Alleati).<\/p>\n<p>In secondo luogo perch\u00e9, sul piano internazionale, quella pretesa inevitabilit\u00e0 consente di porre il fronte alleato, una volta per tutte, dalla parte della ragione, cio\u00e8 della legittima difesa; eppure si sa benissimo, e un tipico esempio \u00e8 quello di Napoleone III e Bismarck nel 1870, che non sempre lo stato che dichiara guerra ad un altro \u00e8 veramente l&#8217;aggressore, e che non sempre quello che subisce la dichiarazione di guerra \u00e8 veramente l&#8217;aggredito.<\/p>\n<p>La verit\u00e0, per quanto riguarda il 10 giugno del 1940, \u00e8 completamente diversa da come viene generalmente raccontata: ma, si sa, mentre la sconfitta \u00e8 sempre figlia di uno solo (e, se possibile, di nessuno addirittura), la vittoria ha innumerevoli padri: perfino la &quot;misera &quot;vittoria&quot; di quanti, bench\u00e9 sconfitti, sono saltati all&#8217;ultimo momento sul carro dei vincitori, riuscendo a prendersi cos\u00ec, se non altro, la rivincita sui propri nemici interni.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che, fino al 1935-36, niente era ancora deciso, quanto alle alleanze internazionali, per ci\u00f2 che riguarda l&#8217;Italia; e che ancora l&#8217;11-14 aprile 1935, con la conferenza di Stresa, vi fu la concreta possibilit\u00e0 che essa si unisse alla Francia e alla Gran Bretagna per contrastare l&#8217;espansionismo hitleriano e, in particolar modo, per fermare il progettato &quot;Anschluss; cosa, quest&#8217;ultima, che Mussolini aveva gi\u00e0 avuto il coraggio di fare, e da solo, nel 1934, all&#8217;indomani dell&#8217;assassinio di Dollfuss da parte dei nazisti austriaci e del loro tentato colpo di Stato.<\/p>\n<p>A mandare all&#8217;aria questa possibilit\u00e0 furono da un lato l&#8217;accordo navale anglo-tedesco, sottoscritto dalla Gran Bretagna il 18 giugno 1935, all&#8217;insaputa di Francia e Italia; dall&#8217;altra l&#8217;irrigidimento francese e inglese sulla questione abissina, che tuttora viene presentato come un limpido esempio di politica trasparente e disinteressata in favore di uno stato debole, ingiustamente aggredito da uno stato pi\u00f9 forte: cosa che fa semplicemente sorridere, se si pensa alla sfrenata cupidigia con cui Francia e Gran Bretagna si erano spartite il continente africano solo pochi decenni prima, e come, non ancora sazie, si fossero poi spartite anche le ex colonie tedesche, nel 1919, dietro l&#8217;ipocrita finzione dei &quot;mandati&quot; della Societ\u00e0 delle Nazioni.<\/p>\n<p>Dunque: se Mussolini, ancora nel 1934, aveva il coraggio di sfidare Hitler e di rischiare una guerra contro la Germania, senza nemmeno essersi coperto le spalle con Londra e Parigi, come si pu\u00f2 sostenere che l&#8217;alleanza italo-tedesca nella seconda guerra mondiale fu inevitabile? E tuttavia, questa tesi fa comodo a quasi tutti, perch\u00e9 consente di accomunare fascismo e nazismo, anzi, di confonderli in uno stesso amalgama: solo che \u00e8 falsa, irrimediabilmente falsa.<\/p>\n<p>Una volta che il fascismo \u00e8 stato dichiarato il male assoluto (perfino da certi suoi ex nostalgici), non resta che dipingerlo nella maniera pi\u00f9 cupa, anche sotto questo riguardo; non resta che descrivere Mussolini come impaziente di entrare in guerra contro Francia e Gran Bretagna: del resto, non era notoriamente un voltagabbana? Non aveva gi\u00e0 tradito i suoi compagni socialisti nel 1915, passando dal neutralismo all&#8217;interventismo, con un cinismo sconcertante?