{"id":23992,"date":"2016-11-27T11:41:00","date_gmt":"2016-11-27T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/27\/ci-siamo-dimenticati-di-pregare\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"ci-siamo-dimenticati-di-pregare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/27\/ci-siamo-dimenticati-di-pregare\/","title":{"rendered":"Ci siamo dimenticati di pregare"},"content":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna ha seguito le orme di Francis Bacon, di Galilei, dei <em>philosphes<\/em> illuministi e dei profeti del marxismo: bisogna smetterla con il sapere astratto, il sapere deve servire a dominare la natura, a rifare i cervelli, a portare la felicit\u00e0 agli uomini, e a rifare il mondo. Oh, niente di che:: rifare i cervelli, rifare il mondo. Magari con la lama della ghigliottina o a forza di cacciare la gente dentro i <em>gulag<\/em>; magari con qualche genocidio &quot;educativo&quot;, come quello perpetrato in Vandea, tanto per insegnare ai nemici del progresso che non conviene mettersi di traverso alle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em>. Oggi non occorre commettere dei genocidi &#8211; quantunque vi si faccia ancora ricorso, di tanto in tanto -, basta servirsi della psichiatria e dichiarare pazzo chi non \u00e8 persuaso. Il resto, poi, verr\u00e0 da s\u00e9.<\/p>\n<p>Purtroppo, il frenetico attivismo della societ\u00e0 profana \u00e8 penetrato anche nella Chiesa e ha contagiato, gradualmente, un numero crescente di sacerdoti, di religiosi e di suore, nonch\u00e9 di vescovi e abati: sembra che la vera, se non l&#8217;unica maniera, di corrisponde all&#8217;amore di Dio e di accoglier e la sua chiamata, sia quello di lanciarsi per le strade del mondo a fare un sacco di cose, le quali, pur essendo, in se stesse, legittime e utili, potrebbero nondimeno essere fatte dai laici, poich\u00e9 distolgono i membri del clero dall&#8217;attitudine indispensabile per amare e servire degnamente Dio e il prossimo: l&#8217;attitudine contemplativa, fatta di spiritualit\u00e0, ossia di devozione, ascolto, preghiera, meditazione, digiuno, penitenza, raccoglimento. In poche parole: la societ\u00e0 moderna, sempre pi\u00f9 secolarizzata, e la stessa Chiesa cattolica, sempre pi\u00f9 modernista, hanno disimparato a pregare, o trascurato la preghiera; e questo ha aperto le porte a una serie di realt\u00e0 negative, perch\u00e9, dove la preghiera langue, il &quot;vuoto&quot; che si crea nella vita dell&#8217;anima viene subito riempito da influenze di altra natura, o, almeno, si verificano una serie di sforzi del Nemico per entrare e occupare silenziosamente gli spazi rimasti incustoditi e indifesi, magari travisando quel poco di religiosit\u00e0 che ancor sopravvive, e illudendo l&#8217;anima che non di una perversione si tratta, ma della vera realizzazione dello spirito evangelico, sfrondato di orpelli esteriori e devozioni ormai &quot;superate&quot;.<\/p>\n<p>Per fare un esempio di quel che stiamo dicendo: una volta, nella cella di san Pio da Pietrelcina, quando era un ancor giovane frate cappuccino dalla salute assai cagionevole, si present\u00f2 il suo direttore spirituale e gli tenne degli strani discorsi, quantunque perfettamente ragionevoli, il cui succo era che avrebbe fatto meglio a svestire l&#8217;abito, dato che non aveva abbastanza salute e abbastanza perseveranza per la vita del convento. Poco alla volta, superato lo sbalordimento iniziale, il santo si rese conto che quello, pur avendone l&#8217;aspetto e la voce, <em>non poteva essere<\/em> il suo direttore spirituale, che mai gli avrebbe parlato a quel modo, e, dunque, doveva essere un altro, l&#8217;ospite tenebroso dei cuori tormentati e delle anime angosciate, che dubitano di poter corrispondere, come avrebbero voluto, alla vocazione divina. A quel punto, san Pio chiese al frate di unirsi a lui in una preghiera, per chiedere a Dio d&#8217;illuminarlo sulla decisione da prendere: ma costui, di punto in bianco, letteralmente scomparve. Ecco, questo intendevamo dire: che, se manca l&#8217;assiduit\u00e0 della preghiera, e, con essa, la abituale confidenza in Dio, l&#8217;anima pu\u00f2 divenire preda di tutti gli inganni, e pu\u00f2 perfino scambiare per volont\u00e0 di Dio, o per richiesta di Dio, della Madonna e dei Santi, ci\u00f2 che, invece, proviene da tutt&#8217;altra parte, e che ha sempre lo scopo di allontanare gli uomini dall&#8217;amore del loro Creatore.