{"id":23905,"date":"2019-08-01T10:25:00","date_gmt":"2019-08-01T10:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/01\/chi-ha-detto-che-lunione-sovietica-non-esiste-piu\/"},"modified":"2019-08-01T10:25:00","modified_gmt":"2019-08-01T10:25:00","slug":"chi-ha-detto-che-lunione-sovietica-non-esiste-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/08\/01\/chi-ha-detto-che-lunione-sovietica-non-esiste-piu\/","title":{"rendered":"Chi ha detto che l&#8217;Unione Sovietica non esiste pi\u00f9?"},"content":{"rendered":"<p>Chi ha detto che l&#8217;Unione Sovietica si \u00e8 sciolta e che ha cessato di esistere una trentina d&#8217;anni fa? Ci\u00f2 non corrisponde al vero. Esiste ancora, invece, e in un Paese europeo che non ha mai conosciuto, ufficialmente, un vero governo comunista, ma la cui cultura \u00e8 stata egemonizzata dal comunismo, visto che il partito cattolico di maggioranza relativa \u00e8 stato cos\u00ec stupido, o cos\u00ec criminale, da lasciarla tutta quanta ai &quot;colleghi&quot; marxisti e filosovietici: e quel Paese \u00e8 il nostro, \u00e8 la nostra Italia. L&#8217;Italia, infatti, dalla fine della Seconda guerra mondiale (e della sua guerra civile, lo si tenga sempre a mente) al principio degli anni Novanta del XIX secolo, ha ospitato il pi\u00f9 grosso partito marxista di tutto l&#8217;Occidente. Poi, con la fine della Guerra Fredda e con il crollo della Democrazia Cristiana, smantellata dai giudici di Mani Pulite insieme al di lei alleato-rivale, il PSI di Bettino Craxi, anche il PCI si \u00e8 sciolto: era il 3 febbraio 1991, in ritardo di un anno e mezzo rispetto alla caduta del Muro di Berlino e perfino pi\u00f9 tardi dell&#8217;annuncio dello scioglimento dell&#8217;URSS da part di Gorbaciov. Ma il PCI non \u00e8 morto in quella data, ha semplicemente cambiato nome e cercato di cambiar pelle; \u00e8 diventato il Partito Democratico della Sinistra, ha raccattato cospicui avanzi della scomparsa DC, ovviamente della sua componente di sinistra, e soprattutto ha cambiato ragione sociale, mantenendo per\u00f2 gli stessi uomini, la stessa prospettiva, la stessa analisi della societ\u00e0 e dello Stato, e &#8212; a parole &#8211; gli stessi obiettivi che aveva prima. Ha cambiato la ragione sociale perch\u00e9, in accordo con le dimaniche della globalizzazione, da partito dei lavoratori \u00e8 diventato il partito della finanza e della borghesia capitalista: basta vedere chi sono i nuovi iscritti, come De Benedetti, e chi sono le ultime leve della leadership, come Calenda: tutta gente con patrimoni a parecchi zeri e sulle cui mani non \u00e8 mai spuntato un callo, se non forse quand&#8217;erano ragazzi e facevamo i boy-scout. L&#8217;ex PCI \u00e8 diventato, come aveva pronosticato il filosofo Norberto Bobbio, un partito radicale di massa, ha raccolto l&#8217;eredit\u00e0 del PR e ripreso le sue battaglie per i diritti civili: divorzio pi\u00f9 rapido e pi\u00f9 facile, aborto, eutanasia, unioni di fatto, matrimoni omosessuali, adozioni di bambini da parte delle coppie omofile, libert\u00e0 di drogarsi a piacimento. E, inoltre, pi\u00f9 Europa, pi\u00f9 Stati Uniti d&#8217;America, pi\u00f9 Israele, pi\u00f9 memoria dell&#8217;Olocausto, pi\u00f9 austerit\u00e0, pi\u00f9 massoneria, pi\u00f9 statalismo, pi\u00f9 clientelismo, pi\u00f9 migranti, e pi\u00f9 in fretta il diritto di voto agli stranieri, anzi magari cittadinanza automatica per chiunque nasca in Italia, da qualsiasi luogo dell&#8217;orbe terracqueo provengano i suoi genitori e per qualsiasi ragione essi abbiano deciso di darlo al mondo sotto il nostro cielo.