{"id":23986,"date":"2020-04-14T05:13:00","date_gmt":"2020-04-14T05:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/14\/ci-resta-la-nuda-vita-certo-ma-per-fare-cosa\/"},"modified":"2020-04-14T05:13:00","modified_gmt":"2020-04-14T05:13:00","slug":"ci-resta-la-nuda-vita-certo-ma-per-fare-cosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/04\/14\/ci-resta-la-nuda-vita-certo-ma-per-fare-cosa\/","title":{"rendered":"Ci resta la &#8220;nuda vita&#8221;, certo. Ma per fare cosa?"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli slogan pi\u00f9 odiosi e truffaldini coi quali l&#8217;establishment politicamente corretto ha cercato di smorzare e, se possibile, di stoppare sul nascere qualsiasi critica ai folli e autolesionistici provvedimenti varati dal governo italiano di fronte alla cosiddetta emergenza sanitaria \u00e8 stato quello che bisogna lascarlo fare, perch\u00e9, in fin dei conti, ora non \u00e8 il tempo delle chiacchiere pi\u00f9 o meno oziose, ma si tratta di difendere il valore primario della &quot;nuda vita&quot;, pura e semplice. L&#8217;espressione <em>la nuda vita<\/em> \u00e8 ripresa dall&#8217;opera del filosofo Giorgio Agamben e si trova nel suo libro <em>Homo sacer<\/em>. Ahinoi questi Conte, questi Zingaretti, questi Gualtieri, tutti i tristi personaggi che detengono oggi il potere nel nostro Paese, a nome e per conto non del popolo italiano ma dell&#8217;UE e della BCE, bench\u00e9 non eletti da alcuno e perci\u00f2 decisi a tenere i cittadini lontani dalle urne il pi\u00f9 a lungo possibile (<em>tristi<\/em> nel senso che ha la parola declinata al singolare, <em>tristo<\/em>, e non <em>triste<\/em>; si vedano i <em>Promessi Sposi<\/em> per rinfrescare la memoria, se non bastasse il dialetto: dalle nostre parti si dice <em>al \u00e8 un trist<\/em>, per indicare una brutta persona, adusa al male e al vizio), nella loro suprema ignoranza e insipienza, hanno citato proprio l&#8217;autore che meno si addice alle loro intenzioni repressive nei confronti del legittimo dissenso. Giorgio Agamben infatti \u00e8 un signore che fin dal 2003 ha rinunciato all&#8217;incarico di <em>professore illustre<\/em> all&#8217;l&#8217;Universit\u00e0 di New York per protesta contro le leggi restrittive sulla libert\u00e0 dei cittadini che quel governo, sulla scia dell&#8217;attentato dell&#8217;11 settembre 2001, aveva varato contraddicendo la sua natura democratica. Allora quel gesto piacque molto alla sinistra di casa nostra, perch\u00e9 il presidente in carica era un certo George Bush jr., il quale chiaramente stava sfruttando la psicosi terroristica per far digerire ai suoi concittadini una significativa restrizione delle libert\u00e0 costituzionali. Ma sentite ecco cosa ha scritto Giorgio Agamben, a proposito delle prime manifestazioni della psicosi sanitaria scatenata in Italia e altrove (ma da noi, con assai maggiore virulenza) da chi se ne vuol servire per fare la stessa cosa che hanno fatto i governanti statunitensi dopo gli attentati terroristici di diciannove anni fa, cio\u00e8 limitare drasticamente la sfera delle libert\u00e0 fondamentali, nella sua rubrica sul sito <em>Quodlibe<\/em>t, il 26 febbraio scorso:<\/p>\n<p><em>La sproporzione di fronte a quella che secondo il CNR \u00e8 una normale influenza, non molto dissimile da quelle ogni anno ricorrenti, salta agli occhi. Si direbbe che esaurito il terrorismo come causa di provvedimenti d&#8217;eccezione, l&#8217;invenzione di un&#8217;epidemia possa offrire il pretesto ideale per ampliarli oltre ogni limite.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;altro fattore, non meno inquietante, \u00e8 lo stato di paura che in questi anni si \u00e8 evidentemente diffuso nelle coscienze degli individui e che si traduce in un vero e proprio bisogno di stati di panico collettivo, al quale l&#8217;epidemia offre ancora una volta il pretesto ideale. Cos\u00ec, in un perverso circolo vizioso, la limitazione della libert\u00e0 imposta dai governi viene accettata in nome di un desiderio di sicurezza che \u00e8 stato indotto dagli stessi governi che ora intervengono per soddisfarlo.