{"id":23937,"date":"2016-07-08T02:23:00","date_gmt":"2016-07-08T02:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/08\/chi-e-il-prete\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"chi-e-il-prete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/08\/chi-e-il-prete\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 il prete?"},"content":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 il prete? Cosa attendersi da lui? Intendiamo: che cosa ci si pu\u00f2 aspettare <em>legittimamente<\/em>?<\/p>\n<p>Cominciamo da quello che il prete <em>non<\/em> <em>\u00e8<\/em>. Non \u00e8 un sociologo, anzitutto: il suo compito non \u00e8 quello di analizzare i fatti sociali o di offrire spiegazioni di carattere generale, anche se \u00e8 ovvio che possiede una certa pratica, una certa esperienza in materia. Non \u00e8 un sindacalista o un consulente del lavoro: non \u00e8 affar suo difendere il salario minimo o il posto di lavoro dei suoi parrocchiani, per quanto sia logico e naturale che si senta partecipe dei loro problemi e che soffra con loro se versano nelle angustie. Non \u00e8 un agitatore politico, tanto \u00e8 vero che, per fare politica, ha bisogno di ottenere una speciale dispensa; e, anche se vi sono stati dei politici illustri che erano anche sacerdoti, come don Sturzo, resta il fatto che la politica non \u00e8, non pu\u00f2 essere e non deve essere il normale campo d&#8217;azione del sacerdote; e ci\u00f2 per una ragione ovvia: il prete \u00e8 al servizio di tutti e non di alcuni, ma, se prende una esplicita posizione politica, inevitabilmente si identifica con quelli della sua parte e si separa dagli altri. Non \u00e8 neppure uno psicologo: anche se si trova a dare consigli, qualora richiesto, e anche se i bisogni e i malesseri della mente non sono del tutto separabili da quelli dell&#8217;anima, si tratta pur sempre di due sfere distinte e di due prospettive differenti, l&#8217;una immanente, l&#8217;altra trascendente. Infine, va detto con estrema chiarezza che il prete non \u00e8 il surrogato di alcuna figura della realt\u00e0 profana: non pu\u00f2 essere visto come un padre per l&#8217;orfano, tanto meno come un (quasi) marito per la vedova, e sia pure in senso spirituale; n\u00e9 come un assistente sociale per il povero o l&#8217;immigrato; e neppure, a maggior ragione, come un terapeuta o uno psichiatra per il depresso, per l&#8217;alcolista o per il tossicodipendente. Per ciascuno di costoro pu\u00f2 essere un valido interlocutore, una specie di amico o di fratello maggiore, per\u00f2 evitando qualsiasi confusione di ruoli. Per tutte le problematiche specifiche di tipo puramente umano, ci sono i singoli specialisti: il prete non \u00e8 chiamato a fare le loro veci, a colmare la loro assenza. Non pu\u00f2 improvvisarsi tuttologo; e, per quanto bene intenzionato, deve stare attento a non provocare guai, cosa che accadrebbe se prendesse troppo sul serio la sua parte, in ambiti ove non ha una vera competenza.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, allora, un prete? Si dice: un uomo di Dio. Certo: ma anche il monaco lo \u00e8; cos\u00ec come la suora \u00e8 una donna di Dio. Che cosa distingue il prete dal religioso? Il fatto di vivere nel mondo, immerso nella realt\u00e0 del mondo e prendendosi cura di una parrocchia. Attenzione, perch\u00e9 gi\u00e0 qui potrebbe insorgere un pericolosissimo equivoco &#8212; e, di fatto, l&#8217;equivoco si concretizza: egli \u00e8 <em>nel<\/em> mondo, ma non \u00e8 <em>del<\/em> mondo; esattamente come qualunque cristiano. Non <em>appartiene<\/em> al mondo, ma a Dio: \u00e8 Dio che lo ha chiamato e lo ha mandato <em>nel<\/em> mondo. La sua vocazione consiste in questo: andare nel mondo a predicare il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo.Vi sono dei preti che si credono indispensabili nelle cose del mondo; che si caricano di un senso esagerato di responsabilit\u00e0 per tutto ci\u00f2 che riguarda le problematiche terrene: siano esse sociali, politiche, psicologiche, e perfino economiche. Vi sono preti che, per una viscerale tendenza al buonismo, magari con forti