{"id":23952,"date":"2008-05-13T09:03:00","date_gmt":"2008-05-13T09:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/05\/13\/la-chiamata-dellessere-agli-enti-come-lammiccare-infinito-di-vivide-stelle\/"},"modified":"2008-05-13T09:03:00","modified_gmt":"2008-05-13T09:03:00","slug":"la-chiamata-dellessere-agli-enti-come-lammiccare-infinito-di-vivide-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/05\/13\/la-chiamata-dellessere-agli-enti-come-lammiccare-infinito-di-vivide-stelle\/","title":{"rendered":"La chiamata dell&#8217;Essere agli enti come l&#8217;ammiccare infinito di vivide stelle"},"content":{"rendered":"<p>Carlo Carretto (1910-1988) \u00e8 stato uno dei testimoni dell&#8217;Essere pi\u00f9 coerenti e vigorosi del nostro tempo; le sue pagine di spiritualit\u00e0, col trascorrere degli anni (ne sono gi\u00e0 passati venti dalla sua morte) conservano intatta la loro freschezza e la loro perenne attualit\u00e0. \u00c8 uno de pochi mistici italiani del Novecento la cui voce si fa pi\u00f9 chiara e distinta, mentre si attutisce e tace il vuoto chiacchiericcio di tanti pseudo-intellettuali, di tanti vanitosi e inconcludenti &quot;cattivi maestri&quot; della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Le sue <em>Lettere dal deserto<\/em>, tanto per citare un titolo fra i molti, sono pi\u00f9 che mai vive e palpitanti per gli uomini e per le donne d&#8217;oggi, assetati di verit\u00e0 e di permanenza e delusi, se non anche nausearti, della grancassa con cui mode effimere sono state spacciate per verit\u00e0 oracolari e per grandi conquiste del pensiero.<\/p>\n<p>Figlio di contadini delle Langhe (le mitiche Langhe di Cesare Pavese e di Beppe Fenoglio) trapiantati ad Alessandria, maestro elementare e direttore didattico, era stato sospeso e inviato al confino durante la seconda guerra mondiale e infine, con l&#8217;avvento della Repubblica di Sal\u00f2, radiato dalla scuola. Finita la guerra, nel 1945 aveva fondato, con Luigi Gedda, l&#8217;Associazione Nazionale Maestri Cattolici e, nel 1946, aveva assunto l&#8217;incarico di presidente nazionale della Giovent\u00f9 Italiana di Azione Cattolica, carica che aveva tenuto fino al 1952. Uomo di idee progressiste, era stato poi costretto a dimettersi all&#8217;epoca in cui la Democrazia Cristiana aveva accentuato la sua linea politica conservatrice, cercando il sostegno parlamentare dell&#8217;estrema destra.<\/p>\n<p>Contemporaneamente erano maturati in lui una forte vocazione religiosa e un imperioso desiderio di raccoglimento contemplativo, tanto da spingerlo ad entrare nella Congregazione religiosa dei Piccoli Fratelli di Ges\u00f9, fondata da Charles de Foucauld. Dal 1954 al 1964, per dieci anni, si era ritirato nel Sahara algerino, immergendosi in una vita di preghiera e di silenzio, ma continuando a parlare al suo pubblico attraverso una serie di libri di meditazione, promananti una estatica e francescana comunione con le cose e un accorato, incessante dialogo con Dio, sentito sempre come Colui che si rivela nella concretezza del prossimo.<\/p>\n<p>Rientrato in Italia, nel 1965 aveva fondato a Spello, un Umbria, un centro di preghiera e contemplazione eremitica, che divenne un importante punto di riferimento per la spiritualit\u00e0 e per il dialogo con laici e con persone di buona volont\u00e0 di qualunque credo religioso. E nell&#8217;ermo di San Girolamo, a Spello, \u00e8 morto il 4 ottobre del 1988, festivit\u00e0 del santo da lui pi\u00f9 amato e ammirato: Francesco d&#8217;Assisi.