{"id":23966,"date":"2016-05-09T11:08:00","date_gmt":"2016-05-09T11:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/09\/chiesa-e-magistero-per-i-teologi-progressisti-g-piana\/"},"modified":"2016-05-09T11:08:00","modified_gmt":"2016-05-09T11:08:00","slug":"chiesa-e-magistero-per-i-teologi-progressisti-g-piana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/05\/09\/chiesa-e-magistero-per-i-teologi-progressisti-g-piana\/","title":{"rendered":"Chiesa e Magistero per i teologi progressisti (G. Piana)"},"content":{"rendered":"<p>Giannino Piana, classe 1939, \u00e8 il ritratto del perfetto teologo cattolico progressista e di sinistra, per il quale la &quot;vera&quot; Chiesa nasce con il Concilio Vaticano II e si attua, finalmente, e pienamente, con la linea impressale dal pontificato di papa Bergoglio. Insegna Etica cristiana presso la Libera universit\u00e0 di Urbino ed Etica ed economia presso l&#8217;Universit\u00e0 di Torino (due poltrone per un docente: non male, in tempi di crisi del posto di lavoro); \u00e8 stato Presidente dell&#8217;Associazione italiana dei teologi moralisti; collabora a una quantit\u00e0 di riviste, dal mensile <em>Jesus<\/em> (dalle cui colonne ha attaccato il cardinale Ruini, reo di aver espresso giudizi favorevoli sul passato governo di centro-destra, lui che \u00e8 vicino al Partito democratico) al quindicinale <em>Rocca<\/em>, altra storica e rocciosa roccaforte &#8212; come dice il titolo &#8212; dei catto-progressisti; ha pubblicato una quantit\u00e0 di libri, sia da solo che in collaborazione, e diretto prestigiose opere enciclopediche.<\/p>\n<p>\u00c8 fra quelli che rimproverano alla Chiesa di avere accumulato gravi ritardi nell&#8217;aprirsi al dialogo col mondo e nell&#8217;ascoltare le voci interne di dissenso, e che ora si compiacciono del ritmo e della direzione presa dalla Chiesa del dopo Ratzinger: finalmente, pensano, si va nel senso giusto; finalmente ci si apre, si dialoga, si ascolta; finalmente la Chiesa si fa tutt&#8217;uno col mondo, e prevale il criterio d&#8217;ispirare il Magistero ecclesiastico all&#8217;azione di coloro che agiscono &quot;nel mondo&quot; (evidentemente, ci\u00f2 che pensano i frati e le suore di clausura non conta nulla, dal momento che costoro si sono rifugiati fra quattro mura e non sanno che cosa voglia dire &quot;vivere nel mondo&quot;, all&#8217;interno delle &quot;situazioni problematiche&quot;). Insomma, si tratta di quella linea teologica che ha preso il sopravvento dal Vaticano II: prima, il Magistero era custodito e tramandato dal papa, dai cardinali e dai vescovi; adesso, lo fanno i preti, ma specialmente i preti di strada, i vescovi e gli arcivescovi che vanno in bicicletta dentro le cattedrali, e che pronunciano le omelie sulle note delle canzoni di Noemi e Mengoni; ma, pi\u00f9 ancora, lo fanno i teologi, meglio se laici, come gli Enzo Bianchi (per chi non lo sapesse, costui non \u00e8 affatto un prete, anche se qualcuno lo vorrebbe fare cardinale), o come i Vito Mancuso, o, appunto, come il professor Piana.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: il Magistero. Il Magistero non \u00e8 un insegnamento di origine umana; non dipende dalla buona o dalla cattiva volont\u00e0 di un singolo pontefice, di una singola commissione di cardinali (magari alla Carlo Maria Martini, cio\u00e8 dal cattolicesimo assai dubbio, e dalle esplicite simpatie massoniche), n\u00e9, tanto meno, di teologi, laici o sacerdoti che siano, progressisti o meno: \u00e8, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno, l&#8217;insieme del <em>Depositum Fidei<\/em>, che viene preservato nella sua purezza e trasmesso alle generazioni dei fedeli, perch\u00e9 uno \u00e8 il Vangelo di Cristo, uno e non cento (come vorrebbero i protestanti), cos\u00ec come una \u00e8 la Chiesa da lui fondata, e affidata al primo degli apostoli, Simon Pietro detto Cefa. Il Magistero \u00e8 la fedele interpretazione e trasmissione della Parola di Dio. Ma, dicono i teologi