<\/p>\n<p>Per\u00f2, nello stesso tempo, quello che era il PCI ha raccolto anche l&#8217;eredit\u00e0 della DC di sinistra, di Dossetti e Lazzati, di La Pira e don Milani, di padre Turoldo e di don Gallo; e dunque, teoricamente, una serie di valori che, con quelli radicali, ci stanno come i cavoli a merenda. Per\u00f2 anche per quest&#8217;arduo problema l&#8217;ex PCI ha trovato la soluzione giusta, mescolando, agitando e ridistribuendo gli ingredienti, col risultato di esser divenuto la bandiera sia dei diritti civili in chiave anticristiana, sia la punta avanzata dell&#8217;ideologia cattolica di sinistra, perfino pi\u00f9 in l\u00e0 dei sogni di don Gallo e don Milani. Il diavolo e l&#8217;acqua santa felicemente mescolati e confluiti in una nuova realt\u00e0, dove c&#8217;\u00e8 posto, come voleva Pier Paolo Pasolini, sia per Cristo che per Marx, ma anche, come vuole la signora Cirinn\u00e0, sempre meno posto per la famiglia formata da uomo e donna, considerata troppo conservatrice e potenzialmente fascista, e sempre pi\u00f9 spazio per ogni altro tipo di architettura &quot;familiare&quot;. Peccato che il Cristo dei Democratici non abbia niente che fare con il Cristo del cristianesimo, e che il Marx che ancora forma lo zoccolo duro della loro <em>Weltaschauung<\/em> non rifletta minimamente l&#8217;attuale ragione sociale, n\u00e9 quella radical-libertina ora salita in auge: bens\u00ec quella di Soros, Lehman Brothers e Rotschild, non certo quella dei metalmeccanici o dei pensionati con 300 euro al mese. E quando diciamo che l&#8217;ex PCI ha pesato sulla societ\u00e0 italiana come il comunismo in Unione Sovietica, intendiamo fare, s\u00ec, una provocazione, ma anche dire, al nocciolo, una cosa reale: che nulla si poteva fare senza che lo Stato mettesse il suo <em>placet<\/em> su qualsiasi atto della vita sociale. Una strada in costruzione resta interrotta per degli anni e, alla fine, i cittadini, a spese loro e tassandosi da se stessi, si danno da fare per portarla a termine, guidati dal loro sindaco? Niente e da fare: lo Stato, quello stesso Stato che ha lasciato la strada interrotta per anni ed anni, interviene; e una sua emanazione-fantasma, la regione (Sicilia, in questo caso) resuscita dal limbo per ammonire e querelare quel sindaco: nessuno ha il diritto di terminare la strada, neppure (o magari proprio per quello) <em>gratis et amore Dei<\/em>. Altrimenti, gli imprenditori amici della mafia che ci stanno a fare? I grandi lavori pubblici, in Italia, sono la sinecura delle aziende che hanno gli amici degli amici nei gangli vitali dello Stato e delle amministrazioni locali: dall&#8217;Expo di Milano allo smaltimento dei rifiuti domestici: chi ha dei santi in paradiso pu\u00f2 accaparrarsi quei lavori e spassarsela alla grande; poi, dopo aver prosciugato le casse della pubblica amministrazione facendo raddoppiare, triplicare o quadruplicare le spese preventivate, i lavori si possono anche lasciare interrotti a met\u00e0. Tanto &#8211; chi se ne frega? &#8212; dieci o cento milioni di euro in pi\u00f9 o in meno, che differenza volete che faccia? Dopotutto, non siamo mica in Svizzera, qui, dove tutto \u00e8 preciso come un orologio; qui lo Stato esiste non per servire i cittadini ma per farsi servire in cambio di voti e illeciti favori.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo il caso, apparentemente semplicissimo, di un cittadino che voglia cambiare il proprio medico della mutua, perch\u00e9 non \u00e8 soddisfatto delle prestazioni che riceve e, viceversa, conosce un bravo medico che ha l&#8217;ambulatorio a breve distanza dalla sua residenza: credete che basti fare una normalissima domanda? Niente affatto; prima lo Stato, per mezzo dei suoi organi sanitari locali, deve controllare se si tratti di una richiesta legittima, e alla fine, se per caso il nuovo medico indicato ha l&#8217;ambulatorio fuori anche solo di dieci metri dai confini comunali, quella richiesta verr\u00e0 quasi certamente respinta. Eh, che diamine: dove si andr\u00e0 mai a finire, se si lascia passare il principio che chiunque \u00e8 libero di curarsi da chi vuole e come vuole? Poniamo che voi non abbiate troppa fiducia nella medicina chimica e che vogliate curarvi dall&#8217;erborista, o dall&#8217;iridologo, o dal naturopata, insomma facendo ricorso a persone e strutture che sono al di fuori della medicina accademica, quella &quot;ufficiale, adottata dallo Stato nelle forme pi\u00f9 estreme (come la gragnola di vaccini obbligatori per i bambini che, altrimenti, non potranno iscriversi alla scuola elementare e media). Niente da