{"id":23969,"date":"2019-08-08T09:53:00","date_gmt":"2019-08-08T09:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/08\/chiesa-e-politica-oggi-realta-e-prospettive\/"},"modified":"2019-08-08T09:53:00","modified_gmt":"2019-08-08T09:53:00","slug":"chiesa-e-politica-oggi-realta-e-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/08\/chiesa-e-politica-oggi-realta-e-prospettive\/","title":{"rendered":"Chiesa e politica oggi: realt\u00e0 e prospettive"},"content":{"rendered":"<p>Non demordono neppure per un attimo. Un giorno \u00e8 il direttore de <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, l&#8217;organo dei gesuiti, ad invitare gli italiani a una nuova resistenza: naturalmente contro Salvini, la lega e il populismo xenofobo, se non proprio razzista. Un altro giorno \u00e8 il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana (dal 2017, dunque bergogliano d.o.c.) il quale, non pago di aver invitato gli elettori a votare &quot;per l&#8217;Europa&quot;, cio\u00e8 per il PD e la BCE, con relativa disfatta elettorale, ora mette in guardia contro chi &quot;sfrutta i simboli religiosi&quot;, come appunto fa Salvini col Rosario e le preghiere alla Madonna, ma che dice, non ha nulla di cristiano; e avanti di questo passo, fin da quando <em>Famiglia Cristiana<\/em> usc\u00ec con la famosa copertina titolata <em>Vade retro, Salvini<\/em>, con i barconi dei migranti sullo sfondo e il truce Ministro dell&#8217;Interno, in primo piano, additato al pubblico ludibrio come una specie di diavolo incarnato o quasi. Del resto, in moltissime parrocchie d&#8217;Italia la guerra civile \u00e8 gi\u00e0 cominciata: moltissimi parroci, e non da oggi, n\u00e9 da ieri, sono scesi trionfalmente in campo e spendono tutte le loro energie per predicare a favore dell&#8217;immigrazione indiscriminata e dei matrimoni omosessuali (con tanto di corsi diocesani di affettivit\u00e0 gay), spesso, per dare maggior forza alle loro parole, indossando dubbi paramenti &quot;sacri&quot; sui quali spicca la lunga sciarpa arcobaleno, simbolo dei movimento LGBT (dopo che le bandiere arcobaleno erano state il simbolo del dissenso contro l&#8217;aggressione USA all&#8217;Iraq, nel 2003), oppure appendendo cartelli sulla porta delle loro chiese nei quali invitano i &quot;razzisti&quot; a star lontani. Il che non manca di provocare reazioni pi\u00f9 o meno vivaci, che sfociano in battibecchi fra sacerdoti e fedeli, a volte perfino nel bel mezzo della santa Messa.<\/p>\n<p>Intendiamoci: la Chiesa cattolica ha sempre fatto politica, il clero ha sempre fatto propaganda elettorale; basti ricordare il contributo determinante alla schiacciante vittoria della DC nelle elezioni politiche del 1948, le prime dopo la fine della Seconda guerra mondale e la nascita della Repubblica. Solo un ipocrita potrebbe negare questo fatto: che la Chiesa, dopo la caduta del fascismo, non si \u00e8 mai astenuta dal fare politica, e che il clero ha sempre fornito indicazioni di voto agli italiani. La novit\u00e0, quindi, non \u00e8 questa, ma il fatto che oggi, per la prima volta, so registra un nettissimo scollamento fra ci\u00f2 che dice la Chiesa, attraverso le esortazioni politiche del clero, e le scelte dei cattolici. Per vedere una distanza cos\u00ec grande, bisogna riandare ai tempi dei due referendum degli anni &#8217;70, quello sul divorzio e poi quello sull&#8217;aborto, conclusi entrambi con la disfatta della Chiesa, disfatta alla quale contribuirono non poco i cattolici stessi, che in pratica votarono in senso opposto a ci\u00f2 che la Chiesa e il clero avevano indicato. E tuttavia c&#8217;\u00e8 una grande differenza fra i due eventi: perch\u00e9 allora lo scollamento si verific\u00f2 su due questioni di ordine morale, ch\u00e9 tali in primo luogo erano per i cattolici, e solo di riflesso attinenti alla politica; mentre ora \u00e8 la Chiesa ad aver scelto quale campo di battaglia il cuore della politica, particolarmente la questione dei migranti, e secondariamente la questione della &quot;fedelt\u00e0&quot; o