{"id":24013,"date":"2009-08-30T11:59:00","date_gmt":"2009-08-30T11:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/30\/e-cicerone-lanti-machiavelli-elogio-di-una-politica-dei-valori-e-non-dellutile\/"},"modified":"2009-08-30T11:59:00","modified_gmt":"2009-08-30T11:59:00","slug":"e-cicerone-lanti-machiavelli-elogio-di-una-politica-dei-valori-e-non-dellutile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/30\/e-cicerone-lanti-machiavelli-elogio-di-una-politica-dei-valori-e-non-dellutile\/","title":{"rendered":"\u00c8 Cicerone l&#8217;anti-Machiavelli? Elogio di una politica dei valori e non dell&#8217;utile"},"content":{"rendered":"<p>Nipotini spirituali del Segretario fiorentino, i politici moderni guardano con un sorrisetto di commiserazione all&#8217;idea di una \u00abpolitica dei valori\u00bb, abituati come sono a considerare l&#8217;utile come il metro di giudizio per eccellenza; ovvero, per dirla con Deng Xiao Ping, che di opportunismo se ne intendeva, fin da molto prima di arrivare al supremo potere in Cina: \u00abNon ha importanza se il gatto \u00e8 rosso oppure nero, basta che acchiappi i topi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 noto che Machiavelli aveva eretto a valore paradigmatico la strage perpetrata a tradimento da Cesare Borgia in Senigallia, tanto da dedicarle una apposita operetta; e da essere tornato, in due luoghi de \u00abIl principe\u00bb, a tesserne l&#8217;elogio.<\/p>\n<p>\u00abOnde che il duca deliber\u00f2 non dependere pi\u00f9 dalle arme e fortuna d&#8217;altri [in particolar modo, dalla Francia]. E, la prima cosa, indebol\u00ec le parti Orsine e Colonnese in Roma; perch\u00e9 tutti li aderenti loro, che fussino gentili uomini, se li guadagn\u00f2 facendoli sua gentili uomini e dando loro grandi provisioni; et onorolli, secondo le loro qualit\u00e0, di condotte e di governi; in modo che in pochi mesi nelli animi loro la affezione delle parti si spense, e tutta si volse nel duca. Dopo questa, aspett\u00f2 la occasione di spegnere li Orsini, avendo dispersi quelli di casa Colonna; la quale li venne bene, e lui l&#8217;us\u00f2 meglio; perch\u00e9, avvedutisi li Orsini, tardi, che la grandezza del duca e della Chiesa era la loro ruina, feciono una Dieta alla Magione, nel Perugino. Da quella nacque la rebellione di Urbino e li tumulti di Romagna et infiniti periculi del duca, li quali tutti super\u00f2 con l&#8217;aiuto de&#8217; Franzesi. E, ritornatoli la reputazione, n\u00e9 si fidando di Francia n\u00e9 di altre forze esterne, per non le avere a cimentare, si volse alli inganni; e seppe tanto dissimulare l&#8217;animo suo che li Orsini, mediante el signor Paulo, si riconciliarono seco; con il quale el duca non manc\u00f2 d&#8217;ogni ragione di offizio per assicurarlo, dandoli danari, veste e cavalli; tanto che la simplicit\u00e0 loro li condusse a Sinigallia nelle sue mani. Spenti adunque questi capi, e ridotti li partigiani loro amici sua, aveva il duca gittati assai buoni fondamenti alla potenzia sua, avendo tutta la Romagna con il ducato di Urbino, parendoli, massime, aversi acquistata amica la Romagna e guadagnatosi tutti quelli popoli, per avere cominciato a guastare el bene esser loro.\u00bb [dal cap. VII].<\/p>\n<p>Dunque, per Machiavelli, essersi fidati delle profferte di amicizia e riconciliazione da parte di Cesare Borgia, \u00e8 stata, da parte degli Orsini e degli altri signorotti che finiranno strangolati durante il banchetto di Senigallia, una manifestazione di \u00absimplicit\u00e0\u00bb, ovvero di estrema ingenuit\u00e0, per non dire di vera e propria dabbenaggine.<\/p>\n<p>Quanto al Valentino, il fine giustifica i mezzi: l&#8217;aver ridato ordine e pace alla Romagna, ponendola saldamente sotto il proprio controllo, valeva bene la violazione dei sacri patti dell&#8217;ospitalit\u00e0; un Principe non deve lasciarsi influenzare dalle considerazioni della morale comune, quando \u00e8 in gioco l&#8217;utilit\u00e0 sua e dello Stato. Non che il male diventi bene; il male resta male: tuttavia, il Principe \u00e8 talvolta \u00abnecessitato ad intrarvi\u00bb, quando lo richiede la ragion di Stato.