{"id":23958,"date":"2017-10-10T09:47:00","date_gmt":"2017-10-10T09:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/10\/chiedere-scusa-al-fratello-maggiore-della-parabola\/"},"modified":"2017-10-10T09:47:00","modified_gmt":"2017-10-10T09:47:00","slug":"chiedere-scusa-al-fratello-maggiore-della-parabola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/10\/chiedere-scusa-al-fratello-maggiore-della-parabola\/","title":{"rendered":"Chiedere scusa al fratello maggiore della parabola?"},"content":{"rendered":"<p>Il primo ad arrivarci, o, quanto meno, ad esplicitare la sua perplessit\u00e0, \u00e8 stato il padre domenicano Riccardo Barile, il quale, con un articolo apparso su <em>La Nuova Bussola Quotidiana<\/em> del 09\/10\/2017, ha svolto una riflessione intitolata <em>Chiediamo scusa al fratello maggiore della parabola<\/em>. Invitiamo tutti ad andare a leggerselo: \u00e8 molto interessante e molto attuale. Egli nota, opportunamente, che il significato della parabola evangelica del padre misericordioso, di solito conosciuta come parabola del figlio prodigo, non pu\u00f2 essere separato dal suo contesto; che essa \u00e8 la terza, dopo quella della moneta perduta dalla massaia e della pecora smarrita dal pastore, sul medesimo argomento: la salvezza di quanti sono &quot;perduti&quot; per il Regno di Dio, ossia dei peccatori; e che Ges\u00f9, facendo questi tre esempi, rispondeva a una critica diretta dei farisei e degli scribi, i quali, avendo visto che pubblicani e peccatori si avvicinavano a Lui per ascoltarlo, si erano affrettati a mormorare: <em>Costui accoglie i peccatori e mangia con loro<\/em>, come riferito dal Vangelo di Luca (15, 2). Ora, se si omette questa circostanza particolarissima, e se si vuole assolutizzare l&#8217;elemento polemico che Ges\u00f9 inserisce nella parabola, diciamo pure la sua deliberata forzatura di una situazione paradigmatica, allo scopo di replicare alle maligne e interessate insinuazioni dei suoi nemici, si finisce per stravolgere il senso della parabola stessa e per capovolgere l&#8217;insegnamento che Ges\u00f9, con essa, voleva dare ai suoi ascoltatori. Questa \u00e8 la giusta osservazione di padre Barile: che non si pu\u00f2 fare del figlio prodigo un eroe, n\u00e9 del padre misericordioso un padre ingiusto, il quale ignora la fedelt\u00e0 e la bont\u00e0 del figlio maggiore; n\u00e9, soprattutto, fare di quest&#8217;ultimo il prototipo dell&#8217;invidioso, del subdolo, del meschino che non si rallegra per il ritorno di suo fratello.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 riteniamo che qui sia in gioco un punto fondamentale del Vangelo e di tutta la Rivelazione divina, ci permettiamo di sviluppare ulteriormente la riflessione, ampliandone ancor pi\u00f9 la portata di carattere generale. Padre Barile, assai giustamente, \u00e8 preoccupato per la strumentalizzazione che esercitano quanti assolutizzano il significato letterale della parabola e non ne rispettano il senso, anzi, lo capovolgono addirittura. Egli precisa che il concetto centrale \u00e8 il gaudio universale per la salvezza di un peccatore che si pente, e su questo non pu\u00f2 esserci il minimo dubbio; dopo di che, \u00e8 lecito nutrite molti e ragionevoli dubbi sull&#8217;onest\u00e0 delle intenzioni di chi vuol far passare il fratello maggiore per quel che non \u00e8. Sul piano umano, infatti, \u00e8 naturale che il fratello maggiore si rammarichi del fatto che suo padre, per lui, non avesse mai fatto alcuna festa, che non avesse mai allestito un pranzo con un solo capretto, mentre ora, per il fratello scioperato che \u00e8 tornato a casa, dopo anni di assenza, durante la quale \u00e8 stato lui, il maggiore, a mandare avanti la baracca, con fatica e sacrificio quotidiano, si prepara un banchetto col vitello pi\u00f9 grasso; cos\u00ec come \u00e8 naturale lo sconcerto di quegli operai che si vedono pagare un soldo per l&#8217;intera giornata di lavoro nei campi, mentre un soldo viene dato dal padrone anche a quegli operai che hanno lavorato poche ore soltanto, oltretutto quelle pi\u00f9 fresche della sera. Ora, \u00e8 vero che essi avevano concordato un soldo di paga, ma \u00e8 altrettanto vero che le parole del padrone, davanti al loro