<\/p>\n<p>Insieme al suo amico Arturo Paoli (che fece un itinerario esistenziale simile al suo, compresa l&#8217;esperienza della vita eremitica nel Sahara), Carlo Carretto \u00e8 stato un sobrio ma efficace scrittore cristiano e &#8211; un po&#8217; come Kierkegaard nell&#8217;Europa &quot;secolarizzata&quot; del XIX secolo &#8211; un testimone e un maestro di speranza; una delle pi\u00f9 nobili voci di risposta alla presunta &quot;morte di Dio&quot; annunziata da Nietzsche e, in genere, dal pensiero nichilista contemporaneo. Dio per lui, non \u00e8 affatto morto, anzi \u00e8 ben vivo nel cuore di ogni uomo: \u00e8 vivo e viene verso le sue creature, fin da prima che venissero create. Se esse non lo scorgono, \u00e8 perch\u00e9 il loro occhio non \u00e8 puro, ma reso torbido dal peccato, ossia dall&#8217;egoismo e dall&#8217;eccessivo amor di s\u00e9. Ecco dunque che, per udirne i passi e per scorgerne la luminosa presenza, gli uomini devono spogliarsi della propria presunzione e dello spirito di avidit\u00e0 che ha offuscato loro la vista.<\/p>\n<p>Scrive Carlo Carretto nel suo libro di meditazioni dal deserto <em>Il Dio che viene<\/em> (Citt\u00e0 Nuova Editrice, Roma, 1971, pp. 25-34):<\/p>\n<p><em>Dio viene sempre e noi, come Adamo, ne sentiamo i passi.<\/em><\/p>\n<p><em>Dio viene sempre perch\u00e9 \u00e8 la vita e la vita ha l&#8217;esplosivit\u00e0 della creazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Dio viene perch\u00e9 \u00e8 la luce e la luce non pu\u00f2 stare nascosta.<\/em><\/p>\n<p><em>Dio viene perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;amore e l&#8217;amore ha bisogno di donarsi.<\/em><\/p>\n<p><em>Dio viene da sempre; Dio viene sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Stasera, contemplando lo straordinario cielo del deserto, ho visto il corpo celeste pi\u00f9 lontano dalla Terra e visibile ad occhio nudo: la Nebulosa di Andromeda.<\/em><\/p>\n<p><em>Appariva come pallida luce fluorescente a forma di lenticchia allungata, tra la regolarit\u00e0 geometrica di Cassiopea e l&#8217;incomparabile diamante delle Pleiadi. Quella luce della piccola lenticchia non \u00e8 di oggi. \u00c8 di un milione di anni fa.<\/em><\/p>\n<p><em>Stasera ho visto indietro, nel tempo di un milione di anni, ossia di diecimila secoli.<\/em><\/p>\n<p><em>La luce pallida della Nebulosa, giunta al mio occhio stasera, \u00e8 partita di lass\u00f9 un milione di anni fa, alla velocit\u00e0 di trecentomila chilometri al secondo. Gi\u00e0 da allora, e senza dubbio prima di allora, dio s&#8217;era mosso per venirmi incontro.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma Andromeda \u00e8 la galassia pi\u00f9 vicina alla nostra e e gli astronomi sono ormai abituati a calcolare le distanze a decine di miliardi di anni luce che ci separano dalle altre galassie sperdute nell&#8217;immenso.<\/em><\/p>\n<p><em>Dio \u00e8 da molto tempo che si \u00e8 messo in cammino per venire a me, quando non ero nato. E con me non erano nati n\u00e9 il sole n\u00e9 la luna n\u00e9 la terra n\u00e9 la mia storia n\u00e9 i miei problemi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Quando vengo per pregare nel deserto, preparo la mia preghiera con la contemplazione delle cose. Penso proprio che il Signore le abbia messe l\u00ec per questo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non \u00e8 forse la meraviglia il primo incontro cosciente col mistero&#8217; Non \u00e8 forse nella meraviglia la prima nascita della preghiera?<\/em><\/p>\n<p><em>Non sta nel potere di meravigliarsi il primo potere di contemplare?<\/em><\/p>\n<p><em>Dicevo che quando vengo per pregare, preparo la mia preghiera col guardare il cielo e la terra.<\/em><\/p>\n<p><em>Direi di pi\u00f9. Coll&#8217;immergermi nel cielo e nella terra.<\/em><\/p>\n<p><em>Prima di iniziare il mio dialogo con Dio, Faccio la ricognizione del pezzo di terra dove Lui mi ha voluto.<\/em><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 un perditempo passeggiare, guardare, toccare, contemplare le cose.<\/em><\/p>\n<p><em>Anzi bisogna andare pi\u00f9 in l\u00e0. Vivere le cose.<\/em><\/p>\n<p><em>Non ridete se vi dico che ho fatto una scoperta su questa strada di &quot;vivere le cose&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>E la scoperta consiste nell&#8217;entrare nel gioco della creazione come nella pi\u00f9 meravigliosa e semplice strada per incontrarmi col Creatore.