{"id":23935,"date":"2018-10-01T07:09:00","date_gmt":"2018-10-01T07:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/01\/chi-e-davvero-vivo-e-chi-e-davvero-morto\/"},"modified":"2018-10-01T07:09:00","modified_gmt":"2018-10-01T07:09:00","slug":"chi-e-davvero-vivo-e-chi-e-davvero-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/10\/01\/chi-e-davvero-vivo-e-chi-e-davvero-morto\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 davvero vivo e chi \u00e8 davvero morto"},"content":{"rendered":"<p>Per due volte, a distanza di otto secoli entrambe le volte, nell&#8217;821 e nel 1599, il corpo di Santa Cecilia \u00e8 stato riesumato dal sepolcro, la prima da papa Pasquale I, la seconda sotto il pontificato di Clemente VIII: ed entrambe le volte esso venne trovato incorrotto. Un miracolo? Lo si giudichi come si vuole; certo, un fatto che va contro tutte le leggi a noi note della biologia e della fisiologia. Un corpo umano non pu\u00f2 conservarsi intatto per pi\u00f9 di qualche giorno, dopo che ha cessato di vivere, a meno che venga imbalsamato o comunque trattato con apposite tecniche e procedure di conservazione. I credenti non hanno, o non dovrebbero avere alcun timore di adoperare la parola &quot;miracolo&quot;: il concetto che quella parola designa, non li spaventa e non li intimidisce. Se ci\u00f2 accade, vuol dire che la cultura moderna, con il suo naturalismo e il suo razionalismo scettico, \u00e8 penetrata cos\u00ec a fondo nella loro mente, che li ha resi dei credenti nominali: infatti, chi si rifiuta di ammettere la possibilit\u00e0 del miracolo, di certo non \u00e8 pi\u00f9 un vero credente. Uno scienziato pu\u00f2 essere scettico e materialista, credere solo alla scienza e rifiutare di credere ad altro; d&#8217;altra parte, nulla vieta che uno scienziato creda alla scienza per ci\u00f2 che \u00e8 di competenza della scienza, e allo stesso tempo sia un uomo di fede perch\u00e9 crede in Dio e, quindi, crede anche nella possibilit\u00e0 del miracolo: la fede, per lui, \u00e8 superiore all&#8217;umano conoscere, n\u00e9 la fede contraddice la ragione, semplicemente la supera. Un credente, invece, in quanto credente non esclude, per principio, la possibilit\u00e0 del miracolo: se lo facesse, non sarebbe pi\u00f9 un credente, ma un razionalista irreligioso, un materialista e un naturalista .<\/p>\n<p>Cos\u00ec ricorda quell&#8217;episodio il giornalista e scrittore Willy Pocino nel suo libro <em>Le curiosit\u00e0 di Roma<\/em> (Roma, Newton Compton Editori, 1985, 2005, pp. 96-98):<\/p>\n<p><em>Papa Pasquale I (817-824) da tempo faticosamente cercava i resti di Santa Cecilia per deporli, come quelli di altri martiri, in luogo pi\u00f9 sicuro, entro la cerchia delle mura, perch\u00e9 le scorrerie saracene esponevano a troppi pericoli i cimiteri extra urbani. Finch\u00e9 una domenica mattina in San Pietro, colto da sopore mentre pregava, gli apparve, come in una visione, la giovane Santa, che lo esortava a continuare le ricerche delle sue spoglie e lo guidava verso il luogo dove finalmente le avrebbe trovate. Ed infatti, poco dopo, nel Cimitero di S. Callisto torn\u00f2 alla luce il suo corpo rimasto miracolosamente intatto, avvolto nella veste candida trapunta d&#8217;oro, cos\u00ec come lo aveva pietosamente composto papa Urbano I (222-230).<\/em><\/p>\n<p><em>Questo evento \u00e8 narrato in un affresco del XII secolo conservato nella Basilica di S. Cecilia in Trastevere, riedificata dallo stesso Pasquale I per accogliere la tomba della martire.<\/em><\/p>\n<p><em>Sebbene deteriorato dal tempo, questo affresco rivela ancora delicatezza di immagini, eleganza di linee, musicalit\u00e0 di ritmo compositivo, vivacit\u00e0 narrativa. Tutti elementi propri della pittura romanica nell&#8217;Urbe ancora legata alla tradizione classica.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il fascino maggiore di questo affresco \u00e8 la suggestione del miracolo che guid\u00f2 l&#8217;ignoto pittore a rievocare quella visione e il ritrovamento del corpo intatto della santa. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nel corso di una ricognizione effettuata nell&#8217;antica basilica di Santa Cecilia in Trastevere il 20 ottobre 1599 (alla quale furono presenti, tra gli altri, due grandi studiosi, Cesare Baronio e Antonio Bosio), fu rinvenuto il corpo della santa in perfetto stato di conservazione, come gi\u00e0 lo aveva trovato papa Pasquale I nel IX secolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Cardinale Paolo Emilio Sfondrati, per tramandare ai posteri il ricordo di questo avvenimento, che aveva commosso tutta Roma, incaric\u00f2 lo scultore ticinese Stefano Maderno di eseguire una statua che raffigurasse la Santa nella stessa posizione in cui era stata trovata nella sua antica arca di cipresso. E il Maderno la raffigur\u00f2 riversa sul fianco destro come abbandonata in un sonno profondo, col volto girato verso terra, nascosto nella massa dei lunghi capelli. E il collo reca il segno del martirio. Ma le mani semiaperte, le forme morbidamente modellate hanno palpiti di vita. \u00c8 come se lo scultore avesse animato la sua creazione col soffio vitale della sua stessa anima.<\/em><\/p>\n<p><em>Dal 1601 la statua appare sotto l&#8217;altare maggiore della chiesa, tra preziosi marmi policromi<\/em>.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una sola parola per definire la statua del Maderno, che riproduce fedelmente il corpo della Santa, cos\u00ec come fu rinvenuto al momento della sua riesumazione: commovente. Vi sono un tale pudore, una tale castit\u00e0, una tale grazia, una tale dolcezza in quel giovane corpo abbandonato, con la testa girata verso terra, senza dubbio perch\u00e9 era scivolata in quella posizione dopo essere stata posata sul collo, cos\u00ec lievemente che il segno della decapitazione sembra quasi una sottile catenina indossata a mo&#8217; di collana, da lasciare profondamente commossi. La morte stessa, una morte violenta, portata dalla mannaia del carnefice, pare che non abbia osato infierire contro di lei; pare che abbia avuto vergogna delle triste missione che doveva compiere, e che abbia trattato quel corpo con estremo rispetto, come un fiore reciso che si pone nel vaso con ogni riguardo, affinch\u00e9 i suoi petali non si sciupino e non subiscano la pi\u00f9 piccola offesa. In altre parole, sembra che la Santa sia viva: sembra che sia solo addormentata, con pudore, ma nello stesso tempo con abbandono, come potrebbe capitare a una fanciulla, a una semplice bambina sorpresa dal sonno, a cui non ha saputo resistere. E sorge, a questo punto, un interrogativo, una domanda di portata universale, osservando quel fragile corpo di una morta che pare ancor viva, a distanza di secoli e secoli da quando la sua anima \u00e8 volata via da quelle povere membra inanimate: chi \u00e8 veramente vivo e chi \u00e8 veramente morto, dopotutto? Che vuol dire vivere, che vuol dire morire? Noi siamo vivi, e lei \u00e8 morta? Ma ne siamo proprio sicuri? Non \u00e8 forse vero che vive colui che vive per sempre, ed \u00e8 quasi come se fosse morto colui che si avvia a morire? Una persona, morendo, sparisce nel nulla, oppure incomincia a vivere nella dimensione dell&#8217;eternit\u00e0? E finch\u00e9 una persona \u00e8 viva, qui, sulla terra, ma insidiata da ogni parte dalla possibilit\u00e0 di morire, in qualsiasi momento e per le cause pi\u00f9 varie, talvolta le pi\u00f9 banali, si pu\u00f2 dire che sia realmente viva? Non \u00e8 forse viva in maniera precaria, in maniera provvisoria, in maniera temporanea? Non \u00e8 viva nel senso che le viene concesso di vivere ancora per un poco, per qualche anno, o forse appena per qualche giorno, per qualche ora? Ma questa specie di vita sempre appesa a un filo, sempre minacciata da cento imprevisti, si pu\u00f2 considerare &quot;vita&quot; in senso assoluto? Non \u00e8 forse pi\u00f9 vita quella dei trapassati, che sono morti alla vita terrena, ma sono nati alla vita eterna?