fare, lo Stato non riconoscer\u00e0 la vostra scelta e vi terr\u00e0 legati alla sanit\u00e0 pubblica fino al (vostro) ultimo soffio di vita. Non sia mai che il medico della mutua si veda snobbato da un suo paziente, e che i medici del servizio sanitario nazionale, tutti di formazione strettamente accademica, si vedano soffiare i pazienti da pseudo medici che, dal loro punto di vista, sono solo impostori e ciarlatani; se passa un tale principio, dove mai andremo a finire? Quindi, se in Francia o in Svizzera voi potete curarvi con le medicine naturali acquistate in erboristeria, e poi scaricarle dalla dichiarazione del reddito, proprio come da noi si fa con i medicinali acquistati in farmacia, questo non \u00e8 possibile in Italia, perch\u00e9 lo Stato (sovietico) ha deciso che esiste una sola maniera lecita e corretta di curare le malattie, altre non ce ne sono; e se proprio volte farvi del male, lo farete interamente a spese vostre. Commovente sollecitudine etica, non \u00e8 vero? Ci consola il pensiero che qualcuno abbia cos\u00ec tanto a cuore la nostra salute e il nostro benessere, da far di tutto affinch\u00e9 noi, se malati, ci affidiamo alle mani pi\u00f9 qualificate, e ci dissuada dal fidarci di praticoni e imbonitori da strapazzo. Alla faccia della laicit\u00e0 dello Stato, per\u00f2. Lo Stato si ricorda di esser laico se un genitore, contro il sentimento di tutti gli altri, protesta per la presenza di un Crocifisso nell&#8217;aula scolastica dove studia il suo pargoletto; anzi, perfino la chiesa (laica) del signor Bergoglio non vuol neanche sentir dire che il cattolicesimo \u00e8 la sola religione vera: sono buone tutte quante, invece, e Dio le ha volute perch\u00e9 gli uomini possano godere della pi\u00f9 ampia offerta religiosa di mercato; per\u00f2, se volete curarvi il raffreddore o le verruche con dei farmaci naturali, reperibili in erboristeria e non in farmacia (ogni gelosia di casta \u00e8 fuori discussione, non bisogna mica pensar male perch\u00e9 si fa peccato!), allora lo Stato si dimentica di essere laico e pretende che voi restiate sui binari, o, per dirla pi\u00f9 volgarmente, che non la facciate fuori dal vaso. E lo stesso Stato che, sotto la forma delle amministrazioni locali, permette che ogni anno le strade delle vostre citt\u00e0 si intasino di montagne d&#8217;immondizie in decomposizione, puzzolenti e foriere di possibili epidemie, si preoccupa a tal punto della salute dei vostri bambini da decidere che voi <em>dovete<\/em> sottoporli a una raffica di vaccinazioni, non prive di effetti collaterali anche pericolosi, pena l&#8217;esclusione dal percorso scolastico. Ostacolo peraltro aggirabile dietro pagamento di un balzello, cio\u00e8, volevamo dire di una multa: a proposito di onesta e trasparente preoccupazione per la salute dei cittadini e tanto per fugare ogni sospetto d&#8217;interessi venali.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo un altro caso ancora: poniamo che un ragazzo brilli talmente negli studi, da meritare una raffica di &quot;nove&quot; o &quot;dieci&quot; in pagella. Ebbene: maestre e professori, molto spesso, invece d&#8217;incoraggiarlo a sviluppare al massimo le sue capacit\u00e0, gli solleveranno difficolt\u00e0 d&#8217;ogni tipo e finiranno per spegnere in lui ogni entusiasmo: il tutto in nome dell&#8217;egualitarismo, della lotta contro il merito e per un appiattimento orizzontale di tutti quanti, dall&#8217;asilo all&#8217;universit\u00e0 e anche oltre. L&#8217;obiettivo \u00e8 sempre lo stesso: coerente, rigido, implacabile: nessuno deve emergere, deve spiccare. Spiccare sul gregge \u00e8 cosa inaccettabile, perch\u00e9 diametralmente opposta al sogno di tutti i comunisti e i catto-comunisti: veder realizzato il Regno dell&#8217;Eguaglianza qui, ora, sulla terra. Infatti, se un bambino si fa notare per esser molto bravo in italiano, o in matematica, o magari nella ginnastica, ci\u00f2 metterebbe in crisi l&#8217;idea che siamo tutti uguali; ma quell&#8217;idea \u00e8 giusta, perch\u00e9 <em>deve<\/em> essere giusta; quindi, quel ragazzo non pu\u00f2, non <em>deve<\/em> esser cos\u00ec bravo, non deve spiccare sugli altri. Spiccare \u00e8 un concetto egoista, mette a disagio quelli meno bravi; e siccome i meno bravi, lo diceva sempre anche don Milani, sono i figli dei lavoratori, mentre i pi\u00f9 bravi sono i figli dei medici, degli avvocati, ecc., bisogna eliminare lo sfruttamento di classe, cos\u00ec non ci saranno pi\u00f9 n\u00e9 sfruttatori n\u00e9 sfruttati, infatti i pi\u00f9 bravi non hanno alcun merito di essere bravi, e i non bravi non hanno la minima colpa o responsabilit\u00e0 per il fatto di essere cattivi studenti e d&#8217;imparare poco e male. In base a questa idea, i risultati scolastici dipendono al 100% dalle condizioni sociali del bambino: non esistono la pigrizia, la svogliatezza, il menefreghismo, meno che meno diversi gradi d&#8217;intelligenza: chi non ottiene buoni risultati, \u00e8 perch\u00e9 vittima di una sistema scolastico classista, voluto dalla bieca borghesia sfruttatrice. Il concetto si \u00e8 poi esteso a tutti gli altri bambini che non raggiungono risultati ottimali per le cause pi\u00f9 diverse: i figli degli immigrati, gli handicappati, i figli dei rom. Rimedio escogitato dalla scuola sovietica italiana: mortificare i bravi, gli studiosi, i meritevoli, farli sentire in colpa perch\u00e9 &quot;avvantaggiati&quot; e &quot;pi\u00f9 fortunati&quot; rispetto ai loro compagni, che non hanno altra colpa al mondo se non quella di essere nati in Paesi poveri, o di avere delle disabilit\u00e0. Anche quest&#8217;ultima affermazione, peraltro, deve esser fatta con tutte le debite cautele: perch\u00e9 l&#8217;handicap, come la condizione della donna per le femministe, \u00e8 da un lato motivo di tacito rimprovero verso gli altri (i sani, i maschi), per poter rivendicare diritti speciali; dall&#8217;altro qualcosa che viene negato in nome del fatto che &quot;siamo tutti uguali&quot;. E questa idea, assurda e contraddittoria, viene ribadita continuamente nella testa dei bambini dalle zelanti maestre e dagli esperti chiamati a pontificare in merito. Si assiste cos\u00ec agli incontri dei bambini, a scuola, con un signore in carrozzella che chiede loro, enfaticamente: <em>Chi vedete qui davanti a voi, una persona o un handicappato?<\/em>, salvo poi snocciolare tutta una serie di diritti che spettano agli handicappati, come quello di avere le loro olimpiadi e di ricevere i premi dalle mani del Presidente della Repubblica, insieme e non separatamente agli atleti delle squadre, diciamo cos\u00ec, normali. Se poi si passa dalle scuole elementari alle medie e alle superiori, si capir\u00e0 quale selezione all&#8217;incontrario venga portata avanti, scientemente e deliberatamente, da anni e da decenni, con la costante mortificazione dei bravi studenti e la costante giustificazione di quelli che non giungono neppur alle soglie della sufficienza. Risultato: diplomi senza valore e studenti universitari che si iscrivono alla facolt\u00e0, poniamo, di lettere, senza essere in grado, non diciamo di tradurre un brano di Cesare o Cicerone, ma neppure di scrivere un testo in italiano senza accumular meno d&#8217;una dozzina di errori di orografia, grammatica e sintassi. Tutto in nome dell&#8217;uguaglianza, cio\u00e8 dell&#8217;ideale sovietico. Anzi, vogliamo proprio dirla tutta? Ormai non sono l&#8217;eccezione nemmeno i <em>professori universitari<\/em> che non sanno scrivere un testo alla lavagna, senza infilarci uno, due o tre errori, pi\u00f9 o meno marchiani, di ortografia. Se a tutto ci\u00f2 si aggiunge l&#8217;abnorme presenza dello Stato nell&#8217;economia e nei mezzi d&#8217;informazione, o l&#8217;invadenza con cui esso pretende di regolamentare anche il cibo dei bambini a scuola &#8212; ultima trovata: proibito portarsi il panino da casa &#8212; si avr\u00e0 il quadro della perfetta e felice societ\u00e0 sovietica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha detto che l&#8217;Unione Sovietica si \u00e8 sciolta e che ha cessato di esistere una trentina d&#8217;anni fa? Ci\u00f2 non corrisponde al vero. 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