<\/em><\/p>\n<p><em>Intanto mi dispongo al gioco nella libert\u00e0, , nella libert\u00e0 pi\u00f9 grande che sia possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Se venissi ad esempio qui nel deserto con un bel vestito, mi sentirei subito schiavo di esso, con la solita paura di sporcarlo o di perdere la piega dei pantaloni.<\/em><\/p>\n<p><em>No, vengo con un vestitaccio che mi permetta di rotolarmi nella sabbia tutte le volte che la gioia di Dio mi prende.<\/em><\/p>\n<p><em>Se venissi con apparecchi vari, elettrodomestici, letto o cose del genere, perderei la gioia di raccogliere la legna nell&#8217;<\/em>Oued <em>e di vedere la fiamma viva tra due sassi semplici e veri come la creazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Com&#8217;\u00e8 bello far la cena in una pentola nera di fumo che, appena usata, non chiede nulla al mio tempo e che accetta di stare in un angolo silenziosa come le vecchiette di un tempo!<\/em><\/p>\n<p><em>Ma bisogna andare pi\u00f9 in l\u00e0 ancora per entrare nel gioco serio della natura.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna accettare il vento, il freddo di notte, il caldo di giorno, i disagi, la sabbia, la poca salute, le contrariet\u00e0 come discorsi usati da Dio per insegnarci la povert\u00e0 e la pazienza, e non come motivo di inutili lamenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Soprattutto bisogna il pi\u00f9 possibile tornare indietro nel tempo, vicino all&#8217;origine delle cose, quando la materia era pi\u00f9 visibile della tecnica e la bellezza dei tramonti pi\u00f9 a disposizione delle comodit\u00e0 che ci vengono dalla civilt\u00e0 del benessere.<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, cerco di entrare nelle cose come i primitivi che vivevano nella natura e della natura, e non si ponevano nemmeno il problema dell&#8217;esistenza di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Certo, non cercavano di dimostrarlo perch\u00e9 lo sentivano, Dio era l\u00e0 e &quot;il rumore dei suoi passi giungeva loro&quot; (Gen., 3, 8).<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;esistenza di Dio \u00e8 evidente a chi ne sente i passi. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Quando questa non \u00e8 ancora incominciata, l&#8217;uomo sente nella creazione &quot;il rumore dei suoi passi&quot; e come Adamo &quot;fugge dalla presenza di Jahv\u00e8-Dio&quot; e si nasconde &quot;in mezzo agli alberi del giardino&quot; (Gen., 3,8).<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 fugge&#8217; Perch\u00e9 non possedendo pi\u00f9 l&#8217;antica innocenza ha paura di stare davanti a Dio, perch\u00e9, avendo perduta l&#8217;antica trasparenza, non riesce pi\u00f9 a vederlo com&#8217;\u00e8.<\/em><\/p>\n<p><em>Qui sta il vero motivo della difficolt\u00e0 per gli uomini di tutti i tempi di vedere Dio nella creazione. Non sono pi\u00f9 semplici, non sono pi\u00f9 veri, ed \u00e8 questo che si chiama peccato.<\/em><\/p>\n<p><em>Se esiste una propedeutica alla fede da parte dell&#8217;uomo, questa lo impegna a liberarsi dal peccato che ne \u00e8 il vero ostacolo. &quot;Se non divenite piccoli, non entrerete nel regno dei cieli&quot; (Mt. 18. 3), ci dice Ges\u00f9 con forza, e il divenire piccoli significa divenire trasparenti, buoni, veri.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni passo che l&#8217;uomo fa per liberarsi dalla menzogna, dalla turpitudine, dalla violenza, dall&#8217;egoismo, dall&#8217;orgoglio, \u00e8 un passo fatto verso la visione di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Ogni sforzo a vivere la verit\u00e0, a fare il bene, a rispettare la vita \u00e8 una preparazione lontana all&#8217;avvento della luce. Ed \u00e8 certo che la luce verr\u00e0 sotto la sola spinta dell&#8217;amore di Dio, ma \u00e8 altrettanto certo che potr\u00e0 essere accolta da chi ha rinunciato ad essere tenebra.