coloriture ideologiche, cadono nel ricatto dei parassiti di professione: persone che non hanno voglia di lavorare e che vanno continuamente a bussare alla loro porta, lamentando di dover sostenere spese mediche o di altro genere, di avere mogli e figli malati, bisognosi, disperati. Ma il buonismo non \u00e8 la bont\u00e0: \u00e8 la sua versione sciocca e sbagliata. Il prete \u00e8 solidale coi poveri, ma non ha affatto il dovere di mantenerli tutti quanti in senso materiale. Non \u00e8 affar suo. Certo, \u00e8 affar suo intervenire, se qualcuno sta morendo di fame sotto i suoi occhi; ma non \u00e8 affar suoi raddrizzare tutte le storture e le ingiustizie sociali, n\u00e9 assicurare il pane quotidiano a un numero illimitato di bisognosi, veri e, non di rado, anche falsi, i quali approfittano della sua disponibilit\u00e0. Se il buon Samaritano si fosse accorto che l&#8217;uomo da lui soccorso era d&#8217;accordo coi briganti e stava recitando una commedia per scroccare la sua beneficenza (e la fantasia dei parassiti sociali \u00e8 pressoch\u00e9 inesauribile, come lo \u00e8 la loro bravura di commedianti nell&#8217;impietosire il prossimo), non solo non avrebbe pagato il conto della locanda, ma, crediamo, avrebbe preso un grosso bastone e avrebbe insegnato a quel miserabile che non \u00e8 cosa da uomini, cio\u00e8 da figli di Dio, vivere facendo la vittima di professione. Dio non ha creato l&#8217;uomo perch\u00e9 si abbassi al livello di un commediante; e non gli ha dato l&#8217;intelligenza perch\u00e9 l&#8217;adoperi allo scopo di far lavorare gli altri al suo posto, facendosi mantenere gratis.<\/p>\n<p>E ora vediamo che cosa il prete <em>\u00e8<\/em>. Vi abbiamo appena accennato: \u00e8 un <em>chiamato<\/em>; un chiamato da Dio. \u00c8 un uomo che ha avuto una vocazione speciale, preziosissima, insostituibile: essere discepolo attivo di Cristo, diffondere il Vangelo, amministrare la Penitenza e l&#8217;Eucarestia: cio\u00e8 assolvere (o non assolvere) e comunicare con il Corpo e il Sangue di Cristo i fratelli credenti. Non \u00e8 un uomo come gli altri; la sua non \u00e8 una professione come le altre (e che pena, vedere dei preti che cercano di mimetizzarsi nella folla, evitando di vestirsi da prete); \u00e8 un unto del Signore, un <em>alter Christus<\/em>, quando \u00e8 nell&#8217;esercizio solenne delle sue funzioni. Come uomo, \u00e8 una povera creatura peccatrice, come tutte le altre; ma come sacerdote consacrato, \u00e8 un altro Cristo, con l&#8217;immenso potere di dare o negare la riconciliazione con Dio, e di celebrare il rinnovarsi del Sacrificio di Ges\u00f9 per tutti gli uomini. Il suo ministero \u00e8 cosa essenziale alla salute delle anime: anche se molti lo odiano, \u00e8 certo che, senza di lui, la societ\u00e0 sarebbe perduta. Lasciate gli uomini per vent&#8217;anni senza un prete, diceva il santo Curato d&#8217;Ars, e si metteranno ad adorare le bestie. Perci\u00f2, il prete non deve avere il minimo complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 nei confronti del mondo. Non deve pensare che, siccome non lavora come gli altri uomini, n\u00e9 deve mantenere una famiglia, n\u00e9 occuparsi di una moglie e dei figli, vale meno degli altri uomini; non deve sentirsi in colpa per il fatto di avere responsabilit\u00e0 diverse da quelle dei comuni fedeli. Con tutto il rispetto dovuto agli sposi, perch\u00e9 anche il matrimonio \u00e8 un sacramento, resta il fatto che la sua vocazione \u00e8 superiore a quella del matrimonio: lo sposo si vota al bene del coniuge e della sua famiglia; il prete si vota al bene di tutti. Siamo convinti che, dietro il fenomeno dei pereti-operai, ci fosse, almeno in alcuni casi, anche un certo senso di colpa nei confronti della condizione operaia. Ora, con tutto il rispetto dovuto a quella scelta, \u00e8 certo che il prete, per poter assistere spiritualmente i suoi fratelli, non deve, per forza, andare a lavorare in fabbrica, cos\u00ec come non \u00e8 necessario che vada in miniera, sui pescherecci, nei cantieri edili o nelle aziende agricole: perch\u00e9 mai dovrebbe farlo? Per essere pi\u00f9 vicino ai