{"id":23962,"date":"2011-09-09T10:27:00","date_gmt":"2011-09-09T10:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/09\/e-giusto-postulare-che-la-chiesa-cattolica-debba-essere-la-chiesa-dei-poveri\/"},"modified":"2011-09-09T10:27:00","modified_gmt":"2011-09-09T10:27:00","slug":"e-giusto-postulare-che-la-chiesa-cattolica-debba-essere-la-chiesa-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/09\/e-giusto-postulare-che-la-chiesa-cattolica-debba-essere-la-chiesa-dei-poveri\/","title":{"rendered":"\u00c8 giusto postulare che la Chiesa cattolica debba essere la \u00abChiesa dei poveri\u00bb?"},"content":{"rendered":"<p>In una canzone di Luigi Tenco, \u00abCara maestra\u00bb, del 1963, il bravissimo cantautore genovese, a un certo punto, cantava:<\/p>\n<p>\u00abMio buon curato, dicevi che la chiesa<\/p>\n<p>\u00e8 la casa dei poveri, della povera gente;<\/p>\n<p>per\u00f2 hai rivestito la tua chiesa<\/p>\n<p>di tende d&#8217;oro e marmi colorati;<\/p>\n<p>ora come pu\u00f2 adesso un povero che entra<\/p>\n<p>sentirsi come fosse a casa sua?&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>Pur con tutta l&#8217;ammirazione che provavo all&#8217;epoca, e provo tuttora, per questo grande poeta della canzone d&#8217;autore italiana, gi\u00e0 allora, udendo quelle parole, c&#8217;era una parte della mia mente di bambino che non rimaneva convinta: quando mai i preti se ne vanno in giro a dire che la chiesa \u00e8 la casa dei poveri, della povera gente? Io li avevo sempre sentiti dire, nelle prediche della messa domenicale, cos\u00ec come nelle lezioni di catechismo, che la chiesa \u00e8 la casa di Dio, non degli uomini; e ci\u00f2 con tutto il sacrosanto rispetto dovuto ai poveri.<\/p>\n<p>Se, poi, dalla chiesa come edificio si passa al concetto della Chiesa in quanto istituzione della religione cattolica, ispirata, come i credenti affermano, dallo Spirito divino; e, come direbbe Sant&#8217;Agostino, dalla Chiesa visibile a quella invisibile, allora la faccenda si fa ancora pi\u00f9 delicata, per non dire spinosa.<\/p>\n<p>La Chiesa cattolica \u00e8 essenzialmente, per sua natura, una Chiesa dei poveri? Non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che Ges\u00f9 Cristo preferisse la compagnia dei poveri a quella dei ricchi; peraltro, non rifiutava di avvicinare anche questi ultimi, di accettare i loro inviti, di entrare nelle loro case: per lui, il male non era la ricchezza in s\u00e9, ma il cattivo uso che, quasi inevitabilmente, a causa dell&#8217;umana debolezza, ne fanno coloro che la possiedono.<\/p>\n<p>Tutto questo, per\u00f2, \u00e8 sufficiente per affermare che la Chiesa cattolica \u00e8, per vocazione e per impostazione, anzitutto la Chiesa dei poveri? Si badi bene alle conseguenze di una tale interpretazione: significa, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, che la Chiesa \u00e8 una Chiesa di classe, fatta per alcuni e ad esclusione di altri; ma, in tal caso, non sarebbe pi\u00f9 cattolica, cio\u00e8 universale.<\/p>\n<p>Non si tratta per nulla di un sofisma: se la Chiesa \u00e8 il corpo visibile di quanti credono nella missione divina di Ges\u00f9 Cristo, e che dallo Spirito Santo si considerano ispirati, sorretti e guidati, allora come si fa a pensare che essa sia la Chiesa di alcuni e non di tutti; e sia pure, poniamo, della maggioranza degli uomini? Quando anche un solo essere umano sulla Terra ne fosse programmaticamente escluso, essa sarebbe ancora &quot;cattolica&quot;?