{"id":23892,"date":"2022-04-08T11:22:00","date_gmt":"2022-04-08T11:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/08\/chi-aggredisce-chi-la-storia-e-una-falsa-scienza\/"},"modified":"2022-04-08T11:22:00","modified_gmt":"2022-04-08T11:22:00","slug":"chi-aggredisce-chi-la-storia-e-una-falsa-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/04\/08\/chi-aggredisce-chi-la-storia-e-una-falsa-scienza\/","title":{"rendered":"Chi aggredisce chi? La storia \u00e8 una falsa scienza"},"content":{"rendered":"<p>Tutti noi, probabilmente, abbiamo il nitido ricordo di quando, sui banchi di scuola, abbiamo affrontato il tema delle guerre persiane. Sia dalle parole del professore, sia dal tenore del libro di testo, traspariva chiaramente una sorta di entusiasmo nazionalistico retrospettivo: come se l&#8217;Europa e la sua civilt\u00e0, per mezzo della piccola ma valorosa Grecia, si fosse presa la soddisfazione morale e materiale di umiliare la tracotanza di un grande impero asiatico, vale a dire &quot;barbaro&quot;, fondato sul principio della monarchia assoluta di diritto divino (e chi sa poi di quali barbare divinit\u00e0), negatore di ogni spirito di libert\u00e0. E con quanta partecipazione, con quale entusiasmo quasi da tifo sportivo, avevamo seguito le alterne vicende di quel titanico scontro: il dispiegamento dell&#8217;immensa flotta persiana, l&#8217;avanzata del colossale esercito, il sublime sacrificio dei Trecento spartani alle Termopili, e cos\u00ec via, sino alla clamorosa, imprevedibile vittoria finale dei greci, che capovolgeva tutti i pronostici e gettava le basi per la futura impresa di Alessandro Magno, vista gi\u00e0 allora come la risposta greca a quel tentativo di conquista.<\/p>\n<p>Noi allora non lo sapevamo, ma per come quel capitolo di storia ci veniva proposto, erano evidenti almeno due cose: primo, che la cultura moderna \u00e8 veramente figlia, purtroppo, della Rivoluzione francese, e anche nello studio della storia antica vengono proiettate a ogni costo le categorie libert\u00e0\/ assolutismo e democrazia\/tirannide, piegando la realt\u00e0 dei fatti all&#8217;ideologia fondata sui &quot;sacri principi dell&#8217;89&quot;; secondo, che la storia \u00e8 scritta dai vincitori e che viene insegnata a seconda del potere esistente e della cultura dominante, ovvero che \u00e8 tutto fuorch\u00e9 una scienza, a dispetto di ci\u00f2 che dicono alcuni storici di professione. A ben riflettere, infatti, pi\u00f9 che di uno scontro fra l&#8217;assolutismo aggressivo e imperialista e la democrazia, si era trattato di una contesa assai pi\u00f9 limitata fra un impero multinazionale (come oggi si direbbe) che era stato apertamente sfidato e che doveva punire lo sfidante per salvare la faccia, e una citt\u00e0 greca che coalizz\u00f2 attorno a s\u00e9 anche le altre <em>poleis<\/em> (non tutte in verit\u00e0) precisamente allo scopo di coinvolgerle in una lotta prevalentemente ideologica, ossia in una prospettiva politica che andava molto oltre i termini reali della contesa. Che poi il Re dei Re, dopo aver piegato i Greci dell&#8217;Asia Minore, sognasse di sottomettere non solo tutta la Grecia continentale, ma addirittura l&#8217;Europa intera, o poco meno, questa non \u00e8 affatto storia, ma fantasia storica bella e buona.