{"id":24063,"date":"2017-02-18T01:31:00","date_gmt":"2017-02-18T01:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/18\/lo-scenario-del-controllo-totale-un-codice-a-barre-sottocutaneo-applicato-a-ciascun-individuo\/"},"modified":"2017-02-18T01:31:00","modified_gmt":"2017-02-18T01:31:00","slug":"lo-scenario-del-controllo-totale-un-codice-a-barre-sottocutaneo-applicato-a-ciascun-individuo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/02\/18\/lo-scenario-del-controllo-totale-un-codice-a-barre-sottocutaneo-applicato-a-ciascun-individuo\/","title":{"rendered":"Lo scenario del controllo totale: un codice a barre sottocutaneo, applicato a ciascun individuo"},"content":{"rendered":"<p>Lo scopo del potere si \u00e8 sensibilmente modificato dopo l&#8217;avvento della modernit\u00e0. Nelle epoche pre-moderne, esso consisteva semplicemente nell&#8217;esercitare il <em>dominio<\/em>; e, nel farlo, si giustificava, s\u00ec, con una missione superiore, ma questa non derivava da una investitura dal basso (tranne nella democrazia greca), bens\u00ec con un ordine assoluto di origine divina, del quale i detentori del potere erano gli strumenti. Nel corso della modernit\u00e0, invece, il modello dell&#8217;ordine assoluto \u00e8 stato sostituito da quello di un ordine relativo: logico mutamento derivante dal passaggio da una civilt\u00e0 teocentrica ad una civilt\u00e0 antropocentrica, perch\u00e9 i valori di origine divina sono assoluti, quelli di origine umana no. E tuttavia il potere, anche nella civilt\u00e0 moderna, ha bisogno di una giustificazione estrinseca: nessun potere si dichiara fine a se stesso, nessun detentore del potere ammette francamente di volere il potere per il potere. E la giustificazione del potere, nel mondo moderno, \u00e8 diventata la capacit\u00e0 di offrire soluzione ai problemi umani. Inutile dire che, impostata cos\u00ec la questione, il potere moderno ha tutto l&#8217;interesse a suscitare sempre nuovi problemi collettivi, o, quanto meno, a suscitare la sensazione che dei problemi vi siano, e che siano anche potenzialmente pericolosi (il che non \u00e8 la stessa cosa, ma gli effetti sono identici: la comparsa di uno stato di ansia nell&#8217;opinione pubblica e la domanda di trovare una soluzione al problema).<\/p>\n<p>Insomma, nelle societ\u00e0 moderne il potere sente il bisogno di giustificarsi davanti ai cittadini: perch\u00e9 i cittadini, a differenza dei sudditi delle societ\u00e0 pre-moderne, hanno non solo dei doveri, ma anche dei diritti (almeno teoricamente) e il primo di essi \u00e8 quello di sapere perch\u00e9 lo Stato chiede loro determinate cose, ad esempio perch\u00e9 chiede sacrifici finanziari sotto forma di nuove tasse. Il potere, oggi, pertanto, \u00e8 interessato a creare una impressione di complicit\u00e0 fra se stesso e l&#8217;opinione pubblica: \u00e8 un potere &quot;buono&quot; per definizione, in quanto legittimato dal consenso, e, soprattutto, \u00e8 un potere efficiente, la cui ragion d&#8217;essere sta nella capacit\u00e0 di risolvere i problemi dei cittadini. Tanti pi\u00f9 problemi, tanto pi\u00f9 potere; e si sa che il mondo moderno \u00e8 estremamente complesso, il che significa che produce sempre nuovi problemi: ma non bisogna spaventarsi: il potere \u00e8 l\u00ec, intelligente, rapido, dotato delle necessarie competenze, basta lasciarlo fare ed esso risolver\u00e0 tutti i problemi.\u00a0<\/p>\n<p>Quando si dice il potere, non si intende necessariamente quello dello stato, ma ogni forma di potere, a cominciare da quello pi\u00f9 importante di tutti, il potere finanziario.