{"id":23880,"date":"2021-06-09T07:56:00","date_gmt":"2021-06-09T07:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/06\/09\/che-ne-e-stato-dei-falsi-dei-e-dei-loro-simulacri\/"},"modified":"2021-06-09T07:56:00","modified_gmt":"2021-06-09T07:56:00","slug":"che-ne-e-stato-dei-falsi-dei-e-dei-loro-simulacri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/06\/09\/che-ne-e-stato-dei-falsi-dei-e-dei-loro-simulacri\/","title":{"rendered":"Che ne \u00e8 stato dei falsi d\u00e8i e dei loro simulacri?"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa succede intorno agli idoli smantellati delle divinit\u00e0 di una religione, dopo che essa \u00e8 stata sopraffatta dall&#8217;esterno, e abbandonata dai suoi fedeli? Senza dubbio la domanda si pone in termini differenti: 1) se si adotta il punto di vista dell&#8217;antropologia comparata, o se 2) si adotta il punto di vista cattolico; e inoltre se, a) ci si pone in una prospettiva scientista e materialista o se, b) ci si pone in una prospettiva spirituale ed olistica. La differenza fra il primo e il secondo punto di vista \u00e8 che nel primo tutte le religioni si equivalgono e rispondono alle stesse dinamiche storiche, psicologiche, sociali, ecc.; mentre nel secondo c&#8217;\u00e8 una sola religione vera, il cristianesimo, nella quale opera un elemento soprannaturale, e tutte le altre sono false religioni, per cui non \u00e8 possibile porre le une e l&#8217;altra sullo stesso piano e considerarne le manifestazioni come storicamente e sociologicamente equivalenti. La differenza fra la terza e la quarta prospettiva \u00e8 che nella terza si considera qualsiasi culto, qualsiasi divinit\u00e0 e qualsiasi simulacro come realt\u00e0 immanenti, che si possono studiare in maniera esauriente con la sola ragione naturale e, anzi, che di devono studiare con i soli criteri della scienza moderna (e sottolineiamo <em>moderna<\/em>), quantitativi e meccanicisti, in base ai quali ogni fenomeno pu\u00f2 essere perfettamente compreso e spiegati, e non c&#8217;\u00e8 in essi alcunch\u00e9 di misterioso, cio\u00e8 nulla che ecceda la ragione naturale; mentre nella quarta si ammette che nelle false religioni \u00e8 presente un elemento inafferrabile e invisibile, ma reale ed efficacemente operante, di segno preternaturale e pi\u00f9 precisamente infero; mentre nella sola religione del vero Dio agiscono forze ed entit\u00e0 soprannaturali, dirette a guidare la ragione umana verso il riconoscimento della realt\u00e0 ultima, nonch\u00e9 a illuminare, sostenere, incoraggiare e fortificare le anime, una volta che esse si siano incamminate verso la meta e dopo che, per opera del Battesimo, siano entrate nello stato di grazia rispetto al loro Creatore, aprendosi cos\u00ec, e consegnandosi sempre di pi\u00f9, al suo Volere e al suo Amore. Diciamo subito, a scanso di equivoci, che noi adotteremo il punto di vista 2), ossia quello cattolico, e la prospettiva b), ossia quella che si mantiene aperta sulla realt\u00e0 misteriosa e luminosa del soprannaturale, ma anche su quella, a sua volta misteriosa, talvolta per\u00f2 inquietante e persino paurosa, del preternaturale.