{"id":23870,"date":"2017-03-11T03:02:00","date_gmt":"2017-03-11T03:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/11\/che-fine-ha-fatto-lannuncio-del-vangelo-al-tempo-dellecumenismo-e-del-dialogo-interreligioso\/"},"modified":"2017-03-11T03:02:00","modified_gmt":"2017-03-11T03:02:00","slug":"che-fine-ha-fatto-lannuncio-del-vangelo-al-tempo-dellecumenismo-e-del-dialogo-interreligioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/11\/che-fine-ha-fatto-lannuncio-del-vangelo-al-tempo-dellecumenismo-e-del-dialogo-interreligioso\/","title":{"rendered":"Che fine ha fatto l\u2019annuncio del Vangelo, al tempo dell\u2019ecumenismo e del \u201cdialogo\u201d interreligioso?"},"content":{"rendered":"<p><em>Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo<\/em>: questa \u00e8 stata l&#8217;ultima raccomandazione di Ges\u00f9 ai suoi discepoli, prima di salire definitivamente al Cielo, dopo la sua Resurrezione. Quel che ci domandiamo \u00e8 se l&#8217;evangelizzazione, ovvero l&#8217;apostolato cristiano, sia ancora all&#8217;ordine del giorno, nella Chiesa cattolica dei nostri tempi, tutta infervorata ad inseguire l&#8217;ecumenismo e il cosiddetto dialogo interreligioso. Oppure, per timore di offendere qualcuno, o di riuscire sgraditi a qualcun altro, i cattolici si sono auto-censurati e hanno deciso di astenersi dal mettere in pratica la raccomandazione di Ges\u00f9, cio\u00e8 hanno smesso di annunciare il Vangelo? Ce lo eravamo gi\u00e0 domandato in un d articolo (vedi <em>Che fine ha fatto l&#8217;evangelizzazione?<\/em>, pubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 25\/11\/2016); vogliamo ora tornarci sopra e con maggiore urgenza.<\/p>\n<p>Per avere le idee pi\u00f9 chiare su questo argomento, bisogna prima, necessariamente, fare alcune riflessioni generali di ordine storico e filosofico.<\/p>\n<p>Innanzitutto: quel che \u00e8 vero per i singoli individui, o per le famiglie, \u00e8 vero anche per i popoli e per le religioni: se vogliono crescere, se vogliono espandersi, se vogliono godere di buona salute, devono avere in s\u00e9 sufficiente energia per guardare avanti senza paura e per alimentarsi continuamente delle proprie speranze nel futuro e della propria fiducia in se stessi. Per fare questo, bisogna aver superato le due paure pi\u00f9 grandi dell&#8217;uomo: la paura \u00a0dell&#8217;incertezza e la paura della morte. Chi ha paura dell&#8217;incertezza, chi ha paura della morte, non ama la vita abbastanza da meritare di sopravvivere: la sua esistenza sar\u00e0 un lento crepuscolo, un grigio andare verso il nulla. Solo chi \u00e8 disposto a confrontarsi con le circostanze incerte del domani e solo chi non esita ad esporre la sua vita, se necessario, fino all&#8217;estremo sacrificio di s\u00e9, \u00e8 capace di costruire qualcosa che duri, e di trasmettere altrettanto amore per la vita a coloro che verranno.\u00a0<\/p>\n<p>Una persona che vuole vivere sempre stando sul sicuro, che non \u00e8 disposta ad affrontare rischi, a confrontarsi con situazioni nuove, che la metteranno in crisi, ma la stimoleranno a cercare e trovare soluzioni nuove, \u00e8 una persona che non ama realmente la vita, ma una persona stanca, senescente, che vive aspettando la fine, anche se non lo sa, perch\u00e9 la fine \u00e8 la sola cosa certa di tutta l&#8217;esistenza umana &#8211; almeno in senso terreno. Si sente, per esempio, un tale, che, di fronte alla tribolazioni di un amico, al quale un figlio scapestrato procura molti dispiaceri, o al quale, semplicemente, \u00e8 morto il figlio in un incidente stradale, fare un commento di questo genere: <em>Meno male che non ho messo al mondo dei figli! Ecco cosa capita ad essere genitori&#8230;<\/em> Ebbene, una frase di questo genere, un pensiero di questo genere attestano solo la disistima di s\u00e9, l&#8217;amarezza e la sfiducia nella vita di chi \u00e8 capace di formularli. Vi sono coppie le quali, fin dall&#8217;inizio, decidono di non aver figli, mai, per nessun motivo. <em>Non vogliamo mettere al mondo degli infelici<\/em>, dicono, se capita loro di parlarne con qualcuno; <em>non vogliamo mettere al mondo delle creature