{"id":23860,"date":"2010-10-13T10:03:00","date_gmt":"2010-10-13T10:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/13\/e-che-dire-del-diavolo-raymond-smullyan-o-come-non-si-fa-filosofia\/"},"modified":"2010-10-13T10:03:00","modified_gmt":"2010-10-13T10:03:00","slug":"e-che-dire-del-diavolo-raymond-smullyan-o-come-non-si-fa-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/13\/e-che-dire-del-diavolo-raymond-smullyan-o-come-non-si-fa-filosofia\/","title":{"rendered":"E che dire del Diavolo? Raymond Smullyan o come non si fa filosofia"},"content":{"rendered":"<p>\u00abMatematico, filosofo, scrittore, pianista e prestigiatore statunitense\u00bb: cos\u00ec Wikipedia definisce, non senza enfasi, il novantenne Raymond Merrill Smullyan.<\/p>\n<p>Smullyan rappresenta, a nostro avviso, un buon esempio di come non si dovrebbe mai fare filosofia: vale a dire con una colossale leggerezza che, se potrebbe essere gradevole nella forma &#8211; purch\u00e9 sia contenuta entro certi limiti -, diviene assolutamente fuori luoghi quando investe la sostanza, trattando con strafottente leggerezza argomenti che sono estremamente seri, solo perch\u00e9 l&#8217;Autore parte chiaramente da un pregiudizio razionalista e positivista.<\/p>\n<p>Dopo aver creato una serie di personaggi letterari, come l&#8217;ispettore Craig, allo scopo di vivacizzare il racconto (o forse per scimmiottare certa letteratura pseudofilosofica di casa nostra), egli conduce il lettore non specialista nei meandri della logica, della metafisica, della dialettica, girandoselo e rigirandoselo come un bravo Verdiglione d&#8217;oltre Oceano; finch\u00e9 il poveretto, pur avendo compreso poco o nulla dei suoi contorti ragionamenti, per giunta conditi con dosi alquanto generose di frizzi e lazzi che vorrebbero essere divertenti, non pu\u00f2 non sospirare: \u00abEh, per\u00f2, questo Smullyan: non ci ho capito niente, per\u00f2, che gran filosofo deve essere!\u00bb.<\/p>\n<p>Prendiamo, a titolo di esempio, un brano tratto dal suo libro \u00ab5.000 avanti Cristo&#8230; e altre fantasie filosofiche\u00bb (titolo originale: \u00ab5.000 B. C. and Other Philosophical Fantasies\u00bb, 1983; traduzione italiana di Manlio Guardo, Bologna, Zanichelli, 1987, pp. 10113), nel quale si occupa del problema se si diano degli enti che non esistono:<\/p>\n<p>\u00abOttima domanda: che dire del Diavolo e, in generale, dei Diavoli? Ce ne sono? E, in questo caso, quanti ce ne sono? Godono della propriet\u00e0 dell&#8217;esistenza? \u00c8 possibile che alcuni ne godano e altri no?<\/p>\n<p>Fortunatamente tutte queste questioni sono state completamente risolte, in uno straordinario manoscritto, da un erudito dottore della Chiesa, Alphonso G. (Non mi \u00e8 concesso, disgraziatamente, di divulgare il nome completo, n\u00e9 il titolo del manoscritto [&#8230;]). Il manoscritto fu bollato di eresia dalla Chiesa, e l&#8217;autore fu condannato al rogo. Fortunatamente Alphonso fugg\u00ec di prigione e nascose il suo prezioso manoscritto, con ogni probabilit\u00e0 l&#8217;unico esemplare rimasto!<\/p>\n<p>Dalle indagini filosofiche di Alphonso sembra si possa dedurre che ci sono certe propriet\u00e0 dette ANTIPERFEZIONI e, naturalmente, il Diavolo si definisce come un essere dotato di tutte le antiperfezioni. Ecco alcuni dei postulati di Alphonso a proposito delle antiperfezioni.