{"id":23926,"date":"2017-10-12T11:41:00","date_gmt":"2017-10-12T11:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/12\/ma-chi-sono-i-piu-deboli-oggi-in-italia\/"},"modified":"2017-10-12T11:41:00","modified_gmt":"2017-10-12T11:41:00","slug":"ma-chi-sono-i-piu-deboli-oggi-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/12\/ma-chi-sono-i-piu-deboli-oggi-in-italia\/","title":{"rendered":"Ma chi sono i pi\u00f9 deboli, oggi, in Italia?"},"content":{"rendered":"<p>Una delle ragioni &#8212; una, non certo la sola &#8212; del deterioramento del servizio pubblico, nell&#8217;Italia dei nostri giorni, \u00e8 l&#8217;avvento di una filosofia buonista, basata sui falsi dogmi dell&#8217;accoglienza indiscriminata e dell&#8217;inclusione ogni costo di qualsiasi soggetto, per quanto difficile o problematico, la quale ha creato e crea ogni giorno situazioni assurde, insostenibili, costi altissimi per la comunit\u00e0, non solo in termini economici, ma anche riguardo alla qualit\u00e0 della vita, del lavoro, dello studio, della sanit\u00e0, dei trasporti, eccetera. Di fatto, e nel giro di due o tre decenni, si \u00e8 operato un vero e proprio capovolgimento di prospettiva, che si riflette nell&#8217;offerta dei servizi sociali, ma che parte da molto pi\u00f9 lontano e riguarda il nuovo orientamento dello Stato e della Chiesa nei confronti dei processi della globalizzazione. Detta in parole semplici: i problemi, la sicurezza e il benessere dei cittadini italiani non sono pi\u00f9 la priorit\u00e0 dello Stato; e la cura e la salvezza delle anime dei cattolici non sono pi\u00f9 la priorit\u00e0 della Chiesa. Entrambi, lo Stato e la Chiesa, hanno deciso che le loro priorit\u00e0 sono altre: che devono farsi carico di una integrazione a trecentosessanta gradi, la quale si trasformer\u00e0, nel giro d&#8217;un paio di generazioni &#8212; e questa \u00e8 scienza statistica &#8211; in una sostituzione di popolazione e di religione: al posto degli italiani ci sar\u00e0 una popolazione meticcia di numerose lingue, razze e culture, e al posto della religione cattolica ci saranno decine di culti, ma uno s&#8217;imporr\u00e0 sicuramente su tutti, se non altro con il peso dei numeri: l&#8217;islamismo.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, anche le persone appartenenti a dei gruppi o a delle categorie minoritarie otterranno, come gi\u00e0 sta accadendo, un ampliamento sempre maggiore dei loro diritti, a detrimento dei diritti altrui. Il diritto dei militanti omosessuali di celebrare i loro Gay Party, o quello delle organizzazioni LGBT d&#8217;insegnare l&#8217;ideologia <em>gender<\/em> negli asili e nelle scuole, configger\u00e0 con il diritto di chi non ritiene tollerabili simili spettacoli e iniziative; e la maggioranza degli italiani dovr\u00e0 chinare la testa e tacere, sotto la minaccia di denuncie e di pesanti multe, o peggio, dato che il Parlamento si appresta a varare delle leggi in tal senso: leggi che non prevedono l&#8217;oggettivit\u00e0 del &quot;reato&quot;, ma, cosa inaudita e totalmente antigiuridica, la soggettivit\u00e0 della presunta pare lesa, ossia la &quot;percezione&quot; di una offesa da parte di chi intende sporgere denuncia contro un supposto reato di omofobia. Allo stesso modo, il &quot;diritto allo studio&quot; e, naturalmente, all&#8217;inclusione, di un bambino autistico, o caratteriale, magari anche violento, configge, evidentemente, con il diritto allo studio da parte dei suoi compagni di classe, costretti a frequentare un ambiente in cui vige il terrore: ma il legislatore ha deciso che, in tali situazioni, deve comunque prevalere la tutela della pare &quot;pi\u00f9 debole&quot;, e dunque non si discute sull&#8217;inclusione di quel ragazzino. Anche se il ragazzino \u00e8 cresciuto e ha terminato la scuola dell&#8217;obbligo, e vuol proseguire fino al diploma superiore: il suo diritto a frequentare la scuola &#8211; una scuola nella quale non impara nulla, non socializza, non fa altro che vegetare con la presenza, costosa per la comunit\u00e0, di un apposito insegnante di sostegno. La scuola non pu\u00f2 rifiutarsi di iscriverlo e di accoglierlo, i compagni (e gli insegnanti) devono accettare e tacere. Altrimenti sono &quot;cattivi&quot;, cio\u00e8 non inclusivi, non solidali, non accoglienti.