{"id":23928,"date":"2008-07-18T02:32:00","date_gmt":"2008-07-18T02:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/18\/la-tela-della-nostra-vita-e-filata-dalla-mano-altrui-cosi-come-laltrui-lo-e-dalla-nostra\/"},"modified":"2008-07-18T02:32:00","modified_gmt":"2008-07-18T02:32:00","slug":"la-tela-della-nostra-vita-e-filata-dalla-mano-altrui-cosi-come-laltrui-lo-e-dalla-nostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/18\/la-tela-della-nostra-vita-e-filata-dalla-mano-altrui-cosi-come-laltrui-lo-e-dalla-nostra\/","title":{"rendered":"La tela della nostra vita \u00e8 filata dalla mano altrui cos\u00ec come l&#8217;altrui lo \u00e8 dalla nostra"},"content":{"rendered":"<p>Osservando il mondo che ci circondata, le persone che agiscono, sperano, temono e occupano uno spazio nella societ\u00e0, umile o elevato, invidiato o disprezzato; e osservando superficialmente noi stessi, riandando al nostro passato, alle tappe della nostra carriera e della nostra vita sociale e affettiva, abbiamo l&#8217;impressione che ciascuno sia sostanzialmente l&#8217;arbitro del proprio destino, l&#8217;autore delle proprie scelte, il solo o il principalissimo responsabile del proprio successo o del proprio fallimento.<\/p>\n<p>Naturalmente sappiamo, perch\u00e9 ci \u00e8 stato detto e perch\u00e9 si accorda con il nostro buon senso, che nessun uomo \u00e8 un&#8217;isola, e che un grande influsso sulle nostre scelte \u00e8 prodotto dalle esperienze che facciamo dell&#8217;<em>altro<\/em>, nel bene o nel male. Tuttavia, ci piace mettere questa consapevolezza tra parentesi; perch\u00e9, diversamente, ci sembra che la nostra dignit\u00e0 di persone, la nostra autonomia e la stessa stima di noi verrebbero gravemente compromesse o revocate in dubbio.<\/p>\n<p>Casomai, \u00e8 quando le cose non vanno bene, e le mete che ci eravamo prefissi ci sfuggono tristemente, che ci \u00abricordiamo\u00bb dell&#8217;influsso che l&#8217;ambiente e le circostanze hanno sempre esercitato su di noi, fin dalla nascita, con il segreto intento di alleggerirci dalla responsabilit\u00e0 dei nostri insuccessi e di addolcire la pillola della nostra frustrazione e della nostra amarezza. Ma, fin quando le cose procedono nel senso da noi desiderato, \u00e8 ben difficile che ci fermiamo a valutare l&#8217;importanza che la presenza dell&#8217;altro ha esercitato sulle nostre vite, perch\u00e9 questo ci costringerebbe a condividere con lui una parte almeno del nostro senso di soddisfazione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, le cose stanno ben altrimenti.<\/p>\n<p>La tela delle nostre vite \u00e8 tessuta da innumerevoli influenze esterne, che iniziano fin dal momento del concepimento &#8211; se non da prima ancora &#8211; e alle quali partecipano, in misura alquanto diversa, migliaia e migliaia di persone, dalla mamma che ci ha allattati e cullati, fino allo sconosciuto che incrociamo per pochi istanti quasi ogni giorno, senza dedicargli una particolare attenzione e, anzi, il pi\u00f9 delle volte, tendendo a non \u00abvederlo\u00bb nemmeno. Molto pi\u00f9 di quanto non crediamo, o non ci piaccia ammettere, la sinfonia (o la cacofonia) della nostra vita \u00e8 il risultato dell&#8217;insieme di innumerevoli strumenti, che altri hanno suonato per noi, guidandoci passo passo in una certa direzione piuttosto che in un&#8217;altra; e, anche se noi ne abbiamo uditi solamente pochi in modo consapevole, \u00e8 il sottofondo d&#8217;insieme che ha creato le condizioni per indirizzarci, volta a volta, verso il punto in cui ora ci troviamo.<\/p>\n<p>Non se ne deve dedurre, per\u00f2, che noi siamo soltanto dei fantocci nelle mani di un concorso di circostanze incontrollabili &#8211; genetiche, ambientali, sociali, affettive -, perch\u00e9 la vita non \u00e8 qualche cosa di statico, e l&#8217;accumulo delle esperienze \u00e8 precisamente il mezzo grazie al quale noi riusciamo (o dovremmo riuscire) a elaborare una nostra strategia consapevole, anzich\u00e9 lasciarsi sballottare di qua e di l\u00e0 dalla corrente. Senonch\u00e9, noi diveniamo capaci di pervenire a questo stadio solo mediante l&#8217;immagine di noi stessi che ci siamo costruita, e della capacit\u00e0 di guardarla con onest\u00e0, accettandola sino in fondo: cosa che non pu\u00f2 avvenire se non passando attraverso l&#8217;immagine che di noi si sono fatti gli altri, quelli stessi che hanno cos\u00ec potentemente contribuito a plasmare e modellare il corso della nostra vita.