{"id":23965,"date":"2015-10-22T11:47:00","date_gmt":"2015-10-22T11:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/22\/maria-am-gestade-kirche-gioiello-del-gotico-viennese-che-solo-pochi-conoscono\/"},"modified":"2015-10-22T11:47:00","modified_gmt":"2015-10-22T11:47:00","slug":"maria-am-gestade-kirche-gioiello-del-gotico-viennese-che-solo-pochi-conoscono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/22\/maria-am-gestade-kirche-gioiello-del-gotico-viennese-che-solo-pochi-conoscono\/","title":{"rendered":"Maria am Gestade Kirche, gioiello del gotico viennese che solo pochi conoscono"},"content":{"rendered":"<p>Ogni citt\u00e0 ed ogni capitale hanno i loro angoli nascosti, sconosciuti non solo ai turisti, ma anche, almeno in parte, agli stessi abitanti degli altri quartieri; angoli nascosti i quali, talvolta, racchiudono degli autentici scrigni di bellezza architettonica, pronti ad offrire i loro inestimabili tesori, le loro perle e le loro gemme splendenti, a quei pochi intenditori che non sono soliti intrupparsi nella folla, che disdegnano le arterie rumorose e trafficate, che si disinteressano delle vetrine dei locali alla moda nel centro storico, e che non temono di affidarsi a una lunga camminata pur di godere, in tutta tranquillit\u00e0, delle profonde e indescrivibili gioie spirituali che quei tesori comunicano a chi le sa apprezzare.<\/p>\n<p>Si dice che F\u00ebdor Dostoevskij fosse disposto a camminare per ore ed ore, pur di giungere, nel momento esatto del tramonto, in un certo viale della periferia pietroburghese, dove le finestre al piano superiore di un lungo edificio s&#8217;illuminavano contemporaneamente, come al tocco di una invisibile bacchetta magica, allorch\u00e9 i raggi corruschi dell&#8217;astro declinante si posavano su di esse e le incendiavano, avvolgendole in una esplosione di luce che trasfigurava l&#8217;intero paesaggio. Siamo certi che il grande scrittore russo, in quei momenti preziosi e irripetibili, non era pi\u00f9 un qualsiasi passante della grande citt\u00e0, un membro anonimo di una anonima folla, ma che quella visione sublime lo trasportava altrove, in una dimensione fuori del tempo e al di sopra dello spazio, fatta di pura luce e di sovrumano silenzio, dive l&#8217;anima giunge, d&#8217;un balzo, quasi fino ai piedi del trono di Dio e rimane folgorata, trapassata e, a sua volta, incendiata, dall&#8217;emozione indescrivibile della bellezza: perch\u00e9 la Bellezza \u00e8 una delle facce dell&#8217;Assoluto, che si staglia ad altezze imperscrutabili, ma che lascia piovere quaggi\u00f9, nella dimensione terrena, qualche pallido riflesso della sua possanza incomparabile, riempiendo di gioia e di amore il cuore degli esseri umani.<\/p>\n<p>Ebbene: uno di quegli angolini nascosti, uno di quegli scrigni di bellezze artistiche, \u00e8 rappresentato, a Vienna, dalla Chiesa di Maria <em>am Gestade<\/em> (cio\u00e8: &quot;Santa Maria sulla riva&quot;): una delle pi\u00f9 antiche chiese della capitale austriaca e uno dei rari esempi di architettura gotica sopravvissuti allo scorrere dei secoli e alle vicende storiche che si sono accavallate, modificando lentamente, ma radicalmente, l&#8217;insieme del paesaggio urbano. Si trova presso il <em>Donaukanal<\/em>, il canale del Danubio, precisamente al numero 12 della Salvatorgasse, che si trova nella <em>Innere Stadt<\/em>, ossia nella Citt\u00e0 interna, il primitivo centro storico viennese, che corrisponde, amministrativamente, al primo distretto della citt\u00e0 danubiana (i distretti, in totale, sono pi\u00f9 di venti: 23, per l&#8217;esattezza).