{"id":23927,"date":"2015-11-12T11:05:00","date_gmt":"2015-11-12T11:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/12\/se-lo-stato-e-il-governo-giusto-chi-stabilisce-le-condizioni-della-sua-giustizia\/"},"modified":"2015-11-12T11:05:00","modified_gmt":"2015-11-12T11:05:00","slug":"se-lo-stato-e-il-governo-giusto-chi-stabilisce-le-condizioni-della-sua-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/12\/se-lo-stato-e-il-governo-giusto-chi-stabilisce-le-condizioni-della-sua-giustizia\/","title":{"rendered":"Se lo Stato \u00e8 il governo \u00abgiusto\u00bb, chi stabilisce le condizioni della sua giustizia?"},"content":{"rendered":"<p>Il pensiero filosofico, politico e giuridico di Jean Bodin (1529-1596) \u00e8 il frutto di una stagione altamente drammatica della storia francese: la seconda met\u00e0 del XVI secolo, ossia l&#8217;et\u00e0 delle guerre di religione, culminate nella strage della notte di San Bartolomeo.<\/p>\n<p>Il problema politico e morale da lui posto, pertanto, nasce da una imperiosa necessit\u00e0 di pace, tolleranza e giustizia sociale: ma appunto per questo egli sentiva con estrema urgenza la carenza di un potere autorevole, energico, capace di imporre ai cittadini il rispetto della legge e di smorzare o prevenire la loro tendenza all&#8217;aggressivit\u00e0 e alla prevaricazione (che \u00e8 una tendenza naturale: ma Bodin non insiste troppo su questo punto, credendo, come lo crederanno i giusnaturalisti, che il sistema della natura \u00e8 conforme a ragione, e che, pertanto, se l&#8217;uomo si attiene alla ragione, non pu\u00f2 allontanarsi troppo nemmeno dal bene). Pur se meno cupamente pessimista circa la natura umana, anche Bodin, come Hobbes, giudica gli uomini incapaci di governarsi da s\u00e9 stessi, e, pertanto, ha scarsa o nessuna fiducia nella forma di governo repubblicana, la quale, per sua natura, non riesce a disciplinare e tenere sotto controllo le forze distruttive, sempre pronte ad emergere, l\u00e0 dove vi sia un potere inefficiente, o debole, o incerto.<\/p>\n<p>Per Bodin, senza ombra di dubbio, la miglior forma di governo \u00e8 la monarchia assoluta: anche in questo il suo pensiero finisce per convergere con quello di Hobbes. C&#8217;\u00e8 bisogno di un potere forte, il potere dello Stato, che \u00e8 la sovranit\u00e0: un potere che \u00e8 conforme a ragione ed anche al volere divino, ma che non deriva da un patto sociale &#8211; e qui diverge dal giusnaturalismo -, per cui i cittadini non vi si sottomettono per una libera scelta (nel quale caso manterrebbero pur sempre una specie di sovranit\u00e0 ideale, e la sovranit\u00e0 dello Stato sarebbe reversibile), ma perch\u00e9 cos\u00ec vuole la natura. Lo stato \u00e8 la forma naturale che assume la vita sociale; e, senza di essa, non vi sarebbe nemmeno la possibilit\u00e0 di una vita realmente umana: per Bodin, stato, sovranit\u00e0, ordine e giustizia sono praticamente sinonimi. L&#8217;ordine sociale garantito e, se necessario, imposto dallo stato, \u00e8 secondo l&#8217;ordine naturale e secondo giustizia.<\/p>\n<p>Lo Stato, dunque, deve disporre di un potere assoluto per imporre pace e giustizia ai cittadini, ma la monarchia assoluta non deve degenerare in tirannide: essa deve perseguire sia il bene dei cittadini, sia il bene dello Stato: perch\u00e9 l&#8217;uno non potrebbe stare senza l&#8217;altro. Vi \u00e8 quindi una vaga somiglianza con il pensiero di Niccol\u00f2 Machiavelli, a cominciare dalla estrema drammaticit\u00e0 delle rispettive situazioni storiche: le invasioni straniere in Italia, le guerre civili in Francia. Tuttavia, nonostante Bodin condivida con il Segretario fiorentino l&#8217;idea che lo Stato &#8212; incarnato dal Principe o dal Sovrano &#8211; \u00e8 al disopra di tutto, vi \u00e8 un limite anche a quel che pu\u00f2 fare chi detiene il potere, per quanto la situazione possa richiedere estremi rimedi per dei mali estremi e, quindi, una certa durezza e spietatezza, se