{"id":23866,"date":"2020-12-08T12:50:00","date_gmt":"2020-12-08T12:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/08\/che-fare-se-golia-possiede-i-media-e-davide-la-voce-sola\/"},"modified":"2020-12-08T12:50:00","modified_gmt":"2020-12-08T12:50:00","slug":"che-fare-se-golia-possiede-i-media-e-davide-la-voce-sola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/12\/08\/che-fare-se-golia-possiede-i-media-e-davide-la-voce-sola\/","title":{"rendered":"Che fare se Golia possiede i media e Davide la voce sola?"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, nel precedente articolo <em>Questa battaglia, come tutte, \u00e8 sulla comunicazione<\/em> (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 07\/12\/20) che ci\u00f2 che fa la differenza fra quanto detto alla televisione e quanto detto al di fuori di essa \u00e8 il principio della quantit\u00e0 che si fa arbitrariamente qualit\u00e0; che assume, cio\u00e8, un alto grado di plausibilit\u00e0 e di persuasivit\u00e0 proprio in ragione del fatto che viene proclamato dal piccolo schermo e che per ci\u00f2 stesso, indipendentemente dal suo contenuto di verit\u00e0, acquista un significato e un valore intrinseci. Inconsapevolmente, la gente pensa: Se lo dice la tv, \u00e8 probabile che sia vero; e se lo dicono tutte le televisioni, allora sar\u00e0 vero senz&#8217;altro. Meccanismo psicologico che \u00e8 tipico della massa, non della psicologia individuale; ma \u00e8 appunto la fruizione quotidiana della televisione che crea la massa, insieme ad altri fattori della societ\u00e0 moderna, per cui si pu\u00f2 dire che l&#8217;una cosa determina l&#8217;altra: non ci sarebbe una cos\u00ec grande credulit\u00e0 verso i contenuti televisivi se non ci fosse il pubblico televisivo, ma non ci sarebbe nemmeno quest&#8217;ultimo se non ci fosse l&#8217;abuso quotidiano della televisione come spettacolo e come passatempo da parte di centinaia di milioni di persone che non sono solite ricorrere ad altre fonti per apprende ci\u00f2 che accade nel mondo. Possiamo anzi dire che la tv ha la capacit\u00e0 di persuadere quanto pi\u00f9 la si guarda, e che la sua capacit\u00e0 pervasiva\/persuasiva va assai oltre i contenuti specifici, ma si estende a ogni aspetto del reale, e in questo senso la pubblicit\u00e0 televisiva, che parrebbe un ambito limitato alla sfera commerciale, \u00e8 suscettibile di esercitare l&#8217;influsso pi\u00f9 penetrante di tutti, appunto perch\u00e9 il pubblico non sta in guardia contro la sua capacit\u00e0 di persuadere, o per dir meglio di sedurre, in maniera dolce ed occulta, e crede che si tratti solo di lasciarsi o non lasciarsi influenzare circa l&#8217;acquisto di un determinato prodotto. Per dirne una: la pubblicit\u00e0 non si limita a reclamizzare questa o quella merce, ma presenta anche un modello di stili, di comportamenti, di modi di essere, i quali pur non essendo il suo oggetto specifico, influenzano, eccome, la mente del pubblico: tant&#8217;\u00e8 vero che nel giro di qualche settimana, mese o anno lo stile complessivo di una societ\u00e0 pu\u00f2 essere profondamente cambiato soltanto dall&#8217;opera silenziosa e implacabile della pubblicit\u00e0 televisiva. E se fossimo stati meno distratti, noi italiani avremmo potuto rendercene perfettamente conto proprio osservando noi stessi, a partire da quando il mezzo televisivo \u00e8 entrato nelle case di ogni famiglia, cio\u00e8 nel decennio fra il 1960 e il 1970, durante il quale si \u00e8 verificata l&#8217;eclisse degli stili di vita nazionali ed \u00e8 incominciata la sciocca e pedissequa imitazione di modelli stranieri, specialmente d&#8217;oltre Atlantico, cosa che si \u00e8 accompagnata anche a un mutamento profondo della societ\u00e0 stessa, dei suoi valori, dei contenuti culturali, educativi, estetici, religiosi, ecc.