che dovranno vivere e soffrire in un mondo cos\u00ec difficile e ostile<\/em>. Anche costoro non amano la vita e non sanno che il vero amore per la vita comprende il mistero di generarla: perch\u00e9 la vita non \u00e8 una propriet\u00e0 dei singoli esseri umani, essi ne sono solamente i custodi e il loro compito \u00e8 quello di non interromperne il flusso, di non dire &quot;no&quot; quando viene il loro turno. Naturalmente, non tutti devono sposarsi e avere dei figli: esistono anche la maternit\u00e0 e la paternit\u00e0 spirituale. Quella dell&#8217;artista, dello scienziato, del poeta, dell&#8217;esploratore, del santo, del mistico, del missionario, del pastore del gregge religioso. Anche di questa maternit\u00e0 e paternit\u00e0 c&#8217;\u00e8 bisogno, eccome: una societ\u00e0 non pu\u00f2 prendersi il lusso di scarseggiare di un tal genere di &quot;madri&quot; e di &quot;padri&quot;: sono loro che trasmettono i valori fondamentali sui quali si regge la speranza nel futuro. Se vengono a mancare loro, \u00e8 come se venisse a mancare il sale della terra.<\/p>\n<p>Per quelle comunit\u00e0 pi\u00f9 vaste che sono i popoli, vale lo stesso principio. I popoli sani e vigorosi, i popoli giovani, sono quelli che si espandono, che sfidano le immensit\u00e0 dei mari, che dissodano e popolano nuove terre, che studiano nuove maniere di lavorare \u00a0e di produrre, che si mettono in gioco, avventurosamente e tenacemente, senza paura, senza complessi d&#8217;inferiorit\u00e0. I Vichinghi, per esempio: questo piccolo popolo di audacissimi navigatori, che, a un certo punto, ha gettato i semi di nuove compagini statali e di nuove forme di civilt\u00e0, dalla Francia alla Sicilia, dalla Russia alla Groenlandia; che ha spronato l&#8217;elaborazione di nuove tecniche militari, ma anche commerciali; che ha dato un impulso formidabile all&#8217;architettura, al commercio, all&#8217;industria, alla politica: questo piccolo popolo che, per alcuni secoli, ha riempito di s\u00e9 la storia dell&#8217;Europa, e ha perfino scoperto un nuovo mondo, ne \u00e8 un esempio felice. Intelligenti, anzi, geniali, i Normanni, eredi della grande stirpe vichinga, hanno saputo far tesoro della civilt\u00e0 dei popoli con i quali venivano in contatto e arricchire il loro mondo, la loro percezione della realt\u00e0, mettendo a punto nuovi strumenti per creare una sintesi formidabile di forza e sapienza, di coraggio e prudenza, di innovazione e tradizione. Quando poi si sono convertiti al cristianesimo, la loro irruenza selvaggia si \u00e8 disciplinata, \u00e8 stata messa al servizio della difesa dell&#8217;Europa, ed essi, che l&#8217;avevano terrorizzata, ne sono diventati i pi\u00f9 validi baluardi contro nuove ondate d&#8217;invasori, e hanno piantato la croce di Cristo in luoghi che mai erano stati raggiunti da alcun europeo, prima di loro. Ebbene, il segreto della grandezza di quel popolo \u00e8 stato che i suoi figli non avevano paura delle incertezze, n\u00e9 della morte.\u00a0<\/p>\n<p>E adesso la religione. Una religione si espande ed \u00e8 trascinante quando coloro i quali l&#8217;hanno abbracciata credono in essa quanto basta a non temere n\u00e9 le incertezze, n\u00e9 la morte. Tertulliano diceva orgogliosamente che il sangue dei martiri \u00e8 semente di nuove conversioni, ed \u00e8 una grande verit\u00e0: chi \u00e8 disposto ad affrontare qualunque sacrificio, fino alla morte, per difendere e per diffondere ci\u00f2 in cui crede, getta le basi di un grande edificio, che lui, forse, non riuscir\u00e0 a vedere, ma che crescer\u00e0 anche per merito della sua abnegazione. I cristiani hanno avuto questa fede possente, sono stati trascinati da questo grande ideale nell&#8217;avvento del regno di Dio, per quasi duemila anni. Ora, per\u00f2, sono subentrate la stanchezza, la senescenza. Credendo di aver fatto chi sa quale scoperta, si son messi a parlare di dialogo fra le religioni, di ecumenismo: ma nessun dialogo \u00e8 possibile fra religioni diverse, perch\u00e9 l&#8217;una esclude le altre, a meno di sottoscrivere tacitamente l&#8217;intesa che sono tutte false e bugiarde. Chi crede nella verit\u00e0 