{"id":23954,"date":"2018-05-28T04:07:00","date_gmt":"2018-05-28T04:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/28\/chiamatelo-tradimento-2\/"},"modified":"2018-05-28T04:07:00","modified_gmt":"2018-05-28T04:07:00","slug":"chiamatelo-tradimento-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/28\/chiamatelo-tradimento-2\/","title":{"rendered":"Chiamatelo tradimento"},"content":{"rendered":"<p>Non bisogna aver paura delle parole, non bisogna autocensurarsi per il timore di evocare fantasmi: la verit\u00e0 comincia dal linguaggio e, se siamo arrivati fio a questo punto, \u00e8 accaduto perch\u00e9 da tanto, da troppo tempo, ci eravamo abituati ad accontentarci delle mezze verit\u00e0, delle verit\u00e0 taroccate che il regime totalitario in cui viviamo, dominato dai poteri della finanza internazionale e spacciato per democrazia, ci ha rifilato per moneta buona, con perfetta ipocrisia.<\/p>\n<p>Dunque, quel che \u00e8 successo domenica, 27 maggio 2018, passer\u00e0 alla storia, se e quando sar\u00e0 possibile studiare veramente la storia (quella del 1943-45, ad esempio, non \u00e8 ancora stata studiata seriamente, e dopo settant&#8217;anni continuiamo a tramandarci una versione mitologica di essa, quella creata dai vincitori e dai servi dei vincitori), come un tradimento inaudito: il tradimento dei massimi vertici dello Stato italiano nei confronti del popolo cosiddetto &quot;sovrano&quot;. Diciamo cosiddetto e lo scriviamo fra virgolette perch\u00e9, in quel giorno, \u00e8 apparso con cristallina evidenza, a chi ancora non lo avesse capito, che il popolo non \u00e8 sovrano di un bel nulla; che il suo voto, liberamente espresso, non conta nulla; che la sua volont\u00e0 pu\u00f2 essere manipolata, anestetizzata, annullata, con un atto d&#8217;imperio, in qualsiasi momento, dai veri padroni della situazione. Che non sono di certo, diciamolo subito, i Mattarella; no: costoro sono solo gli esecutori di una volont\u00e0 superiore. La volont\u00e0 della grande finanza. I nomi e i cognomi? Draghi, Juncker, Soros; e solo in seconda battuta Merkel e Macron. Oggi non comandano pi\u00f9 gli Stati, ma la finanza: e la finanza, sia chiaro, non \u00e8 denaro, ma speculazione pura, cio\u00e8 carta straccia. Gli stessi che tengono stretti alla gola gli Stati per mezzo del debito pubblico e dei relativi interessi, sono cos\u00ec forti da imporre la loro volont\u00e0 ai popoli attuando anche, se necessario, dei <em>golpe<\/em> bianchi, senza clamore e senza spargimento di sangue. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di mandare nelle strade i carri armati, questi scenari appartengono al passato, almeno nella fase preliminare. Oggi, per fare un colpo di Stato, basta fare quel che il 27 maggio il signor Mattarella ha fatto, negando di apporre la sua firma in calce alla lista dei ministri del governo che era stata redatta dal professor Conte, grazie a settimane di sforzi e di duro lavoro dei due partiti che hanno vinto, sino a prova contraria, le elezioni politiche del 4 marzo 2018: Movimento Cinque Stelle e Lega. Negando quella firma, e negandola a causa di uno di quei nomi, quello del ministro designato per l&#8217;Economia, Paolo Savona, il presidente della Repubblica ha attuato un incruento colpo di Stato. Non ci si lasci ingannare dalla narrazione falsificata degli eventi che subito i <em>mass media<\/em> di regime hanno cominciato a distribuire al pubblico: quel che egli ha fatto non rientra nelle sue facolt\u00e0. Non \u00e8 vero che ne aveva il diritto, perch\u00e9 il suo rifiuto sarebbe stato giustificato solo da ragioni procedurali di carattere tecnico. Invece, nel suo drammatico messaggio agli italiani, Mattarella si \u00e8 diffuso a spiegare che le sue ragioni erano di ordine politico, e si \u00e8 ingolfato a descriverle dettagliatamente: la sfiducia dei mercati e il possibile danno per i risparmiatori; la vistosa e rapida risalita dello <em>spread<\/em>; perfino l&#8217;assenza dell&#8217;uscita dall&#8217;euro dal programma delle forze politiche del futuro governo.