<\/p>\n<p>Ora, nella situazione in cui ci troviamo al presente, con i <em>mass-media<\/em> interamente impegnati al servizio di quelli stessi che vogliono sottometterci per mezzo del terrore creato dalla pandemia, si tratta di vedere se e cosa si possa fare per contrastare gli effetti del Pensiero Unico realizzato mediante la Narrazione Unica. Sembrerebbe una battaglia persa in partenza: se quel che conta non \u00e8 la verit\u00e0, ma il monopolio dei mezzi d&#8217;informazione, come si pu\u00f2 evitare che la massa continui ad essere manipolata, e che si lasci docilmente manipolare? Per fare un esempio concreto: ci si sarebbe potuti aspettare che il rifiuto della segregazione sanitaria imposta con il pretesto della pandemia, un provvedimento assurdo, che non si era mai visto neanche durante le vere pestilenze del passato, e che sta uccidendo l&#8217;economia, i primi a reagire, a rifiutare di sottomettersi e quindi anche di accettare il Pensiero Unico, sarebbero stati quelli pi\u00f9 direttamente danneggiati nella loro stessa possibilit\u00e0 di sopravvivenza: piccoli imprenditori, commercianti e artigiani. Invece si assiste allo sconcertante spettacolo di gente che perde l&#8217;azienda, che perde il lavoro, ma che accetta con rassegnazione il proprio destino perch\u00e9 convinta, in apparenza, che tale sia il prezzo da pagare per scongiurare l&#8217;ulteriore diffusione del contagio e una paurosa moria di persone, specialmente quelle pi\u00f9 anziane. Ma se neanche i pi\u00f9 colpiti dalla dittatura sanitaria imposta dal governo reagiscono, cosa ci si pu\u00f2 aspettare dagli altri, dagli statali, dai pensionati, i quali, almeno in un primo tempo, non soffrono particolari difficolt\u00e0 di tipo economico? E se i mass-media continueranno a battere, sempre pi\u00f9 ossessivamente, sul tasto del terrore sanitario, e i politici e i governatori delle regioni li asseconderanno, e i partiti di opposizione continueranno a brillare, come finora \u00e8 stato, per la loro assenza e la loro inadeguatezza: chi o che cosa permetter\u00e0 di rompere l&#8217;incantesimo maligno della bolla mediatica che tiene la popolazione inchiodata ai dettami del Pensiero Unico, e le impedisce perfino di esprimere la pi\u00f9 legittima e naturale protesta?<\/p>\n<p>Per rispondere a questa domanda, bisogna partire dall&#8217;analisi realistica dei fatti. I fatti dicono che le persone pi\u00f9 serie, preparate e intelligenti non riescono a convincere e spostare quote significative di opinione pubblica finch\u00e9 le televisioni e i giornali dicono l&#8217;opposto: e ci\u00f2 seguiter\u00e0 a verificarsi fino a quando la popolazione sar\u00e0, appunto, &quot;opinione pubblica&quot;. L&#8217;opinione pubblica \u00e8 un&#8217;astrazione creata dagli organi di stampa per indicare gli orientamenti prevalenti, indotti dalla stampa stessa. In altre parole, esiste un&#8217;opinione pubblica dove i giornali sono molto diffusi e dove non vi sono altre fonti d&#8217;informazione alle quali la gente possa attingere. Perci\u00f2 bisogna partire da qui, e 1) smettere di leggere i giornali e di guardare la televisione, o almeno le grandi reti nazionali, tutte asservite ai piani dell&#8217;\u00e9lite globalista; 2) cercare la vera informazione e il contatto con altre persone e gruppi che la pensano allo stesso modo, sfruttando gli spazi di libert\u00e0 che ancora esistono nella rete. Con la scusa della pandemia, infatti, il governo ha paralizzato, insieme a ogni altra forma di vita sociale, anche l&#8217;attivit\u00e0 culturale e informativa dei gruppi e delle associazioni che cercano di tener vivo un minimo di pensiero critico; nulla per\u00f2 vieta che incontri e conferenze possano avvenire <em>online<\/em>, come si fa per la scuola pubblica, con la cosiddetta didattica a distanza. E infatti il governo, non solo in Italia, ma in tutti i Paesi occidentali, si sta accanendo proprio contro questi ultimi spazi di libert\u00e0 sulla rete informatica: ogni giorno vengono cancellati dei video, vengono rimossi dei contenuti, vengono penalizzati dei blog, insomma viene attuata una durissima censura ai danni di quanti si sforzano di tener accesa la fiammella della libert\u00e0 di pensiero e si rifiutano di appiattirsi sulle verit\u00e0 preconfezionate del Pensiero Unico al potere. Tuttavia finch\u00e9 tali spazi esistono bisogna sfruttarli al massimo, e anzi cercare di potenziarli; ma \u00e8 chiaro che non dureranno ancora per molto. Gli stessi monopolisti