{"id":24011,"date":"2011-05-19T08:21:00","date_gmt":"2011-05-19T08:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/19\/cicadine-ginkgoine-conifere-ma-quante-piante-fossili-prosperano-oggi-con-buona-pace-di-darwin\/"},"modified":"2011-05-19T08:21:00","modified_gmt":"2011-05-19T08:21:00","slug":"cicadine-ginkgoine-conifere-ma-quante-piante-fossili-prosperano-oggi-con-buona-pace-di-darwin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/05\/19\/cicadine-ginkgoine-conifere-ma-quante-piante-fossili-prosperano-oggi-con-buona-pace-di-darwin\/","title":{"rendered":"Cicadine, Ginkgoine, Conifere: ma quante piante fossili prosperano oggi, con buona pace di Darwin"},"content":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 mai capitato di ammirare un Ginkgo Biloba?<\/p>\n<p>Siamo certi di s\u00ec; non \u00e8 poi cos\u00ec raro incontrare questo magnifico albero dal tronco possente, dalla chioma espansa e dalle foglie caratteristicamente divise in due lobi (da cui il suo nome) in qualche giardino o in qualche viale alberato di periferia.<\/p>\n<p>\u00c8 originario della Cina, nella cui lingua viene designato col nome di &quot;albicocco d&#8217;argento&quot;: rappresenta l&#8217;unica specie tuttora vivente della famiglia delle Gingkoine.<\/p>\n<p>La sua classificazione \u00e8 recente, poich\u00e9 data appena dal 1898; mentre il primo a descrivere accuratamente questo albero bello e strano \u00e8 stato il botanico e naturalista tedesco Engelbert Kaempfer (1651-1716), che ebbe l&#8217;occasione di viaggiare a lungo nei Paesi dell&#8217;Estremo Oriente.<\/p>\n<p>I suoi semi non sono protetti dall&#8217;ovario: quindi, nonostante le apparenze, non appartiene alle Angiosperme, ma alle pi\u00f9 antiche e primitive Gimnosperme, le piante che dominarono la superficie terrestre in tempi antichissimi.<\/p>\n<p>Quanto antichi, esattamente? Ebbene, si stima che il Ginkgo non abbia un&#8217;et\u00e0 inferiore ai 250 milioni di anni, vale a dire che risale ai primi tempi del Triassico, la pi\u00f9 antica delle epoche del Mesozoico e quasi ai confini del Permiano, ossia del Paleozoico.<\/p>\n<p>Un&#8217;antichit\u00e0 semplicemente impressionante: diciamo che il Ginkgo \u00e8 un albero che, in base alle teorie evoluzioniste, presentate come verit\u00e0 sacrosanta da Darwin in poi, NON DOVREBBE NEPPURE ESISTERE, perch\u00e9 il semplice fatto della sua esistenza suona come una nota stonata nel bel concerto che quei signori ci stanno suonando da un secolo e mezzo.<\/p>\n<p>Duecentocinquanta milioni di anni sono, geologicamente parlando, un tempo enorme: basti dire che la quasi totalit\u00e0 del paesaggio vegetale, cos\u00ec come noi oggi lo vediamo e lo conosciamo, non risale pi\u00f9 indietro delle ultime glaciazioni del Quaternario, che coprono un periodo misurabile solamente in alcune migliaia di anni.<\/p>\n<p>La scoperta del Ginkgo come specie vivente fu talmente sbalorditiva da lasciare a bocca aperta i botanici che per primi si imbatterono in questo imbarazzante &quot;fossile vivente&quot;: fino a quel momento, lo si conosceva solo attraverso le testimonianze paleontologiche.<\/p>\n<p>Fu tale il rumore per il &quot;ritorno&quot; di quest&#8217;albero possente, che pu\u00f2 innalzare la vetta fino a quaranta metri d&#8217;altezza ed \u00e8 sacro ai monaci buddhisti, che il sommo Goethe volle dedicargli una poesia, traboccante di estatica ammirazione.