{"id":24041,"date":"2015-07-28T06:36:00","date_gmt":"2015-07-28T06:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/i-maya-furono-distrutti-da-carestie-siccita-e-superstizione\/"},"modified":"2015-07-28T06:36:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:36:00","slug":"i-maya-furono-distrutti-da-carestie-siccita-e-superstizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/i-maya-furono-distrutti-da-carestie-siccita-e-superstizione\/","title":{"rendered":"I Maya furono distrutti da carestie, siccit\u00e0 e \u201csuperstizione\u201d?"},"content":{"rendered":"<p>Troppo mais e troppa religione distrussero la civilt\u00e0 maya?<\/p>\n<p>Un esempio caratteristico della colossale arroganza intellettuale sottesa a questa maniera di impostare una questione scientifica o storiografica, \u00e8 rappresentato dall&#8217;articolo di Franco Capone \u00abLa patria segreta dei Maya\u00bb, apparso su \u00abFocus\u00bb, una rivista specializzata in questo tipo di schematismo ideologico, a base ultra-scientista e radicalmente immanentista, di cui riportiamo i passaggi conclusivi (Milano, n. 145 del novembre 2004, p. 210):<\/p>\n<p><em>\u00abI Maya svilupparono l&#8217;agricoltura in un ambiente all&#8217;inizio favorevole, disboscando la foresta per fare spazio alle coltivazioni. Crearono terrazzamenti per consentire al&#8217;acqua di fermarsi e di non erodere il suolo. Ma un forte incremento demografico li port\u00f2 a sfruttare sempre pi\u00f9 terre e in maniera sempre pi\u00f9 intensa, finch\u00e9 queste s&#8217;impoverirono.<\/em><\/p>\n<p><em>La difficolt\u00e0 dei trasporti (non conoscevano n\u00e9 ruota n\u00e9 animali da soma) permetteva di utilizzare prodotti coltivabili solo a pochi giorni di cammino dalle citt\u00e0. La scelta di effettuare la monocoltura del mais (l&#8217;umanit\u00e0 stessa era immaginata come la piantagione di mais degli d\u00e8i) era un rischio, paragonabile al ruolo centrale del petrolio nell&#8217;economia di oggi.<\/em><\/p>\n<p><em>Allo sfruttamento indiscriminato di acqua e suolo, la classe dominante non contrappose rimedi pratici e decisioni centralizzate, ma soltanto superstizioni e riti, innocui finch\u00e9 la situazione ecologica era ancora favorevole.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma quando siccit\u00e0, cicloni, carestie e malattie diventarono frequenti e inesorabili, la fiducia nei capi fin\u00ec: si ebbero rivolte popolari in molte citt\u00e0, che diventarono ingestibili e alla fine furono abbandonate. E cos\u00ec il caos e la distruzione tornarono a manifestarsi dalla notte dei tempi. Con buona pace degli astrologi.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Questo brano di prosa \u00e8 un piccolo capolavoro di ideologia progressista laica e &quot;illuminata&quot;: quel che serve, per il benessere dell&#8217;umanit\u00e0, sono riforme pratiche e decisioni centralizzate; il resto, e specialmente la religione, non \u00e8 che &quot;superstizione&quot;: perfettamente inutile, ma innocua, finch\u00e9 le cose vanno bene; dannosa e deleteria,e dunque meritevole di essere sradicata senza piet\u00e0, qualora le cose dovessero cominciare ad andar male.<\/p>\n<p>Il fatto che la religione possa essere &#8211; indipendentemente dal fatto di condividere la fede nel mistero del soprannaturale &#8211; un fondamentale collante sociale, e che tale sia stato in effetti, il che \u00e8 storicamente documentabile e dimostrabile, a questi signori non passa neanche per la testa: hanno letto da qualche parte che la religione \u00e8 l&#8217;oppio dei popoli, inventata da una genia di perfidi preti decisi a sfruttare la credulit\u00e0 delle masse; e, con la totale assenza di spirito critico che li contraddistingue, hanno fatto propria una simile teoria, trasformandola in un articolo di fede che non si prendono la