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, dunque, un continuo scambio reciproco di influenze e di elaborazione d&#8217;immagini: degli altri su di noi e di noi sugli altri; uno scambio dinamico e incessante, per cui la nostra consapevolezza e i nostri orientamenti esistenziali vengono incessantemente rimodellati e trasformati. Ma il concetto chiave \u00e8 questo: ciascun essere umano, che ne sia consapevole oppure no, contribuisce a tessere la tela della vita di tutti gli altri, in percentuale minima o massima; tutti siamo responsabili &#8211; nel bene e nel male &#8211; di tutto e per tutti.<\/p>\n<p>Il bambino che ha subito violenze, nove volte su dieci diverr\u00e0 un orco, a sua volta, per altri bambini; il bambino che ha ricevuto molto amore, quasi certamente diverr\u00e0 un adulto amorevole nei confronti del prossimo. In altri termini, noi \u00abesportiamo\u00bb continuamente, anche se non lo crediamo e non lo vogliamo, tutto il bene e tutto il male di cui siamo portatori; tutta l&#8217;apertura e la chiusura, la generosit\u00e0 e l&#8217;egoismo, il coraggio e la paura, l&#8217;altruismo e l&#8217;egoismo, la solidariet\u00e0 e l&#8217;indifferenza, la speranza e la disperazione.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 evidente che una responsabilit\u00e0 particolare incombe su coloro che, per scelta o per caso, si trovano ad operare con dei bambini o con dei giovani; a cominciare, ovviamente, dai genitori &#8211; che esercitanoil pi\u00f9 difficile dei mestieri, per il quale non esistono corsi di abilitazione, concorsi ed esami, perch\u00e9 tutti danno per scontato &#8211; ma a torto &#8211; che, <em>in qualche modo<\/em>, crescere dei figli sia cosa relativamente semplice, <em>dato che lo fanno tutti, o quasi<\/em>. In realt\u00e0, la nostra responsabilit\u00e0 nei confronti dell&#8217;altro non si limita affatto ai bambini e ai ragazzi, e non ci investe solo nella nostra condizione di genitori, insegnanti, sacerdoti. Anche su persone adulte noi possiamo esercitare, medianti i nostri atti (e perfino mediante il solo fatto di esserci o di negarci) una influenza grandissima.<\/p>\n<p>Il rapporto fra due esseri umani, di qualunque natura esso sia &#8211; professionale o affettivo, fugace o duraturo, responsabile o incosciente &#8211; si concretizza sempre mediante una relazione <em>personale<\/em>; e pu\u00f2 accadere che, in determinate circostanze, un adulto sia pi\u00f9 fragile e pi\u00f9 influenzabile di quanto pu\u00f2 esserlo un bambino o un adolescente. Di fatto, in termini statistici sono i giovani ad essere pi\u00f9 esposti alle influenze degli adulti (sebbene possa verificarsi il contrario), il che rende particolarmente delicato il modo di porsi di questi ultimi nei confronti dei primi.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso, purtroppo ben noto alle cronache, delle violenze sessuali.<\/p>\n<p>La vita affettiva di un individuo pu\u00f2 essere pesantemente condizionata da un singolo atto compiuto da un adulto nei confronti di un bambino: ci\u00f2 \u00e8 cosa nota. D&#8217;altra parte, \u00e8 probabile &#8211; anche se non matematico &#8211; che un adulto, il quale sia portato a ricercare delle attivit\u00e0 sessuali con dei bambini, sia stato a sua volta condizionato da analoghi episodi avvenuti nella sua infanzia. Oppure pu\u00f2 darsi che egli, pur non avendo subito violenze sessuali, sia cresciuto in un clima di timore per gli adulti e di repressione sessuofobica, introiettando le tossine di quel disagio nei confronti del sesso che, poi, hanno dato i loro amari frutti nell&#8217;et\u00e0 adulta. In genere, il colpevole \u00e8 stato, a sua volta, vittima di qualcun altro o di qualche cosa d&#8217;altro: e ci\u00f2 sia detto non per minimizzare la responsabilit\u00e0 individuale, ma per ricordare che il male &#8211; cos\u00ec come il bene &#8211; non \u00e8 un insieme di atti isolati, ma un circuito, un ciclo completo (un po&#8217;, ci sia consentito il paragone, come quello dell&#8217;acqua), in cui le energie messe in gioco finiscono per entrare in circuito da una situazione all&#8217;altra, da una generazione all&#8217;altra.