<\/p>\n<p>Si dice anche che un antico Gingko rimase calcinato, ad Hiroshima, dal bombardamento atomico del 1945, in mezzo a un desolato paesaggio di case annerite e distrutte; ma che, appena tre anni dopo, delle foglioline cominciarono a spuntare dai suoi rami ed oggi quest&#8217;albero meraviglioso \u00e8 effettivamente rinato, testimoniando una forza e un amore per la vita che ha saputo trionfare della peggiore catastrofe mai prodotta nella storia mondiale dalla follia umana.<\/p>\n<p>I Gingko presenti oggi in Italia derivano tutti, probabilmente, da quelli introdotti per la prima volta nell&#8217;Orto Botanico di Pisa; e, anche se non raggiungono le straordinarie dimensioni dei luoghi originari, ove il loro diametro assume proporzioni paragonabili a quelle delle gigantesche sequoie nordamericane, rappresentano comunque un elemento di straordinaria bellezza nel paesaggio vegetale, con una nota indefinibile di esotismo, non tanto un senso geografico, quanto in senso temporale.<\/p>\n<p>Dicevamo che il Gingko Biloba appartiene a una delle quattro classi che formano le Gimnosperme (e quindi non possiede fiori, nel senso che comunemente diamo a questo termine, ma delle strutture chiamate coni o strobili); le altre tre sono le Pteridosperme o Cicadopside, le Conifere e le Gnetali.<\/p>\n<p>Le Pteridiosperme sono le pi\u00f9 interessanti per la loro antichit\u00e0 e perch\u00e9 comprendono forme che si avvicinano, per molti aspetti, alle Felci, altre piante decisamente arcaiche.<\/p>\n<p>Insieme alle Alghe, ai Muschi e ai Licheni, le Felci sono piante che non si riproducono per mezzo di semi, ma di spore. Come negli Equiseti, nelle Felci si osserva l&#8217;alternanza di una generazione sessuata (gametofitica) e di una generazione asessuata (sporofitica).<\/p>\n<p>Dei quattro ordini che compongono le Pteridosperme, due, le Pteridospermali e le Cicadofilicali, si sono estinte alla fine del Permiano, circa 250 milioni di anni fa; un altro, quello delle Bennettitali, si \u00e8 estinto pi\u00f9 tardi, verso la fine del Cretaceo (e quindi del Mesozoico), circa 65 milioni di anni fa; infine l&#8217;ultimo, quello delle Cicadali, \u00e8 sopravvissuto fino ad oggi ed \u00e8 rappresentato dalla bellezza di circa quaranta specie viventi.<\/p>\n<p>Di queste, alcune sono coltivate nei nostri Paesi a scopo ornamentale, ma in genere provengono dall&#8217;Asia orientale e dall&#8217;America tropicale.<\/p>\n<p>Le Conifere comprendono due ordini: quello delle Cordaitali, estinto alla fine del Permiano (come le Pteridospermali) e quello delle Coniferali, tuttora ben prospero e formato da qualcosa come 600 specie: singolare mescolanza, dunque, di forme preistoriche e di forme viventi.<\/p>\n<p>La classe delle Gnetali \u00e8 comparsa alla fine del Paleozoico (circa 248 milioni di anni fa) e sembrerebbe fare da ponte fra le Gimnosperme e le Angiosperme; vi appartengono specie estremamente rare e interessanti, come la &quot;Welwitschia mirabilis&quot; del deserto del Nambi (in Namibia, ex Africa Sudoccidentale tedesca), formata da sole due foglie pelose a continuo accrescimento, che possono raggiungere la lunghezza spropositata di parecchi metri.<\/p>\n<p>Scoperta dal ed esploratore botanico austriaco Friederich Welwitsch (1806-1872), fra le altre stranezze questa pianta \u00e8 difficile da classificare come un&#8217;erba o come un vero e proprio albero, possedendo anche una parte legnosa; alcuni esemplari viventi sono cos\u00ec antichi che, in lingua afrikaans, essa viene denominata &quot;la pianta che non pu\u00f2 morire&quot;.