della propria fede, non pu\u00f2 venire a patti con nessuno, non pu\u00f2 scendere a compromessi. Gli islamici non lo fanno, gli ebrei non lo fanno, gl&#8217;induisti non lo fanno: lo fanno solo i cristiani progressisti e modernisti. Una Chiesa stanca e sfiduciata, infiltrata da presenze subdole e nemiche, si sta arrendendo e sta cercando di contrabbandare la resa, la capitolazione ignominiosa, per un salto di qualit\u00e0, per un accrescimento della fede, per la scoperta di un Vangelo pi\u00f9 autentico. Tutte balle e nient&#8217;altro che balle. Il cristianesimo non pu\u00f2 sopravvivere se smette di credere in se stesso; e, per crede in se stesso, deve avere il coraggio dell&#8217;apostolato, della predicazione, del sacrificio, e anche, se necessario, quello del martirio. Quei poveri cristiani copti che si sono fatti decapitare dai fanatici dell&#8217;Isis, pur non di non rinnegare la loro fede; quegli studenti cristiani del Kenya che hanno scelto di non rinnegare la loro fede e hanno accettato di subire il martirio dalle stesse mani assassine, hanno mostrato la strada. Ma noi, cristiani della poltrona e delle pantofole, noi cattolici del &quot;dialogo&quot; a oltranza, degli abbracci e dei baci con tutti quanti, i rabbini, gli imam, gli atei, i massoni, i radicali, i luterani e i nemici della Chiesa di Cristo, noi non siamo all&#8217;altezza di quei nostri fratelli che hanno testimoniato con la vita la loro fede (martire, etimologicamente, significa appunto <em>testimone<\/em>). Quando un credente non crede pi\u00f9; quando perde la fede; quando comincia a sentire, pensare, sperare e temere cos\u00ec come sente, pensa, spera e teme il mondo, allora vengono avanti i teologi della &quot;svolta antropologica&quot;, i &quot;preti di strada&quot;, i vescovi e i cardinali modernisti, i quali, dicendo di voler portare la fede su di un piano pi\u00f9 alto, di fatto la mettono in liquidazione, a prezzi di svendita. Ed ecco le aperture al divorzio (aperture di fatto, in genere, non di principio), alle unioni extramatrimoniali, ai divorziati risposati, all&#8217;omosessualit\u00e0, all&#8217;aborto e perfino, in certi casi, all&#8217;eutanasia: tutte capitolazioni davanti allo spirito del mondo, tutte ritirate ignominiose mascherate da &quot;dialogo&quot;, da &quot;rispetto della laicit\u00e0 dello Stato&quot;, da &quot;cristianesimo adulto e rispettoso delle opinioni altrui&quot;. Ma quali opinioni? Davanti ai principi, non ci sono opinioni che tengano: il vero cristiano, il vero cattolico, sa dire: &quot;no&quot;, e basta. Certo, non adottando metodi violenti; ma mostrando, con le parole e coi fatti, la sua coerenza, la sua linearit\u00e0, la sua fede senza furbizie o scappatoie. Anche se ci\u00f2 lo mette in una posizione scomoda, lo rende oggetto di critiche, perfino di larvate persecuzioni; anche se ne andr\u00e0 di mezzo la sua carriera, il suo successo, la sua popolarit\u00e0 (nel caso sia un uomo pubblico, un politico, un amministratore, un uomo di cultura abbastanza conosciuto). <em>Sia il vostro parlare s\u00ec, s\u00ec, e no, no<\/em>, diceva Ges\u00f9 Cristo: e tanto basta per sapere come ci si deve regolare davanti al mondo. Mai nascondersi, mai abbassare la testa, mai accettare o subire compromessi e &quot;intese&quot; al ribasso. Il sale non pu\u00f2 perdere il suo sapore, altrimenti viene meno la sua ragion d&#8217;essere. Il vero cristiano non accetter\u00e0 mai di essere socio di minoranza in qualsivoglia sodalizio: perch\u00e9 la fede in Cristo \u00e8 gelosa ed esigente, vuole tutto in cambio del fatto che dona tutto. Pertanto, un cattolico che loda Marco Pannella \u00e8 scandaloso: costui \u00e8 un infiltrato, un nemico subdolo de Vangelo, un lupo feroce travestito da pastore, il cui scopo \u00e8 distruggere il gregge. Un cristiano non potr\u00e0 mai accettare che un imam venga nella sua chiesa e proclami che la sua \u00e8 una religione di pace: \u00e8 un&#8217;offesa alla verit\u00e0, oltre che un&#8217;offesa ai martiri cristiani. E non potr\u00e0 mai genuflettersi avanti a un rabbino e chiedergli scusa per tutto il male che i cristiani hanno fatto agli ebrei, quando