<\/p>\n<p>Un buon esempio di quanto stiamo dicendo &#8211; ma se ne potrebbero portare infiniti &#8211; \u00e8 riportato dallo psicologo francese Ignace Lepp (1908-1966), gi\u00e0 direttore dell&#8217;Istituto di Psicosintesi di Parigi, e del quale avevamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci in altri articoli (ad es., in <em>la pesona si realizza, se riconosce e segue la propria<\/em> vocazione, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Nel suo libro <em>Psicanalisi dell&#8217;amore<\/em> (titolo originale: <em>Psychanalise de l&#8217;Amour<\/em>; traduzione italiana di M. Villerot, Edizioni Carabba, Roma, 1965, pp. 108-111),egli riporta il seguente episodio.<\/p>\n<p><em>&#8230;Dotata di una sensibilit\u00e0 pi\u00f9 fine e di pi\u00f9 sentimentalismo, la ragazza prova il bisogno di amare e di essere amata molto pi\u00f9 intensamente di un ragazzo. \u00c8 normale che il suo slancio vada verso una \u00abamica del cuore\u00bb. Nessuno vede del male se due ragazze non possono fare a meno l&#8217;una dell&#8217;altra, se passeggiano abbracciate, si baciano, si fanno delle tenere confidenze a vice o per iscritto. Apparentemente non vi \u00e8 che del \u00abplatonico\u00bb. Pu\u00f2 anche essere vero, sebbene lo psicologo del profondo quasi sempre scopre che le carezze e i baci hanno fatto provare alle<\/em> partenaires <em>una emozione che, lui, sa essere erotica, ma che loro credono \u00abpuramente sensibile\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli amori delle lesbiche adolescenti non danno luogo, nella stragrande maggioranza dei casi, a nessuna vera fissazione omosessuale, trattandosi di amori da sostituire, da rimpiazzare. Non appena le circostanze propizie si presentano, la ragazza preferir\u00e0 senza esitare la tenerezza di un uomo a quella dell&#8217;amica del cuore. La stessa cosa avviene se i rapporti fra le due amiche sono stato esplicitamente erotici. Generalmente, \u00e8 grazie a una iniziatrice pi\u00f9 matura che si realizza il passaggio dall&#8217;amore lesbico platonico a quello erotico.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;et\u00e0 di sedici anni Susanna \u00e8 stata follemente innamorata di una sua professoressa di ventisette anni. Quando questa un giorno la baci\u00f2 sulla gota per ringraziarla di una gentilezza, trasal\u00ec di gioia e di piacere. Ogni volta che l&#8217;occasione si presentava ricercava la sua compagnia e faceva in modo che fra loro ci fossero delle carezze e dei baci. Durante le vacanze, la professoressa invit\u00f2 Susanna a fare del camping con lei, i genitori acconsentirono. Sotto la tenda divennero amanti nel modo pi\u00f9 esplicito. Ci\u00f2 dur\u00f2 una quindicina di giorni, poi con la fine delle vacanze ci fu la separazione definitiva, la professoressa essendo stata nominata in un&#8217;altra citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Ignoro se la professoressa di Susanna fosse o no una lesbica vera e sperimentata. Due anni dopo, studentessa alla facolt\u00e0 di lettere, Susanna ebbe il colpo di fulmine per una delle sue amiche che non tard\u00f2 a iniziare ai piaceri di Lesbo. Divenuta professoressa di liceo ogni anno si innamorava delle sue allieve che sapeva condurre a desiderare e ad accettare le sue carezze. Era divenuta una seduttrice estremamente abile. Si pu\u00f2 ancora parlare di abilit\u00e0? Ogni volta Susanna era sinceramente convinta che quella era la volta del \u00abgrande amore\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 anche importante sapere che Susanna non era una virago. Femminilmente graziosa, si vestiva con gusto. Non provava assolutamente ripugnanza per gli uomini ree desiderava vivamente essere amata da un uomo per potersi liberare dal suo \u00abvizio\u00bb. Avrebbe voluto sposarsi. Solamente, diceva, non sapeva attirare gli uomini soprattutto perch\u00e9 le condizioni di esistenza di una professoressa in un liceo di ragazze non fornivano che poche occasioni a degli incontri maschili. Un giorno di nuovo dolorosamente delusa per l&#8217;abbandono della sua amica, che le aveva preferito un \u00abuomo qualunque\u00bb, Susanna decide di esporre i suoi problemi a uno psicoterapeuta.