<\/p>\n<p>Ma ecco che cosa aveva scritto Cicerone, nel \u00abDe Officiis\u00bb, a proposito del rapporto fra l&#8217;utile e l&#8217;onesto circa le decisioni politiche dei governi (libro III; 49; traduzione di Anna Resta Barrile, Rizzoli, 1993, p. 353-55):<\/p>\n<p>\u00abBelli sono quei casi nei quali si pospone all&#8217;onesto un&#8217;apparente utilit\u00e0 pubblica. [&#8230;]<\/p>\n<p>Temistocle dopo la vittoria nella guerra contro i Persiani disse nell&#8217;assemblea che aveva da proporre un consiglio utile ala citt\u00e0 , ma che non era opportuno palesare. Chiese che gli fosse concesso di confidarlo a qualcuno. Il popolo scelse Aristide. Temistocle gli disse che si poteva incendiare segretamente la flotta spartana, ancorata al Giteo, e che con questo atto la potenza di Sparta sarebbe stata distrutta. Ci\u00f2 udito, Aristide torn\u00f2 nell&#8217;assemblea e in mezzo alla pi\u00f9 grande aspettativa disse che la proposta di Temistocle era molto utile, ma non era onesta. E gli Ateniesi, ritenendo che ci\u00f2 che non era onesto non fosse neppure utile, respinsero su proposta di Aristide ci\u00f2 che non avevano neanche udito. Si comportarono essi molto meglio di noi, che diamo l&#8217;immunit\u00e0 ai pirati e imponiamo tributi agli alleati.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco uno di quei superbi esempi di virt\u00f9 della storia antica che ti sollevano di un metro da terra e ti fanno rimpiangere di non vivere ai tempi di quei magnanimi giganti, ma in quelli di questi nani che intendono la politica non solo come piccolo cabotaggio e come pura amministrazione dell&#8217;esistente, ma anche come occasione per ogni sorta di maneggi e di basse astuzie per avanzare nell&#8217;ambito dei propri interessi privati, e non certo in quello del bene comune.<\/p>\n<p>Non si vuol certo dire, con questo, che gli antichi fossero tutti virtuosi e intemerati come Aristide, mentre i moderni sono tutti perfidi e spietati come Cesare Borgia; quello che fa la differenza, tra i due episodi che abbiamo riportati (fra i mille che avremmo potuto scegliere per attingervi qualche pillola di saggezza), non \u00e8 il cinismo amorale del secondo o la specchiata onest\u00e0 del primo, ma il ruolo svolto dal popolo ateniese, che possiede la nobilt\u00e0 d&#8217;animo sufficiente a respingere un disegno utile per lo Stato, ma disonesto, SENZA NEMMENO AVERLO VOLUTO ASCOLTARE. Ci\u00f2 la dice lunga sulla diffusione di una concezione della politica impregnata di valori etici, laddove il supposto merito del Segretario fiorentino \u00e8 stato, appunto, quello di operare una drastica e definitiva separazione tra etica e politica.<\/p>\n<p>Non si vuol dire, con questo &#8211; lo ripetiamo &#8211; che la politica degli antichi fosse abitualmente pi\u00f9 morale di quella dei moderni; ma, semplicemente, che la loro idea della politica era fondata su una base etica; la quale, all&#8217;atto pratico, beninteso, poteva anche venire ignorata; cos\u00ec come il tipo ideale dell&#8217;uomo medievale era il santo (e, in seconda istanza, il guerriero), senza ovviamente che gli uomini medievali fossero tutti dei santi o degli aspiranti alla santit\u00e0.<\/p>\n<p>Spiccano, nella storia antica, innumerevoli episodi atroci e politicamente ingiusti.<\/p>\n<p>La terza guerra punica fu voluta e condotta da Roma con una determinazione e con una spregiudicatezza che ricordano moltissimo quelle mostrate dal governo statunitense all&#8217;epoca della seconda guerra contro l&#8217;Iraq.<\/p>\n<p>Lo sterminio degli Eburoni, pianificato ed eseguito da Cesare nel corso della conquista della Gallia, ricorda assai da vicino il genocidio degli Armeni, pianificato e condotto dai Giovani Turchi durante la prima guerra mondiale.<\/p>\n<p>Per non parlare delle devastazioni sistematiche e delle deportazioni di interi popoli, pratiche nelle quali gli Assiri rimasero a lungo dei maestri insuperati, al cui confronto i Greci e gli stessi Romani non erano che dei semplici dilettanti.<\/p>\n<p>Tuttavia, una cosa \u00e8 la pratica e una cosa \u00e8 la dottrina politica. Nessun filosofo dell&#8217;epoca classica, a parte i sofisti, arriv\u00f2 mai a teorizzare la necessit\u00e0 di perseguire l&#8217;utile, calpestando il giusto e l&#8217;onesto: nessuno ne fece mai una dottrina; o, se lo fece, tale dottrina non entr\u00f2 a far parte del senso comune, n\u00e9 nella Grecia delle poleis, n\u00e9 nella Roma repubblicana.