<\/p>\n<p>Si omette di ricordare, per\u00f2, il piccolo particolare che, nel 1915, numerosi altri esponenti dell&#8217;estrema sinistra, non solo socialisti, ma anche sindacalisti rivoluzionari e perfino anarchici, fecero esattamente la stessa scelta di Mussolini (senza, per\u00f2, venir bollati dagli storici delle generazioni successive come dei luridi Giuda); e, per la stessa ragione, si omette di ricordare che, nel 1935-36, quando Mussolini attacc\u00f2 l&#8217;Etiopia e la Societ\u00e0 delle Nazioni var\u00f2 le sanzioni contro l&#8217;Italia, fior fior di esuli antifascisti, fra i quali anche illustri compagni comunisti, si affrettarono a chiedere di poter rientrare in Italia, con la quale si sentivano incondizionatamente solidali.<\/p>\n<p>Buon per loro che Mussolini non se ne fid\u00f2: se fossero rientrati e se, magari, si fossero arruolati volontari per combattere in Africa Orientale, come alcuni desideravano, in che modo avrebbero potuto riciclarsi, nel 1943-45, nelle vesti di antifascisti intransigenti e tutti d&#8217;un pezzo, saldi e inflessibili nella loro strenua opposizione, etica ancor prima che ideologica, contro un regime cinico e immorale? Sarebbe stato imbarazzante e difficile perfino per degli specialisti nel cambiare bandiera, come notoriamente lo sono gli uomini politici italiani.<\/p>\n<p>Comunque, a dire che non era scritto nelle stelle che Mussolini dovesse scegliere di allearsi con Hitler, ma che avrebbe potuto realisticamente aderire ad una alleanza con Francia e Gran Bretagna prima che la Germania diventasse troppo minacciosa, non sono i soliti &quot;revisionisti&quot; tanto invisi alla Vulgata democratica, ma(fra gli altri) un diplomatico francese della vecchia scuola, L\u00e9on No\u00ebl, le cui memorie, apparse quasi quarant&#8217;anni fa, non sono mai state tradotte, guarda caso, nel bel Paese dove il s\u00ec suona e dove si stampano e si ristampano miriadi di libri inutili, buoni solo per i professori universitari che li scrivono e per i pochi studenti che sono costretti a preparare i loro esami su di essi.<\/p>\n<p>L\u00e9on No\u00ebl, classe 1888, dal 1927 al 1930 era stato delegato generale dell&#8217;Alto Commissariato della Repubblica francese in Renania, poi segretario generale del ministero dell&#8217;Interno; nel 1932 era divenuto ministro di Francia a Praga e, nel 1935, era stato nominato ambasciatore a Varsavia. Fu in quel periodo che partecip\u00f2 alla Conferenza di Stresa. Sia allora, sia nel 1939, quando rientr\u00f2 dalla Polonia in Francia, passando per l&#8217;Italia, pot\u00e9 osservare da vicino la politica italiana, parlare con uomini politici italiani e prendere nota del contegno dell&#8217;opinione pubblica italiana, rendendosi conto di quanto grande fosse stato l&#8217;errore commesso dal suo Paese e dalla Gran Bretagna nel non aver colto l&#8217;occasione di staccare l&#8217;Italia da Berlino, prima, e di non aver fatto nulla per trattenerlo dall&#8217;entrata in guerra, poi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 interessante sapere che un ruolo altrettanto importante, e forse anche pi\u00f9 importante, di quello svolto dalla Francia e dalla Gran Bretagna, fu giocato dai &quot;neutrali&quot; e &quot;disinteressati&quot; Stati Uniti; perch\u00e9 fin dal 1937 l&#8217;ambasciatore americano a Parigi, William Bullitt, certo rispecchiando le opinioni di Roosevelt, non solo non era disponibile ad alcun passo per staccare Mussolini da Hitler, ma anzi si augurava che scoppiasse presto una guerra europea, in modo che gli Alleati potessero farla finita sia con la Germania nazista, sia con l&#8217;Italia fascista.