<\/p>\n<p>Ma facciamo un altro esempio, pi\u00f9 semplice da comprendere: quello del potere sanitario. La salute appare intuitivamente, a chiunque, come il bene primario: dalla salute dipende la vita, e la vita \u00e8 il bene essenziale, rispetto al quale tutti gli altri sono disposti in ordine decrescente. La vita delle persone, ahim\u00e8, \u00e8 minacciata dalle malattie, e, nella societ\u00e0 moderna, la prima di tutte, in ordine di diffusione e pericolosit\u00e0, \u00e8 il cancro, ossia la proliferazione inarrestabile delle cellule tumorali, che sono cellule impazzite. Ma niente paura: c&#8217;\u00e8 il potere sanitario a cercare la soluzione: si tratta solo di dargli sempre pi\u00f9 potere, ossia sempre pi\u00f9 denaro e sempre pi\u00f9 monopolio giuridico. Pi\u00f9 denaro, per mettere a punto le strategie contro il cancro; monopolio giuridico, per mettere al bando tutte le terapie alternative, le quali hanno la spiacevole caratteristica di non fare riferimento al potere sanitario, nonch\u00e9 eliminare la stessa libert\u00e0 di curarsi o non curarsi, perch\u00e9, anch&#8217;essa, ha la fastidiosa caratteristica di risultare fuori controllo rispetto al potere sanitario. Per potere sanitario intendiamo tutto l&#8217;insieme della sanit\u00e0 pubblica e privata, beninteso quella &quot;ufficiale&quot;, ossia l&#8217;unica che il potere legislativo riconosce come tale, avendo squalificato come &quot;ciarlataneria&quot; o peggio, come truffa pura e semplice, tutte le altre forme di medicina, a cominciare da quelle naturali, con le quali peraltro si curavano abitualmente i nostri nonni e bisnonni, e con le quali si curano tuttora milioni di persone nel mondo non occidentale. Di tale insieme fanno parte, e parte essenziale, le grandi industrie farmaceutiche, le quali, come tutte le altre industrie, basano la loro attivit\u00e0 sul marchio controllato, cio\u00e8 impongono alle loro merci, che sono i farmaci, un prezzo che non ha niente a che fare con il loro valore reale, ossia con i costi di produzione, ma che \u00e8 molte volte superiore, e ci\u00f2 con buona pace di quanto \u00e8 nell&#8217;interesse della salute e della vita delle persone. Una industria non \u00e8 un ente di beneficenza, e di certo l&#8217;industria farmaceutica non lo \u00e8. Ad esso non importa se la gente vive o muore, ad esempio a causa di una epidemia, ma importa soltanto di vendere le proprie merci al prezzo pi\u00f9 alto possibile. Ora, \u00e8 chiaro che esiste un complesso intreccio di interessi, non sempre puliti, fra le industrie farmaceutiche, la ricerca e la sperimentazione scientifica, la sanit\u00e0 pubblica e privata e la stessa formazione universitaria del personale medico: sono le tessere di un unico mosaico, e quindi sarebbe fatica improba quella di separare ci\u00f2 che, nella sanit\u00e0 pubblica e privata, \u00e8 strettamente e rigorosamente scientifico, ci\u00f2 che appartiene alla sfera della politica sanitaria, e ci\u00f2 che attiene agli interessi privati delle case farmaceutiche e di quei medici, ricercatori e docenti universitari che lavorano e gravitano nella loro stessa sfera d&#8217;azione. Quando si tratta di decidere la somministrazione obbligatoria di un vaccino all&#8217;intera popolazione, o alla popolazione infantile, di uno Stato, sono coinvolti tutti i livelli del sistema: quelli politici e legislativi, quelli strettamente scientifici e di ricerca, quelli dell&#8217;industria farmaceutica e quelli del personale sanitario pubblico e privato. Fatto sta che, tornando all&#8217;esempio della lotta contro il cancro, il sistema chiede, da molti anni, sempre pi\u00f9 denaro e sempre pi\u00f9 potere, per mettere fuori legge qualsiasi terapie alternativa e qualsiasi farmaco non riconosciuto come tale dall&#8217;<em>establishment\u00a0<\/em>medico ufficiale. Dobbiamo quindi aspettarci, nel prossimo futuro, una stretta inesorabile contro chiunque osi insinuare dei dubbi sulla bont\u00e0 di quel che sta facendo la medicina ufficiale nella cosiddetta lotta contro il cancro, e nei confronti di chiunque osi presentare al pubblico delle terapie alternative, al di fuori del circuito accademico e del mercato farmaceutico. Vi sono gi\u00e0 dei chiari indizi in questo senso, primo fra tutti la campagna di diffamazione e l&#8217;ondata di denunce contro coloro i quali praticano le &quot;cinque leggi biologiche&quot; teorizzate dal dottor Hamer e, in generale, contro la Nuova Medicina germanica.