meno all&#8217;Unione Europea, ed \u00e8 l\u00ec che ha subito una durissima batosta e patisce tuttora l&#8217;aperta insofferenza, le critiche e le contestazioni di una grossa fetta dei fedeli. In altre parole, mentre negli anni &#8217;70 furono i fedeli a dissociarsi dalla Chiesa su questioni attinenti la sfera morale, ora \u00e8 la Chiesa ad essersi di fatto dissociata dai fedeli, e dal suo stesso insegnamento, su questioni afferenti essenzialmente la politica. Si tratta, pertanto, nella situazione odierna, di un clamoroso autogol fatto dalla Chiesa del signor Bergoglio: perch\u00e9 mentre la Chiesa dei tempi di Paolo VI si vide costretta a prender posizione sui questioni che investivano direttamente l&#8217;ambito della sua dottrina morale, in particolare la <em>Humanae vitae<\/em> del 1968, ora niente e nessuno avrebbero costretto la Chiesa a scendere in campo su questioni politiche, come la permanenza nell&#8217;euro e le migrazioni dalla sponda sud del Mediterraneo: la Chiesa e il clero hanno deciso autonomamente di fare di esse il proprio cavalo di battaglia, addirittura di concentrare su di esse gran parte del loro magistero ordinario e straordinario, comprese le omelie della Messa domenicale, modellate su quelle dalla casa Santa Marta che parlano sempre e solo di miranti, ambiente e clima, e proprio su quel terreno sono state sonoramente bocciate dai cattolici, i quali, come si \u00e8 visto alle elezioni politiche italiane del marzo 2018 e ancor pi\u00f9 clamorosamente in quelle europee del maggio &#8217;19, hanno espresso una volont\u00e0 diametralmente opposta a quella professata, ostentata e promossa da Bergoglio, dalla C.E.I. e da un gran numero di &quot;preti di strada&quot;, pi\u00f9 o meno pittoreschi (e patetici) nei loro abbigliamenti e nei loro atteggiamenti da studenti sessantottini fuori corso e fuori secolo.<\/p>\n<p>La situazione, pertanto, \u00e8 la seguente. C&#8217;\u00e8 una chiesa, che si dice ancora e sempre chiesa cattolica, ma che di fatto \u00e8 diventata una grossa O.N.G., tutta dedita al migrazionismo, alla <em>gay-friendship<\/em>, all&#8217;ambientalismo, alla climatologia e perfino al tribalismo (vedi il documento preparatorio al prossimo sinodo dell&#8217;Amazzonia, <em>Instrumentum laboris<\/em>, che rivaluta perfino l&#8217;animismo e lo sciamanesimo ed \u00e8 stato apertamente denunciato come eretico e apostatico anche dall&#8217;ex prefetto della Congregazione per la Dottrina delle Fede, il cardinale M\u00fcller, uno dei silurati da Bergoglio. Questa chiesa ha smesso di parlare delle questioni dottrinali, spirituali e morali, anzi si \u00e8 messa a svilire e denigrare la spiritualit\u00e0, l&#8217;ascesi e la preghiera contemplativa, per parlare quasi esclusivamente di questioni sociali, di emancipazione politica, di giustizia economica, giungendo al punto di falsificare non solo la dottrina, ma i dati storici del <em>Vangelo<\/em> e della <em>Bibbia<\/em>, per fare di Ges\u00f9, Giuseppe e Maria una famiglia di migranti, e degli abitanti di Sodoma i progenitori dei gay odierni, che per primi sperimentarono il perdono di Dio senza alcun bisogno di cambiare stile di vita (quest&#8217;ultima perla, cio\u00e8 la mancata distruzione di Sodoma da parte di Dio, \u00e8 dovuta alla saggezza e alla cultura biblica di monsignor Galantino, un prelato cos\u00ec cattolico da avere affermato che la rivoluzione e lo scisma protestante di Lutero furono ispirati dallo Spirito Santo). Dall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 un laicato che non segue la Chiesa su questa china, non approva la politicizzazione esasperata del messaggio evangelico e trova, al contrario di Bassetti e Bergoglio, che se un politico italiano stringe in mano un Rosario e invoca la Vergine Maria durante la campagna elettorale, e coerentemente con quei gesti si prefigge di difendere i valori cristiani, in ci\u00f2 non vi \u00e8 alcuno scandalo, alcuna strumentalizzazione, semmai si rammaricano del fatto che tanti preti si comportino in