{"id":23873,"date":"2019-03-25T11:50:00","date_gmt":"2019-03-25T11:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/25\/che-fine-ha-fatto-la-tensione-verso-la-santita\/"},"modified":"2019-03-25T11:50:00","modified_gmt":"2019-03-25T11:50:00","slug":"che-fine-ha-fatto-la-tensione-verso-la-santita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/25\/che-fine-ha-fatto-la-tensione-verso-la-santita\/","title":{"rendered":"Che fine ha fatto la tensione verso la santit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p><em>La sola, vera tristezza \u00e8 quella di non essere santi<\/em>, diceva un grande scrittore cattolico, L\u00e9on Bloy. Ora, la santit\u00e0 non s&#8217;improvvisa: \u00e8 il frutto di una tensione continua, la tensione dell&#8217;anima verso la vita buona, verso la vita che piace a Dio. Ora, ci permettiamo di domandare: che fine ha fatto quella tensione? E, contestualmente: che fine ha fatto l&#8217;esortazione costante del clero e del Magistero verso quella tensione? Fino a qualche decennio fa, il catechismo, le omelie domenicali, i documenti del Magistero, avevano come tema costante proprio quella tensione: erano uno sprone, un incitamento al superamento dell&#8217;egoismo, del vizio, dei bassi impulsi, per realizzare, giorno per giorno, coraggiosamente, eroicamente, la vita buona, la cui meta ultima \u00e8 la santit\u00e0. Poi, un poco alla volta, la Chiesa ha smesso di parlarne; guarda caso, ha smesso di parlarne proprio mentre si metteva a parlare sempre pi\u00f9 spesso, sempre pi\u00f9 insistentemente, sempre pi\u00f9 ossessivamente, dei migranti, dell&#8217;accoglienza, dei poveri, delle questioni sociali, ambientali e perfino climatiche. Una Chiesa che si preoccupa del clima, ma non esorta pi\u00f9 alla vita buona, non indica pi\u00f9 alle anime il modello della santit\u00e0! Come \u00e8 possibile? Ma c&#8217;\u00e8 stato e c&#8217;\u00e8 tuttora anche di peggio, di molto peggio: una Chiesa che, per bocca di monsignori come Vincenzo Paglia, esalta quale modello di vita il defunto Marco Pannella, il campione del divorzio, dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, della sodomia, delle unioni contro natura e della libera droga! Come \u00e8 possibile, si chieder\u00e0 qualcuno? Infatti non \u00e8 possibile. Una Chiesa cos\u00ec non \u00e8 la vera Chiesa di Cristo; non si deve scriverla con la lettera maiuscola; \u00e8 una falsa chiesa, una chieda apostatica, una vera e propria contro-chiesa. \u00c8, in ultima analisi, la sinagoga di Satana di cui parlano le Scritture. La sinagoga di Satana ha preso il posto della vera Chiesa, ingannando le anime dei fedeli e trascinandole verso l&#8217;apostasia e verso l&#8217;immoralit\u00e0! Perch\u00e9 cos&#8217;altro significa, indicare Pannella quale modello di altissima spiritualit\u00e0, se non esaltare l&#8217;apostasia e l&#8217;immoralit\u00e0? E cos&#8217;altro significa, come ha fatto il sedicente papa Bergoglio, chiamare la signora Emma Binino <em>una grande italiana<\/em>, se non ingannare le anime e trascinarle deliberatamente, malvagiamente, verso l&#8217;apostasia e verso l&#8217;immoralit\u00e0? La signora Bonino, per chi non lo sapesse o non lo ricordasse, fra le altre cose si \u00e8 vantata di aver eseguito con le sue stesse mani, vale a dire con l&#8217;aiuto di una pompa di bicicletta, migliaia di aborti, quando l&#8217;interruzione volontaria della gravidanza non era ancora una legge dello Stato. E un signore che si veste da papa, si fa chiamare papa e va in giro per il mondo fingendo di essere papa, osa chiamare una donna del genere una grande italiana! Non santa Chiara d&#8217;Assisi; non santa Caterina da Siena; non santa Rita da Cascia; non santa Gemma Galgani: no: la grande italiana \u00e8 la signora Bonino. I due leader radicali, i due campioni del divorzio, dell&#8217;aborto, dell&#8217;eutanasia, eccetera, Emma Bonino e Marco Pannella, ci vengono magnificati e portati ad esempio da uomini che si trovano ai massimi vertici della Chiesa. Che cosa bisogna dedurne, se si possiede ancora un minimo di <em>sensus fidei<\/em>, oltre che un minimo di onest\u00e0 intellettuale, di senso critico, e soprattutto di coscienza? Che cosa concludere, se non che costoro sono dei miserabili impostori, e che la Chiesa di Cristo \u00e8 caduta nelle mani di una banda di cialtroni, apostati ed eretici della peggiore specie, di anime perverse che vorrebbero perdere tante altre anime, milioni di anime, ingannandole con falsi insegnamenti e con diabolica astuzia, sfruttando l&#8217;abito che indossano indegnamente e abusivamente, e l&#8217;autorit\u00e0 che esercitano pessimamente?