<\/p>\n<p>La domanda, dunque, riguardava il destino degli idoli delle false religioni, dopo il loro smantellamento. Ora, in tutte le false religioni, ma specialmente in alcune, agiscono delle forze infere, poich\u00e9 nel migliore dei casi esse trattengono l&#8217;intelligenza e la volont\u00e0 dell&#8217;uomo lontane dal Vero, che \u00e8 anche il Bene, e nel peggiore le attirano verso il male. In particolare, tale elemento infero \u00e8 facilmente riconoscibile in quei culti e in quei cerimoniali che, sotto le specie di adorazione di false divinit\u00e0, si pascono di crimini atroci, riconosciuti come tali anche dalla ragione naturale non illuminata dalla grazia, quali l&#8217;uccisione rituale di vittime innocenti, particolarmente di bambini o di ragazze vergini, cui sovente fa seguito un pasto cannibalesco con le tenere carni ancora calde delle vittime, e l&#8217;assunzione del loro sangue da parte dei sacerdoti e dei semplici fedeli. Bisogna ancora fare una distinzione fra quei culti nei quali il sacrificio umano, specie di bambini, \u00e8 finalizzato alla propiziazione della fertilit\u00e0 della Terra, e quindi all&#8217;abbondanza del raccolto, come avveniva in molte religioni antiche dell&#8217;area mediterranea (fenici, cartaginesi) e anche centro-europea (celti, germani), e quelle ove il sacrificio umano, e specialmente l&#8217;offerta sacrificale del cuore e del sangue, sono s\u00ec, finalizzati alla conservazione dell&#8217;ordine cosmico, e in particolare al mantenimento della luce e del calore del Sole, e tuttavia assumono caratteristiche e soprattutto dimensioni tali da configurarsi quasi come fini a se stessi, in una spirale distruttiva sempre pi\u00f9 cieca e crudele, fino ad assumere i tratti di una vera ossessione del sangue, nel qual caso la demonologia cattolica non esista a ravvisare gl&#8217;indizi assai probabili di una vera e propria infestazione demoniaca a carattere collettivo. E tale fu, senza dubbio, la religione degli antichi messicani, specialmente degli aztechi, della quale \u00e8 stato detto, a ragione, che le sue esigenze spingeva quel popolo a sostenere incessanti guerre di aggressione contro tutti i popoli vicini, onde assicurarsi le migliaia e migliaia di vittime necessarie a sostenere incessantemente i riti di sangue. Infine vi sono delle religioni, se cos\u00ec le vogliamo chiamare, o piuttosto dei culti, nei quali l&#8217;elemento demoniaco non solo \u00e8 presente in modo del tutto esplicito, ma \u00e8 il fine stesso dell&#8217;atto di adorazione dei fedeli. A parte alcuni piccoli gruppi del mondo mediorientale, come la setta degli Yezidi, o come la confraternita indiana dei Thugs, adoratori di Kal\u00ec la Nera e perennemente a caccia di vittime umane da sacrificarle, nel mondo moderno il gruppo pi\u00f9 consistente \u00e8 quello, variegato e tenebroso, degli adoratori di Satana, i quali, pur chiedendo il riconoscimento del proprio culto da parte delle autorit\u00e0 pubbliche alla pari con tutte le altre fedi religiose, ostentando un volto relativamente mite e rispettoso delle leggi, in realt\u00e0, a meno che si tratti di solenni buffoni, praticano la messa nera, l&#8217;omicidio rituale, forme di cannibalismo, di necrofilia e di sadismo pedofilo, perch\u00e9 considerano i bambini alla stregua di fonti di energia da assumere tramite la tortura, il dissanguamento e l&#8217;assunzione delle sostanze chimiche prodotte nel sangue della vittima da fortissime emozioni negative come l&#8217;angoscia, il terrore e la disperazione (si confrontino tali aspetti della messa nera con le cosiddette Pasque di Sangue attribuite ad alcuni gruppi di ebrei talmudici, fenomeno storico del quale si \u00e8 occupato anche lo studioso ebreo Ariel Toaff).