<\/p>\n<p>Si trova in posizione prospettica, al sommo di una scalinata, fiancheggiata da due ali di edifici moderni alquanto anonimi, che, con la loro presenza incombente, sottolineano l&#8217;incongruenza, e quasi il miracolo, di una chiesa gotica in stile originale, sopravvissuta per la bellezza di seicento anni (l&#8217;edificio attuale, sorto su di uno pi\u00f9 antico, fu costruito fra il 1394 e il 1414) e giunta fino a noi nella sua pura veste medievale, mentre ogni cosa e ogni palazzo, tutto all&#8217;intorno, cedeva all&#8217;incalzare del tempo e veniva incessantemente abbattuto, ricostruito, poi ancora demolito e riedificato, chiss\u00e0 quante volte. Essa rappresenta un pezzo di storia, un pezzo di Medioevo, in mezzo alla modernit\u00e0: testimonianza solenne, intrepida, commovente.<\/p>\n<p>Lasciamo che Louis Barcata ci conduca a visitare questo gioiello architettonico, poco conosciuto a molti degli stessi viennesi, dalle pagine della sua monografia \u00abQui Vienna\u00bb (Milano, Touring Club Italiano, 1972, pp. 14-15):<\/p>\n<p><em>\u00abChi visita la capitale austriaca deve sempre tener presente che per i viennesi Vienna \u00e8 essenzialmente una citt\u00e0 barocca. E il gotico? Certo, il maestoso S. Stefano, simbolo di Vienna, \u00e8 il suo pi\u00f9 prezioso gioiello e la romantica Maria am Gestade (S. Maria sulla riva) una delle chiese viennesi pi\u00f9 poetiche e segrete. Non tutti i viennesi sapranno indicarvi la strada per arrivarci. Chiamata popolarmente Maria Stiegen, in origine era una cappellina di legno, oggi \u00e8 per i visitatori uno dei siti segreti della citt\u00e0, un po&#8217; come la Scala Minelli di Venezia che si trova a fatica anche con l&#8217;aiuto della gente del posto. La cappella l&#8217;avevano costruita i barcaioli che attraccavano qui, sulla riva del Danubio: Il paesaggio nel frattempo \u00e8 mutato; del fiume non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 traccia, sparito alcuni chilometri pi\u00f9 in l\u00e0. La chiesa si trova oggi nel cuore della Vienna antica e il corso d&#8217;acqua che le \u00e8 pi\u00f9 vicino \u00e8 il Donaukanal. Anche questo ha la sua storia: l&#8217;idea di costruirlo risale ai tempi della scoperta dell&#8217;America: fu Ferdinando di Hoyos a proporre nel 1498 l&#8217;apertura di un &quot;canale viennese&quot; che portasse un ramo del Danubio fin sotto le mura della citt\u00e0. Il canale, lungo circa 5 km. dalla sua deviazione presso Nussdorf fino a Schwedenbr\u00fccken &#8212; presso Maria am Gestade &#8212; \u00e8 navigabile e sulle sue rive si levano oggi i pi\u00f9 moderni edifici della citt\u00e0, che le danno un aspetto grandioso e cosmopolita come glielo dava una volta il Ring.<\/em><\/p>\n<p><em>La chiesetta tardo-romanica di Maria am Gestade fu distrutta da incendio nel 1258 ma venne quasi subito ricostruita e super\u00f2 negli anni seguenti parecchie traversie: si trattava di un sito predestinato, un sito ove la gente voleva e doveva avere un tempo malgrado ci\u00f2 che il destino, la guerra e gli incendi riservano alle costruzioni. Nel 1357 la chiesa pass\u00f2 ai vescovi di Passau in Baviera &#8211; i problemi di nazionalit\u00e0 allora non esistevano &#8212; e il vescovado trasfer\u00ec qui la sede del tribunale diocesano. La chiesa attuale risale alla seconda met\u00e0 di quel secolo; ebbe pochi danni durante l&#8217;assedio dei turchi, poi, minacciata di rovina, fu chiusa nel 1786; anzi fu deciso addirittura di demolirla, ma non si riusc\u00ec a trovare una persona che accettasse tale incarico in considerazione dei costi che avrebbe comportato il semplice sgombero dei materiali. Fu una fortuna perch\u00e9 l&#8217;edificio venne cos\u00ec risparmiato, anche se al tempo della conquista napoleonica la chiesa fu adibita a magazzino militare, ebbe gli altari devastati e le pietre tombali divelte; le meravigliose vetrate a colori erano state tempestivamente messe al sicuro nel castello di Laxenburg. Spett\u00f2 all&#8217;imperatore Francesco I far restaurare la chiesa fra il 1817 e il 1824. Passata ai redentorista fu poi dichiarata chiesa nazionale ceca.