{"id":23919,"date":"2015-07-28T05:57:00","date_gmt":"2015-07-28T05:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/chi-sa-non-parla-e-chi-parla-non-sa\/"},"modified":"2015-07-28T05:57:00","modified_gmt":"2015-07-28T05:57:00","slug":"chi-sa-non-parla-e-chi-parla-non-sa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/chi-sa-non-parla-e-chi-parla-non-sa\/","title":{"rendered":"\u00abChi sa, non parla; e chi parla, non sa\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una verit\u00e0 evidente perfino lapalissiana, tramandata &#8212; fra l&#8217;altro &#8212; dalla saggezza popolare di molti proverbi dialettali; e tuttavia \u00e8 una di quelle verit\u00e0 che, proprio per il fatto di essere cos\u00ec immediatamente percepibili, finiscono per nascondersi all&#8217;interno delle loro stesse pieghe, per sottrarsi allo sguardo profondo, per mascherarsi da verit\u00e0 povere e banali, da verit\u00e0 superficiali e di largo consumo, mentre le cose stanno esattamente al contrario.<\/p>\n<p>In breve, si tratta di questo: chi parla molto, dimostra, con ci\u00f2 stesso, di sapere poco, e di capire ancora meno; chi molto ha compreso e molto conosce, non ha alcuna smania di farlo vedere agli altri: tace, osserva in silenzio e pare quasi che si nasconda; non per semplice modestia, o per altre ragioni meramente utilitaristiche, ma perch\u00e9 proprio il fatto di aver compreso quali sono le cose davvero importanti, lo rende consapevole che affrettarsi a dire la verit\u00e0 non \u00e8 una cosa importante, o, per meglio dire, non \u00e8 una cosa significativa.<\/p>\n<p>Una cosa significativa \u00e8 una cosa che pu\u00f2 fare la differenza, che pu\u00f2 rivestire un preciso significato nella vita di colui che ne viene reso partecipe; ma, per comprendere quando una cosa \u00e8 importante, e quando non lo \u00e8, bisogna, comunque, avere fatto un lungo cammino di ricerca interiore; bisogna avere percorso molta strada, con i piedi stanchi e perfino piagati; bisogna essersi gettati dietro le spalle molte cose inutili, la prima delle quali, senza ombra di dubbio, \u00e8 la tirannia e la smania di apparire del proprio Ego.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 il saggio non si mostra facilmente; non parla volentieri in pubblico; non si dichiara, n\u00e9 si propone, quale salvatore della patria; non vuole convincere, e tanto meno convertire, alcuno: il saggio \u00e8 una persona che, avendo fatto molta strada, e avendo affrontato cose che la persona superficiale non riesce neppure ad immaginare, \u00e8 giunto spiritualmente oltre il comune modo di sentire e di pensare, non \u00e8 pi\u00f9 toccato dalle cose che sogliono coinvolgere gli altri, non si turba n\u00e9 si agita facilmente, non si spaventa, non brama alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>Non stiamo dipingendo un saggio ideale di tipo buddista o taoista, e nemmeno stoico, anche se, indubbiamente, alcuni caratteri qui delineati richiamano quelle dimensioni culturali; stiamo parlando di qualunque persona, in qualsiasi contesto storico-culturale, abbia raggiunto, attraverso un percorso intimo, sofferto, non riducibile a formule di pronto uso e consumo, un certo qual grado di comprensione del reale, ci\u00f2 che comunemente si chiama &quot;saggezza&quot;; e pu\u00f2 essere, si badi, anche una persona illetterata, anche una persona che non abbia dimestichezza alcuna con la filosofia, con Platone o Aristotele: perch\u00e9 la vera saggezza viene in primo luogo dalla vita, e la vita \u00e8 l&#8217;universit\u00e0 pi\u00f9 importante di tutte &#8212; beninteso, per chi sappia farne il giusto uso e sappia sviluppare la giusta consapevolezza del proprio posto nel mondo.