<\/p>\n<p>Dunque, prendiamo un caso storicamente ben documentato: quello della sanguinaria religione degli antichi messicani, dopo il crollo dell&#8217;impero azteco e l&#8217;avvento della dominazione spagnola. Sappiamo che, nei primi anni dopo la conquista, gli spagnoli, molto scarsi di numero, procedettero con una certa gradualit\u00e0 e cautela nell&#8217;abolizione della religione pagana, limitandosi a proibire tassativamente i sacrifici umani; ma per alcuni anni, specialmente nei luoghi pi\u00f9 isolati, gl&#8217;indigeni seguitarono a costruire gli idoli delle loro antiche divinit\u00e0, o si preoccuparono di nascondere quelli gi\u00e0 esistenti, in modo da metterli al riparo dalla distruzione. Gli spagnoli, infatti, e specialmente i frati francescani e domenicani, che si occuparono dell&#8217;evangelizzazione delle nuove popolazioni, erano persuasi che non vi fosse una differenza netta ed univoca fra una divinit\u00e0 e il suo feticcio, e che in quest&#8217;ultimo gl&#8217;indigeni immaginassero presenti alcune facolt\u00e0 del dio stesso, sicch\u00e9 giunsero abbastanza presto alla decisione di far sparire tutte le statue, gli arredi e le decorazioni utilizzate nelle cerimonie pagane, perch\u00e9 altrimenti non sarebbero mai riusciti ad estirpare definitivamente gli antichi culti. A tali misure gli indigeni reagirono sia nascondendo in grotte e in localit\u00e0 inaccessibili le statue e gli arredi sacri (che spesso erano d&#8217;oro, e quindi attiravano l&#8217;avidit\u00e0 dei bianchi), sia per mezzo di sacerdoti che impersonavano le divinit\u00e0 stesse, o che ricevevano da esse una pare dei loro poteri: sacerdoti chiamati <em>ixitpla<\/em>, i quali officiavano, curavano, insomma tenevano in vita, sia pure in misura ridotta e in regioni periferiche e difficilmente accessibili, le forme dell&#8217;antica religione.<\/p>\n<p>Scriveva Serge Gruzinski in un classico molto ben documentato, anche se caratteristico di una certa antropologia auto-fustigatoria molto in voga partire dagli anni &#8217;60 del secolo scorso, per la quale non c&#8217;\u00e8 cosa che la cultura europea abbia fatto, nei cinque continenti, che non sia stata inficiata dall&#8217;ignoranza, dal pregiudizio o dalla cattiveria: <em>La guerra delle immagini. Da Cristoforo Colombo a Blade Runner<\/em> (titolo originale: <em>La guerre des images<\/em>, Librairie Fayard, 1990; traduzione dal francese di Donatello Bello, Milano, Sugarco Edizioni 1991, pp. 69-71; 76):<\/p>\n<p><em>Nel 1519, all&#8217;arrivo degli spagnoli, Montezuma incaric\u00f2 il proprio figlio Axay\u00e1catl di trasportare Hutzilopochtli, Tezactlipoca e Topiltzin (Quetzalcoatl) nella grotta di Tencuyoc, a Culhuacan, mentre, in tutt&#8217;altro luogo, veniva nascosta la dea Xantico; nel 1522, o a partire dal 1520, quando Cort\u00e9s consegn\u00f2 Citt\u00e0 del Messico alla guida di Alvarado, un Huitziplochtli e molti altri &quot;idoli&quot; furono instradati a Culhuacan e da l\u00ec a Xaltocan e poi a Xiloptepec, prima di finire in una grotta del Pe\u00f1ol de Tepecingo. Con una barca, Huitzilopochtli raggiunse Culhuacan, in &quot;grandi e pesanti pacchi&quot;, l&#8217;uno nero e l&#8217;altro blu, i colori del dio.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;indomani della caduta di Citt\u00e0 del Messico, gli idoli del Templo Mayor subirono un identico destino. Altri idoli, Cihuacoatl, Thlepoctli, Tlatlahuquiu, Tezcalipoca, Tepahua e forse Hutizilopochtli lasciarono Citt\u00e0 del Messico per la vicina citt\u00e0 di Azcapotzalco, meno sorvegliata, i cui santuari clandestini accoglievamo le offerte della autorit\u00e0 locali. A richiesta dei signori di Tula e di Citt\u00e0 del Messico furono in seguito riportati a spalla (&quot;tamemes&quot;) sino alla capitale. Di l\u00ec in poi, se ne perdono le tracce. Un certo numero di d\u00e8i sarebbe stato riunito a Tula, novanta chilometri a nord della capitale, nella citt\u00e0 degli antichi toltechi, la cui prestigiosa cultura ossessionava ancora la memoria indigena. La grande effigie