{"id":23934,"date":"2015-11-14T12:36:00","date_gmt":"2015-11-14T12:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/14\/se-tutto-il-reale-e-pensiero-chi-e-che-pensa\/"},"modified":"2015-11-14T12:36:00","modified_gmt":"2015-11-14T12:36:00","slug":"se-tutto-il-reale-e-pensiero-chi-e-che-pensa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/14\/se-tutto-il-reale-e-pensiero-chi-e-che-pensa\/","title":{"rendered":"Se tutto il reale \u00e8 pensiero, chi \u00e8 che pensa?"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto modo di discutere il fatto che l&#8217;attualismo di Gentile, come tutti gli attualismi &#8212; ad esempio, come quello di Nietzsche &#8212; \u00e8, per ci\u00f2 stesso, anche un rifiuto del criterio di verit\u00e0, per non dire dello stesso concetto di Verit\u00e0 e, dunque, inevitabilmente &#8212; e al di l\u00e0 delle stesse intenzioni del pensatore siciliano &#8211; una estrema forma di nichilismo (cfr. il nostro precedente saggio \u00abLa filosofia dell&#8217;&quot;atto puro&quot; di Gentile come limite nichilistico dell&#8217;idealismo\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 16\/05\/2008); per cui non vi torneremo sopra. Per noi, \u00e8 abbastanza evidente che una filosofia dell&#8217;\u00abatto puro\u00bb non pu\u00f2 portare che a una qualche forma di vitalismo e di panteismo e che, in definitiva, non si preoccupa di ci\u00f2 che \u00e8 vero e di ci\u00f2 che \u00e8 falso, ma semplicemente di ci\u00f2 che si deve o che non si deve fare. In questa sede, desideriamo spostare piuttosto la nostra attenzione sulle implicazioni della domanda: \u00abchi \u00e8 che pensa?\u00bb, implicazioni ineludibili in un sistema concettuale fondato sull&#8217;idea &#8212; aberrante, a nostro parere &#8212; che non sia l&#8217;essere a creare il pensiero, ma il pensiero a creare l&#8217;essere. Ed \u00e8 lo stesso discorso che si pu\u00f2 fare per la filosofia di Fichte, di Schelling, di Hegel e anche di Croce, oltre che di Gentile.<\/p>\n<p>Per Giovanni Gentile, tutti gli aspetti della realt\u00e0 si pongono come pensabili nella misura in cui possono riferirsi ad un Soggetto puro, capace di pensarli: tutta la realt\u00e0, dunque, \u00e8, per il filosofo dell&#8217;attualismo, pensiero. E tuttavia, non si pu\u00f2 eludere la decisiva domanda: se tutto il reale \u00e8 pensiero, allora chi \u00e8 che esercita tale funzione, chi \u00e8 o che cosa \u00e8 che pensa? Un pensiero senza soggetto \u00e8 una astrazione priva di significato: il pensiero \u00e8 l&#8217;atto del pensare, e l&#8217;atto del pensare, &quot;puro&quot; o non puro che sia, implica un pensatore. Per Aristotele, ad esempio, esiste un Atto puro, un pensiero del pensiero: \u00e8 Dio, che non pu\u00f2 essere altro che se stesso e non pu\u00f2 pensare altro che se stesso (per Aristotele, l&#8217;idea di un dio che sia perfetto, e che, nello stesso tempo, sia anche creatore dell&#8217;universo, \u00e8 semplicemente una impossibilit\u00e0 di ordine logico).