<\/p>\n<p>Lo scopo del potere, dunque, \u00e8 il <em>controllo<\/em> degli individui e delle comunit\u00e0; questa \u00e8 una caratteristica del potere moderno, mentre in precedenza, come abbiamo detto, lo scopo era il <em>dominio<\/em>. La differenza fra le due cose \u00e8 che il dominio \u00e8 dominio e basta, mentre il controllo si basa su forme raffinate di condizionamento, manipolazione e di ricerca del consenso; sarebbe impossibile, infatti, controllare tutti i cittadini, non solo nei loro comportamenti (attuali), ma anche nei loro pensieri e sentimenti (potenziali), senza il ricorso massiccio alla manipolazione dell&#8217;informazione, al loro condizionamento intellettuale e psicologico, e alla creazione di un certo livello di consenso, che, per quanto artificiale, \u00e8 il connotato tipico delle societ\u00e0 moderne, nelle quali il cittadino vuole coltivare l&#8217;illusione di contare qualcosa, ossia che il potere non sia dispotico e arbitrario, ma che sia l&#8217;espressione della sua volont\u00e0, della volont\u00e0 generale. E pazienza se la cosiddetta &quot;volont\u00e0 generale&quot; non \u00e8, come pensava Rousseau, pi\u00f9 o meno la stessa cosa della volont\u00e0 di ogni singola persona, sommata a quella di tutte le altre. Prima di tutto, la volont\u00e0 generale si riferisce ai cittadini, non alle persone; ma le persone sono innanzitutto persone, poi anche cittadini, per cui il loro essere persone non si risolve interamente nell&#8217;essere cittadini; ma ci\u00f2, al potere, non interessa. Al potere interessa solo il cittadino, non la persona, entit\u00e0 elusiva, e potenzialmente sovversiva, perch\u00e9 mai del tutto controllabile (ecco perch\u00e9 le societ\u00e0 moderne si sforzano di far scomparire le persone, riducendole solo a cittadini-produttori-consumatori, ossia a numeri nella massa). In secondo luogo, la volont\u00e0 generale \u00e8, come l&#8217;opinione pubblica, una cosa astratta, artificiale, ingannevole: pu\u00f2 essere tutto e anche niente. Quanta ragione aveva L\u00e9on Bloy allorch\u00e9, intervistato da un giovane giornalista (la sola intervista mai concessa dal grande scrittore francese), e questi cominci\u00f2 col dirgli:\u00a0<em>Tutti pensano che&#8230;<\/em>, lo interruppe bruscamente, dicendogli:\u00a0<em>Giovanotto, lo tenga bene a mente: L\u00e9on Bloy non \u00e8\u00a0&quot;tutti&quot;!.<\/em><\/p>\n<p>Il potere moderno, dunque, punta al controllo dei cittadini, se possibile al controllo totale. L&#8217;ideale sarebbe quello di fare in modo che tutti siano controllabili sempre, in qualsiasi luogo e in ogni momento: anche se uno andasse sulla Luna, anche se un altro si facesse ibernare in un frigorifero, il potere vorrebbe sempre sapere dove sono, a che punto sono, in quale condizione si trovano, qual \u00e8 il loro stato di salute, quale il loro grado d&#8217;intelligenza, quale la loro attuale professione, il loro patrimonio, la loro disponibilit\u00e0 finanziaria, quali le loro opinioni politiche, filosofiche e religiose; con chi parlano al telefono, cosa scrivono su internet, chi li contatta, quali relazioni hanno con chiunque altro, sessuali, affettive, professionali, ideologiche, o di qualsiasi altro tipo. L&#8217;ideale sarebbe sapere tutto, e poter disporre di qualsiasi dato in qualsiasi momento, per qualunque eventualit\u00e0 (legale o, eventualmente, anche illegale: perch\u00e9, in un mondo dove tutti sono totalmente controllati, <em>quis custodiet custodes?)<\/em>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che la prima societ\u00e0 in cui si \u00e8 stabilito il potere moderno &#8211; quello tecnologico e finanziario -, ossia la societ\u00e0 inglese, abbia anche prodotto le prime riflessioni su come il potere possa arrivare ad esercitare il massimo del controllo sui cittadini. Nel<em>Panopticon<\/em>\u00a0di Bentham (cfr. il nostro articolo:\u00a0<em>Nel &quot;Panopticon&quot; di Jeremy Bentham il volto poliziesco e totalitario dell&#8217;utilitarismo<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 17\/07\/2013, e ripubblicato su<em>Il Corriere delle Regioni\u00a0<\/em>il 02\/05\/2016) le proposte erano ancora rudimentali e il controllo che si poteva ottenere &#8211; in quel caso, sui detenuti di un penitenziario &#8211; era ancora assai artigianale e imperfetto. Ma la tecnologia elettronica