<\/p>\n<p>La persona saggia non si nasconde, ma neppure si esibisce: non \u00e8 impaziente di dire e di parlare, perch\u00e9 sa benissimo che noi siamo pronti per quelle verit\u00e0 che corrispondono al nostro grado di maturazione e di consapevolezza; e che, pertanto, se colui al quale ci rivolgiamo non ha raggiunto quel determinato livello, non arriver\u00e0 mai a far tesoro della nostra saggezza, non arriver\u00e0 neppure a sfiorare il significato di quel che gli diremo, per quanto la nostra ricerca possa esserci costata grandi fatiche e sacrifici e per quanto noi siamo disposti a rivelargliela gratuitamente, senza alcun secondo fine, senza aspettarci di ricevere in cambio assolutamente nulla.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 scrivere per un pubblico indifferenziato, o tenere delle conferenze per un pubblico indifferenziato, \u00e8 una cosa che pu\u00f2 avere la sua efficacia, ma solo a patto che si mantenga entro un livello di verit\u00e0 pratica e immediata: ad esempio, se si tratta di comunicare conoscenze di fatto, come potrebbe essere una questione di fisica, o di geologia; oppure se si tratta di fare appello al buon senso istintivo e alla legge morale naturale, inscritta silenziosamente nell&#8217;anima di tutte le persone di buona volont\u00e0. Per\u00f2, se intendiamo comunicare delle verit\u00e0 di carattere pi\u00f9 profondo, rivolgersi a chiunque, cio\u00e8 a tutti e a nessuno in particolare, non \u00e8 senza rischi, il primo dei quali \u00e8 quello del fraintendimento: e Dio sa quanti discepoli imbecilli hanno preso, stravolto e pervertito le sante verit\u00e0 dei loro maestri, e ne hanno fatto dei derivati irriconoscibili, forieri di gravi confusioni e di ancor pi\u00f9 gravi disordini sociali, politici, economici, morali e spirituali.<\/p>\n<p>Qui si annida un duplice mistero: un mistero cos\u00ec vertiginoso, abissale, da lasciare a lungo pensosi e quasi interdetti.<\/p>\n<p>Primo: che una verit\u00e0, caduta nell&#8217;orecchio di una persona impreparata, rischia di essere capovolta e di diventare dannosa, perfino distruttiva, senza possibilit\u00e0 di rimedio.<\/p>\n<p>Secondo: che tutti, o comunque moltissimi, credono di avere scoperto e compreso delle verit\u00e0, ma proprio la fretta di comunicarle e il narcisismo di cui essi danno prova, dimostrano che non hanno raggiunto e compreso proprio niente; ma, allora, a quale criterio ci si deve affidare, per riuscire a distinguere le false verit\u00e0 da quelle effettive?<\/p>\n<p>Ricordiamo la classica definizione, aristotelica e tomista, della verit\u00e0: la verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;accordo fra la cosa e il giudizio; pertanto, vero \u00e8 l&#8217;essere che \u00e8 come deve essere; vero \u00e8 lo sguardo che lo sa riconoscere per quello che realmente \u00e8; vera \u00e8 la comunicazione che lo sa rappresentare in maniera fedele: e questo vale non solo per la filosofia, ma per l&#8217;arte, la scienza, il diritto, nonch\u00e9 per le concrete situazioni della vita quotidiana, a cominciare da quelle affettive e sentimentali, cos\u00ec importanti nella vita delle persone.<\/p>\n<p>I passaggi, dunque, sono tre: la verit\u00e0 della cosa in se stessa; la verit\u00e0 della sua percezione; la verit\u00e0 della sua rappresentazione. Pertanto, non basta che vi sia accordo fra la cosa e il giudizio; bisogna vedere se la cosa \u00e8 quella che deve essere, e se la sua rappresentazione \u00e8 conforme tanto alla verit\u00e0 della cosa, quanto alla verit\u00e0 del giudizio.<\/p>\n<p>Ma come deve essere, l&#8217;essere della cosa? Deve essere la fedele manifestazione dell&#8217;Essere da cui tutte le cose provengono: deve portare inscritta, cio\u00e8, in qualche modo, la sua natura spirituale, assoluta ed eterna: perch\u00e9 le cose sono un frammento dell&#8217;assoluto e dell&#8217;eterno, possiedono in se stesse una scintilla dello Spirito divino.