{"id":23956,"date":"2016-10-13T08:34:00","date_gmt":"2016-10-13T08:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/13\/chiamo-il-figlio-e-gli-disse\/"},"modified":"2016-10-13T08:34:00","modified_gmt":"2016-10-13T08:34:00","slug":"chiamo-il-figlio-e-gli-disse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/10\/13\/chiamo-il-figlio-e-gli-disse\/","title":{"rendered":"Chiam\u00f2 il figlio e gli disse\u2026"},"content":{"rendered":"<p>Apriamo a caso la <em>Bibbia<\/em> e leggiamo la prima pagina che ci capita sotto gli occhi. \u00c8 un buon metodo: non ve ne sono di migliori. Ovunque cada lo sguardo, c&#8217;\u00e8 di che riflettere, e soprattutto c&#8217;\u00e8 di che edificarsi. Un po&#8217; come in quella poesia di Paul Claudel, Angelus: si entra in chiesa, nella prima chiesa che s&#8217;incontra per via: il cuore canta, e la Vergine Maria \u00e8 l\u00e0 che ci attende. Non si entra per pregare, per chiedere, per un motivo preciso: si entra e ci s&#8217;inginocchia, perch\u00e9 questo sgorga dall&#8217;anima; si brama un incontro con la Madre celeste, solo per guardarla.<\/p>\n<p>\u00c8 il <em>Libro di Tobia<\/em>, un libro poetico, pieno di fervore e d&#8217;immaginazione, pieno di mansuetudine e di coraggio; un libro che i protestanti non riconoscono come canonico, formalmente perch\u00e9 non compare nella <em>Bibbia<\/em> ebraica, che, per essi, \u00e8 il fondamento; in effetti, perch\u00e9 \u00e8 forse il pi\u00f9 ricco in fatto di angelologia e demonologia, e sia gli Angeli che i d\u00e8moni piacciono poco allo spirito protestante, specialmente in questi ultimi anni, sempre pi\u00f9 imbevuto di storicismo, di razionalismo e di critica delle forme (<em>Formgeschichte<\/em>) e sempre pi\u00f9 povero di fede.<\/p>\n<p>Siamo all&#8217;inizio della parte centrale del libro, quando il vecchio Tobi, giunto al culmine delle difficolt\u00e0 e dei dolori, si ricorda di avere depositato una ingente somma di denaro presso Gabael, suo parente, a Rages, citt\u00e0 della Media; e decide di mandare suo figlio Tobia a riscuoterlo. Si trattava di un viaggio lungo e difficile, partendo da Ninive, nell&#8217;Assiria, dove Tobi era stato deportato con tutta la famiglia e con molti altri Giudei; e, se al fianco di Tobia non si ponesse niente meno che un Angelo, Raffaele, sotto le apparenze di un comune essere umano, in qualit\u00e0 di guida stipendiata (ma, alla fine del viaggio, non vorr\u00e0 nulla), ben difficilmente il ragazzo porterebbe a compimento la sua missione, tornado a casa sano e salvo, e, per di pi\u00f9, con una giovane e brava moglie, Sara, sposta appunto a Rages.<\/p>\n<p>Non sapendo se rivedr\u00e0 mai suo figlio, essendo vecchio e malato, Tobi, prima di congedarlo, vuole lasciargli una specie di testamento morale (a quello materiale baster\u00e0, appunto, la somma da riscuotere): una vera e propria sintesi di tutto ci\u00f2 che \u00e8 giusto e necessario fare nella vita, per condursi degnamente in ogni circostanza e per essere in grazia di Dio. Sono parole chiare e concetti semplici, ma profondi e carichi di significato: sono un compendio della saggezza di un popolo, di una intera civilt\u00e0, e possono essere presi a modello anche per la vita odierna, sebbene le circostanze esteriori in cui essa si svolge siano mutate cos\u00ec radicalmente dall&#8217;epoca di cui parla il <em>Libro di Tobia<\/em>. L&#8217;uomo moderno, infatti, a torto si \u00e8 auto-convinto (o, forse, \u00e8 stato convinto) che nulla di quanto ha elaborato la saggezza delle epoche precedenti potrebbe fare al caso suo ed essergli d&#8217;aiuto, perch\u00e9 la sua intelligenza, la sua cultura, il suo sapere sono talmente pi\u00f9 progrediti e pi\u00f9 sofisticati, da averlo reso il solo artefice della propria educazione, come se dovesse ripartire da zero, da una <em>tabula rasa<\/em>, per tutto ci\u00f2 che attiene alla comprensione della vita e della morte.