odierna mette a portata di mano ci\u00f2 che, nel XVIII secolo, poteva sembrare solo un (macabro) sogno. Oggi \u00e8 possibile inserire un microchip sottocutaneo e chiunque pu\u00f2 essere immediatamente identificato, e conosciuto tutti ci\u00f2 che lo riguarda. Ma come ottenere il consenso a una simile invasione della sfera privata, in un contesto socio-culturale dominato dalla chiacchiera sulla difesa della\u00a0<em>privacy<\/em>? Semplice: presentando ci\u00f2 non come una limitazione della\u00a0<em>privacy<\/em>\u00a0e una violazione della sfera privata, ma come una opportunit\u00e0 vantaggiosa, o come una somma di opportunit\u00e0 vantaggiose, che vengono offerte al cittadino, per cui restarne esclusi diverrebbe no solo scomodo, ma anche pericoloso. Opportunit\u00e0, comodit\u00e0, sicurezza: ecco le tre parole chiave dell&#8217;indottrinamento ideologico con le quali il potere moderno punta a ottenere il consenso affinch\u00e9 i cittadini chiedano di essere sempre pi\u00f9 strettamente controllati. Con un microchip si potr\u00e0 fare acquisti senza bisogno di denaro contante: come con una carta di credito. Si potr\u00e0 essere curati, in caso di incidente stradale, grazie ai dati sanitari inseriti nel microchip, a cominciare dal gruppo sanguigno: dati necessari e da conoscere urgentemente, in caso si presenti la necessit\u00e0 di una trasfusione di sangue. Si potr\u00e0 essere rintracciati in caso di smarrimento, di rapimento, e cos\u00ec via: i bambini non si perderanno pi\u00f9, e non vi sar\u00e0 pi\u00f9 bisogno di telefonare a trasmissioni come\u00a0<em>Chi l&#8217;ha visto?<\/em>\u00a0per sapere che fine hanno fatto il nonno o la zia, allontanatisi di casa in stato confusionale. E via di seguito.<\/p>\n<p>Un autore, peraltro criticatissimo &#8211; e certamente criticabile, per molti aspetti &#8211; che ha avuto, comunque, il merito di parlare per tempo di queste cose, e di prospettare questi scenari, \u00e8 stato il giornalista inglese David Icke, del quale riportiamo una riflessione che si riferisce alla prossima sostituzione del denaro contante con il microchip sottocutaneo in funzione di carta di credito. Si tenga presente che quando egli scriveva queste cose, nel 1995, non esisteva ancora la moneta unica europea, e tutto il quadro complessivo del potere mondiale e della manipolazione mentale si presentava in forme pi\u00f9 blande e pi\u00f9 incerte, al punto che si poteva perfino dubitare che un disegno di controllo totale esistesse. Oggi, a distanza di pi\u00f9 di vent&#8217;anni, la situazione si \u00e8 alquanto aggravata, e alcune cose che potevano sembrare fantascientifiche, sono divenute realt\u00e0, o sono in procinto di realizzarsi.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, David Icke, in uno dei primi fra i suoi numerosi libri, <em>&#8230; e la verit\u00e0 vi render\u00e0 liberi<\/em> (titolo originale: <em>And the Truth Shall Set You Free<\/em>, Ryde, Bridge of Love Publications, 1995; traduzione dall&#8217;inglese di Ilaria Piccioli, Macro Edizioni, 2001, pp. 300-302):<\/p>\n<p><em>Per valuta globale non si intende vero e proprio denaro. Si tratter\u00e0 esclusivamente di creduto, di cifre sullo schermo di un computer. L&#8217;idea \u00e8 quella di sostituire tutto il denaro cartaceo e le monete, e anche le carte di credito, con un codice a barre inserito sotto la cute di ogni essere umano. L&#8217;inserimento di questo codice a barre verrebbe programmato tenendo conto di tutti i dettagli che ci riguardano, compresi i nostri patrimoni finanziari. Andrete in un negozio e pagherete ci\u00f2 che volete comprare tenendo il vostro codice a barre, che probabilmente sar\u00e0 inserito nel polso, sopra una fonte luminosa alla cassa. Questa legger\u00e0 il codice a barre, verificando se avete abbastanza credito, e aggiorner\u00e0 il vostro estratto conto, eliminando la cifra che avete appena speso.