tutt&#8217;altra maniera, nascondano i simboli religiosi cattolici e si auto-censurino in tutto ci\u00f2 che riguarda l&#8217;annuncio della propria fede, per una forma travisata e profondamente malintesa di rispetto delle idee e delle fedi religiose altrui, fino al punto da coprire il Crocifisso o da eliminarlo addirittura dalle facciate dei loro templi modernisti e dalle loro case del popolo (e perch\u00e9 no, dal momento che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em>?), che i fedeli ignari hanno seguitato per anni a scambiare, a torto, per delle chiese cattoliche destinate alla celebrazione del servizio divino. Dunque, non \u00e8 la chiesa che rimprovera ai cattolici di essersi allontanati da Dio per seguire ingannevoli dottrine politiche (non lo ha mai fatto neppure ai tempi del comunismo rampante, figuriamoci adesso), ma \u00e8 il mondo dei fedeli laici che si \u00e8 stufato di ascoltare i sermoni politicizzati del clero e ha fatto sapere, col suo voto e con tanti altri segnali, che non intende tollerare oltre un cos\u00ec patente tradimento della missione religiosa, spirituale e soprannaturale della Chiesa, quella vera, quella che si scrive con la maiuscola, da parte di una falsa chiesa o contro-chiesa segretamente apostatica, ma abbastanza sfacciata da seguitare come nulla fosse a chiedere contribuzioni e la devoluzione dell&#8217;otto per mille, come se fosse tuttora la vera chiesa e avesse, pertanto, il diritto di sollecitare il sostegno, anche materiale, dei fedeli. Non vi \u00e8 chi non veda i risvolti impliciti in questa situazione: mentre Bassetti &amp; Co. invitano i cattolici praticanti a votare PD, o carezzano l&#8217;idea di fondare una nuova DC decisamente spostata a sinistra, una buona parte del laicato cattolico non si riconosce pi\u00f9 nelle indicazioni che vengono dal magistero, n\u00e9 comprende quelle che <em>non<\/em> vengono, come lo sconcertante silenzio sul caso del piccolo Alfie Evans e addirittura i ringraziamenti del clero britannico ai medici dell&#8217;ospedale nel quale il bambino ha subito l&#8217;eutanasia. E del pari i fedeli non capiscono perch\u00e9 il sedicente papa debba rintronar loro gli orecchi tutti i giorni con le cosiddette stragi de mare, che stragi non sono, e poi taccia sistematicamente sulle stragi, quelle s\u00ec fin troppo vere, che subiscono i cattolici in ogni parte del modo, specie da parte dei fanatici islamici; per non dire del silenzio assoluto sulla morte del carabiniere ucciso da due giovani delinquenti americani, mentre svolgeva il proprio dovere. Si \u00e8 quindi creato un vuoto fra la chiesa e i fedeli, che potrebbe essere facilmente riempito qualora qualcuno si facesse avanti per trarre le naturali conclusioni da una simile, inaudita frattura, quale mai si era vista nel corso degli ultimi secoli.<\/p>\n<p>Per trovare un parallelo sia pur vagamente pertinente, a parte i referendum del 1974 e del 1978, bisogna risalire fino al 1944, quando un sacerdote della diocesi di Terni, don Tullio Calcagno, dopo aver rinnovato la professione di fedelt\u00e0 al fascismo e aver diffuso nel Nord Italia il settimanale pi\u00f9 letto dell&#8217;epoca, la <em>Crociata Italica<\/em>, con una tiratura fra le 100 mila e le 150 mila copie, fond\u00f2 addirittura un movimento, con lo stesso nome, avente lo scopo di avviare una vastissima riforma religiosa e di promuovere la nascita di una chiesa cattolica autocefala, cio\u00e8 separata dalla chiesa romana e avente un primate distinto dal vescovo di Roma: sia perch\u00e9 disapprovava la presa di distanza del Vaticano dal fascismo dopo i fatti del 25 luglio e dell&#8217;8 settembre 1943, sia perch\u00e9 riteneva, pi\u00f9 in generale, che se la chiesa italiana continuava ad avere quale primate il papa, capo della Chiesa universale, i suoi specifici interessi e le sue specifiche problematiche sarebbero stati inevitabilmente sacrificati sull&#8217;altare degli interessi e delle problematiche del pontefice e del Vaticano. \u00c8 molto difficile dire fino a che punto don