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il testo della canzone di Tenco, frutto del clima culturale degli anni &#8217;60, spiega benissimo l&#8217;equivoco, perch\u00e9 di un equivoco si tratta. Basta tener d&#8217;occhio le date: nell&#8217;ottobre del 1962 il papa Giovanni XXIII, in un messaggio radio sul Concilio, aveva affermato che la Chiesa vuole essere in primo luogo la Chiesa dei poveri; nel maggio del 1967 (giusto un anno prima del &#8217;68 studentesco) esce, per la Libreria Editrice Fiorentina, la \u00abLettera a una professoressa\u00bb di don Lorenzo Milani e dei ragazzi della scuola di Barbiana. La canzone di Tenco si colloca proprio in mezzo e riflette quella stagione, quelle confuse aspirazioni.<\/p>\n<p>Subito dopo sarebbe venuta la Teologia della Liberazione e il concetto della Chiesa dei poveri sarebbe stato ripreso, approfondito e sventolato come un vessillo di rivolta, ma anche &#8211; a mio avviso &#8211; definitivamente travisato: fino al caso di padre Camilo Torres che, in Colombia, gettava la tonaca per andare sulle montagne e combattere, armi alla mano, con i guerriglieri di sinistra, finendo ammazzato in uno scontro a fuoco con l&#8217;esercito.<\/p>\n<p>Quando questo tragico fatto si consumava era il 1966 e anche il mondo cattolico, o almeno una parte di esso &#8211; quella che si riconosceva nella &quot;teologia della liberazione&quot; &#8211; poteva vantare il proprio specifico &quot;Che&quot; Guevara, anzi, poteva addirittura precederlo.<\/p>\n<p>Chi scrive si \u00e8 recato appositamente nell&#8217;America Latina ed \u00e8 stato ospite di una serie di parrocchie e di comunit\u00e0 cattoliche, proprio per rendersi conto se e quanto una tale idea fosse diffusa nelle nazioni d&#8217;oltre Atlantico; e, pur avendo constatato che, in queste ultime, esiste una profonda vocazione sociale della Chiesta cattolica, nonch\u00e9 un diffuso &#8211; e, mio parere, alquanto giustificato &#8211; antiamericanismo fra le persone di condizione sociale medio-bassa, vale a dire la stragrande maggioranza della popolazione, non mi \u00e8 sembrato che l&#8217;identificazione pura e semplice della Chiesa con i ceti pi\u00f9 poveri sia data per scontata da quei credenti e da quei praticanti.<\/p>\n<p>Ripeto: la Chiesa latinoamericana &#8211; ma un discorso analogo si potrebbe fare per quella africana e, in genere, per tutte quelle del Sud del mondo &#8211; ha una fortissima vocazione sociale, quale esisteva in Europa, forse, solo all&#8217;epoca della &quot;Rerum Novarum&quot; di Leone XIII, che venne promulgata nel 1891, quando le condizioni della classe lavoratrice erano particolarmente misere e infelici e quando lo sfruttamento dei ceti capitalisti era giunto ai livelli pi\u00f9 odiosi. Lo prova l&#8217;alto numero di sacerdoti o di laici credenti che si espongono alle ire dei grandi proprietari terrieri, allorch\u00e9 prendono le difese dei contadini senza terra e delle comunit\u00e0 rurali; e il numero non piccolo di coloro che spingono il loro spirito di servizio fino al sacrificio della vita, dato che, in quei Paesi, le classi dominanti non vanno tanto per il sottile e pensano che l&#8217;unico sindacalista buono sia quello che giace sotto un metro di terra.<\/p>\n<p>Questo, per\u00f2, non significa che sia passato, tout-court, il concetto che la Chiesa cattolica sia in se stessa, puramente e semplicemente, la Chiesa dei poveri: si tratta di una distinzione che non \u00e8 solo di natura teologica e dottrinale, ma che si pu\u00f2 percepire anche nella dimensione pratica e quotidiana; nel senso che, se fosse possibile una tale equivalenza, allora la Chiesa perderebbe non solo la sua dimensione universale, ma anche la sua dimensione trascendente e diverrebbe l&#8217;espressione di una delle tante ideologie politiche che, volta a volta, hanno creduto di poter offrire il Paradiso in terra al genere umano &#8211; e si \u00e8 visto, poi, con quali risultati.