<\/p>\n<p>Ci siamo chiesti pi\u00f9 volte quale sia la ragione principale che ha cos\u00ec visibilmente indebolito la volont\u00e0 degli uomini moderni, paralizzato il loro senso morale e inebetito le loro facolt\u00e0 critiche, fino al punto di far loro accettare come cose perfettamente naturali tutta una serie di comportamenti, di azioni e di princip\u00ee che non hanno nulla a che fare con l&#8217;educazione ricevuta e con il puro e semplice buon senso, oltre che con il senso del pudore, della convenienza, del rispetto umano, per non parlare del timor di Dio; e siamo giunti alla conclusione che il fattore decisivo deve essere stato proprio questo: il progressivo ridursi e indebolirsi della pratica della preghiera. Quando l&#8217;uomo smette di rivolgersi a Dio in maniera regolare, quotidiana; quando cessa dal domandare il suo aiuto, il suo consiglio, la sua protezione, e si abitua a fare conto unicamente sulle proprie forze, o sugli amici e su altri fattori puramente umani: quello \u00e8 il momento in cui si preparano le condizioni per la caduta dell&#8217;anima in uno stato di confusione e di grave scoraggiamento.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;uomo, dopo aver fatto assegnamento sulle sole sue forze, va incontro alla sconfitta e si vede costretto a toccare con mano la sua debolezza e la sua fragilit\u00e0, la sua incapacit\u00e0 di assumersi fino in fino le proprie responsabilit\u00e0 e di perseverare nei buoni propositi, \u00e8 allora che egli cade in un profondo auto-disprezzo, oppure ha un soprassalto di lucidit\u00e0 e di dignit\u00e0 e torna a cercare aiuto, conforto e protezione l\u00e0 dove sempre le aveva trovate, e dove le avevano trovate i suoi genitori, i suoi nonni, i suoi avi: presso Dio, la Madonna, gli Angeli e i Santi. \u00c8 allora che egli riscopre il valore prezioso e insostituibile della preghiera, e si meraviglia di aver potuto farne a meno cos\u00ec a lungo; \u00e8 allora che avverte la sensazione di essersi disumanizzato, di essersi &#8211; in un certo senso &#8212; imbarbarito e imbestialito, tralasciando di praticare la preghiera quotidiana; perch\u00e9 un uomo che non prega mai decade al livello di un selvaggio o di un bruto.<\/p>\n<p>La preghiera, infatti, non deve assolutamente essere considerata da un punto di vista meramente umano, come una attivit\u00e0 umana, spirituale fin che si vuole, ma pur sempre umana; niente affatto: la preghiera \u00e8 una finestra spalancata sul divino, attraverso la quale salgono a Dio i pensieri degli uomini, e scendono sugli uomini le grazie di Dio: i doni dello Spirito Santo, che operano in lui una radicale trasformazione, e lo mutano da uomo di polvere e fango in una creatura luminosa, bellissima, capace delle opere pi\u00f9 splendide, dei sacrifici pi\u00f9 immensi, dei gesti di bont\u00e0 pi\u00f9 sublimi e commoventi, quali mai avrebbe saputo attuare, o anche solo concepire, finch\u00e9 fosse rimasto chiuso in se stesso e nella propria illusoria autosufficienza.<\/p>\n<p>I tempi che stiamo vivendo sono tempi particolarmente difficili. Non \u00e8 una banalit\u00e0, \u00e8 una constatazione seria e drammatica: mai, come oggi, l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 trovata sospesa sull&#8217;abisso; e forse mai, come oggi, alle minacce fisiche &#8212; finanziarie, tecnologiche, militari &#8212; si sommano le insidie intellettuali, spirituali, morali, di un attacco senza precedenti sferrato alla nostra intelligenza, alla nostra interiorit\u00e0 e al nostro sentimento del bene e del male. Perfino dentro la Chiesa, la minaccia che si profila \u00e8 gravissima: mai, fino ad ora, si aveva avuto la sensazione che la Chiesa nel suo insieme, a cominciare dalla gerarchia, potesse scivolare verso l&#8217;eresia e l&#8217;apostasia: non un singolo sacerdote, non un singolo vescovo, n\u00e9 un singolo papa (cosa, quest&#8217;ultima, peraltro mai accaduta sino ad oggi): ma proprio la Chiesa in quanto tale, si capisce perla sua componente umana, la Chiesa pellegrinante. E il senso di solitudine e di sconforto del credente \u00e8 terribile, senza precedenti.