<\/p>\n<p>Dunque, si tratta di capire se, per Gentile, il Soggetto puro \u00e8 Dio. Una risposta affermativa \u00e8 resa impossibile dal fatto che, per Gentile, l&#8217;atto del pensare \u00e8 &quot;puro&quot; nel senso che esso non \u00e8 assolutamente suscettibile di trascendersi: esso \u00e8 atto in atto, perch\u00e9 coincide con la nostra stessa soggettivit\u00e0, \u00e8 noi stessi: un dato che non si pu\u00f2 oggettivare. Non solo. Nel suo pensare, il pensiero non si imbatte in alcun oggetto che sia fuori di s\u00e9: il non-io non corrisponde a un &quot;tu&quot;, a un qualcosa di esterno, a una realt\u00e0 altra, ulteriore, ma \u00e8, semplicemente, un momento del processo dialettico: un dato che l&#8217;Io pone e che supera continuamente, pensando. E che cosa pensa, il pensiero? Pensa sempre qualcosa, perch\u00e9, per Gentile, non esiste un pensiero senza oggetto (stranamente, egli presuppone per\u00f2 un pensiero senza soggetto, o meglio, che sia soggetto di s\u00e9 stesso); tuttavia, qualunque cosa pensi, fosse pure l&#8217;universo infinito, o Dio medesimo, pensa sempre all&#8217;interno di se stesso. Perci\u00f2 l&#8217;atto del pensiero \u00e8 un atto creatore: pensare equivale a creare. E siccome il pensiero \u00e8 atto puro, cio\u00e8 atto in azione, il pensiero \u00e8 sempre pensiero in atto e quindi creazione in atto, creazione che si attua nel pensiero. Tutto \u00e8 incluso in questo pensare, niente ne risulta escluso: e la realt\u00e0 \u00e8 il pensiero sono una cosa sola, attualismo radicale, senza principio n\u00e9 fine, senza dentro e fuori, senza prima e poi. Il pensiero \u00e8 Dio: ma un dio che si risolve al cento per cento nell&#8217;attualit\u00e0 del proprio pensiero. Pertanto l&#8217;attualismo gentiliano deifica l&#8217;immanenza e finisce per risolversi in un panteismo rigoroso, in una divinizzazione di ci\u00f2 che \u00e8. Come per Spinoza, la realt\u00e0 \u00e8 pensiero, e dunque il mondo viene spiritualizzato: nondimeno, il mondo \u00e8 il tutto, l&#8217;assoluto, Dio: per cui \u00e8 vero anche che lo spirito viene &quot;materializzato&quot;. \u00c8 uno strano spiritualismo, il suo, nel quale tutti gli aspetti della realt\u00e0 &#8212; come osserva Nicola Abbagnano &#8212; si risolvono nell&#8217;atto pensante.<\/p>\n<p>Resta, comunque, insoddisfatta la domanda che ci eravamo posta all&#8217;inizio; se tutto il reale \u00e8 pensiero, chi \u00e8 il soggetto che pensa ci\u00f2 che \u00e8 pensabile?<\/p>\n<p>Questo passaggio centrale dell&#8217;attualismo gentiliano \u00e8 stato cos\u00ec sintetizzato da Domenico Massaro nel suo testo \u00abLa comunicazione filosofica\u00bb (Torino, Paravia, vol. 3, tomo A, pp. 348-9):<\/p>\n<p><em>\u00abGentile \u00e8 un pensatore radicale, nel senso che va alla radice dei problemi. E in questa attivit\u00e0 di scavo &#8212; che possiamo paragonare in qualche modo a quella di Bergson &#8212; egli trova che alla radice di ogni contenuto, dall&#8217;arte alla natura, dal finito all&#8217;infinito, c&#8217;\u00e8 sempre un punto di riferimento ineludibile: L&#8217;ATTO DEL PENSARE. Di qui la denominazione di ATTUALISMO che si suole dare al suo sistema di pensiero. Tutti gli aspetti della realt\u00e0, infatti, si pongono e sono pensabili, solo nella misura in cui possono essere riferiti a un Soggetto puro che li pensa. TUTTA LA REALT\u00c0 \u00c8, DUNQUE, PENSIERO. Ma qui bisogna fare attenzione a non confondere tale affermazione di Gentile con analoghe espressioni dell&#8217;idealismo classico, ad esempio di Hegel. Quando Gentile parla di pensiero, non si riferisce al pensato (cio\u00e8 ai contenuti del pensiero), ma ALL&#8217;ATTIVIT\u00c0 STESSA DEL PENSARE. Come scrive Emanuele Severino, l&#8217;idealismo attuali stico di Gentile compie il passo definitivo consistente nell&#8217;affermazione secondo cui &quot;la realt\u00e0 esiste