<\/p>\n<p>POSTULATO 1: La non esistenza \u00e8 un&#8217;antiperfezione (naturalmente la non esistenza \u00e8 la propriet\u00e0 di non godere della propriet\u00e0 dell&#8217;esistenza).<\/p>\n<p>POSTULATO 2: data una qualsiasi antiperfezione A, se non c&#8217;\u00e8 alcuna entit\u00e0 esistente che abbia la propriet\u00e0 A, allora non c&#8217;\u00e8 per nulla un&#8217;entit\u00e0 che goda della propriet\u00e0 A. (Un&#8217;entit\u00e0 esistente \u00e8, naturalmente, un&#8217;entit\u00e0 che gode della propriet\u00e0 dell&#8217;esistenza).<\/p>\n<p>In base ai due postulati enunciati Alphonso prov\u00f2 anzitutto il seguente teorema:<br \/>\nTEOREMA A: Non ci sono entit\u00e0 non esistenti. In alte parole tutto esiste! [&#8230;]<\/p>\n<p>Alphonso prov\u00f2 poi il teorema seguente, che potrebbe ben essere il pi\u00f9 importante teorema mai provato:<\/p>\n<p>TEOREMA B: Non c&#8217;\u00e8 Diavolo alcuno, esistente o non esistente che sia.<\/p>\n<p>Fu, naturalmente, il teorema B a causare la rottura fra Alphonso e la Chiesa.<\/p>\n<p>Alphonso aveva un discepolo polacco dotato di grande talento, M. Askanas, il quale (al pari di tutti i discepoli di Alphonso) credeva che non ci fosse alcun Diavolo, ma si rifiutava di accettare le prove del proprio maestro. Non \u00e8 ch&#8217;egli vi ravvisasse alcunch\u00e9 di formalmente errato, ma non riusciva a persuadersi di accettare il postulato 2, poich\u00e9 questo , poich\u00e9 questo conduce al teorema A, e Askanas rifiutava l&#8217;eventualit\u00e0 che non possano esserci entit\u00e0 non esistenti. Egli propose pertanto un postulato alternativo che (insieme con il postulato 1) genera il teorema B ma non il teorema A. In via preliminare Askans introdusse la definizione seguente: per una propriet\u00e0 P qualunque si dice che un&#8217;entit\u00e0 gode della propriet\u00e0 P+ se gode sia della propriet\u00e0 P, sia di quella del&#8217;esistenza. (Per esempio, \u00e8 la propriet\u00e0 di essere un frutto,, allora ogni mela &#8211; esistente o no &#8211; gode della propriet\u00e0 P, ma solamente le mele esistenti godono della propriet\u00e0 P+.<\/p>\n<p>Ed ecco il postulato alternativo di Askanas:<\/p>\n<p>POSTULATO 2&#8242;: Per qualunque antiperfezione\u00bb A, la propriet\u00e0 A+ \u00e8 anch&#8217;essa un&#8217;antiperfezione.<\/p>\n<p>Devo dire che questo postulato mi sembra particolarmente plausibile. In verit\u00e0 mi vien fatto d0affermare che se A \u00e8 un&#8217;antiperfezione, allora la propriet\u00e0 A+ \u00e8, semmai, un&#8217;antiperfezione anche peggiore di A! Se, per esempio, A \u00e8 la propriet\u00e0 di essere un tiranno, non \u00e8 la propriet\u00e0 A+ perfino peggiore? Cio\u00e8, un tiranno esistente non \u00e8 peggiore di uno che non esiste? Sicuramente, dei due, pu\u00f2 far pi\u00f9 danno il tiranno che esiste!<\/p>\n<p>Ad ogni modo, come ho detto, il teorema B \u00e8 deducibile dai postulati [&#8230;]<\/p>\n<p>Qualcuno, una volta, mi ha chiesto se, invece di provare che Dio esiste e il Diavolo no,si possa provare che c&#8217;\u00e8 il Diavolo e non esiste Dio. La risposta \u00e8: senz&#8217;altro, basta cambiare gli assiomi! [&#8230;]<\/p>\n<p>PROVA DEL TEOREMA A. Sia N la propriet\u00e0 della non esistenza. \u00c8 ovvio che nulla che goda della propriet\u00e0 N pu\u00f2 anche godere della propriet\u00e0 di esistere. Allora discende dal postulato 2 che non c&#8217;\u00e8 entit\u00e0 di sorta che possieda la propriet\u00e0 N. Di conseguenza In altre parole, non c&#8217;\u00e8 alcuna entit\u00e0 che goda della propriet\u00e0 di non esistere. (Questa prova poggia sul postulato 2, ma non richiede il postulato 1!).