<\/p>\n<p>Non staremo qui a polemizzare punto per punto con tali argomenti addotti dal presidente Mattarella. Sarebbe troppo facile ironizzare sul fatto che lo <em>spread<\/em>, l&#8217;abbiamo imparato dopo il 2011, \u00e8 un cane che abbaia, ma non morde, e serve solo a spaventare chi ha un cuore di coniglio; che l&#8217;Italia non corre alcun rischio di <em>default<\/em>, tra l&#8217;altro perch\u00e9 l&#8217;Europa si guarda bene dal desiderare una cosa del genere, che manderebbe l&#8217;euro a catafascio; e che gli italiani sono commossi dalla sua sollecitudine verso i loro risparmi, ma non si erano accorti che il presidente si fosse preso tanto a cuore i loro interessi mentre il Monte dei Paschi di Siena o la Banca Popolare di Vicenza o le altre banche gestite in maniera criminale volatilizzavano risparmi di migliaia e migliaia di italiani. Il punto veramente grave \u00e8 l&#8217;altro, quello relativo all&#8217;uscita dall&#8217;euro e al programma elettorale. Adducendo quelle motivazioni, Mattarella si \u00e8 messo a far politica e ha lasciato cadere la maschera dell&#8217;arbitro imparziale per mostrare apertamente la sua vera natura di uomo politico che non ha, e non ha mai avuto, alcuna intenzione di fare l&#8217;arbitro, ma di scendere in campo alla prima occasione, come ora sta facendo, con un intervento scandaloso e incostituzionale, a gamba tesa. Non era mai successo che un presidente della Repubblica si spingesse fino a questo punto, o, se si preferisce, che scendesse cos\u00ec in basso: che si mettesse a far politica, a entrare nel merito delle questioni politiche, quando il suo mandato e le sue funzioni sono di tutt&#8217;altro genere. Egli deve semplicemente vigilare affinch\u00e9 i processi della democrazia si svolgano nel rispetto della volont\u00e0 popolare: questo \u00e8 il suo compito. E lui ha fatto esattamente il contrario: ha preso la volont\u00e0 popolare e l&#8217;ha calpestata con la massima disinvoltura, assumendosene tutta intera la responsabilit\u00e0. Nessuno gli chiedeva una valutazione politica sulle conseguenze della nomina del ministro Paolo Savona; nessuno gli chiedeva di vigilare affinch\u00e9 il programma elettorale delle forze politiche che hanno vinto le elezioni del 4 marzo fosse rispettato: senza contare che quel governo doveva ancora nascere e lui l&#8217;ha strangolato, non nella culla, ma ancora nel ventre di sua madre. Il che significa che ha fatto un processo alle intenzioni: ha &quot;deciso&quot; che la nomina di Paolo Savona, di per s\u00e9, avrebbe significato una sfida all&#8217;Europa e una minaccia intollerabile contro l&#8217;euro. Ha fatto tutto lui, ha deciso tutto lui, e poi se n&#8217;\u00e8 vantato. Si \u00e8 presentato ai microfoni e ha detto a milioni di italiani: voi avete votato in un certo modo il 4 marzo scorso; avete mandato a casa il Partito democratico, avete bastonato le forze europeiste, avete espresso la volont\u00e0 di un cambiamento radicale: e io, per usare l&#8217;espressione del guardacaccia del principe di Salina, ho preso la vostra volont\u00e0, l&#8217;ho masticata e ruminata, e alla fine l&#8217;ho cacata fuori, trasformata come pareva giusto a me. Io ho deciso che l&#8217;Italia non pu\u00f2, e non deve, non diciamo uscire dall&#8217;euro, ma neppure essere sospettata di voler uscire dall&#8217;euro. Io ho deciso che, per tutelare anche le intenzioni del futuro governo, quel ministro non poteva essere approvato. E l&#8217;ho fatto per tranquillizzare i mercati: cio\u00e8, per dir le cose chiaramente e per chiamare i fatti con i loro nomi, l&#8217;ho fatto per dar soddisfazione alla Banca centrale europea. Si \u00e8 pubblicamente assunto la responsabilit\u00e0 di aver ignorato e calpestato la volont\u00e0 del popolo sovrano, per essere ligio ai <em>desiderata<\/em> di Bruxelles. Ha lasciato intravedere di aver subito pressioni; e, del resto, le dichiarazioni provenienti da Bruxelles, da Berlino e da Parigi, negli ultimi giorni, erano fin troppo chiare. L&#8217;Italia \u00e8 stata minacciata, insultata, ricattata con toni da malavita organizzata; gli italiani sono stati offesi e ammoniti come un popolo d&#8217;incapaci, di buoni a nulla, di disonesti e di pasticcioni; e il futuro governo, non ancora nato, \u00e8 stato avvertito di stare bene attento a quel che avrebbe fatto. Gli Juncker, i Moscovici e tutta quell&#8217;altra spazzatura degli euroburocrati hanno osato rivolgersi al popolo italiano con gli stessi toni gi\u00e0 adoperati verso il popolo greco. Quei signori non hanno imparato niente, nemmeno la virt\u00f9 della decenza. E Mattarella si \u00e8 spaventato al solo udire il suono di quelle minacce, di quelle intimidazioni.