{"id":24032,"date":"2016-02-11T03:08:00","date_gmt":"2016-02-11T03:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/11\/la-citta-terrena-e-solo-un-momento-del-nostro-pellegrinaggio-verso-leterno\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"la-citta-terrena-e-solo-un-momento-del-nostro-pellegrinaggio-verso-leterno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/11\/la-citta-terrena-e-solo-un-momento-del-nostro-pellegrinaggio-verso-leterno\/","title":{"rendered":"La citt\u00e0 terrena \u00e8 solo un momento del nostro pellegrinaggio verso l\u2019eterno"},"content":{"rendered":"<p>Nella concezione cristiana, la vita terrena \u00e8 un pellegrinaggio verso l&#8217;eternit\u00e0. Questo, in teoria, lo sanno tutti i cristiani; in pratica &#8212; e qui si vede se, e fino a che punto, essi hanno introiettato realmente lo spirito del Vangelo, e fino a che punto, invece, si sono lasciati silenziosamente irretire e confondere dallo spirito del mondo &#8212; succede che facilmente questa natura pellegrinante della vita terrena venga dimenticata, o messa fra parentesi, per concentrarsi quasi esclusivamente sui bisogni, anche legittimi, per carit\u00e0, della vita terrena, nonch\u00e9 per impegnarsi nello sforzo di edificare una societ\u00e0 migliore e pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p>Ora, il cristiano non dovrebbe dimenticare mai che una societ\u00e0 &quot;migliore&quot;, per lui, non \u00e8, n\u00e9 pu\u00f2 essere, una societ\u00e0 in cui vi siano una buona amministrazione della cosa pubblica, un alto grado di sicurezza e di benessere economico, una ottima assistenza pensionistica e sanitaria, un efficiente sistema scolastico, un fiorente mercato del lavoro e una collaudata stabilit\u00e0 monetaria; tutte queste cose, e molte altre ancora, sono, indubbiamente, positive in se stesse, ma n\u00e9 da ciascuna di loro, n\u00e9 dalla loro somma totale, risulta ci\u00f2 che \u00e8 essenzialmente bene nella prospettiva cristiana: vale a dire una societ\u00e0 che sia orientata verso il trascendente e che favorisca l&#8217;autentico compimento della natura umana: l&#8217;incontro con il divino.<\/p>\n<p>Tale incontro non si pu\u00f2 realizzare, evidentemente, anzi, viene gravemente ostacolato, dalla tendenza scambiare per dei fini quelli che possono essere considerati, tutt&#8217;al pi\u00f9, come dei semplici mezzi per realizzare il fine trascendente della vita umana; per cui non solo la rincorsa ai beni e ai piaceri finiti, materiali, ma anche, e a maggior ragione, i compromessi e i cedimenti etici in vista di un accresciuto benessere, materialisticamente ed egoisticamente inteso, come la pratica dell&#8217;aborto o dell&#8217;eutanasia, e la loro legalizzazione, vanno esattamente nella dimensione opposta e devono essere considerati come dei mali, in quanto, oltre a sfidare l&#8217;assoluta signoria divina sulla vita umana, non favoriscono la crescita e la realizzazione del fine ultimo dell&#8217;esistenza, bens\u00ec intrappolano l&#8217;uomo in un circolo vizioso d&#8217;illusioni e attaccamenti alla propria parte caduca, e, per contro, di oblio della propria parte essenziale.<\/p>\n<p>Tutto questo, lo ripetiamo, sembrerebbe molto chiaro e perfino evidente; e la Chiesa, in effetti, per quasi duemila anni ha saputo tener fermo a tale impostazione fondamentale del rapporto fra la vita terrena e la vita eterna, fra la dimensione naturale e quella soprannaturale; e anche, di conseguenza, fra il singolo individuo e la societ\u00e0 in cui vive, con i suoi legittimi bisogni e la sua umana aspirazione alla felicit\u00e0. C&#8217;\u00e8 forse qualcosa di male nel voler essere uomo fra gli altri uomini, e nel tendere verso la felicit\u00e0? Nulla, assolutamente; a meno che ci\u00f2, in pratica, corrisponda ad un allontanamento da Dio e da ci\u00f2 che \u00e8 essenziale alla vita cristiana: la perfetta gioia in Dio e, quindi, l&#8217;attesa della felicit\u00e0 futura, nella dimensione della pienezza soprannaturale. Nella dimensione del finito, nessuna