nel momento e nella misura in cui essa \u00e8 presente alla coscienza, ossia nella misura in cui essa \u00e8 attualmente pensata e, dunque, contemporanea all&#8217;atto del pensiero&quot; (E. Severino, &quot;Filosofia&quot;, Sansoni, Firenze 1991, vol. II, p. 21). [&#8230;] Dobbiamo ora porci una prima domanda che riguarda la questione del SOGGETTO di tale atto del pensare. Se infatti tutta la realt\u00e0 &#8212; beninteso in senso filosofico e, dunque, concettuale, non in senso banalmente empirico, perch\u00e9 Gentile non nega l&#8217;esistenza della propria casa o degli alberi o della citt\u00e0&#8230; &#8211; si riduce all&#8217;attivit\u00e0 del pensiero, CHI \u00c8 CHE PENSA? Sono io che penso, soggetto logico e attuale di ogni contenuto. Il pensiero \u00e8, dunque, sempre il &quot;mio&quot; pensiero. &quot;Salvo per\u00f2 chiarire &#8212; come scrive F. Farotti &#8212; che il significato di &quot;mio&quot; non rimanda a un &quot;me&quot; tra gli altri, tanti &quot;me&quot;, posti nello spazio e nel tempo, cosa tra le cose (poich\u00e9 questo non \u00e8 che un io EMPIRICO, molteplice, e dunque limitato), ma un Me assoluto&quot; (F. Farotti, &quot;Il problema della religione nell&#8217;attualismo di G. Gentile&quot;, Loffredo, Napoli, 1999, p. 19). In altri termini, per Gentile il Soggetto dell&#8217;atto del pensare \u00e8 &#8212; come aveva detto Fichte l&#8217;IO PURO o trascendentale, cio\u00e8 lo Spirito universale che non si identifica con nessuno dei soggetti empirici e si riconosce come Soggettivit\u00e0 e come Attivit\u00e0 pura, condizione di ogni altro io e di ogni altra attivit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 prodotto &#8212; arte, scienza o religione &#8212; \u00e8 figlio dell&#8217;ATTO che \u00e8 puro fare. Infatti, non c&#8217;\u00e8 nulla che possa preesistere all&#8217;attivit\u00e0 del pensiero pensante, la cui essenza consiste proprio nel fare, che \u00e8 sintesi creatrice. Tutta la realt\u00e0 pensabile \u00e8, dunque, dentro l&#8217;atto del fare, cio\u00e8 nello Spirito che \u00e8 atto puro. Tale atto puro, essendo innanzitutto un PORRE SE STESSO, viene da Gentile definito AUTOCTISI: un termine preso in prestito dalla lingua greca, che vuol dire proprio AUTOPOSIZIONE o AUTOCREAZIONE.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Per Gentile, dunque, nulla pu\u00f2 preesistere all&#8217;atto pensante. In un certo senso, la filosofia di Gentile \u00e8 una derivazione e un adattamento dell&#8217;ontologia classica. Si prenda il caso di Rosmini: tutto deriva dall&#8217;essere, tutto \u00e8 una modalit\u00e0 dell&#8217;essere; l&#8217;essere \u00e8 il sentimento fondamentale, una forma a priori della sensibilit\u00e0, che fa da presupposto ad ogni atto del conoscere. Ma egli distingue fra l&#8217;essere degli enti e quello di Dio; fra il pensiero finito e quello infinito. Gentile non opera con sufficiente chiarezza .