{"id":24046,"date":"2018-04-29T06:43:00","date_gmt":"2018-04-29T06:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/29\/cio-che-amplia-e-restringe-lorizzonte-esistenziale\/"},"modified":"2018-04-29T06:43:00","modified_gmt":"2018-04-29T06:43:00","slug":"cio-che-amplia-e-restringe-lorizzonte-esistenziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/04\/29\/cio-che-amplia-e-restringe-lorizzonte-esistenziale\/","title":{"rendered":"Ci\u00f2 che amplia e restringe l&#8217;orizzonte esistenziale"},"content":{"rendered":"<p>Vi sono cose che allargano e cose che restringono il nostro orizzonte esistenziale, la nostra coscienza di noi stessi e del mondo, la nostra gioia e la nostra comprensione del reale: perch\u00e9 comprendere \u00e8 anche gioire, come ben sa lo studente che, per esempio dopo essersi a lungo affaticato, riesce a risolvere un problema di geometria: \u00e8 come se gli oggetti della sua riflessione si spalancassero di colpo, e come se tutto apparisse improvvisamente sotto una luce nuova, una luce pi\u00f9 vivida e affascinante, che conferisce un nuovo splendore a ci\u00f2 che, prima, appariva grigio e smorto. \u00c8 chiaro che quanto pi\u00f9 \u00e8 ampio il nostro orizzonte di esistenza, tanto maggiore diviene la nostra comprensione e tanto maggiore sar\u00e0 anche la nostra gioia di vivere; e, rispetto a questo, possiamo considerare come un inconveniente secondario il fatto che non sempre comprendere \u00e8 comprendere nella verit\u00e0, perch\u00e9, quanto pi\u00f9 si allarga l&#8217;orizzonte, tanto pi\u00f9 cresce il desiderio della verit\u00e0 e noi diventiamo dei ricercatori sempre pi\u00f9 esigenti, incapaci di accontentarci di una verit\u00e0 qualsiasi; il nostro appetito ha ormai bisogno di un cibo sempre pi\u00f9 sostanzioso e di una bevanda che spenga la sete per davvero, e questo fa s\u00ec che noi non ci accontentiamo pi\u00f9 delle mezze verit\u00e0, delle verit\u00e0 apparenti e superficiali, ma ci avviciniamo realmente al centro della realt\u00e0, dove le cose sono come devono essere e non come, semplicemente, appaiono. In questo senso, se \u00e8 vero che ogni ricerca \u00e8 un cammino, un percorso, e quindi, specialmente nelle fasi iniziali, un andare a tentoni e anche un cadere &#8212; proprio come accade al bambino di pochi mesi, che sta imparando a camminare con le sue gambe &#8212; \u00e8 altrettanto vero che il cercare \u00e8 sempre un cercare la verit\u00e0, e che il desiderio, la febbre, quasi, della verit\u00e0, cresce mano a mano che l&#8217;orizzonte si allarga, per cui arriva il tempo in cui l&#8217;anima non vuole nulla di meno che la verit\u00e0 in se stessa, e disdegna ci\u00f2 che, in un altro tempo, l&#8217;avrebbe forse soddisfatta:. Questo, almeno \u00e8 quanto accade alle anime realmente desiderose del vero, alle anime integre, use a non barare mai al gioco della vita, neppure con se stesse, e indifferenti al plauso o al biasimo altrui, perch\u00e9 di una cosa sola sono impazienti: d&#8217;incontrare l&#8217;approvazione del maestro interiore che giace in fondo all&#8217;anima e che riceve ispirazione, guida e sostegno da quel&#8217;altro Maestro, che \u00e8 al di sopra di noi, perch\u00e9 \u00e8 al di sopra di tutto e di tutti.<\/p>\n<p>Si obietter\u00e0 che non tutti provano questo desiderio, questa febbre della verit\u00e0; e che non tutte le anime gioiscono di fronte alla luce che si riversa sul mondo allorch\u00e9 fanno un passo avanti sulla via della comprensione del reale. Naturalmente questa osservazione \u00e8 giusta, ma ha il difetto di non porre la questione nella prospettiva appropria. Infatti, riteniamo che la natura umana, in quanto natura razionale, \u00e8 naturalmente attratta dalla verit\u00e0; perci\u00f2 la domanda giusta dovrebbe essere questa: come avviene che un gran numero di anime non provano la naturale attrazione verso il vero e non gioiscono, come dovrebbero, davanti alla prospettiva di un graduale allargamento del loro orizzonte esistenziale? Come accade, cio\u00e8, che molte anime si appagano di ci\u00f2 che si trova negli scantinati, frugano incessantemente al buio, nella sporcizia