{"id":23902,"date":"2015-12-15T10:42:00","date_gmt":"2015-12-15T10:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/15\/chi-era-quella-donna-sulla-metropolitana-dallo-sguardo-demoniaco\/"},"modified":"2015-12-15T10:42:00","modified_gmt":"2015-12-15T10:42:00","slug":"chi-era-quella-donna-sulla-metropolitana-dallo-sguardo-demoniaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/15\/chi-era-quella-donna-sulla-metropolitana-dallo-sguardo-demoniaco\/","title":{"rendered":"Chi era quella donna sulla metropolitana dallo sguardo demoniaco?"},"content":{"rendered":"<p>Gli occhi, dice un vecchio adagio &#8212; veritiero, per quanto abusato &#8212; sono lo specchio dell&#8217;anima, o, anche, sono le finestre aperte sull&#8217;anima di una persona; ed \u00e8 opinione comune che lo sguardo, di conseguenza, non possa mentire, nemmeno se si sforza di farlo con molta abilit\u00e0. Di fatto, di tutte le parti del corpo, gli occhi sono la pi\u00f9 espressiva; e lo sguardo di una persona, il quale, come funzione fisiologica, \u00e8 ci\u00f2 che le consente di vedere le cose che stanno al di fuori -, \u00e8, nello stesso tempo, lo strumento di cui la persona si serve, a volte intenzionalmente, a volte no, per relazionarsi con gli altri, per dire qualcosa di s\u00e9, per esprimere paure, desideri, aspettative. Pertanto, lo sguardo pu\u00f2 essere &quot;letto&quot; in due direzioni, verso l&#8217;esterno e verso l&#8217;interno: nel primo caso, per &quot;agganciare&quot; lo sguardo altrui, per esercitare una richiesta, o una pressione, o una implorazione; nel secondo caso, per consentire agli altri di accedere all&#8217;intimit\u00e0 di quella persona, di frugare nei suoi angoli pi\u00f9 intimi. Tanto \u00e8 vero che le persone timide tengono lo sguardo rivolto verso il basso, oppure fissano nel vuoto: solo cos\u00ec ritengono di potersi proteggere dall&#8217;invadenza o dalla indiscrezione altrui.<\/p>\n<p>Vi sono sguardi aggressivi, che &quot;spogliano&quot; l&#8217;altro: tali, ad esempio, sono gli sguardi di natura erotica, nei quali si esprime un desiderio violento, brutale, che imbarazza e offende l&#8217;altro, che lo riduce a cosa, a oggetto passivo di una brama sessuale; e vi sono sguardi lusinghieri, carezzevoli, seduttivi, mediante i quali si esprime, ma in forme pi\u00f9 morbide e insinuanti, lo stesso desiderio, invitando l&#8217;altro a una complicit\u00e0, o, quanto meno, a un abbandono. Insomma vi sono sguardi simili a stupri, e sguardi simili ad amplessi. Analogamente, vi sono sguardi di supplica, di minaccia, di simpatia, di solidariet\u00e0, d&#8217;intesa, di rassegnazione, di invito, di resa, di abbandono, di sfida, di rabbia, di odio, d&#8217;invidia, di gelosia, di superbia, eccetera. Lo sguardo pu\u00f2 essere intenzionale oppure no (ad esempio quando \u00e8 assente, o distratto); ma \u00e8 quasi impossibile che menta circa i veri sentimenti della persona. Uno sguardo carico di odio, ad esempio, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di una minaccia: \u00e8, o almeno pu\u00f2 essere, un pericolo reale per colui che lo subisce; da ci\u00f2 deriva la parola&quot;malocchio&quot;: dalla credenza che uno sguardo cattivo porti sfortuna, cio\u00e8 che eserciti una influenza negativa sulla persona che ne \u00e8 vittima. Ma <em>quanto<\/em> pu\u00f2 essere carico d&#8217;odio, quanto pu\u00f2 essere cattivo, uno sguardo umano? E la cattiveria che esso esprime, si dirige necessariamente verso una persona precisa, oppure pu\u00f2 esprimere una malvagit\u00e0 generalizzata, ossia diretta contro tutto e contro tutti, effettivamente o potenzialmente? In questo secondo caso, ci troveremmo in presenza d&#8217;una malvagit\u00e0 <em>cronica<\/em> e <em>stabilizzata<\/em>, non di uno stato d&#8217;animo momentaneo, provocato, magari, da una situazione ben precisa, finita o risolta la quale, l&#8217;anima pu\u00f2 tornare alle condizioni di vita precedenti.