<\/p>\n<p>Il credente entra in chiesa e si accosta alla santa Messa in cerca di sollievo, come un assetato che si trascina nel deserto infuocato, con le labbra spaccate dall&#8217;arsura, alla ricerca affannosa di un&#8217;oasi verdeggiante, di una fonte d&#8217;acqua fresca. Il prete incomincia l&#8217;omelia: parla e parla, dice anche parole dotte, concetti elevati; ma il fedele non si sente edificato, non si sente rasserenato; da lui non si allontana l&#8217;angoscia opprimente che lo aveva spinto si l\u00ec, ma, al contrario, quel senso di angoscia e di smarrimento paiono crescere, proprio mentre il sacerdote va avanti con la sua predica. Il credente si sforza di ascoltare con attenzione, si beve ogni parola, la depone nel cuore attentamente, con rispetto, con speranza: ma trova che abbiano, tutte, un suono terribilmente falso. Manca l&#8217;essenziale: manca la spiritualit\u00e0; manca il calore di una vita vissuta in conformit\u00e0 a quelle parole; mancano lo slancio, l&#8217;ardore, l&#8217;entusiasmo di chi, cercando Dio, ha trovato una inesauribile riserva di energie spirituali, e, grazie ad esse, una capacit\u00e0 di riprendersi da ogni caduta, di rialzarsi da ogni scivolone, di reagire ad ogni turbamento.<\/p>\n<p>Se, poi, ci domandiamo perch\u00e9 all&#8217;uomo contemporaneo riesca cos\u00ec difficile pregare, e come mai gli stessi cristiani e i loro pastori, gli uomini di Chiesa, tendano a trascurare &#8212; nei fatti, anche se non a parole &#8212; l&#8217;attitudine a pregare nel corso della loro giornata e della loro vita, crediamo che la risposta stia nel fatto che pregare significa mettere in evidenza due fatti che, all&#8217;uomo moderno, non piace ammettere: primo, il riconoscimento della fragilit\u00e0 umana e, quindi, del limite invalicabile cui \u00e8 egli \u00e8 soggetto, in quanto creatura; secondo, la confidenza in Dio, che, se \u00e8 motivo di gioia e di rinnovato ardore spirituale per colui che la vive in profondit\u00e0, appare, invece, come una sorta di minaccia o di ostacolo al pieno esplicarsi delle potenzialit\u00e0 umane, se guardata da un punto di vista materialista e immanentista. Pregare \u00e8 una attitudine che presuppone sia l&#8217;umilt\u00e0 di chi sa di essere piccolo e debole, sia l&#8217;audacia dell&#8217;innamorato che sa di poter chiedere molto all&#8217;amante, non per i propri meriti, ma perch\u00e9 l&#8217;amante \u00e8 infinitamente sollecito e generoso nei suoi confronti. E pertanto se, nei confronti di Dio, l&#8217;uomo non \u00e8 capace di porsi in un atteggiamento simile, allora la preghiera si presenta sotto una luce assurda e sgradevole, e, di fatto, diviene impossibile, come se un pesante macigno fosse caduto sul sentiero del dialogo fra l&#8217;uomo e Dio.<\/p>\n<p>Per l&#8217;orgoglioso, infatti, \u00e8 impossibile pregare; e lo \u00e8 anche per il superbo, che confida soltanto in se stesso, oppure, all&#8217;opposto, che non riesce a pensare Dio se non come una copia di se stesso, e, quindi, lo ritiene incapace di perdonarlo e di amarlo, nonostante le sue cadute e la sua indegnit\u00e0, proprio come egli sarebbe incapace di perdonare e di amare una persona cara, dalla quale fosse stato ripetutamente deluso e tradito. Bisogna essere molto umili, ma anche un po&#8217; audaci, per ammettere che Dio non pensa e non sente come noi; che sa perdonare ogni cosa, purch\u00e9 ci sia, nell&#8217;anima nostra, un sincero e profondo pentimento; e che ci sa amare anche quando noi arriviamo a provare schifo di noi stessi. Il dramma dell&#8217;uomo contemporaneo, infatti, anche se non esplicitato &#8212; e, proprio per questo, reso pi\u00f9 cupo e immedicabile &#8212; \u00e8 il disamore di s\u00e9, il ribrezzo di s\u00e9, e l&#8217;incapacit\u00e0 di perdonarsi da se stesso. Gli atteggiamento edonistici e spavaldi non devono ingannare: si tratta, nella maggior parte dei casi, di mera apparenza. Anche se indulge nel pi\u00f9 puerile narcisismo, o, forse, appunto per questo, l&#8217;uomo contemporaneo non si ama, non si vuole bene, non si accetta, non si perdona: \u00e8 roso, letteralmente roso, dal demone dell&#8217;auto-distruzione, e cerca astutamente mille vie, anche le pi\u00f9 tortuose, per farsi del male, per umiliarsi e per rendersi sempre pi\u00f9 spregevole a se stesso.