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 evidente, pertanto, che i signori e signorini della sinistra al potere avrebbero fatto meglio a scegliersi un altro slogan, a cercarsi una diversa citazione per tappare la bocca alle opposizioni e per stoppare le critiche alla loro dissennata gestione della cosiddetta emergenza (che esisteva, in effetti, almeno dall&#8217;anno scorso, se non da prima ancora; ma le autorit\u00e0 e soprattutto la stampa si erano &quot;scordate&quot; di farcelo sapere): loro che, prima di porre l&#8217;Italia intera agli arresti domiciliari, chiamavamo <em>sciacallo<\/em> chi chiedeva semplicemente che fossero poste in quarantena, e non per motivi &quot;razzisti&quot; ma prudenziali, tutte le persone provenienti dalla Cina a gennaio e febbraio scorso. Sia come sia, e indipendentemente dal giudizio che si voglia dare tanto della cosiddetta pandemia da Covid-19 (cosiddetta perch\u00e9 proclamata dall&#8217;OMS, ma negata da illustri scienziati e da prestigiose istituzioni scientifiche), quanto delle misure sanitarie, politiche ed economiche prese per fronteggiarla, resta il concetto della &quot;nuda vita&quot; che si troverebbe a tu per tu con un pericolo mortale e che bisogna, pertanto, difendere a ogni costo dalla mortale minaccia delle malattie epidemiche; cos\u00ec come l&#8217;indomani dell&#8217;11 settembre 2001 bisognava difenderla, e non solo negli Stati Uniti ma nel mondo intero, dalla mortale minaccia terroristica.<\/p>\n<p>E per prima cosa, che significa <em>la nuda vita<\/em>? Evidentemente, la vita al grado zero la vita senza nient&#8217;altro; la vita biologica intesa come la pura e semplice sopravvivenza. Il riferimento sottinteso, ovvio, \u00e8 quello all&#8217;universo concentrazionario e pi\u00f9 precisamente ad Auschwitz. E gi\u00e0 qui si nota una forzatura, dovuta alla concezione materialistica del reale, tipica della cultura di sinistra. Per quei signori, infatti, dire &quot;la vita&quot; o dire &quot;la nuda vita&quot; \u00e8 praticamente la stessa cosa: perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 un animale evoluto a caso, nato per caso e destinato a morire secondo le leggi del caso, un organismo biologico che necessita del nutrimento per conservarsi; e quindi non c&#8217;\u00e8 niente fra lui e la morte, niente di sostanziale, ma solo una serie di sovrastrutture dell&#8217;economia, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;economia che gli d\u00e0 di che vivere, ossia che gli d\u00e0 il cibo con il quale nutrissi e conservarsi. Invece <em>la nuda vita<\/em>, intesa come espressione storica, \u00e8 il frutto di una riduzione operata sull&#8217;uomo dal potere: quando l&#8217;uomo viene spogliato della sua libert\u00e0, dei suoi beni, della sua dignit\u00e0, del suo stesso nome e, ridotto ad un numero, vestito di una casacca da prigioniero, viene ammassato coi suoi simili in un luogo di detenzione il cui scopo \u00e8 annientarlo non solo fisicamente, ma anche moralmente, fino a ridurlo a un essere sub-umano che, per una scodella di minestra e una coperta con cui coprirsi la notte, sarebbe disposto a denunciare agli aguzzini il suo pi\u00f9 prossimo compagno di sventura. Ma che la vita sia questo, fuori dai reticolati di un campo di concentramento, \u00e8 tutto da dimostrare. Per colui che possiede una concezione spirituale del reale, e specialmente per un cristiano, la vita non \u00e8 mai &quot;nuda&quot;, perch\u00e9, anche nelle condizioni pi\u00f9 misere e drammatiche, \u00e8 sempre rivestita dalla luce splendente dell&#8217;Essere, \u00e8 sempre impreziosita e ingentilita dalla fiammella della grazia divina, che pu\u00f2 accendersi in lei in qualunque momento. La vita umana per il cristiano \u00e8 infinitamente preziosa, perch\u00e9 riscattata a caro prezzo da Ges\u00f9 Cristo, fattosi uomo e morto sulla croce per amore degli uomini. E quindi non \u00e8 mai &quot;nuda&quot;, se per nuda s&#8217;intende ridotta a una mera realt\u00e0 biologica. L&#8217;uomo non \u00e8 un animale; non \u00e8 frutto del caso; non nasce per caso n\u00e9 muore a caso. Tutto in lui reca la perfezione spirituale del Creatore, che l&#8217;ha fatto a sua immagine; tutto \u00e8 predisposto perch\u00e9 egli conferisca alla vita il merito d&#8217;averla pienamente realizzata, cercando la verit\u00e0 e adorando quel Dio che gliel&#8217;ha data affinch\u00e9 produca molto frutto, secondo la similitudine della vite e i tralci, una delle pi\u00f9 belle ed efficaci dei quattro i <em>Vangeli<\/em> (<em>Gvi<\/em> 15,1-8):<\/p>\n<p><em>Io sono la vera vite e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto.\u00a0Voi siete gi\u00e0 mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 far frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi se non rimanete in me.\u00a0Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla.\u00a0Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.\u00a0Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sar\u00e0 dato. In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.<\/em><\/p>\n<p>Dunque per chi ha una visione spirituale e non carnale della realt\u00e0, e in primissimo luogo per il cristiano, non solo la vita non \u00e8 &quot;nuda&quot;; non solo non \u00e8 casuale; non solo non \u00e8 fine a se stessa, ma acquista valore e significato per il fatto di essere lo strumento, e per cos\u00ec dire il ponte, che permette agli uomini di oltrepassare la loro finitezza e la loro fragilit\u00e0 per incamminarsi l\u00e0 dove \u00e8 giusto e bello andare: verso il Creatore e verso la loro vera patria, che \u00e8 quella celeste. Non si vive per vivere, e tanto meno per morire: si vive per guadagnare la vita eterna: il che \u00e8 il compito, il lavoro che ci \u00e8 dato, e al tempo stesso il fine e lo scopo del nostro esserci, e che occupa, appunto, l&#8217;intero arco della nostra esistenza terrena. La vita ci \u00e8 data per questo: per usarla nella ricerca della verit\u00e0; e la Verit\u00e0 suprema, che include tutte le altre, e senza la quale nulla \u00e8 vero, neanche ci\u00f2 che a prima vista ne avrebbe l&#8217;apparenza, \u00e8 Dio. Pertanto noi viviamo per Dio e i passi della nostra esistenza sono contati affinch\u00e9 noi ci mettiamo in cammino verso la nostra vera patria, che non \u00e8 di quaggi\u00f9. Tutto \u00e8 bene quel che ci indirizza a quella meta e che ci incoraggia a perseverare, senza lasciarci scoraggiare da difficolt\u00e0 o incomprensioni; tutto \u00e8 male di ci\u00f2 che ci distoglie, ci distrae, ci fa andare in tutt&#8217;altra direzione. A noi la scelta: se vogliamo essere abitanti della citt\u00e0 degli uomini, dominata dall&#8217;egoismo e dalle passioni disordinate, che \u00e8, a ben guardare, la citt\u00e0 del diavolo, oppure della citt\u00e0 di Dio, nella quale abbandoniamo la dimensione carnale e ci volgiamo con tutto il nostro essere alla dimensione spirituale. L&#8217;uomo carnale trasforma in fango tutto ci\u00f2 che incontra, e tutto ci\u00f2 che incontra, per lui, \u00e8 occasione e motivo di scendere sempre pi\u00f9 in basso, sprecando la vita che gli \u00e8 stata data e abbrutendosi nei vizi capitali della superbia, dell&#8217;avarizia e della lussuria. L&#8217;uomo carnale \u00e8 in noi come un vestito vecchio, dal quale dobbiamo separarci; \u00e8 come un peso, un fardello che ci fa camminare con fatica e ci fa tenere gli occhi bassi, rivolti sempre alla palude stagnante nella quale si aggirano inutilmente i nostri passi, come in un circolo vizioso. L&#8217;uomo spirituale \u00e8 l&#8217;uomo nuovo che nasce in noi, toccato dalla grazie e risvegliato ai suoi doveri e alle sue responsabilit\u00e0; l&#8217;uomo che si \u00e8 liberato degli inutili fardelli, che giudica meno di niente le cose che prima lo attraevamo e dalle quali dipendevano tutte le sue speranze e aspettative, mentre ci\u00f2 che prima ignorava o disprezzava ora \u00e8 divenuto il centro della sua vita, un centro caldo e luminoso che gli permette di cogliere la bellezza, la verit\u00e0 e la giustizia anche nelle cose pi\u00f9 umili, anche nelle situazioni pi\u00f9 serie. Come dice magnificamente san Paolo nella <em>Lettera ai Filippesi<\/em> (3, 7-11):<\/p>\n<p><em>Ma quello che poteva essere per me un guadagno, l&#8217;ho considerato una perdita a motivo di Cristo.