lavoratori? Ma il suo compito non \u00e8 quello di correre dietro ai cristiani, bens\u00ec di costituire, per essi, un costante punto di riferimento, non come uomo, come singolo individuo, ma come <em>alter Chrtistus<\/em>, cio\u00e8, appunto, come sacerdote. E il luogo da dove pu\u00f2 abbracciare, nel modo pi\u00f9 idoneo, tutti i fedeli della parrocchia, \u00e8 la chiesa: non la fabbrica, o la miniera, o la flotta peschereccia. Ma, si dir\u00e0, anche Ges\u00f9 andava a cercare gli uomini nelle loro case, compresi i peccatori. Vero: andava nelle loro case, ma non si recava al lavoro nei loro vigneti, non andava a pascolare le loro greggi. Il che non lo faceva sentire in colpa, non lo induceva a sentirsi un privilegiato: semplicemente, per poter recare agli uomini il Vangelo, aveva bisogno della sua libert\u00e0 di movimenti. In particolare, aveva l&#8217;assoluta necessit\u00e0 di poter disporre del tempo per la preghiera: e, anche se lo rubava sovente al sonno, mentre gli altri dormivano, quello della notte non gli era sufficiente. Ges\u00f9 pregava moltissimo e raccomandava ai suoi discepoli di fare altrettanto, perch\u00e9 solo con la preghiera il cristiano rimane intimamente legato a Dio Padre: per il credente, la preghiera non \u00e8 un lusso, ma una necessit\u00e0 vitale. \u00c8 dalla preghiera che Ges\u00f9 attingeva la forza, la serenit\u00e0, il coraggio per fare sempre, pienamente, sino in fiondo, cio\u00e8 sino alla morte di croce, la volont\u00e0 del Padre. I preti che si occupano di mille cose, che si affaccendano in mille iniziative e attivit\u00e0, per quanto in se stesse lodevoli, ma non trovano il tempo di pregare, sono dei cattivi preti. Peggio: sono dei falsi preti; perch\u00e9 un prete che perde la connessione con Dio non \u00e8 pi\u00f9 un prete. Sar\u00e0 (forse) un buon sociologo, psicologo, sindacalista, eccetera; ma non sar\u00e0 mai un buon prete. \u00c8 solo pregando che il prete riceve da Dio i doni soprannaturali che gli consentono di rispondere positivamente alla chiamata; senza la preghiera, egli viene sopraffatto dalla sua umana fragilit\u00e0 e, non di rado, cede alla tentazione della superbia. La forma pi\u00f9 esecrabile di superbia \u00e8 quella di cercare l&#8217;approvazione e l&#8217;ammirazione dei parrocchiani, attirando la loro attenzione sulla propria persona e annunciando il Vangelo secondo la propria interpretazione. Ma questo lo fanno, semmai, i pastori protestanti; e ci\u00f2 perch\u00e9 non credono alla missione speciale del sacerdote (dottrina luterana del sacerdozio universale dei credenti) e perch\u00e9 negano al Magistero ecclesiastico la sola, retta interpretazione della Bibbia (dottrina luterana della libera interpretazione delle Scritture). Vero \u00e8 che, da alcuni anni, si assiste a uno sconcertante fenomeno di protestantizzazione del clero e della Chiesa cattolica. Poco a poco, idee e pratiche protestanti sono passate nella liturgia, nella pastorale e perfino nella dottrina cattolica. La tendenza di certi preti a vedere l&#8217;Eucarestia come una sorta di <em>commemorazione<\/em> dell&#8217;Ultima Cena, ad esempio, si configura come un vero e proprio cambiamento della dottrina, cio\u00e8, per chiamar le cose col loro nome, apostasia. Quei (cattivi) preti cattolici che invitano i fedeli a rivolgere meno devozioni ai Santi e alla Madonna, non parlano pi\u00f9 del peccato e della Grazia, e presentano Ges\u00f9 come un predicatore di giustizia puramente umana, stanno trascinando i fedeli nell&#8217;apostasia, cio\u00e8 stanno tradendo atrocemente la loro divina vocazione.