{"id":24053,"date":"2016-07-01T09:26:00","date_gmt":"2016-07-01T09:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/01\/una-classe-dirigente-immemore-e-arrogante-sta-costruendo-una-societa-senzanima\/"},"modified":"2016-07-01T09:26:00","modified_gmt":"2016-07-01T09:26:00","slug":"una-classe-dirigente-immemore-e-arrogante-sta-costruendo-una-societa-senzanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/01\/una-classe-dirigente-immemore-e-arrogante-sta-costruendo-una-societa-senzanima\/","title":{"rendered":"Una classe dirigente immemore e arrogante sta costruendo una societ\u00e0 senz\u2019anima"},"content":{"rendered":"<p>Sindaci, assessori e urbanisti, immemori e arroganti, pianificano la distruzione sistematica dei vecchi quartieri, mandano avanti le ruspe come fossero carri armati e, al posto dei vecchi edifici, cari al cuore dei cittadini, perch\u00e9 carichi di ricordi, tirano su edifici verticali mozzafiato <em>high-tech<\/em>, sfavillanti nelle loro linee ultramoderne, da esporre come biglietti da visita delle loro politiche urbane &quot;illuminate&quot; e della loro voglia di fare &quot;guardando in avanti&quot;. Un esempio fra mille: a Udine, in Via Generale Carlo Caneva (all&#8217;interno del centro storico), nel 2011 sono state abbattute delle casette del 1700, peraltro in buono stato, care a tutti i cittadini perch\u00e9, tra gli anni &#8217;50 e &#8217;70 del Novecento, ospitavano una notissima gelateria familiare; al loro posto, \u00e8 stato eretto un palazzone di sette piani (pi\u00f9 due interrati, adibiti a parcheggio) ad alta tecnologia. Ora toccher\u00e0 a una chiesetta, anch&#8217;essa storica, posta all&#8217;interno dell&#8217;ex Istituto Femminile <em>Renati<\/em>, passato all&#8217;Ateneo udinese, che ne ha autorizzato la demolizione. Alla faccia delle obiezioni di chi non \u00e8 d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Uomini e donne politici, immemori e arroganti, portano avanti i loro disegni di legge che calpestano il comune sentire di oltre met\u00e0 dei loro concittadini, per puntiglio ideologico, per smania d&#8217;imporre a tutti la loro concezione di vita &quot;progressista&quot; e &quot;libertaria&quot;, mentre \u00e8 solo giacobina e stalinista, nel senso pi\u00f9 banale della parola, cio\u00e8 totalitaria e forcaiola (nei confronti di chi non \u00e8 d&#8217;accordo). Valga per tutti l&#8217;ex ministra Melandri, evidentemente indispettita per l&#8217;esito del referendum sulla Brexit, che re-twitta: <em>Invece di negare il voto ai minori di 18 anni, perch\u00e9 non toglierlo a chi ne ha ancora meno 18 da vivere?<\/em> Ora, il partito politico della signora Melandri si \u00e8 sempre qualificato come il difensore dei pi\u00f9 deboli, dei pi\u00f9 indifesi; domandiamo: parlare in questi termini dei vecchi, \u00e8 logico e coerente con una simile pretesa?<\/p>\n<p>Teologi, vescovi e sacerdoti, immemori e arroganti, sostengono che la Chiesa dovrebbe chiedere scusa ai <em>gay<\/em> (non agli omosessuali; ai <em>gay<\/em>, perch\u00e9 le parole da usare le decidono le minoranze che rivendicano i loro presunti diritti: e quei tali cattolici son d&#8217;accordo anche su questo), non si sa bene perch\u00e9, pare per averli &quot;discriminati&quot;: cos\u00ec dice, e da tempo, il cardinale Reinhard Marx, e adesso lo ha detto anche papa Francesco. Il fatto \u00e8 che la Chiesa ha sempre considerato il &quot;vizio impuro contro natura&quot; come un peccato gravissimo; secondo il Catechismo di Pio X, uno dei quattro che gridano vendetta al cospetto di Dio; secondo San Paolo (nella <em>Lettera ai Romani<\/em>), uno dei segni dell&#8217;accecamento e dell&#8217;abbrutimento dell&#8217;uomo che si allontana dalla verit\u00e0 divina. Ha sbagliato la Chiesa per 2000 anni, o stanno delirando i teologi e i preti odierni?