<\/p>\n<p>Sorge, perci\u00f2, la domanda: di quanto odio \u00e8 capace un essere umano? Un odio cronico e stabilizzato eccede la misura ordinaria dell&#8217;esistenza: esso esprime una condizione definitiva e irreversibile della vita interiore, esclusivamente polarizzata intorno alla negativit\u00e0. Questo significa che ci si trova, in simili casi, alla presenza di un&#8217;anima persa: perch\u00e9, quando la vita dell&#8217;anima abbraccia, in maniera deliberata e definitiva, la propria dimensione inferiore, popolata da sentimenti puramente negativi, \u00e8 come se le sorgenti della spiritualit\u00e0 si inaridissero per sempre e su quell&#8217;anima scendesse una oscurit\u00e0 paurosa, inumana, innaturale. Secondo natura, infatti, l&#8217;anima oscilla fra i due poli, positivo e negativo, del bene e del male; allorch\u00e9 si stabilizza sul polo negativo, essa \u00e8 perduta per la dimensione luminosa, superiore; e allo stesso modo, se si polarizza su quest&#8217;ultima, anche in tal caso la natura viene superata e l&#8217;anima entra in una sfera soprannaturale: e ci\u00f2 le conferisce anche dei poteri straordinari.<\/p>\n<p>Tanto l&#8217;anima diabolica, indurita nel male, quanto l&#8217;anima santa, che ha voltato definitivamente le spalle alla dimensione inferiore, a prezzo di una dura lotta interiore, eccedono le condizioni normali dell&#8217;esistenza e sono suscettibili di prestazioni eccezionali, non spiegabili razionalmente, anche sul piano fisico: la perdita del peso corporeo, la levitazione, la conoscenza del passato e del futuro, o quella delle cose lontane nello spazio, la conoscenza inspiegabile delle lingue, comprese le lingue &quot;morte&quot;, e cos\u00ec via. \u00c8 inutile precisare che tali facolt\u00e0 straordinarie, nei due casi opposti dell&#8217;anima diabolica e dell&#8217;anima santa, traggono origine da due sorgenti del pari opposte: infernale la prima, celeste la seconda; e che tali poteri non giacciono sullo stesso piano, perch\u00e9 quelli della prima sono di natura effimera, ingannevole, e puramente negativa, o, tutt&#8217;al pi\u00f9, miranti a produrre stupore, per confondere coloro che vi assistono; mentre quelli della seconda sono di natura benefica, costruttiva, durevole e sostanziale.<\/p>\n<p>Un&#8217;anima diabolica, abbiamo detto, si disumanizza; e, una volta che sia disumanizzata, il corpo in cui essa dimora diventa facilmente il ricettacolo di forze estranee di provenienza infera, che ne fanno il loro strumento ed il loro zimbello. Sorge la difficile domanda se un&#8217;anima persa sia acquisita alle potenze infernali, gi\u00e0 in vita, in maniera stabile; ossia se quel tale individuo sia gi\u00e0 diventato, di fatto, un demone in veste umana, o se qualche vestigia della sua precedente umanit\u00e0 sussista ancora, e se un intervento straordinario di Dio la potrebbe ancora sottrarre al suo tragico destino di auto-distruzione. Senza voler invadere il campo della teologia morale, riteniamo che il rispetto del libero arbitrio, da parte di Dio, sia cos\u00ec grande, da <em>non poter salvare un&#8217;anima contro la sua stessa volont\u00e0<\/em>: per cui, se un&#8217;anima ha deciso di dannarsi, nessuna forza al mondo, e neanche al di sopra di questo mondo, la potr\u00e0 mai salvare da se stessa. Dante ne era cos\u00ec convinto da pensare che taluni individui, gi\u00e0 in vita, si sono trasformati in demoni, o meglio, che la loro anima \u00e8 stata trascinata all&#8217;Inferno, ed il suo posto \u00e8 stato preso da un demonio, che abita in quel corpo e simula le apparenze della vita, ma solo le apparenze esteriori (cfr. il nostro articolo: \u00abQuando muore l&#8217;anima di un uomo e un demonio s&#8217;insedia nel suo corpo: il caso dio frate Alberigo\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 29\/10\/2008).