{"id":23967,"date":"2016-05-21T07:30:00","date_gmt":"2016-05-21T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/21\/la-chiesa-deve-dialogare-con-il-mondo-moderno\/"},"modified":"2016-05-21T07:30:00","modified_gmt":"2016-05-21T07:30:00","slug":"la-chiesa-deve-dialogare-con-il-mondo-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/21\/la-chiesa-deve-dialogare-con-il-mondo-moderno\/","title":{"rendered":"La Chiesa deve dialogare con il mondo moderno?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;ultima delle ottanta proposizioni contenute nel <em>Sillabo<\/em> di Pio IX, pubblicato nel 1864, affermava essere falsa la dottrina secondo cui <em>il Romano Pontefice pu\u00f2 e deve riconciliarsi e venire a composizione col progresso, col liberalismo e con la moderna civilt\u00e0<\/em>: e in tale prospettiva si \u00e8 tenuto, pochi anni dopo, il Concilio Vaticano I, dominato dall&#8217;autorit\u00e0 del pontefice e dallo sforzo di restaurare la civilt\u00e0 cristiana, contro gli errori del liberalismo, del socialismo, della secolarizzazione e del materialismo. Eppure, un secolo dopo, il Concilio Vaticano II \u00e8 stato concepito e condotto, e viene tuttora presentato, come quello che ha aperto una nuova strada alla Chiesa, che le ha indicato una nuova prospettiva e che ha segnato una &quot;svolta antropologica&quot; nella stessa teologia cristiana: e ci\u00f2 perch\u00e9 \u00e8 stato il concilio che ha definito l&#8217;identit\u00e0 della Chiesa a partire dal suo rapporto, costruttivo e dialogante, proprio con il mondo moderno. E dunque, come stanno effettivamente le cose? Chi aveva ragione: Pio IX e il Concilio Vaticano I, oppure Giovanni XXIII e il Vaticano II? La Chiesa pu\u00f2 e deve dialogare con il mondo moderno, giungendo a un accomodamento con esso? E che cosa significa dialogare? Significa accettare integralmente il punto di vista dell&#8217;altro, anche quand&#8217;esso vada a configgere diametralmente con i propri valori, compresi quelli assolutamente irrinunciabili?\u00a0<\/p>\n<p>Facciamo un esempio concreto: la pratica legalizzata dell&#8217;aborto. Dialogare con il mondo moderno equivale a rinunciare, da parte della Chiesa, a proclamare che tale pratica \u00e8 gravemente peccaminosa e del tutto inammissibile, e fare finta di niente? Significa comportarsi come papa Bergoglio, che loda pubblicamente la memoria di Marco Pannella, massimo artefice della legge 194, e riserva la sua stima ed amicizia a Emma Bonino, la quale, a suo tempo, si faceva fotografare con in mano la pompa per bicicletta, con la quale voleva reclamizzare la libert\u00e0 di abortire per tutte le donne, con qualunque mezzo? Come si vede, non stiamo parlando di questioni accademiche, fatte di pura teoria: stiamo parlando, al contrario, di cose estremamente concrete, sulle quali un cattolico \u00e8 chiamato, anzi, \u00e8 letteralmente obbligato, a pronunciarsi, a schierarsi, a esprimere la sua convinzione, che poi coincide con l&#8217;insegnamento ufficiale della Chiesa. La sana teologia cattolica, infatti, ha sempre insegnato che si \u00e8 responsabili non solo del male che si compie, ma anche di quello che si vede e che non si fa nulla per impedire, o, almeno, per denunciare; e che correggere il fratello che sta peccando gravemente \u00e8 non solo una cosa opportuna, ma doverosa, perch\u00e9 tale, e non altro, \u00e8 il vero amore di carit\u00e0: correggere chi sbaglia per il bene della sua anima, bene che non si fa, tacendo e fingendo di non vedere.