<\/p>\n<p>Dalla superbia, per\u00f2, non sorge alcuna possibilit\u00e0 di redenzione: \u00e8 una pianta sterile, che consuma le sue foglie, i suoi rami e, alla fine, le sue stesse radici; per cadere infine e per morire, dopo che non le \u00e8 rimasta alcuna parte di se stessa da poter divorare. Giuda, dopo aver tradito Cristo e averlo consegnato ai suoi nemici, affinch\u00e9 lo mettessero a morte, disper\u00f2 di essere perdonato, perch\u00e9 era folle di superbia; e non gli rest\u00f2 altra via, per sottrarsi alla vista di se stesso, che lo disgustava, se non quella di uccidersi. Anche san Pietro si vergogn\u00f2 e si disprezz\u00f2 sino in fondo all&#8217;anima, allorch\u00e9 &#8212; quando ud\u00ec il gallo cantare, come Ges\u00f9 gli aveva puntualmente predetto &#8211; si rese conto di aver rinnegato Cristo, ma resistette alla tentazione della disperazione, pieg\u00f2 il proprio orgoglio e corse a piangere amaramente, dando fondo alla sua ormai inutile vergogna; da l\u00ec pot\u00e9 incominciare la sua ripresa spirituale, che, nel giro di pochi giorni, lo riconsegn\u00f2, pentito e purificato, al pieno dominio di se stesso, cosa allora tanto necessaria per la riorganizzazione della prima comunit\u00e0 cristiana, senza pi\u00f9 la presenza fisica del Maestro.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo contemporaneo, se vuol sottrarsi al suo destino di auto-distruzione, deve ritrovare il coraggio di pregare, cio\u00e8 di confessarsi peccatore e, nello stesso tempo, di rivendicare arditamente la sua filiazione divina. Deve imparare a superare il disgusto di se stesso e convincersi che Dio non ha disgusto di lui, anzi, che lo ama infinitamente, e che lo vuole presso di s\u00e9, ma pentito, convertito e rinato nello Spirito Santo. Deve ritrovare l&#8217;umilt\u00e0 e, nello steso tempo, l&#8217;audacia della fede. Nella preghiera, l&#8217;uomo non solo trova Dio, ma ritrova anche se stesso: si ritrova dopo essersi smarrito, dopo essersi allontanato anche da s\u00e9 e da tutto ci\u00f2 che gli \u00e8 essenziale, per inseguire cose del tutto vacue e caduche. L&#8217;uomo che non prega \u00e8 consegnato, come un prigioniero, alla sola condizione finita, e, quindi, \u00e8 un uomo a met\u00e0: \u00e8 un uomo che ha deciso d&#8217;interrompere la propria evoluzione spirituale, per regredire al di sotto della sua natura. L&#8217;uomo che prega, al contrario, \u00e8 un uomo che esplica pienamente tutto il suo potenziale spirituale di figlio di Dio, e che riceve gi\u00e0, fin da ora, un pegno e una caparra del futuro regno di Dio. Il regno di Dio non \u00e8 di questo mondo &#8212; sono parole di Ges\u00f9 medesimo, da Lui rivolte a Ponzio Pilato &#8212; , e tuttavia esso pu\u00f2 incominciare fin da ora., qui, subito. La preghiera \u00e8 l&#8217;anticamera del regno di Dio, che si annuncia gi\u00e0 sulla terra, mentre abbiano ancora un corpo che respira, mangia e beve. Sar\u00e0 per questo che delle anime mistiche come Teresa Neumann, o come Marthe Robin, vissero di sola preghiera e dell&#8217;Ostia consacrata, per molti anni?&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La civilt\u00e0 moderna ha seguito le orme di Francis Bacon, di Galilei, dei philosphes illuministi e dei profeti del marxismo: bisogna smetterla con il sapere astratto,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,245],"class_list":["post-23992","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23992"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23992\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}