<\/p>\n<p>Riportiamo qui una riflessione di Antonio Cunial (Possagno, 1915-Lourdes, 1982) &#8211; anche se non condividiamo tutto di essa, come l&#8217;accenno al Vaticano II e al Cardinale Suhard -, che fu vescovo di Vittorio Veneto dal 1970 alla morte (A. Cunial, <em>Il prete: uomo di preghiera<\/em>, ritiro spirituale ai sacerdoti, 12-13\/09\/ 1979, in: <em>Una vita per la Chiesa<\/em>, Vittorio Veneto, TIPSE, 1985, pp. 43-45):<\/p>\n<p><em>CHI \u00c8 IL PRETE? Quante volte in questi anni abbiamo sentito e letto tale domanda, in riferimento alla identit\u00e0, all&#8217;essere e all&#8217;attivit\u00e0 del prete. Le risposte, sappiamo, sono di fatto varie, da parte degli scrittori. Chi sottolinea un aspetto, chi un altro della realt\u00e0 sacerdotale, riducendo il prete ad &quot;uno come gli altri&quot;. Noi troveremo la genuina figura e missione del prete nella parola di Dio, nella dottrina della Chiesa, nella vita dei pastori santi. Non prenderemo mai abbastanza in mano il testo del Concilio e dell&#8217;insegnamento pontificio a ben conoscere la identit\u00e0 del prete.<\/em><\/p>\n<p><em>Sappiamo che il prete \u00e8 stato inventato dall&#8217;Amore divino; \u00e8 un chiamato, consacrato, mandato ad essere ministro e dispensatore dei divini misteri. Il prete \u00e8 investito, come attraversato dal mistero di Cristo Sacerdote, che lo grande per responsabilit\u00e0, lo rende padre nello spirito, pastore delle anime. Il prete &quot;\u00e8 come un dono concesso dall&#8217;alto, da Dio, e invocato dal basso, dall&#8217;angoscia degli uomini&quot; (Card. E. Suhard). Il prete \u00e8 &quot;un uomo che tiene le veci di Dio, un uomo rivestito di tutti i poteri di Dio&quot; (S. Curato d&#8217;Ars), a trasmettere l&#8217;azione di salvezza di Cristo, seguendone l&#8217;esempio, Lui che fu il perfetto religioso del Padre.<\/em><\/p>\n<p><em>IL PRETE \u00c8 PER IL SACRIFICIO. Partendo dal genuino fondamento della realt\u00e0 sacerdotale, alla domanda: chi \u00e8 il prete?, conviene pure la risposta: \u00e8 un uomo di preghiera. S. Agostino, in materia, conclude: &quot;Il sacerdote \u00e8 per il sacrificio&quot;; l&#8217;Eucarestia \u00e8 l&#8217;atto pi\u00f9 alto e perfetto di culto e di amore al Padre. Non sempre il prete \u00e8 compreso e accettato per quello che il Signore lo ha stabilito. Il Card. Suhard, ancora, osserv\u00f2: &quot;Fino alla fine del mondo il prete sar\u00e0 il pi\u00f9 amato e il pi\u00f9 odiato degli uomini, il pi\u00f9 incarnato e il pi\u00f9 trascendente, il fratello pi\u00f9 vicino a noi e l&#8217;unico avversario&quot;. Noi per\u00f2 vogliamo essere veri preti, quindi anche uomini di preghiera. Dobbiamo farci particolarmente attenti su questo punto; ci richiama allo scopo Giovanni Paolo II nella Lettera di Gioved\u00ec Santo scorso. Afferma il papa: &quot;Forse negli ultimi anni &#8212; almeno in certi ambienti &#8211; si \u00e8 discusso troppo sul sacerdozio, sull&#8217;identit\u00e0 del sacerdote, sul valore della sua presenza nel mondo contemporaneo ecc., ed al contrario si \u00e8 pregato troppo poco. Non c&#8217;\u00e8 stato abbastanza slancio per realizzare lo stesso sacerdozio mediante la preghiera, per rendere efficace il suo autentico dinamismo evangelico, per confermare l&#8217;identit\u00e0 sacerdotale. \u00c8 la preghiera che indicalo stole essenziale del sacerdozio; senza di esso questo stile si deforma. La preghiera ci aiuta a ritrovare sempre la luce, che ci ha condotti fin dall&#8217;inizio della nostra vocazione sacerdotale, e che incessantemente ci conduce, anche se talvolta sembra perdersi nel buio. La preghiera ci permette di convertirci continuamente, di rimanere nello stato di tensione costante verso Dio, che \u00e8 indispensabile se vogliamo condurre gli altri a Lui. La preghiera ci aiuta a credere, a sperare, e ad amare, anche quando la nostra debolezza umana ci ostacola&quot; (Novo Incipiente, 10).<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo bisogno di preti autentici, sullo stampo di Ges\u00f9, che trasmettono l&#8217;Amore di Ges\u00f9, del quale gli uomini hanno fame e sete. Preti ricolmi dello spirito del Signore, e capaci di spendersi nella volont\u00e0 del Padre per i fratelli. Preti, se si vuole, anche dotti, capaci di fare schemi e rilievi; ma soprattutto preti che abbiano per recapito il Tabernacolo, che sappiano adorare, impetrare, espiare, insomma preti impastati di preghiera.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 il prete? Cosa attendersi da lui? Intendiamo: che cosa ci si pu\u00f2 aspettare legittimamente? Cominciamo da quello che il prete non \u00e8. 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