{"id":24065,"date":"2013-07-26T08:02:00","date_gmt":"2013-07-26T08:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/26\/se-non-siamo-capaci-duna-piena-trasparenza-puntiamo-almeno-a-una-coerenza-dignitosa\/"},"modified":"2013-07-26T08:02:00","modified_gmt":"2013-07-26T08:02:00","slug":"se-non-siamo-capaci-duna-piena-trasparenza-puntiamo-almeno-a-una-coerenza-dignitosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/07\/26\/se-non-siamo-capaci-duna-piena-trasparenza-puntiamo-almeno-a-una-coerenza-dignitosa\/","title":{"rendered":"Se non siamo capaci d\u2019una piena trasparenza, puntiamo almeno a una coerenza dignitosa"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che il pi\u00f9 grande ostacolo sulla via della realizzazione spirituale, ma anche nello stabilire rapporti armoniosi con l&#8217;altro, \u00e8 la mancanza di lealt\u00e0 verso la propria verit\u00e0 interiore, ossia l&#8217;incapacit\u00e0 di vivere con piena trasparenza i propri sentimenti, i propri pensieri, le proprie aspirazioni pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p>Abbiamo anche sostenuto che, se viene a mancare questa fondamentale lealt\u00e0 di noi con noi stessi, questa capacit\u00e0 di dialogo fra l&#8217;io e il S\u00e9, allora diventa estremamente difficile anche stabilire relazioni soddisfacenti con il prossimo e, in particolare, dialogare con esso, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che diciamo e che facciamo \u00e8 viziato all&#8217;origine da questa infedelt\u00e0 nei confronti della nostra natura pi\u00f9 autentica.<\/p>\n<p>Pure, bisogna riconoscere che, molto spesso, noi mentiamo a noi stessi non tanto per apparire pi\u00f9 belli ai nostri stessi occhi, quanto perch\u00e9, diversamente, non riusciremmo a sopportare il peso della nostra verit\u00e0: non tutti sono capaci di reggere la verit\u00e0, specialmente quando essa presenta aspetti che configgono con i nostri ideali o con il nostro senso del dovere; e cos\u00ec, per sopravvivere nella battaglia quotidiana dell&#8217;esistenza, ci adattiamo a mentire, tutto sommato a fin di bene, o, per lo meno, non deliberatamente a fin di male.<\/p>\n<p>Come siamo bravi a raccontarci mille storie per scusarci, per giustificarci, per non doverci assumere la responsabilit\u00e0 delle nostre debolezze!<\/p>\n<p>Messa cos\u00ec, sembra quasi che la mancanza di lealt\u00e0 verso se stessi sia una inevitabile necessit\u00e0, se non, addirittura, una pia frode, che, in fondo, praticano pi\u00f9 o meno tutti quanti e della quale, pertanto, non c&#8217;\u00e8 proprio nulla di cui vergognarsi, proprio nulla che non faccia parte, a pieno titolo, delle giuste esigenze della natura umana.<\/p>\n<p>Proviamo, invece, a guardare le cose con un po&#8217; pi\u00f9 di onest\u00e0 intellettuale, con una minore fretta di autoassoluzione e con maggiore senso dell&#8217;oggettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, il fatto che moltissime persone agiscano in questo modo non vuol dire nulla: cos\u00ec come il furto non diventerebbe una cosa normale se pure tutti quanti si mettessero a rubare a pi\u00f9 non posso; in queste cose, non \u00e8 la quantit\u00e0 l&#8217;elemento che decide della giustezza o della liceit\u00e0 di un comportamento, non \u00e8 l&#8217;orientamento della massa.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la mancanza di trasparenza con se stessi non pu\u00f2 che portare con s\u00e9 un triste codazzo di esperienze negative con gli altri, perch\u00e9 senza trasparenza non si costruisce nulla di durevole e, soprattutto, nulla di soddisfacente.