{"id":23993,"date":"2018-07-08T10:18:00","date_gmt":"2018-07-08T10:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/08\/ci-siamo-scordati-che-ogni-grazia-viene-da-dio\/"},"modified":"2018-07-08T10:18:00","modified_gmt":"2018-07-08T10:18:00","slug":"ci-siamo-scordati-che-ogni-grazia-viene-da-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/08\/ci-siamo-scordati-che-ogni-grazia-viene-da-dio\/","title":{"rendered":"Ci siamo scordati che ogni grazia viene da Dio?"},"content":{"rendered":"<p>Una delle questioni che sentiamo pi\u00f9 urgenti, parlando con le persone e leggendo le lettere che ci arrivano in vario modo dalla rete, ci sembra essere quella della speranza cristiana, legata ai destini della Chiesa e al senso di frustrazione e di scoraggiamento da cui tanti cattolici sono presi in questo momento storico. Sono tante le anime buone che si trovano in un profondo smarrimento e vedono tutto nero, guardandosi intorno e contemplando il triste spettacolo di una Chiesa che sembra aver tralignato irreparabilmente dalle sue radici, per trasformarsi in qualcosa che essi non riconoscono pi\u00f9 come la vera Sposa di Cristo, in qualcosa che pretende di essere la Chiesa di sempre, ma non lo \u00e8 pi\u00f9, per diventare ulteriore motivo di tristezza, di confusione, di scandalo, in una congiuntura che avrebbe richiesto, al contrario, la fermezza rassicurante della sua perennit\u00e0 magisteriale, s\u00ec da comunicare alle anime quel respiro d&#8217;infinito di cui hanno disperatamente bisogno per sollevarsi dalla palude mefitica della modernit\u00e0 in decomposizione. Come! Le buone anime dei credenti si stringono alla Chiesa, per trovare le Parole di Ges\u00f9 Cristo, Parole di vita eterna: e che cosa trovano, al contrario? Discorsi mondani, politici, sociali, dalla mattina alla sera; il signor Bergoglio, in particolare, che non si stanca mai di parlare dei migranti, sempre dei migranti, solo dei migranti, insistendo con il ricatto buonista che presenta la loro &quot;accoglienza&quot; come un dovere cristiano, e fingendo di non sapere, lui solo, che non di accoglienza si tratta, n\u00e9 di esercizio della carit\u00e0 cristiana, ma di una pretesa di diritti che non sono tali, e che la posta in gioco \u00e8 l&#8217;africanizzazione e l&#8217;islamizzazione dell&#8217;Europa e la scomparsa della civilt\u00e0 cristiana. E come se non bastasse tutto questo parlare di politica, una politica che piace tanto a Soros, ai grandi finanzieri e ai signori della Banca centrale europea (circostanza di per s\u00e9 pi\u00f9 che sospetta), ecco che le anime dei fedeli sono ferite in continuazione dallo spettacolo sconcertante degli scandali e dei disordini morali. Qui c&#8217;\u00e8 un prete che va all&#8217;estero e si sposa con un uomo, e poi torna e viene abbracciato e &quot;perdonato&quot; dal suo vescovo, come nella parabola del figlio prodigo (operando una deliberata confusione fra la carit\u00e0 dovuta al prossimo e l&#8217;acquiescenza di fronte al peccato); l\u00e0 un altro prete tiene corsi per fidanzati omosessuali; e poi ancora un vescovo e un cardinale che ringraziano i medici che hanno fatto morire un bambino malato, e ringraziano pure i giudici che hanno legalizzato quell&#8217;omicidio; e la signora Bonino che tiene sermoni sui diritti civili dentro le chiese cattoliche, su invito del clero; e veglie di preghiera contro l&#8217;omofobia, cio\u00e8 per sdoganare e normalizzare il peccato impuro contro natura; e affreschi sacrileghi che deturpano le chiese, nei quali si celebrano i peccatori impenitenti e si raffigura in maniera oscena la Persona di Ges\u00f9 Cristo; e monsignori che celebrano le nobilissime virt\u00f9 morali di Marco Pannella, e lo portano ad esempio di condotta etica per tutti i cristiani; e altari consacrati trasformati in palcoscenici per danze orgiastiche di ragazzi e ragazze seminudi, che si contorcono e si inarcano scatenati, come non si vede neppure in discoteca (\u00e8 successo nella chiesa della Misericordia di Leiria, diocesi di Fatima, il 28-29 aprile scorsi); e via profanando e insozzando e riempiendo le anime di sgomento e di angoscia insopportabile.