<\/p>\n<p>La Chiesa postconciliare ha deciso di fingere di non vedere il male? Di non denunciare pi\u00f9 il peccato? Di non riprendere, n\u00e9 correggere, i fratelli che sbagliano, peccando contro Dio e contro il prossimo? E, a proposito dei personaggi che abbiamo sopra ricordato, potremmo citare anche il caso del divorzio, della libert\u00e0 di drogarsi, dell&#8217;eutanasia, della libert\u00e0 assoluta d&#8217;immigrazione (islamica) e dei cosiddetti matrimoni omosessuali. Tali pratiche, o richieste, configgono frontalmente con i valori cristiani; eppure sono diventate delle tipiche espressioni della libert\u00e0, cos\u00ec come la intende la cultura moderna e come le &quot;sente&quot; la civilt\u00e0 moderna. Il cristiano deve ignorarle, deve girare la testa dall&#8217;altra parte, in nome del dialogo? Il dialogo equivale al silenzio sui punti di dissenso, anche quando si tratti di questioni assolutamente decisive? \u00a0Dialogare significa capire il punto di vista dell&#8217;altro, sospendere il giudizio, accettare quel che chiede la maggioranza, sempre e comunque (ammesso e non concesso che si tratti realmente della maggioranza, e non di una minoranza aggressiva, sfrontata ed estremamente decisa, forte, oltretutto, del sostegno dei poteri finanziari e politici al pi\u00f9 alto livello mondiale)? \u00c8 questo che deve fare la Chiesa del terzo millennio: stare zitta davanti allo scempio delle cose pi\u00f9 sacre in cui crede, pur di non litigare col mondo?<\/p>\n<p>Dal momento che sono proprio i celebratori acritici del Vaticano II a presentare quel Concilio come qualificato dalla &quot;scoperta&quot; del dialogo (contrapponendolo al concilio &quot;cattivo&quot; per eccellenza, il Vaticano I, impregnato di autoritarismo papalino e accecato da una irrimediabile ottusit\u00e0 reazionaria), non possiamo eludere la discussione su che cosa si intenda, in realt\u00e0, con l&#8217;espressione &quot;dialogo&quot;. In effetti, il Vaticano II non ha dato una definizione soddisfacene; al contrario, ha tracciato un vero e proprio circolo vizioso, e questo proprio nei suoi due documenti pi\u00f9 importanti e caratterizzanti: la <em>Lumen gentium<\/em> e la <em>Gaudium et spes<\/em>, che furono definite, con molta enfasi, la Magna charta, rispettivamente, dell&#8217;identit\u00e0 e del dialogo cristiani. In altre parole: nella <em>Lumen gentium<\/em> si \u00e8 affermato che l&#8217;identit\u00e0 della Chiesa si definisce mediane il dialogo, mentre nella <em>Gaudium e spes<\/em> si \u00e8 allargato al massimo il raggio del dialogo con le realt\u00e0 esterne alla Chiesa cattolica. Tutti gli altri documenti del Concilio (quattordici, per un totale di sedici: quattro costituzioni dogmatiche, nove decreti e tre dichiarazioni) sono stati un corollario e un approfondimento di questi due. Ma se l&#8217;identit\u00e0 della Chiesa \u00e8 data dal fatto di essere una Chiesa perennemente in dialogo col mondo, e se il dialogo consiste nel riconoscere una pluralit\u00e0 di verit\u00e0, aventi ciascuna il medesimo valore e la medesima dignit\u00e0 intrinseca, che cosa \u00e8, realmente, la Chiesa?\u00a0Non rischia di diventare, come direbbe Luigi Pirandello, <em>una, nessuna e centomila<\/em>? Non rischia di svaporare, di scomparire, di dissolversi, per un eccesso di volont\u00e0 dialogante con tutti e con ciascuno, ad ogni costo, anche a quello di perdere se stessa?<\/p>../../../../n_3Cp>Il buon vecchio Nietzsche affermava che nessuno pu\u00f2 guardare troppo a lungo nell&#8217;abisso, senza che l&#8217;abisso, a un certo punto, non finisca per guardare dentro di lui. Ora, se la civilt\u00e0 moderna \u00e8 l&#8217;abisso, una Chiesa che sia letteralmente ipnotizzata dal miraggio di dialogare con essa, finir\u00e0 per precipitare al suo interno, e, senza praticamente rendersene conto, finir\u00e0 per cessare di essere se stessa, e diverr\u00e0 qualcosa d&#8217;altro, qualcosa che si definisce a partire dalle categorie del mondo moderno, che ragiona come ragiona il mondo moderno, che sente come sentono gli uomini della modernit\u00e0. Ad esempio, una Chiesa che non sente pi\u00f9 il dramma del peccato e della grazia; che non guarda pi\u00f9 all&#8217;uomo come a una creatura, fatta, s\u00ec, a immagine di Dio, ma scivolata nel peccato e bisognosa di redenzione; per vedere il Vangelo come una delle tante opzioni possibili, e Ges\u00f9 come una delle tante guide spirituali, non come il Figlio di Dio, fattosi uomo per amore dell&#8217;umanit\u00e0, perseguitato, ucciso, morto e risorto per mano degli uomini, e venuto fra essi perch\u00e9, dopo il suo ritorno al Padre, potesse scendere sulla terra lo Spirito di verit\u00e0, il