<\/p>\n<p>Non stiamo dicendo che, nei rapporti con l&#8217;altro, dobbiamo essere perfetti; stiamo dicendo, semplicemente, che, se non siamo capaci di trasparenza, viene a mancare il requisito minimo per essere soddisfatti di noi stessi e, inevitabilmente, perch\u00e9 gli altri siano soddisfatti di noi: la trasparenza non \u00e8 la perfezione, \u00e8 il livello minimo di accettabilit\u00e0 delle nostre relazioni con noi stessi e con gli altri.<\/p>\n<p>Talvolta ci si difende da questo imperativo sostenendo che, se \u00e8 vero che noi siamo poco sinceri con gli altri, anche gli altri lo sono poco con noi e che, pertanto, alla fine non c&#8217;\u00e8 niente di male nel giocare a recitare quel che non siamo, visto che lo fanno tutti e che tutti sono preparati a non prendere sul serio le dichiarazioni del prossimo.<\/p>\n<p>A prescindere dal fatto che si tratta di un maniera ben meschina di difendersi, bisogna innanzitutto capire che ogni cosa in cui manchiamo di trasparenza, si ritorce inevitabilmente contro di noi; e che, quindi, non \u00e8 una &quot;difesa&quot; intelligente quella di cercare delle scappatoie e delle giustificazioni morali per essere poco leali e poco sinceri, dal momento che la difesa intelligente ha lo scopo di proteggere colui che si difende, mentre, in questo caso, si tratterebbe di una difesa estremamente stupida, poich\u00e9 avrebbe il solo risultato di danneggiare colui che la adottasse.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la trasparenza verso noi stessi (e quindi verso gli altri) \u00e8 il risultato di un processo di realizzazione del proprio S\u00e9 e, simultaneamente, di depotenziamento di quell&#8217;io ipertrofico che, troppo spesso, guida tirannicamente le nostre vite, imponendo loro i suoi ritmi disordinati e infantili, il suo narcisismo sfrenato che, talvolta, si manifesta nel suo contrario, l&#8217;odio e il disprezzo di s\u00e9, la disistima radicale di quel che siamo.<\/p>\n<p>Di conseguenza, si tratta di un obiettivo fondamentale per qualunque progetto di vita e non di un elemento accessorio, che sarebbe magari teoricamente desiderabile sviluppare, ma di cui, insomma, si pu\u00f2 benissimo fare anche a meno; questo, beninteso, se si pensa alla propria vita come a un disegno intenzionale, a una creazione consapevole e, pi\u00f9 precisamente, come una risposta alla chiamata dell&#8217;Essere e non come a un caos informe ed estemporaneo di situazioni, di nodi, di impulsi e di tensioni discordanti e disarmonici.<\/p>\n<p>Resta il fatto che non \u00e8 facile e che molti non vi riescono, sia che poco s&#8217;impegnino in tal senso, sia che nemmeno arrivino alla piena consapevolezza di quanto la trasparenza con se stessi sia necessaria ad una vita degna; che cosa rimane da fare, dunque, a tutti coloro che non vogliono o non si sentono in grado di porsi un tale obiettivo?<\/p>\n<p>A nostro avviso, la risposta non pu\u00f2 essere che una: se non si pu\u00f2 puntare al raggiungimento di una piena trasparenza, bisogna almeno puntare ad un livello dignitoso di coerenza e di franchezza, con s\u00e9 e con gli altri; bisogna almeno astenersi, in altre parole, dalle bugie pi\u00f9 grossolane, dai sotterfugi pi\u00f9 meschini, dalle strategie pi\u00f9 furbesche di nascondimento.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 il massimo, ma \u00e8 gi\u00e0 qualcosa; \u00e8 gi\u00e0 un modo di innalzarsi al di sopra del livello pi\u00f9 infimo dell&#8217;esistenza, quello basato sull&#8217;astuzia sistematica, sulla menzogna spudorata e sul bisogno di attribuire agli altri le proprie bassezze, le proprie incoerenze, le proprie vilt\u00e0.<\/p>\n<p>Sembra impossibile, eppure vi sono moltissime persone che vivono a questi livelli infimi dell&#8217;esistenza: sono cos\u00ec sprofondate nella inautenticit\u00e0, che nemmeno si rendono conto di quanto stiano ingannando gli altri e perfino se stesse, di quanto sia svergognata l&#8217;operazione mediante la quale si fabbricano continuamente degli alibi, allo scopo di poter manipolare gli altri a tutto spiano, senza dover poi fare i conti con spiacevoli sensi di colpa.