{"id":24002,"date":"2009-12-09T12:10:00","date_gmt":"2009-12-09T12:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/12\/09\/in-ogni-essere-umano-vi-sono-molte-piu-cose-di-cio-che-non-appaia-e-che-lui-stesso-sappia\/"},"modified":"2009-12-09T12:10:00","modified_gmt":"2009-12-09T12:10:00","slug":"in-ogni-essere-umano-vi-sono-molte-piu-cose-di-cio-che-non-appaia-e-che-lui-stesso-sappia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/12\/09\/in-ogni-essere-umano-vi-sono-molte-piu-cose-di-cio-che-non-appaia-e-che-lui-stesso-sappia\/","title":{"rendered":"In ogni essere umano vi sono molte pi\u00f9 cose di ci\u00f2 che non appaia, e che lui stesso sappia"},"content":{"rendered":"<p>Gli esseri umani agiscono: \u00e8 nella loro natura; e, anche se non lo fanno, vengono a trovarsi in determinate situazioni e circostanze, inevitabilmente, per il semplice fatto di esistere, di essere vivi nel mondo. Ci\u00f2 \u00e8 sufficiente a farli classificare, dai propri simili, in base agli atti che compiono o alle situazioni in cui si trovano, senza andare troppo per il sottile, senza indugiare a domandarsi quanto, di realmente loro, vi sia in quegli atti, in quelle situazioni.<\/p>\n<p>E anche questa \u00e8 una legge di natura. Noi tendiamo a semplificare, a semplificare tutto, in base alle categorie del nostro utile immediato e della nostra pigrizia intellettuale e morale. E, semplificando oltre ogni limite accettabile, finiamo per stravolgere il volto dell&#8217;altro, sino a trasformarlo in una maschera irriconoscibile, surreale. Egli non \u00e8 pi\u00f9 se stesso: \u00e8 diventato un fantasma, un fantasma che risponde ai nostri bisogni, alle nostre aspettative, ai nostri timori: qualche cosa che esiste soltanto nella nostra immaginazione, non nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Allo stesso modo e con i medesimi meccanismi psicologici che ci spingono, istintivamente, a catalogare piante e animali in nostri amici o nostri nemici, cos\u00ec noi appiccichiamo una etichetta addosso ai nostri simili, inchiodandoli, una volta per tutte, ad un ruolo unico, costringendoli a interpretare sempre la stessa parte.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 particolarmente evidente nelle biografie dei personaggi famosi. Alessandro \u00e8 il conquistatore dell&#8217;Impero Persiano, Carlo Magno il fondatore del Sacro Romano Impero di nazione germanica, Mussolini il fondatore del fascismo e il ventennale dittatore dell&#8217;Italia. Bach, Mozart, Beethoven sono i musicisti per eccellenza; Tiziano, Monet, Van Gogh, sono i pittori; Platone, San Tommaso, Kierkegaard sono i filosofi; e cos\u00ec via. Oppure, si pensi agli sportivi, agli uomini di spettacolo: Carnera \u00e8 il pugile, Merckx \u00e8 il ciclista, Maradona \u00e8 il calciatore; mentre Nurejev \u00e8 il ballerino, Greta Garbo \u00e8 l&#8217;attrice, Barbara Streisand \u00e8 la cantante.<\/p>\n<p>Ma si tratta di una serie di semplificazioni, questo \u00e8 certo: e ne siamo consapevoli. Solo che, per comodit\u00e0 e per pigrizia, non siamo disposti a riconoscere apertamente che ciascuno di questi uomini e di queste donne \u00e8 stato qualche cosa di pi\u00f9, anzi, certamente, molto di pi\u00f9, del ruolo pubblico che ha interpretato nella storia.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 sempre, nell&#8217;essere umano, una parte profonda, una parte potenziale, che non \u00e8 visibile al primo sguardo e che non ha nulla a che fare con il ruolo sociale o professionale; una parte che non si esaurisce negli atti compiuti, nelle parole pronunciate, fossero pure gli atti pi\u00f9 spettacolari e le parole pi\u00f9 sublimi.