di Tlaloc, venerata dalle popolazioni della vallata di Citt\u00e0 del Messico e di Puebla, venne nascosta &quot;tra pietre nel mezzo della vegetazione&quot; nella sierra di Tlalocatepetl, in cui rimase sino al ritrovamento nel 1539. Le sierre offrono rifugio alle ingombranti statue e alle &quot;cose del demonio&quot;, tamburi d&#8217;oro, trombe di pietra, specchi divinatori, maschere cerimoniali, oggetti rituali di ogni tipo. Alcune fidatissime famiglie ricevettero in deposito i pacchi divini, le relative &quot;parures&quot; e i mantelli decorati di pietre verdi (&quot;chalchuyes&quot;). Pi\u00f9 riparati dagli sguardi, gli appartamenti delle donne servirono, talvolta, a nascondere le statue. Nei palazzi della nobilt\u00e0 sconfitta, gli oratori nascondevano collezioni spesso impressionanti di idoli: ne furono trovato una quarantina, presso il cacicco di Texcoco, tra cui due Quetzalcoatl, un Cuzcacoatli, due Xipe, un Coatl, cinque Tecoatl, un Tecoacuilli, un Tlaloc, tre Chicomecoatl, due templi in miniatura, di cui uno dedicato a Quetzalcoatl.<\/em><\/p>\n<p><em>Si potrebbe tuttora redigere la geografia dei nascondigli che, all&#8217;epoca, non erano segreti quanto oggi si suppone. In seno all&#8217;aristocrazia, circolava una ridda di voci pi\u00f9 o meno precise e fondate; si sapeva come, qui e l\u00e0, i discendenti di antichi dignitari avessero nascosto o conservassero le effigi e numerosi oggetti cerimoniali di grandissimo valore. I sacerdoti che al tempo della Conquista erano consiglieri di Montezuma, i loro figli che vent&#8217;anni pi\u00f9 tardi facevano parte della copre del signore di Citt\u00e0 del Messico, don Diego Huanitzin, e lo steso don Diego, sembravano conoscere che fine avessero fatto gli &quot;idoli di tutta la terra&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Fratello di Montezuma, don Diego apparteneva all&#8217;aristocrazia che collabor\u00f2, spontaneamente e non, con il potere spagnolo. Prima di accedere al governo di Citt\u00e0 del Messico, alla fine del 1530, aveva saputo impedire ai francescani, che l&#8217;avevano trovato, di impadronirsi di un Huitzilopochtli. Il principe che gli spagnoli avevano reinsediato sui resti del trono &quot;mexica&quot; non era irreprensibile. Ma poich\u00e9 i principali sospettati mantennero il silenzio, nonostante la tortura, don Diego sfugg\u00ec al&#8217;azione giudiziaria. In compenso don Carlos, signore di Texcoco fu meno fortunato: l&#8217;Inquisizione episcopale lo consegn\u00f2 al rogo nel 1539. Lo si accusava, tra l&#8217;altro, della detenzione di idoli. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Nel corso del primo anno a Tlaxcala, prima della chiusura dei santuari indigeni, i francescani ebbero modo di provare l&#8217;ostilit\u00e0 del&#8217;artico clero. Uno degli addetti ai templi, indossate le &quot;parures&quot; e gli emblemi di Ometochtli, il &quot;dio divino&quot;, usc\u00ec un giorno dal santuario per attraversare il mercato, tenendo tra le labbra alcune lame di ossidiana. Era scortato da una folla affascinata dall&#8217;inusuale spettacolo, preceduta dal&quot;demonio o dalla sua figura&quot;, un essere dall&#8217;andatura &quot;selvaggia e spaventosa&quot;, in effetti &#8212; come proclama lo stesso prete &#8212; l&#8217;&quot;ixiptla&quot; del dio venuto a ricordare a tutti l&#8217;osservanza delle ancestrali credenze.