<\/p>\n<p>Dice di aver agito come ha agito, di aver negato di apporre la sua firma sotto il nome di Savona, per il bene del popolo italiano. Si \u00e8 dimenticato che il presidente della Repubblica, in Italia, non \u00e8 un autocrate, come lo era lo zar di tutte le Russie. Nessuno gli ha mai chiesto, e nessuno gli avrebbe mai chiesto di rendere conto, di vigilare sui contenuti della politica italiana. Soprattutto, non ci risulta che egli, al momento di essere eletto, abbia giurato sulla Costituzione dell&#8217;Unione europea, e che si sia cos\u00ec impegnato a far s\u00ec che nulla, mai, mettesse in discussione l&#8217;adesione dell&#8217;Italia ad essa, nonch\u00e9 alla sua moneta. Queste sono decisioni politiche, che spettano alla politica; cio\u00e8 spettano ai partiti, al parlamento e, in ultima analisi, al popolo sovrano. Noi viviamo in una Repubblica parlamentare, non in una monarchia assoluta. Quel che \u00e8 il bene e quel che \u00e8 il male per il popolo italiano, lo decide il popolo stesso. Non lo decidono Juncker e Moscovici; non lo decide la B.C.E.; e non lo decide nemmeno il signor Mattarella. Questi ha giurato sulla Costituzione della Repubblica italiana, e si \u00e8 impegnato a difenderla, Ma non lo ha fatto; al contrario, ha fatto e sta facendo qualcosa di completamente diverso. Sta servendo gli interessi della B.C.E., a scapito della volont\u00e0 del popolo sovrano. Dovr\u00e0 renderne conto, per intanto sul piano morale, e poi, forse, anche su quello politico e giuridico. Moralmente, ha tradito il suo mandato, ha infranto il patto di fiducia esistente fra il Quirinale e i cittadini. I cittadini, dal 27 maggio 2018, sanno che l&#8217;inquilino del Colle non \u00e8 l&#8217;arbitro della politica italiana, ma \u00e8 sceso in campo per giocare una partita tutta sua. Pertanto gli italiani sanno di non avere in lui un difensore, un attento custode della loro volont\u00e0, ma una superbalia che si riserva di trattarli come tanti fanciulli incapaci di capire quel che stanno facendo e di valutare le conseguenze delle loro scelte. \u00c8 come se avesse detto che il popolo italiano \u00e8 formato da una massa d&#8217;immaturi e che, quindi, non \u00e8 degno della democrazia.<\/p>\n<p>Del resto, chi voleva capire, aveva gi\u00e0 capito di che pasta fosse fatto il presidente Mattarella e cosa ci si potesse, o non ci si potesse, aspettare da lui. La prima cosa che avrebbe dovuto fare sarebbe stata quella di affidare ai vincitori delle elezioni del 4 marzo l&#8217;incarico di formare, o di provare a formare, un nuovo governo: e i vincitori delle elezioni sono stati i partiti della coalizione di centro-destra. Questa non \u00e8 una opinione, ma un fatto. Capiamo bene che al signor Mattarella, organico al centro-sinistra per la sua formazione, la sua storia personale, la sua cultura, la sua sensibilit\u00e0, e per la sua stessa nomina, una tale soluzione non piacesse: ma il presidente della Repubblica non \u00e8 chiamato a fare quel che gli piace, ma quel che gli compete sotto il profilo istituzionale. Il centro-destra ha vinto le elezioni; e il centro-destra doveva avere la possibilit\u00e0 di formare un proprio governo, andando a cercarsi il sostegno in Parlamento. Il fatto che Mattarella non abbia seguito questa strada, avrebbe gi\u00e0 dovuto far capire quali fossero i suoi veri sentimenti e soprattutto le sue intenzioni. La sua ricostruzione della vicenda che lo ha portato a rifiutare di approvare la nomina di Paolo Savona al dicastero dell&#8217;Economia \u00e8 falsa e tendenziosa. Non \u00e8 vero che egli ha sfoggiato il massimo della buona volont\u00e0, e persino dell&#8217;arrendevolezza; e l&#8217;argomento che aveva offerto quello stesso ministero a Giancarlo Giorgetti \u00e8 non solo inconsistente, ma prova il contrario di quel che dovrebbe provare secondo