{"id":23964,"date":"2017-09-16T07:41:00","date_gmt":"2017-09-16T07:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/16\/ma-che-cose-questa-chiesa-delle-periferie\/"},"modified":"2017-09-16T07:41:00","modified_gmt":"2017-09-16T07:41:00","slug":"ma-che-cose-questa-chiesa-delle-periferie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/16\/ma-che-cose-questa-chiesa-delle-periferie\/","title":{"rendered":"Ma che cos&#8217;\u00e8 questa Chiesa delle periferie?"},"content":{"rendered":"<p><em>Francesco, il papa delle periferie<\/em>: \u00e8 lo slogan pi\u00f9 amato, o uno dei pi\u00f9 amati, dai fan di questo papa. \u00c8 gi\u00e0 abbastanza triste che un papa abbia dei fan, come una qualsiasi popstar; che i cattolici abbiano voglia di essere fan del papa, piuttosto che cercar di essere dei veri seguaci di Ges\u00f9 Cristo; che la figura del papa venga oltremodo spettacolarizzata, mentre della dimensione trascendente delle fede non si parla quasi pi\u00f9. Ma non basta: bisognava anche inventarsi la retorica sulla Chiesa delle periferie. Siamo sulla stessa lunghezza d&#8217;onda dei preti di strada: la neolingua tradisce la neochiesa. L&#8217;espressione <em>preti di strada<\/em> non \u00e8 solamente brutta, \u00e8 quasi blasfema. Le uniche persone &quot;di strada&quot; conosciute dalla nostra lingua sono le donne di strada, cio\u00e8 le prostitute. Ora, i preti e anche i vescovi che amano essere appellati &quot;di strada&quot; sottintendono questo accostamento: si gloriano di essere mentalmente associati alle prostitute. Oh, ma per &quot;andare verso di loro&quot;, si capisce: mica per fare il loro mestiere. E sia. Ma &quot;andare verso di loro&quot;, per fare cosa? Certo: anche Ges\u00f9 s&#8217;intratteneva con i peccatori, i pubblicani e le prostitute: verissimo. Non risulta, dal Vangelo, che &quot;andare verso di loro&quot; fosse il cuore della sua azione; tuttavia, ammettiamolo: \u00e8 chiaro che lo faceva al solo ed unico scopo di convertirle. Basta leggere l&#8217;episodio della donna adultera, che gi scribi volevano far lapidare: Ges\u00f9 riesce a sottrarla alle loro grinfie con la celebre frase: <em>Chi di voi \u00e8 senza peccato, scagli la prima pietra<\/em>; ma poi, alla donna miracolosamente salvata, non dice: <em>Vai, e continua a tradire tuo marito<\/em>; bens\u00ec le dice: <em>Vai, e d&#8217;ora in poi non peccare pi\u00f9<\/em>. Non \u00e8 altrettanto chiaro se i preti di strada vadano verso le periferie con la medesima intenzione. E non \u00e8 chiaro se la Chiesa delle periferie sottintende questo concetto: la conversione. Le periferie, nel vocabolario di papa Bergoglio, sono i luoghi lontani, emarginati, dimenticati, in cui vive la gente pi\u00f9 abbandonata e derelitta. \u00c8 gi\u00e0 brutto che si parli di una Chiesa delle periferie come per contrapporla a una Chiesa del centro: il concetto sotteso a questa implicita contrapposizione \u00e8 un concetto marxista, la lotta di classe, e, almeno idealmente, la guerra civile: quella dei poveri contro i ricchi. Non ci si spaventi per le parole e badiamo al sodo: l&#8217;incitamento affinch\u00e9 la Chiesa sia la Chiesa dei poveri \u00e8 l&#8217;equivalente ideologico dell&#8217;incitamento del proletariato alla guerra civile contro la borghesia. Ma la Chiesa \u00e8 la Chiesa, punto e basta. Non c&#8217;\u00e8 una Chiesa del centro e una Chiesa delle periferie: c&#8217;\u00e8 la Chiesa fondata da Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, una, santa, cattolica e apostolica; e nient&#8217;altro. Sottolineare la parte contro il tutto non \u00e8 cattolico, non \u00e8 in linea con il Magistero due volte millenario della Chiesa stessa. Mai il Magistero ha parlato in questi termini; mai i dottori della Chiesa hanno adoperato questo linguaggio; e non l&#8217;hanno mai usato neppure gli Apostoli. Si rileggano le lettere di san Paolo: non si trover\u00e0 nessuna espressione equivalente a quella di &quot;Chiesa delle periferie&quot;. Eppure, papa Francesco l&#8217;adopera spesso e volentieri; i suoi fan, ancora di pi\u00f9, sottolineando che lui ne \u00e8 la vera espressione, che lui \u00e8 il Papa che viene dalle periferie. Benissimo, Ma che significa? Cerchiamo di capirlo dalle parole stesse di questi cattolici &quot;di strada&quot;.