<\/p>\n<p>Ora, tornando al discorso sulla forza e sulla verit\u00e0 interiore dello sguardo umano, possiamo dedurre che la presenza di un&#8217;anima profondamente malvagia viene tradita dalla luce che brilla negli occhi di quella tale persona; anche se non tutti sono abbastanza intuitivi e sensitivi da cogliere il messaggio, di per s\u00e9 chiarissimo, che quella luce contiene. Otello, il Moro di Venezia, non era, evidentemente, abbastanza intuitivo e sensitivo da cogliere la luce maligna che brillava negli occhi Jago; cos\u00ec come la duchessa Josiane, ne \u00abL&#8217;uomo che ride\u00bb di Victor Hugo, non si accorge della luce malvagia che brilla nello sguardo di Barkilphedro (cfr. il nostro articolo: \u00abAlcune riflessioni sulla reale natura dell&#8217;odio\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 19\/05\/2007). E anche per Shakespeare una tale carica di odio rimane un conturbante mistero: interrogato da Otello sulle ragioni del suo comportamento diabolico, costato la morte dell&#8217;innocente Desdemona, Jago si rifiuta di rispondere, portando con s\u00e9, nella tomba, il proprio terribile segreto.<\/p>\n<p>Ed ecco un episodio singolare riferito dal medico psicanalista Alexander Lowen, discepolo di Wilhelm Reich, direttore dell&#8217;Istituto di Analisi Bioenergetiche di New York (da: A. Lowen, \u00abBioenergetica\u00bb; titolo originale: \u00abBioenergetics\u00bb, New York, Coward, McCann &amp; Gheorghegan, 1975; traduzione dall&#8217;inglese di Lucia Cornalba, Milano, Feltrinelli, 1983, p. 249):<\/p>\n<p><em>\u00abMolti anni fa vidi due occhi che non dimenticher\u00f2 mai. Ero in metropolitana con mia moglie: lo sguardo ci cadde simultaneamente sugli occhi di una donna seduta di fronte a noi. Il contatto con quegli occhi mi diede uno shock. Aveva uno sguardo talmente cattivo che quasi rabbrividii dall&#8217;orrore. Mia moglie ebbe una reazione identica. Quando pi\u00f9 tardi ne parlammo, riconoscemmo entrambi di non aver mai visto degli occhi dallo sguardo cos\u00ec malvagio. Prima di quell&#8217;esperienza non credevo possibile che gli occhi avessero uno sguardo cattivo. L&#8217;incidente mi fece ricordare le storie che avevo sentito da bambino sull&#8217;&quot;occhio diabolico&quot; e sui suoi strani e spaventosi poteri.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Certo, se, da un lato, Alexander Lowen era un terapeuta abituato ad avere a che fare con una quantit\u00e0 di pazienti affetti da sofferenze mentali d&#8217;ogni genere, dall&#8217;altro si fatica a trattenere un moto di sorpresa davanti alla sua strana affermazione che \u00abprima di quell&#8217;esperienza non <em>credeva<\/em> possibile che gli occhi avessero uno sguardo cattivo\u00bb. Non si pu\u00f2 fare a meno di domandarsi se davvero egli fosse abituato a guardare i suoi pazienti negli occhi: a <em>guardarli<\/em>, intendiamo, e non, semplicemente, a vederli. A meno che gli avesse fatto velo l&#8217;ideologia buonista, tipica di certi ambienti della contro-cultura, specialmente giovanile, degli anni Sessanta, nella cui vastissima galassia si muovevano anche i seguaci di Wilhelm Reich e di parecchie altre frange &quot;eretiche&quot; del grande movimento psicanalitico di matrice freudiana (e per i quali il buonismo era soprattutto in funzione naturalistica e russoviana, nonch\u00e9 di sottintesa polemica anticristiana, vedendo essi, nel cristianesimo, l&#8217;aspetto &quot;crudele&quot; della giustizia divina, e l&#8217;aspetto &quot;pessimistico&quot; della antropologia relativo al peccato).<\/p>\n<p>A quanto pare, dopo anni e anni di attivit\u00e0 terapeutica, il buon Alexander Lowen aveva scoperto l&#8217;acqua calda (meglio tardi, che mai), ossia ci\u00f2 che qualunque parroco di campagna, dopo aver esercitato il sacramento della confessione anche solo per una settimana, sarebbe stato in grado di dirgli, se lui avesse mai avuto l&#8217;umilt\u00e0 di ascoltare qualcosa da un simile pulpito: che la malvagit\u00e0 assoluta esiste, pur se in una creatura limitata e imperfetta come l&#8217;essere umano. Avrebbe anche potuto leggersi Shakespeare, o Dante, o i tragici greci, o il Vangelo, le vite dei santi, e sarebbe arrivato alla stessa conclusione: la cattiveria radicale \u00e8 di questo mondo, anche se, in essa, traluce un fulgore corrusco che rimanda a un <em>altro<\/em> mondo, quello infernale, comunque uno se lo immagini e ovunque esso si trovi.