{"id":23857,"date":"2018-11-28T11:31:00","date_gmt":"2018-11-28T11:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/28\/che-cose-la-vera-scienza\/"},"modified":"2018-11-28T11:31:00","modified_gmt":"2018-11-28T11:31:00","slug":"che-cose-la-vera-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/11\/28\/che-cose-la-vera-scienza\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 la vera scienza?"},"content":{"rendered":"<p>Da quando il borioso Galilei, nei primi decenni del XVII secolo, si proclam\u00f2 annunciatore di una scienza nuova, la locuzione <em>scienza nuova<\/em> \u00e8 passata a designare, grazie alla dominante cultura scientista e neopositivista, nell&#8217;immaginario collettivo, la scienza <em>tout-court<\/em>; e neppure la <em>Scienza nuova<\/em> di Vico, il grande isolato del secolo successivo, \u00e8 riuscita a smuovere l&#8217;idea che la rivoluzione scientifica di Bacone, Cartesio, Galilei, Newton, ci abbia regalato un immenso progresso rispetto alla &quot;vecchia&quot; scienza, quella di matrice aristotelica. Ma cos&#8217;\u00e8, in effetti, la scienza? In che cosa consiste la <em>vera<\/em> scienza? Per i greci, scienza \u00e8 l&#8217;<em>epist\u00e8me<\/em>, la conoscenza certa e oggettiva, contrapposta alla <em>doxa<\/em>, la mera opinione, che \u00e8, per definizione, una conoscenza soggettiva e discutibile. \u00c8 a Galilei che si deve la convinzione (una <em>doxa<\/em>, appunto) che delle cose scientifiche, e specialmente delle proposizioni matematiche, noi sposiamo avere una conoscenza certa, e quindi scienza, intesa come conoscenza delle cause e del perch\u00e9. A partire da quel momento, la cultura europea ha identificato la scienza della natura con il sapere oggettivo e certo, perch\u00e9 Dio, secondo Galilei, ha scritto il gran libro dell&#8217;universo in caratteri matematici; di tutto il resto non possiamo che avere opinione. La svalutazione della metafisica e il declassamento della teologia erano impliciti in questa prospettiva; e infatti Kant, sullo scorcio dell&#8217;et\u00e0 dei lumi, si \u00e8 affrettato a tagliar via il ramo secco: il <em>noumeno<\/em>, la cosa in s\u00e9, della quale nulla possiamo sapere e nulla conoscere, perch\u00e9 quel che rientra nella nostra sfera di conoscenza passa attraverso di noi, \u00e8 un processo della nostra mente, non qualcosa che stia realmente fuori di essa, e che sia sussistente in s\u00e9 e per s\u00e9. Una volta fatto questo passo, era altrettanto inevitabile che si procedesse oltre lungo la medesima strada: che si riducesse l&#8217;essere a pensiero, e quindi tutto il reale a un processo del pensiero; e infine che si dubitasse di tutto, perch\u00e9 un pensiero sussistente, eterno alla mente che lo pensa, \u00e8 altrettanto arbitrario e indimostrabile, date le premesse, della vecchia metafisica e del vecchio <em>noumeno<\/em>; e d&#8217;altra parte riducendo il pensiero a pensiero pensante del soggetto individuale, quale mai garanzia abbiamo che per mezzo di esso si possa giungere ad un sapere certo, anzi, a ben guardare, ad un pensiero che non sia mera illusione?<\/p>\n<p>Il cristianesimo, da parte sua, ha dato un contributo decisivo alla definizione del concetto di scienza, riallacciandosi alla tradizione biblica oltre che alla filosofia greca. Per i Padri della Chiesa, per i grandi teologi e i Santi dei primi secoli della civilt\u00e0 cristiana, la scienza nuova, che \u00e8 anche la vera sapienza, \u00e8 quella che il mondo disprezza, ma \u00e8 conforme all&#8217;amore e al volere di Dio; mentre la scienza che il mondo cerca e loda, \u00e8 una scienza fallace e ingannevole, che non avvicina alla verit\u00e0, ma allontana da essa. Ges\u00f9 ha detto: <em>Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli..\u00a0S\u00ec, o Padre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a Te<\/em> (<em>Matteo<\/em>, 11, 25-26). E san Paolo (<em>1 Corinzi<\/em>, 18-31):<\/p>\n<p><em>La parola della croce infatti \u00e8 stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, \u00e8 potenza di Dio.\u00a0Sta scritto infatti: &quot;Distrugger\u00f2 la sapienza dei sapienti<br \/>\ne annuller\u00f2 l&#8217;intelligenza degli intelligenti&quot;. Dov&#8217;\u00e8 il sapiente? Dov&#8217;\u00e8 il dotto? Dov&#8217;\u00e8 il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo?\u00a0Poich\u00e9 infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, \u00e8 piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.