occorre, affinch\u00e9 la navicella dello Stato non faccia naufragio. Il limite \u00e8 il bene dello Stato insieme a quello dei cittadini: limite che anche Machiavelli sembra adombrare, ma che non afferma in maniera troppo esplicita, s\u00ec da suscitare l&#8217;impressione &#8211; specie nel suo trattato pi\u00f9 famoso &#8212; che, in fondo, tutto quel che gl&#8217;importa \u00e8 che il Principato sia saldo e forte e che nessuno osi minare la sua sicurezza o attentare alla sua stabilit\u00e0. Per Bodin, invece, una monarchia che non persegua il bene comune degenera in tirannide: anche se non arriva al punto di legittimare, in un simile caso, il &quot;diritto alla resistenza&quot;, come far\u00e0 Locke. Queste idee sono espresse nella sua opera pi\u00f9 importante, il trattato \u00abLes Six Livres de la R\u00e9publique\u00bb (1576).<\/p>\n<p>Inoltre, come per Hobbes, anche per Bodin la tolleranza religiosa svolge un ruolo fondamentale nella vita della societ\u00e0 e nel suo ordinato e pacifico svolgimento: nel suo \u00abColloquium heptaplomeres de rerum sublimis arcanis abditis\u00bb (scritto nel 1587, ma rimasto inedito e pubblicato solo nel 1858), gli esponenti di sette fedi diverse discutono strenuamente fra loro e riescono a trovare una base comune ed un punto d&#8217;intesa nel fatto che il mondo \u00e8 governato da una legge divina che si esprime in un ordine naturale conforme a ragione. Ottimisticamente, Bodin non dispera che i seguaci delle diverse religioni possano un giorno arrivare, sulla base di tale base comune, a riconoscere la possibilit\u00e0 e, forse, la necessit\u00e0, di superare le loro contrapposizioni, per costruire una famiglia pi\u00f9 vasta.<\/p>\n<p>La religione, per Bodin, \u00e8 importante, perch\u00e9 rappresenta di per s\u00e9 un limite e un correttivo al potere dello Stato, che, altrimenti, da assoluto rischierebbe di diventare arbitrario e tirannico: cosa che non potr\u00e0 accadere, se il sovrano si ricorder\u00e0 sempre di prendere l&#8217;ordine divino quale modello per la sua azione di governo. E sar\u00e0 proprio questo fatto a rendere il sovrano rispettoso del bene dei cittadini, nonch\u00e9 dei loro diritti, i quali, derivando dalla natura, sono conformi alla legge divina: il diritto alla vita, alla sicurezza, alla propriet\u00e0. Insomma, il potere monarchico tempera da s\u00e9 le proprie asprezze e i propri eventuali eccessi, uniformandosi alla legge naturale presente ovunque nel mondo: la quale, a sua volta, \u00e8 il riflesso del volere divino.<\/p>\n<p>Bodin non risponde, in sostanza, alla possibile obiezione che non esistono reali garanzie che la sovranit\u00e0 dello stato sia esercitata in senso &quot;buono&quot;: egli auspica che sia cos\u00ec, perch\u00e9, nel suo ottimismo razionalista e naturalista, s&#8217;immagina che nulla potrebbe funzionare, tanto meno lo Stato, se il sovrano si abbandonasse all&#8217;ubriacatura del potere. In questo, egli \u00e8 ancora un figlio del Rinascimento: d\u00e0 quasi per scontato che l&#8217;uomo sia una creatura ragionevole, e che &#8212; come aveva affermato Socrate &#8212; sia sufficiente conoscere il bene per desiderare di farlo. Tuttavia, ahim\u00e8, non lo dimostra, non tenta di argomentarlo: lo &quot;pone&quot; (come direbbero gl&#8217;idealisti hegeliani), e, avendolo <em>posto<\/em>, s&#8217;immagina anche di averlo <em>dimostrato<\/em>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riassumono la concezione dello Stato di Jean Bodin gli storici della filosofia Giovanni Reale e Dario Antiseri nella loro \u00abStoria della filosofia\u00bb, Brescia, La Scuola, 1997, vol. 2, p. 99):<\/p>\n<p><em>\u00abLontano dagli eccessi del realismo di Machiavelli, cos\u00ec come dall&#8217;utopismo di More \u00e8 Jean Bodin (1529\/30-1596) nei suoi &quot;Sei libri sulla Repubblica&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Occorre, perch\u00e9 ci sia lo Stato, una forte sovranit\u00e0 che tenga