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 paragonare l&#8217;esistenza ad un alto palazzo, i cui inquilini scelgono di vivere nel piano che corrisponde al livello di consapevolezza di ciascuno; beninteso, tutti, o almeno la maggior parte, sono convinti di essersi scelti gli appartamenti migliori, quelli dei piani alti, ma una cosa \u00e8 quel che si crede, e un&#8217;altra e ben diversa, quello che realmente \u00e8.<\/p>\n<p>Di fatto, la maggioranza degli abitanti del palazzo ha scelto di vivere nelle cantine umide e buie, invase dalla sporcizia e percorse da frotte di topi, l\u00e0 dove si respira aria malsana e non si vede mai un raggio di sole, n\u00e9 si respira un soffio di aria pura; mentre i piani pi\u00f9 alti sono via via sempre meno abitati e, forse, negli splendidi attici, dai quali si pu\u00f2 godere una vista d&#8217;una bellezza da togliere il fiato, non abita proprio nessuno.<\/p>\n<p>Come accade, allora, che gli abitatori delle cantine non si rendono conto del proprio errore, non si accorgono dell&#8217;infima qualit\u00e0 degli appartamenti che hanno occupato e li scambiano, anzi, per delle regge, dalle quali non vorrebbero andarsene nemmeno se qualcuno tentasse di allontanarli a suon di cannonate?<\/p>\n<p>La ragione \u00e8 piuttosto semplice: ciascuno vede le cose secondo il proprio livello di consapevolezza; per il maiale, sguazzare e rotolarsi nel fango \u00e8 il massimo della soddisfazione, cos\u00ec come per il cane idrofobo la cosa migliore \u00e8 mordere il primo malcapitato che gli si presenta a portata di mascelle e riversare su di lui tutta la sua rabbia e la sua disperazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per rendersi conto che si \u00e8 degli abitatori del buio, bisogna almeno sapere che cosa sia la luce; ma se non si \u00e8 mai visto neppure un raggio di sole, si finisce per adattarsi alle tenebre e magari per trovarle, se non proprio confortevoli, quanto meno accettabili.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la triste condizione in cui vive l&#8217;umanit\u00e0 inconsapevole; in cui vive, cio\u00e8, la grande maggioranza degli esseri umani: i loro occhi sono talmente assuefatti alle tenebre, che la piena luce del giorno li renderebbe completamente ciechi.<\/p>\n<p>Possiamo formulare una specie di legge in questi termini: nella vita, ciascuno riesce a vedere ci\u00f2 che corrisponde al livello della propria evoluzione spirituale.<\/p>\n<p>Le persone egoiche, meschine, bassamente astute, riescono a vedere solo cose e persone che corrispondono a questo infimo livello di consapevolezza e le vedono solo e unicamente nella prospettiva della menzogna, del dominio e dello sfruttamento; anche se si imbattessero in cose e persone di altissimo valore spirituale, esse non le riconoscerebbero e non attribuirebbero loro il bench\u00e9 minimo valore.<\/p>\n<p>Per una persona che pensa sempre e solo al profitto individuale, un bosco non \u00e8 un meraviglioso organismo vivente, ma una possibile fonte di utili per il legname da ricavare e da vendere, per la costruzione di impianti alberghieri e cos\u00ec via; essa non apprezza n\u00e9 la bellezza, n\u00e9 l&#8217;armonia, n\u00e9 la pace che promanano da simili luoghi; a mala pena si rende conto che gli alberi sono creature viventi e, quanto ai caprioli, gli piacciono solo nel piatto, con la polenta.