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo una famiglia di zingari (ma si pu\u00f2 ancora dire &quot;zingari&quot;, o si rischia una denuncia?), la quale, individuato un appartamento sfitto, vi penetra e vi s&#8217;insedia come fosse roba sua: un giorno il legittimo proprietario gira la chiave e si trova la casa occupata. Ebbene: in un Paese normale, la legge sarebbe dalla sua e l&#8217;appartamento verrebbe immediatamente sgombrato e restituito a colui al quale appartiene, e che, su di esso &#8211; cosa non certo trascurabile &#8211; paga fior di tasse, anche se non vi abita, perch\u00e9, mettiamo, quella \u00e8 la casa lasciatagli in eredit\u00e0 dai suoi genitori, che l&#8217;hanno acquistata con una intera vita di lavoro; ma in Italia no, le cose non vanno cos\u00ec: da noi, bisogna tutelare il diritto del &quot;pi\u00f9 debole&quot;. E cos\u00ec il disgraziato proprietario dovr\u00e0 umiliarsi a pietire, come chiedesse un favore personale, ora dal sindaco, ora dal comandante dei Carabinieri, per vedersi trattato con crescente impazienza, quasi con fastidio, e manca poco che gli dicano chiaro e tondo: <em>Ma se lei ha due case e una di esse \u00e8 vuota, che cosa pretende? \u00c8 logico, e in fondo \u00e8 giusto, che ci vada ad abitare chi non ne ha neppure una.<\/em> Il lavoro, il risparmio, il rispetto della legalit\u00e0, il pagamento scrupoloso e puntuale delle tasse, tutto questo non conta nulla: l&#8217;unica cosa che conta \u00e8 la priorit\u00e0 di tutelare il soggetto pi\u00f9 debole. Gi\u00e0: solo che, a questo punto, bisognerebbe vedere chi sia davvero il pi\u00f9 debole, fra i due.<\/p>\n<p>Ma facciamo un caso pi\u00f9 concreto e specifico, che meglio renda l&#8217;idea del clima di buonismo forsennato instaurato oggi Italia dalle nostre cosiddette classi dirigenti e dalla nostra cosiddetta classe intellettuale. Prendiamo il caso di una famiglia d&#8217;immigrati, non occorre precisare di quale provenienza, ciascuno s&#8217;immagini quel che vuole; l&#8217;unica cosa che interessa \u00e8 che stiamo parlando di situazioni non solo reali, ma frequenti; non solo frequenti, ma divenute assolutamente normali, anche se, forse, a ben considerare, tanto normali non sono, n\u00e9 tali sarebbero considerate in altri Paesi, anche europei, a cominciare dalla Germania. Poniamo che quella famiglia sia formata da un padre, una madre e due o tre figli; e che, pur disponendo di regolari permessi di soggiorno, se non, addirittura, della cittadinanza, in quella famiglia nessuno si sia dato la pena d&#8217;imparare un minimo la lingua italiana, al punto che quando i genitori si presentano alla segreteria scolastica per iscrivere i loro figli, non riescono neppure a farsi capire. Alla fine, interviene un insegnante che parla l&#8217;inglese, e allora, per mezzo di questo interprete improvvisato, la comunicazione \u00e8 possibile, e l&#8217;iscrizione viene espletata regolarmente. C&#8217;\u00e8 un particolare, per\u00f2: i due figli appena iscritti, oltre a non sapere una parola d&#8217;italiano, sono portatori di un ritardo mentale che il distretto sanitario ha classificato come di &quot;media gravit\u00e0&quot;, il che significa, per i non addetti ai lavori, che non sono assolutamente in grado di seguire il programma scolastico, anzi, che non sono in grado neanche di capire le cose pi\u00f9 semplici. E si aggiunga che non stiamo parlando di un asilo o di una scuola elementare, ma di un liceo. Proprio cos\u00ec: di un liceo, dove si studiano la filosofia, il latino, la storia dell&#8217;arte, eccetera. E si consideri inoltre che non stiamo parlando dell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;obbligo scolastico, ma del triennio superiore, con un esame di Stato alla fine del percorso. In una scuola tedesca, la direzione si riserverebbe di dire a quei genitori: <em>Spiacenti, ma i vostri figli non hanno i requisiti per frequentare la nostra scuola; iscriveteli alla scuola inferiore<\/em>, <em>di tipo professionale,<\/em> <em>oppure cercate di collocarli in un istituito specializzati per seguire i ragazzi con difficolt\u00e0 cognitive.