<\/p>\n<p>La psicanalisi freudiana ha sviluppato questa intuizione in una sola direzione, quella dell&#8217;inconscio personale, e sotto un&#8217;unica prospettiva, quella sessuale; per di pi\u00f9, partendo da premesse totalmente opinabili: un materialismo e un razionalismo tanto dogmatici quanto ottusi, negando con zelo quasi fanatico ogni spiraglio di trascendenza. Freud ha esplorato solo le cantine maleodoranti e tenebrose della personalit\u00e0 umana; non ha tenuto conto dei piani superiori, non ha tenuto conto del Cielo spalancato sopra di noi, n\u00e9 del legame profondo, indissolubile, che allaccia ogni essere vivente a tutti gli altri, al cosmo intero.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei nostri pensieri e delle nostre azioni coscienti; al di l\u00e0 delle nostre pulsioni inconsce, vi \u00e8 ancora una infinita ricchezza, una infinita gamma di possibilit\u00e0 all&#8217;interno dell&#8217;essere umano; vi sono stanze luminose che non sono mai state esplorate, balconi e finestre di cui ignoriamo addirittura l&#8217;esistenza e che non sappiamo vedere nell&#8217;altro, perch\u00e9 non sospettiamo nemmeno di possederli all&#8217;interno della nostra stessa anima.<\/p>\n<p>Una volta, nella scuola dove insegno, si verificarono dei furti di denaro. Ne parlammo in classe, e feci molta fatica a convincere alcuni ragazzi che l&#8217;autore di quei furti &#8211; certamente uno di loro, rimasto per\u00f2 ignoto &#8211; non meritava la pura e semplice qualifica di ladro. Durai fatica a trasmettere il concetto che nessuno di noi merita di essere inchiodato per sempre ad un singolo atto della propria vita, giusto o sbagliato che sia sotto il profilo morale; che in ciascuno di noi vi sono molte pi\u00f9 cose di quanto non traspaia all&#8217;esterno o di quanto si possa supporre in basi ai nostri singoli comportamenti e alle nostre singole azioni.<\/p>\n<p>Non mi riferisco solo al discorso delle innumerevoli maschere che noi ci mettiamo sul viso, o che altri ci impongono, come sosteneva Pirandello; ma a qualche cosa di molto pi\u00f9 profondo, di molto pi\u00f9 essenziale, inerente alla condizione umana in quanto tale, alla sua struttura ontologica originaria. Mi riferisco al fatto che ciascuno di noi ha, in se stesso, fin dal concepimento, infinite potenzialit\u00e0 e, quindi, infinite possibilit\u00e0: una serie soltanto delle quali si realizzer\u00e0, per un concorso di circostante interne ed esterne; senza, per\u00f2, che le altre cessino di esistere, e sia pure allo stato latente.<\/p>\n<p>In altri termini, noi dobbiamo sempre ricordarci che in ogni essere umano non vi \u00e8 solo quello che egli sente, pensa, dice e compie; non vi \u00e8 solo quello che giace nel suo inconscio personale; non vi \u00e8 solo quello che noi vediamo di lui, o che egli medesimo vede e comprende di se stesso: ma di pi\u00f9, molto di pi\u00f9.<\/p>\n<p>In ogni essere umano vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di un&#8217;infinita realizzazione, di una infinita perfettibilit\u00e0, di una infinita auto-trascendenza. Ogni singolo essere umano \u00e8 un mistero enorme, insondabile: un mistero sacro, perch\u00e9 in lui \u00e8 stato impresso il sigillo dell&#8217;Essere. Davanti a un tale mistero ci si dovrebbe accostare in punta di piedi, con timore e tremore, e con la consapevolezza che la parte a noi visibile, e che siamo cos\u00ec abituati a giudicare, \u00e8 meno ancora della punta dell&#8217;iceberg: perch\u00e9 la parte sommersa dell&#8217;iceberg, per quanto grande, \u00e8 pur sempre finita, mentre qui stiamo realmente parlando di qualcosa di infinito.<\/p>\n<p>Davanti all&#8217;infinito, ogni persona dotata di intelletto e consapevolezza dovrebbe sentirsi piccola, inadeguata, perfino indegna. Ebbene, c&#8217;\u00e8 un mistero infinito in ogni essere umano, in ogni anima umana &#8211; anzi, in ogni vivente; ma questo \u00e8 un discorso pi\u00f9 ampio, che richiederebbe un apposito discorso, per il quale non \u00e8 questa la sede adatta.