<\/p>\n<p>La datazione col metodo del Carbonio 14, infatti, ha indicato, in taluni casi, un&#8217;et\u00e0 non inferiore ai 2.000 anni: ci\u00f2 significa che si tratta degli esseri viventi pi\u00f9 antichi che si conoscano in natura; esseri che gi\u00e0 affondavano le radici nell&#8217;arido terreno presso la foce del fiume Cunene, quando Giulio Cesare celebrava il trionfo su Vercingetorige dopo la conquista della Gallia transalpina e quando Ges\u00f9 Cristo predicava la sua dottrina nella Giudea, al tempo del procuratore romano Ponzio Pilato.<\/p>\n<p>La classe delle Gingkoali, infine, comprende un solo ordine, originario probabilmente del Paleozoico, ma affermatosi nel Mesozoico; e, come si \u00e8 visto, una sola specie vivente: il Gingko Biloba, domestico in Cina e in Giappone.<\/p>\n<p>Scrivono il paleontologo I. M. Van Der Vlerk, gi\u00e0 docente all&#8217;Universit\u00e0 di Leida, e il geologo Ph. H. Kuenen, gi\u00e0 professore all&#8217;Universit\u00e0 di Groninga, entrambi membri della Reale Accademia olandese delle Scienze, nel libro \u00abGiornale di bordo della Terra. La ricostruzione della preistoria geologica del pianeta Terra\u00bb (titolo originale: \u00abLogboek der Aarde\u00bb, Hilversum, W. De Haan; traduzione italiana di Luigi Castiglione, Milano, Editrice Massimo, 1972, pp. 208-10):<\/p>\n<p>\u00ab[Nel Carbonifero], fra le piante fossili gi\u00e0 collocate sotto il nome di &quot;felci&quot;, compaiono anche delle piante che hanno s\u00ec delle foglie come le felci, ma che si sono apparentemente riprodotte per mezzo di &quot;semenze&quot;. Si tratta delle Pteridosperme. Non \u00e8 a caso che abbiamo posto tra virgolette il termine &quot;semenza&quot;. Infatti, si tratta sempre di sapere se davvero queste piante avevano delle semenze. Il fatto che non sia mai stato trovati un germe che non sia un embrione,d\u00e0 infatti adito a qualche sospetto. Proprio per questo, alcuni ritengono che il bottone seminale abbia direttamente dato i natali ad un nuovo individuo, che non avrebbe in tal caso conosciuto lo stadio intermedio della &quot;semenza&quot;.<\/p>\n<p>Mentre queste &quot;felici a semenza&quot; erano apparse gi\u00e0 durante il Devoniano superiore e non erano comparse che durante il Permiano inferiore, apparve &quot;un po&#8217; pi\u00f9 tardi&quot; sulla Terra cio\u00e8 nel Carbonifero inferiore, un gruppo di piante di cui vale ugualmente la pena di interessarci. Intendiamo parlare delle Cordaite, alberi da 30 a 40 metri di altezza, le cui foglie potevano raggiungere un metro di lunghezza e ed una larghezza di venti centimetri. Questi alberi sono arrivati a resistere per un tempo molto pi\u00f9 lungo delle Pteridosperme, e cio\u00e8 fino all&#8217;inizio del Trias. La cosa pi\u00f9 curiosa \u00e8 che questi grandi alberi differivano totalmente nel loro aspetto esteriore dalle Pteridosperme e presentavano, per quanto concerne le &quot;semenze&quot;, una forte rassomiglianza con questo gruppo vegetale.<\/p>\n<p>Un altro gruppo vegetale oggi scomparso, che fece la sua apparizione pi\u00f9 tardi, \u00e8 quello delle Bennettitine (Permiano-Cretaceo). Queste piante occuparono nella flora giurassica un posto predominante, che non dovettero cedere alle Conifere che durante il periodo Cretaceo. Esteriormente, esse avevano molto delle Cicadine che vivono attualmente nelle contrade tropicali e subtropicali, ben conosciute per il fatto che i loro rami secchi servono a confezionare delle corone mortuarie. Esiste tuttavia una differenza fondamentale tra le Bennettitine e le Cicadine. Mentre in queste ultime gli organi di riproduzione, maschi e femmine, sono separati gli uni dagli altri, nelle Bennettitine essi erano riuniti in un solo fiore.