progressisti, esso deve adattarsi ai tempi, alle condizioni storiche, le quali mutano continuamente. Certo che mutano: anche troppo. Il ritmo di cambiamento della modernit\u00e0 \u00e8 tale che nessuna cultura pu\u00f2 ritenersi sufficientemente progressista, se non rivede da cima a fondo se stessa ogni due, tre anni al massimo. E allora? Bisogner\u00e0 rivedere il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo ogni due, tre anni? Non pretendiamo tanto, rispondono, senza scomporsi, i teologi progressisti; ci basta che vengano aggiornate le <em>forme<\/em> del Magistero; che vengano aggiornati la pastorale, la liturgia, il catechismo. Per quanto riguarda la dottrina, siamo disposti &#8212; dicono &#8211; ad avere pi\u00f9 pazienza; non per\u00f2 una pazienza illimitata. Anche la dottrina, un poco alla volta, bisogna che cambi; che si aggiorni.<\/p>\n<p>Ma vediamo cosa siano il magistero e la comunit\u00e0 cristiana, per Piana (da: T. Goffi e G. Piana, <em>Vita nuova in Cristo. Morale fondamentale e generale<\/em>, Brescia, Queriniana, 1983, vol. 1, pp. 350):<\/p>\n<p><em>Il soggetto portatore dell&#8217;attualizzazione della fede \u00e8 la comunit\u00e0 cristiana viva, la cui autocoscienza deve essere riprodotta dal teologo in forma critica. Il &quot;sensum fidelium&quot; entra, dunque, di diritto nel processo interpretativo. Chi interpreta la fede \u00e8 il popolo di Dio che ne fa esperienza. &quot;La comprensione cristiana della fede &#8212; ha scritto E. Schillebeeckx &#8212; \u00e8, in definitiva, possibile soltanto nel&#8217;ambito della chiesa, perch\u00e9 solo qui siamo in grado di percepire l&#8217;eco della promessa salvifica&#8230; L&#8217;attualizzazione della fede cristiana emerge soltanto nella sfera dialogica del contesto ecclesiale e soltanto cos\u00ec viene annunciata al mondo: attraverso la chiesa, &quot;sacramentum mundi&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>La teologia deve, in qualche modo, essere teoria critica della prassi credente, nel senso che deve prendere le mosse dalla prassi attuale della chiesa, deve analizzarne i modelli soggiacenti e confrontarla con la sua propria concezione evangelica, aprendo possibilit\u00e0 sempre nuove ed inedite all&#8217;esperienza ecclesiale della fede. In questo contesto va inserito il ruolo specifico del magistero e il suo rapporto vitale tanto con la comunit\u00e0 cristiana quanto con la ricerca teologica. Le diverse funzioni ministeriali hanno, infatti, nella chiesa, lo scopo di tradurre ci\u00f2 che essa vive: coordinando, stimolando, chiarificando, ma non reprimendo. Il terreno proprio i cui il magistero \u00e8 chiamato ad esercitare il suo compito \u00e8 quello del linguaggio della fede. Ad esso spetta, in ultima a analisi, discernere ci\u00f2 che, nell&#8217;esperienza vissuta della fede e nell&#8217;interpretazione critica obiettiva della teologia, non corrisponde alla sostanza del messaggio. &quot;\u00c8 assurdo, infatti, che esista una comunit\u00e0 di fede, la quale non possa individuare quali sono le condizioni necessarie perch\u00e9 uno ne sia membro, indicando i limiti dell&#8217;ortoprassi e dell&#8217;ortodossia implicate nella propria dossologia&quot; (Z. Alszeghy-M. Flick, &quot;Come si fa la teologia&quot;, Roma, 1974, 130).<\/em><\/p>\n<p>Senza voler fare un commento esaustivi, prendiamo buona nota di alcuni punti soltanto:<\/p>\n<p>1) Al <em>sensum fidei<\/em> si sostituisce il <em>sensum fidelium<\/em> nella interpretazione della Verit\u00e0 cristiana: il cristianesimo si trasforma in un&#8217;assemblea democratica, ove i contenuti della dottrina vengono deliberati, e, se del caso, modificati, a maggioranza.<\/p>\n<p>2) La Verit\u00e0 viene interpretata dal popolo d Dio, non dalla Chiesa; e il magistero \u00e8 la traduzione di tale interpretazione. Esattamente come avviene nelle Chiese protestanti.