<\/p>\n<p>Una classe dirigente arrogante e smemorata sta stravolgendo il paesaggio fisico e, insieme ad esso, il paesaggio civile e morale della nostra societ\u00e0: costoro vogliono ridurre a zero la memoria del passato, il senso d&#8217;identit\u00e0 e di appartenenza, in nome di un &quot;mondialismo&quot; efficientista e tecnologico e di una &quot;globalizzazione&quot; caotica e omologante; vogliono strappare quel poco che resta dell&#8217;anima della civilt\u00e0 dei nostri padri, e sostituirla con un deserto esistenziale, dove n\u00e9 l&#8217;occhio possa trovare dei luoghi noti ed affettivamente significativi, n\u00e9 la mente trovi dei concetti, dei valori e delle pratiche di vita fondate sulla tradizione, ma soltanto realt\u00e0 nuove, incomprensibili, scioccanti, che negano e contraddicono tutto quello che generazioni e generazioni hanno faticosamente conquistato, elaborato, trasmesso, facendone <em>tabula rasa<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 come se questa nuova classe dirigente (nuova, relativamente parlando: la signora Melandri, che vagheggia la proibizione di votare per chi ha meno di 18 anni da vivere, \u00e8 del 1962 e, dunque, ha compiuto 54 anni: si vede che pensa di camparne almeno 100; il cardinale Marx, poi, \u00e8 del 1953, e dunque, di anni ne ha 63) avesse concertato un piano per la distruzione sistematica e concentrica del passato; e, pi\u00f9 precisamente, di quegli elementi del passato che fornivano la malta per tenere unita e coesa la societ\u00e0. \u00c8 come se ci fosse stato un passaparola: via le fondamenta, via la memoria, via la tradizione. Marco Porcio Catone concludeva ogni suo discorso, in Senato, con la frase: <em>Carthago delenda est<\/em>, sia che c&#8217;entrasse, sia che non c&#8217;entrasse affatto con la questione di cui si stava discutendo: per lui, la distruzione di Cartagine era sempre all&#8217;ordine del giorno. Pare che i membri della odierna classe dirigente siano dominati da una analoga fissazione: <em>Traditio delenda est!<\/em>, la tradizione deve essere distrutta. Punto e basta.<\/p>\n<p>Sono uomini del Progresso, loro, non miseri omuncoli del passato. Tutto ci\u00f2 che ha pi\u00f9 di 10 anni, per essi, appartiene al passato, e non merita di sopravvivere: va eliminato per fare posto al nuovo. I sogni pi\u00f9 spinti del <em>Manifesto del Futurismo<\/em> di Filippo Tommaso Marinetti si stanno facendo realt\u00e0: in nome della velocit\u00e0 e della tecnica, si sta demolendo tutto ci\u00f2 che appartiene alla tradizione. La tradizione \u00e8 il Male, il progresso \u00e8 il Bene. Ma i futuristi non erano poi cos\u00ec originali, magnificando il progresso, come credevano di essere: anzi, giungevano con due secoli di ritardo, o poco meno, rispetto agli illuministi del XVIII secolo. E la loro arroganza non \u00e8 per niente originale, neanche quella: \u00e8 sempre la vecchia arroganza scientista e galileiana, vecchia di 400 anni. Quando l&#8217;astronauta russo (<em>pardon<\/em>, sovietico) Jurij Gagarin disse di non aver visto Dio dall&#8217;obl\u00f2 del suo veicolo spaziale, usava i toni e i modi di ragionare di messer Galilei, che sosteneva di poter comprendere una proposizione matematica con la stessa chiarezza di Dio.<\/p>\n<p>La corsa alla modernit\u00e0 \u00e8 una macchina infernale che divora i suoi figli. Chi era, o pensava di essere, un progressista 25 anni fa, ora, se non ha radicalmente cambiato le sue opinioni, rischia di passare per un terribile conservatore, per un irriducibile &quot;nemico&quot; dei suoi ex compagni. In tutti gli ambiti possibili e immaginabili, dall&#8217;architettura alla teologia, dall&#8217;urbanistica alla politica, &quot;nuovo&quot; \u00e8 bello: il guaio \u00e8 che &quot;nuovo&quot; non indica un concetto stabile, ma, per definizione, in perenne mutamento: per essere &quot;nuova&quot;, una cosa deve essere sempre pi\u00f9 giovane; bastano pochi anni, talvolta pochi mesi, a renderla &quot;vecchia&quot; (il ritmo, lo stabiliscono gli sviluppi della tecnica) e, con ci\u00f2, obsoleta, impresentabile e inservibile. Da rottamare senza piet\u00e0. \u00c8 una spirale autodistruttiva che esige sempre nuove vittime da immolare, sempre nuove piramidi di teschi (come si dice abbia fatto Tamerlano nel 1401, dopo aver preso e distrutto Baghdad) per costruire <em>le magnifiche sorti e progressive<\/em>. Ed \u00e8 un&#8217;auto-distruttivit\u00e0 annunciata e fatale, insita nella filosofia del Progresso, qualora non le vengano affiancati gli opportuni correttivi.