<\/p>\n<p>Ma lasciamo stare questo discorso, per adesso, e torniamo alla nostra domanda: che fine ha fatto la tensione verso la santit\u00e0? Abbiamo parlato, nel precedente articolo Il peccato pi\u00f9 grave della contro-chiesa modernista (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 15\/03\/2019), della lotta contro le tentazioni come di un aspetto caratterizzante della vita cristiana, lamentando il fatto che il clero, da alcuni anni a questa pare, ha praticamente smesso di parlarne, e perfino di usare la parola tentazioni, relegata nella soffitta dei vocaboli obsoleti e non politicamente corretti. Ma la lotta dell&#8217;anima contro le tentazioni &#8212; quelle dello spirito e quelle della carne &#8212; \u00e8 solo un aspetto della vita interiore, quello, per cos\u00ec dire, di segno negativo; l&#8217;altra faccia della medaglia, in positivo, \u00e8 data appunto dallo sforzo dell&#8217;anima di elevarsi, di perfezionarsi, di avvicinarsi a Dio. Di fatto, i due aspetti sono strettamente collegati: ogni vittoria contro le tentazioni equivale a un passetto, per quanto piccolo, sulla via della santit\u00e0, cio\u00e8 sulla strada che conduce alla beatitudine dell&#8217;essere conformi alla volont\u00e0 di Dio. Il concetto \u00e8 precisamente questo: Dio ci chiama tutti alla santit\u00e0, nessuno escluso; Dio ci vuole santi; e ci vuole santi perch\u00e9 vuole il nostro bene; e il nostro bene porta anche la felicit\u00e0. Quella felicit\u00e0, che cerchiano a tentoni sulle strade del mondo, facendo tante esperienze sbagliate, ingannevoli, mortificanti, che lasciano l&#8217;amaro in bocca, dopo averci fatto sperare e intravedere chi sa quale appagamento; quella felicit\u00e0 \u00e8 qui, davanti a noi, nella strada che conduce verso Dio. E quella strada \u00e8 fatta di piccoli o grandi sacrifici, lietamente affrontati e lietamente offerti a Dio; \u00e8 fatta dell&#8217;auto-mortificazione del nostro piccolo Io meschino, avido e capriccioso, per il bene del nostro vero Io, l&#8217;Io spirituale, che \u00e8 tutt&#8217;uno con la dimensione della vita soprannaturale. Il guaio \u00e8 che la maggior parte degli esseri umani, e anche dei sedicenti cattolici, vive sprofondata nella dimensione terrena, inseguendo false immagini di felicit\u00e0 e riducendosi a razzolare miseramente nel fango come se fosse acqua profumata, fino a quando non si rende conto di come stanno le cose &#8212; vedi la parabola del figlio prodigo, quando torna in s\u00e9, sotto il peso delle delusioni &#8211; e si affretta ad uscire, inorridita, dal pantano, per rimettersi sulla retta via, la sola che conduce al Bene.<\/p>\n<p>Dobbiamo rimettere la tensione verso la santit\u00e0 all&#8217;ordine del giorno. Dobbiamo tornare a parlarne, e, soprattutto, gli adulti devono tornare a darne l&#8217;esempio ai giovani; in particolare i genitori verso i loro figli. Non si pu\u00f2 pretendere che tutti i genitori diventino santi, per\u00f2 si pu\u00f2 deve pretendere che i genitori cristiani si sforzino di dare ai loro figli l&#8217;esempio della vita buona, della vita in grazia di Dio. Questo significa rimettere al centro l&#8217;anima, dopo anni di ubriacatura consumista, in cui, al centro, sono state messe le cose. I bambini devono tornare a vedere nei loro genitori l&#8217;immagine, per quanto debole e imperfetta, della Sacra Famiglia; perch\u00e9 le famiglie cristiane devono sforzarsi di prendere a modello Ges\u00f9, Giuseppe e Maria. Altro che Marco Pannella ed Emma Bonino! Ma stiamo scherzando? I