mormorio, appaiono un po&#8217; troppo severe, quasi sprezzanti: <em>Forse che io non possa fare del mio denaro quello che voglio? Oppure siete invidiosi perch\u00e9 io sono buono? Prendete dunque la vostra paga e andatavene, perch\u00e9 io voglio dare anche agli ultimi quello che ho dato ai primi<\/em>. Anche in quel caso, le parole di Ges\u00f9 vanno contestualizzate: se non si tiene conto del fatto che Ges\u00f9 era costantemente criticato dai farisei e dagli scribi per una sua presunta ed eccessiva familiarit\u00e0 coi peccati, che a quegli altri sembrava disprezzo della Legge, al punto che lo criticavano persino per aver guarito dei malati in giorno di sabato, si rischia di snaturare il senso delle sue parole. Egli non voleva dire che il Padre celeste \u00e8 simile a un padrone capriccioso e imprevedibile, che d\u00e0 molti a chi non merita, e d\u00e0 poco, in proporzione, a chi ha ben meritato; al contrario, Egli vuol far capire che il metro di giustizia umano \u00e8 troppo corto per penetrare il mistero della bont\u00e0 divina, e che nessuno pu\u00f2 presumere di giudicare, dall&#8217;esterno, ci\u00f2 che \u00e8 giusto agli occhi di Dio. Ed \u00e8 talmente concentrato su questo concetto, che, quando un uomo lo apostrofa chiamandolo &quot;maestro buono&quot;, Egli reagisce, ribattendo: <em>Perch\u00e9 mi chiami buono? Nessuno \u00e8 buono, se non il Padre che \u00e8 nei Cieli<\/em>. Come dire: la bont\u00e0 appartiene a Dio solo; di quel che noi pensiamo, diciamo o facciamo riguardo ad essa, solamente il Padre celeste \u00e8 giusto giudice, e noi dobbiamo rimetterci interamente al suo giudizio. Una cosa, per\u00f2, \u00e8 certa: Ges\u00f9 non ha mai inteso dire che il peccatore \u00e8 migliore di colui che non pecca; o che a Dio i giusti sono meno graditi, e meno cari al suo cuore, che non i peccatori. Si rilegga bene anche la parabola del figlio prodigo: viene detto che il padre, quando seppe che il figlio maggiore si rifiutava di entrare in casa, usc\u00ec lui per parlargli e, addirittura, per &quot;supplicarlo&quot;. E tanto dovrebbe bastare per chiarire che Ges\u00f9 non intende presentare quel figlio come il prototipo dell&#8217;invidioso, e che si rende conto di come sia delicato, per un padre, far capire a due figli cos\u00ec diversi che li ama entrambi e che non fa preferenze, ma, semplicemente, che gioisce per la salvezza del figlio che credeva perduto. Chiunque sia genitore e abbia almeno due figli, o due figlie, di temperamento assai diverso fra loro, sa molto bene di che cosa stiamo parlando, e non sottovaluta la complessit\u00e0 delle dinamiche relazionali che si vengono a creare.<\/p>\n<p>In ogni caso, oggi siamo in presenza di una situazione nuova e paradossale: il senso delle parole di Ges\u00f9 viene forzato oltre ogni limite, per accreditare una interpretazione inedita e &quot;rivoluzionaria&quot; del Vangelo: cio\u00e8 per colpire i sostenitori della vera dottrina cattolica, per screditare e biasimare quanti si tengono stretti fedelmente ad essa, dipingendoli come delle persone &quot;rigide&quot;, &quot;chiuse&quot;, &quot;egoiste&quot;, poco misericordiose, e per fare dei peccatori i veri detentori della Verit\u00e0 divina. Qui siamo in presenza di una malizia veramente diabolica: l&#8217;affermazione di Ges\u00f9, che i pubblicani e le prostitute precederanno gli scribi e i farisei nel Regno dei Cieli, viene strumentalizzata per fargli dire che i peccatori andranno in Cielo, ma senza pentimento, come gli omosessuali e le prostitute del blasfemo, orribile affresco del duomo di Terni, voluto, commissionato e profumatamente pagato da monsignor Paglia, quand&#8217;era vescovo di quella citt\u00e0 (e che, infatti, se n&#8217;\u00e8 andato lasciando le casse diocesane in rosso), ed eseguiti da un pittore argentino, tale Ricardo Cinalli, dichiaratamente omosessuale, nonch\u00e9 militante LGBT. L\u00ec si vede il Cristo medesimo (un Cristo rappresentato in maniera insopportabilmente oscena, con le pudenda in vista) che sta portando in alto i peccatori, verso la gloria celeste, entro una rete da pesca, mentre la scena viene osservata da angeli che paiono dei demoni, tanto \u00e8 torvo e inquietante il loro aspetto: ma non vi \u00e8 traccia