<\/em><\/p>\n<p><em>I turisti in visita alla Vienna d&#8217;oggi non devono dimenticare che, ancora nel primo dopoguerra, interi quartieri viennesi parlavano soltanto ceco e avevano perfino le insegne dei negozi in ceco oltre naturalmente a scuole elementari articolari e a propri rappresentanti in Consiglio Comunale. Tutto questo ebbe termine quando la Cecoslovacchia, diventata uno stato politicamente ed economicamente importante, tolse a Vienna ogni motivo d&#8217;attrazione e ai cechi la voglia d&#8217;emigrare. Son rimaste tuttavia nel linguaggio di molti viennesi, una inflessione particolare che viene sfruttata per numerose storielle e l&#8217;abitudine in molte famiglie di parlare ceco in casa. Ed \u00e8 rimasta Maria am Gestade come chiesa nazionale ceca. Nell&#8217;ultimo secolo altri guai capitarono a Maria Stiegen: nel 1848 i redentoristi furono cacciati da Vienna in seguito ai moti liberali e nel 1945, durante la battaglia tra russi e tedeschi, la chiesa sub\u00ec dei danni. Restaurata a varie riprese, nel 1890-94 e nel 1930-31, ha riavuto da Laxenburg le preziose vetrate originarie trecentesche, vere gemme dell&#8217;arte vetraria austriaca.<\/em><\/p>\n<p><em>La storia di Maria am Gestade, varia e tempestosa, rispecchia appena una parte della storia della citt\u00e0, ma \u00e8 la sola parte che i viennesi credono e ammettono di conoscere. Vienna invece \u00e8 molto pi\u00f9 antica: le sue origini si perdono nell&#8217;oscurit\u00e0 dei tempi. \u00c8 vero quanto scrive in proposito uno ei migliori conoscitori di Vienna, il conte Erik von Wickenburg: &quot;Chi visita oggi la citt\u00e0, ancora bella sotto il peso dei secoli, a stento pu\u00f2 immaginare che l&#8217;antichissima Vienna \u00e8 sorta su un colle alto sulle acque del Danubio&quot;. Ci\u00f2 che sorprende subito il turista d&#8217;oggi \u00e8 il fatto che Vienna non sta sul Danubio, nel modo beninteso di come Roma sta sul Tevere o Parigi sulla Senna o come Budapest, dove le passeggiate pi\u00f9 belle si snodano lungo il fiume attorno al quale si serra la citt\u00e0. A Vienna il Danubio corre lontano. La citt\u00e0, che nella fantasia dei suoi ammiratori stranieri \u00e8 strettamente legata all&#8217;immagine del Danubio blu, \u00e8 lontana dal gran fiume, protagonista di indimenticabili motivi e melodie dei musicisti del secolo scorso: un secolo romantico e quindi poco attento alla realt\u00e0 e alla verit\u00e0. Ma una volta le cose erano diverse e il Danubio formava in questa zona un delta interno: era ancora un fiume impetuoso intorno alla barriera del Leopoldsberg, poi si divideva in molti rami tranquilli che riflettevano il blu del cielo. Tutt&#8217;intorno si stendevano i boschi; a meridione mormorava un fiumiciattolo, che in seguito ebbe il nome di Wien.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Perdoniamo all&#8217;autore la svista finale di aver allineato, come fossero sinonimi, i concetti di &quot;realt\u00e0&quot; e &quot;verit\u00e0&quot;, dovuta forse alla fretta; certo \u00e8 che nel caso di Vienna, come in ogni altro caso, bisogna ammettere che una determinata sensibilit\u00e0 artistica &#8212; e non solo quella romantica, anche se tale \u00e8 l&#8217;idea oggi dominante &#8212; si forgia una propria concezione di quella che \u00e8 la &quot;verit\u00e0&quot;, senza per questo perdere di vista la &quot;realt\u00e0&quot;, ma semplicemente interpretando quest&#8217;ultima secondo le coordinate della sua specifica inclinazione intellettuale e spirituale. Nel caso specifico, poco importa che il Danubio non scorra nel cuore di Vienna &#8212; e nemmeno, se \u00e8 per questo, che le sue acque non siano, n\u00e9 siano mai state, &quot;blu&quot;: conta il fatto che i Viennesi lo sentano come il &quot;loro&quot; fiume e, in seconda istanza, che anche i turisti leghino indissolubilmente, nella loro idea di Vienna, la citt\u00e0 con il fiume pi\u00f9 lungo d&#8217;Europa (senza contare il Volga, che ne segna per\u00f2 il confine sud-orientale). Questo \u00e8 tutto &#8212; e, francamente, a noi sembra che sia abbastanza, con buona pace degli eruditi, dei pignoli e di tutti coloro i quali, in omaggio alla vulgata neopositivista ovunque imperante, vorrebbero identificare la &quot;realt\u00e0&quot;, puramente e semplicemente, con l&#8217;oggettivit\u00e0 scientifica.