<\/p>\n<p>Il suo libro di memorie, pubblicato nel 1975 dalle Editions France-Empire, si intitola significativamente \u00abLes illusions de Stresa. L&#8217;Italie abandonn\u00e9e a Hitler\u00bb; ne riportiamo alcuni passaggi quanto mai significativi (pp. 157-65):<\/p>\n<p>\u00abLe d\u00e9nouement de la politique d&#8217;alliance avec l&#8217;Allemagne suivie par Mussolini, pas plus que le maladresses des Anglais, qui l&#8217;ont pouss\u00e9 dans cette voie, ne saurait justifier que l&#8217;on absolve de leurs propres fautes nos pr\u00e9tendus &quot;hommes d&#8217;Etat&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Laval, en particulier, n&#8217;a jamais compris que Paris et Rome ne pourraient s&#8217;entendre qu&#8217;\u00e0 condition d&#8217;\u00eatre d&#8217;accord avec Londres et, en tout cas, en s&#8217;appliquant \u00e0 ne pas se donner l&#8217;apparence de s&#8217;entendre contre Londres. [&#8230;]<\/p>\n<p>Les documents que j&#8217;ai consult\u00e9s en \u00e9tudiant la vie et l&#8217;action de Camile Barr\u00e8re m&#8217;ont prouv\u00e9 que jamais l&#8217;entente entre l&#8217;Italie et la France, r\u00e9alis\u00e9e par ce grand diplomate, n&#8217;aurait abouti si la Grande-Bretagne qui, \u00e0 son origine, s&#8217;en \u00e9tait fort inqui\u00e9t\u00e9e, n&#8217;avait pas elle-m\u00eame souhait\u00e9 un rapprochement avec nous, \u00e0 la suite de la guerre du Transvaal, des armements navals et des ambitions mondiales de l&#8217;Allemagne. [&#8230;]<\/p>\n<p>Au d\u00e9but d&#8217;octobre 1937, William Bullit, ancien ambassadeur des Etats-Unis \u00e0 Moscou, \u00e0 ce moment en poste \u00e0 Paris, vint voir, \u00e0 Varsovie, son coll\u00e8gue et intime ami Tony Drexel Biddle. Il jouait, dans la diplomatie, tr\u00e8s personnelle, de Franklin Roosevelt, un r\u00f4le primordial: il exer\u00e7ait une sorte de contr\u00f4le et de tutelle sur ses coll\u00e8gues de l&#8217;Europe occidentale et de l&#8217;Europe centrale.<\/p>\n<p>Je l&#8217;invitai \u00e0 d\u00e9jeuner. Apr\u00e8s le caf\u00e9, sans souci des autres convives, il m&#8217;entra\u00eena \u00e0 part et me demanda si je pensais qu&#8217;une guerre avec Hitler pouvait \u00eatre \u00e9vit\u00e9e. Ma r\u00e9ponse fut que les diplomates, en tant que tels, devaient toujours se garder de tenir la guerre comme in\u00e9vitable. Nous \u00e9xchange\u00e2mes alors ce propos: &quot;Que peut-on faire, selon vous, pour l&#8217;\u00e9viter?&quot; me demanda Bullitt. &quot;Avant tout, montrer \u00e0 Hitler que nos relations avec les Etats-Unis et avec la Grande-Bretagne son \u00e9troites. Puis, sans que le success soit garantit, tout metre en \u0153uvre pour tenter d&#8217;emp\u00eacher Mussolini de se lier d\u00e9finitivement et compl\u00e8tement avec Hitler.&quot; D&#8217;\u00e9vidence, cela aurait d\u00fb \u00eatre alors les objectifs cardinaux des puissances occidentals.<\/p>\n<p>Avec une totale inconscience Bullitt me r\u00e9pondit: &quot;Non, la guerre est inevitable et il faudra abattre les deux dictateurs en m\u00eame temps.