<\/p>\n<p>Nel clima culturale sceso sull&#8217;Europa dopo la Rivoluzione Francese, pesantemente condizionato dall&#8217;illuminismo e poi impregnato di positivismo, mettere in dubbio che la storia fosse una scienza era quasi un&#8217;eresia &#8212; e lo \u00e8 tuttora. Ma perch\u00e9 la cultura dominante ci tiene tanto a far passare la storia per una scienza? Perch\u00e9 la storia le serve come un grimaldello con il quale scalzare e rovesciare la tradizione &#8212; e soprattutto la Tradizione. Nelle cosiddette scienze bibliche, per esempio, la manovra \u00e8 arrivata a un punto tale che nei seminari cattolici diocesani &#8212; ce lo diceva, con il cuore spezzato, un ex seminarista, uscito per non perdere, insieme alla vocazione, anche la fede &#8212; la parola d&#8217;ordine \u00e8: storicizzare tutto, anche la Parola di Dio. Quindi non si deve pi\u00f9 fare affermazioni del tipo: <em>Ges\u00f9 ha detto che&#8230;<\/em>; in altre parole, non bisogna citare pi\u00f9 i <em>Vangeli<\/em>. La strategia cui mirano i Nuovi Padroni Universali \u00e8 mettere in dubbio qualsiasi certezza relativamente a ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha detto; di conseguenza, bisogna evitare di citarlo. Tanto meglio: meno si parla di Ges\u00f9 Cristo e meno fastidio si d\u00e0 ai non cattolici, con tanto di guadagnato per il benemerito dialogo interreligioso. Ges\u00f9 \u00e8 divenuto una pietra d&#8217;inciampo: bisogna rimuoverlo. E lo si rimuove storicizzandolo. Siccome al suo tempo non esistevano i registratori, dice Sosa Abascal, noi non abbiamo alcuna certezza di cosa Egli disse realmente. <em>In dubio, abstine,<\/em> dice la massima latina: nel dubbio, astieniti dal fare o dire alcunch\u00e9. E allora avanti con l&#8217;ecumenismo, con il dialogo, con l&#8217;inclusione, con la misericordia (a senso unico, e cio\u00e8 verso i peccatori impenitenti ma non verso i fratelli nella fede che non ci stanno alla svendita del Vangelo). A tal punto sono arrivati quei signori; a tal segno si \u00e8 spinta la loro arroganza.<\/p>\n<p>Lo stesso storicismo malefico si \u00e8 insinuato in ogni angolo dell&#8217;umano sapere: non c&#8217;\u00e8 disciplina che non ne sia stata contaminata. \u00c8 proibito, tassativamente proibito, parlare di certezze: certezze non ce ne sono: l&#8217;unica cosa certa \u00e8 che bisogna saltare addosso a chiunque sostenga di averne una, a chiunque affermi che la verit\u00e0 esiste. Ora, tornando alla storia, \u00e8 chiaro che se la storia medesima deve essere continuamente contestualizzata, arriva il momento in cui non si sa pi\u00f9 cosa sia accaduto e perch\u00e9, e ci\u00f2 \u00e8 una logica conseguenza, esattamente come avviene quando si avvicina a tal punto l&#8217;immagine all&#8217;occhio che guarda, da non riuscire a percepire pi\u00f9 alcuna figura distinta, ma solo delle macchie incomprensibili, delle forme evanescenti e indefinite. Tale \u00e8 l&#8217;operazione che i Nuovi Padroni Universali hanno messo in opera in ogni campo del sapere, cominciando proprio dalla storia: e dopo aver instillato nelle menti l&#8217;idea che la verit\u00e0 non esiste, essi annunciano fra squilli di tromba la <em>loro<\/em> verit\u00e0, ossia la loro interpretazione del passato. E dunque \u00e8 dogma che le guerre persiane siano state una crociata della libert\u00e0 contro la barbarie assoluta; che la Riforma protestante sia stata la rivolta del vero cristianesimo contro quello falso, costruito dai preti per il loro abietto interesse; che la Chiesa cattolica non abbia fatto nulla di buono, nulla di puro, fino a quando, col Concilio Vaticano II, vi \u00e8 stata una formidabile rinascita spirituale; che la democrazia moderna sia la meta insuperata e insuperabile dei sistemi politici di qualunque tempo e luogo, e che per imporla sia giusto e doveroso anche fare delle guerre di aggressione contro quelle nazioni che sono cos\u00ec barbare e incivili da non gradirla (vedi l&#8217;Afghanistan, l&#8217;Iraq, la Libia e la Siria); infine che la Scienza odierna, ossia la pratica tecno-scientifica costruita e asservita al grande potere finanziario, sia l&#8217;ultima e definitiva Parola in ambito alla medicina, alla fisica e alla biologia, e che chiunque osi contestare un tale assunto deve essere scomunicato, ossia cacciato dall&#8217;ordine dei medici e denunciato come un pericolo pubblico, un sovversivo, e un attentatore al pubblico bene e alla pubblica salute. Si vedano gli attacchi sgangherati e totalmente antiscientifici di certi personaggi televisivi che si spacciano per divulgatori scientifici, contro il dottor Di Bella, o il dottor Hamer, o il dottor De Donno.