<\/em> Da noi, questo linguaggio sarebbe impossibile; ma, soprattutto, sarebbe impossibile questa linea. Da noi, chiunque ha il diritto di iscrivere i suoi figli dove vuole e quando vuole. Ci vorrebbe un apposito insegnante di sostegno, ma la sua presenza \u00e8 assicurata solo per poche ore alla settimana: per il resto, devono pensarci i professori ordinari. Anche se non hanno alcuna esperienza e alcuna competenza per fare un programma d&#8217;insegnamento differenziato; e anche se, quand&#8217;anche le avessero, non potrebbero permettersi di piantare in asso una classe di trenta ragazzi per seguirne uno che, in ogni caso, non pu\u00f2 andare oltre un programma forse di prima elementare, pi\u00f9 no che s\u00ec.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 ancora tutto. Supponiamo &#8212; ma stiamo parlando di situazioni estremamente reali e concrete &#8212; che i due ragazzi, iscritti a quella scuola, senza saper parlare l&#8217;italiano, senza saper fare due pi\u00f9 due, senza saper leggere le ore sul quadrante di un orologio &#8212; non siano due ragazzi, ma due ragazze. In quella famiglia, proveniente da quella cultura, le donne non contano (e la madre, infatti, quando pure la si vede, fa scena muta; parla solo il padre, solo che parla un&#8217;altra lingua; e se un impiegato o un insegnante si permette di rivolgere la parola alla moglie, lui s&#8217;inalbera e gli dice, aggressivo, che \u00e8 con lui che bisogna parlare). Pertanto, mentre il personale di quella scuola si fa letteralmente in quattro per trovare il modo di far apprendere qualcosa a quelle ragazze, di integrarle, di farle sentire a loro agio, il padre se ne infischia altamente, anzi, si mostra perfino meravigliato di tanta sollecitudine: quale spreco di tempo e di energie! Tanto, appena finita la scuola, per loro non ci sar\u00e0 altro: andranno a lavare pavimenti o a spostare scatoloni in qualche magazzino, nel migliore dei casi; sposarsi, sar\u00e0 difficile, visto il loro ritardo e il loro aspetto fisico, decisamente obeso e sgraziato. Dunque, mentre la famiglia non si preoccupa di quel che avviene a scuola, ma le basta aver parcheggiato le figlie, la scuola si preoccupa, eccome, e i professori si sentono in colpa per non poter fare abbastanza, date le circostanze: il tutto, quando milioni di italiani poveri sono praticamente abbandonati a se stessi e ai loro problemi.<\/p>\n<p>Questa, che abbiamo descritto, \u00e8 una situazione-tipo: ce ne sono a centinaia di migliaia, a milioni, nel nostro Paese, in ogni ambito della societ\u00e0, a tutti i livelli: \u00e8 la filosofia del buonismo, dell&#8217;accoglienza illimitata, dell&#8217;inclusione indiscriminata, Se qualcuno avanza qualche obiezione, anche solo di carattere tecnico o pratico, invariabilmente si sente rispondere: Dobbiamo includere: queste sono le direttive che vengono dal ministerro. Non c&#8217;\u00e8 niente da fare: inclusione la nuova parola <em>passe-partout<\/em>, la nuova parola magica del neovangelo progressista e mondialista. E allora, dice la classe politica, armiamoci e partite!; mobilitate l&#8217;inventiva, l&#8217;intelligenza, la creativit\u00e0: siamo o non siamo un popolo creativo, capace d&#8217;improvvisare qualsiasi cosa? Inventiamoci le soluzioni: anche se mancano i soldi, gli strumenti, i supporti, il tempo, le risorse: non importa! Non bisogna fare resistenza, non bisogna opporsi, remare contro: la parola d&#8217;ordine \u00e8 una sola: includere. Tutti, maestre, infermieri, medici, autisti di mezzi pubblici, forze dell&#8217;ordine, impiegati delle poste o delle ferrovie, sindaci, assessori, guardia costiera, personale giudiziario: tutti costoro vengono sistematicamente distratti dai loro eri compiti istituzionali e si vedono sottrarre tempo e risorse per farsi carico di problemi pressoch\u00e9 insolubili, disperati, e, soprattutto, che non sarebbero di loro competenza, che esulano dai loro doveri e dalle loro responsabilit\u00e0: qualcuno li ha gettati sulle loro spalle, qualcuno ha preso delle decisioni politiche che li obbligano a turni massacranti, a