{"id":24062,"date":"2015-10-20T10:20:00","date_gmt":"2015-10-20T10:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/20\/il-movimento-cluniacense-dono-alla-chiesa-e-alleuropa-una-seconda-giovinezza\/"},"modified":"2015-10-20T10:20:00","modified_gmt":"2015-10-20T10:20:00","slug":"il-movimento-cluniacense-dono-alla-chiesa-e-alleuropa-una-seconda-giovinezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/20\/il-movimento-cluniacense-dono-alla-chiesa-e-alleuropa-una-seconda-giovinezza\/","title":{"rendered":"Il movimento cluniacense don\u00f2 alla Chiesa e all\u2019Europa una seconda giovinezza"},"content":{"rendered":"<p>La riforma cluniacense e il movimento che ne scatur\u00ec, fra X e XI secolo, ossia nel momento della massima frammentazione politica dell&#8217;Europa, seguita alla disgregazione dell&#8217;Impero carolingio, diede alla Chiesa e alla societ\u00e0 europea gli strumenti spirituali per rigenerarsi e per vivere una seconda giovinezza: tale fu il suo significato pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>Il vasto moto religioso che si irradi\u00f2 dall&#8217;abbazia di Cluny, in Borgogna, a partire dalla seconda met\u00e0 del 900, e si diffuse a macchia d&#8217;olio in tutto il continente, suscitando o ridestando immense forze morali, ebbe un significato assai pi\u00f9 grande che un &quot;semplice&quot; ritorno alla Regola benedettina o una &quot;semplice&quot; riforma moralizzatrice in seno alla Chiesa, divenuta sempre pi\u00f9 corrotta, mondana e simoniaca: fu una vera e propria rifondazione delle radici stesse della spiritualit\u00e0 benedettina, anzi, di pi\u00f9, quasi un ritorno alla spiritualit\u00e0 dei Padri del deserto, degli anacoreti; di certo, un recupero della netta separazione fra Chiesa e mondo, ed una opzione radicale per la prima, vista come il tramite indispensabile alla salvezza dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>A Cluny, insomma, si gettarono i dadi per i successivi quattro o cinque secoli: in un certo senso, la Chiesa visse delle energie spirituali accumulate dalla riforma cluniacense, le spese, le dissip\u00f2, e, al principio del XVI secolo, si trov\u00f2 di fronte, per la seconda volta, al proprio logoramento interno, alla perdita della spinta morale che l&#8217;aveva sostenuta; e allora, tardando troppo ad auto-riformarsi (nonostante le numerose, ma inascoltate, grida d&#8217;allarme), Lutero prima, Zwingli e Clavino poi, si inserirono nella breccia e scardinarono dall&#8217;interno la sua unit\u00e0. Eppure la Chiesa cattolica sarebbe riuscita a superare anche quella terribile prova, e, di nuovo, grazie al tempestivo affermarsi di una nuova fonte di energia spirituale: quella sprigionata dal nuovo ordine fondato da Ignazio di Loyola, i Gesuiti. Senza di loro, forse la Chiesa non avrebbe superato la prova e si sarebbe sfasciata, oppure avrebbe trascinato una lenta agonia, spegnendosi a poco a poco: grazie ai Gesuiti, fu addirittura in grado, dopo aver serrato le file e medicato le ferite pi\u00f9 gravi, di riprendere l&#8217;iniziativa.<\/p>\n<p>Oltre a tutto questo, Cluny ebbe anche un altro significato: lo svincolarsi delle abbazie dall&#8217;autorit\u00e0 dei vescovi, troppo spesso mondanizzati e compromessi col potere politico. Senza il movimento della riforma cluniacense, ben difficilmente Gregorio VII avrebbe potuto lanciare all&#8217;imperatore Enrico IV il guanto della sfida sulla questione delle investiture, e, attraverso la nomina dei vescovi-conti, la Chiesa sarebbe ritornata &#8212; o, per meglio dire, sarebbe rimasta &#8212; sottomessa all&#8217;autorit\u00e0 del potere temporale, e avrebbe definitivamente smarrito la propria missione. I monaci di Cluny svolsero, dunque, l&#8217;immensa opera di riportare la Chiesa a se stessa, alla propria ragion d&#8217;essere e alla propria vocazione originaria: che non era di compromissione con il mondo, ma di alternativa al mondo. Ponendo, di fatto, l&#8217;autorit\u00e0 