di pentimento sui volti di quelle persone, al contrario, esse continuano a toccarsi e ad accarezzarsi in maniera lasciva (e il bello \u00e8 che, fra quelle persone, c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;autoritratto del monsignore in persona: contento lui, contenti tutti&#8230;), e dunque il messaggio che &quot;passa&quot; \u00e8 che i peccatori vanno in Cielo cos\u00ec come sono, senza pentirsi, senza cambiar vita, senza conversione<em>, e ci vanno proprio in quanto peccatori<\/em>, cio\u00e8 legittimati e approvati nel loro peccato. Orribile stravolgimento della Verit\u00e0 rivelata: il Vangelo, secondo questa &quot;versione&quot;, diventa una specie di contro-rivelazione: non c&#8217;\u00e8 bisogno di alcuna Redenzione, perch\u00e9 i peccatori sono gi\u00e0 salvi, e sono salvi proprio perch\u00e9 Dio ama i peccatori. Ma allora Ges\u00f9 Cristo, il Verbo Incarnato, che cosa \u00e8 venuto a fare sulla terra? Poteva risparmiarsi la Passione, la Morte e la Resurrezione; poteva risparmiarsi tutto ci\u00f2, perch\u00e9 non vi era alcuna necessit\u00e0 che Egli soffrisse, morisse e risorgesse dal sepolcro. La Buona Novella, secondo la teologia di Vincenzo Paglia, \u00e8 che i peccatori sono gi\u00e0 salvi fin da ora; e i transessuali come Luxuria, nell&#8217;idea del cattolicesimo che hanno i vari don Andrea Gallo, sono le pecorelle predilette del Signore, meglio se si trasformano in attivisti dei movimenti LGBT, e vanno per gli asili e le scuole a insegnare ai bambini la bella ideologia <em>gender<\/em>, nel qual caso Iddio li ama ancora di pi\u00f9. E d&#8217;altronde, chi siamo noi per giudicare?<\/p>\n<p>Il trucco da quattro soldi sotteso a questa incredibile deformazione del Vangelo, del vero Vangelo del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 sorvolare il &quot;piccolo&quot; dettaglio che Ges\u00f9, s\u00ec, amava i peccatori, come il padre misericordioso amava il figlio traviato: ma perch\u00e9 soffrivano entrambi al pensiero della loro rovina, e perch\u00e9 non cessavano di sperare e di pregare affinch\u00e9 si ravvedessero. Se si toglie il fatto che Ges\u00f9 chiama tutti alla conversione e al pentimento, a cominciare da quanti sono pi\u00f9 immediatamente in pericolo, come la pecorella che si \u00e8 smarrita lontano dal gregge; se si sorvola su questo fatto, e si tace sull&#8217;ammonizione che Ges\u00f9 rivolge alla donna adultera, dopo averla sottratta alle grinfie di quanti volevano lapidarla: <em>Vai, e d&#8217;ora in avanti non peccare pi\u00f9<\/em>; se si tace o si sorvola su quel <em>e non peccare pi\u00f9<\/em>, si capovolge completamente il significato del Vangelo, cio\u00e8 della divina Redenzione. Eppure, \u00e8 proprio quel che un clero modernista e una neochiesa progressista stanno cercando fare: e stanno cercando di farlo da parecchio tempo, particolarmente a partire dal Concilio Vaticano II. Tutto ha inizio con la dichiarazione <em>Nostra aetate<\/em> del 28 ottobre 1965, dedicata ai rapporti fra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane. \u00c8 possibile che le intenzioni, almeno di una parte dei Padri conciliari, fossero buone: ma quel che ne \u00e8 risultato \u00e8 stato l&#8217;approvazione di un falso principio, cio\u00e8 che la Rivelazione di Ges\u00f9 Cristo non \u00e8 il passaggio necessario e indispensabile verso la Verit\u00e0 e, quindi, anche verso la salvezza. In particolare, incomincia allora quel ribaltamento dei rapporti con il giudaismo che culminer\u00e0, ai nostri giorni, nell&#8217;esplicita dichiarazione che gli ebrei non hanno necessit\u00e0 di convertirsi, riconoscendo la divinit\u00e0 di Cristo, perch\u00e9 l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 ancora valida: ma se se le cose stanno cos\u00ec, ripetiamo, Ges\u00f9 Cristo che cosa \u00e8 venuto a fare? Egli \u00e8 venuto nel mondo per la salvezza di <em>tutti<\/em> gli uomini: segno che tutti gi uomini sono bisognosi della sua Redenzione, nessuno escluso. Tanto meno sono esclusi quanti, o perch\u00e9 peccatori, o perch\u00e9 seguaci di altre religioni, rifiutano il Vangelo e ne sono lontani, negano la divinit\u00e0 di Ges\u00f9, negano la morale insegnata da Lui. Come! Dopo duemila anni di Magistero, il quale incrollabilmente, sul solidissimo, duplice fondamento della Tradizione e della Scrittura, ha sempre asserito che <em>nulla salus extra ecclesiam<\/em>, non vi sono altre strade per la Verit\u00e0 e la salvezza, adesso un certo clero viene a dirci che le strade sono tante, compresa l&#8217;adorazione del dio Ganesha, con la testa di elefante, trionfalmente invitato ad &quot;entrare&quot; in una chiesa dal parroco in persona, per la gioia, si fa per dire, non solo dei suoi adoratori induisti, ma anche dei cattolici?