rotazioni vorticose, raschiando le risorse fino all&#8217;osso, sino al fondo del barile, devono lavorare sempre di pi\u00f9 con sempre meno mezzi a disposizione, i poliziotti devono uscire pi\u00f9 spesso di pattuglia per sorvegliar ei quartieri, ma perfino i soldi per la benzina delle auto sono sempre meno, bisogna far quadrare il cerchio, arrampicarsi sugli specchi, fare letteralmente i miracoli. E tutti questo per cose? Per mandare avanti un sistema assurdo, fatto di generosit\u00e0 all&#8217;ingrosso verso chi non se la merita, di solidariet\u00e0 ideologica che si traduce in una selezione ala rovescia, e intanto i nostri giovani migliori, laureati e m talentuosi, hanno perso la speranza, vedono come vanno le cose e capiscono che un lavoro decente in Italia, non lo troveranno nemmeno fra vent&#8217;anni, ci sono troppi baroni che occupano le poltrone a vita, troppi furbi e troppi raccomandati, niente da fare, il merito non conta niente e la buona volont\u00e0 nemmeno.<\/p>\n<p>Il sistema buonista e assistenzialista, in verit\u00e0, era stato creato nel corso del tempo, \u00e8 una specialit\u00e0 italiana (si pensi alle 28.000 guardie forestali siciliane); l&#8217;immigrazione degli ultimi decenni gli ha dato nuova linfa e l&#8217;ha fatto espandere, fino a configurarsi come un totalitarismo democratico, fondato sulla dubbia categoria del politicamente corretto, formata, a sua volta, dai cascami di alcune ideologie morte degli ultimi due secoli: stranissimo miscuglio di marxismo, capitalismo di rapina, radicalismo, liberismo selvaggio, egualitarismo russoviano e giacobino, odio e rancore implacabile nei confronti del merito, del genio, del coraggio, del valore, dell&#8217;intelligenza, in nome di un appiattimento delle diversit\u00e0, secondo i dettami di un catto-comunismo che \u00e8 diventato la dottrina ufficiale &#8211; e non solo quella sociale, ma anche la dottrina teologica e dogmatica &#8212; della neochiesa massonica e gnostica dei nostri giorni, escrescenza parassitaria e abusiva della vera Chiesa cattolica, la Sposa di Ges\u00f9 Cristo. Pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 ci si accorge di quanto coraggiosi, intrepidi e ammirevoli siano stati i papi del XIX secolo e della prima met\u00e0 del XX: i tanto bistrattati (dai cattolici di sinistra) Pio IX, Poi X, Pio XII: degli autentici giganti, pieni di amore e timor di Dio, a confronto dei quali i Paglia, i Galantino, per non parlar dei Bianchi o dei Mancuso, rivelano la loro autentica statura di nani chiacchieroni e insignificanti, capaci solo di fare da mosche cocchiere ai mirti e ai riti (anticristiani) della modernit\u00e0. Parliamo della Chiesa perch\u00e9 essa era l&#8217;ultima istituzione tradizionale ad aver conservato la sua identit\u00e0, la sua fierezza e la sua capacit\u00e0 critica nei confronti del mondo moderno, sulla base di una tradizione due volte millenaria: ora anch&#8217;essa si \u00e8 arresa, ha alzato bandiera bianca, ha contraffatto il marchio di fabbrica e smercia un prodotto falso, spacciandolo per quello buono. Lo Stato e le sue istituzioni, la scuola, l&#8217;universit\u00e0, la ricerca, le professioni, per non parlare delle imprese e delle banche, gi\u00e0 da tempo avevano piegato le ginocchia alle nuove logiche del buonismo e del solidarismo truffaldino, che spaccia per &quot;profugo&quot; chiunque si presenti al largo delle coste italiane a bordo di un barcone, fosse pure il peggior delinquente.<\/p>\n<p>Come andr\u00e0 a finire? Male, naturalmente. Anche se ci resta una vaga, remotissima speranza: che gli italiani si destino da questo sonno incomprensibile e che reagiscano, cacciando a pedate i traditori&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle ragioni &#8212; una, non certo la sola &#8212; del deterioramento del servizio pubblico, nell&#8217;Italia dei nostri giorni, \u00e8 l&#8217;avvento di una filosofia buonista, basata<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[109],"class_list":["post-23926","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23926"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23926\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}