<\/em><\/p>\n<p><em>Appare che da bambina Susanna era stata molto attaccata a suo padre, di cui aveva molta paura. Uomo severo, la puniva spesso per la minima mancanza. Aveva anche compreso, ancora molto giovane, l&#8217;infelicit\u00e0 di sua madre che si lamentava spesso con le amiche, in presenza della figlia, della brutalit\u00e0 e dell&#8217;incomprensione degli uomini. La piccola Susanna comincia ad avere piet\u00e0 delle donne sposate, in balia del marito-tiranno. All&#8217;et\u00e0 di sete anni la madre sorprende Susanna che guardava con un cugino della sua et\u00e0 \u00abcome sono fatti i ragazzi e le ragazze\u00bb, essa viene battuta. Dalla pubert\u00e0 la madre le ripete continuamente di fare attenzione agli uomini. Da allora comincia a cercarli e a fuggirli nello stesso tempo. Quando a sedici anni, sentiva per la prima volta il piacere erotico fra le braccia della sua professoressa, immaginava di trovarsi con un uomo. Poi divenuta essa stessa seduttrice e iniziatrice di ragazze a questi piaceri, aveva fatto in modo di non assumere unicamente il \u00abruolo maschile\u00bb: voleva anche essere desiderata e posseduta in quanto donna.<\/em><\/p>\n<p><em>Significherebbe cedere a un eccessivo schematismo considerare Susanna e le sue simili delle lesbiche \u00abnate\u00bb: non vi \u00e8 in questo caso n\u00e9 problema di geni, n\u00e9 problema di ormoni. Non mi sembra neanche che si sia autorizzati a ricorrere per spiegare un tale comportamento al determinismo psicologico. L&#8217;infanzia di Susanna e la sua educazione di adolescente avevano reso pi\u00f9 numerosi e pi\u00f9 insormontabili gli ostacoli che incontra, in quasi tutte le ragazze della nostra civilt\u00e0, lo slancio naturale verso un uomo del loro primo impulso di amore. Tuttavia, solo circostanze che bisogna considerare fortuite, hanno fatto di Susanna una lesbica. Se non avesse incontrata l&#8217;iniziatrice avrebbe fatto come tante altre: si sarebbe avviata all&#8217;amore eterosessuale pi\u00f9 o meno soddisfacente. Invece \u00e8 incontestabile che i piaceri anche imperfetti degli amori lesbici, rendono difficile alla donna di sormontare con le sue proprie forze le interdizioni inconsce all&#8217;amore di un uomo. Qualche mese di psicoterapia bastarono a Susanna per normalizzare le sue tendenze amorose.<\/em><\/p>\n<p>Susanna, dunque, abusava doppiamente della sua condizione di adulta e di insegnante, per sedurre le sue allieve e per condurle, con arti sottili, a desiderare le sue attenzioni sessuali.<\/p>\n<p>A sua volta, per\u00f2, ella era una vittima di una serie di circostanze della sua vita: il padre eccessivamente autoritario; la madre disgustata dal sesso e dagli uomini; il trauma della punizione per il suo primo, innocente gioco sessuale infantile; e infine &#8211; elemento determinante -, l&#8217;incontro con una insegnante che l&#8217;aveva spinta, decisamente, verso l&#8217;amore lesbico. Forse, a sua volta, quella giovane insegnante aveva alle proprie spalle una storia simile a quella della sua allieva; fatto sta che Susanna, divenuta ella pure insegnante nei licei femminili (una inconscia ricerca di identificarsi con quella decisiva figura della sua vita di adolescente?), divenne un&#8217;abile seduttrice, cos\u00ec come lo era stata, nei suoi confronti, la sua professoressa di liceo.