<\/p>\n<p>Essere coscienti di questo mistero, di questa profondit\u00e0, di questo abisso, non equivale in alcun modo ad una forma di giustificazionismo ad oltranza. Certo che la societ\u00e0 deve difendersi dai ladri; ma ci\u00f2 non significa che sia lecito classificare sotto una etichetta sbrigativa un&#8217;anima umana, in base ad un singolo gesto o ad un singolo comportamento. A ciascuno il suo mestiere: ai giudici quello di giudicare; agli esseri umani come tali, senza specificazione di sesso, di et\u00e0, di professione o altro, quello di cercare di comprendere.<\/p>\n<p>Persino mentre sta compiendo la pi\u00f9 esecrabile delle azioni, l&#8217;essere umano non si esaurisce in essa; cos\u00ec come non si esaurisce nell&#8217;attuazione del gesto pi\u00f9 nobile e sublime. C&#8217;\u00e8 sempre un resto, un residuo, che &#8211; \u00e8 lecito sospettarlo &#8211; costituisce ancora e sempre la parte infinitamente pi\u00f9 ampia, che non si esaurisce in quel gesto, in quella parola, in quella attivit\u00e0.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che non esiste un io personale, ma, piuttosto, un io effimero ed illusorio, che \u00e8 parte del Tutto e che quanto pi\u00f9 si crede distinto e separato da esso, tanto pi\u00f9 tende a pensare e ad agire in maniera arbitraria e contraddittoria, inadeguata e insoddisfacente. Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 fuorviante di un io che si crede indipendente dal Tutto, e che, sulla base di questa supposta indipendenza, pretende di agire a titolo personale.<\/p>\n<p>Noi siamo sprofondati nell&#8217;ignoranza: non sappiamo vedere, non sappiamo ascoltare, non sappiamo minimamente organizzare i dati della nostra esperienza; eppure pretendiamo di capire e addirittura di giudicare gli altri, quando siamo cos\u00ec inconsapevoli perfino di noi stessi.<\/p>\n<p>Per avere una percezione pi\u00f9 veritiera di cosa sia l&#8217;essere umano, dovremmo sempre ricordarci che \u00e8 doveroso vedere in lui non solo ci\u00f2 che egli \u00e8, ma anche quello che potrebbe essere; cos\u00ec come si dovrebbe rispettare nel bambino anche l&#8217;adulto che sar\u00e0 domani.<\/p>\n<p>Un pragmatismo miope e riduttivo ci ha abituati a non prendere in considerazione se non le cose immediate e, inoltre, a valutarle solo nella misura in cui ci possono tornare utili. Ma per capire qualcosa dell&#8217;essere umano, bisogna guardare al di l\u00e0 del dato immediato.<\/p>\n<p>Al contrario, le cose pi\u00f9 preziose sono quelle che non si vedono; le cose pi\u00f9 importanti, quelle che si misurano sul metro del distacco, non del possesso.<\/p>\n<p>Per realizzare la propria evoluzione spirituale, l&#8217;anima umana ha bisogno di passare attraverso una serie di prove severe, che culminano nell&#8217;accettazione della rinuncia all&#8217;io e della rinuncia all&#8217;attaccamento all&#8217;esistenza fisica. Solo quando l&#8217;anima \u00e8 pronta ad affrontare serenamente un tale passo, si pu\u00f2 dire che la sua evoluzione spirituale sia compiuta.<\/p>\n<p>Insistiamo sulla scelta di questo participio: \u00abcompiuta\u00bb, nel senso etimologico di conclusa secondo la propria natura; cos\u00ec come diciamo \u00abperfetta\u00bb una cosa che \u00e8 stata portata a compimento. La mistica francese Marthe Robin, che visse per anni ed anni senza toccare cibo n\u00e9 bevanda (cosa giudicata impossibile dalla scienza materialista), che uomini illustri come Jean Guitton ebbero il privilegio di conoscere, parlando di una persona che era morta, diceva semplicemente: \u00abAllora, \u00e8 compiuta\u00bb. Si rifletta a lungo sul senso di questa espressione, e lo si trover\u00e0 meraviglioso.