&quot; Cela \u00e9quivalait \u00e0 souhaiter la guerre, apr\u00e8s une alliance totale entre Hitler et Mussolini.<\/p>\n<p>Telles \u00e9taient les arri\u00e8re-pens\u00e9es de Roosevelt et les id\u00e9es des diplomates americaines accr\u00e9dit\u00e9s \u00e0 Paris, \u00e0 Varsovie, \u00e0 Londres et \u00e0 Rome. [&#8230;]<\/p>\n<p>A Paris, avec l&#8217;autorit\u00e9 qu&#8217;il tenait de la confiance du Pr\u00e9sident des Etats-Unis plus encore que de ses fonctions memes et avec son aplomb, son assurance, son entregent, mais aussi sa suffisance qui l&#8217;emp\u00eachait de voir les r\u00e9alit\u00e9s, Bullitt, par ses propos, entretenait les pr\u00e9jug\u00e9s, les illusions et les chim\u00e8res d&#8217;Alexis Leger et de certains de nos homes politiques les plus importants.<\/p>\n<p>Sa responsabilit\u00e9 personnelle dans nos malheurs et dans ceux du monde entier, de m\u00eame que celle de Franklin Roosevelt, est infiniment lourde. Le fait que &#8211; une fois la guerre engag\u00e9e et la Pologne \u00e9cras\u00e9e &#8211; le Pr\u00e9sident des Etats-Unis essaya de persuader le Duce de rester neutre, n&#8217;en att\u00e9nua pas l&#8217;extr\u00eame gravit\u00e9.<\/p>\n<p>L&#8217;absurde tactique desd Am\u00e9ricains &#8211; second\u00e9s trop complaisamment par les Anglais &#8211; avait contribu\u00e9 \u00e0 pousser Mussolini dans le camp de l&#8217;Alemagne qu&#8217;il d\u00e9testait, mais o\u00f9 lui paraissaient fix\u00e9es d\u00e9finitivement l&#8217;initiative, la volont\u00e9, l&#8217;audace et la force, depuis qu&#8217;il avait constat\u00e9 notamment la facilit\u00e9 avec laquelle la France, en proie \u00e0 ses divisions, \u00e0 la confusion politique et \u00e0 l&#8217;instabilit\u00e9 minist\u00e9rielle, et la Grande-Bretagne avec elle s&#8217;\u00e9taient r\u00e9sign\u00e9es \u00e0 la r\u00e9occupation militaire de la Rh\u00e9nanie, au rearmement de l&#8217;Allemagne, \u00e0 l&#8217;Anschluss et au d\u00e9mant\u00e8lement de la Tch\u00e9coslovaquie.\u00bb<\/p>\n<p>Da queste osservazioni, e da altri segni ed indizi sparsi nella storia diplomatica degli anni che precedono immediatamente lo scoppio della seconda guerra mondiale, emerge che, mentre la Francia tergiversava, indecisa a tutto, e mentre Mussolini teneva d&#8217;occhio sia Hitler, sia i suoi futuri avversari, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti avevano gi\u00e0 deciso che era necessario farla finita con entrambe le dittature, e si adoperavano attivamente per spingere la Polonia ad una politica anti-tedesca, con buona pace della questione di Danzica e del &quot;corridoio&quot;.<\/p>\n<p>Gran Bretagna e Stati Uniti volevano la guerra, ma non intendevano dichiararla: aspettavano il casus belli, come vent&#8217;anni prima; che per la prima era stato l&#8217;invasione del Belgio, per i secondi, la guerra sottomarina con cui la Germania aveva cercato di salvarsi dallo strangolamento del blocco marittimo inglese. La libert\u00e0 e la difesa dell&#8217;Europa, in questo calcolo, non c&#8217;entravano affatto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia del Novecento, e specialmente la storia d&#8217;Italia, cos\u00ec come viene raccontata nelle scuole e tramandata dai professori universitari, sarebbe tutta da rifare. 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