(&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco, possiamo non accoglierlo, possiamo non volere la luce. Ed \u00e8 qui il nostro vero dramma. Diamo a volte l&#8217;impressione di voler cercare Dio, lo diciamo anche, ma in realt\u00e0 non vogliamo disturbare la nostra comodit\u00e0, non vogliamo compiere gli strappi dovuti.<\/em><\/p>\n<p><em>Diciamo di voler la fede, ma senza aprire il portafoglio ai poveri, sosteniamo di cercare Cristo, ma senza impegnarci autenticamente a cambiare la nostra vita, che pur vediamo chiaramente sbagliata.<\/em><\/p>\n<p><em>Io mi sento di sfidare qualsiasi uomo che dica. &quot;Io cerco Dio e non lo trovo!&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Prova &#8211; gli direi &#8211; a fare ogni giorno tutte le tue cose nella verit\u00e0, liberati dal demone dell&#8217;orgoglio e dallo spessore soffocante dell&#8217;egoismo, sradica ogni razzismo che \u00e8 in te, accogli ogni uomo come un fratello, e&#8230; vedrai&#8230; lo vedrai!<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 vivendo l&#8217;\u00abAmore\u00bb, facendo la \u00abVerit\u00e0\u00bb,rispettando la\u00abVita\u00bb, tu vivi, fai, rispetti Dio che \u00e8 gi\u00e0 in te.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non \u00e8 che Dio verr\u00e0 in te ora che sei diventato &quot;buono&quot;. Lui c&#8217;era gi\u00e0, Lui \u00e8 gi\u00e0 venuto da sempre e viene sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma sei tu ora che lo puoi vedere perch\u00e9 hai purificato il tuo occhio, hai addolcito il tuo cuore, sei disceso dalla tua altezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ricordalo. Lui c&#8217;era gi\u00e0, Lui c&#8217;era gi\u00e0, Lui c&#8217;era gi\u00e0!<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;unica difficolt\u00e0 era che non lo vedevi.<\/em><\/p>\n<p><em>E ora, identificando vieppi\u00f9 l&#8217;amore, la luce, la vita con Lui, vedi Lui anche se avvolto ancora nell&#8217;oscurit\u00e0 di una nascita non matura ed espresso dalla misteriosa parabola delle cose create.<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque affermare che Carlo Carretto ha portato avanti, in termini di contemplazione religiosa, un discorso analogo a quello dei filosofi personalisti cristiani e, pi\u00f9 in generale, di quei pensatori che &#8211; in opposizione al nichilismo e all&#8217;esasperato soggettivismo dilaganti da Hegel in poi &#8211; hanno affermato l&#8217;esigenza di tornare alle radici della metafisica e a una riscoperta ontologica delle radici dell&#8217;Essere, sola maniera di riscoprire la ricchezza dell&#8217;alterit\u00e0 e quindi, come direbbe Levinass, per scorgere il <em>volto<\/em> dell&#8217;Altro, uscendo dal folle orgoglio di un solipsismo sempre pi\u00f9 sterile e asfittico.<\/p>\n<p>Tra questi pensatori dobbiamo ricordare Vittorio Possenti, docente presso la Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell&#8217;Universit\u00e0 di Venezia. Nel suo bel libro <em>Terza navigazione. Nichilismo e metafisica<\/em> (Roma, Armando editore, 1988, pp. 344):<\/p>\n<p><em>(&#8230;) L&#8217;architrave che collega ontologia e antropologia sta nell&#8217;assunto che il livello pi\u00f9 alto dell&#8217;essere sia l&#8217;esistenza personale, che fra tutte le modalit\u00e0 di esistenza la pi\u00f9 perfetta sia quella della persona, dove pu\u00f2 venire elevato un canto in onore dell&#8217;esistente. Qui pu\u00f2 venire in soccorso l&#8217;espressione: \u00abQualcosa di ci\u00f2 che esiste merita di continuare ad esistere\u00bb, contrariamente alle amare acque del pensiero dialettico, dove tutto ci\u00f2 che esiste merita di morire. L&#8217;atto preconcettuale di consenso all&#8217;essere ingloba un atto di accettazione-consenso alla persona.