e il prestigio delle abbazie al di fuori, e, non di rado, al di sopra di quelle delle diocesi, i monaci cluniacensi riportarono la cristianit\u00e0 nel clima, fervente e carico di tensione verso il soprannaturale, che aveva caratterizzato l&#8217;espansione missionaria verso la Germania, verso i Paesi slavi e verso le Isole britanniche, nei secoli oscuri che vanno dalla caduta dell&#8217;Impero Romano di Occidente alla fondazione dell&#8217;Impero carolingio. Furono loro a indicare nuovamente agli uomini la via del Cielo, della vita perfetta, del pellegrinaggio verso la realt\u00e0 eterna, con lo stesso fervore e con la stessa che aveva spinto i monaci irlandesi ad alzare le vele persino verso le terre brumose e semi-leggendarie dei mari artici, per evangelizzarle, avendo ormai raggiunto gli estremi confini del continente nella diffusione della Buona novella di Cristo.<\/p>\n<p>Ha scritto il grande storico Henry Pirenne nella \u00abStoria d&#8217;Europa dalle invasioni barbariche al XVI secolo\u00bb (titolo originale: \u00abHistoire de l&#8217;Europe des invasions au XVIe si\u00e8cle\u00bb; traduzione dal francese di Cristiana Maria Carbone, Roma, Newton &amp; Compton Editori, 1991, pp. 133-137):<\/p>\n<p><em>\u00abIl feudalesimo, diffondendosi e distruggendo lo stato, ebbe ripercussioni anche sulla Chiesa. In Francia, in Lotaringia,in Italia, la situazione dei vescovi \u00e8 pressappoco la stessa di quella del papa a Roma. Devono difendersi contro i feudatari dei dintorni, oppure vengono imposti al clero da quegli stessi feudatari, cacciati se non piacciono al partito pi\u00f9 forte, assassinato, talvolta, se lo sfidano troppo apertamente. Il papa non pu\u00f2 niente per loro [&#8230;].<\/em><\/p>\n<p><em>A differenza di ci\u00f2 che accadde per lo Stato, il male della Chiesa non \u00e8 che in superficie. Essa accusa il contraccolpo del&#8217;espansione feudale, ma poich\u00e9 la sua organizzazione \u00e8 al di fuori della societ\u00e0 politica, non pu\u00f2 esserne intaccata. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;influenza delle abbazie aumenta perch\u00e9 molte chiese sono di loro propriet\u00e0 o dipendono da esse e hanno monaci per cappellani. L&#8217;ideale che si coltiva della santit\u00e0, \u00e8 &#8216;ideale monastico: la rinuncia al secolo per salvare l&#8217;anima, a esclusione di qualsiasi attivit\u00e0 sociale, e di qualsiasi altra virt\u00f9 che non siano la rinuncia, l&#8217;umilt\u00e0 e la castit\u00e0. Da qui sarebbe venuto il rinnovamento della Chiesa, non dai vescovi, fossero essi semi-feudatari come in Francia, o fedeli alla tradizione carolingia come in Germania.Il loro sapere non ha alcun effetto su questo pubblico incolto, che ha bisogno di santi e di taumaturghi. In questo senso il feudalesimo, al pari del popolo, pensa che i vescovi siano suoi avversari. Saccheggia i monasteri, ma li rispetta, e, sul letto di more, i principi che li hanno maggiormente depredati, fanno cospicue donazioni. Tutti venerano la santit\u00e0 e deplorano il disordine in cui sono caduti i monasteri, pur essendone loro la causa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Credo si possa dire che con Cluny, il monachesimo lascia per secoli la sua impronta sul cristianesimo occidentale. Senza dubbio, gi\u00e0 prima di allora i monaci hanno avuto un ruolo notevole, soprattutto con la conversione dell&#8217;Inghilterra. Ma il clero secolare \u00e8 pi\u00f9 importante. : \u00e8 attraverso di esso che si realizza l&#8217;alleanza tra la Chiesa e lo Stato. All&#8217;epoca carolingia, i vescovi sono per met\u00e0 funzionari regi; in Germani,a diventano principi. Ora, \u00e8 proprio questo che condannano i Cluniacensi. \u00a0Per loro, il secolo \u00e8 l&#8217;anticamera dell&#8217;eternit\u00e0. \u00a0Tutto deve essere sacrificato ai fini ultraterreni. \u00a0La salvezza dell&#8217;anima \u00e8 tutto, e non pu\u00f2 realizzarsi che attraverso la Chiesa, la quale per adempiere alla