della grande finanza, le multinazionali del farmaco, della stampa, del cinema e della televisione controllano anche i canali infornatici e le piattaforme <em>online<\/em>, e hanno aumentato le misure di controllo per bloccare e neutralizzare qualunque voce di dissenso. Esistono degli algoritmi che, in presenza di determinate parole-chiave, nonch\u00e9 di immagini-chiave, fanno scattare automaticamente la censura e la relativa sanzione. Provate a fare l&#8217;esperimento, se non ci credete; se pensate che si tratti di fantasie di complottisti o di gente affetta da mania di persecuzione, provate a parlare sui social, in un certo modo, di quelle tali categorie o minoranze, di quelle tali centrali di potere che dominano la scena mondiale mediante il World Economic Forum, il Gruppo Bilderberg o le riunioni segrete nel Bosco Boemo in California; e state a vedere cosa accade. Se siete i gestori di un sito o di un blog, vi verr\u00e0 segnalata la presenza di contenuti <em>controversi<\/em>, o scorretti, formule che si usavano nei sistemi totalitari del passato e che ora sono tornate di moda per indicare il crimine di libera informazione e di libera opinione. Nei casi pi\u00f9 seri, vi giunger\u00e0 una mail da <em>Youtube<\/em> che vi accuser\u00e0 d&#8217;<em>incitamento all&#8217;odio<\/em> e magari vi anche un avviso della polizia postale che qualcuno ha sporto denuncia contro di voi. L&#8217;algoritmo viene allertato anche se parlate di Covid-19, di pandemia, di vaccini: provare per credere. Il minimo che vi possa capitare \u00e8 che appaia un rimando nel quale si dice che, per avere informazioni corrette su tali argomenti, dovete visitare i siti istituzionali a ci\u00f2 preposti, ad esempio quello del ministero della Salute. Il quale, trovandosi affidato alle amorevoli cure di un&#8217;aquila della medicina come il ministro Roberto Speranza, \u00e8 di per s\u00e9 quanto mai rassicurante. Del resto, \u00e8 logico che quei signori agiscano in tal modo: ricordiamo la sorte toccata a Julian Assange per aver reso pubblici i contenuti di file riservati, e il fatto curioso di esser passato da beniamino dei <em>liberal<\/em> a figlio di nessuno dopo che le sue rivelazioni sono state ritenute rilevanti per la sconfitta di Hillary Clinton nel 2016. I progressisti amano molto la libert\u00e0 d&#8217;informazione, ma solo quando favorisce <em>loro<\/em>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, c&#8217;\u00e8 bisogno di ricostituire il senso critico e di lavorare sulle cause che hanno reso quasi tutti dipendenti dalla televisione e, in misura minore, dalla carta stampata. Non \u00e8 difficile. La ragione principale di tale dipendenza, a ben guardare, \u00e8 la stessa per cui la grande maggioranza delle persone non si prende cura della propria salute in prima persona, ma preferisce affidarsi ciecamente a qualcun altro, a cominciare dal medico, e si ritiene soddisfatta solo se torna a casa dal suo ambulatorio con la ricetta in tasca per acquistare un nuovo farmaco, mentre resta delusa se gli viene consigliato di lavorare sulla prevenzione, di seguire una dieta pi\u00f9 opportuna, di fare del moto, di combattere la tristezza con una vita attiva e ricca di interessi, insomma se si tratta di fare la fatica di assumersi la responsabilit\u00e0 di star bene, invece di correre ai ripari dopo che la salute se n&#8217;\u00e8 andata: sempre per\u00f2 aspettandosi la soluzione dall&#8217;esterno, in modo da non doversene occupare personalmente. Se non fosse cos\u00ec diffuso questo genere di pigrizia, il livello medio di salute delle persone sarebbe sicuramente pi\u00f9 alto; cos\u00ec come se la pigrizia non si manifestasse nell&#8217;accendere il pulsante del telecomando e mandar gi\u00f9 mezz&#8217;ora al giorno, magari pi\u00f9 volte, di frottole televisive servite a domicilio, e da consumarsi in maniera del tutto passiva, forse non saremmo arrivati a questo punto di asservimento e di umiliazione. In altre parole \u00e8 la pigrizia mentale, unita alla sciatteria, al conformismo e alla sfiducia in noi stessi, che rendono cos\u00ec deboli le nostre difese immunitarie, sia a livello fisico che