<\/p>\n<p>3) La Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 la trasmettitrice fedele della Verit\u00e0 divina, nonch\u00e9 la comunit\u00e0 dei credenti in Cristo, ma \u00e8 un sacramento in se stessa: il sacramento del mondo. Eppure, leggendo il Vangelo di Giovanni e ascoltando le parole di Ges\u00f9 in esso riportate, ci era sembrato di capire che la Chiesa e il mondo sono antitetici e che non si possono servire entrambi, ma bisogna scegliere fra l&#8217;una e l&#8217;altro. Abbiamo capito male? Oppure il Magistero si era espresso male, negli ultimi secoli e negli ultimi decenni?<\/p>\n<p>4) La teologia deve essere (&quot;in qualche modo&quot;) la teoria critica della prassi credente, dice Piana. Ma quando mai? Se cos\u00ec fosse, la teologia sarebbe non gi\u00e0 la &quot;scienza del sacro&quot; (come lo stesso Piana ha cercato di dimostrare nell&#8217;opera citata), ma il <em>placet<\/em> d&#8217;ufficio riservato alla &quot;prassi credente&quot; in quanto tale, nella sua spontaneit\u00e0 e immediatezza. Qui si capovolgono i termini del fatto: non \u00e8 la Chiesa che fa la teologia; \u00e8 la teologia che illumina ci\u00f2 in cui crede la Chiesa (anche se Piana scrive sempre chiesa e magistero con le iniziali minuscole).<\/p>\n<p>5) La teologia deve aprire possibilit\u00e0 sempre nuove ed inedite all&#8217;esperienza della fede? Niente affatto: se cos\u00ec fosse, la teologia avrebbe il potere di <em>modificare<\/em> i contenuti della fede. Le &quot;possibilit\u00e0 sempre nuove&quot; vengono dalla fede stessa, e non dalla teologia: per il semplice fatto che vengono da Dio, allorch\u00e9 il fedele compie l&#8217;atto di umilt\u00e0 e di amore che consiste nell&#8217;abbandonarsi totalmente a Lui.<\/p>\n<p>6) Il Magistero pu\u00f2 &quot;coordinare, stimolare, chiarificare&quot;, ma giammai reprimere, dice Piana. <em>Proibito proibire<\/em>: \u00e8, tale e quale, uno degli slogan prediletti del Sessantotto. Solo che la Chiesa non l&#8217;ha mai pensata cos\u00ec, e a ragione. Se l&#8217;avesse pensata cos\u00ec, tanto per fare un esempio, essa avrebbe dato ragione ad Ario, e torto ad Atanasio; e la Chiesa stessa, oggi, sarebbe ariana, cio\u00e8 non crederebbe pi\u00f9 alla divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo. La Chiesa, invece, e il Magistero che essa impartisce, deve anche reprimere, eccome: deve reprimere le idee errate, le deviazioni teologiche, le apostasie e le eresie spacciate per dottrine ortodosse. Ma che cosa crede che sia, il professor Piana, il Magistero ecclesiastico? Esso \u00e8 l&#8217;insegnamento della Chiesa, certo; ma la Chiesa non \u00e8 affatto libera d&#8217;insegnare ci\u00f2 che vuole, ci\u00f2 che in quel momento alcuni teologi pensano, o ci\u00f2 che la comunit\u00e0 dei fedeli delibera a maggioranza. La Chiesa ha il <em>dovere<\/em> (non la &quot;libert\u00e0&quot;) d&#8217;insegnare solo ci\u00f2 che corrisponde fedelmente alle Scritture e alla Tradizione; e non altro.<\/p>\n<p>7) Sostiene Piana che <em>il terreno proprio in cui il magistero \u00e8 chiamato ad esercitare il suo compito \u00e8 quello del linguaggio della fede<\/em>. Chiaro? Non &quot;la fede&quot;, ma &quot;il linguaggio della fede&quot;. La teologia diventa teologia del linguaggio, come la filosofia moderna diventa filosofia del linguaggio. Non si discute pi\u00f9 della cosa, ma di come si pu\u00f2 parlare della cosa. La fede, il contenuto di verit\u00e0 che la anima e la vivifica, svapora nelle nebbie dell&#8217;interpretazione. Peccato che chi la pensa cos\u00ec non veda come, una volta imboccata questa strada, chiunque ha il diritto d&#8217;interpretare a piacimento la Verit\u00e0 cristiana. Come, appunto, fanno i protestanti; e come fanno i teologi citati da Piana, a cominciare da Schillebeeckx, che, in questo passaggio del suo ragionamento, rappresenta un punto di riferimento fisso e imprescindibile: come se ci fossero due teologie cattoliche, una anteriore ed una posteriore al pensiero di Schillebeeckx: valida la seconda, obsoleta la prima.