{"id":23875,"date":"2011-09-12T10:07:00","date_gmt":"2011-09-12T10:07:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/12\/che-imparino-un-po-da-lei\/"},"modified":"2011-09-12T10:07:00","modified_gmt":"2011-09-12T10:07:00","slug":"che-imparino-un-po-da-lei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/09\/12\/che-imparino-un-po-da-lei\/","title":{"rendered":"Che imparino un po&#8217; da lei"},"content":{"rendered":"<p>Una grazia e un fascino impareggiabili: a settantaquattro anni, Virna Lisi \u00e8 una di quelle persone e di quelle professioniste di cui l&#8217;Italia pu\u00f2 andare fiera.<\/p>\n<p>Attrice di gran classe di cinema e di teatro, non ha sfondato a Hollywood solo perch\u00e9 quella gigantesca industria dello spettacolo non ha saputo vedere in lei altro che la solita bionda platinata, da utilizzare come elemento decorativo per le sue produzioni spettacolari.<\/p>\n<p>Nemmeno Cinecitt\u00e0, a dire il vero, dopo il suo rientro dagli Stati Uniti, ha saputo trovarle una giusta collocazione; tanto \u00e8 vero che, a parte alcuni fil d&#8217;autore, come \u00abLa cicala\u00bb di Lattuada, le parti per lei scarseggiavano, al punto che bisognava invecchiarla con il trucco, per poterle affidare precocemente parti da mamma o, comunque, da donna in et\u00e0, quando era ancora di una giovinezza e di una bellezza sfolgoranti.<\/p>\n<p>Quando, poi, la vecchiaia \u00e8 arrivata davvero, allora, finalmente, ha potuto impersonare con naturalezza il ruolo che pi\u00f9 dice di amare: quello della nonna, che tante altre attrici odiano perch\u00e9 sinonimo, appunto, della terza et\u00e0; questa volta, per\u00f2, non nel cinema, ma nelle miniserie televisive, dunque per un pubblico meno smaliziato e pi\u00f9 casalingo, il che non vuol dire di certo meno intelligente, tutt&#8217;altro.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa importante da dire: mentre gli attori e le attrici dalle grandi ambizioni, ma di poco valore, si sentono &quot;arrivati&quot; non appena fanno un paio di puntate sull&#8217;\u00abIsola dei famosi\u00bb, lei non si \u00e8 mai sentita &quot;arrivata&quot;, ha sempre cercato di migliorarsi, di approfondire i personaggi, di maturare ulteriormente le sue doti di recitazione; ogni nuovo impegno professionale \u00e8 stato una occasione per rimettersi in discussione, per dare sempre il meglio di se stessa.<\/p>\n<p>Davanti alla sua professionalit\u00e0 e alla sua bellezza senza tempo non si pu\u00f2 non restare ammirati; ammirazione che cresce ancora, se possibile, considerando che Virna Lisi \u00e8 una delle pochissime donne di spettacolo che non hanno mai dato esca alle cronache rosa, che non hanno mai mescolato la vita privata con quella professionale (e si pensi, ad esempio, a quante aspiranti soubrette sfruttano anche la maternit\u00e0 per strappare la foto di copertina nei rotocalchi di gossip), che non hanno mai fatto parlare di s\u00e9 per motivi diversi dalla loro carriera e per i meritatissimi riconoscimenti professionali conseguiti.<\/p>\n<p>Un marito, un figlio e tre nipoti: questa la sua famiglia, di cui \u00e8 gelosissima e che non ha mai messo in secondo piano rispetto al lavoro, ma che ha sempre considerato il centro della sua vita, cos\u00ec come, secondo lei, dovrebbe esserlo per ogni donna.