<\/em><\/p>\n<p><em>Leggendo le rare fonti rimaste, ci si convince che qui e l\u00e0, &quot;ixiptla&quot; viventi si sostituissero alle effigi distrutte, scomparse o nascoste. Nel corso del decennio 1530-40, non pochi indiani rivendicano un potere e una identit\u00e0 che ne fanno degli uomini-d\u00e8i, appartenenti alla stirpe di quegli esseri singolari che, alla guida di Quetzalcoatl, avevano per secoli determinato il cammino delle comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, la domanda che ci siamo posti \u00e8 se gli idoli di una religione non solo falsa, ma crudele, e con forti tratti demoniaci (cari antropologi progressisti e buonisti, fate finta di non aver sentito: non stiamo parlando per i vostri delicatissimi orecchi antirazzisti), vadano mai davvero in pensione, a meno di essere materialmente distrutti. Perch\u00e9 se per caso avessero ragione certi popoli primitivi, certe antiche culture, e gli oggetti sacri di una religione, non importa quanto falsa, anzi proprio perch\u00e9 falsa, fossero impregnati di energie preternaturali, allora sarebbero pur sempre capaci di esercitare un influsso reale sugli esseri umani, purch\u00e9 vi fosse chi sa come usarli e come invocare in maniera appropriata le forze (infere) che tali immagini rappresentano. E anche questa \u00e8 decisamente un&#8217;affermazione temeraria, per non dire irricevibile da parte dell&#8217;antropologia e della storiografia moderne: come si potrebbe ammettere un simile idea, nel contesto di una cultura, come quella moderna, fermamente votata allo scientismo e al materialismo? Eppure, chi ha visto da vicino come operano certi stregoni dell&#8217;Africa; e chi ha potuto assistere a certi fenomeni preternaturali, legati alla magia nera e al satanismo, sa che certe cose, impossibili da spiegare per la ragione strumentale e calcolante, nondimeno esistono, e solo il pregiudizio scientista si ostina a negarli, semplicemente perch\u00e9 teme di fare brutta figura riconoscendo che vi sono molte pi\u00f9 cose fra la terra e il cielo, come dice Shakespeare per bocca di Amleto, di quante ne possa spiegare tutta la loro scienza. E tuttavia, obietter\u00e0 il nostro scettico interlocutore, \u00e8 molto improbabile che quegli idoli, per quanto ben nascosti dagli ultimi sacerdoti aztechi, esistano ancora, o siano tuttora conosciuti; e ancor pi\u00f9 improbabile che i cerimoniali legati al loro culto siano stati tramandatiti nell&#8217;arco di cinque secoli, generazione dopo generazione, da una ristretta cerchia di adepti capaci di mantenere il pi\u00f9 rigoroso silenzio nei confronti di qualsiasi estraneo (questa, del resto, \u00e8 la situazione descritta da David Herbert Lawrence nel suo romanzo <em>Il serpente piumato<\/em> del 1926). Ma siamo sicuri che queste obiezioni siano risolutive? Nessuno pu\u00f2 dire che succede se un oggetto magico, un amuleto, un idolo, vengono risparmiati dal tempo in qualche luogo segreto; e nessuno \u00e8 in grado di dire cosa succede se realmente una ristretta cerchia di persone riesce a conservare e tramandare, custodendolo gelosamente, un patrimonio rituale segreto, sfuggiti all&#8217;occhio di tutti e anche a quello delle autorit\u00e0 che a suo tempo si preoccuparono di sradicarlo per sempre. Una cosa \u00e8 certa: quando si operano dei cerimoniali religiosi a sfondo cruento, quando si celebrano sacrifici di sangue e si invano gli &quot;d\u00e8i&quot;, che poi altro non sono se non d\u00e8moni, affinch\u00e9 scendano sulla terra e assecondino le richieste dei loro fedeli, si mettono in movimento delle forze preternaturali che non conoscono le normali barriere dello spazio e del tempo. Pertanto \u00e8 possibile, possibilissimo, che le &quot;finestre&quot; che vengono cos\u00ec aperte sull&#8217;<em>altra dimensione<\/em>, rimangano aperte a tempo indeterminato, anche per secoli e secoli: fino a quando non arriva qualcuno che conosce le