<\/p>\n<p>Ecco il brano in questione (4, 3-19):<\/p>\n<p><em>Chiam\u00f2 il figlio e gli disse: &quot;Qualora io muoia, dammi una sepoltura decorosa; onora tua madre e non abbandonarla per tutti i giorni della sua vita; fa&#8217; ci\u00f2 che \u00e8 di suo gradimento e non procurarle nessun motivo di tristezza. Ricordati, figlio, che ha corso tanti pericoli per te, quando eri nel suo seno. Quando morir\u00e0, dalle sepoltura presso di me, in una medesima tomba. Ogni giorno, o figlio, ricordati del Signore; non peccare n\u00e9 trasgredire i suoi comandi. Compi opere buone in tutti i giorni della tua vita e non metterti per la strada dell&#8217;ingiustizia. Se agirai con rettitudine, riusciranno le tue azioni, come quelle di chiunque pratichi la giustizia. Dei tuoi beni fa&#8217; elemosina. Non distogliere mai lo sguardo dal povero, cos\u00ec non si lever\u00e0 da te lo sguardo di Dio. La tua elemosina sia proporzionata ai beni che possiedi: se hai molto, d\u00e0 molto; se poco, non esitare a dare secondo quel poco. Cos\u00ec ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poich\u00e9 l&#8217;elemosina libera dalla morte e salva dall&#8217;andare tra le tenebre. Per tutti quelli che la compiono, l&#8217;elemosina \u00e8 un dono prezioso davanti all&#8217;Altissimo. Guardati, o figlio, da ogni sorta di fornicazione, anzitutto, prenditi una moglie della stirpe dei tuoi padri e non una donna straniera, che cio\u00e8 non sia della stirpe di tuo padre, perch\u00e9 noi siamo figli di profeti. Ricordati di No\u00e8, di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, nostri padri fin da principio. Essi sposarono tutti una donna della loro parentela e furono benedetti nei loro figli e la loro discendenza avr\u00e0 in eredit\u00e0 la terra. Ama, o figlio, i tuoi fratelli; nel tuo cuore non concepire disprezzo per i tuoi fratelli, figli e figlie del tuo popolo, e tra di loro scegliti la moglie. L&#8217;orgoglio infatti \u00e8 causa di rovina e di grande inquietudine. Nella pigrizia vi \u00e8 povert\u00e0 e miseria, perch\u00e9 l&#8217;ignavia \u00e8 madre della fame. Non rimandare la paga di chi lavora per te, ma a lui consegnala subito; se cos\u00ec avrai servito Dio, ti sar\u00e0 data la ricompensa. Poni attenzione, o figlio, in quanto fai, e sii ben educato in ogni tuo comportamento. Non fare a nessuno ci\u00f2 che non piace a te. Non bere vino fino all&#8217;ebbrezza e non avere per compagna del tuo viaggio l&#8217;ubriachezza. Da&#8217; il tuo pane a chi ha fame e fa&#8217; parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Da&#8217; in elemosina quanto ti sopravanza e il tuo occhio non guardi con malevolenza, quando fai l&#8217;elemosina. Versa il tuo vino e deponi il tuo pane sulla tomba dei giusti, non darne invece ai peccatori. Chiedi il parere ad ogni persona che sia saggia e non disprezzare nessun buon consiglio. In ogni circostanza benedici il Signore e domanda che ti sia guida nelle tue vie e che i suoi sentieri e i tuoi desideri giungano a buon fine, poich\u00e9 nessun popolo possiede la saggezza, ma \u00e8 il Signore che elargisce ogni bene. Il Signore esalta o umilia chi vuole fino nella regione sotterranea. Infine o figlio, conserva nella mente questi comandamenti, non lasciare che si cancellino dal tuo cuore.<\/em><\/p>\n<p>Questa specie di testamento spirituale, con il quale il padre trasmette al figlio tutti i valori fondamentali della vita (e non solo della <em>sua<\/em> vita: perch\u00e9 al suo orizzonte \u00e8 estranea l&#8217;idea di una saggezza di vita che sia puramente individuale), si inscrive in un contesto storico-culturale in cui la famiglia \u00e8 posta come il valore sociale pi\u00f9 forte in assoluto, e l&#8217;autorit\u00e0 dei genitori, fatta soprattutto di autorevolezza, \u00e8 il cardine di essa, il pilastro fondamentale su cui si regge tutta l&#8217;architettura del vivere civile. Contristare il padre e la madre, sfidare la loro autorit\u00e0, calpestare le loro raccomandazioni, sono azioni inconcepibili; i genitori, a loro volta, esercitano un ascendente tanto pi\u00f9 forte sui loro figli, quanto pi\u00f9 hanno saputo mettere in pratica e incarnare i valori che si sforzano di trasmettere, affinch\u00e9 i figli, a loro volta, li