\u00a0Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza,\u00a0noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani;\u00a0ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo \u00e8 potenza di Dio e sapienza di Dio. Infatti ci\u00f2 che \u00e8 stoltezza di Dio \u00e8 pi\u00f9 sapiente degli uomini, e ci\u00f2 che \u00e8 debolezza di Dio \u00e8 pi\u00f9 forte degli uomini. Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, n\u00e9 molti potenti, n\u00e9 molti nobili.\u00a0Ma quello che \u00e8 stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che \u00e8 debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti;\u00a0quello che \u00e8 ignobile e disprezzato per il mondo, quello che \u00e8 nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono,\u00a0perch\u00e9 nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. Grazie a lui voi siete in Cristo Ges\u00f9, il quale per noi \u00e8 diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione^;^ perch\u00e9, come sta scritto,\u00a0chi si vanta, si vanti nel Signore.<\/em><\/p>\n<p>La vera scienza, dunque, coincide con la vera sapienza; e la vera sapienza \u00e8 la conoscenza di Dio, che non si consegue con la sola ragione umana, tanto meno con il metodo logico-matematico e con l&#8217;esperimento, ma che possiede un grado di assoluta certezza proprio perch\u00e9 non viene dall&#8217;uomo, ma da Dio. \u00c8 un dono di Dio per coloro che sono umili di fronte al suo mistero, \u00e8 la grazia divina che fa risplendere le tenebre dell&#8217;umana ignoranza e offre una guida sicura nel labirinto delle cose transitorie, caduche. Il solo Pascal, nel pieno dell&#8217;ubriacatura scientista del XVII secolo, aveva intravisto questa verit\u00e0 e aveva cercato di armonizzare le due forme di &quot;scienza&quot; con la formula dell&#8217;<em>esprit de g\u00e9ometrie<\/em> e dell&#8217;<em>esprit de finesse<\/em>. Ma per il pensiero cristiano, resta certo e indiscutibile che il vero conoscere, dunque la vera scienza, \u00e8 quella per cui l&#8217;uomo si avvicina alla Verit\u00e0 divina, e non lo fa coi suoi mezzi, ma in parte con il retto uso della ragione naturale (questo punto \u00e8 essenziale: perch\u00e9 la ragione naturale, svincolata dal timor di Dio e orgogliosa di se stessa, non serve a nulla e anzi conduce l&#8217;uomo fuori strada) e in parte, la parte decisiva, con l&#8217;ausilio della fede, la quale, a sua volta, \u00e8 un dono della grazia. Si ricordi l&#8217;itinerario dantesco nei regni dell&#8217;Aldil\u00e0: all&#8217;Inferno e nel Purgatorio lo guida Virgilio, simbolo della ragione naturale; ma per salire al Cielo \u00e8 necessario che giunga ad accompagnarlo Beatrice, simbolo della grazia.<\/p>\n<p>Scrive Mauro G. Lepori, abate generale dell&#8217;ordine cistercense, in un articolo dedicato al significato della figura e dell&#8217;opera di San Benedetto da Norcia (<em>A scuola di un maestro: scienter nescius et sapienter indoctus<\/em>, in <em>Vita Nostra<\/em>, riv. dell&#8217;Ass. Nuova C\u00eeteaux, Roma, 2018, n. 2, pp. 4-5):<\/p>\n<p><em>\u00c8 da sottolineare il fatto che \u00e8 anzitutto nell&#8217;ambito degli studi, della scienza, che Gregorio che Gregorio situa la conversione iniziale di san benedetto. \u00c8 come se, per lui, la rinuncia a tutto per seguire Cristo inizi essenzialmente dal disprezzo degli studi mondani. Nella conversione di benedetto non si sottolinea e descrive tanto l&#8217;abbandono delle ricchezze familiari per scegliere la povert\u00e0, come per esempio in un sant&#8217;Antonio abate o in san Francesco d&#8217;Assisi, ma piuttosto il disprezzo della scienza narcisistica del mondo per scegliere l&#8217;umilt\u00e0 come via di comunione con Dio, come introduzione allo scambio di desiderio, di compiacenza amorosa, fra l&#8217;uomo e il suo Creatore e Redentore.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci si attenderebbe allora la descrizione di una vita da ignorante, da sempliciotto incolto. Invece, la rinuncia agli studi animati dall&#8217;orgoglio e dalla vanagloria non implica la scelta dell&#8217;ignoranza, ma di una scienza diversa, opposta a quella mondana. Benedetto rinuncia alla scienza e sapienza del mondo, al fine di scegliere un&#8217;altra scienza, un&#8217;altra sapienza in opposizione a quelle del mondo.La scelta iniziale di san Benedetto \u00e8 come un crinale, un crinale fra un abisso di perdizione e la salvezza, e su quel crinale il fattore cosciente di scelta, di determinazione e conversione della libert\u00e0, \u00e8 l&#8217;ambito della conoscenza, della scienza, dello studio. Non dimentichiamo che il peccato originale \u00e8 avvenuto mangiando il frutto dell&#8217;albero della conoscenza del bene e del male, non, per esempio, di un albero della ricchezza o della bellezza o della concupiscenza carnale.