<\/p>\n<p>Per esempio Andrea Riccardi, fondatore della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, scriveva su <em>Famiglia Cristiana<\/em> del 15\/12\/2016:<\/p>\n<p><em>Il tema delle periferie \u00e8 stato centrale nel Conclave del 2013, da cui \u00e8 stato eletto papa Francesco. Ne sono stato felice, perch\u00e9 &#8212; da anni &#8212; credo che il cristianesimo debba misurarsi in modo rinnovato con la citt\u00e0 e con l&#8217;&quot;homo urbanus&quot;: quindi con il mondo periferico che cresce ai margini della citt\u00e0 che conta. Questa la grande domanda che il Novecento lascia alla Chiesa del secolo XXI.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 1943, due preti parigini, Henri Godin e Yves Daniel, portarono un testo provocatorio, &quot;La France, pays de mission?&quot;, all&#8217;arcivescovo di Parigi, il cardinale Suhard. Questo cos\u00ec annot\u00f2: &quot;L&#8217;insieme delle nostre popolazioni non pensa pi\u00f9 in modo cristiano. C&#8217;\u00e8 fra esse e le comunit\u00e0 cristiane un abisso. Bisogna uscire da casa nostra, andare in mezzo a loro&quot;. A leggere queste righe, si resta colpiti dalle analogie con Begoglio: &quot;uscire&quot; \u00e8 la parola chiave nell&#8217;&quot;Evangelii gaudium&quot;. Il mondo delle periferie chiama la Chiesa a uscire.<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 veramente un concentrato della neolingua catto-progressista, della retorica demagogica, della totale inconsistenza teologica della neochiesa di Bergoglio; neochiesa che nasce, per\u00f2, molto prima del Conclave del 2013, perch\u00e9 i suoi esordi &quot;ufficiali&quot; risalgono al Concilio Vaticano II, o anche prima: al pontificato di Giovanni XXIII, il &quot;papa buono&quot; (ineffabili progressisti, quasi disarmanti nel &quot;candore&quot; della loro presunzione buonista e autoreferenziale: si vede che prima c&#8217;erano stati diversi papi cattivi).<\/p>\n<p>Prendiamo il concetto secondo cui <em>il cristianesimo deve misurarsi in modo rinnovato con la citt\u00e0 e con l&#8217;&quot;homo urbanus&quot;<\/em>, perch\u00e9, come spiega pi\u00f9 avanti l&#8217;autore, ormai la maggioranza della popolazione vive in citt\u00e0, e cos\u00ec anche i cattolici. \u00c8 come dire che la Chiesa della citt\u00e0 &quot;che conta&quot; (per usare la sua espressione), cio\u00e8 del &quot;centro&quot;, si era distratta, rivolgendo tutte le sue attenzioni alle campagne, mentre avrebbe dovuto accorgersi che era in atto l&#8217;urbanizzazione del pianeta. Fin qui, tutto chiaro, anche se si tratta di pura sociologia e non di pastorale: perch\u00e9 non dovrebbe essere cos\u00ec importante se i cattolici vivono in paese o in citt\u00e0, in centro o in periferia; la cosa importante dovrebbe essere trasmettere loro intatto, da parte della Chiesa, il Deposito delle fede. Se, invece, si vuol suggerire che il Vangelo va predicato, nelle citt\u00e0 e nelle periferie, in maniera diversa che nelle campagne o nel centro delle citt\u00e0, allora s&#8217;incorre in un errore non soltanto pastorale, ma anche teologico, assai grave: lo stesso, <em>mutatis mutandis<\/em>, nel quale incorsero i gesuiti (sempre loro!) al tempo della questione dei riti cinesi e dei riti malabarici (cio\u00e8 indiani): nella pretesa di predicare un &quot;altro&quot; Vangelo a seconda delle popolazioni e delle condizioni culturali dei diversi luoghi. Il Vangelo, invece, \u00e8 sempre lo stesso e non cambia; possono cambiare alcune forme esteriori, alcuni aspetti marginali della liturgia o della pastorale, non certo la dottrina, non i concetti teologici, i quali sono quelli e non cambiano. Lo sanno bene i missionari che umilmente, silenziosamente, da secoli hanno portato e continuano a portare il Vangelo nei luoghi pi\u00f9 sperduti, presso i popoli pi\u00f9 lontani, perfino fra le trib\u00f9 di cannibali della Nuova Guinea: e mai uno solo di loro ebbe la pretesa di cambiare la dottrina, d&#8217;insegnare un Vangelo sulla misura dei cannibali; nossignori, tutti &#8212; tranne i gesuiti, in certi momento storici; o meglio, alcuni gesuiti &#8212; hanno insegnato sempre e solo l&#8217;unico Vangelo di Ges\u00f9 Cristo, cos\u00ec come la Chiesa lo ha ricevuto dal divino Maestro e dagli Apostoli, e lo ha