<\/p>\n<p>Una Chiesa militante, in senso sociale ed economico, sarebbe una cosa tutta laica e terrena, magari anche bene intenzionata, ma niente affatto animata da una dimensione trascendente; e, inoltre, essa costituirebbe uno stravolgimento piuttosto evidente del messaggio cristiano, che, stando a una lettura non prevenuta e non faziosa del Vangelo, \u00e8 quanto di pi\u00f9 inclusivo si possa immaginare, senza alcuna traccia di esclusivismo.<\/p>\n<p>Non per nulla una delle pi\u00f9 pericolose eresie che, nel corso della storia, la Chiesa dovette affrontare, fu proprio il Catarismo, che pretendeva di fare del Cristianesimo uno strumento di salvezza dei puri: erede del Manicheismo, il Catarismo pretendeva che la creazione stessa, nella sua dimensione terrena, fosse intrinsecamente cattiva e peccaminosa e che il &quot;vero&quot; cristiano dovesse rinnegarla, in nome, appunto, di una purezza intransigente, senza alcun compromesso con il &quot;mondo&quot;. E ci\u00f2, ovviamente, sia detto a prescindere dal modo, estremamente brutale e, in se stesso, radicalmente anticristiano, con cui i Catari vennero perseguitati e sterminati dalla Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>A proposito del concetto, e del relativo equivoco, della &quot;Chiesa dei poveri&quot;, ci sembra che alcune pagine illuminate siano state scritte dal vaticanista Carlo Falconi, nel suo scomodo libro &#8211; e pi\u00f9 scomodo allora di oggi, ma scomodo tuttavia anche oggi &#8211; \u00abRitrattazioni\u00bb (Milano, Rusconi, 1973, p. 211 e segg.), nel quale prende una posizione intermedia fra i conservatori del Concilio Vaticano II, arroccati a difesa intransigente del vecchio e i progressisti che, in nome del dialogo con il mondo, giungevano e giungono a cancellare, di fatto, la specificit\u00e0 del cattolicesimo e, pi\u00f9 ancora, la dimensione trascendente di esso.<\/p>\n<p>\u00abCi sono epoche nelle quali i miti, i progetti che accendono le fantasie e che pungolano i desideri e le volont\u00e0 dei popoli non aspettano che la parola adatta per coagularseli attorno e identificarsi in essa come nel proprio simbolo e nella propria bandiera. Nascono cos\u00ec le parole magiche che, eguali a tante altre fino a ieri, esplodono d&#8217;improvviso come soli per una o due generazioni, per poi tornare a riprendere il posto modesto e fors&#8217;anche in ombra che occupavano prima. Esattamente questo accadde per l&#8217;espressione &quot;Chiesa dei poveri&quot; non appena fu pronunciata da papa Giovanni l&#8217;11 ottobre 1962 nel radiomessaggio sul Concilio. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il clamore che gli si suscit\u00f2 subito d&#8217;attorno si rivel\u00f2 d tali proporzioni da lasciare interdetti anche coloro che pensavano di avanzare qualche sommessa precisaqzione. Persino i pi\u00f9 ostili e battaglieri preferirono evitare di misurarsi contro infatuazione dilagante e rinviare a tempi pi\u00f9 opportuni la manifestazione del loro dissenso. In breve, ci fu solo un coro di ovazioni, nel quale anche le voci pi\u00f9 inaspettate erano anch&#8217;esse acclamanti [&#8230;]<\/p>\n<p>Ebbene, fu proprio quando ormai l&#8217;assemblea riposava soddisfatta sulle bozze di lavoro programmate da Suenens che si verific\u00f2 il colpo di scena dell&#8217;intervento di Lercaro, uno dei pi famosi (e, ahim\u00e8, sopravvalutati) del Concilio. Rilevato che nella dottrina della Chiesa su se stessa esisteva una grave lacuna &#8211; quella relativa al mistero di Cristo nei poveri, &quot;verit\u00e0 essenziale e primordiale della rivelazione&quot; &#8211; l&#8217;arcivescovo di Bologna ricord\u00f2 ai suoi fratelli nell&#8217;episcopato il dovere di &quot;porre al centro di questo Concilio il mistero del Cristo nei poveri, e l&#8217;evangelizzazione dei poveri&quot;. Quest&#8217;ultimo, anzi, a suo parere, doveva essere &quot;l&#8217;obiettivo del Concilio&quot;, essendo &quot;la questione centrale anche per l&#8217;unit\u00e0 