<\/p>\n<p>Vale la pena di rileggersi un pensiero di santa Teresina di Lisieux, della quale oggi ricorre la memoria; alla sorella Celina (suor Genoveffa) scriveva, nel gennaio del 1889: <em>Che possono importare a noi le cose di questa terra? Sarebbe forse la nostra patria questo FANGO, cos\u00ec poco degno di un&#8217;anima immortale? E che c&#8217;importa a noi che degli uomini miserabili vadano mietendo le MUFFE che spuntano su questo fango. Quanto pi\u00f9 il nostro cuore abita in cielo, tanto meno sentiamo tutte queste PUNTURE di spillo<\/em>&#8230; Queste sono le parole di un&#8217;anima realmente viva; talmente viva da respingere lo scaldino con cui le sorelle volevano confortare il suo povero corpo sofferente di tisica, nel freddo dell&#8217;inverno, dicendo che in Paradiso si va con le spine e i dolori, non con lo scaldino. Il segreto della vita \u00e8 tutto l\u00ec: nel non temere la morte. Come scriveva san Francesco, <em>nel Cantico delle creature<\/em>: <em>Laudato si&#8217; mi&#8217; Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente p\u00f2 scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali; \/ beati quelli che trovar\u00e0 ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no &#8216;l farr\u00e0 male.<\/em> \u00c8 la &quot;morte secunda&quot;, cio\u00e8 la morte dell&#8217;anima, che deve far paura, <em>da la quale nullu homo vivente po&#8217; scappare<\/em>. Ma gli uomini moderni hanno invertito i termini della questione: hanno paura della morte, pur sapendo che \u00e8 inevitabile; la rifiutano, la odiano, la temono, la maledicono, la insultano, come fosse una ladra che viene a sottrarre qualcosa che appartiene loro: e si dimenticano che la vita non \u00e8 una propriet\u00e0 umana, che nessuno se la pu\u00f2 dare da solo e nessuno la pu\u00f2 prolungare oltre un certo limite. Dimenticano che la vita fisica \u00e8 una condizione provvisoria, e che quindi vale la pena di fare i conti con la sua fine inevitabile e anche con ci\u00f2 che la precede, la malattia e la vecchiaia; e concentrare l&#8217;attenzione su quello che non passa, ma dura in eterno: la vita dell&#8217;anima. S&#8217;illudono di poter vivere in eterno perch\u00e9 sono invidiosi di Dio: <em>Non morirete, ma i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio!<\/em>, dice il serpente a Eva, per indurla a trasgredire il solo divieto posto da Dio a lei e al suo uomo nel Giardino terrestre, mangiando i frutti dell&#8217;albero proibito, quello della conoscenza del bene e del male. E lei ci casca in pieno, e convince a mangiarne anche Adamo: perch\u00e9 sono invidiosi di Dio, vorrebbero essere come Lui, cio\u00e8 poter vivere in eterno. Certo, nell&#8217;uomo esiste il desiderio di vivere per sempre: ma egli deve saper interpretare tale desiderio istintivo. Non lo si pu\u00f2 prendere alla lettera, perch\u00e9 tutte le creature che nascono, devono anche morire; tutte le creature sono mortali, altrimenti non sarebbero creature. Dunque, il desiderio di vivere per sempre non pu\u00f2 essere preso alla lettera, non pu\u00f2 costituire una norma di vita: e chi lo prende alla lettera e ne \u00e8 ossessionato, costui vive come un pazzo, perch\u00e9 \u00e8 da folli non accettare l&#8217;idea della propria fine naturale. Certo, siamo in buona compagnia, perch\u00e9 tutta la civilt\u00e0 moderna si fonda su questa follia, su questo rifiuto irrazionale della morte fisica: ma una follia, anche se condivisa da milioni e milioni di persone, a cominciare dai cosiddetti intellettuali, dai quali ci si aspetterebbe &#8212; a torto &#8212; un po&#8217; di saggezza al di sopra della media degli uomini, resta ancora e sempre una follia, n\u00e9 cessa di essere tale per il gran numero di persone che la condividono. Bisogna saper interpretare il desiderio di immortalit\u00e0 e capire che esso \u00e8 un richiamo alla nostra vera essenza, quella interiore, fondata nella dimensione dell&#8217;eterno, alla quale apparteniamo non con il nostro povero corpo di fango, destinato a dissolversi, ma con la nostra parte immortale: l&#8217;anima.