<\/p>\n<p>E come deve essere il giudizio? Deve essere conforme alla reale natura delle cose: deve coglierne, cio\u00e8, non l&#8217;aspetto effimero e transitorio, non le apparenze contingenti, ma il nucleo di verit\u00e0 eterna che ciascuna di esse possiede, magari nascosta nella sua parte pi\u00f9 profonda, e perfino sconosciuta a se stessa.<\/p>\n<p>Come deve essere, infine, la rappresentazione? Deve esprimere quel raggio, quel barlume di eternit\u00e0 e di assolutezza che traspare dalle pieghe della cosa effimera e contingente. Per fare un esempio: il ritratto di un volto, eseguito da un pittore, non deve soltanto rappresentare, in maniera pi\u00f9 o meno fedele, le caratteristiche fisiche di esso: deve coglierne, specialmente attraverso la luce dello sguardo, l&#8217;essenza assoluta ed eterna, la scintilla divina seminascosta.<\/p>\n<p>Ed ora torniamo al nostro assunto iniziale: che chi sa, non parla; e chi parla, non sa.<\/p>\n<p>Nell&#8217;aforisma numero 56 de \u00abIl libro della virt\u00f9 e della via\u00bb, attribuito a Lao-Tzu (titolo originale: \u00abTe-tao-ching\u00bb, secondo il manoscritto di Ma-Wang-Tui; Milano, SE, 1993, p. 29):<\/p>\n<p>\u00ab(Chi sa) non parla, chi parla non sa. Blocca le sue stupidit\u00e0, chiude le sue (porta, tempera) la sua brillantezza, uguaglia la sua polvere, smussa le sue cose affilate, dipana le sue cose imbrogliate: questo \u00e8 detto il misterioso accordo. Perci\u00f2 non lo si potr\u00e0 trattare amichevolmente, neanche lo si potr\u00e0 avversare; non si potr\u00e0 avvantaggiarsi da lui, neanche si potr\u00e0 esserne danneggiati; non si potr\u00e0 (ottenerne) onori, neanche si potr\u00e0 ottenere danno. Pertanto, tutto il mondo lo onorer\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>I commentatori sono propensi a vedere in questo brano un ritratto ideale del saggio taoista; tuttavia, al di l\u00e0 dello specifico contesto culturale e spirituale asiatico, e pi\u00f9 specificamente taoista, ci sembra che qui ci troviamo di fronte ad una di quelle perle di saggezza universale che scavalcano le differenze di tempo, di luogo e di ambiente, per donare un raggio di luce a tutti gli esseri umani che sono sinceramente impegnati nella ricerca della verit\u00e0 e nel percorso della propria evoluzione interiore.<\/p>\n<p>Il saggio \u00e8 colui che sa ascoltare, tanto le voci di fuori quanto le voci di dentro; e, per poterle ascoltare, egli \u00e8 colui che ha imparato a fare silenzio: a fare silenzio con la propria voce, ma anche a fare silenzio nei propri pensieri, nelle proprie emozioni, nei propri movimenti interiori disordinati e convulsi: che ha imparato una disciplina di vita, una gerarchia di valori, una padronanza di s\u00e9, un abbandono dell&#8217;Io e delle sue smanie, delle sue velleit\u00e0, delle sue illusioni.<\/p>\n<p>Le vere illusioni dell&#8217;Io non sono le cose che vorrebbe raggiungere, e che continuano a sfuggirgli; sono tutte le cose, intorno a lui e dentro di lui, che reclamano pi\u00f9 importanza di quella che meritano, e, viceversa, quelle che dovrebbero attirare la sua attenzione, e che invece gli sfuggono, perch\u00e9 non le sa vedere o (il che \u00e8 lo stesso) perch\u00e9 lui non \u00e8 pronto per comprenderle. E fino a quando l&#8217;Io non si sia sbarazzato dal condizionamento delle proprie illusioni, non riuscir\u00e0 mai a sviluppare uno sguardo limpido sulle cose &#8212; e su se stesso; sar\u00e0 sempre in balia di una visione distorta, dunque di una visione menzognera, non veritiera, del reale.<\/p>\n<p>L&#8217;Io immaturo e superficiale tende a confondere continuamente la realt\u00e0 con il reale. Ma la realt\u00e0 non \u00e8 la stessa cosa del reale: \u00e8 solo quella parte del reale che noi riusciamo a percepire e che arriviamo a comprendere; il resto, cio\u00e8 la maggior parte &#8212; cos\u00ec come la maggior parte della massa di un &quot;iceberg&quot; \u00e8 quella sommersa, e che sfugge alla vista del navigante &#8212; per l&#8217;Io \u00e8 come se non esistesse, perch\u00e9 non ne sospetta neppure l&#8217;esistenza. Ciascun Io vede le cose pi\u00f9 o meno limpide, pi\u00f9 o meno torbide, pi\u00f9 o meno deformate, a seconda del lavoro che la coscienza ha saputo esercitare su di esso, purificandolo, alleggerendolo, liberandolo dalla ossessione compulsiva di voler soddisfare, in un modo o nell&#8217;altro, tutte le sue inclinazioni, anche le pi\u00f9 futili e momentanee, tutti i suoi capricci, tutte le sue brame.