<\/p>\n<p>8) Al &quot;linguaggio della fede&quot; spetta, in ultima istanza, il compito di decidere ci\u00f2 che corrisponde e ci\u00f2 che non corrisponde alla sostanza del messaggio cristiano (e notiamo, di nuovo, che Piana non parla della Verit\u00e0 cristiana, e meno ancora adopera le lettere maiuscole quando utilizza dei corrispondenti secolarizzati di essa, come &quot;messaggio&quot;). E siccome il &quot;linguaggio della fede&quot; \u00e8 affare dei teologi, nel senso da lui definito, ne deriva che sono lui e i suoi colleghi a chiarire ci\u00f2 che \u00e8 essenziale al &quot;messaggio&quot; cristiano, e ci\u00f2 che, essendo secondario, o inessenziale, si pu\u00f2 mettere fra parentesi, o riporre nell&#8217;armadio delle cose vecchie ed inutili.<\/p>\n<p>9) Nella comunit\u00e0 di fede (che non viene chiamata &quot;cristiana&quot;, sicch\u00e9 potrebbe anche essere una comunit\u00e0 d&#8217;altro tipo: viva le teologia relativista ed &quot;ecumenista&quot; post-conciliare) sono quanti ne fanno parte a decidere quali siano le condizioni necessarie per appartenervi. Opinare diversamente, dice il buon Piana (citando due teologi alla Schillebeeckx) sarebbe &quot;assurdo&quot;. Strano: a noi pare assurdo quel che lui sostiene. Sarebbe logico, se la Chiesa fosse &#8212; lo ripetiamo &#8211; una qualunque assemblea laica e democratica, dove vige la regola: &quot;un uomo, un voto&quot;; ma non lo \u00e8. La Chiesa \u00e8 un&#8217;altra cosa: \u00e8 il punto d&#8217;incontro fra la realt\u00e0 umana dei credenti e la realt\u00e0 soprannaturale dello Spirito divino, che li assiste, li guida e li sostiene. Facciamo dunque un esempio, tratto dal Nuovo Testamento: quello del membro della comunit\u00e0 cristiana di Corinto che convive pubblicamente con la moglie di suo padre. La comunit\u00e0 non gli chiude le porte in faccia; e San Paolo se ne scandalizza (giustamente!) e la rimprovera. Le ordina di espellere il peccatore, affinch\u00e9 egli si ravveda. A muovere la pedagogia di San Paolo non \u00e8 l&#8217;odio, ma l&#8217;amore: la Chiesa ha il dovere di correggere i peccatori e coloro che sbagliano. E ciascuno pu\u00f2 trasferire questo esempio nella realt\u00e0 odierna, ove si vedono adulteri, divorziati, omosessuali compiaciuti, accostarsi ai sacramenti come se nulla fosse, anzi,rivendicare il loro &quot;diritto&quot; a partecipar pienamente alla vita ecclesiale. Con l&#8217;incoraggiamento e l&#8217;approvazione di alcuni preti e vescovi, e dei soliti teologi progressisti e di sinistra. Ma \u00e8 questa la ragion d&#8217;essere della Chiesa: avallare e santificare tutto quel che fanno, dicono e credono i suoi membri, anche quelli palesemente in peccato? Certo, Ges\u00f9 parlava con i peccatori e non li condannava. Per\u00f2 condannava i peccati. All&#8217;adultera, che Egli salv\u00f2 dalla lapidazione, ha raccomandato: <em>Vai, e non peccare pi\u00f9<\/em>. Bisognerebbe chiedere al professor Piana se Ges\u00f9, dicendole cos\u00ec, ha sbagliato, in quanto ha &quot;represso&quot; il suo modo di essere. E se, a suo pare, Ges\u00f9 avrebbe accettato il figlio incestuoso fra i suoi discepoli, senza chiedergli di mutar vita&#8230;<\/p>\n<p>Avremmo potuto citare anche la pagina successiva, in cui si svolgono e si ampliamo i medesimi concetti; ma sarebbe stato inutile. Cosa pensi l&#8217;Autore della teologia, della Chiesa, del Magistero e dello stesso Cristianesimo, ci sembra abbastanza chiaro. Preoccupa pensare che siffatti teologi oggi vanno per la maggiore, e che lo stesso Magistero (attuale) paia dar loro ragione. Dove vai, Chiesa?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giannino Piana, classe 1939, \u00e8 il ritratto del perfetto teologo cattolico progressista e di sinistra, per il quale la &quot;vera&quot; Chiesa nasce con il Concilio Vaticano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,236,267],"class_list":["post-23966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-sacerdozio","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23966\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}