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 offre un enorme potenziale di controllo. Oggi se andate in un negozio e il computer rifiuta la vostra carta di credito, potete pagare in contanti. Ma cosa accadr\u00e0 quando i contanti non esisteranno pi\u00f9 e il computer dir\u00e0 di no al vostro codice a barre?Non avrete i mezzi per acquistare niente. E, naturalmente, quelli che manifesteranno contro la dittatura (allora) globale fascista\/comunista, scopriranno che il computer non vuole saperne di loro. Vi pare esagerato? Assolutamente no. La tecnologia gi\u00e0 esiste e si tratta solo di spingere la pubblica opinione ad accettarla. Ci diranno che questo sistema porr\u00e0 fine a ogni evasione fiscale (niente contanti per evitare le tasse), segner\u00e0 la fine delle truffe sulle carte di credito e contribuir\u00e0 a combattere la &quot;guerra alla droga&quot;, insomma un classico scenario problema-reazione-soluzione, visto che l&#8217;\u00e9lite controlla il mercato globale degli stupefacenti. Le carte di credito sono un passo avanti lungo la strada che ci condurr\u00e0 all&#8217;inserimento del codice a barre e al declino del denaro contante, proprio come le carte d&#8217;identit\u00e0 dotate di microchip sono ulteriori passi avanti verso il microchip sottocutaneo che ci terr\u00e0 in contato permanente con un computer centrale, a meno che non apriamo gli occhi e non diciamo basta.<\/em><\/p>\n<p><em>Il giorno in cui ho completato la bozza di questo capitolo, o che cos\u00ec credevo, ho cominciato a leggere il giornale il londinese &quot;Times&quot; del 6 gennaio 1995 e riportava un articolo di Paul Penrose, intitolato &quot;Le carte di credito elettroniche saranno la valuta comune europea?&quot;. Tutto quello che avevo scritto quel giorno e che avevo delineato in &quot;The Robot&#8217;s Rebellion&quot;, era l\u00ec davanti a me. L&#8217;articolo sosteneva che i migliori cervelli delle banche dell&#8217;Unione Europea stavano progettando il denaro del futuro e che l&#8217;introduzione della progettata valuta europea si sarebbe rivelata assai costosa per governi e aziende, a causa di tutte quelle nuove banconote e monete. Quindi c&#8217;era un problema. Quale poteva essere la soluzione, allora? Poteva forse essere semplicemente&#8230;? Oh, certo che poteva. Cito testualmente:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Una soluzione originale \u00e8 quella di eliminare gradualmente tutti i contanti. In questo scenario, il denaro elettronico [credito] registrato in un microchip inserito in una carta di plastica diventerebbe la simbolica valuta comune di un&#8217;Europa unita. Nel superstato federale del prossimo millennio, probabilmente non si sentiranno frusciare le banconote degli Euro, ma si sentir\u00e0 solo il bip dell&#8217;elaboratore acceso mentre vengono modificati i dati da esso leggibili&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>E, certamente, qualche imperfezione verr\u00e0 riscontrata in questo sistema, una volta che esso sar\u00e0 introdotto e che scompariranno i contanti. La soluzione a questo &quot;problema&quot; sar\u00e0 l&#8217;essere umano con codice a barre. Per accelerare la realizzazione della banca centrale mondiale e della valuta unica mondiale si provocher\u00e0 un tracollo globale e una generale confusione monetaria, ricorrendo ai metodi pi\u00f9 consumati. Perch\u00e9 ci\u00f2 funzioni e perch\u00e9 l&#8217;opinione pubblica sia ingannata, l&#8217;\u00e9lite avr\u00e0 bisogno di trovare un capro espiatorio per il tracollo, in modo che i banchieri e i politici possano apparire all&#8217;orizzonte in groppa ai loro bianchi destrieri per offrire la soluzione.<\/em><\/p>\n<p>Aggiungiamo solo, a queste riflessioni, una piccola, inquietante domande: che succeder\u00e0 se il potere trover\u00e0 il modo di inserirci un particolare microchip a nostra insaputa, ad esempio nel corso di una terapia obbligatoria contro questa o quella epidemia; e se esso ci verr\u00e0 inserito non sotto la pelle del polso, ma nel cervello, al fine di avere il controllo totale anche dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e della nostra volont\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scopo del potere si \u00e8 sensibilmente modificato dopo l&#8217;avvento della modernit\u00e0. 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