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che gli Ateniesi passarono a fil di spada tutti gli abitanti dell&#8217;isola di Melo, all&#8217;epoca della guerra del Peloponneso; ma, ripetiamo, non bisogna confondere il piano della politica pratica da quello della teoria. Non \u00e8 una distinzione gesuitica, ma un riconoscimento della diversa natura dei due ambiti di realt\u00e0.<\/p>\n<p>Un discorso analogo, anzi, ancora pi\u00f9 significativo, si deve fare per quanto riguarda l&#8217;influsso del cristianesimo nell&#8217;ambito della cultura politica. Il cristianesimo ha portato al riconoscimento di alcuni valori minimi che devono essere preservati ad ogni costo, anche nelle circostanze pi\u00f9 estreme: le cosiddette tregue di Dio; la sospensione delle operazioni di guerra nei giorni festivi e nelle altre ricorrenze religiose; il dovere di rispettare gli inermi, le donne, i bambini; gli stessi valori cavallereschi, fondati sulla difesa dei deboli, delle vedove, degli orfani: tutto questo ha ridefinito l&#8217;idea collettiva della politica ed \u00e8 valso ad umanizzare, o almeno a mitigare, gli aspetti pi\u00f9 cinici e brutali della politica, specialmente in tempo di guerra.<\/p>\n<p>Per convincersi di quanto andiamo dicendo, basta confrontare qualche brano dell&#8217;\u00abIliade\u00bb e dell&#8217;\u00abOrlando innamorato\u00bb: l\u00ec, Achille non esita a uccidere l&#8217;avversario inerme, come nel caso di Asteropeo, e ad insultarne il cadavere; e poi, a rivolgere parole crudelissime ad Ettore morente, che gli aveva chiesto di rendere il proprio corpo ai genitori; qui, Orlando e Agricane si battono in un duello accanito, ma cavalleresco, e alternano le varie fasi della lotta mortale con elevati discorsi nel corso della pausa, durante i quali entrambi mostrano generosit\u00e0 e altezza di sentire. Anche nell&#8217;\u00abOrlando furioso\u00bb, del resto, colui che \u00e8 a cavallo non vuole battersi con un avversario appiedato per non godere di un vantaggio disonorevole: e smonta di sella per cimentarsi con lui ad armi pari.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che la umanizzazione del nemico e l&#8217;idea che la politica debba rifiutare i mezzi sleali e disonorevoli \u00e8 il retaggio di una visione dell&#8217;uomo, e del suo posto nel mondo, profondamente diversa da quella di Machiavelli, dominata da una Fortuna cieca e imprevedibile, alla quale si contrappone non gi\u00e0 una ultraterrena Provvidenza, ma una Virt\u00f9 esclusivamente umana, disposta a servirsi, \u00abse necessitata\u00bb, anche del male, pur di raggiungere i propri fini.<\/p>\n<p>Anche i grandi ideali di libert\u00e0, fraternit\u00e0 e uguaglianza proclamati dal 1789 vengono dritti dritti dalla concezione cristiana dell&#8217;uomo e della societ\u00e0, che piaccia o che non piaccia agli storici e agli intellettuali odierni, impeccabilmente \u00abprogressisti\u00bb e fortemente prevenuti contro tutto ci\u00f2 che \u00e8 espressione del sentimento religioso, ai quali piacerebbe dipingere l&#8217;influsso del cristianesimo sulla cultura europea soltanto in termini di ignoranza, superstizione e \u00abinstrumentum regni\u00bb.<\/p>\n<p>Tuttavia, cos\u00ec come non sarebbe corretto affermare che la ghigliottina e le ecatombi su campi di battaglia napoleonici sono, puramente e semplicemente, lo sbocco dell&#8217;ideologia politica dell&#8217;illuminismo, altrettanto non \u00e8 corretto attribuire i roghi degli eretici e le guerre di religione alla concezione etico-politica del cristianesimo.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Cicerone.<\/p>\n<p>La sua concezione generale della politica, cos\u00ec come la sua concezione generale dell&#8217;uomo, \u00e8 strettamente legata alla sua visione profondamente religiosa del mondo: questo, se si vuole, \u00e8 un punto di contatto fra la sua idea della politica, e quella che sar\u00e0 propria del cristianesimo (e di cui v&#8217;\u00e8 gi\u00e0 traccia, ad esempio, in Seneca e nello stesso Virgilio). Il \u00abtrait-d&#8217;union\u00bb fra le due cose \u00e8, naturalmente, la filosofia di Platone: filosofia religiosa quant&#8217;altre mai, e ci\u00f2 vale anche e soprattutto per il suo versante politico.