bambini devono tornare a vedere i loro genitori che, pur in mezzo a difficolt\u00e0 di qualsiasi tipo, e anche a incomprensioni e contrasti, che inevitabilmente sorgono nel corso degli anni, mettono sempre in cima alle loro preoccupazioni la famiglia, e particolarmente i figli; che sempre si sforzano di dar il buon esempio del rispetto, della collaborazione e dell&#8217;armonia familiare; che sempre cercano di mettere in pratica, nella loro vita e nelle circostanze concrete della realt\u00e0 di ogni giorno, anche le pi\u00f9 impervie e problematiche, quell&#8217;ideale di vita cristiana che non serve a nulla magnificare a parole, se alle parole non corrispondono i fatti. <em>Verba movent, exempla trahunt,<\/em> dicevano i romani: le parole muovono, ma gli esempi trascinano addirittura. Il bambino che ha visto, nel corso della sua infanzia, il pap\u00e0 e la mamma (possiamo ancora esprimerci cos\u00ec? O dobbiamo scusarci della nostra intolleranza omofoba, perch\u00e9 non diciamo &quot;genitore 1&quot; e &quot;genitore 2&quot;?) impegnarsi quotidianamente a tenere unita la famiglia, a superare i contrasti, a perdonarsi le eventuali, reciproche offese, ne rester\u00e0 segnato positivamente per tutta la vita. Da grande, senza dubbio, quando si trover\u00e0 a dibattersi, a sua volta, nelle difficolt\u00e0 che necessariamente la vita familiare porta con s\u00e9, si ricorder\u00e0 di quel che hanno fatto suo padre e sua madre, e forse trover\u00e0 in quel ricordo, in quell&#8217;esempio, un modello da imitare, un porto di certezza in mezzo ai dubbi e ai turbamenti della sua esistenza. E quel che abbiamo detto per l&#8217;armonia fra marito e moglie, vale anche per ogni altro aspetto della vita, a cominciare dalla laboriosit\u00e0, dall&#8217;onest\u00e0, dalla lealt\u00e0 e dalla fedelt\u00e0 alla parola data, nonch\u00e9 il rispetto degli obblighi derivanti dagli impegni presi. E ancora: la pazienza, la gentilezza, la mitezza, la capacit\u00e0 di comprendere, la generosit\u00e0, l&#8217;altruismo, la sollecitudine verso chi \u00e8 nel bisogno &#8212; non solo nel bisogno materiale, come oggi sembra voler insegnare la contro-chiesa modernista: tutte queste qualit\u00e0, che rendono pi\u00f9 bella la vita dell&#8217;anima e l&#8217;avvicinano a Dio, sono anche, nello stesso tempo, l&#8217;esempio pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 desiderabile che si possa dare ai giovani, in primo luogo ai propri figli. I bambini <em>devono<\/em> vedere che il pap\u00e0 e la mamma sanno essere miti, pazienti, generosi, solleciti del bene altrui: solo cos\u00ec impareranno a combattere quotidianamente con il proprio egoismo, solo cos\u00ec si abitueranno a considerare giusta e normale l&#8217;idea che la vita non si vive solamente per se stessi, e meno ancora per la ricerca del piacere, ma per servire un ideale pi\u00f9 alto, che \u00e8 quello indicato dal Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. Ma se il bambino, Dio non voglia, dovesse vedere lo spettacolo del padre e della madre che pensano in primo luogo a se stessi e ai propri comodi, come potrebbe farsi una simile idea? Come potrebbe trovarla bella e giusta? Come potrebbe scoprire in se stesso le energie necessarie a vincere il proprio naturale egoismo e ad aprirsi al bene degli altri, oltre che al proprio? E perci\u00f2 come potrebbe rendersi conto che la vita \u00e8 una battaglia continua, una battaglia del bene contro il male, una battaglia per innalzare la propria anima dal fango dei bassi impulsi alle sublimi altezze, illuminate dalla grazia divina?