- a nostro avviso &#8211; una simile distinzione, perch\u00e9 nega, appunto, che vi sia qualche cosa di anteriore al pensiero: se egli distinguesse realmente, nettamente, fra il pensiero dell&#8217;ente finito e quello dell&#8217;Essere infinito, introdurrebbe un limite all&#8217;Atto pensante puro. L&#8217;atto puro, pertanto, \u00e8 &quot;condannato&quot; a vedere solo se stesso, a percepire e pensare solo se stesso, a porre solo se stesso (autoctisi): \u00e8 creatore di se stesso, sempre e solo di se stesso. Un circolo chiuso dal quale non vi \u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di uscire: come un &quot;buco nero&quot; che attira ogni cosa entro di s\u00e9 e non lascia sfuggire nulla, neppure il pi\u00f9 debole raggio di luce. L&#8217;atto puro \u00e8 ostaggio e prigioniero di se stesso, condannato a una eterna sterilit\u00e0 e autoreferenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Il punto veramente debole dell&#8217;attualismo di Gentile emerge nel rapporto dell&#8217;io pensante con gli altri io, con il &quot;tu&quot;. Pensando solo e sempre se stesso, l&#8217;Atto puro non pu\u00f2 pensare, a rigore, degli altri &quot;io&quot;: se lo facesse, uscirebbe da se stesso; ma abbiamo visto che questo \u00e8 impossibile, perch\u00e9 il pensiero pensante non pu\u00f2 mai trascendere se stesso, non pu\u00f2 mai oggettivarsi. Se si trascende, se si oggettivizza, allora non \u00e8 pi\u00f9 il pensiero di se stesso, ma il pensiero di qualcosa, di qualcosa che non gli appartiene, di un oggetto.<\/p>\n<p>Gentile distingue, in linea teorica, fra il Soggetto infinito e i soggetti finiti. Il primo pensa l&#8217;intera realt\u00e0, compresi i singoli &quot;io&quot;: e, nell&#8217;atto di pensarli, li &quot;pone&quot;, cio\u00e8 li crea. Cos\u00ec il Soggetto infinito, che non pu\u00f2 mai diventare oggetto a se stesso, li oggettiva, li &quot;risolve&quot;. Tuttavia, dal punto di vista dei soggetti empirici, riesce molto difficile capire come essi arrivino a &quot;conoscere&quot; e &quot;superare&quot; gli altri io, come arrivino a &quot;porli&quot;, e a &quot;unificarli&quot; mediante l&#8217;averli conosciuti. Infatti, se possiamo immaginare un dio che conosce le cose in quanto le pone, e che le pone in quanto le pensa, ci riesce pressoch\u00e9 impossibile immaginare o concepire un io empirico che &quot;conosce&quot;, &quot;pone&quot; e &quot;unifica&quot; gli altri io, dopo aver sostenuto che il pensiero non pu\u00f2 pensare altro che se stesso. A rigore, gli io finiti dovrebbero pensare esattamente allo stesso modo in cui pensa il Soggetto infinito o trascendentale: ossia creando. Ma come possono gli io empirici conoscere l&#8217;alterit\u00e0, come possono porla, come possono unificarla, se conoscere \u00e8 un atto del pensiero, e se il pensiero non pu\u00f2 pensare altro che se stesso?<\/p>\n<p>Gentile crede di superare la difficolt\u00e0 affermando che, quando un io empirico si trova davanti a un altro io, identifica e trascende la sua alterit\u00e0, e &quot;sente&quot; l&#8217;altro io come se stesso, si immerge nel suo orizzonte esistenziale, avverte i bisogni altrui come fossero i bisogni propri. Sono solo parole. La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;io non potrebbe neppure riconosce un altro io, perch\u00e9, se lo riconoscesse, dovrebbe riconoscere che vi \u00e8 qualcosa d&#8217;altro, nel proprio pensiero, oltre al pensiero stesso: un oggetto esterno. Allora cerca di eludere la difficolt\u00e0, attribuendo all&#8217;io empirico una modalit\u00e0 di pensiero che \u00e8 la stessa del Soggetto trascendentale: la creazione. In altre parole, cerca di fare di ogni singolo &quot;io&quot; un piccolo dio, moltiplicando all&#8217;infinito la facolt\u00e0 creatrice, per risolvere l&#8217;infinito problema del riconoscimento dell&#8217;alterit\u00e0, senza di che l&#8217;intera realt\u00e0 sarebbe condannata ad un solipsismo radicale, dal quale non potrebbe mai evadere. Ma se ogni io diventa un dio, allora cade la distinzione fra il Soggetto trascendentale, che pone e crea gli io particolari, e questi ultimi, che sono oggetti del Soggetto trascendentale, ma non che non possono, quanto a se stessi, avere altri oggetti al di fuori di s\u00e9.