trasmesso, di generazione in generazione, attraverso l&#8217;opera del sacro Magistero, sulle due basi incrollabili della Scrittura e della Tradizione. Poi, in anni a noi vicini, \u00e8 arrivata la teologia della liberazione in America latina, e la teologia della negritudine in Africa nera; e il discorso dell&#8217;adattamento del Vangelo alle condizioni locali \u00e8 stato ripreso, non solo, \u00e8 stato impostato in un&#8217;ottica di forte rivendicazione sociale e sindacale, identificando la Chiesa delle periferie con la Chiesa dei poveri, e contrapponendola, implicitamente o anche esplicitamente, alla Chiesa dei ricchi, alla Chiesa &quot;ricca&quot;. Mentalit\u00e0 neomarxista e da guerra civile, appunto.<\/p>\n<p>Andrea Riccardi dice che la Chiesa deve &quot;misurarsi&quot; con le periferie urbane, \u00e8 <em>la grande domanda che il Novecento lascia alla Chiesa del secolo XXI.<\/em> Lasciamo perdere che il Novecento non lascia proprio nulla, non fa domande e non attende risposte: il Novecento \u00e8 un secolo della storia umana, e i secoli non vivono di vita propria, ma delle vita degli uomini; se poi egli intendeva dire che gli uomini del Novecento lasciano la grande domanda, eccetera, allora avrebbe dovuto precisare &quot;quali&quot; uomini. \u00c8 troppo comodo far passare i propri desideri per le &quot;necessit\u00e0&quot; della Storia, magari con la &quot;s&quot; maiuscola: questo non \u00e8 cristianesimo, ma storicismo, o hegelismo, o idealismo, o attualismo. Per il cristiano, la storia non \u00e8 altro che lo scenario dell&#8217;azione salvifica di Dio in mezzo agli uomini; non ha alcun senso, per il cristiano, se considerata in maniera immanente, umanistica. La storia degli uomini non dice niente, non domanda niente, vive di auto-glorificazione, vorrebbe mettere l&#8217;uomo sul trono al posto di Dio, incoronarlo signore e padrone dell&#8217;universo; lo ha sempre fatto, dalla Torre di Babele al Terzo Reich, e continuer\u00e0 a farlo, testardamente, nonostante i diluvi, le ammonizioni, le piogge di fuoco su Sodoma e Gomorra (checch\u00e9 ne dica monsignor Galantino, che nega tale episodio), nonostante i profeti e le profezie che annunciano la sventura agli empi (con buona pace del &quot;papa buono&quot;, il quale non li poteva soffrire). Ma veniamo al cuore del discorso: al cardinale Shuard, capofila del clero progressista e neomodernista, e ai suoi celebri preti operai della periferia parigina. Il concetto da lui espresso \u00e8 pienamente condiviso dal tutte le comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio di questo mondo, il cui programma implicito \u00e8 trascinare la Chiesa sulle posizioni di sinistra, immanentiste e rivendicazioniste, alle quali \u00e8 effettivamente giunta sotto questo pontificato, con un Papa che parla di politica pi\u00f9 che di cose celesti e che si permette di entrare a gamba tesa nella politica degli Stati (dagli USA, con la campagna presidenziale del 2016, all&#8217;Italia, sulla sulla legge dello <em>ius soli<\/em>), ma si &quot;dimentica&quot; di parlare di Dio, della vita eterna, della grazia e del peccato, del paradiso e dell&#8217;inferno, perch\u00e9 vorrebbe che il Regno di Dio fosse di questo mondo, capovolgendo le parole di Ges\u00f9 Cristo a Pilato: <em>il mio Regno non \u00e8 di questo mondo<\/em>. I progressisti e i modernisti, infatti, dicono di voler &quot;cambiare&quot; la Chiesa &#8212; il che \u00e8 gi\u00e0 un&#8217;eresia e un atto di arroganza, perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 una e indivisibile, e non \u00e8 di propriet\u00e0 di alcuno; non \u00e8 come un appartamento che il proprietario di turno pu\u00f2 ristrutturare a suo piacere, abbattendo muri, aprendo nuove finestre, chiudendone altre, installando ascensori), ma il loro vero obiettivo \u00e8 un altro: quello di rovesciare come un guanto la dottrina cattolica, capovolgere il Vangelo e trasformare Ges\u00f9 Cristo in uno dei tanti predicatori di riforme sociali, giustizia ed eguaglianza.