<\/p>\n<p>Il rifiuto della mortalit\u00e0 si accompagna al rifiuto della sofferenza. Per l&#8217;uomo moderno, sono le due grandi maledizioni contro le quali ha deciso di lanciare la sua crociata. \u00c8 incredibile che la Chiesa cattolica, la quale per duemila anni ha fedelmente custodito questa idea essenziale e indispensabile alla vita buona, che cio\u00e8 la sofferenza non \u00e8 un male in s\u00e9, ma una vera benedizione, se vissuta secondo il volere di Dio e a Lui offerta come un pegno di amore, a partire da alcuni decenni ha tradito la verit\u00e0 e alcuni suoi rappresentanti hanno iniziato a diffondere un&#8217;idea perniciosa e del tutto falsa della sofferenza, coincidente con ci\u00f2 che di essa ha sempre pensato il mondo. E pazienza finch\u00e9 simili eresie le dice un laico, pur travestito da prete, come Enzo Bianchi; ma \u00e8 di una gravit\u00e0 inaudita che le dica il papa in persona, per bocca del signore argentino che siede indegnamente sulla cattedra di san Pietro, il quale non si \u00e8 vergognato di dire pi\u00f9 volte, perfino di fronte a dei bambini, ai quali ha dato scandalo, che nessuno sa perch\u00e9 si soffre, e che bisogna diffidare di chiunque dica di saperlo. Tanto valeva che dicesse di diffidare dei Santi, degli Apostoli e di Ges\u00f9 stesso. Ma se tutta la vita dei Santi, degli Apostoli e di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 una riposta al mistero della sofferenza! Dire quel che ha detto il signore argentino, equivale a confessare di non aver capito nulla del Vangelo, a cominciare dal perch\u00e9 Ges\u00f9 si \u00e8 offerto alla Passione, si \u00e8 fatto incoronare di spine, si \u00e8 lasciato flagellare, si \u00e8 lasciato crocifiggere, si \u00e8 lasciato trapassare il costato con la lancia. Ma siccome il signore argentino non pu\u00f2 essere cos\u00ec stupido da non aver capito nulla del Vangelo, giunto alla bella et\u00e0 di quasi ottantadue anni, e dopo sessantasei anni all&#8217;ombra della Chiesa, da quando \u00e8 entrato come novizio nella Compagnia di Ges\u00f9, rimane, purtroppo, solamente un&#8217;altra possibilit\u00e0: che egli, perduta la fede, o forse senza averla mai avuta (questo \u00e8 un mistero che Dio solo conosce), ha scelto, in piena lucidit\u00e0 e consapevolezza, di servire la propria smodata ambizione e di mettersi a disposizione del male, cio\u00e8 di quanti tramano nell&#8217;ombra per distruggere la fede cattolica e per trascinare milioni di fedeli nell&#8217;apostasia, senza che se ne rendano neppure conto. Senza dubbio, per uomini come lui e come Enzo Bianchi, santa Teresina di Lisieux era una povera sciocca: perch\u00e9 rifiutare lo scaldino, e perch\u00e9 fare tanto conto della sofferenza, invece di combatterla e tenerla a distanza, per quanto umanamente possibile? La risposta a queste domande, che possono nascere solo da una mente irreligiosa e da chi non vuol capire in cosa consista realmente il Vangelo, la d\u00e0 ancora santa Teresina, la quale, nello stesso periodo di tempo in cui scriveva la lettera sopra citata, scriveva anche questa: <em>Dio butterebbe all&#8217;aria il mondo per trovare la sofferenza e donarla ad un&#8217;anima sulla quale il suo SGUARDO DIVINO si \u00e8 posato con un AMORE indicibile<\/em>&#8230; Il fatto \u00e8 che lo sguardo di Dio si posa con amore indicibile su TUTTE le anime: ma sono cos\u00ec poche quelle che lo sanno ricambiare. E ricambiare lo sguardo di Dio, vuol dire accettare la Croce (<em>Mt<\/em> 16, 24-25): <em>Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.\u00a0Perch\u00e9 chi vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per due volte, a distanza di otto secoli entrambe le volte, nell&#8217;821 e nel 1599, il corpo di Santa Cecilia \u00e8 stato riesumato dal sepolcro, la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30136,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[74],"tags":[245,267],"class_list":["post-23935","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agiografia","tag-santi","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-agiografia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23935"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23935\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30136"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}