Calcagno, che oltre a proclamare una incondizionata fedelt\u00e0 al fascismo e alla Germania (della quale tuttavia rifiut\u00f2 i finanziamenti) poneva fortemente l&#8217;accento sulla necessit\u00e0 di profonde riforme sociali, interpretasse i sentimenti di una pare consistente dei cattolici italiani. Tuttavia, il fatto che il suo giornale avesse cos\u00ec tanti lettori, e in tempi cos\u00ec difficili, con l&#8217;andamento della guerra sempre pi\u00f9 sfavorevole all&#8217;Asse, fa pensare che le sue idee non fossero poi cos\u00ec avulse dal sentire del popolo italiano, o meglio di quella parte di esso che si trovava ancora sotto la sovranit\u00e0 della Repubblica Sociale. C&#8217;erano anche diversi sacerdoti che collaboravano alla sua impresa, fra i quali don Edmondo De Amicis, don Antonio Padoan e fra Ginepro da Pompeiana: per costoro era molto grave che la Chiesa, dopo aver sottoscritto i Patti Lateranensi con Mussolini, gli avesse voltato le spalle subito dopo la sua caduta; cos\u00ec come per molti cattolici era inaccettabile vedere il legittimo capo dello Stato in quel re che aveva abbandonato il Paese al suo destino per mettersi in salvo il mattino del 9 settembre 1943, e in quella dinastia che aveva sempre nutrito sentimenti anticlericali e aveva colpito la Chiesa con confische e soppressioni di ordini religiosi. Era anche difficile accettare l&#8217;idea che ora gli amici dell&#8217;Italia fossero i protestanti anglosassoni, che seguitavano a bombardare spietatamente le citt\u00e0 del Nord, e addirittura i bolscevichi atei dell&#8217;Unione Sovietica, i quali aizzavano i partigiani slavi a compiere efferati eccidi ai danni della popolazione italiana nella Venezia Giulia. Ad ogni modo, le due idee centrali del programma di don Calcagno appaiono in sostanza ragionevoli: che i cattolici italiani avessero fatto troppa strada con il fascismo, per scaricarlo come un vestito vecchio nell&#8217;ora della difficolt\u00e0; e che il papa fosse proiettato verso una dimensione troppo universale per dare piena espressione ai bisogni specifici della chiesa italiana. Ma la guerra si avviava alla conclusione nel modo che sappiamo e il movimento di don Calcagno non ebbe il tempo n\u00e9 i mezzi per svilupparsi ulteriormente; lui stesso, sospeso <em>a divinis<\/em> il 16 dicembre 1943 e scomunicato il 24 marzo 1945 (su pressione particolare dell&#8217;arcivescovo di Milano, il troppo lodato Ildefonso Schuster, fu passato per le armi dai partigiani appena un mese dopo, il 29 aprile (cfr. il nostro articolo: <em>Don Tullio Calcagno, il prete che and\u00f2 a morire con Mussolini<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 03\/11\/19 e poi su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 10\/12\/17). Al di l\u00e0 di alcune analogie, peraltro, vi \u00e8 una differenza sostanziale fra le vicende del movimento di Crociata Italica nel 1944 e quelle del mondo cattolico dei nostri d\u00ec. Allora era una parte minoritaria del clero e dei fedeli che si era posta in contrasto col vertice della Chiesa per ragioni essenzialmente politiche; ora sembra che una buona fetta dei cattolici sia in contrasto coi vertici della Chiesa perch\u00e9 non riconosce nel suo insegnamento un autentico spirito cattolico, oltretutto su questioni politiche che coinvolgono i principi della fede. Il nodo del contrasto \u00e8 proprio qui. Per Bergoglio e per le decine di don Corazzina, la questione dei migranti \u00e8 spirituale e religiosa: i migranti sono come Cristo; accoglierli \u00e8 accogliere Lui, rifiutarli \u00e8 rifiutare Lui. Per moltissimi cattolici, questa \u00e8 una strumentalizzazione inaccettabile del Vangelo, tanto pi\u00f9 che essi non hanno visto altrettanta sollecitudine nei confronti dei milioni di poveri italiani e inoltre temono, non a torto, l&#8217;islamizzazione dell&#8217;Italia. Se ora si facesse avanti un don Calcagno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non demordono neppure per un attimo. 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