trasmettono ai nipoti. La vita familiare \u00e8 percepita come un flusso, come una corrente continua, nella quale le acque mutano sempre, ma il fiume stesso \u00e8 sempre il medesimo, e l&#8217;obiettivo non cambia mai: scorrere ordinatamente dentro i propri argini e aprirsi la strada fino al mare. Il mare \u00e8 il ritorno all&#8217;origine, la pace presso gli antenati che ci hanno preceduto nel cammino della vita; e, anche se nel <em>Libro di Tobia,<\/em> come un po&#8217; in tutto l&#8217;Antico Testamento, le concezioni intorno alla natura dell&#8217;Aldil\u00e0 sono ancora piuttosto vaghe ed incerte, cos\u00ec come lo \u00e8 la natura del culto da rendere ai morti &#8212; ci vorr\u00e0 il Nuovo Testamento per chiarirle, illuminarle e stabilirle definitivamente -, resta il fatto che esiste, come esistette presso tutti i popoli e tutte le societ\u00e0 pre-moderni, la persuasione che la morte non sia la fine di tutto, ma, in qualche modo, il luogo in cui si raccolgono i frutti di cui si \u00e8 fatta la seminagione in vita, e, nello stesso tempo, il ritorno a Dio.<\/p>\n<p>Le fervorose, commoventi raccomandazioni di Tobi al figlio Tobia sono, al novanta per cento e pi\u00f9, perfettamente attuali ai nostri giorni; o, per meglio dire, lo sarebbero, se tre secoli di cattiva cultura illuministica non ci avessero convinti che la tradizione \u00e8 il male, che il passato deve essere continuamente riscritto, e che il progresso ha creato un nuovo tipo di umanit\u00e0, la quale, non essendo pi\u00f9 bambina, non pu\u00f2 accontentarsi di credenze, valori e norme di vita da bambini, ma che, essendo diventata adulta, deve attrezzarsi, anche psicologicamente, a vivere in un mondo complesso e perennemente instabile, dove nulla \u00e8 definitivo ed \u00e8 realmente quello che sembra; dove bisogna sempre stare in guardia e sospettare che, dietro le maschere, vi sia una realt\u00e0 completamente diversa da quella che appariva; e dove solo gli idealisti e gl&#8217;imbecilli (due categorie, peraltro, notevolmente affini) credono che al mondo vi sia anche solo un filo d&#8217;erba che viene mosso per ragioni altruistiche e disinteressate, mentre, in realt\u00e0, la vita non \u00e8 che la somma, disordinata e casuale, degl&#8217;innumerevoli egoismi individuali, ciascuno dei quali proteso &#8212; e legittimamente proteso! &#8212; alla realizzazione dei suoi particolari fini, con poca o nessuna considerazione per l&#8217;armonia e il buon funzionamento dell&#8217;insieme, ossia della famiglia e del corpo sociale.<\/p>\n<p>Che cosa raccomanda, dunque, Tobi, a suo figlio? Primo, di onorare i genitori, da vivi e dopo che saranno morti; secondo, di compiere opere buone, e specialmente opere di misericordia verso il prossimo indigente; terzo, di astenersi dal commettere qualsiasi forma d&#8217;ingiustizia, ad esempio di frodare i propri dipendenti, o di ritardare nel corrispondere loro la giusta paga; quarto, di tenersi lontano dalla lussuria, di non correre dietro a facili amori, ma di scegliesi una brava moglie e di sposarla, e di fare attenzione che sia della propria stirpe, preferibilmente legata da vincoli di parentela; quinto, di amare i propri fratelli ed evitare le liti e le discordie con essi; sesto, di essere umile e laborioso, perch\u00e9 orgoglio e pigrizia sono la rovina della famiglia; settimo, di rispettare tutti e di non fare ad alcuno ci\u00f2 che non vorrebbe fosse fatto a lui; ottavo, di stare lontano dalle osterie e dal vizio del bere, che \u00e8 esiziale per la vita serena e ordinata; nono, di scegliersi dei buoni consiglieri e ascoltare le loro parole, qualora si trovai nel dubbio riguardo a qualcosa; decimo, di benedire Dio e affidarsi a Lui in tutto e per tutto, mettendosi sotto la sua protezione. Sono precetti pieni di buon senso, e, pur essendo molto semplici, scaturiscono da una profonda esperienza della vita. Forse le cose hanno incominciato ad andare di male in peggio, nella societ\u00e0 moderna, a partire dal momento in cui i genitori hanno smesso d&#8217;insegnare simili cose, non solo e non tanto a