briga di citare ogni volta, ma che danno per scontato e per dimostrato, come un dogma sotteso ad ogni ragionamento sulla societ\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che, confrontando la monocoltura del mais praticata dai Maya con il ruolo determinante svolto dal petrolio nell&#8217;economia contemporanea, si viene a sfiorare il tema scabroso della scarsa razionalit\u00e0 del mondo moderno, che pure ha imparato a relegare tra le favole e, appunto, tra le superstizioni, il bisogno religioso presente nell&#8217;uomo, per affidarsi unicamente alla stella polare del Logos strumentale e calcolante, com&#8217;era e com&#8217;\u00e8 nei fervidi voti dei positivisti di ieri e di oggi; ma, a quanto pare, gli araldi del razionalismo scientista neppure si rendono conto dell&#8217;autogol ideologico, e vanno avanti tranquillamente per la loro strada.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 dei Maya, essi dicono, venne distrutta dalla coltura intensiva del mais e dalla &quot;troppa religione&quot; (espressione testuale adoperata nell&#8217;articolo): tale \u00e8 il dogma di fede da cui non si pu\u00f2 prescindere, se non si vuole ricadere in quella &quot;superstizione&quot; che &#8211; essi dicono e ripetono, senza affaticarsi molto a cercare di dimostrarlo &#8211; gi\u00e0 tanti danni ha prodotto in passato. C&#8217;\u00e8, nelle loro parole, addirittura un&#8217;eco della famosa conclusione della monumentale opera di Edward Gibbon, storico inglese dell&#8217;Illuminismo, \u00abThe Decline and Fall of the Roman Empire\u00bb: \u00abHo descritto il trionfo della barbarie e della religione\u00bb, con una esplicita allusione anticristiana che piacque molto ai vari Diderot e Voltaire.<\/p>\n<p>Oggi il discorso di Franco Capone va assai di moda; \u00e8 un argomento, quello della stretta connessione fra religione e devastazione ecologica, che piace, perch\u00e9 consente di mettere tutte le religioni sul banco degli accusati, ma specialmente il cristianesimo, visto come il concentrato di quella attitudine arrogante, scriteriata, antropocentrica, che spinge gli uomini a comportarsi come se il nostro pianeta fosse stato regalato loro da Dio in persona, affinch\u00e9 ne facciano tutto quel che vogliono, preferibilmente inquinandolo, sfruttandolo senza alcun limite, impoverendolo delle sue ricchezze naturali, a cominciare dall&#8217;acqua e dalle foreste.<\/p>\n<p>\u00c8 la stessa musica che abbiamo gi\u00e0 sentito parecchie volte a proposito dell&#8217;isola di Pasqua, nel Pacifico sud-orientale: se i Pasquensi non si fossero messi in capo di costruire centinaia e centinaia di &quot;moai&quot;, le gigantesche ed enigmatiche statue antropomorfe, per il cui trasporto dalle cave di tufo, situate nei coni vulcanici spenti dell&#8217;interno, alle zone costiere, ove furono eretti, erano necessari moltissimi tronchi d&#8217;albero da utilizzare come rulli di scorrimento, le splendide foreste tropicali dell&#8217;isola non sarebbero state distrutte, l&#8217;isola stessa non si sarebbe tragicamente impoverita e, probabilmente, non sarebbero scoppiate le feroci, continue guerre intestine che culminarono nei massacri, nel cannibalismo e nel crollo completo di quella piccola, interessantissima civilt\u00e0 isolana della pi\u00f9 remota Polinesia.