<\/p>\n<p>Abbiamo detto, in un recente articolo, che la risposta a tutto questo disordine va cercata l\u00e0 da dove il male \u00e8 incominciato: che bisogna ricominciare a pregare, laddove la perdita della preghiera ha aperto il varco al demonio, permettendogli di tentare e sedurre le anime. Se i cristiani avessero conservato la pratica della preghiera costante, fervorosa, quotidiana, le cose non sarebbero arrivate a questo punto; se ricominceranno a pregare, ritroveranno l&#8217;unione con Dio e la Chiesa potr\u00e0 tornare sui giusti binari. Troppo spazio e troppo potere sono stati concessi ai teologi: uomini ambiziosi, montati in superbia, che a forza di confidare nella ragione naturale, si sono lasciati infettare dal morbo dell&#8217;orgoglio e hanno perso la fede, e che hanno trasmesso l&#8217;infezione all&#8217;intero corpo della Chiesa. Ma l&#8217;anima della Chiesa non sono i teologi, sono i santi: una sola anima santa \u00e8 pi\u00f9 utile e necessaria alla Chiesa, di quanto non lo siano mille teologi colti e intelligenti, ma nei quali la fede si \u00e8 inaridita e atrofizzata a causa della superbia intellettuale. La Chiesa ha bisogno ben pi\u00f9 di santi che di teologi; e i santi nascono dal legame incessante, sentito, profondo, con Dio: nascono dalla preghiera. Dove c&#8217;\u00e8 la preghiera, c&#8217;\u00e8 l&#8217;unione mistica con Ges\u00f9 Cristo; e dove c&#8217;\u00e8 tale unione, discendono le grazie soprannaturali che consentono alle anime di sviluppare e dispiegare quelle virt\u00f9 che, restando nella sfera puramente umana, non sono sufficienti. Non lo sono neppure nelle circostanze ordinarie della vita; figuriamoci se lo sono ora, nel difficilissimo momento storico che stiamo vivendo. A quanto pare, ci siamo dimenticati che ogni grazia viene da Dio, perch\u00e9 nulla di buono gli uomini possono darsi da soli, che sia anche durevole e, soprattutto, che rimanga nel solco della verit\u00e0. Possibile che i cristiani adulti di oggi non sappiano, o che si siano scordati, ci\u00f2 che qualsiasi bambino sapeva perfettamente, dallo studio del catechismo, prima del Concilio? <em>Rimanete in me e io in voi; perch\u00e9 se rimanete in me porterete molto frutto; ma da soli, non potete fare niente.<\/em> Sono le parole di Ges\u00f9, nella bellissima similitudine della vite e dei tralci: possibile che i cristiani di oggi non le abbiano sempre in mente? In quelle parole c&#8217;\u00e8 veramente tutto: sono la sintesi del Vangelo. <em>Rimanete nel mio amore<\/em>: ossia nell&#8217;amore di Ges\u00f9 Cristo. Non nell&#8217;amore di Yahv\u00e9, o di Allah, o di Buddha, o di qualcun altro; no: nell&#8217;amore di Ges\u00f9 Cristo, la seconda Persona della Santissima Trinit\u00e0 (che non sta sempre a litigare con le altre due Persone, come dice, farneticando in maniera blasfema, il signor Bergoglio), anche se ai suoi tempi non c&#8217;erano i registratori che ne riportassero le parole (ecco dove si va a finire, a dar retta ai teologi gonfi di superbia e ormai poveri di fede: si cade nell&#8217;assurdo, nel ridicolo, nel grottesco, e non si vede pi\u00f9 neppure ci\u00f2 che vedrebbe, nella sua evidenza, perfino un bambino).<\/p>\n<p>Ed ecco dove sta il male della neochiesa, dove sta il male della falsa teologia della &quot;svolta antropologica&quot;. Essi dicono agli uomini: <em>fai il bene<\/em>; e se qualcuno domanda perch\u00e9 si debba fare il bene, gli si risponde: <em>perch\u00e9 lo devi.<\/em> \u00c8 la risposta di Kant. Evidentemente non \u00e8 la risposta cristiana; ma essi vanno anche oltre, e aggiungono un concetto che non solo non \u00e8 cristiano ma \u00e8 decisamente anticristiano. A chi domanda: <em>e come faccio a sapere cos&#8217;\u00e8 il bene?