lui e secondo i suoi numerosi paladini e sostenitori. Non spetta al presidente decidere chi \u00e8 degno e chi non \u00e8 degno di fare il ministro, o, almeno, non sulla base di considerazioni politiche: mentre il suo &quot;no&quot; nei confronti di Savona era solo ed esclusivamente di ordine politico. Egli ha preteso di dire ai partiti che hanno vinto le elezioni chi pu\u00f2 e chi non pu\u00f2 fare il ministro; una cosa inaudita, e che infatti non era mai accaduta. \u00c8 inutile che i soliti signori, pi\u00f9 realisti del re, ci vengano a spiegare che, in realt\u00e0, era gi\u00e0 accaduta, perch\u00e9 \u00e8 falso: non era mai accaduta in questi termini, cio\u00e8 sulla base di una valutazione strettamente politica. Mattarella ha detto &quot;no&quot; a Savona perch\u00e9 Savona \u00e8 critico nei confronti dell&#8217;euro: e non gli \u00e8 bastata nemmeno una dichiarazione di quest&#8217;ultimo, relativa al fatto che l&#8217;uscita dall&#8217;euro non \u00e8 un punto all&#8217;ordine del giorno del futuro ministero. Ma l&#8217;assoluta mancanza di imparzialit\u00e0 di Mattarella si era gi\u00e0 vista anche nei suoi numerosi interventi, durante questi tre mesi di non-governo, tutti improntati al &quot;dovere&quot;, per l&#8217;Italia, di restare nell&#8217;Unione europea e di tenersi l&#8217;euro come moneta: interventi intollerabili, scandalosi, perch\u00e9, con essi, egli ha mostrato di non considerarsi il presidente del Repubblica italiana, ma l&#8217;avvocato difensore dell&#8217;Unione europea. Ha dimostrato di avere a cuore altri interessi, di voler garantire altri assetti, che non quelli del popolo sovrano.<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 un bene che il bubbone sia scoppiato e che finalmente tutti vedano come stanno le cose. \u00c8 venuto al pettine, dopo settant&#8217;anni di ipocrisia, il nodo della sovranit\u00e0 italiana: ora si vedr\u00e0 se l&#8217;Italia ha o no il diritto di essere uno Stato sovrano, padrone di se stesso e delle sue scelte. La Repubblica italiana nasce nel 1946, ma le sue origini sono nella sconfitta del 1945 e nella guerra civile del 1943-45. Il vergognoso articolo 16 del trattato di pace di Parigi impose al governo italiano di non perseguire gli italiani che hanno tradito la Patria, servendo il nemico fin dal 10 giugno del 1940, cio\u00e8 quelli che hanno sabotato lo sforzo bellico dell&#8217;Italia e pugnalato alle spalle le forze armate e il popolo italiano. Come si vede, siamo rimasti fermi allo stesso punto: l&#8217;Italia \u00e8 tuttora governata da un classe politica di servitori dei vincitori della Seconda guerra mondiale, i quali si limitano a vigilare sui loro interessi, mentre si sforzano di far digerire al popolo italiano una serie di decisioni che non tutelano il suo interesse e il suo bene, ma l&#8217;interesse e il bene di poteri stranieri. Ogni volta che i dirigenti italiani hanno fatto qualche tentativo per sottrarsi alla servit\u00f9, \u00e8 partita una reazione: si ricordi come sono finiti Mattei, Moro e Craxi, i quali avevano una cosa in comune: l&#8217;idea che l&#8217;Italia dovesse riprendersi almeno una parte della sua sovranit\u00e0 effettiva, innanzitutto in campo economico, e poi anche in ambito politico. Che gli Juncker e i Moscovici dipingano Salvini e Di Maio come due pericolosi sovversivi, rientra nella logica delle cose. Ma che altri italiani, per i loro giochi di partito, si mettano al loro seguito, \u00e8 ripugnante. Ora si vedr\u00e0 chi \u00e8 italiano, e chi no&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non bisogna aver paura delle parole, non bisogna autocensurarsi per il timore di evocare fantasmi: la verit\u00e0 comincia dal linguaggio e, se siamo arrivati fio a<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[94,126,186,204],"class_list":["post-23954","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-angela-merkel","tag-emmanuel-macron","tag-lega-nord","tag-movimento-5-stelle"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23954","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23954"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23954\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}