pienezza \u00e8 possibile; nessun felicit\u00e0 \u00e8 veramente piena e appagante: resta sempre qualche cosa di amaro, di imperfetto, di deludente; e sempre resteranno la povert\u00e0, l&#8217;ignoranza (anche in senso morale), la tendenza a prevaricare il prossimo. Queste cose fanno parte della natura umana dopo la ferita del Peccato originale, e nessun ordine sociale, politico o economico, per quanto ben concepito e ben realizzato, le potr\u00e0 mai eliminare. Pensare diversamente, significa tradire il Vangelo: immaginare, cio\u00e8, che l&#8217;uomo possa redimersi da s\u00e9; che possa trasformarsi un una creatura angelica, la quale non erra, e sa evitare il male e il peccato, perch\u00e9 possiede sufficiente bont\u00e0 e saggezza per riconoscerli e fuggirli; insomma, equivale a rendere del tutto superflua l&#8217;Incarnazione di Cristo e la stessa esistenza di un Dio amorevole e provvidenziale.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, in proposito, una pagina illuminante di Jacques Maritain &#8211; il quale, a sua volta, si \u00e8 largamente ispirato al pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino che fa parte del ciclo di sei lezioni da lui tenute, nel 1936, presso l&#8217;Universit\u00e0 spagnola di Santander (da: J. Maritain, \u00abUmanesimo integrale\u00bb; titolo originale: \u00abHumanisme integral, 1936; traduzione dal francese di Giampietro Dore, Roma, Editrice Studium, 1946, pp. 110-112):<\/p>\n<p><em>\u00abOgni persona singola, ci dice S. Tommaso, ogni persona umana stessa \u00e8 verso la comunit\u00e0 come la parte verso il tutto e dunque a questo titolo \u00e8 subordinata al tutto: &quot;quaelibet persona singularis comparatur ed totam communitatem sicut pars ad totum&quot; (Sum. Theol., II-II, 64, 2).<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 cos\u00ec perch\u00e9 l&#8217;uomo non \u00e8 una pura persona, una persona divina ed \u00e8 al pi\u00f9 basso grado di personalit\u00e0 come di intellettualit\u00e0. L&#8217;uomo non \u00e8 solo persona, cio\u00e8 sussistente spiritualmente, \u00e8 anche individuo, frammento individuato d&#8217;una specie. E perci\u00f2 \u00e8 membro della societ\u00e0 a titolo di parte di questa, e ha bisogno delle costrizioni della vita sociale per essere condotto alla sua stessa vita di persona e sostenuto in questa vita.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma ecco S. Tommaso mettere subito le cose a punto, e completare indispensabilmente il primo testo: l&#8217;uomo, afferma, ha in lui una vita e beni che oltrepassano l&#8217;ordinazione della societ\u00e0 politica: &quot;homo non ordinatur ad communitatem politicam secundum se totum et secundum omnia sua (Ibid., I-II, 21, 4 ad 3). ). E perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 una persona.<\/em><\/p>\n<p><em>La persona umana membro della societ\u00e0 \u00e8 parte di questa come di un tutto pi\u00f9 grande, ma on secondo tutta se stessa e secondo tutto ci\u00f2 che le appartiene! Il centro della sua vita di persona l&#8217;attira al di sopra della citt\u00e0 temporale, di cui questa vita ha tuttavia bisogno.<\/em><\/p>\n<p><em>Appare cos\u00ec l&#8217;antinomia che crea lo stato di tensione proprio alla vita temporale dell&#8217;essere umano: c&#8217;\u00e8 un&#8217;opera comune da compiere da parte del tutto sociale come tale, da quel tutto di cui le persone umane sono parti, e cos\u00ec le persone sono subordinate a quest&#8217;opera comune. E tuttavia ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 profondo nella persona, la sua vocazione eterna, con i beni connessi a tale vocazione, \u00e8 sovraordinato a quest&#8217;opera comune e la finalizza. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;orientamento che attira la citt\u00e0 terrena al di sopra d&#8217;essa stessa e le ritira il carattere di fine ultimo, che ne fa un momento, il momento terreno, nel nostro destino, ma non il termine, deve in effetti esser segnalato come un altro essenziale: questa citt\u00e0 \u00e8 una societ\u00e0 non di genti istallate in dimore definitive, ma di genti in cammino. \u00c8 in questo ci\u00f2 che si potrebbe chiamare una condizione &quot;pellegrinale&quot; della citt\u00e0. Il bisogno paradossale di un essere attirato dal nulla a passare al sovrumano, fa s\u00ec che non ci sia per l&#8217;uomo alcun equilibrio statico, ma solo un equilibrio di tensione e di movimento; e che la vita politica, che deve tender a innalzare pi\u00f9 alto che possibile, relativamente alle condizioni date, il livello di esistenza della moltitudine, deve tendere anche a un certo eroismo e chiedere molto all&#8217;uomo per donargli molto. Ne segue che la condizione di vita dei membri della citt\u00e0 temporale non dovrebbe essere confusa n\u00e9 con una beatitudine quaggi\u00f9, n\u00e9 con una felicit\u00e0 di distensione e di riposo. Ma non ne segue certo che la civilt\u00e0 temporale sia solo un puro mezzo nei riguardi della vita eterna e non abbia in s\u00e9 la dignit\u00e0 di fine (infravalente); n\u00e9 che, col pretesto che la vita presente \u00e8 una valle di lacrime, il cristiano debba rassegnarsi alla ingiustizia o alla condizione servile e alla miseria dei suoi fratelli. Il cristiano, a dire il vero, non \u00e8 mai RASSEGNATO. La sua concezione della citt\u00e0 aspira da s\u00e9 a una disposizione della valle di lacrime che procuri una felicit\u00e0 terrena, relativa ma reale, della moltitudine riunita: una struttura buona, e tale da poter essere vissuta, dell&#8217;esistenza del tutto, uno stato di giustizia, d&#8217;amicizia e di prosperit\u00e0, che renda possibile a ogni persona il compimento del suo destino; richiede che la citt\u00e0 terrena sia disposta in tal modo da riconoscere effettivamente il diritto dei suoi membri all&#8217;esistenza, al lavoro, all&#8217;accrescersi della loro vita di persona. E la condanna portata dal cristiano contro la civilt\u00e0 moderna \u00e8 pi\u00f9 grave, a dire il vero, e pi\u00f9 motivata della condanna socialista o comunista, perch\u00e9 non \u00e8 solo la felicit\u00e0 terrena della comunit\u00e0, sono anche la vita dell&#8217;anima, il destino spirituale della persona a essere minacciati da questa civilt\u00e0. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Questa concezione della citt\u00e0 terrena era quella della cristianit\u00e0 medioevale.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la cristianit\u00e0 medioevale non \u00e8 stata che una elle sue possibili realizzazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>In altri termini, non \u00e8 in maniera UNIVOCA che tale concezione pu\u00f2 realizzarsi nelle diverse et\u00e0 del mondo; \u00e8 in maniera ANALOGICA. Vediamo qui l&#8217;importanza primordiale dell&#8217;idea di analogia per una sana della cultura. E noi dobbiamo qui ispirarci al principio di analogia, che domina tutta la metafisica tomistica e secondo il quale le idee pi\u00f9 alte si realizzano nell&#8217;esistenza in modo essenzialmente diverso, pur conservando intatta la formalit\u00e0 loro propria&#8230;\u00bb<\/em><\/p>\n<p>E questa, appunto, \u00e8 la grande sfida del nostro tempo: trovare la maniera di incarnare l&#8217;ideale cristiano della citt\u00e0 terrena, nella realt\u00e0 presente, senza inutili nostalgie verso ci\u00f2 che \u00e8 irrevocabilmente passato, ma anche senza sottili cedimenti allo spirito del mondo e alle seduzioni della modernit\u00e0, che \u00e8 lo spirito dell&#8217;orgoglio e della umana presunzione. L&#8217;uomo moderno, gonfio di se stesso, si domanda perch\u00e9 mai non potrebbe realizzare quel determinato obiettivo, e cosa gli impedisca di stabilire una societ\u00e0 giusta, pacifica, armoniosa, con le sue sole forze. Anche i cristiani cadono sovente nel trabocchetto: pur senza negare la necessit\u00e0 dell&#8217;aiuto divino, in pratica essi sentono, pensano, parlano e agiscono come se Dio non ci fosse e come se l&#8217;uomo non avesse realmente bisogno di Lui, ma potesse fare per il meglio qualsiasi cosa, grazie alla sua razionalit\u00e0 e ai portenti della tecnologia e della scienza.