<\/p>\n<p>PROVA DEL TEOREMA B. Dal solo postulato 1 segue che non pu\u00f2 esserci alcun Diavolo ESISTENTE (il che \u00e8 gi\u00e0 motivo di sollievo!) giacch\u00e9, per definizione, ogni diavolo ha tutte le antiperfezioni e la non esistenza \u00e8 un&#8217;imperfezione (postulato 1) e, pertanto, qualunque Diavolo gode della propriet\u00e0 della non esistenza. Se, dunque, ci fosse un Diavolo, esso avrebbe la propriet\u00e0 di non esistere. Ma, in virt\u00f9 del teorema A, non c&#8217;\u00e8 entit\u00e0 di sorta che possa avere la propriet\u00e0 della non esistenza. Dunque non c&#8217;\u00e8 alcun Diavolo.\u00bb<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un buon esempio, ci si passi il gioco di parole, di cosa dovrebbe intendersi per un cattivo modo di fare filosofia.<\/p>\n<p>Potremmo anche sorvolare sul tono faceto, ammiccante, autocompiaciuto dell&#8217;autore, il quale ha tutta l&#8217;aria di trovare divertentissimi i suoi giochini intellettuali e la bravura con cui maneggia i concetti, come un moderno sofista, per dimostrare qualsiasi cosa, ma specialmente per mettere in burla il modo di ragionare dei filosofi medievali, i quali, a suo avviso, erano dei solipsisti che ignoravano di esserlo.<\/p>\n<p>Potremmo sorvolare, dicevamo, perch\u00e9 \u00e8 un vezzo di certa saggistica filosofica anglosassone, particolarmente di Bertrand Russell; e alle cattive abitudini culturali della propria nazione \u00e8 difficile sottrarsi, specialmente se si pensa fermamente, pur senza avere il coraggio di dirlo in modo aperto, che si \u00e8 la prima nazione o la prima cultura al mondo, e tutti gli altri dovrebbero prenderci ad esempio e sforzarsi d&#8217;imitare i nostri modi.<\/p>\n<p>Ma, di fatto, non possiamo farlo, perch\u00e9 l&#8217;argomento \u00e8 molto serio e sulle cose serie non si dovrebbe scherzare; n\u00e9 si vede per quale motivo i filosofi dovrebbero prendersi questo tipo di libert\u00e0, proprio loro che avrebbero la responsabilit\u00e0 di indagare il reale allo scopo di separare le cose importanti da quelle che non lo sono.<\/p>\n<p>Per dimostrare che \u00e8 vano disquisire sugli enti che non esistono, Smullyan sceglie come testa di turco, ovvero come bersaglio di comodo contro cui esercitare la sua arte logico-dialettica, la questione del&#8217;esistenza del Diavolo; e la volge in burla fin dall&#8217;inizio, chiedendosi, ad esempio, quanti Diavoli potrebbero esserci, posto che ve ne siano: e ci\u00f2 con la stessa disinvoltura con cui avrebbe potuto chiedersi se esistono le Chimere, i Centauri o le mucche che volano.<\/p>\n<p>Forse influenzato da \u00abIl nome della rosa\u00bb di Umberto Eco, egli improvvisa una serie di giochi di prestigio intellettuali il cui scopo \u00e8, da un lato, ridicolizzare il modo medievale di porre la questione degli esistenti; dall&#8217;altro, quello di far rifulgere la sua bravura, oltre che la sua arguzia e la sua fantasia.