e fra i cattivi odori, cercando cose che s&#8217;illudono essere tali da appagarle e perfino da realizzarle, e non compiono alcun serio sforzo per salire i gradini che conducono verso le magnifiche sale dei piani superiori, inondate di luce e abbellite da una quantit\u00e0 di cose attraenti e raffinate? Se l&#8217;uomo fosse un maiale, non vi sarebbe alcun mistero da chiarire; ma l&#8217;uomo non \u00e8 un maiale: in lui esiste la nostalgia delle altezze, esiste un richiamo, anche se velato, verso ci\u00f2 che di pi\u00f9 nobile offre l&#8217;esistenza, perci\u00f2 verso un allargamento dell&#8217;orizzonte esistenziale, verso un arricchimento della propria sfera spirituale. Giungiamo cos\u00ec ad intuire una terribile verit\u00e0: l&#8217;uomo non si vuol bene quando vive come un maiale, e vi sono delle forze che agiscono per tenerlo nella massima inconsapevolezza possibile, affinch\u00e9 egli non oda la voce della chiamata. Ma su ci\u00f2 torneremo fra poco; ora ci basta aver chiarito questo punto: volersi bene, per l&#8217;uomo, \u00e8 aspirare al meglio della propria natura.<\/p>\n<p>Friedrich Nietzsche ha fatto una osservazione molto acuta &#8212; \u00e8 stato un grande psicologo; pi\u00f9 grande, a nostro avviso, che come filosofo -, a questo proposito, l\u00e0 dove dice, ne <em>La gaia scienza<\/em> ((libro quarto, \u00a7 301; tradizione di Francesca Ricci, Roma, Newton Compton, 1996, p. 174):<\/p>\n<p><em>Le persone elevate si distinguono da quelle di livello inferiore per il fatto che vedono e odono indicibilmente di pi\u00f9, e vedono e odono pensando &#8212; e proprio questo distingue l&#8217;uomo dagli animali e gli animali superiori da quelli inferiori. Il mondo si fa sempre pi\u00f9 pieno per colui che sale nella scala dell&#8217;umanit\u00e0, perch\u00e9 gli vengono gettati sempre pi\u00f9 ami di interesse; la quantit\u00e0 dei suoi stimoli \u00e8 costantemente in crescita e cos\u00ec la quantit\u00e0 dei suoi modi di provare piacere e dispiacere: l&#8217;uomo pi\u00f9 elevato diviene sempre pi\u00f9 felice e pi\u00f9 infelice al tempo stesso&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Il seguito del paragrafo, intitolato <em>Illusione dei contemplativi<\/em>, qui non ci interessa, perch\u00e9 Nietzsche sviluppa un ragionamento che esula dal nostro discorso; ci basta aver trovato una ulteriore conferma del fatto che l&#8217;ampliarsi dell&#8217;orizzonte conoscitivo porta con s\u00e9 un allargamento della dimensione esistenziale, spirituale e morale; anche se Nietzsche, forse, rimane un po&#8217; in superficie quando mette sullo stesso piano la gioia e la sofferenza che l&#8217;acuirsi della consapevolezza reca con s\u00e9. Infatti, nelle nature superiori, il crescere della gioia compensa largamente il crescere dell&#8217;infelicit\u00e0 che la consapevolezza stessa produce, in quanto coscienza del male oltre che del bene. In pratica, il suo punto di vista rimane quello della sensibilit\u00e0; e si sa che le persone sensibili godono e anche soffrono pi\u00f9 delle altre. Ma qui non si tratta solo della sensibilit\u00e0; si tratta anche, e soprattutto, della ricerca del vero: perch\u00e9 \u00e8 questo il tratto distintivo di quelle che lui chiama <em>le persone elevate<\/em>, e che noi preferiamo chiamare le anime nelle quali si \u00e8 prodotto il fenomeno del risveglio interiore e, quindi, l&#8217;apertura ad un livello pi\u00f9 alto di esistenza.<\/p>\n<p>Il problema fondamentale dell&#8217;uomo moderno \u00e8 che la civilt\u00e0 in cui vive \u00e8 fatta in modo da moltiplicare incessantemente le occasioni di discesa verso il basso, e da limitare al massimo la possibilit\u00e0 di un risveglio e un&#8217;apertura della coscienza; in altre parole, \u00e8 fatta in modo da tenerlo avvinto alle catene della inconsapevolezza e da far s\u00ec che egli non si renda neppure conto di essere un prigioniero, cos\u00ec che non provi ci\u00f2 che dovrebbe naturalmente provare in quanto essere umano: la nostalgia delle altezze. In questo senso, l&#8217;uomo che vive nella modernit\u00e0, ma che non le appartiene, deve compiere uno sforzo costante per ritrovare