<\/p>\n<p>Naturalmente, per cercare di comprendere l&#8217;anima di un certo luogo, bisogna anche possedere una immaginazione abbastanza sviluppata da intuire come esso doveva presentarsi all&#8217;epoca in cui un determinato edificio \u00e8 stato costruito e quando, dentro e intorno ad esso, la vita ferveva in forme diverse da quelle che ha preso ai nostri tempi: bisogna immedesimarsi e lasciarsi trasportare in una sorta di viaggio interiore, che le conoscenze storiche su quel luogo possono favorire, ma che, di per s\u00e9, non sono sufficienti a rendere realizzabile (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abDove va a finire l&#8217;anima dei luoghi?\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 29\/12\/2013 e ripubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 12\/08\/2014).<\/p>\n<p>Come doveva apparire Vienna, come doveva apparire quel particolare angolo di Vienna, quando il corso del Danubio era diverso dall&#8217;attuale, e le sue rive, per un ampio tratto, erano accompagnate da colline ammantate di verdi boschi silenziosi? Certo, doveva presentarsi molto diversamente da oggi; nondimeno, quando si varca la soglia della Chiesa di Maria am Gestade, e, nello spazio interno, relativamente piccolo, ci si lascia afferrare dalla magia degli alti finestroni gotici, della verticalit\u00e0 dell&#8217;unica navata, del biancore delle ampie superfici parietali, dell&#8217;eleganza delle numerose sculture, della meravigliosa bellezza dell&#8217;organo barocco, ecco che d&#8217;un tratto le distanze temporali si annullano e si coglie l&#8217;essenza di quel luogo, la sua anima segreta, tenuta viva da generazioni e generazioni di fedeli che qui hanno sofferto, pregato, sperato, che qui sono stati battezzati e hanno celebrato matrimoni, che qui hanno ascoltato, dal pulpito, la parola di Dio per bocca d&#8217;innumerevoli predicatori, e che qui hanno rinnovato il sacrificio dell&#8217;Eucarestia.<\/p>\n<p>Un luogo sacro non ha la stessa qualit\u00e0 di un luogo profano: le cerimonie religiose che vi sono state celebrate; l&#8217;anima delle persone che vi hanno pregato, creando una prodigiosa solidariet\u00e0 fra i vivi e i defunti; la dimensione del soprannaturale che in essi si \u00e8 dispiegata, facendo piovere sulla terra una scintilla della luce divina, tutto questo ha impresso in quel luogo, in quell&#8217;edificio sacro, un sigillo incancellabile, un&#8217;aura santa che si conserva attraverso i secoli e che scavalca perfino i millenni. Pregare e raccogliersi spiritualmente entro di esso, perci\u00f2, non \u00e8 un&#8217;azione isolata, del singolo individuo: \u00e8 come unire una nota ad un concerto ampio e meraviglioso, che vibra silenziosamente fra le arcate e che si spande, in benefiche ondate, unendo il passato ed il presente, e collegando il presente col futuro. Quegli architetti, quegli scultori, muratori, scalpellini e mastri vetrai che eressero la chiesa antica, quei preti e quei fedeli che vi si raccolsero, sono uniti a noi non soltanto in senso ideale, ma proprio in senso esplicito, e noi ad essi, tutti abbracciati dalla Grazia che scende dall&#8217;alto e che ritorna in alto, recando, purificata e trasfigurata, la nostra offerta d&#8217;amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni citt\u00e0 ed ogni capitale hanno i loro angoli nascosti, sconosciuti non solo ai turisti, ma anche, almeno in parte, agli stessi abitanti degli altri quartieri;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[109,245],"class_list":["post-23965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-chiesa-cattolica","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23965\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}