formule e che sa in che modo evocare quelle forze che gi\u00e0 conobbero il loro momento di splendore &#8212; orrido splendore &#8212; e poi sono rimaste acquattate nell&#8217;ombra, per un tempo anche lunghissimo, in attesa di <em>ritornare<\/em>. Abbiamo gi\u00e0 parlato di ci\u00f2 a proposito della cosiddetta cospirazione <em>Stargate<\/em>, mirante a far ritornare i nove d\u00e8i di Eliopoli; e pi\u00f9 ancora per gli strani e inquietanti esperimenti magici eseguiti nel 1946 nel deserto della California da un singolare personaggio come l&#8217;ingegnere missilistico James Parsons, prima seguace e poi rivale del mago e satanista Aleister Crowley, al fine di evocare la dea Babalon (cfr. il nostro articolo: <em>Forse &quot;loro&quot; stanno tornando; o erano gi\u00e0 qui?<\/em>, pubblicato sul sito della Accademia Nuova Italia il 30\/01\/21).<\/p>\n<p>Per le entit\u00e0 non umane, il tempo non ha lo stesso significato che ha per gli uomini: e cinque secoli sono come niente, se c&#8217;\u00e8 qualcuno che conosce chi evocare, e sa come farlo. Vi sono dei portali che dovrebbero rimanere sempre chiusi, perfino quelli che si aprono quando si fanno delle &quot;comuni&quot; sedute spiritiche, come ben sa chi, dopo avervi partecipato, \u00e8 stato vittima di un&#8217;aggressione diabolica; figuriamoci se quelle forze, o quelle entit\u00e0, sono state a suo tempo attirate da riti cruenti, ossia dallo scorrere del sangue umano. Un po&#8217; come accade al leone che abbia assaggiato, anche una sola volta, il gusto della carne umana, esse resteranno sempre in agguato, spiando l&#8217;occasione per manifestarsi nuovamente, e non certo con intenzioni pacifiche. Vuoi vedere che i frati spagnoli che andavano a cacca degli idoli per distruggerli, bruciandoli o abbattendoli, non erano poi quei rozzi e fanatici superstiziosi che la leggenda nera antispagnola e anticattolica ha sempre raffigurato? Vuoi vedere che essi sapevano molto bene quale fosse la posta in gioco, quali le forze in campo, e avessero le idee abbastanza chiare su come si combatte e si vince una battaglia spirituale come quella fra la vera religione di Ges\u00f9 Cristo e i culti pagani ispirati o suggestionati dal diavolo con le sue legioni infernali? \u00c8 un mondo misterioso e inquietante, quello del preternaturale. Bisogna saperlo avvicinare in punta di piedi, con la mente sgombra dai pregiudizi della cultura moderna, e prepararsi a registrare cose che, secondo il paradigma scientista, non dovrebbero neppure esistere; oppure \u00e8 meglio rinunciare a comprenderlo.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima osservazione. Siamo inorriditi dal Congresso di Astana perch\u00e9, essendo le false religioni ispirate dal diavolo, come si pu\u00f2 unire la preghiera al vero Dio a quella rivolta, in realt\u00e0, ai demoni?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa succede intorno agli idoli smantellati delle divinit\u00e0 di una religione, dopo che essa \u00e8 stata sopraffatta dall&#8217;esterno, e abbandonata dai suoi fedeli? Senza dubbio<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30155,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[92],"class_list":["post-23880","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-false-religioni","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-false-religioni.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23880","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23880"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23880\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30155"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}