<\/p>\n<p>Intervistata da Paolo Scotti per \u00abIl Giornale\u00bb, ha detto, fra l&#8217;altro, parlando dei cambiamenti che hanno segnato le famiglie italiane negli ultimi decenni e del ruolo di madre che cos\u00ec spesso si \u00e8 trovata a interpretare sul grande e sul piccolo schermo:<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 \u00e8 la famiglia che \u00e8 cambiata. Se penso alla mia, di madre, mi pare di parlare di qualcuno che veniva dalla luna. Non ricordo di averla mai vista uscire a cena o andare a teatro. Non parliamo di andare a fare shopping. Stava sempre in casa, a badare al marito, ai suoi tre figli; per noi ha dato tutto, tutto. Certo: i tempi sono cambiati, non possiamo fare paragoni. Ma se certe madri d&#8217;oggi, invece di andarsene in palestra con le amiche, stessero un po&#8217; pi\u00f9 col marito e i figli, la loro famiglia non vacillerebbe tanto\u00bb.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che simili considerazioni faranno inorridire le nostre brave femministe e neo-femministe, le quali vi troveranno l&#8217;impronta di una mentalit\u00e0 arretrata e che denunceranno, in esse, il becero tentativo di riportare le donne nella loro prisca schiavit\u00f9, dalla quale si sono emancipate con tanta fatica e con cos\u00ec dure lotte.<\/p>\n<p>Ebbene, sarebbe forse il caso che tutte queste giovani attrici e queste giovani donne, cresciute &#8211; come, del resto, tanti uomini loro coetanei &#8211; nella cultura dei diritti a senso unico e del tutto e subito, imparassero da questa anziana signora l&#8217;arte del lavorare in modo professionale e l&#8217;arte, ancora pi\u00f9 importante, del vivere con stile e con dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di queste giovani bellone plastificate a un tanto il chilo, pronte a sgomitare scompostamente per aggiudicarsi una qualunque comparsata televisiva in un qualsiasi squallido reality o per conquistare un servizio fotografico su di un qualsiasi giornaletto di gossip, che non vale nemmeno la carta su cui \u00e8 stampato; di queste ragazzotte che si incontrano per strada, negli uffici, nei negozi, nelle scuole, che cercano in ogni modo di attirare l&#8217;attenzione sul proprio nulla, solo perch\u00e9 hanno imparato ad ancheggiare come questa o quella velina di Canale Cinque, oppure a svestirsi come questa o quell&#8217;altra aspirante reginetta di bellezza in qualche concorso locale o nazionale.<\/p>\n<p>Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di volgarit\u00e0, di superficialit\u00e0, di cialtroneria.<\/p>\n<p>E non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di uomini che non sanno distinguere la bellezza appariscente, ma insulsa, dal fascino autentico, che pu\u00f2 essere anche quello di una donna di settantaquattro anni: e magari ce ne fossero tante altre, in giro, con il fascino e la classe di Virna Lisi.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di reagire all&#8217;istupidimento e all&#8217;involgarimento collettivi che, dalla pubblicit\u00e0, sempre pi\u00f9 dilagano nella nostra vita reale, rendendoci simili a dei burattini eterodiretti, privi di uno straccio di personalit\u00e0, di creativit\u00e0, di pensiero critico e capaci soltanto di intrupparsi nel gregge, come pecore belanti: senza dignit\u00e0, senza onore, senza nemmeno un briciolo di puro e semplice buon senso, smaniosi unicamente di inseguire la fata Morgana dell&#8217;ultima moda, dell&#8217;ultimo capo firmato, dell&#8217;ultimo modello di automobile.<\/p>\n<p>I giovani, soprattutto, e le giovani, dovrebbero imparare dai loro nonni e bisnonni, dalla generazione nata ottanta o novant&#8217;anni fa: l&#8217;ultima generazione, in Italia, che sia cresciuta con dei valori solidi e dei buoni esempi da parte dei propri genitori; la generazione che ha vissuto la guerra, magari da bambina, che ha conosciuto l&#8217;angoscia dei bombardamenti aerei e l&#8217;angustia delle privazioni, non dando mai nulla per dovuto e per scontato.