<\/p>\n<p>Da questo circolo vizioso non si esce. Uscirne con l&#8217;affermazione che i singoli soggetti possono e devono prendere atto degli altri soggetti sentendoli come propri, ponendoli, unificandoli, \u00e8 un uscirne solo verbale: una formula teoretica, cui non corrispondono contenuti reali. Nella realt\u00e0 concreta, se non si potesse pensare altro che se stessi, non si arriverebbe mai al &quot;tu&quot; e ogni cosa sarebbe illusoria, sarebbe nulla, tranne la realt\u00e0 attuale del proprio io. Gi\u00e0 il proprio io di cinque minuti fa sarebbe &quot;altro&quot;, inafferrabile, e quindi illusorio; e anche il proprio io futuro, e sia pure il proprio io fra cinque minuti. L&#8217;io non potrebbe n\u00e9 ricordare, n\u00e9 prevedere: non potrebbe fare nulla di nulla, tranne che contemplare se stesso, qui e ora, e identificare tale contemplazione con la realt\u00e0, indipendentemente dal grado di qualit\u00e0 ch&#8217;essa pu\u00f2 avere. Non vi sarebbe differenza fra la realt\u00e0 oggettiva e la realt\u00e0 sognata, perch\u00e9 la realt\u00e0 oggettiva non esiste, o \u00e8 inattingibile all&#8217;io, il quale pu\u00f2 sempre e solo attingere se stesso. La vita sarebbe sempre e solo sogno, come suggerisce Pedro Calderon de la Barca; e ciascuno di noi sarebbe sempre e solo &quot;uno, nessuno e centomila&quot;, come afferma Pirandello.<\/p>\n<p>L&#8217;attualismo di Gentile \u00e8 un super-pirandellismo, con tutti i suoi inevitabili accessori: il vitalismo assoluto (nulla esiste tranne il flusso dell&#8217;esistere), la dissoluzione dell&#8217;io, il crollo della distinzione fra vita e rappresentazione. \u00c8 una filosofia folle, alla lettera. Prenderla sul serio, significa delirare. E lo diciamo con il massimo rispetto per Gentile, che aveva, almeno, il pregio della coerenza, e che non era pensatore da fermarsi a met\u00e0 strada. Ma aveva imboccato un vicolo cieco, fin dall&#8217;inizio: partendo da Berkeley, e mescolandolo con Kant, aveva creato un <em>cocktail<\/em> indigeribile. Se non esiste nient&#8217;altro che l&#8217;atto puro, che cosa siamo e che cosa stiamo facendo noi, qui, in questo momento? Stiamo forse cercando di conoscere qualcosa? Eppure, dovrebbe essere chiaro che noi non conosciamo nulla fuori di noi, perch\u00e9 l&#8217;io come atto puro d\u00e0 solo e sempre io, e mai &quot;tu&quot;: una locuzione, questa, che piace poco a Gentile. Il quale, infatti, preferisce parlare di &quot;io&quot; al plurale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto modo di discutere il fatto che l&#8217;attualismo di Gentile, come tutti gli attualismi &#8212; ad esempio, come quello di Nietzsche &#8212; \u00e8, per<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,148,153,164,181],"class_list":["post-23934","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-friedrich-nietzsche","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-giovanni-gentile","tag-johann-gottlieb-fichte"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23934"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23934\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}