<\/p>\n<p>Siamo qui in presenza di una manovra infame, quella mirante a sottrarci la Verit\u00e0 della divina Rivelazione, per cos\u00ec dire, sotto il naso; una manovra alla quale dobbiamo opporci e reagire con tutte le nostre forze, perch\u00e9 la posta in gioco \u00e8 altissima, inestimabile. Non era mai accaduto che si profilasse un pericolo cos\u00ec immediato e sconvolgente: che qualcuno, <em>dall&#8217;interno della Chiesa,<\/em> arrivasse a rovesciare il senso del suo insegnamento. L&#8217;insegnamento della Chiesa, infatti, non appartiene alla Chiesa, n\u00e9 ai vescovi, n\u00e9 al papa: essi hanno solo il dovere di custodire e trasmettere la Verit\u00e0 divina; quel che dicono, non lo dicono da s\u00e9, perch\u00e9 non si tratta di parole umane, ma della Parola divina; e la Parola divina \u00e8 il Verbo incarnato, Ges\u00f9 Cristo. Chiunque presuma di avere la libert\u00e0 e il diritto di cambiare quella Parola, sta tradendo il mandato ricevuto; se si tratta di laici, ad esempio di sedicenti teologi o storici &quot;cattolici&quot;, stanno abusando dell&#8217;aggettivo &quot;cattolico&quot;, mentre dovrebbero qualificarsi con il loro vero nome: modernisti, vale a dire eretici e nemici subdoli della vera Chiesa di Ges\u00f9 Cristo. Situazione inedita, gravissima: la Chiesa in balia di eretici che stanno stravolgendo la divina Parola e la stanno trasformando, riducendola a parola puramente umana, e, come tale, presuntuosa e superba, ma soprattutto ingannevole. Anche qui, il trucco c&#8217;\u00e8, e si vede. Non potendo dire apertamente quel che stanno facendo, ossia che stanno tentando di adulterare la Parola divina, ecco che quei signori &#8212; a partire dal Concilio Vaticano II &#8211; hanno &quot;scoperto&quot; la parola-trappola per contrabbandare una falsa dottrina e spacciarla per quella vera: la parola \u00e8 <em>approfondimento<\/em>. Secondo loro, la Verit\u00e0 divina \u00e8 sempre quella (e ci mancherebbe&#8230;), ma cresce la nostra capacit\u00e0 di <em>approfondirla<\/em>, e perci\u00f2 di comprenderla sempre meglio. Straordinario: la Verit\u00e0 divina, in tal modo, \u00e8 posta sullo stesso piano di una qualsiasi verit\u00e0 umana, per la quale vale la legge del progresso. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Nelle scienze umane, il trascorrere dei secoli porta a nuove scoperte e quindi, effettivamente, a una maggiore comprensione delle cose; nella Parola di Dio, che \u00e8 Cristo, non c&#8217;\u00e8 niente da approfondire, nel senso che intendono loro, cio\u00e8 niente da far progredire. Che c&#8217;entra il santo Vangelo con l&#8217;idea di progresso e con le sue dinamiche? Lasciamo il progresso agli illuministi e teniamo per fermo che la Verit\u00e0 divina non progredisce per niente, poich\u00e9 essa si rivela ai fedeli in tutta la sua pienezza, ora come duemila anni fa: e che il cardinale Karl Rahner o il teologo Enzo Bianchi non ne sanno pi\u00f9 di quanto ne sapesse san Paolo, n\u00e9 hanno capito pi\u00f9 cose di quante ne avesse capite sant&#8217;Agostino. Ma era inevitabile che si arrivasse a tali aberrazioni, da quando la <em>svolta antropologica<\/em> in teologia ha spostato il baricentro della Verit\u00e0 da Dio all&#8217;uomo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo ad arrivarci, o, quanto meno, ad esplicitare la sua perplessit\u00e0, \u00e8 stato il padre domenicano Riccardo Barile, il quale, con un articolo apparso su<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,157],"class_list":["post-23958","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23958"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23958\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}