Consolatore, il Paraclito, destinato a rimanere con essi ogni giorno, sino alla fine del mondo. Una chiesa &quot;risucchiata&quot; dalla mentalit\u00e0 del mondo moderno sar\u00e0 una Chiesa che smarrisce il senso di s\u00e9, e si dimentica delle parole di Ges\u00f9: <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>; che si pone sullo stesso piano delle altre religioni, che si auto-mortifica, che smette di annunciare il Vangelo per non offende la sensibilit\u00e0 degli altri uomini, e si avvia all&#8217;auto-distruzione in nome di un pluralismo e, in ultimo, di un indifferentismo religioso, che si configurano come un ritorno al deismo illuminista, allo gnosticismo massonico, al culto del Grande Architetto dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>Inevitabilmente, la questione che si pone \u00e8 il giudizio complessivo che si d\u00e0 della civilt\u00e0 moderna. Per chi sostiene che la Chiesa del Vaticano II ha fatto bene, benissimo, a definirsi a partire dal dialogo con essa, il giudizio, come \u00e8 evidente, non sar\u00e0 mai del tutto negativo, al contrario; si scorgeranno in essa molti aspetti meritevoli di attenzione e persino di valorizzazione: l&#8217;attenzione alla persona umana, per esempio, o alla sua &quot;dignit\u00e0&quot;. Questo, naturalmente, se si ha abbastanza pelo sullo stomaco da non vedere che la &quot;dignit\u00e0&quot; massonica non si estende ai nascituri, i quali possono essere sacrificati in nome dei &quot;diritti&quot; delle mamme che non vogliono averli; o se si finge di non accorgersi che il pluralismo religioso e lo stesso ecumenismo finiscono per tornare a esclusivo vantaggio di chi sta mirando a islamizzare l&#8217;Europa e a ridurre il cristianesimo a una religione residuale, destinata all&#8217;estinzione con la volonterosa collaborazione dei suoi stessi pastori e dei suoi stessi sedicenti teologi. Se, invece, si riconosce nella civilt\u00e0 moderna il risultato di una operazione, pianificata a tavolino, di distacco dal cristianesimo e di progressiva distruzione di esso, che parte perlomeno dai libertini del XVII secolo, prosegue con l&#8217;illuminismo e culmina nelle aperte persecuzioni del XX secolo (dal Messico alla Russia, dalla Spagna ai Paesi arabi), allora il giudizio sulla volont\u00e0 &#8212; e sulle velleit\u00e0 &#8212; di dialogo della Chiesa cattolica con il mondo moderno cambia radicalmente, e diventa un giudizio severo, d&#8217;inappellabile condanna: quale fu, guarda caso, quello formulato da Pio IX ai tempi del <em>Sillabo<\/em>.<\/p>\n<p>Ora, dal Vaticano II in poi, una legione di teologi modernisti e progressisti non si stanca mai di ripetere quanto sia stato bello, buono e necessario l&#8217;avvio di un dialogo costruttivo con il mondo, e di come se ne sentisse la mancanza, e di come la Chiesa, grazie ad esso, abbia ritrovato la sua vera vocazione e la sua vera ragion d&#8217;essere: non pi\u00f9 <em>roccaforte di David<\/em>, come hanno detto, con una fiorita e zuccherosa similitudine, quei tali teologi progressisti, ma una <em>realt\u00e0 itinerante e pellegrina, alla maniera di Abramo<\/em>: ossia, fuor di metafora, non chiusa e ripiegata in se stessa (come era, a loro giudizio, la Chiesa di Pio IX; e senza dubbio, anche quella di Pio X, visto che ha condannato il modernismo&#8230;), ma aperta e dialogante, come quella di Giovanni XXIII. Da questa prospettiva si comprende meglio anche il fatto che il Vaticano II \u00e8 stato, da un lato, il solo concilio ecumenico della storia che non sia stato convocato per dirimere e comporre delle questioni dottrinali, ma per una generica &quot;esigenza pastorale&quot; e per una volont\u00e0 di &quot;rinnovamento liturgico&quot; (obiettivi che possono sembrare modesti e perfino minimalisti, mentre sono estremamente ambiziosi, perch\u00e9 mettono in questione lo &quot;spirito&quot; stessa della Chiesa); e, dall&#8217;altro, perch\u00e9 sia stato il solo concilio che non ha pronunciato condanne verso le false dottrine, n\u00e9 stabilito dogmi per rafforzare, illuminare e chiarire le verit\u00e0 cristiane.