<\/em>, essi rispondono: <em>ascolta la tua coscienza<\/em>. Qui non solo siamo fuori dal cristianesimo, ma siamo contro di esso; infatti, per il cristiano la ragione naturale \u00e8 solo un inizio, non conduce alla verit\u00e0, n\u00e9 alla salvezza, essendo insidiata e offuscata dalla concupiscenza, triste eredit\u00e0 del Peccato originale. E qui si arriva al nocciolo della questione: per i neoteologi e per i neopreti, il Peccato originale non esiste; di fatto, \u00e8 come se non esistesse. Non ne parlano mai. E ci\u00f2 che per una buona ragione: se ne parlassero, se lo tenessero presente, dovrebbero ammettere che le forze dell&#8217;uomo non sono sufficienti n\u00e9 a vedere la verit\u00e0, n\u00e9 a guadagnare la salvezza; in altre parole, che l&#8217;uomo non si pu\u00f2 redimere da se stesso. Non per niente il Verbo si \u00e8 incarnato, ha sofferto, \u00e8 morto sulla croce ed \u00e8 risorto: per la nostra redenzione. Ma per i neoteologi e i neopreti, Ges\u00f9 \u00e8 stato solo un modello di vita etica, un uomo che ci mostra come si deve vivere; sorvolano sul fatto che Egli \u00e8 Dio, e che nessuno pu\u00f2 giungere al Padre se non per mezzo di Lui. La neochiesa confonde volutamente le carte, dando ad intendere agli sprovveduti che le virt\u00f9 naturali e le virt\u00f9 soprannaturali sono pi\u00f9 o meno la stessa cosa. Niente affatto: le virt\u00f9 naturali sono quelle che l&#8217;uomo possiede da s\u00e9, e che, per quanto portate al massimo grado umanamente possibile, non sono tuttavia sufficienti a vivere pienamente la vita buona, n\u00e9 a giungere alla verit\u00e0: infatti, per il cristiano, la Verit\u00e0 non \u00e8 una opinione personale, ma \u00e8 la Persona stessa di Ges\u00f9 Cristo, il Verbo Incarnato: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita. Chi ha visto me, ha visto il Padre. E come puoi tu dire: mostrarci il Padre e ci basta? Non credi tu che io sono nel Padre e il Padre \u00e8 in me?<\/em> Si direbbe che i neoteologi e i neopreti siano uomini dalle molte letture (chiss\u00e0 quanti libri hanno letto di Hans K\u00fcng, Henri De Lubac, Karl Rahner e Yves Congar; e, oggi, di Enzo Bianchi e di Andrea Grillo), per\u00f2 si direbbe che abbiano trascurato l&#8217;abitudine di leggere frequentemente il Vangelo e di meditare le Parole di Ges\u00f9. Altrimenti non si spiega il loro stramo silenzio sulla precisa, inequivocabile affermazione di Ges\u00f9: <em>Senza di me, voi non potete fare niente<\/em>. Come osserva sant&#8217;Agostino, non dice: <em>Potete fare poco<\/em>; bens\u00ec: <em>Non potete far niente<\/em>. Chiaro, no? Altro che svolta antropologica, presentata come il cuore del &quot;rinnovamento&quot; conciliare! E altro che rinnovamento! Questa \u00e8 la radice della deviazione, cio\u00e8 dell&#8217;eresia modernista: che \u00e8, prima di tutto, un&#8217;eresia antropocentrica.<\/p>\n<p>Dunque, rimettiamoci sul giusto sentiero, dopo che la teoria e la prassi della neochiesa ce ne avevano fatto allontanare (responsabilit\u00e0 gravissima, di cui render\u00e0 conto a Dio). La sana dottrina cattolica insegna, da sempre, che alle virt\u00f9 naturali, di per s\u00e9 insufficienti, si aggiungono le virt\u00f9 infuse, come dono della grazia di Dio. Le Virt\u00f9 infuse sono di due generi, teologali e morali (che un tempo si dicevano anche cardinali). Le Virt\u00f9 teologali hanno Dio sia per oggetto, in quanto tendono all&#8217;unione con Lui, sia per motivo, in quanto non hanno altra causa e altra ragione che Lui: sono la Fede, cio\u00e8 il credere che Dio \u00e8 la verit\u00e0; la Speranza, perch\u00e9 sappiamo che in Lui \u00e8 ogni bene e solo da Lui viene la guida; e la Carit\u00e0, che consiste nell&#8217;amore verso di Lui. Poi ci sono le virt\u00f9 morali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. I neoteologi e i neopreti parlano solo della carit\u00e0 &#8212; con la minuscola, come se fosse una virt\u00f9 umana &#8211; e ne parlano male, come se essa si risolvesse interamente nell&#8217;amore del prossimo. La trasformano da virt\u00f9 teologale, rivolta a Dio, quale realmente \u00e8, in una virt\u00f9 morale, rivolta alla condotta pratica: e lo fanno con voluta malizia, confondendo le cose. In fondo, essi dicono, Dio non ci chieder\u00e0 altro, al momento del giudizio (perch\u00e9 a questo proposito, e solo a questo proposito, si ricordano di parlare del giudizio: ma sempre con la lettera minuscola, perch\u00e9 in realt\u00e0, al Giudizio divino essi non credono, proprio come non credono alla Redenzione), se non questo: <em>Hai dato da mangiare a chi aveva fame? Hai dato da bere a chi aveva sete? Hai rivestito chi era ignudo?