il male, semmai, \u00e8 stato fatto e voluto da entrambe le parti, e la Chiesa cattolica, in ogni caso, non ha nulla da farsi perdonare, semmai ha valide ragioni per aspettarsi riconoscenza e gratitudine dai tanti che ha sottratto alla morte. Meno ancora potr\u00e0 dubitare o alterare le parole del Vangelo, solo per compiacere i &quot;fratelli maggiori&quot; sul fatto storico della passione e morte di Ges\u00f9 Cristo, ossia per togliere dal giudaismo la responsabilit\u00e0 di quegli avvenimenti: non solo della crocefissione di Cristo, ma anche della feroce persecuzione della Chiesa di Gerusalemme. Ignorare tali fatti questa sarebbe, anche questa, una offesa alla verit\u00e0, oltre che un tradimento delle Scritture. <em>Bisogna piacere a Dio piuttosto che agli uomini<\/em>: non si pu\u00f2 falsificare la parola di Dio per ottenere l&#8217;approvazione degli altri.\u00a0<\/p>\n<p>Tutto questo non ha niente a che vedere n\u00e9 con l&#8217;intolleranza, n\u00e9, tanto meno, con il fanatismo; e non implica in alcun modo un venir meno al comandamento della carit\u00e0. Il cristiano \u00e8 benevolo verso tutti, perdona le offese, non si irrigidisce, non pensa male di nessuno; per\u00f2 non \u00e8 neppure uno sciocco, un illuso, uno sprovveduto. <em>Siate astuti come i serpenti, e puri come le colombe<\/em>, diceva Ges\u00f9 Cristo ai suoi discepoli. Benevolo verso tutti, ma nella verit\u00e0. Amico di tutti? Non \u00e8 possibile: il cristiano non potr\u00e0 mai essere amico dei malvagi. Quanto a coloro che sbagliano in buona fede, il cristiano non li giudica, ma ha il diritto e il dovere di giudicare le loro azioni. Se il cristiano non ha titoli per giudicare il proprio fratello, ha tuttavia il Vangelo per giudicare la falsit\u00e0, la malizia e il peccato: guai a lui se non lo facesse, se sorridesse davanti al peccato, o se addirittura lo approvasse. Invece, \u00e8 quel che sta accadendo; e a dare il pessimo esempio sono proprio i membri del clero, e specialmente cardinali e vescovi. Non si comportano pi\u00f9 come pastori del gregge, ma come mercenari o peggio, come nemici travestiti, venuti con l&#8217;intenzione precisa di fare tutto il male possibile alle anime che erano state loro affidate. Il cristiano non teme il ricatto:\u00a0<em>Se non approvi quel che fanno gli altri, allora non sei tollerante, allora sei integralista.<\/em>\u00a0Il cristiano va per la sua strada, consapevole che non si pu\u00f2 andar d&#8217;accordo con tutti senza tradire Cristo. Il cristiano \u00e8 fiero, ma senza superbia; \u00e8 coraggioso, ma senza ostentazione; \u00e8 mite, ma senza timidezza; \u00e8 benevolo, ma senza buonismo. Se agisce diversamente, allora vuol dire che, nel suo intimo, si vergogna di essere cristiano, specialmente se deve testimoniarlo in pubblico: il che significa che ha perso la fede. Chi ha fede non si vergogna, anzi, \u00e8 orgoglioso di essere riconosciuto come un seguace di Ges\u00f9. Perch\u00e9 tanti preti cattolici hanno smesso di vestirsi da preti, e se ne vanno in giro vestiti in borghese, rendendosi perfettamente irriconoscibili? Dicono che \u00e8 laicit\u00e0, che \u00e8 rispetto dell&#8217;altro: e mentono, o s&#8217;ingannano essi per primi. La verit\u00e0 \u00e8 un&#8217;altra: hanno perso la fede, non credono pi\u00f9 nel Vangelo e preferiscono piacere agli occhi del mondo. Preghiamo per loro, perch\u00e9 Dio doni loro la forza e la chiarezza di cui hanno bisogno; ma non seguiamo il loro esempio: <em>non si mette la lucerna sotto la tavola, ma sopra, perch\u00e9 rischiari tutta la stanza<\/em>. Seguiamo l&#8217;esempio e le parole di Ges\u00f9&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo: questa \u00e8 stata l&#8217;ultima raccomandazione di Ges\u00f9 ai suoi discepoli, prima di salire definitivamente al Cielo, dopo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[121,157,237],"class_list":["post-23870","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-ecumenismo","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23870"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23870\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}