<\/p>\n<p>La religione, dunque, fa male, non solo alla facolt\u00e0 razionale dell&#8217;uomo, ma anche al puro e semplice equilibri ecologico della Terra, e, quindi, alle possibilit\u00e0 di sopravvivenza future dell&#8217;umanit\u00e0, in un mondo sempre pi\u00f9 sovrappopolato, sempre pi\u00f9 inquinato, e, pertanto, sempre pi\u00f9 bisognoso di rispetto, attenzione e benevolenza verso la natura, da parte dei singoli uomini e delle societ\u00e0? La religione \u00e8 ormai diventata, sotto questo profilo, un lusso che non possiamo pi\u00f9 permetterci di soddisfare, come lo \u00e8 il fatto che, ogni giorno, negli Stati Uniti si stampino 1 milione e 250m mila copie del \u00abNew York Times\u00bb, o come lo sarebbe la &quot;pretesa&quot;, da parte di 1 miliardo e 350 milioni di abitanti della Cina, di seguire l&#8217;uso occidentale nell&#8217;espletare le funzioni corporee, ricorrendo alla pulizia del sedere per mezzo di un certo numero di foglietti di carta igienica, anzich\u00e9, semplicemente, risciacquandosi con l&#8217;acqua corrente?<\/p>\n<p>Secondo i nostri cervelloni scientisti e utilitaristi, il valore delle cose si misura esclusivamente in base a quel che rendono o al danno materiale che possono provocare; e le cose spirituali, in particolare, godono di una certa tolleranza, beninteso venata d&#8217;ironia, a patto che siano relegate in posizione tale da non entrare in rotta di collisione con il benessere materiale. Sia chiaro: non stiamo dicendo che i Pasquensi fecero bene a distruggere le loro foreste, o che i Maya furono intelligenti a puntare tutto sulla monocultura del mais a base religiosa; niente affatto: stiamo solo dicendo che, se la stupidit\u00e0 dei moderni di aver puntato tutto sul petrolio (quando esistevano, ed esistono, le fonti d&#8217;energia alternative, non inquinanti e pressoch\u00e9 inesauribili) \u00e8, veramente, senza attenuanti, quella dei popoli antichi, di aver puntato su uno sfruttamento eccessivo del suolo e della vegetazione, specialmente se partiva da presupposti religiosi, merita un certo qual rispetto, perch\u00e9 non mirava a far arricchire poche multinazionali e a solleticare i consumi privati incentivando l&#8217;egoismo del singolo, ma partiva, comunque, da una nobile concezione dell&#8217;universo, e aveva lo scopo, semmai, di assicurare il benessere collettivo, innanzitutto sul piano interiore, e poi, di riflesso, anche nella dimensione pratica dell&#8217;esistenza materiale. C&#8217;\u00e8 una bella differenza fra lo sbagliare per egoismo capriccioso e sbagliare per difetto di realismo, ma con sagge intenzioni.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, bisogna poi scendere nello specifico e vedere di che religione si tratta. Non tutte le religioni giacciono sullo stesso piano di verit\u00e0; ve ne sono alcune che, per il contenuto di violenza e di superstizione che contengono, sembrano degradare, piuttosto che innalzare il livello della spiritualit\u00e0 e dell&#8217;etica: e tali sono quelle basate sui sacrifici umani, quale componente fondamentale dei loro riti (la religione dei Maya, come pure quella degli Aztechi, era fra queste); altre che, per l&#8217;incitamento all&#8217;odio verso i membri di tutte le altre religioni, per la crudelt\u00e0 e l&#8217;intolleranza di cui sono intessute in maniera essenziale (e non in maniera accidentale, come una sovrastruttura che, per ragioni storiche e contingenti, pu\u00f2, talvolta, aprirsi un varco e quasi prendere il sopravvento), costituiscono una minaccia permanente alla pace fra i popoli e le nazioni.<\/p>\n<p>La cultura scientista e immanentista oggi dominante non distingue fra l&#8217;una e l&#8217;altra religione, perch\u00e9, per essa, dire &quot;religione&quot; equivale, come per Voltaire, a dire &quot;superstizione&quot;. I suoi araldi non lo dichiarano apertamente, tranne qualche caso (come Piergiorgio Odifreddi), per\u00f2 il loro vero obiettivo \u00e8 colpire il cristianesimo, e, pi\u00f9 specificamente, il cattolicesimo. Figuriamoci se a costoro importa qualcosa della religione degli antichi Maya, in s\u00e9 e per s\u00e9, o magari quella degli abitanti dell&#8217;isola di Pasqua; no: quella che vogliono colpire, \u00e8 la religione cattolica. Tuttavia, preferiscono non attaccarlo frontalmente: la cosa sarebbe inelegante e potrebbe comportare pur sempre