\u00a0Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimit\u00e0 della conoscenza di Cristo Ges\u00f9, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo\u00a0e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cio\u00e8 con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede.\u00a0E questo perch\u00e9 io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte,\u00a0con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>In conclusione, la vita non \u00e8 un valore in se stessa; non \u00e8 un valore assoluto. \u00c8 solo un mezzo per collaborare all&#8217;opera del Creatore: il quale vuole operai volonterosi nella sua vigna, non servi inutili o, peggio, vignaioli omicidi, capaci di a uccidere suo Figlio pur d&#8217;impadronirsene (<em>Mt<\/em> 21, 33-44):<\/p>\n<p><em>Ascoltate un&#8217;altra parabola: C&#8217;era un padrone che\u00a0piant\u00f2 una vigna e la circond\u00f2 con una siepe, vi scav\u00f2 un frantoio, vi costru\u00ec una torre, poi l&#8217;affid\u00f2 a dei vignaioli e se ne and\u00f2.\u00a0Quando fu il tempo dei frutti, mand\u00f2 i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.\u00a0Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l&#8217;altro lo uccisero, l&#8217;altro lo lapidarono.\u00a0Di nuovo mand\u00f2 altri servi pi\u00f9 numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.\u00a0Da ultimo mand\u00f2 loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!\u00a0Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra s\u00e9: Costui \u00e8 l&#8217;erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l&#8217;eredit\u00e0.\u00a0E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l&#8217;uccisero.\u00a0Quando dunque verr\u00e0 il padrone della vigna che far\u00e0 a quei vignaioli?\u00bb.\u00a0Gli rispondono: \u00abFar\u00e0 morire miseramente quei malvagi e dar\u00e0 la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo\u00bb.\u00a0E Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon avete mai letto nelle Scritture: \u00abLa pietra che i costruttori hanno scartata \u00e8 diventata testata d&#8217;angolo; dal Signore \u00e8 stato fatto questo<br \/>\ned \u00e8 mirabile agli occhi nostri?\u00bb Perci\u00f2 io vi dico: vi sar\u00e0 tolto il regno di Dio e sar\u00e0 dato a un popolo che lo far\u00e0 fruttificare.\u00a0Chi cadr\u00e0 sopra questa pietra sar\u00e0 sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritoler\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Tale \u00e8 la parabola della civilt\u00e0 moderna, nata dall&#8217;odio contro Dio da parte dell&#8217;uomo che vuol farsi padrone del creato. Ges\u00f9 ha predetto come finir\u00e0: i vignaioli omicidi saranno puniti dal Signore, il quale dar\u00e0 la sua vigna a qualcuno che sia pi\u00f9 degno. Senza Dio, o peggio contro Dio, l&#8217;uomo non pu\u00f2 far nulla (cfr. Gv 15,5); mentre con Dio e compiendo la sua volont\u00e0, pu\u00f2 produrre molto frutto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli slogan pi\u00f9 odiosi e truffaldini coi quali l&#8217;establishment politicamente corretto ha cercato di smorzare e, se possibile, di stoppare sul nascere qualsiasi critica ai<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[178],"class_list":["post-23986","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23986","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23986"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23986\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23986"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23986"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}