la propria vera natura, sforzo che non era richiesto agli uomini delle generazioni precedenti: da questo punto di vista, infatti, la cosiddetta civilt\u00e0 moderna \u00e8 la pi\u00f9 lontana di tutte dalle vere sorgenti dell&#8217;essere; quella maggiormente dominata dalle tenebre dell&#8217;ignoranza &#8212; una ignoranza diabolica, deliberatamente coltivata dai padroni occulti del mondo &#8212; e, pertanto, a colui che vive in essa viene richiesto un orientamento di vita assai simile a ci\u00f2 che comunemente si chiama eroismo. L&#8217;uomo di oggi \u00e8 chiamato all&#8217;eroismo perch\u00e9 tutto, intorno a lui, lo lusinga, facendo leva sui suoi pi\u00f9 bassi appetiti, lo attira e lo trattiene verso il basso, in modo che il bruco non diventi mai farfalla. E, se \u00e8 vero che l&#8217;apprezzamento delle qualit\u00e0 umane dipende in larga misura dal clima generale che domina in un dato contesto storico, per cui, ad esempio, presso un popolo di eroi, nessuno considera l&#8217;eroismo come una facolt\u00e0 eccezionale, \u00e8 altrettanto vero che essere eroici, nel mondo odierno, richiede effettivamente uno sforzo che pone colui che lo compie molto al di sopra della massa. Non per nulla la societ\u00e0 moderna viene chiamata societ\u00e0 di massa: nella massa, le verit\u00e0 scompaiono e non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di eroismi di alcun tipo, perch\u00e9 ciascuno si accontenta di vivacchiare nel grigiore universale, crogiolandosi nella propria mediocrit\u00e0, proprio come fanno gli altri. D&#8217;altra parte, l&#8217;eroismo che viene richiesto all&#8217;uomo moderno \u00e8 di una natura affatto speciale, la pi\u00f9 lontana da ci\u00f2 che un tempo si intendeva con questo termine: non si tratta, infatti, di lottare a viso aperto per i valori fondamentali: Dio, la patria e la famiglia, come fa Ettore sotto le mura di Troia e come facevano ancora, in una certa misura, i nostri nonni e bisnonni, sull&#8217;argine del Piave o nel deserto di El Alamein. No: si ratta di lottare in una situazione ambigua e sfuggente, di sopportare il peso della incomprensione degli amici, oltre che l&#8217;ostilit\u00e0 dei nemici; si tratta di esporsi non solo al martirio, ma anche al dileggio, che \u00e8 una forma perfida e sottile di martirio morale: proprio come don Chisciotte della Mancia. L&#8217;eroe moderno deve rassegnarsi a lottare nell&#8217;ombra, senza gloria, senza neppure un briciolo di solidariet\u00e0 o comprensione da parte dei suoi stessi compagni di schiavit\u00f9; deve affrontare la rabbiosa reazione dei suoi &quot;amici&quot;, oltre a quella dei nemici dichiarati, perch\u00e9 il fatto di lottare per la verit\u00e0 ne fa un personaggio al tempo stesso detestabile e risibile: detestabile perch\u00e9 rammenta agli altri il loro voltafaccia e la loro vigliaccheria, risibile perch\u00e9 la sua lotta somiglia a quella del valoroso <em>hidalgo<\/em> contro i mulini a vento.<\/p>\n<p>Un tipico esempio di questa particolare condizione dell&#8217;uomo moderno che non si rassegna alla sottomissione e all&#8217;insignificanza \u00e8 offerto, specialmente in questi ultimi tempi, dalla condizione del cattolico. Il cattolico, quello vero, \u00e8 un personaggio due volte eroico: perch\u00e9 lotta, da sempre, contro il paradigma della modernit\u00e0, concentrato sull&#8217;ego e quindi sul consumismo e sulla esteriorit\u00e0, e perch\u00e9, a partire dal Concilio, deve subire anche i continui attacchi dei suoi stessi correligionari &quot;progressisti&quot;, i quali, essendo giunti a un compromesso con il mondo, e avendo rinunciato a testimoniare la loro diversit\u00e0 per non dispiacere al mondo (assordante il loro silenzio sui temi etici, specialmente l&#8217;aborto e l&#8217;eutanasia), lo vedono come il fumo negli occhi perch\u00e9 la sua sola esistenza rappresenta una sfida e un rimorso, in quanto ricorda loro come dovrebbe porsi l&#8217;autentico cristiano di fronte a una civilt\u00e0 radicalmente anticristiana, come lo \u00e8 quella moderna. Ma la cosa peggiore \u00e8 che il vero cristiano, oggi, si trova preso di mira dal suo stesso clero, o