qualche inconveniente, qualche sgradito effetto collaterale; perch\u00e9, con buona pace dei profeti della morte del cristianesimo, il cristianesimo \u00e8 ancora pi\u00f9 vivo di quel che nessuno si sarebbe azzardato a pronosticare cento anni fa. I suoi aspiranti becchini masticano amaro: sono l\u00ec, con le pale in mano, in attesa che il moribondo si decida a passare a miglior vita; per\u00f2 il tempo passa, e l&#8217;attesa rischia di farsi lunga, lunghissima: al punto che rischiano di morire loro, di vecchiaia, prima di aver avuto la soddisfazione di poterlo seppellire.<\/p>\n<p>Ora, se essi riescono a far passare il paradigma moderno, secondo il quale la religione \u00e8, per definizione, una forma inferiore della vita dello spirito, e un qualcosa di indegno di una persona intelligente, civile e responsabile (come riteneva Freud, e come ritengono, con lui, tutti i suoi odierni seguaci e sacerdoti), ebbene il loro obiettivo sar\u00e0 stato comunque raggiunto: il cristianesimo sar\u00e0 stato screditato automaticamente. Non vi sar\u00e0 pi\u00f9 bisogno di attacchi frontali, di spiacevoli e imbarazzanti polemiche. Ormai soltanto gli anticristiani pi\u00f9 ottusi e meno intelligenti insistono con il processo di Galilei, anche perch\u00e9 si sono accorti che simili argomenti rischiano di trasformarsi in altrettanti <em>boomerang<\/em>: rischiano di far emergere una verit\u00e0 storica molto, troppo diversa da quella che la vulgata laicista e radicale aveva tentato di accreditare in via definitiva. Molto meglio restare sul vago, allora, e dare per scontato, senza prendersi la briga di dimostrarlo, che tutte le religioni, indipendentemente dal loro valore morale e dal loro eventuale contenuto di verit\u00e0, sono una forma di alienazione: una dispersione di risorse, uno spreco di energie, che una societ\u00e0 ricca e prospera pu\u00f2 anche permettersi, ma che, in tempi di magra, bisogna assolutamente tagliare, cos\u00ec come l&#8217;amministrazione ferroviaria taglia, per ragioni di bilancio, i &quot;rami secchi&quot;: le tratte secondarie che non producono reddito, perch\u00e9 trasportano poche merci e pochi viaggiatori.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: la posta in gioco non \u00e8 la credenza in Dio, ma l&#8217;idea dell&#8217;uomo che l&#8217;uomo vuole elaborare e in cui vuole specchiarsi. Suggerire al pubblico che le religioni, nel migliore dei casi, rappresentano delle credenze inutili e superstiziose, mentre, nel peggiore, sono dei veri e propri fattori involutivi, delle bombe a orologeria che finiranno per esplodere, trascinando nel disastro la societ\u00e0 da esse parassitata, implica un&#8217;idea dell&#8217;<em>homo tecnologicus<\/em>, moderno ed emancipato, che non crede ad alcun dio tranne la Scienza; che non ha necessit\u00e0 spirituali nel senso specifico del termine, ma solo curiosit\u00e0 intellettuali o bisogni fisiologici da soddisfare; che non riconosce alcun criterio morale e alcuna regola di vita sociale, tranne quelle stabilite per via scientifica, in senso utilitarista: ci\u00f2 che \u00e8 utile va approvato, ci\u00f2 che non lo \u00e8 va eliminato. N\u00e9 vanno eliminate solo le credenze inutili, ma anche le cose e le persone inutili; e chi sia utile, oppure inutile, lo decideranno il pragmatismo scientista e l&#8217;utilitarismo edonista.<\/p>\n<p>Del testo, non occorre immaginare il futuro: basta guardare il presente, per vedere che le cose stanno gi\u00e0 cos\u00ec. Aborto ed eutanasia, manipolazione genetica e clonazione sono solo alcune delle pratiche che si stanno instaurando silenziosamente, con la tacita approvazione della nostra societ\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Troppo mais e troppa religione distrussero la civilt\u00e0 maya? 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