<\/p>\n<p>Analogamente, se qualche storico osa dire che la Seconda guerra mondiale \u00e8 stata voluta, e fortemente voluta, dalla Francia e soprattutto dalla Gran Bretagna, anzi, da quelle forze della grande finanza internazionale che gi\u00e0 controllavano i governi della Francia e della Gran Bretagna, nonch\u00e9 degli Stati Uniti d&#8217;America, viene immediatamente emarginato dalla comunit\u00e0 accademica e sottoposto a ogni genere di attacchi, anche personali e anche penali, specie se il corollario di tali affermazioni \u00e8 una revisione delle dinamiche che hanno condotto al dramma degli ebrei. Questo \u00e8 un altro esempio, ma se ne potrebbe fare una lista chilometrica, di come nella tanto decantata &quot;scienza storica&quot; vige un totalitarismo spietato, i cui sorveglianti speciali sono gli intellettuali che i Padroni Universali si son tirati su dalle loro universit\u00e0 e dalle loro scuole di specializzazione: vale a dire dei cagnolini ammaestrati per scodinzolare festosi ogni volta che odono la voce del padrone, e per latrare furiosamente ogni volta che odono una voce diversa, scagliandosi ad azzannare il malcapitato che osi rompere la cappa uniforme del conformismo ufficiale. In altre parole, \u00e8 significativo che proprio quanti sono impegnati a far passare l&#8217;immagine della storia come di una scienza che non erra, sono al tempo stesso costretti, per la forza delle cose, a trasformarla in una religione, in un credo, in un dogma sacro, sicch\u00e9 quelli che non ci stanno possano essere colpiti con le armi della censura e trattati da eretici e da blasfemi. Non \u00e8 forse vero che un medico il quale dichiari di essersi persuaso dalla verit\u00e0 delle cinque leggi biologiche di Hamer viene trattato da blasfemo e da eretico, oltre che da ignorante e pericoloso mistificatore, indegno di occuparsi oltre della salute dei suoi pazienti? E non \u00e8 altrettanto vero che sottrarre anche una sola unit\u00e0 al computo dei Sei Milioni equivale a un atto sacrilego verso un fatto che non \u00e8 pi\u00f9 storico ma religioso, e quindi a meritare il trattamento che spetta agli eretici pervicaci e ai sovvertitori della religione e del pubblico bene? Se poi ci si sposta nell&#8217;ambito dell&#8217;arte, del cinema, del teatro, della musica, della filosofia, della teologia, il quadro sostanzialmente non muta: o si accettano i dogmi dei Nuovi Padroni Universali, oppure si \u00e8 meritevoli dei castighi riservati agli empi.<\/p>\n<p>A questo proposito ci piace riportare, per riflettervi sopra, una pagina dello storico, filologo, archeologo e grecista Giuseppe Nenci (Cuneo, 1924-Pisa, 1999), docente di Storia greca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, tratta dal suo libro <em>Introduzione alle guerre persiane<\/em> (Pisa, 1958; cit. in: C. A. Giannelli, <em>Il cammino dei popoli. Corso di storia per il ginnasio e le prime due classi del Liceo Scientifico<\/em>, Firenze, Bulgarini, 1969, vol. 1, pp.171-172):<\/p>\n<p><em>Nella tradizione sulle guerre persiana si assiste al tentativo di spostare la guerra dal piano di un conflitto fra Atene e la Persia, al piano di una grande campagna achemenide contro tutta la Grecia in funzione addirittura della conquista dell&#8217;Europa.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;insistenza sul tentativo di spostare l&#8217;ostilit\u00e0 persiana contro Atene sul piano di un ostilit\u00e0 generale contro tutta la Grecia, rivela, in fondo, la genesi della &quot;vulgata&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 interessante seguire i mezzi con i quali la propaganda filoateniese cerc\u00f2 di spostare la lotta sul piano panellenico.