<\/p>\n<p>Nel suo discorso di apertura del Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII ha, infatti, affermato: <em>Sempre la Chiesa si \u00e8 opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati con estrema severit\u00e0. Oggid\u00ec per\u00f2 la Sposa di Cristo preferisce applicare il mezzo salutare della misericordia anzich\u00e9 del rigore. Essa ritiene di poter meglio rispondere alle esigenze dell&#8217;epoca moderna mostrando il valore della propria dottrina, anzich\u00e9 decretando condanne<\/em>. Belle parole, senza dubbio: ma parole realistiche, e, soprattutto, parole in linea con la dottrina cattolica di sempre, con l&#8217;eterna verit\u00e0 del Vangelo? Che cosa significa &quot;preferire la misericordia alla condanna&quot;, in un momento storico in cui la Chiesa \u00e8 sotto attacco e in cui la civilt\u00e0 moderna, attraverso molteplici vie, sia materiali che culturali, si sta impegnando al massimo per estirpare o, non potendolo, per snaturare dall&#8217;interno il messaggio di Cristo? Non ha parlato forse lo stesso Paolo VI, colui che ha accompagnato, per la maggior parte, lo svolgimento del Concilio, del fumo di Satana in Vaticano? E dunque: se il nemico di Cristo e della Chiesa \u00e8 gi\u00e0 dentro di essa; se sta sferrando attacco finale per distruggerla, che cosa significa rivolgesi proprio a quel nemico <em>con la clemenza e non con la severit\u00e0<\/em>?<\/p>\n<p>Inoltre: che cosa vuol dire astenersi dal condannare, davanti a tutta una serie di azioni e di comportamenti che, dal punto di vista cristiano, \u00e8 non solo legittimo, ma assolutamente doveroso, condannare? Forse la salvezza delle anime si persegue assecondando lo spirito del mondo, e non gi\u00e0 ammonendo il peccatore? Questi simpatici progressisti parlano sempre della misericordia: ma la misericordia, senza l&#8217;ammonizione, non conduce alla salvezza, bens\u00ec alla perdizione delle anime. Ges\u00f9, nel rimandare a casa l&#8217;adultera, non le disse: <em>Va&#8217;, e continua a tradire tuo marito<\/em>; bens\u00ec le disse: <em>Va&#8217;, e non peccare pi\u00f9<\/em>. Se si toglie la sua esortazione: <em>e non peccare pi\u00f9<\/em>, si stravolge il senso del suo messaggio: ed \u00e8 quello che i teologi buonisti e i pastori troppo &quot;misericordiosi&quot; stanno facendo. Stanno stravolgendo il Vangelo: perch\u00e9 sia chiaro che il buonismo non \u00e8 evangelico, \u00e8 diabolico. Il buonismo corrisponde al fare finta di non vedere il male: il che non viene certo da Dio, ma \u00e8, alla lettera, un atteggiamento diabolico.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa ancora che non quadra, in quelle parole di Giovanni XXIII. Egli afferm\u00f2, come si \u00e8 visto, che la Chiesa <em>ritiene di poter meglio rispondere alle esigenze dell&#8217;epoca moderna mostrando il valore della propria dottrina, anzich\u00e9 decretando condanne.<\/em> Ora, domandiamo: la Chiesa deve porsi al servizio delle &quot;esigenze&quot; dell&#8217;epoca moderna? Ma quando mai? Questo sarebbe il Vangelo? Questo \u00e8 ancora il cristianesimo? Ges\u00f9 si era forse posto al servizio delle esigenze della sua epoca? Non ci risulta affatto; al contrario. Ogni qualvolta i Giudei tentarono di trascinarlo dalla loro, per esempio sul terreno politico, egli si ritrasse, ribadendo, fino all&#8217;ultimo (cio\u00e8 davanti a Pilato) che <em>il suo Regno non \u00e8 di questo mondo<\/em>. Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec. Eppure, incredibile a dirsi, c&#8217;\u00e8 ancora chi non vuol capire, non vuol sentire, non vuol vedere la pura verit\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultima delle ottanta proposizioni contenute nel Sillabo di Pio IX, pubblicato nel 1864, affermava essere falsa la dottrina secondo cui il Romano Pontefice pu\u00f2 e deve<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,216],"class_list":["post-23967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23967"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23967\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}