<\/p>\n<p>Tutti coloro i quali celebrano la filosofia del Progresso &#8212; ma sarebbe pi\u00f9 esatto dire: la mitologia del Progresso -, e la brandiscono come un&#8217;ascia per tagliare i ponti dietro a s\u00e9, mano a mano che la societ\u00e0 viene sospinta sempre avanti (con lo slogan minaccioso: <em>Indietro non si torna!<\/em>), \u00e8 come se dichiarassero la guerra civile permanente. Vedono dei nemici in chiunque ostacoli, o anche solo ritardi minimamente, la loro trionfale avanzata. I vecchi, \u00e8 inutile dirlo, sono il nemico numero uno, il Nemico per antonomasia: quanto sarebbe bello se non ci fossero, se sparissero a un tratto, se si auto-eliminassero! La loro stessa esistenza \u00e8 un attentato contro il Progresso; le loro opinioni sono un furto nei confronti del futuro dei giovani, uno stupro del loro avvenire immacolato: lo si \u00e8 visto con la Brexit, ma \u00e8 storia vecchia (appunto), storia di sempre. Il solo vecchio buono \u00e8 il vecchio morto (beninteso, dopo aver mantenuto, con la sua pensione, figli e nipoti; e a patto che abbia avuto la decenza di lasciar loro qualcosa per testamento, un gruzzoletto che rimanga, una volta detratte le spese per le esequie e per le tasse di successione.<\/p>\n<p>Al <em>Vae victis<\/em> di un tempo (risalente ad una civilt\u00e0 che teneva in gran conto le persone con i capelli bianchi) bisogner\u00e0 sostituire il <em>Vae senibus<\/em>: ancora pochi anni, e il fatto di avere pi\u00f9 di 70 anni sar\u00e0 considerato una sconcezza, un&#8217;assoluta mancanza di buon gusto e discrezione. Insomma, una cosa da non fare. Allora ci sar\u00e0 un <em>boom<\/em> nella vendita di prodotti e servizi capaci di assicurare almeno le apparenze della giovinezza; forse ci sar\u00e0 anche un&#8217;impennata del tasso di corruzione nelle amministrazioni pubbliche, perch\u00e9 molti anziani offriranno consistenti bustarelle per ritoccare verso l&#8217;alto le rispettive date di nascita, togliendosi almeno qualche annetto e rinviando, cos\u00ec, l&#8217;ineluttabile <em>redde rationem<\/em>: con la societ\u00e0; cosa avevate immaginato, con Dio? Che ingenui: eppure \u00e8 cosa nota che Dio perdona, il giovanilismo no. La signora Melandri, tanto giovane non \u00e8: ma l&#8217;importante \u00e8 tifare per i giovani, non esserlo. Almeno fino a un certo punto. Almeno finch\u00e9 si hanno davanti ancora pi\u00f9 di diciotto anni di vita (come dite? chi pu\u00f2 sapere quanto ci resta da vivere? via, non fate i pignoli: basta guardare le statistiche demografiche).<\/p>\n<p>Assisteremo a scene pietose, come quella descritta ne <em>La morte a Venezia<\/em> di Thomas Mann, quando il professor Aschenbach, osservando le chiassate d&#8217;un gruppo di giovanotti, si accorge, a un certo punto, con autentico raccapriccio, che il pi\u00f9 sguaiato, il pi\u00f9 indiavolato, il pi\u00f9 sfacciato di tutti, \u00e8, in realt\u00e0, un vecchio: con i capelli tinti, con la pelle grinzosa: un vecchio travestito da bellimbusto, che si accompagna ai giovani e cerca di sorpassarli in esuberanza e incontrollabile vitalit\u00e0; un vecchio disgustoso, che cerca di farsi perdonare la sua decrepitezza moltiplicando le buffonate e le sconcezze, come per ammansirli e strappar loro un po&#8217; di benevolenza.<\/p>\n<p>Chi lo sa, forse questo sar\u00e0 il destino dei vecchi nel terzo millennio, almeno nelle societ\u00e0 evolute, progredite e democratiche: quelle ove impera il giovanilismo come ideologia permanente. Questo, oppure nascondesi nella cuccia e trattenere il fiato, sperando che gli altri non si accorgano della loro presenza. Cos\u00ec, saranno in tanti a morire soli e dimenticati: se ne accorgeranno i condomini, solo quando, da sotto la porta, comincer\u00e0 a filtrare l&#8217;odore di decomposizione. Cose che gi\u00e0 accadono, peraltro: non stiamo inventando nulla. Solo che diverranno frequentissime; al punto che i proprietari di case e gli amministratori di condominio, per evitare simili inconvenienti (il fastidio e la spesa per far venire il fabbro e chiamare chi di dovere, senza contare la cattiva pubblicit\u00e0) rifiuteranno di vendere o affittare appartamenti a chi abbia superato i 70 anni; e, a quelli che gi\u00e0 li hanno, verr\u00e0 notificato lo sfratto. Che se ne vadano a consumare gli ultimi anni da qualche altra parte: l&#8217;importante \u00e8 che non abbiano il cattivo gusto di crepare qui, dove abita tanta gente per bene e ci sono pure dei bambini, povere creature innocenti.