dei cristiani&quot;. &quot;Il tema di questo Concilio&quot;, aggiunse letteralmente, &quot;\u00e8 la Chiesa nella misura in cui essa \u00e8 specialmente la Chiesa dei poveri&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Cristo clochard e Cristo sindacalista&#8230; Secondo i sostenitori dello slogan, Cristo non solo avrebbe prediletto tutti i poveri, ma si sarebbe fatto egli stesso povero assimilandosi a tutti i reietti della societ\u00e0. Fatti questi che sembrano a prima vista inoppugnabili, e in parte lo sono, ma che essi hanno il torto di mettere quasi demagogicamente in primo pian dimenticando che la teologia ha raggiunto ben altre profondit\u00e0 nello scandagliare il mistero della povert\u00e0 di Cristo. Per chi crede infatti nella divinit\u00e0 di Ges\u00f9, il vero ed essenziale sprofondamento volontario nella povert\u00e0 da parte sua non \u00e8 certo di carattere sociologico, bens\u00ec e prima di tutto ontologico, ed \u00e8 collegato al mistero dell&#8217;incarnazione, quel mistero che l&#8217;autore del quarto Vangelo ha espresso con eccezionale efficacia nell&#8217;abbagliante versetto: &quot;Kai o Logos xarx egh\u00e9neto&quot; (&quot;e il Verbo si fece carne&quot;). Questa infatti \u00e8 la vera drammatica e totalizzante &quot;k\u00e9nosis&quot;, il radicale annientamento cio\u00e8 di cui parla san Paolo, che superando ogni altra forma di umiliazione e di impoverimento da parte di Dio fatto uomo, la dissolve e la rende addirittura insignificante. In altri termini, la vera povert\u00e0 essenziale di Cristo \u00e8 l&#8217;accettazione, da parte di lui, Dio, dell&#8217;ominizzazione&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Il discorso, per chi lo vuol comprendere, \u00e8 chiaro, chiarissimo.<\/p>\n<p>In una prospettiva di fede, Cristo non si \u00e8 trovato ad essere povero per un destino individuale, ma perch\u00e9, facendosi uomo, ha preso su di s\u00e9 tutta l&#8217;indigenza e tutta la fragilit\u00e0 insite nella condizione umana, ivi compresa quella socioeconomica, ma non quella soltanto; n\u00e9 ha avuto principalmente di mira liberare gli uomini dalle catene dello sfruttamento di classe o dell&#8217;oppressione politica, bens\u00ec da quelle del peccato, cio\u00e8 da quel miscuglio di impotenza e di arroganza che caratterizza la vita umana allorch\u00e9 pretende di farsi misura a se stessa, ignorando l&#8217;ordine divino.<\/p>\n<p>Che poi, all&#8217;atto pratico, Cristo si rivolgesse con particolare sollecitudine ai poveri, cos\u00ec come si rivolgeva con particolare sollecitudine ai peccatori, non deriva dal fatto che egli fondasse il suo messaggio su una sorta di antropologia rivoluzionaria, ma semplicemente dal fatto che il povero e il peccatore hanno pi\u00f9 urgente bisogno di udire la lieta novella della conversione.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi inutile aggiungere che queste considerazioni non intendono portare acqua al mulino opposto, vale a dire all&#8217;idea di una Chiesa dei ricchi e nemmeno a quella di una Chiesa che rimanga indifferente davanti alle ingiustizie sociali, allo sfruttamento, alla miseria.<\/p>\n<p>E nondimeno, di qui all&#8217;idea di una Chiesa dei poveri, fatta soltanto per i poveri, il passo \u00e8 lungo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una canzone di Luigi Tenco, \u00abCara maestra\u00bb, del 1963, il bravissimo cantautore genovese, a un certo punto, cantava: \u00abMio buon curato, dicevi che la chiesa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,157],"class_list":["post-23962","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23962","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23962"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23962\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}