<\/p>\n<p>A tale scopo egli introduce una quantit\u00e0 di personaggi immaginari, compresi degli investigatori sul modello di Sherlock Holmes (o forse di Guglielmo di Baskerville), alcuni anche molto esotici, ad esempio cinesi; tanto che, per andare al nocciolo del discorso e per risparmiare al lettore tutti questi fronzoli di dubbio gusto, che oltretutto l&#8217;autore cita di continuo con evidente narcisismo, siamo stati indotti ad omettere le parti pi\u00f9 stucchevoli.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8, per\u00f2, che, tolti gli orpelli letterari, non resta molto di concreto sul piano filosofico; basti dire che Smullyan non si prende nemmeno la briga di distinguere opportunamente fra esserci ed esistere, fra essenza ed esistenza.<\/p>\n<p>Noi non lo seguiremo nei suoi capziosi ragionamenti, nei quali non \u00e8 chiaro fin dove ragioni seriamente e dove incominci a prendersi gioco del lettore; piuttosto, ci limitiamo ad osservare che il difetto preliminare di essi, intenzionale o meno che sia, \u00e8 quello di non aver distinto IN CHE SENSO si ponga l&#8217;esistenza di una determinata cosa. Invero, parrebbe che, per Smullyan, esistono solo le cose materiali: e Dio e il Diavolo, non essendo tali, evidentemente non possono esistere.<\/p>\n<p>Quando egli dice, ad esempio, che un tiranno esistente \u00e8 pi\u00f9 dannoso di un tiranno che non esiste, non si accorge di maneggiare un&#8217;arma a doppio taglio. Infatti, che cosa intende egli per un tiranno che non esiste? Intende forse un tiranno che esiste solo nella fantasia di qualche scrittore o sulle pagine di un libro?<\/p>\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec, qualcuno gli dovrebbe spiegare che il modello letterario di un tiranno pu\u00f2 essere non solo altrettanto dannoso, ma anche pi\u00f9 dannoso di un tiranno in carne ed ossa: nel senso che pu\u00f2 ispirare a qualche tiranno, o a qualche potenziale o futuro tiranno, azioni ancor peggiori di quante ne siano mai state compiute da un qualsiasi tiranno esistito nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma poi, che cosa significa l&#8217;espressione &quot;esistente nella realt\u00e0&quot;? Forse che un personaggio letterario non esiste anch&#8217;egli nella realt\u00e0: nella realt\u00e0 di quella determinata opera, che verr\u00e0 letta, magari, da milioni di persone, influenzando i loro valori e il loro modo di vedere il mondo?<\/p>../../../../n_3Cp>E quel che vale per un personaggio letterario, vale anche per qualsiasi altro ente che non esiste sul piano della realt\u00e0 fisica. Un sogno, ad esempio, non \u00e8 qualcosa di irreale: \u00e8 reale; cos\u00ec reale che pu\u00f2 influenzare, allo stato di veglia, la vita di colui che lo ha sognato.<\/p>\n<p>Alla fine dei conti, l&#8217;idea che tutto esiste, o, per dir meglio, che tutto l&#8217;intelligibile esiste, della quale Smullyan si fa beffe, non \u00e8 poi cos\u00ec assurda come egli la vuol far sembrare; \u00e8, anzi, la sola realmente seria e ragionevole. Infatti, per il solo fatto di essere pensata o anche solo di essere pensabile, una cosa esiste, anche se non sul piano della esistenza fisica, ma su un altro piano, quella della esistenza ideale o potenziale.