<\/em><\/p>\n<p><em>Il primo consistette nell&#8217;ignorare la provocazione ateniese ed eretriese alla Persia al tempo della rivolta ionica.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi, o si tace la provocazione alla Persia, oppure, nell&#8217;impossibilit\u00e0 di addurre una provocazione persiana in Grecia, si afferma che quello persiano non fu che un pretesto, spostando il problema dalla realt\u00e0 dei fatti alla valutazione dei pretesti da parte dei Persiani.<\/em><\/p>\n<p><em>La lotta fu presentata perci\u00f2 come espressione dell&#8217;aggressivit\u00e0 persiana, che come tale non poteva limitarsi ad Atene, ma avere ben pi\u00f9 ampio respiro.<\/em><\/p>\n<p><em>La conseguenza di questo atteggiamento nel mondo greco dopo le guerre persine \u00e8 duplice: per un verso tende a presentare la lotta del mondo greco come lotta per la santa causa della libert\u00e0 combattuta dalla piccola Grecia contro il colosso persiano; dall&#8217;altra, tende a prospettare tutti gli avvenimenti anteriori alle guerre persiane sotto una luce pi\u00f9 consona al nuovo clima.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;aver considerato le guerre persiane come la difesa del mondo greco contro l&#8217;oppressore delle sue libert\u00e0, ha fatto s\u00ec che i Persiani siano stati come gli invasori ai cui sogni di conquista, giudicati senza limiti, la sola Grecia continentale aveva saputo porre un freno. L&#8217;Achemenide, dopo essere passato da trionfatore in Oriente, nell&#8217;Asia Minore e in Egitto, aveva conosciuto infatti per la prima volta la sconfitta in terra greca.<\/em><\/p>\n<p><em>La considerazione poi della entit\u00e0 numerica delle genti che il Persiano aveva conquistato, confrontata con le esigue forze grazie alle quali la Grecia aveva saputo vincere, accentu\u00f2 indubbiamente la convinzione che il miracolo fosse stato reso possibile dal culto della libert\u00e0 che animava i Greci e non aveva invece sorretto gli Orientali. Il concepire quindi la lotta essenzialmente come il trionfo della causa della liber\u00e0, fece s\u00ec che quello che altro non era che uno scontro fra due potenze, destinato implicitamente a risolversi nel trionfo del vincitore e nella servit\u00f9 del vinto, proprio perch\u00e9, contrariamente alle previsioni, si era risolto nello smacco dell&#8217;aggressore e nella sopravvivenza della libert\u00e0 greca, fu visto, con nazionalistico compiacimento, come l&#8217;ultimo atto della tracotante espansione achemenide.<\/em><\/p>\n<p><em>La vittoria del mondo greco fu sentita vittoria stessa della libert\u00e0. In questo clima antipersiano anche un avvenimento come la rivolta ionica al quale la partecipazione della Grecia continentale era stata tutt&#8217;altro che massiccia, unanime e continuativa, fu talora sentita, pi\u00f9 tardi, come il primo momento della lotta contro il barbaro e la causa degli Ioni insorti identificata con quella della grecit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Le recentissime vicende della guerra fra Russia e Ucraina &#8212; che non sono ovviamente storia ma cronaca, cosa ben diversa &#8212; ci ricordano quanto sia arduo fidarsi della narrazione &quot;ufficiale&quot; di un fatto: quanto sia arduo capire chi \u00e8 l&#8217;aggressore e chi l&#8217;aggredito, perch\u00e9 il potere nascosto \u00e8 abilissimo nel far sembrare che le cose accadono per una loro intima necessit\u00e0, mentre sono state preparate con diabolica pazienza, come dal ragno velenoso che tesse la tela aspettando la preda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti noi, probabilmente, abbiamo il nitido ricordo di quando, sui banchi di scuola, abbiamo affrontato il tema delle guerre persiane. 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