unite le varie membra sociali, collegandole come in un solo corpo. Ma questa forte sovranit\u00e0 non si ottiene con i metodi raccomandati da Machiavelli, che peccano di immoralismo e di ateismo, ma instaurando la giustizia e facendo appello alla ragione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco la celebre definizione di Stato data da Bodin: &quot;Per Stato s&#8217;intende il governo GIUSTO, che si esercita con POTERE SOVRANO su diverse famiglie e in tutto ci\u00f2 che queste hanno in comune fra loro&quot;; &quot;[&#8230;] lo Stato non \u00e8 pi\u00f9 tale senza quel POTERE SOVRANO che tiene unite tutte le membra e le parti di esso, che fa di tutte le famiglie e di tutti i collegi un sol corpo. [&#8230;] Insomma, \u00c8 LA SOVRANIT\u00c0 IL VERO FONDAMENTO, IL CARDINE SU CUI POGGIA TUTTA LA STRUTTURA DELLO STATO e da cui dipendono tutte le magistrature, le leggi e le ordinanze; essa \u00e8 il solo legame e il solo vincolo che fa di famiglie, corpi, collegi, privati, un unico corpo perfetto, ch&#8217;\u00e8 appunto lo Stato&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Per &quot;sovranit\u00e0&quot; Bodin intende potere assoluto e perpetuo che \u00e8 proprio di ogni tipo di Stato. Tale sovranit\u00e0 si esplica soprattutto nel dar leggi ai sudditi, senza loro consenso.<\/em><\/p>\n<p><em>Come abbiamo gi\u00e0 detto, l&#8217;assolutismo di Bodin ha precisi limiti oggettivi nelle norme etiche (la giustizia), nelle leggi di natura e nelle leggi divine; e questi limiti sono anche la sua forza. La sovranit\u00e0 che non rispettasse queste leggi, sarebbe non sovranit\u00e0, ma tirannide.<\/em><\/p>\n<p><em>Di un certo rilievo \u00e8 anche lo scritto di Bodin dal titolo &quot;Colloqium heptaplomeres&quot; (&quot;colloquio tra sette persone&quot;), che ha come tema la tolleranza religiosa ed \u00e8 immaginato svolgersi in Venezia tra sette seguaci di religioni differenti: 1) un cattolico, 2) un seguace di Lutero, 3) un seguace di Calvino, 4) un ebreo, 5) un maomettano, 6) un pagano, 7) un sostenitore della religione naturale.<\/em><\/p>\n<p><em>La tesi dell&#8217;opera \u00e8 che (come l&#8217;Umanesimo fiorentino aveva sostenuto) esiste un fondamento naturale che \u00e8 comune a tutte le religioni. Su questa base comune sarebbe possibile un generale accordo religioso, pur senza sacrificare le differenze (ossia quel &quot;plus&quot;) proprio delle religioni positive.<\/em><\/p>\n<p><em>Stando, dunque, al fondamento naturale implicito nelle differenti religioni, ci\u00f2 che unisce risulta pi\u00f9 forte di ci\u00f2 che divide.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Gira e rigira, si torna sempre al punto di partenza: chi stabilisce le condizioni della giustizia che lo Stato dovrebbe rappresentare, esso che non si lascia giudicare da alcuno e che non riconosce nulla e nessuno al di fuori di s\u00e9 e al di sopra di s\u00e9? Non sar\u00e0 questo, forse, uno Stato totalitario <em>ante litteram<\/em>, che preannuncia da lontano gli Stati totalitari del XX secolo? Che cosa possiamo aspettarci da uno Stato siffatto, che abbia a sua diposizione un potere cos\u00ec grande? E che su quel potere n\u00e9 noi, n\u00e9 alcun altro cittadino abbiamo la facolt\u00e0 di esercitare alcuna critica, di sollevare la minima obiezione, perch\u00e9, se cos\u00ec facessimo, indeboliremmo e renderemmo meno autorevole quello stesso Stato, che ha la funzione di proteggerci?