<\/p>\n<p>La grandezza del cristianesimo \u00e8 sempre stata quella di non indicare agli uomini la via pi\u00f9 facile e, in apparenza, pi\u00f9 gradevole, ma quella pi\u00f9 difficile; di chiedere loro uno sforzo supplementare, oltre alla quotidiana fatica del vivere; di additare loro una meta ulteriore, oltre alle mete contingenti ed umane, e sia pure legittime e buone in se stesse. In altre parole, il cristianesimo ha sempre preteso dagli uomini uno standard di vita morale assai superiore a quello cui si sentirebbero naturalmente portati: perch\u00e9, anche se a parole gli uomini si dicono pronti a rispettare il prossimo, a non mentire, a non rubare, eccetera, di fatto trasgrediscono volentieri alle leggi degli uomini non meno che a quelle di Dio, trovando sempre la maniera di giustificarsi davanti alla propria coscienza e di mettere a tacere i loro eventuali scrupoli o rimorsi. Ma il cristianesimo non ha mai fatto sconti a questa naturale pigrizia e a questa spontanea malizia della natura umana, proprio perch\u00e9 ha sempre guardato all&#8217;uomo con realismo, senza facili illusioni e senza fantasticare su come essa sarebbe, se solo non venissero frapposti ostacoli alla sua crescita e alla sua maturazione. In altre parole, i preti di una volta avevano il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: bene il bene e male il male; di indicare ai fedeli la via del bene, e metterli in guardia contro il male; di esortarli e spronarli alla vita buona, anche a prezzo di sacrifici, e di tenersi lontani dalla via pi\u00f9 facile e piana, perch\u00e9, di regola, essa conduce all&#8217;inferno. Questo dicevano e insegnavano i preti di una o due generazioni fa; questo ripetevano i catechisti e le catechiste; questo dicevano anche i professori, e le maestre, assecondati in pieno dalle famiglie. Ma poi, insieme al Concilio Vaticano II, sono arrivati i pessimi teologi della &quot;svolta antropologica&quot;; sono arrivati i modernisti travestiti da cattolici e i massoni travestiti da vescovi e cardinali; \u00e8 arrivato il relativismo etico, si \u00e8 diffusa l&#8217;interpretazione semi-protestante delle Scritture, \u00e8 stata rigettata, di fatto, la Tradizione; e la Chiesa si \u00e8 gradualmente trasformata in una ONLUS, in una agenzia di volontariato, tutta protesa nel sociale, tutta assorbita dalla crociata a favore dei migranti. E del bene e del male, del peccato e della grazia, del giudizio e della vita eterna, la Chiesa ha smesso di parlare. Logico: perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 la vera Chiesa. La vera Chiesa esiste ancora, ma \u00e8 stata respinta negli angoli, nelle cantine, nelle catacombe: ora a farla da padroni sono i teologi eretici alla Enzo Bianchi, i cardinali sodomiti alla McCarrick (scaricato all&#8217;ultimo momento solo perch\u00e9 era diventato una patata bollente), i vescovi massoni e filo-radicali, quelli che celebrano le preclare virt\u00f9 di Marco Pannella e che affermano che Dio non distrusse, ma risparmi\u00f2 Sodoma e Gomorra; quelli che negano la gravit\u00e0 del peccato o che negano addirittura il peccato, alla James Martin; quelli che parlano sempre e solo della misericordia di Dio, come se Ges\u00f9 non avesse detto che i convitati abusivi al pranzo di nozze verranno legati e gettati fuori, nella notte, dove sar\u00e0 pianto e stridore di denti.<\/p>\n<p>Una cosa deve essere chiara: se il cristiano non alimenta in s\u00e9 la tensione verso la santit\u00e0; se non coltiva, giorno per giorno, a partire dalla sua famiglia, la vita buona, cercando di superare il suo istintivo egoismo, aprendosi all&#8217;amore del prossimo, illuminato e guidato dall&#8217;amore di Dio, prima o poi finir\u00e0 per cadere, o ricadere, a un livello di vita inferiore, semi-animalesco, schiavo delle sue passioni disordinate. L&#8217;anima non \u00e8 fatta per restare sospesa a met\u00e0: o tende verso il Cielo, o si abbassa e sprofonda nel fango. E non pu\u00f2 tendere verso l&#8217;alto se non si allena, giorno per giorno, a combattere e vincere la buona battaglia contro la lussuria, la superbia e l&#8217;avarizia; a resistere alle cento e cento tentazioni che vorrebbero trascinarla in gi\u00f9 e farle smarrire <em>la diritta via<\/em>. Ma tutto questo \u00e8 possibile solamente all&#8217;anima che confida in Dio, e che sa dire: <em>Domine, non sum dignus<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sola, vera tristezza \u00e8 quella di non essere santi, diceva un grande scrittore cattolico, L\u00e9on Bloy. 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