<\/p>\n<p>Sullo sfondo, la mediocrit\u00e0, il perbenismo e lo squallore della provincia francese (chi ha letto qualche pagina di Bernanos, di Julien Green o anche di Simenon, potr\u00e0 capirlo meglio), che \u00e8 poi la provincia tipica della nostra societ\u00e0 post-moderna: opaca, smorta, ipocritamente \u00abrispettabile\u00bb, ma percorsa dal sotterraneo fremito di invidie e rancori inconfessabili e di brame disordinate d&#8217;ogni genere: per il denaro, per il potere, per il sesso. Una provincia che \u00e8 un luogo dell&#8217;anima, una <em>terra desolata<\/em> dove non crescono fiori, ma solo cardi e arbusti spinosi; dove la gentilezza, la solidariet\u00e0, la benevolenza sono piante esotiche e sconosciute, e dove tutto quello che conta sono il decoro formale e le apparenze. Un luogo, insomma, dove ci si pu\u00f2 sentire terribilmente soli e, inoltre, costantemente osservati e giudicati da quelli stessi che non si sognerebbero di muovere un dito per andare in aiuto del prossimo.<\/p>\n<p>Tuttavia, se molti scrittori e parecchi registi cinematografici hanno costruito la propria carriera nella descrizione spietata, e a volte compiaciuta, di questo sordido sottosuolo dell&#8217;anima, nondimeno dovremmo ricordare che l&#8217;efficacia dell&#8217;azione positiva, o della presenza positiva, non \u00e8 affatto minore di quella negativa; e che, in fondo, ciascuno di noi sceglie di abitate nel luogo (in senso metaforico) che ama e verso cui si sente trasportato.<\/p>\n<p>Il paesaggio spirituale, infatti &#8211; non meno di quello fisico &#8211; non \u00e8 un elemento statico e definito una volta per tutte, ma suscettibile di continue modificazioni e di aggiustamenti mirati. Di conseguenza, noi possiamo essere, in una certa misura, gli urbanisti e gli agronomi del paesaggio spirituale cui apparteniamo, immettendovi una nota di lealt\u00e0, di responsabilit\u00e0 e di sollecitudine per l&#8217;altro, in modo da lasciare irrompere un raggio di sole attraverso la densa cortina grigia delle nuvole incombenti.<\/p>\n<p>In effetti, ciascuno di noi collabora, per la sua parte &#8211; anche senza saperlo -, a quel grande cantiere aperto che \u00e8 il paesaggio spirituale complessivo entro il quale si svolgono le nostre vite; ciascuno di noi contribuisce a tessere la tela di cui esse sono fatte.<\/p>\n<p>La nostra personale convinzione \u00e8 che, al di sopra di questo incessante filare di tanti piccoli ragni, vi sia un disegno pi\u00f9 grande, dal quale il nostro volere \u00e8 chiamato a collaborare e al quale possiamo rispondere in maniera affermativa o negativa. Ogni qual volta ci soffermiamo ad ascoltare un nostro compagno di strada, lo consoliamo nelle sue difficolt\u00e0, lo incoraggiamo nei suoi turbamenti, noi diciamo <em>s\u00ec<\/em> a quel pi\u00f9 grande disegno; e ogni qual volta restituiamo male per il male ricevuto, o semplicemente riserviamo all&#8217;altro la nostra indifferenza e il nostro cinismo, \u00e8 come se noi dicessimo <em>no.<\/em><\/p>\n<p>In fondo, \u00e8 molto semplice.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, appunto, nessun essere umano \u00e8 un&#8217;isola che vive per se stessa, beatamente slegata e indifferente dal vasto mondo che la circonda, e che la pone.<\/p>\n<p>Anche per questo, non possiamo permetterci il lusso di affermare che la nostra vita \u00e8 soltanto nostra, e che non dobbiamo risponderne a nessun altro (cfr. F. Lamendola, <em>Di chi \u00e8 la mia vita?<\/em>, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>La nostra vita \u00e8 un po&#8217; di tutti gli altri, cos\u00ec come la loro \u00e8, un poco, anche la nostra.<\/p>\n<p>Che ci piaccia o no, siamo legati per il male e per il bene: e dovremmo sempre ricordarcene, nei grandi e nei piccoli atti; quando scegliamo di essere presenti per l&#8217;altro, e quando decidiamo, invece, di rimanere assenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservando il mondo che ci circondata, le persone che agiscono, sperano, temono e occupano uno spazio nella societ\u00e0, umile o elevato, invidiato o disprezzato; e osservando<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[103],"class_list":["post-23928","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-biografia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23928"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23928\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}