<\/p>\n<p>Era anche la generazione di quelli che, sedendosi a tavola, si facevano il segno della croce prima di iniziare il pasto; che non andavano a dormire, la sera, per quanto stanchi, se prima la cucina non era rigovernata, se la borsa o la cartella per il giorno dopo non erano pronte al loro posto, se i bambini non erano andati a letto dopo aver aiutato la mamma o fatto i compiti per casa; la generazione che non considerava la vita come una scampagnata in cerca di piaceri o una passerella costellata di diritti, ma una cosa estremamente seria, dove a ogni diritto corrisponde un dovere e ad ogni libert\u00e0, una assunzione di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed era la generazione in cui l&#8217;uomo faceva l&#8217;uomo e la donna faceva la donna: nel rispetto reciproco e nell&#8217;amore scambievole, ma anche nella distinzione dei ruoli; dove le mamme non consideravano nulla pi\u00f9 importante del loro mestiere di mamme e dove le mogli, cercando di essere delle buone compagne per i loro mariti, creavano anche le condizioni per la serenit\u00e0 e per la collaborazione all&#8217;interno della famiglia.<\/p>\n<p>\u00c8 ovvio che anche allora c&#8217;erano uomini e donne infelici, mal ricambiati nella loro devozione familiare; ed \u00e8 quasi inutili sottolineare come la vita fosse molto dura, a paragone di oggi, priva di tutte quelle comodit\u00e0 che noi, adesso, riteniamo addirittura indispensabili per essere felici. Ma ci\u00f2 non modifica il nostro assunto di fondo: che quella generazione, cio\u00e8, fosse capace di costruire delle famiglie destinate a durare, cos\u00ec come destinati a durare erano i mobili della casa o gli abiti, le scarpe, gli attrezzi di lavoro.<\/p>\n<p>Oggi la filosofia dell&#8217;usa e getta \u00e8 passata dalle cose alle persone: se una camicia non piace pi\u00f9, la si butta; se un paio di scarpe va fuori moda, lo si getta (o, pi\u00f9 raramente, lo si regala alla Caritas); se un fidanzato o una fidanzata non piacciono pi\u00f9, ci si sbarazza di loro; se un marito o una moglie non soddisfano pi\u00f9, si d\u00e0 loro il ben servito e si corre in cerca di nuove relazioni, di nuove avventure, di nuovi piaceri.<\/p>\n<p>Tuttavia basta poco per accorgersi che tutto questo non ha portato la sospirata felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Non ha portato nemmeno un po&#8217; di serenit\u00e0: e la prova \u00e8 data dal fatto che le persone, e specialmente le donne, non cantano pi\u00f9, mentre svolgono i loro lavori, come facevano le nostre mamme e le nostre nonne: non cantano pi\u00f9 perch\u00e9 non hanno il cuore sereno; possiedono numerosi oggetti, ma sono indigenti di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e che non si pu\u00f2 acquistare al supermercato, perch\u00e9 si trova nel profondo di noi stessi.<\/p>\n<p>Dunque, dobbiamo ritrovare l&#8217;essenziale; dobbiamo, prima ancora, riscoprire la nostra parte pi\u00f9 vera, la nostra autentica vocazione di persone, senza di che saremo sempre come delle piume al vento, portati in mille direzioni diverse, senza scopo senza senso. Non si pu\u00f2 ritrovare, infatti, ci\u00f2 che non si conosce, ci\u00f2 che non si sa pi\u00f9 di possedere; solo dopo averlo riscoperto, se ne pu\u00f2 andare alla ricerca.<\/p>\n<p>Siamo diventati sommamente ignoranti di noi stessi, perch\u00e9, invece di ascoltare la voce della nostra interiorit\u00e0, abbiamo preferito prestare orecchio alle cento e cento sirene del consumismo sfrenato, del materialismo grossolano, del modello unico imperante nella societ\u00e0 e nella cultura &#8211; o in ci\u00f2 che rimane della societ\u00e0 e della cultura.<\/p>\n<p>Siamo diventati superficiali, volubili, viziati e irresponsabili come tanti bambini capricciosi: abbiamo scambiato i bisogni artificiali indotti dalla pubblicit\u00e0 per dei bisogni reali, per delle necessit\u00e0 scaturenti dalla nostra anima.