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;episodio specifico da lui raccontato, qui sopra riportato, vorremmo fare un&#8217;ipotesi. La malvagit\u00e0 assoluta, ripetiamo, \u00e8 assai rara: \u00e8 rarissimo trovare un uomo, una donna, che si siano interamente votati al male, e la cui anima si sia dannata inesorabilmente gi\u00e0 in vita, anticipando in se stessa la condizione infernale che l&#8217;attende dopo la morte. Se ci\u00f2 accade, bisogna quantomeno sospettare che vi sia una componente non umana, perch\u00e9 le possibilit\u00e0 umane sono limitate, sia nel bene che nel male. Una malizia assoluta eccede le possibilit\u00e0 umane; di conseguenza, \u00e8 verosimile che quell&#8217;anima abbia fatto offerta di s\u00e9 al Demonio, in cambio di potenza, successo, ricchezza e piaceri sessuali. Di fatto, il satanismo esiste ed \u00e8 molto pi\u00f9 diffuso di quel che, generalmente, non s&#8217;immagini: esistono parecchi milioni di persone che si sono votate al Male, e che si sono legate ad esso mediante un patto scellerato, che prevede anche il sacrificio di esseri umani, preferibilmente di bambini (perch\u00e9 i satanisti ritengono che l&#8217;anima del bambino, strappata violentemente al momento della morte, liberi energie potentissime, delle quali, come vampiri psichici, essi vogliono impadronirsi, per accrescere la loro forza). L&#8217;argomento \u00e8 disgustoso e preferiremmo evitarlo; pure, non \u00e8 lecito chiudere gli occhi davanti alla realt\u00e0, ed p giusto mettere in guardia contro siffatte individui che si aggirano come lupi rapaci in mezzo alle nostre citt\u00e0 e lungo le nostre strade. Una quantit\u00e0 di delitti irrisolti, e una quantit\u00e0 ancora pi\u00f9 grande di numerose sparizioni di persone, sono riconducibili alle attivit\u00e0 infernali di questi servitori del Demonio, le cui messe nere esigono sempre nuove vittime sacrificali per propiziare agli adepti il favore delle Tenebre.<\/p>\n<p>Lo sappiamo bene: tutto questo appare poco credibile. Infatti, a parlarne sono pochissimi giornalisti e scrittori; fra gli intellettuali bene affermati, praticamente nessuno. Nessuno di loro prende la cosa sul serio; e nessuno, o quasi nessuno, sarebbe disposto ad esporsi al ridicolo e alla gogna mediatica, se si mettesse a parlare apertamente del Diavolo, dei satanisti e dei loro sacrifici umani. Meglio parlare di <em>cose serie<\/em>: non di simili bazzecole. Quelle, le lasciano alla screditatissima categoria dei complottisti. Quanto all&#8217;altra categoria che avrebbe il diritto e il dovere di parlarne, i teologi, apriti cielo: hanno ben altro da fare: per esempio, sono tutti impegnati a sostenere che Dio \u00e8 misericordia a senso unico, per cui lo stesso Diavolo, alla fine, verr\u00e0 redento, e l&#8217;Inferno chiuder\u00e0 i battenti per mancanza di clienti. Padronissimi di pensarlo. Quanto a noi, riteniamo doveroso mettere in guardia tutti questi buonisti e cristiani di manica larga. Come ammoniva Baudelaire, il Diavolo gode del fatto che gli uomini non credono pi\u00f9 alla sua esistenza: ci\u00f2 gli facilita immensamente il suo lavoro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli occhi, dice un vecchio adagio &#8212; veritiero, per quanto abusato &#8212; sono lo specchio dell&#8217;anima, o, anche, sono le finestre aperte sull&#8217;anima di una persona;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[96],"class_list":["post-23902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-anima"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23902"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23902\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23902"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}