<\/p>\n<p>Eppure, qui ci troviamo chiaramente in presenza di una debolezza del pensiero di Bodin, di una sua contraddizione e di un vizio nel suo ragionamento. La sovranit\u00e0 dello Stato \u00e8 un fatto naturale e ragionevole, che nasce spontaneamente, non per\u00f2 sotto la forma del patto o contratto sociale, ma in forma assolutamente spontanea e irriflessa: non deriva da una cessione di diritti e di sovranit\u00e0 da parte dei cittadini, perch\u00e9 nessun singolo cittadino potrebbe parlare di diritti o di sovranit\u00e0 per s\u00e9 solo. A tutelare i suoi diritti, la sua vita e i suoi beni, pensa lo Stato: ad esso compete una simile funzione, e a nessun altro: la sovranit\u00e0 non pu\u00f2 essere divisa, n\u00e9 frammentata. Ecco perch\u00e9 la repubblica non solamente \u00e8 debole (in quanto la sovranit\u00e0 vi si disperde per mille rivoli), ma anche pericolosa per i cittadini: infatti, in regime di uguaglianza si scatenano lotte tremende provocate dalla gelosia, dall&#8217;invidia, dalla superbia. Non vi sono rivalit\u00e0 pi\u00f9 micidiali, dice Bodin, di quelle che insorgono fra uguali.<\/p>\n<p>Ma se il singolo cittadino non ha ceduto alcuna sovranit\u00e0, come accade che lo Stato si trova a detenere una sovranit\u00e0 assoluta? Che gliel&#8217;ha data, o chi gli ha permesso di prenderla? Per Bodin, lo Stato sorge in maniera naturale, proprio come la famiglia: la famiglia, infatti, \u00e8 la societ\u00e0 fondamentale, ed \u00e8 perfettamente naturale; altrettanto naturale \u00e8 la sovranit\u00e0 dello Stato. Si tratta di una tesi ben difficile da sostenere, tanto pi\u00f9 che Bodin aveva sotto gli occhi, per cos\u00ec dire, i modelli sociali &quot;scoperti&quot; dai navigatori europei, specialmente nelle due Americhe: la trib\u00f9, il clan, l&#8217;orda nomade, la federazione di villaggi e di citt\u00e0. Lo Stato non sorge dal nulla; la sua sovranit\u00e0 non \u00e8 un fatto naturale, ma politico: da qualche parte essa deve venire, oppure \u00e8 una convenzione, un potere stabilito artificialmente. Sia come sia: se la sovranit\u00e0 s&#8217;identifica con lo Stato assoluto, e questo con la monarchia assoluta, chi potr\u00e0 trattenerla dalla fatale involuzione verso la tirannide? Certo, Bodin ammette ed esalta la funzione dei corpi intermedi, i parlamenti, le corporazioni, ecc., ma il problema sussiste: tali organi non hanno poteri decisionali, ma soltanto consultivi, oppure di tipo pratico e organizzativo. Il timone dello Stato \u00e8 posto saldamente nelle mani del sovrano, perch\u00e9, specialmente su di un mare in tempesta, uno solo deve stare al timone.<\/p>\n<p>Bodin non sembra aver poco riflettuto sulle <em>poleis<\/em> greche, sulle repubbliche antiche e su quelle moderne, come Venezia (la quale, ai suoi tempi, aveva gi\u00e0 alle spalle una storia gloriosa e quasi millenaria) o come la Confederazione svizzera. La sua monarchia assoluta sembra nascere pi\u00f9 da un desiderio, da un auspicio, da un atto della volont\u00e0, che da un processo naturale e razionale. Perch\u00e9 mai la monarchia dovrebbe corrispondere alla natura e alla ragione? Se la societ\u00e0 originaria \u00e8 la famiglia, c&#8217;\u00e8 un bel salto fra essa e lo Stato monarchico, con la sua struttura complessa e la sua sovranit\u00e0 perpetua e irrevocabile. Lo Stato, soprattutto, pretende per s\u00e9 il monopolio della giustizia: ma chi lo aiuter\u00e0, o lo costringer\u00e0, a restare dentro i limiti del giusto? Se lo Stato si fa misura della giustizia e suo solo ministro autorizzato, chi vigiler\u00e0 affinch\u00e9 si mantenga ad essa fedele? E ancora: se \u00e8 lo Stato a decidere ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ingiusto (e non solo ci\u00f2 che \u00e8 legittimo o illegittimo), non si avr\u00e0 la metastasi totalitaria dello Stato etico? Sono domande che attendono ancora delle risposte&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pensiero filosofico, politico e giuridico di Jean Bodin (1529-1596) \u00e8 il frutto di una stagione altamente drammatica della storia francese: la seconda met\u00e0 del XVI<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[258],"class_list":["post-23927","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-thomas-hobbes"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23927","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23927"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23927\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}