<\/p>\n<p>Oppure, quando afferma che un tiranno esistente \u00e8 pi\u00f9 nocivo di un tiranno non esistente, Smullyan vuole significare che solo le cose che si possono vedere, toccare, esperire con i sensi fisici, sono in grado di agire nella sfera della vita concreta? Anche in questo caso, egli prende un grosso abbaglio: gli enti che non esistono fisicamente, ma che esistono a livello mentale o che possono esistere a livello mentale, sono suscettibili di agire sulla realt\u00e0 concreta altrettanto efficacemente, o anche pi\u00f9 efficacemente, di quelli che godono di un&#8217;esistenza attuale.<\/p>\n<p>Del resto, si rifletta che un ente, allorch\u00e9 sia pensabile, per ci\u00f2 stesso diviene anche suscettibile di esistere. Un cavallo volante non pu\u00f2 esistere, obietteranno quelli come Smullyan. E chi lo dice? C&#8217;\u00e8 stato un tempo, lontano solo poco pi\u00f9 di un secolo, in cui sembrava pazzia sostenere che l&#8217;uomo potesse volare. Perch\u00e9 dunque non potrebbero volare, un domani, anche i cavalli? Un cavallo volante \u00e8 perfettamente pensabile: dunque, pu\u00f2 esistere.<\/p>\n<p>Ma potremmo spingerci anche oltre su questa linea di ragionamento. Se una cosa \u00e8 pensabile, non solo \u00e8 suscettibile di esistere anche sul piano materiale, ma \u00e8 addirittura CERTO che, presto tardi, esister\u00e0. Infatti, \u00e8 solo questione di tempo: quando una cosa \u00e8 pensabile, \u00e8 anche possibile; e dunque essa finir\u00e0 per trovare le condizioni che la faranno esistere: esistere concretamente, s&#8217;intende, e non solo a livello ideale o letterario o nel mondo dei sogni.<\/p>\n<p>Questa la miseria dell&#8217;empirismo, del razionalismo e del materialismo: che non hanno fantasia, che non sanno vedere pi\u00f9 in l\u00e0 del loro naso.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 procede in fretta, specialmente da quando l&#8217;\u00abhomo tecnologicus\u00bb ha preso il sopravvento su ogni altra dimensione dell&#8217;essere umano; anche se non sempre procede nel modo che sarebbe desiderabile da quanti conservino ancora il senso del limite.<\/p>\n<p>Fino a pochi anni fa, sarebbe stato perfettamente lecito affermare che non esisteranno mai due esseri viventi perfettamente identici; ma oggi, con la clonazione in laboratorio, una tale affermazione non sarebbe pi\u00f9 valida.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un progresso, lo ripetiamo, almeno secondo il nostro punto di vista; semmai, un regresso: ma tant&#8217;\u00e8, bisogna essere cauti prima di dire che una cosa non esiste e non potr\u00e0 esistere mai. Se la possiamo pensare, vuol dire che, magari fra mille anni, essa verr\u00e0 all&#8217;esistenza; ammesso che non sia gi\u00e0 esistita nel passato, solo che noi non lo sappiamo&#8230;<\/p>\n<p>Quanto a Dio e al Diavolo, posto che essi esistano, non ne potremo mai provare l&#8217;esistenza secondo le categorie applicabili agli enti materiali. Chi imposta il proprio ragionamento su di essi partendo da tali categorie, o \u00e8 in mala fede o \u00e8 uno sciocco.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 noto, limitandoci a parlare del Diavolo, l&#8217;aforisma di Baudelaire: che &quot;lui&quot; non \u00e8 mai tanto soddisfatto, come quando gli uomini si fanno beffe della possibilit\u00e0 che egli esista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abMatematico, filosofo, scrittore, pianista e prestigiatore statunitense\u00bb: cos\u00ec Wikipedia definisce, non senza enfasi, il novantenne Raymond Merrill Smullyan. 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