<\/p>\n<p>Le persone pi\u00f9 evolute, al contrario, sanno scorgere la bellezza, il dono e sanno provare gratitudine anche davanti alle cose pi\u00f9 piccole o, per meglio dire, alle cose apparentemente piccole, che la vita generosamente ci offre ad ogni momento: ma bisogna avere uno sguardo capace di riconoscerle e un cuore nuovo, di carne, come dice Ezechiele, al posto del vecchio cuore di pietra (36, 24-26): operazione, quest&#8217;ultima, che il profeta biblico attribuiva a Dio, non all&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Di fatto, qui siamo in presenza del nucleo di una grande verit\u00e0: noi non posiamo elevarci da soli, con le sole nostre forze, e magari con tutto il bagaglio del nostro orgoglio, dai piani inferiori a quelli superiori del palazzo; \u00e8 gi\u00e0 tanto se riusciamo a renderci conto, ad un certo punto, che le stanze in cui viviamo sono umide e buie e se cominciamo a provare insoddisfazione per lo squallido contesto di sporcizia e oscurit\u00e0 in cui siamo immersi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 gi\u00e0 tanto perch\u00e9 allora, e solamente allora, si dischiude, per noi, la possibilit\u00e0 di effettuare un salto di qualit\u00e0 e di portarci dalle cantine ai piani soprastanti, e sia pure, per il momento, a quelli pi\u00f9 bassi: benedetta sia quella insoddisfazione, benedetto sia quel sentimento di profondo disagio, di profondo scontento, di profondo disgusto. Se lo avvertiamo, ci\u00f2 significa che siamo ancora vivi: perch\u00e9 quando smettessimo di provarlo, allora vorrebbe dire che saremmo spiritualmente morti e che niente ci potrebbe pi\u00f9 riportare in vita,.<\/p>\n<p>Non basta, tuttavia, avvertire il disagio e il disgusto: quello \u00e8 solo il primo passo e potrebbe anche risolversi in uno sterile rimpianto, in un inutile sconforto. Ci vuole di pi\u00f9, molto di pi\u00f9: ci vuole l&#8217;umilt\u00e0 di capire che, da soli, non potremo mai fare nulla, ma che molto possiamo se decidiamo di affidarci alla forza dell&#8217;Essere, alla corrente dell&#8217;Essere, di cui, peraltro, siamo gi\u00e0 parte fin dall&#8217;inizio, fin da prima che il mondo materiale cominciasse ad esistere.<\/p>\n<p>Affidarsi alla corrente dell&#8217;Essere significa seguire il flusso della vita, cos\u00ec come essa deve procedere, ma con un nuovo spirito di consapevolezza; e incominciare a vedere realmente tutte le cose che, prima, guardavamo soltanto, distratti da pensieri insulsi, da appetiti disordinati, da timori irragionevoli.<\/p>\n<p>Questo vuol dire ricevere un cuore nuovo, di carne, in luogo del nostro vecchio cuore di pietra: questo vuol dire aprirsi ad una nuova vita, che si colloca su un piano molto pi\u00f9 elevato di consapevolezza e, quindi, di gioia, di bellezza e di amore.<\/p>\n<p>Certo, nella vita ci sono anche delle cose che non sono belle: non \u00e8 bella la sofferenza, non \u00e8 bella la delusione, non \u00e8 bella la crudelt\u00e0; ma la persona divenuta consapevole incomincia a comprendere che tutto, nella vita, ha un significato, e che tutto \u00e8 in relazione con il proprio livello di consapevolezza: cos\u00ec, quella esperienza dolorosa che, nell&#8217;uno, produce soltanto amarezza e, magari, cattiveria gratuita, nell&#8217;altro fruttifica e lo rende pi\u00f9 aperto, pi\u00f9 generoso, pi\u00f9 sensibile alla infinita ricchezza del reale.<\/p>\n<p>Vi sono pi\u00f9 cose fra la terra e il cielo di quante ne possa sognare tutta la nostra filosofia, diceva Amleto; forse, la cima del palazzo non esiste nemmeno, perch\u00e9 s&#8217;immerge direttamente nel Cielo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che il pi\u00f9 grande ostacolo sulla via della realizzazione spirituale, ma anche nello stabilire rapporti armoniosi con l&#8217;altro, \u00e8 la mancanza di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[263],"class_list":["post-24065","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24065","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24065"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24065\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}