<\/p>\n<p>Diceva il cardinale Suhard: fra le comunit\u00e0 cristiane e l&#8217;insieme delle nostre popolazioni c&#8217;\u00e8 un abisso; bisogna superare quell&#8217;abisso, andando verso di esse. Sembrerebbe l&#8217;uovo di Colombo, una cosa perfettamente logica e naturale: se la montagna non va a Maometto, cio\u00e8 alla Chiesa cattolica, bisogna che Maometto vada alla montagna. Ma \u00e8 proprio una cosa tanto logica e naturale? Ed ecco il concetto dell&#8217;&quot;andare verso&quot;: la Chiesa deve andare verso le periferie. Dice Suhard: <em>Bisogna uscire da casa nostra, andare in mezzo a loro<\/em>; e dice Riccardi: <em>a leggere queste righe, si resta colpiti dalle analogie con Bergoglio: &quot;uscire&quot; \u00e8 la parola chiave nell&#8217;&quot;Evangelii gaudium&quot;. Il mondo delle periferie chiama la Chiesa a uscire.<\/em> Parleremo un&#8217;altra volta, pi\u00f9 diffusamente, della <em>Evangelii gaudium<\/em>; ora paliamo del concetto di &quot;andare verso&quot;, &quot;andare in mezzo&quot;, nonch\u00e9 di &quot;uscire&quot;. Dunque, la Chiesa deve andare verso le periferie, deve andare in mezzo alle popolazioni non pi\u00f9 credenti, o post-cristiane, e deve &quot;uscire&quot; dal proprio fortino. Ma tutto questo \u00e8 dato per acquisito, senza prendersi la briga di dimostrarlo. Noi neghiamo recisamente che la Chiesa sia mai stata arroccata in un fortino, o, comunque, in se stessa; noi neghiamo recisamente che ci fosse bisogno che andasse verso il mondo, <em>perch\u00e9 lo ha sempre fatto<\/em>. Solo che lo faceva in un altro modo: non con il complesso di colpa di essere stata troppo legata ai ricchi, al &quot;centro&quot; che conta, al potere, ma, al contrario, con il vero spirito di apostolato che tanto dispiace a papa Francesco, il quale lo ha definito <em>una solenne sciocchezza<\/em> e lo ha equiparato addirittura a una tendenza peccaminosa; e, quindi, non con la foga di chi vuol farsi perdonare, di chi vuol piacere alle masse, di chi vuol far vedere che <em>adesso<\/em> \u00e8 diventato pi\u00f9 amico dei poveri di quanto lo siano i poveri stessi. Similmente, la Chiesa non ha alcun motivo di sentirsi in colpa verso i giudei o verso gli islamici o qualunque altra religione, perci\u00f2 tanti suoi esponenti potrebbero tranquillamente risparmiarsi l&#8217;atteggiamento servile, perfino un po&#8217; disgustoso, che assumono verso di essi, come il debitore insolvente verso il creditore che ha avuto con lui fin troppa pazienza. Torniamo al punto: la Chiesa \u00e8 chiamata a uscire? Certo; ma lo ha sempre fatto. <em>Andate in tutto il mondo a battezzare e ad annunciare il Vangelo<\/em>: \u00e8 la raccomandazione finale di Ges\u00f9 ai suoi discepoli. E deve andare incontro ai lontani, ai poveri, alle periferie? Certo: ma non per adattare il Vangelo a quelle realt\u00e0, bens\u00ec per innalzarle fino ad esso. Non c&#8217;\u00e8 un vangelo delle periferie, come non c&#8217;\u00e8 un vangelo del &quot;centro&quot;: c&#8217;\u00e8 il Vangelo, e basta. E non c&#8217;\u00e8 un vangelo dei preti di strada, come non c&#8217;\u00e8 un vangelo delle prostitute. Le prostitute sono chiamate a convertirsi e cambiar vita: questo \u00e8 il Vangelo. Invece costoro, tutti presi dalla foga di andare verso il mondo, hanno fatto propria la sua mentalit\u00e0 e mondanizzato il Vangelo. In un articolo di <em>Famiglia Cristiana<\/em> (15\/06\/2017), la giornalista Vittoria Priscindaro ha magnificato il missionario Criveller <em>che porta in Cina il &quot;Vangelo&quot; di don Milani e Mazzolari<\/em>: e meno male che scrive <em>Vangelo<\/em> fra virgolette. Non c&#8217;\u00e8 un vangelo di don Milani o di Mazzolari. Il Vangelo \u00e8 uno solo, quello del Signore Ges\u00f9 Cristo; come dice san Paolo (1 <em>Cor<\/em>, 1,13): <em>Cristo \u00e8 stato forse diviso?<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco, il papa delle periferie: \u00e8 lo slogan pi\u00f9 amato, o uno dei pi\u00f9 amati, dai fan di questo papa. \u00c8 gi\u00e0 abbastanza triste che un<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,157,216,236],"class_list":["post-23964","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23964","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23964"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23964\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23964"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23964"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23964"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}