<\/p>\n<p>Comunque, il fatto che si sia sviluppata una classe dirigente immemore e arrogante ha, come inevitabile risultato, la costruzione &#8212; o meglio, la decostruzione &#8212; di una societ\u00e0 senz&#8217;anima, senza passato, senza saggezza, senza lungimiranza: perch\u00e9 la lungimiranza \u00e8 il frutto dell&#8217;accordo fra ci\u00f2 che \u00e8 stato, ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che potrebbe essere. Una societ\u00e0 senza lungimiranza, che si affida al tecnicismo per risolvere i suoi problemi, che delega ai tecnici la gestione dell&#8217;esistente, e ancora ad altri tecnici la progettazione del futuro, \u00e8 una societ\u00e0 che cammina letteralmente sul vuoto, e che far\u00e0 naufragio al primo colpo di vento. La tecnica \u00e8 un mezzo e non un fine; il fine della societ\u00e0 deve essere il bene comune e la sua realizzazione va pensata non in maniera tecnica, ma in maniera umana, cio\u00e8 creativa. Essere creativi non significa gettare nel cestino della carta straccia tutte le idee che abbiano pi\u00f9 di 10 anni, n\u00e9 abbattere tutte le case che ne abbiano pi\u00f9 di 70; e nemmeno mettere i vecchi in un angolo e fare spazio ai giovani, solo perch\u00e9 sono giovani, indipendentemente dal merito. Il merito non ha et\u00e0, e la societ\u00e0 non pu\u00f2 permettersi il lusso di trascurare i meritevoli; allo stesso tempo, per\u00f2, il merito deve essere al servizio dei valori, e il valore che fonda e giustifica tutti gli altri \u00e8, ancora e sempre, la ricerca del bene comune.<\/p>\n<p>Bisogna poi mettersi d&#8217;accordo anche su quest&#8217;ultimo concetto, che pare auto-evidente, e non lo \u00e8. Il bene comune \u00e8 il bene di tutti: ma che cos&#8217;\u00e8 il bene? Secondo noi, non \u00e8 qualcosa che si possa misurare unicamente in base al Prodotto interno lordo, al numero di automobili e computer, alla durata media della vita, e cos\u00ec via; il bene \u00e8 innanzitutto il bene dell&#8217;anima. Lo spirituale comprende il materiale, e non viceversa: dunque, \u00e8 lo spirituale ad avere la priorit\u00e0. Bisogna puntare in primo luogo al bene spirituale: senza disprezzare quello materiale, ma senza pensare che esso possa realizzarsi da se stesso, e che l&#8217;uomo non abbia bisogno di null&#8217;altro. Si pu\u00f2 avere un discreto conto in banca, possedere due automobili e quattro computer a testa, e poter contare su una prospettiva di vita di 80 anni e pi\u00f9, ma essere privi della cosa essenziale: il benessere interiore. Si pu\u00f2 disporre di molte cose e di molta tecnologia, ma essere schiavi delle passioni, prostrati dalla depressione, tentati dall&#8217;idea del suicidio. E questa non \u00e8 retorica, ma pura e semplice verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, la classe dirigente attuale sembra proprio ignorare questo aspetto del reale. Persegue la crescita del P.I.L., l&#8217;aumento del benessere materiale e l&#8217;allungamento della vita media, come se ci\u00f2 fosse tutto. Nella sua ignoranza, non sa chi sia l&#8217;uomo: una creatura che ha sete di Assoluto, cio\u00e8 di Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sindaci, assessori e urbanisti, immemori e arroganti, pianificano la distruzione sistematica dei vecchi quartieri, mandano avanti le ruspe come fossero carri armati e, al posto dei<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[109],"class_list":["post-24053","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24053"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24053\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}