parole, ma principalmente con l&#8217;esempio, e si sono mostrati tolleranti verso ci\u00f2 \u00e8 sbagliato, egoistico e immorale, in none di un affetto per i figli che \u00e8 soltanto una fuga dalle proprie doverose responsabilit\u00e0 parentali. La cultura moderna, da molto tempo, ha preso a irridere le basi stesse di questa saggezza: Dio, il proprio popolo, la propria famiglia, sono diventati oggetti di scherno, o di negazione e di rifiuto mescolato a disprezzo: con quali risultati, \u00e8 sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 solo un punto, forse, che pu\u00f2 risultare ostico alla mentalit\u00e0 odierna, anche per coloro i quali condividano la <em>pietas<\/em> di Tobi nei confronti del Signore, della propria famiglia e del proprio popolo (non si pu\u00f2 dire: della propria patria, perch\u00e9 i Giudei, all&#8217;epoca, erano dispersi in esilio), e cio\u00e8 la raccomandazione di non prendere una moglie straniera, anzi, se possibile, di sceglierla nel proprio parentado. Non solo, infatti, i matrimoni misti sono divenuti, ai nostri giorni, talmente frequenti, da essere considerati pressoch\u00e9 normali, ma tale pratica nasce da una filosofia &quot;multiculturale&quot; che nessuno, neppure la grande maggioranza dei cosiddetti conservatori, si sentirebbe pi\u00f9 di contestare; anche perch\u00e9, a sua volta, essa deriva da una concezione rigorosamente individualistica della persona e dell&#8217;amore. Oggi, cio\u00e8, si d\u00e0 assolutamente per scontato che l&#8217;amore sia una faccenda privata fra due persone, e che la famiglia, in esso, c&#8217;entri poco o niente. Ci si dimentica che aver confuso amore e matrimonio, come fossero una sola ed unica cosa, \u00e8 stato un passaggio culturale relativamente recente, i cui effetti, se si vuole essere onesti, non possono essere considerati del tutto positivi. Il matrimonio \u00e8 fatto per durare, per dare stabilit\u00e0 alla famiglia e un sicuro orientamento ai figli; l&#8217;amore, e specialmente l&#8217;amore passionale e romantico, tanto caro alla cultura moderna, \u00e8, al contrario, qualcosa di estemporaneo, che non si sa quando arrivi n\u00e9 quando se ne vada, che dura quello che dura e che non pu\u00f2 essere trattenuto, qualora sia finito: con buona pace delle promesse a suo tempo scambiate, della famiglia e dei figli. Le culture nelle quali sono ancora i genitori a scegliere, o, perlomeno, a consigliare la scelta del coniuge ai propri figli &#8212; come lo era la nostra, finch\u00e9 fu una societ\u00e0 rurale e patriarcale &#8212; appaiono, alla cultura moderna, come prevaricatrici del sacro e inviolabile bene del diritto individuale alla ricerca della felicit\u00e0. Lo si vede bene, ad esempio, nel film di Ken Loach <em>Un bacio appassionato<\/em> (<em>Ae Fond Kiss&#8230;<\/em>), del 2004, che descrive la complicata storia d&#8217;amore fra un giovane figlio d&#8217;immigrati pakistani a Glasgow e una insegnante cattolica irlandese. Il regista si sforza di essere imparziale, nel mostrare i risvolti dei due diversi approcci culturali all&#8217;amore e al matrimonio (o alla convivenza), ma l&#8217;effetto, sul pubblico, \u00e8 di indirizzare tutte le simpatie verso la professoressa divorziata e la sua &quot;libert\u00e0&quot; da qualunque schema e condizionamento. Eppure, siamo certi che l&#8217;impostazione tradizionale fosse cos\u00ec sbagliata? Non \u00e8 evidente che essa ha assicurato la stabilit\u00e0 familiare per dei secoli, cosa che oggi \u00e8 solo un ricordo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apriamo a caso la Bibbia e leggiamo la prima pagina che ci capita sotto gli occhi. \u00c8 un buon metodo: non ve ne sono di migliori.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,266],"class_list":["post-23956","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-virtu-di-carita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23956","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23956"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23956\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}