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 una tentazione diabolica, in questo, la quale si insinua subdolamente proprio nelle anime pi\u00f9 generose, negli spiriti pi\u00f9 intraprendenti: la tentazione di potere e di volere realizzare il paradiso in terra, e di confondere il Regno di Dio con il mondo terreno. Ma Ges\u00f9, nel suo ultimo colloquio terreno con un essere umano, prima di morire sulla croce, cio\u00e8 nel colloquio con Ponzio Pilato, governatore romano, disse chiaramente che il suo regno non \u00e8 di questo mondo. Bisogna fare molta attenzione, pertanto, perch\u00e9 il confine \u00e8 sottilissimo e ambiguo: desiderare un mondo pi\u00f9 giusto, dove milioni di persone non soffrano pi\u00f9 la fame, dove le guerre non imperversino pi\u00f9 e dove la creazione sia rispettata ed amata in se stessa, e non scelleratamente sfruttata e inquinata, tutto questo \u00e8 molto bello e molto giusto: guai se non fossimo sorretti da una fede verso ci\u00f2 che \u00e8 bene, da una speranza di raddrizzare, per quanto possibile, le cose ingiuste e sbagliate che affliggono la vita sociale, sia nel nostro ambito pi\u00f9 prossimo, sia a livello planetario. Ma il pericolo di cadere nella trappola del Diavolo, e di scordarsi che il Regno di Dio non \u00e8 di questo mondo, esiste, ed \u00e8 sempre in agguato. Il giusto atteggiamento del cristiano, quindi, dovrebbe essere quello di lottare per un mondo migliore, ma senza aspettarsi di poterlo vedere mai pienamente realizzato nella sfera dell&#8217;immanenza, perch\u00e9 questo \u00e8 contrario all&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p>Non solo: bisogna anche ricordarsi sempre che esistono varie maniere per amare Dio e il prossimo, e quindi per lavorare per il Regno di Dio; quella dell&#8217;impegno sociale \u00e8 una, ma non \u00e8 certamente l&#8217;unica. Il monaco o la monaca di clausura, i quali, chiusi nelle loro celle, pregano incessantemente, con ardore e totale oblio di s\u00e9, per allontanare dal mondo i mali che lo affliggono, e per domandare a Dio il soccorso della sua grazia, svolgono un ruolo che non \u00e8 d&#8217;importanza secondaria rispetto a nessun altro: anzi, vorremmo dire che occupa il primo posto. Perch\u00e9, come ha detto sempre Ges\u00f9 Cristo, bisogna pregare sempre, senza stanarsi mai: pregando si ottiene qualunque cosa, non gi\u00e0 affannandosi continuamente nell&#8217;impegno materiale, come faceva Marta, la quale, oltretutto, si lamentava perch\u00e9 la sorella Maria non le prestava sufficiente aiuto nelle faccende quotidiane. Bisogna avere le idee ben chiare a questo proposito: il cristiano non si riconosce tanto dal suo impegno politico, sociale, sindacale, economico, a favore del prossimo, ma dalla forza della sua fede: una forza che, come gli \u00e8 stato insegnato, pu\u00f2 smuovere le montagne.<\/p>\n<p>I grandi santi facevano, e fanno, cos\u00ec: si rivolgevano sempre a Dio. Don Giovanni Bosco, in certi giorni, non aveva letteralmente nulla da dar da mangiare ai suoi ragazzi: tuttavia, quando li faceva radunare per distribuire loro il pane quotidiano, quel pane non veniva mai a mancare; oppure giungeva inattesa, all&#8217;ultima ora, una generosa offerta da parte di qualche persona buona. Per il cristiano, tali &quot;miracoli&quot; non sono affatto casuali: sono l&#8217;effetto della fede, della preghiera rivolta a Dio. Perch\u00e9 sta scritto: \u00abBussate e vi sar\u00e0 aperto; chiedete e vi sar\u00e0 dato; cercate e troverete\u00bb&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella concezione cristiana, la vita terrena \u00e8 un pellegrinaggio verso l&#8217;eternit\u00e0. Questo, in teoria, lo sanno tutti i cristiani; in pratica &#8212; e qui si vede<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117],"class_list":["post-24032","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24032"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24032\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}