<\/em><\/p>\n<p><em>Con valide ragioni si possono accostare nichilismo speculativo e antipersonalismo, come sembra mostrato dal carattere antipersonalistico delle opere di Nietzsche, Gentile, Heidegger. Esse (&#8230;) sono filosofie del Neutro, che mettono il mora il dialogo io-tu, la comunicazione, un&#8217;ontologia dell&#8217;interiorit\u00e0 e dell&#8217;\u00abesteriorit\u00e0\u00bb nel senso di di L\u00e8vinas, che osserva. \u00abIl materialismo non sta nella scoperta della funzione primordiale della sensibilit\u00e0, ma nel primato del Neuro\u00bb. Antropologicamente il nichilismo \u00e8 cancellazione del volto. La persona ha volto, le cose sono enti senza volto. Chi non ha volto \u00e8 cosa ed \u00e8 perci\u00f2 segno di altro, mentre il volto rinvia a se stesso. Esso che non \u00e8 parte integrante del mondo inteso come la totalit\u00e0 di ci\u00f2 che accade, vale in s\u00e9 e rivela se stesso. Uno schiavo in Grecia era un<\/em> aprosopos<em>, un senza volto. Proprio questo le filosofie del Neutro intendono. Che la persona non riceve il suo significato e il suo valore dall&#8217;essere-nel-mondo. Delle due possibili definizioni dell&#8217;uomo, la definizione in base al suo rapporto con l&#8217;Essere e la Verit\u00e0, oppure a quello col Mondo, le metafisiche della persona\/interiorit\u00e0 si orientano verso la prima, capace d&#8217;altronde di includere il positivo della seconda.<\/em><\/p>\n<p><em>Ce il nichilismo teoretico col suo<\/em> oblio dell&#8217;essere <em>possa condurre all&#8217;<\/em>oblio dell&#8217;altro <em>dovrebbe apparire qualcosa di pi\u00f9 di una ipotesi&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Non vogliamo dire, con questo, che la sola autentica metafisica sia quella delle filosofie personalistiche; ma che tutte le filosofie della modernit\u00e0 (e sono la maggioranza), le quali hanno inteso ridurre la conoscenza a una produzione del soggetto pensante, hanno finito per perdere di vista la <em>concreta<\/em> dinamica del rapporto fra s\u00e9 e l&#8217;altro, per sostituirla con un <em>atto<\/em> anonimo &#8211; appunto, im-personale &#8211; del pensiero stesso (vedi, ad es., l&#8217;attualismo gentiliano e, in generale, l&#8217;idealismo in tutte le sue varianti, marxismo compreso).<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 sono derivate diverse conseguenze notevoli.<\/p>\n<p><em>La prima conseguenza<\/em>, che \u00e8 scomparso il volto dell&#8217;Altro e, specularmente, il volto del S\u00e9; \u00e8 scomparsa la relazione dall&#8217;io al tu.<\/p>\n<p>Ma, se \u00e8 scomparso il tu (e, in un certo senso, anche l&#8217;io), \u00e8 scomparsa l&#8217;unica maniera realmente <em>umana<\/em> di porre le domande alla realt\u00e0, a cominciare dalla domanda di senso. Si \u00e8 dato per scontato, cio\u00e8, che un senso non esista; anzi, per essere pi\u00f9 precisi, che non abbia alcun significato porsi una domanda del genere. E, con le varie filosofie del linguaggio (cfr. Wittgenstein), si \u00e8 giunti ad abolire la domanda stessa. <em>Bisogna imparare a tacere quello che non si pu\u00f2 dire<\/em>: tale l&#8217;approdo della &quot;saggezza&quot; di un disperato immanentismo e di un logicismo esasperato. Ma ci si \u00e8 scordati, in un certo senso, che l&#8217;essere umano \u00e8 un essere che interroga, costitutivamente, il mondo e se stesso. Di conseguenza, tali filosofie hanno tradito la natura profonda dell&#8217;essere umano, amputandola di una componente essenziale.<\/p>\n<p><em>La seconda conseguenza<\/em>, che l&#8217;essere umano ha non solo un intrinseco e inesauribile bisogno di domandare, ma anche di protendersi verso la Verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, se si abolisce la relazione concreta con l&#8217;Altro (e con quell&#8217;altro che \u00e8 in noi, ossia il S\u00e9), viene abolita ogni speranza e possibilit\u00e0 di avere la Verit\u00e0 quale testimonio del proprio domandare e quale causa finale del proprio domandare.