a livello intellettuale. Un organismo sano si protegge da se stesso, naturalmente, contro gli assalti delle malattie: la malattia subentra quando l&#8217;equilibrio psicofisico si \u00e8 rotto. Allo stesso modo, la pigrizia mentale e il conformismo ci rendono passivi davanti alla televisione e fanno s\u00ec che noi le conferiamo tutto il potere che essa esercita su di noi. Siamo proprio noi, infatti, a consegnarci, disarmati e indifesi, al potere tirannico che esercita il piccolo schermo, o meglio che esercitano per mezzo di esso i Padroni Universali. Stiamo rendendo loro le cose un po&#8217; troppo facili, perch\u00e9 ci comportiamo, e non certo da ieri, ma da una vita intera, come dei cani sperduti che anelano a ritrovare ad ogni costo un padrone, un padrone qualsiasi, e non vedono l&#8217;ora che qualcuno se li prenda e metta loro il guinzaglio, cos\u00ec almeno avranno la certezza di non patire la fame e di avere una cuccia ove rifugiarsi quando fa freddo. Noi ci comportiamo esattamente cos\u00ec: non \u00e8 la televisione ad essere forte, siamo noi che le diamo tutta questa forza; non sono le multinazionali del farmaco ad essere forti, \u00e8 il nostro atteggiamento rinunciatario e sbagliato davanti alla <em>fatto<\/em> della salute e della malattia che le rende cos\u00ec potenti e temibili. Se noi modifichiamo il nostro modo di porci, se noi ci riprendiamo una parte almeno di quegli spazi di libero arbitrio cui abbiamo volontariamente rinunziato; se torniamo a impossessarci delle stanze della nostra casa che abbiamo ceduto, chiss\u00e0 poi perch\u00e9, a degli estranei, oltretutto male intenzionati nei nostri confronti, allora ci sono delle buone speranze di poter modificare radicalmente lo stato di cose presente, e di riprenderci quella libert\u00e0 d&#8217;informazione, e perci\u00f2 di scelta, che attualmente abbiamo perduto, consegnandola a chi non merita affatto la nostra fiducia.<\/p>\n<p>A questo punto, la cosa essenziale che abbiamo scoperto farci difetto \u00e8 la <em>motivazione<\/em>. Molti si chiederanno perch\u00e9 mai dovrebbero sobbarcarsi la fatica di occuparsi personalmente della propria salute, delle propria informazione, dei propri risparmi, della propria fede, visto che chi dovrebbe occuparsi di tali cose desta, s\u00ec, qualche sospetto di sfruttare la propria posizione per curare il suo interesse e non il nostro, ma in tutti i casi \u00e8 molto pi\u00f9 semplice lasciare che le cose vadano come sono sempre andate, e ciascuno si occupi del proprio ambito: il medico della nostra salute, il giornalista della nostra informazione, il bancario dei nostri risparmi e il sacerdote della nostra fede. E se si fa osservare alla gente che \u00e8 stupido seguitare a dar fiducia a chi ha mostrato di non meritarla questa risponder\u00e0 che alla fine non si pu\u00f2 pensare a tutto, visto che ci sono gi\u00e0 tante cose importanti delle quali si \u00e8 costretti ad occuparsi. Il che \u00e8 vero: ma fra le cose essenziali non ci sono i vestiti firmati, il pilates, i tatuaggi, l&#8217;abbronzatura, ecc.; e guarda caso, a dedicare moltissimo tempo a tali attivit\u00e0 sono proprio quelli che dicono di non aver tempo per occuparsi seriamente della salute, dell&#8217;informazione, dei risparmi e della fede. Pertanto, \u00e8 chiaro che dobbiamo operare un radicale ripensamento della nostra vita. Se siamo soddisfatti di come abbiamo finora vissuto, abdicando alla responsabilit\u00e0 di prenderci cura di noi, allora non c&#8217;\u00e8 niente da fare. Se invece ci rendiamo conto che il potere si appresta a schiavizzarci sfruttando la nostra pigrizia, c&#8217;\u00e8 ancora qualche speranza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo visto, nel precedente articolo Questa battaglia, come tutte, \u00e8 sulla comunicazione (pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 07\/12\/20) che ci\u00f2 che fa la differenza<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[92],"class_list":["post-23866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23866"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23866\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}