<\/p>\n<p>Come ha osservato l&#8217;illustre psichiatra americano M. Scott Peck nel suo libro \u00abThe Road Less Traveled\u00bb ,1978; traduzione italiana di Franca Castellenghi Piazza, intitolata \u00abVoglia di bene\u00bb, Edizioni Frassinelli, 1985, p. 60:<\/p>\n<p>\u00abMolti considerano [la rinuncia] dell&#8217;io e della stessa vita una sadica crudelt\u00e0 da parte di Dio o del destino che fa della nostra esistenza una specie di brutto scherzo, e si rifiutano di accettarla. Questo atteggiamento \u00e8 soprattutto diffuso nella cultura occidentale, per la quale l&#8217;io \u00e8 sacro e la morte \u00e8 un indicibile insulto. \u00c8 vero invece il contrario, \u00e8 precisamente della rinuncia al proprio io che gli esseri umani traggono la gioia pi\u00f9 estatica, profonda e durevole della vita. In questo &quot;segreto&quot; sta la grande saggezza della religione.\u00bb<\/p>\n<p>Ricapitolando.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano non pu\u00f2 mai vedersi ridotto alle dimensioni del suo io empirico, delle sue azioni e delle sue manifestazioni apparenti. In lui vi \u00e8 una parte profonda e potenzialmente illimitata, che esige rispetto per la sua dimensione sacra. Offendere l&#8217;essere umano, per quanto indegno e colpevole possa risultare il suo comportamento, equivale a insultare questa sua sacralit\u00e0 interiore, che nessuno ha il diritto di ledere o sminuire.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, una vita umana pu\u00f2 dirsi tanto pi\u00f9 riuscita, quanto pi\u00f9 essa si \u00e8 applicata al compito della propria evoluzione spirituale; e, per giungere a tanto, \u00e8 necessario che essa impari a spogliarsi dell&#8217;io e del proprio attaccamento cieco alla vita, intesa come dimensione materiale e come soddisfacimento di esigenze puramente edonistiche.<\/p>\n<p>In questo senso, \u00e8 perfettamente vero quel che diceva Platone: essere la filosofia, cio\u00e8, null&#8217;altro che una preparazione alla morte. Prepararsi alla morte fisica, significa predisporsi nel giusto stato d&#8217;animo alla tappa finale del nostro viaggio: che non \u00e8 il nulla, ma quella pienezza cui tende l&#8217;anima umana con tutta se stessa, e, rispetto alla quale, anche il bene terreno pi\u00f9 grande appare sempre incompleto e insoddisfacente.<\/p>\n<p>Il fiume non teme di compiere l&#8217;ultima tappa del proprio viaggio, ovvero gettarsi nel mare; cos\u00ec come l&#8217;acqua non teme di affrontare il salto vertiginoso della cascata, perch\u00e9 non si tratta che di una tappa di avvicinamento alla propria meta. Ogni cosa tende al conseguimento della propria meta e del proprio fine; ogni cosa tende a realizzarsi trascendendosi. Il seme deve morire per diventare pianta; il bruco deve scomparire, per rinascere come variopinta ed elegantissima farfalla. Ogni cosa corre verso la propria fine per realizzare il proprio compimento, per spostarsi su un piano pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>Tale \u00e8 il destino dell&#8217;anima, tale il senso del suo viaggio terreno.<\/p>\n<p>Ma per affrontarlo con forza e con letizia, \u00e8 necessario che l&#8217;anima, prima, riconosca pienamente se stessa: vale a dire, riconosca di avere in s\u00e9 molte pi\u00f9 cose di quelle che traspaiano dalle sue parole e dai suoi atti; di avere in s\u00e9 una dimensione sacra, ineffabile e tale da metterla in comunione con tutta l&#8217;infinita pienezza ed armonia dell&#8217;Universo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli esseri umani agiscono: \u00e8 nella loro natura; e, anche se non lo fanno, vengono a trovarsi in determinate situazioni e circostanze, inevitabilmente, per il semplice<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[182,221,253],"class_list":["post-24002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-johann-sebastian-bach","tag-platone","tag-soren-kierkegaard"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=24002"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24002\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=24002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=24002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=24002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}