<\/p>\n<p>Scompare il tu, scompare la relazione; scompare la relazione, scompare la domanda; scompare la domanda, scompare il principio di Verit\u00e0. Ed ecco che l&#8217;idea stessa di Verit\u00e0, intesa come istanza suprema e come senso, insieme, del nostro domandare, tramonta nel cielo del pensiero contemporaneo: \u00e8 il necessario preludio al &quot;tramonto&quot; di Zarathustra e alla trasmutazione di tutti i valori. Se non ci sono pi\u00f9 n\u00e9 la Verit\u00e0, n\u00e9 la santa aspirazione vero di essa, il mondo rimane polverizzato in cento, mille, infinite verit\u00e0 parziali e soggettive, tutte con la lettera minuscola. Ogni verit\u00e0 \u00e8 uguale a un&#8217;altra verit\u00e0 qualsiasi; sono tutte legittime e tutte pari in dignit\u00e0 gnoseologica ed ontologica. All&#8217;essere umano, quindi, non resta altro da fare che recarsi al grande supermercato delle verit\u00e0 e comprare, con buona pace e perfetta coscienza, quella che pi\u00f9 si attaglia alla propria misura.<\/p>\n<p><em>La terza conseguenza<\/em> \u00e8 un predominio sempre pi\u00f9 massiccio della conoscenza razionale e, dunque, della strapotenza tecno-scientifica.<\/p>\n<p>Il conoscere e il sapere non sono per nulla, in tale prospettiva, un fatto di ascolto e, perci\u00f2, di amore; al contrario, sono un fatto di logica formale. Ci\u00f2 che \u00e8 definibile sul piano della logica e dimostrabile sul piano della matematica, \u00e8 tutto quanto ci occorre per vivere nel mondo con piena consapevolezza e con dominio sicuro dell&#8217;esistente.<\/p>\n<p>Questa ipertrofia del pensiero razionale, considerato &#8211; a torto, secondo noi &#8211; come il punto pi\u00f9 alto e la ragion sufficiente dell&#8217;intelligenza umana, porta con s\u00e9 la svalutazione, il disprezzo e l&#8217;abbandono di tutti quegli approcci al reale che percorrono strade diverse: il pensiero creativo, la spiritualit\u00e0, la mistica, l&#8217;abbandono all&#8217;Essere inteso come atto sovra-razionale e non gi\u00e0 extra-razionale o, peggio, irrazionale.<\/p>\n<p>Eppure, a costo di apparire terribilmente &quot;sentimentali&quot;, occorre avere il coraggio di affermare ad alta voce che nessuna vera conoscenza e nessun vero sapere possono scaturire da un pensiero astratto e distaccato, che sia senza stupore e senza amore, senza senso del mistero, senza entusiasmo ed inquietudine, senza uno sguardo capace di riconoscere la bellezza.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la costellazione di Andromeda, brillando nell&#8217;aria fredda e limpidissima del deserto, parla agli uomini capaci di stupirsi, di coinvolgersi, di abbandonarsi al mistero dell&#8217;Essere, in un linguaggio tanto chiaro e distinto, quanto nessuna filosofia del <em>Logos<\/em> strumentale e calcolante potr\u00e0 mai sperare di fare.<\/p>\n<p>Dice benissimo Carlo Carretto: \u00e8 il nostro occhio che ha bisogno di snebbiarsi, per poter vedere la verit\u00e0, la bont\u00e0 e la bellezza supreme dell&#8217;Essere, che \u00e8 l\u00ec davanti a noi; anzi, che continua a venire verso di noi, dagli abissi insondabili <em>prima<\/em> dello spazio e del tempo.<\/p>\n<p>Ma se l&#8217;occhio non \u00e8 puro, noi non riusciremo mai a vedere l&#8217;Essere, pur avendolo innanzi; meglio: pur essendo immersi nello splendore della sua luce.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che invece di pretendere orgogliosamente di costruire l&#8217;immagine del reale all&#8217;interno dei nostri schemi iper-razionali, dovremmo reimparare l&#8217;umilt\u00e0 con la quale, per secoli e millenni, gli esseri umani &#8211; sia nelle societ\u00e0 &quot;primitive&quot;, sia in quelle &quot;progredite&quot; &#8211; hanno saputo riconoscere il proprio limite e porsi in ascolto dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un&#8217;impresa impossibile: basta sforzarsi di purificare il proprio occhio, i propri pensieri, la propria anima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Carretto (1910-1988) \u00e8 stato uno dei testimoni dell&#8217;Essere pi\u00f9 coerenti e vigorosi del nostro tempo; le sue pagine di spiritualit\u00e0, col trascorrere degli anni (ne<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117],"class_list":["post-23952","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23952\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}