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, la vera saggezza del saggio consiste nel fatto di essere umile, cio\u00e8 di non considerarsi affatto come un saggio, ma, tutt&#8217;al pi\u00f9, come un individuo che si \u00e8 messo in cammino e che sta cercando di realizzare la parte migliore di se stesso: non con le sue sole forze, tuttavia; non con orgoglio faustiano, ma, al contrario, con piena fiducia e abbandono nel grembo dell&#8217;Essere, dal quale tutto ha origine e al quale tutto ritorna. In altre parole, non vi \u00e8 saggezza ove non vi sia, anche, la piena e profonda consapevolezza dei limiti umani; e, per converso, la capacit\u00e0 di un pieno e fiducioso abbandono al soccorso della Grazia divina.<\/p>\n<p>\u00c8 perfettamente logico, dopo quanto abbiamo detto, che il saggio non solo eviti di mostrarsi e di parlare inutilmente, ma che passi comunque inosservato, perch\u00e9 la folla degli uomini-massa non lo riconosce e corre dietro a uomini piccoli, gonfi di Ego e di narcisismo, i quali attirano l&#8217;attenzione con i loro discorsi petulanti e con le loro pose istrioniche; la folla scambia lo stalliere per l&#8217;imperatore e l&#8217;imperatore per lo stalliere, perch\u00e9 giudica secondo il proprio metro intellettuale e spirituale, vale a dire secondo le apparenze pi\u00f9 superficiali e grossolane.<\/p>\n<p>Il saggio, per\u00f2, non se ne cruccia, n\u00e9 se ne duole. Non lo considera un&#8217;ingiustizia e, semmai, prova una certa compassione per la massa inconsapevole, prigioniera dei fantasmi tirannici dell&#8217;Ego. Se un furto c&#8217;\u00e8 stato, \u00e8 stato commesso non ai danni della persona saggia, ma dell&#8217;Essere, da cui la persona saggia ha ricevuto in dono la propria saggezza. La fonte di ogni vero sapere e di ogni vero comprendere non \u00e8 in noi, ma al di sopra di noi. Questo il saggio ha compreso veramente: ed \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante di ogni altra. Tutto il resto viene dopo e, in confronto, \u00e8 secondario. Non ha senso preoccuparsi di ci\u00f2 che \u00e8 secondario: sarebbe come preoccuparsi di potare un albero, mentre l&#8217;intera foresta sta venendo divorata dalle fiamme d&#8217;un incendio.<\/p>\n<p>Eppure, noi ci comportiamo, a volte lungo l&#8217;intero percorso della nostra vita, come quel giardiniere folle: ci preoccupiamo di potare una pianta, mentre il bosco \u00e8 minacciato di distruzione. Il bosco \u00e8 la sostanza eterna e immortale del nostro essere; l&#8217;albero, cui ci ostiniamo a rivolgere tutte le nostre attenzioni e le nostre cure, \u00e8 l&#8217;uno o l&#8217;altro dei nostri capricci estemporanei, dei quali a stento, fra un giorno o fra un anno, serberemo ancora il ricordo.<\/p>\n<p>Guai a noi, se avremo dissipato cos\u00ec il tesoro preziosissimo della nostra vita. Pace a noi, se avremo riconosciuto l&#8217;importanza del bosco; se avremo combattuto il pericolo; se avremo saputo amare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una verit\u00e0 evidente perfino lapalissiana, tramandata &#8212; fra l&#8217;altro &#8212; dalla saggezza popolare di molti proverbi dialettali; e tuttavia \u00e8 una di quelle verit\u00e0 che,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,263],"class_list":["post-23919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23919"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23919\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}