<\/em>, eccetera. Ma questo non \u00e8 il Vangelo di Ges\u00f9. Di nuovo, si direbbe che quei signori non abbiano troppa familiarit\u00e0 con le precise parole di Ges\u00f9 Cristo, cos\u00ec come le riportano i <em>Vangeli<\/em> (abbia pazienza padre Sosa, quello del registratore, che \u00e8 un uomo tanto colto e intelligente; noi siamo cattolici cos\u00ec rozzi e primitivi, cos\u00ec ingenui e fideisti, da avere la piena certezza della veridicit\u00e0 di quanto \u00e8 scritto nei <em>Vangeli<\/em>); se l&#8217;avessero, saprebbero che sta scritto (<em>Mt<\/em> 22,37-39<em>): Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.\u00a0Questo \u00e8 il pi\u00f9 grande e il primo dei comandamenti. E il secondo \u00e8 simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.<\/em> Come si vede, non \u00e8 possibile amare il prossimo senza prima amare Dio: perch\u00e9 amare Dio <em>\u00e8 il pi\u00f9 grande e il primo dei comandamenti.<\/em> Nessuno riesce ad amare il prossimo senza passare per l&#8217;amore di Dio; \u00e8 l&#8217;amore per Dio e l&#8217;amore di Dio per noi, che ci mette in grado di amare il nostro prossimo. E ci\u00f2 per una ragione molto semplice: il prossimo, di per s\u00e9, il pi\u00f9 delle volte non \u00e8 amabile. E si noti che il prossimo, per il Vangelo, non \u00e8 sinonimo di parente, o amico, ma \u00e8 sinonimo di uomo; e Ges\u00f9 aggiunge: compresi i nemici. Ma come si possono amare i nemici, quando \u00e8 gi\u00e0 difficile amare gli amici, laddove il fatto di amarli comporta sacrifici, o essi ci deludono, ci respingono, si rendono sgradevoli? Evidentemente, ci\u00f2 \u00e8 impossibile. Ecco allora la necessit\u00e0 della grazia: ecco che si pu\u00f2 arrivare ad amare il prossimo attraverso l&#8217;amore di Dio. Senza l&#8217;amore per Dio, noi non riusciamo ad amare tutti gli uomini: questa \u00e8 la verit\u00e0. E i sostenitori di un&#8217;etica puramente laica e irreligiosa hanno un bel dire che non \u00e8 vero, che si pu\u00f2, che \u00e8 solo questione di volont\u00e0: di fatto, alla lunga, chiunque si stanca di amare gli altri, specie quando gli altri non hanno nulla di amabile; specie se si tratta di persone che ci sono ostili, ingrate, minacciose.<\/p>\n<p>Ecco, dunque, perch\u00e9 bisogna pregare, e bisogna pregare molto. Primo, perch\u00e9 ce lo chiede Dio, anzi ce lo ordina (per il nostro bene). Secondo, perch\u00e9 solo con la preghiera possiamo ottenere le virt\u00f9 infuse, per mezzo della grazia di Dio, le quali danno accesso, in un circuito virtuoso, alla grazia medesima: la Grazia non essendo altro che la vita divina nell&#8217;uomo, la nostra partecipazione alla vita di Dio. Ora, nel raggiungimento della grazia \u00e8 ogni bene che l&#8217;uomo possa desiderare: tutta la verit\u00e0, tutta la giustizia, tutta la bellezza che l&#8217;uomo desidera, e delle quali egli \u00e8 terribilmente assetato, le trova l\u00ec, si compiono in essa. Ne consegue che la grazia \u00e8 come un anticipo del Paradiso: \u00e8 il godimento, gi\u00e0 nella vita terrena, della gioia ineffabile di essere uniti a Dio, amici di Dio, figli di Dio, e <em>di conseguenza<\/em>, fratelli di tutti gli altri uomini. Non saremmo fratelli degli altri uomini, se non fossimo, prima, figli di Dio; ma non si \u00e8 naturalmente figli di Dio, bens\u00ec lo si diventa: mediante la ricerca di Lui, l&#8217;amore per Lui, l&#8217;assenso volontario, pieno e incondizionato, a ci\u00f2 che Lui dice. E noi sappiamo cosa Dio dice, perch\u00e9 crediamo che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 Dio, anche se duemila anni fa, quando il Verbo si \u00e8 Incarnato, non c&#8217;erano i registratori; dice: <em>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.\u00a0<\/em>E di altro non abbiamo bisogno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle questioni che sentiamo pi\u00f9 urgenti, parlando con le persone e leggendo le lettere che ci arrivano in vario modo dalla rete, ci sembra essere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[96,109,245],"class_list":["post-23993","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-anima","tag-chiesa-cattolica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23993","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23993"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23993\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}