<\/p>\n<p>Questi tre gruppi scomparsi formano, con le Cicadine, le Gingkoine e le Conifere, che noi conosciamo ancora attualmente, quelle che, nella nuova nomenclatura, sono chiamate Mesocormofite. In questi tre gruppi, la Gingko, chiamata da Darwin &quot;il fossile vivente&quot;, non \u00e8 pi\u00f9 rappresentata, nella flora recente, che da una sola specie, la &quot;Gingko Biloba&quot;. \u00c8 l&#8217;albero sacro dei buddhisti. Anche nei nostri paesi, \u00e8 usata come essenza ornamentale. Constatiamo con stupore che questi tre gruppi recenti hanno fatto anche presto la loro apparizione sulla Terra. Le Cicadine datano probabilmente dal Carbonifero; le due altre, la Gingko e le Conifere, datano probabilmente dal Devoniano. Questo significa che, se vogliamo stabilire la parentela esistente tra le specie disperse e quelle tuttora esistenti, occorrer\u00e0 cercar loro un antenato comune che sia vissuto prima del Devoniano, Da quell&#8217;antenato si sono sviluppate le Gingko, le Conifere e le Cordaiti. Per le Cicadine, pensiamo che esista una parentela, da una parte con le Pteridosperme, dall&#8217;altra con le Bennettitine. Non vi \u00e8 neppure da escludere una serie evolutiva Pteridosperme-Cicadine-Bennettitine.\u00bb<\/p>\n<p>Ed ecco i nostri evoluzionisti alle prese con un bel problema.<\/p>\n<p>Il Ginkgo, dunque, svettava nei boschi del Mesozoico all&#8217;epoca dei grandi Dinosauri ed era contemporaneo di creature animali dalla taglia gigantesca, che si aggiravano nelle foreste di Gimnosperme oltre 200 milioni di anni fa.<\/p>\n<p>Le scomode testimonianze naturalistiche dei cosiddetti &quot;fossili viventi&quot;, peraltro, non provengono solo dal mondo vegetale, ma anche da quello animale.<\/p>\n<p>A suo tempo abbiamo rievocato la sensazionale riscoperta, nel 1938, nelle acque sudafricane, del Celacanto, un pesce primitivo (&quot;Latimeria Chalumnae&quot;), cui alcuni paleontologi assegnano un&#8217;et\u00e0 di 65 milioni anni, mentre altri spingono indietro questa datazione fino a 300 e persino a 400 milioni di anni fa (cfr. \u00abLa resurrezione del Celacanto, fossile vivente dei mari\u00bb, consultabile sui siti di Edicolaweb e di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Ma l&#8217;elenco dei fossili viventi sarebbe lungo e potrebbe continuare per un pezzo: a cominciare da due specie viventi, gli squali e i coccodrilli, che siamo abituati a considerare senza stupore, mentre invece la loro presenza dovrebbe destare in noi la pi\u00f9 grande meraviglia, dal momento che non mostrano significative differenze con i loro congeneri fossili che hanno lasciato traccia di s\u00e9 nelle rocce di 300 milioni di anni fa.<\/p>\n<p>Crediamo ce ne sia abbastanza per autorizzare la domanda: se l&#8217;evoluzionismo \u00e8 diventato non pi\u00f9 una teoria scientifica come un&#8217;altra, ma la verit\u00e0 ufficiale della scienza biologica moderna, come va che specie viventi, sia vegetali che animali, sono rimaste perfettamente identiche a se stesse per decine e centinaia di milioni di anni, arrivando vive e vegete fino a noi, in barba a tutte le affermazioni dei solerti darwinisti e neo-darwinisti?<\/p>\n<p>Come mai queste specie non sono scomparse, non si sono radicalmente trasformate in nuove specie, totalmente diverse da quelle originali?<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile che, negli stessi ambienti naturali e con le stesse condizioni climatiche che avrebbero determinato l&#8217;evoluzione e la trasformazione di tutte le altre specie, queste, invece, sono rimaste &quot;ferme&quot;, immobili, spaventosamente fedeli alle proprie forme originarie?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 mai capitato di ammirare un Ginkgo Biloba? 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