propria missione, non deve assolutamente venire contaminata dall&#8217;ingerenza temporale. Qui non si tratta pi\u00f9 dell&#8217;alleanza tra Chiesa e Stato, ma della subordinazione totale dell&#8217;uomo e della societ\u00e0 alla Chiesa, intermediaria tra lo Stato e Dio, nell&#8217;ambito spirituale. Occorre dunque considerare colpevole di simonia chiunque assecondi \u00a0l&#8217;ingerenza del potere laico nelle questioni religiose. \u00a0Il prete appartiene soltanto alla Chiesa. Non deve pi\u00f9 avere un signore, non deve pi\u00f9 avere una famiglia. Il matrimonio dei preti, tollerato di fato, \u00e8 un abominio che deve scomparire. \u00a0Spiritualizzazione completa della Chiesa, osservazione assoluta del diritto canonico,, ecco, se non il programma vero e proprio, almeno la tendenza di Cluny. Nell&#8217;ambito della devozione, l&#8217;ascetismo; nell&#8217;ambito politico, la piena libert\u00e0 della Chiesa, la rottura dei vincoli che la tengono legata ala societ\u00e0 civile. In questo senso, Cluny si pu\u00f2 dire anti-carolingio. Ma \u00e8 papista, perch\u00e9 \u00e8 evidente che la Chiesa, per essere indipendente, deve unirsi sotto il suo capo, che \u00e8 a Roma.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Queste conseguenze politiche, implicite nella riforma, non si sono manifestate immediatamente. Fin dal principio, i \u00e8 visto in Cluny solo un rinnovamento della vita ascetica e da ogni parte, principi e vescovi gli hanno chiesto monaci \u00a0per rinnovare le abazie delle loro terre. [&#8230;] E dovunque si introduce, la devozione aumenta, una devozione esteriore, che consiste prima di tutto nel piegarsi al culto, nel rispettarne le feste, nel rimettersi in tutto e per tutto alla Chiesa, sposa di Cristo, sua rappresentante in terra, sorgente mistica di grazia e di salvezza. Aumenta il numero di cavalieri che entrano in religione, dei principi che muoiono indossando l&#8217;abito da monaco; le fondazioni di monasteri nuovi si moltiplicano. Dal X all&#8217;XI secolo ne sorgono in quantit\u00e0. La Chiesa si presenta decisamente come un&#8217;istituzione sovrumana. \u00a0Si vive nel sublime. I miracoli sono all&#8217;ordine del giorno. \u00a0[&#8230;] La pace di Dio, che interrompe le guerre private in occasione delle grandi festivit\u00e0 annuali, \u00e8 una delle conseguenze di questa azione straordinaria della Chiesa. \u00a0[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto questo movimento si \u00e8 sviluppato al di fuori di Roma e del papato. Ma doveva necessariamente arrivare fino a loro e restituire d&#8217;un tratto al successore di Pietro degradato in mezzo agli intrighi feudali e ai conflitti dipartito, protetto dall&#8217;imperatore e impotente nelle sue mani il governo di questa forza immensa che lavorava per lui e aspettava il momento di agire sotto il suo comando.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il movimento cluniacense, dunque, non \u00e8 stato solamente un movimento monastico; \u00e8 stato molto di pi\u00f9: un movimento di riforma complessiva della vita religiosa, spirituale, intellettuale, morale, della Chiesa e dell&#8217;intera cristianit\u00e0, i cui effetti si prolungarono lungo un arco di tempo di almeno tre secoli, se non di pi\u00f9. Non si possono capire l&#8217;immenso moltiplicarsi delle vocazioni monastiche, maschili e femminili, n\u00e9 la prodigiosa fioritura delle cattedrali, romaniche dapprima, gotiche poi; e neppure la spinta evangelizzatrice che permise alla Chiesa di convertire, e trasformare in nuovi bastioni della difesa europea, i popoli e i regni del Settentrione e dell&#8217;Oriente: Danesi, Norvegesi, Svedesi, da un lato, Polacchi, Russi, Bulgari, e infine gli stessi, temutissimi Ungari, dall&#8217;altro; non si possono capire n\u00e9 i successivi ordini mendicanti, francescani e domenicani, n\u00e9 il sorgere e il diffondersi della poesia religiosa, e nemmeno la \u00abDivina Commedia\u00bb o la pittura di Cimabue, Giotto e Duccio di Buoninsegna, o la scultura di Arnolfo di Cambio, di Nicola e Giovanni Pisano, se non si tiene a mente quanto profonda e incisiva fu la riforma cluniacense e quanto essa fu suscitatrice di rinnovate energie morali e spirituali.