da una parte significativa di esso: specialmente l&#8217;alto clero. <em>Preso di mira<\/em> vuol dire che viene bersagliato da novit\u00e0 inaccettabili, eretiche nel significato tecnico della parola: vescovi e cardinali pretendono che egli accetti come cosa normale l&#8217;apostasia dalla fede, che si faccia cristiano per modo di dire, che accolga il codice morale del mondo profano e che si adatti a dei cambiamenti sostanziali della stessa dottrina. E, se non si piega a tutto ci\u00f2, \u00e8 lui a vedersi minacciato di scomunica, o magari di querela (come \u00e8 accaduto a noi personalmente, e proprio da parte di un sacerdote), giacch\u00e9 il clero secolarizzato, il neoclero progressista e modernista, non disdegna affatto di servirsi degli stessi strumenti d&#8217;intimidazione ai quali ricorrono giudici, amministratori e politici quando non hanno altri mezzi per contenere lo sdegno e la protesta dei cittadini: adire le vie legali e trascinare in tribunale chi non si sottomette, tentando d&#8217;infiggergli una grossa pena pecuniaria, tale da indurlo ad ammorbidire la sua intransigenza. Perci\u00f2, la situazione del credente, oggi, \u00e8 questa: o si piega e si rassegna a vedere la sua fede trasformata in qualcosa di radicalmente diverso e di estraneo, in qualcosa che non ha nulla a che fare con ci\u00f2 che la Chiesa stessa ha insegnato per millenovecento anni; oppure deve fare i conti con un clero aggressivo e spregiudicato, che non esista a scagliarsi contro le pecorelle del gregge e che, invece di difenderle dai lupi, si comporta, esso, come un branco di lupi feroci. Solo, senza sostegno spirituale, senza punti di riferimento, il cattolico si trova nella paradossale situazione di doversi guardare da quanti avrebbero il compito di guidarlo e sostenerlo; di vedersi respinto ai margini, trattato da oscurantista, da conservatore, e, soprattutto, moralmente ricattato come persona chiusa e ingenerosa, ad esempio perch\u00e9 chiede che gli si mostri in quale passo del Vangelo il nostro Signore ordina e pretende che un popolo si lasci invadere in casa propria, e sostituire da ondate di stranieri che praticano, oltretutto, le false religioni, e il cui scopo \u00e8 appunto quello di cancellare la presenza cristiana dalla faccia della terra. E mentre subisce questo intollerabile ricatto, il fedele deve anche assistere allo spettacolo sconcertante, abominevole, dei membri del &quot;suo&quot; clero i quali elogiano pubblicamene il peccato e i peccatori: tessono le lodi di abortisti, divorzisti, fautori dell&#8217;eutanasia e delle oscene unioni omofile; predicano la pari dignit\u00e0 di tutte le fedi, invocano Dio, anche per bocca del papa, come Padre di tutte le confessioni; tacciono mentre negli ospedali viene praticata l&#8217;eutanasia perfino ai danni di bambini piccoli, e in spregio alla volont\u00e0 dei genitori; tacciono ormai del tutto sulla pratica dell&#8217;aborto volontario e su quella dell&#8217;inseminazione artificiale, con il relativo congelamento degli embrioni; autorizzano la Comunione ai divorziati risposati: in breve, fanno strame impunemente di duemila anni di morale cattolica. Ma anche queste cose fanno parte della manovra mirante a restringere l&#8217;orizzonte esistenziale e spirituale delle persone, immergendole sempre pi\u00f9 nel provvisorio e nel contingente, sprofondandole sempre pi\u00f9 nelle passioni disordinate, per distaccarle dall&#8217;assoluto e dall&#8217;eterno. La strategia \u00e8 chiara: separare l&#8217;uomo da Dio facendone, ancora e sempre, un misero adoratore del vitello d&#8217;oro di questo mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono cose che allargano e cose che restringono il nostro orizzonte esistenziale, la nostra coscienza di noi stessi e del mondo, la nostra gioia e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[148,263],"class_list":["post-24046","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-friedrich-nietzsche","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24046"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24046\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}