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, che ci stiamo avvicinando al cuore del problema.<\/p>\n<p>La modernit\u00e0, sia nella teoria che nella pratica della politica, costituisce un innegabile regresso sia rispetto all&#8217;ideale greco della polis o a quello romano della res publica, sia rispetto all&#8217;ideale della cristiana Civitas Dei.<\/p>\n<p>Altro che tregue di Dio: nella prima e nella seconda guerra mondiale non si sospendevano i massacri nemmeno nel giorno di Natale; mentre l&#8217;idea di chiudere intere popolazioni nei campi di concentramento, a morire di stenti e malattie (come fecero i Britannici durante la guerra contro i Boeri), o di affamare un intero continente per indurre alla resa il nemico (come fecero ancora i Britannici, e i loro alleati Statunitensi, durante entrambi i conflitti mondiali), hanno questo di nuovo e di diverso, rispetto a pratiche analoghe in uso nel mondo antico e, poi, in quello cristiano medievale: che sono state teorizzate e approvate sia da singoli governi, sia dalla classe dei sedicenti intellettuali e dall&#8217;opinione pubblica, che non ha visto in esse alcunch\u00e9 di riprovevole o, meno ancora, di demoniaco.<\/p>\n<p>Per non palare dei bombardamenti sistematici sulle grandi citt\u00e0, fino a ridurle in cenere, della guerra sottomarina indiscriminata; dei campi di concentramento; delle atomiche sganciate sul Giappone&#8230;<\/p>\n<p>Machiavelli, che separa nettamente la politica dall&#8217;etica, \u00e8 l&#8217;espressione della sensibilit\u00e0 moderna: laica, materialista, pragmatista, utilitarista, efficientista.<\/p>\n<p>Con Machiavelli, la nuova concezione politica entra nell&#8217;era della modernit\u00e0, anticipando di oltre un secolo un analogo evento nell&#8217;ambito della scienza: e \u00abIl Principe\u00bb, del 1513, sta alla nuova idea della politica, cos\u00ec come \u00abLa Nuova Atlantide\u00bb di Francesco Bacone, del 1627, sta alla nuova idea della scienza.<\/p>\n<p>Grazie a questi due cattivi maestri: l&#8217;uno che insegna a manipolare gli uomini senza alcun riguardo per il bene e il male, l&#8217;altro che insegna a manipolare cose, piante e animale senza alcuno scrupolo per la loro intrinseca dignit\u00e0, l&#8217;Europa entra a vele spiegate nell&#8217;era della modernit\u00e0, lasciandosi trionfalmente alle spalle il \u00abbuio\u00bb Medioevo e pensando di emulare, e anzi di superare nettamente, l&#8217;apogeo della stessa civilt\u00e0 classica.<\/p>\n<p>L&#8217;uno e l&#8217;altro hanno eretto a sistema la filosofia del dominio: sugli uomini il primo, sulla natura il secondo; e quindi, inevitabilmente, la filosofia della violenza e della guerra: guerra di tutti contro tutti, come ammoniva un altro padre fondatore della modernit\u00e0, Thomas Hobbes.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 molto di cui andare fieri, in verit\u00e0.<\/p>\n<p>Forse sarebbe tempo di raccontare un&#8217;altra storia ai ragazzi, sui banchi di scuola; e di rivedere anche l&#8217;impostazione prevalente dell&#8217;insegnamento di storia della filosofia.<\/p>\n<p>Forse tutti questi squilli di tromba e rulli di tamburi, quando si annunciano \u00able magnifiche sorti e progressive\u00bb della modernit\u00e0, sono un tantino fuori di luogo.<\/p>\n<p>Forse, dopotutto, nelle cose che realmente contano e non nella costruzione di macchine, gli ultimi secoli della nostra storia non hanno registrato un progresso, ma un regresso: un regresso nel quale siamo tuttora coinvolti, anche se non lo sappiano, anche se siamo fermamente convinti dell&#8217;esatto contrario&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nipotini spirituali del Segretario fiorentino, i politici moderni guardano con un sorrisetto di commiserazione all&#8217;idea di una \u00abpolitica dei valori\u00bb, abituati come sono a considerare l&#8217;utile<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[209],"class_list":["post-24013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-niccolo-machiavelli"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24013\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}