<\/p>\n<p>Non solo: essa rivendic\u00f2 il primato della Chiesa spirituale sulla Chiesa mondana, delle abbazie sui vescovadi, dei monaci sui preti diocesani. Nel momento storico in cui si era verificata la massima confusione tra le due sfere, quella religiosa e quella politica, confusione tipica della crisi del sistema feudale, la riforma cluniacense ristabil\u00ec fermamente il prestigio e il primato dello spirituale, e, con ci\u00f2, l&#8217;idea che la cosa pi\u00f9 importante, per il cristiano, e anche per la societ\u00e0 cristiana nel suo insieme, \u00e8 la salvezza dell&#8217;anima: dunque, l&#8217;affidarsi completamene alla Chiesa, il frequentare la messa, il pregare, il fare penitenza. Insomma la vita monastica divenne non solo una parte rispettata e ammirata della societ\u00e0, ma ne divenne il modello supremo: tutti, anche i signori pi\u00f9 potenti, anche i borghesi pi\u00f9 ricchi, si sentivano piccoli di fronte alla maest\u00e0 della vita conventuale, e tutti deponevano l&#8217;abituale orgoglio, se non in vita, al momento della morte, lasciando per testamento delle immense eredit\u00e0 proprio ai conventi cluniacensi. I quali resistettero alla terribile tentazione rappresentata da quella massiccia e inusuale disponibilit\u00e0 di ricchezze, non si lasciarono tentare e rivolsero ogni sforzo per rimettere la vita della Chiesa sulla carreggiata della pi\u00f9 austera e rigorosa spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 non fare qualche seria riflessione in chiave di attualit\u00e0 davanti ad un fenomeno storico di tale ampiezza. Anche se sarebbe improprio spingere troppo in l\u00e0 il paragone con la societ\u00e0 europea odierna, la quale si \u00e8 quasi completamente laicizzata e, da tre secoli, si trova sotto l&#8217;influsso di una cultura dominante implicitamente o esplicitamente irreligiosa e anticristiana, resta il fatto che la Chiesa odierna ha scelto, per affrontare la crisi radicale che la investe, la via opposta a quella della riforma cluniacense: vale a dire una pi\u00f9 intensa partecipazione ai problemi del mondo, della vita sociale, della sfera &quot;politica&quot;, quasi per mostrarsi pi\u00f9 zelante delle pubbliche autorit\u00e0 e per rimarcare il proprio impegno, la propria vocazione ai grandi temi della giustizia, della pace, dell&#8217;ambiente e perfino dei diritti della persona, veri o presunti. Ha scelto di radicarsi sempre pi\u00f9 nel territorio, ma in forme sempre pi\u00f9 secolarizzate: con un clero diocesano che, a partire dai vescovi, sembra prendere pi\u00f9 a cuore le questioni relative alla dimensione terrena, che il senso della relazione con Dio. I teologi <em>progressisti<\/em> hanno chiamato tutto ci\u00f2 &quot;svolta antropologica&quot;: di fatto, hanno quasi smesso di parlare del peccato (compreso il Peccato originale), del bene e del male, dell&#8217;anima, della vita ultraterrena, e di tutte le virt\u00f9 che favoriscono la vita buona e l&#8217;incontro con Dio: la sobriet\u00e0, l&#8217;umilt\u00e0, l&#8217;obbedienza, la mansuetudine, il fiducioso abbandono al Padre. La messa tende a trasformarsi in un rito civile, laico, quasi profano, con chitarre e burattini: ma Dio, dov&#8217;\u00e8?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La riforma cluniacense e il movimento che ne scatur\u00ec, fra X e XI secolo, ossia nel momento della massima frammentazione politica dell&#8217;Europa, seguita alla disgregazione dell&#8217;Impero<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[109],"class_list":["post-24062","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24062"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24062\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}