<\/p>\n<p>Siamo diventati persone di poco valore.<\/p>\n<p>Dobbiamo ritrovare la strada perduta della saggezza, quella dei nostri padri, dei nostri nonni e dei nostri bisnonni; dobbiamo ritrovare la pace con noi stessi, e smetterla di correre dietro a tutte le mode e a tutte le parole d&#8217;ordine.<\/p>\n<p>Dobbiamo ritrovare il nostro cuore di carne, in luogo del cuore di pietra che ci \u00e8 cresciuto nel petto; dobbiamo ritornare ad essere umani, cio\u00e8 uomini e donne autentici, e rifiutarci di continuare ad essere dei miseri burattini diretti dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Dobbiamo riscoprire il valore dell&#8217;umilt\u00e0: riconoscerci piccoli e poveri e smetterla di atteggiarci a superuomini e superdonne; riconoscere i nostri errori e tutto quel che ci manca, e incominciare a cercarlo l\u00e0 dove lo si pu\u00f2 trovare, ossia nelle profondit\u00e0 di noi stessi.<\/p>\n<p>Certamente non lo si trova nelle banche, nelle discoteche, nella droga o nel sesso facile; certamente non lo si trova nell&#8217;avere o nell&#8217;apparire, ma soltanto e unicamente nell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Le persone vere, sono; le persone fasulle, i burattini telecomandati, le pecore nel gregge, quelli non sono, ma appaiono solamente.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di essere e non di apparire.<\/p>\n<p>Di apparire, sono piene le vetrine dei supermercati, dove ogni cosa \u00e8 in vendita e dove ogni cosa ha un prezzo; ma dove nulla ha un valore.<\/p>\n<p>Soltanto l&#8217;essere ha un valore; l&#8217;apparire possiede invece un prezzo e si trova sempre un compratore disposto ad acquistarlo: merce all&#8217;ingrosso, per clienti di bocca buona.<\/p>\n<p>Le cose di valore non hanno un prezzo: non le si pu\u00f2 acquistare con il denaro, nemmeno mettendo sul tavolo una pila di banconote alta cos\u00ec.<\/p>\n<p>L&#8217;amicizia non ha un prezzo; la pace non ha un prezzo; l&#8217;amore non ha un prezzo: nessuna cosa importante, nessuna cosa essenziale ha un prezzo; hanno tutte un valore.<\/p>\n<p>La stessa cosa vale per le persone.<\/p>\n<p>Dobbiamo ritornare ad essere persone di valore; persone che non hanno un prezzo, che non possono essere vendute o comprate sul mercato dei burattini.<\/p>\n<p>Dobbiamo rimetterci a costruire per la durata e non pi\u00f9 per l&#8217;effimero: legami solidi, amicizie stabili, relazioni umane capaci di superare la sfida del tempo che passa.<\/p>\n<p>Dobbiamo ricominciare a costruire sulla roccia e non pi\u00f9, come abbiamo fatto sinora, credendoci anche furbi, sull&#8217;argilla o sulla sabbia.<\/p>\n<p>E, per fare tutto questo, \u00e8 necessario che ritroviamo noi stessi: che mettiamo a tacere tutto il frastuono dissonante dei mille rumori inutili e molesti, per fare silenzio nella nostra anima.<\/p>\n<p>L\u00ec, nel silenzio dell&#8217;anima, ritroveremo noi stessi, e non altrove.<\/p>\n<p>Nel frattempo, prendiamo esempio dai nostri nonni: ne hanno, di cose sagge da insegnarci&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una grazia e un fascino impareggiabili: a settantaquattro anni, Virna Lisi \u00e8 una di quelle persone e di quelle professioniste di cui l&#8217;Italia pu\u00f2 andare fiera.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[178],"class_list":["post-23875","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-cinema.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23875","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23875"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23875\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30143"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}