<\/em><\/p>\n<p><em>La scelta dunque di san Benedetto non fu fra l&#8217;intelligenza, la scienza, la sapienza e la stoltezza, l&#8217;ignoranza e l&#8217;insipienza. Fu fra due generi diversi, e opposti, di scienza, di sapienza, di intelligenza.<\/em><\/p>\n<p><em>San Gregorio esprime questa distinzione con una delle sue frasi geniali, capaci di sintetizzare in un gioco di parole il nocciolo di una questione: &quot;Recessit igitur scienter nescius et sapienter indoctus&quot; &#8212; Si ritir\u00f2 pertanto consapevolmente ignorante e sapientemente incolto (Dial. II, Prol.). Questa espressione descrive la coscienza con cui Benedetto \u00e8 passato dal modo alla vita monastica. L&#8217;espressione fa capire che la scienza e la sapienza dipendono dalla stima o dal disprezzo con cui sono considerate, e la stima e il disprezzo dipendono dal punto di vista dal quale si guardano. Benedetto disprezza la scienza che il mondo stima, e stima la scienza che il mondo disprezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Si percepisce che la scelta di Benedetto comporta un disprezzo del mono che si espone al disprezzo del mondo verso di lui. Chi \u00e8 &quot;nescius&quot; &#8212; ignorante e &quot;indoctus&quot; &#8212; non istruito, attira il disprezzo del mondo, la derisione del mondo, Benedetto assume questo disprezzo del mondo vero chi ne rifiuta i falsi valori. La libert\u00e0 di chi lascia tutto per Cristo consiste anche nel disprezzare il disprezzo del mondo superbo verso la propria persona, e per questo la rinuncia ai valori mondani comporta anche una rinuncia a se stessi, al valore che diamo a noi stessi, per inoltrarsi in un cammino teso ad apprezzare e ad amare Dio pi\u00f9 che se stessi. Ma \u00e8 proprio l\u00ec che l&#8217;uomo scopre il vero valore di se stesso: la compiacenza di Dio, l&#8217;essere amato da Dio con predilezione.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa conversione al livello del valore che perseguiamo, al livello del tesoro verso cui \u00e8 teso il nostro cuore, permette di inoltrarsi nella scoperta della realt\u00e0 rivoluzionaria del regno di Dio, rivoluzionaria nel senso letterale del termine, cio\u00e8 rivoltata, capovolta. Al baratro, al precipizio, all&#8217;abisso in cui giace la scienza del mondo, corrisponde la montagna su cui si ascende per incontrare Dio, scoprendo che la realt\u00e0 vera non \u00e8 nell&#8217;abisso, ma sulla montagna<\/em>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;autentica prospettiva cristiana, dunque, esistono due scienze e due modi d&#8217;intendere la ricerca del vero: quello che desidera l&#8217;applauso del mondo, e che si pratica pi\u00f9 per ambizione di gloria, e quindi per appagare il proprio io, che non per un desiderio disinteressato di conoscenza; e quello che comporta l&#8217;umilt\u00e0, il nascondimento, il farsi piccoli e il farsi indotti, perch\u00e9 non si cura di piacere al mondo, anzi, disprezza l&#8217;approvazione del mondo, ma desidera piacere solamente a Dio e cercare solamente Lui. Naturalmente, il pensiero cristiano ha elaborato la propria posizione rispetto alla scienza nel corso dei secoli, e la posizione di San Gerolamo o di sant&#8217;Agostino non \u00e8 la stessa di san Benedetto, cos\u00ec come quella di san Francesco non \u00e8 la stessa di san Tommaso d&#8217;Aquino, e cos\u00ec via; per\u00f2 sull&#8217;essenziale tutti sono d&#8217;accordo: non si d\u00e0 alcuna scienza che possa prescindere dalla verit\u00e0 divina; non si d\u00e0 vera sapienza che non sia aperta sul mistero ineffabile di Dio, Creatore e Redentore, ma che si chiuda in una superba pretesa di autosufficienza. Se la scienza vuole procedere staccata dalla grazia e se la ragione pretende di porre da s\u00e9 le proprie basi, arrogante, narcisista, orgogliosa, per stupire il mondo e per affermare la superiorit\u00e0 dell&#8217;io, perde il contatto con la realt\u00e0 vera e impazzisce, portando gli uomini non gi\u00e0 alla conoscenza, ma alla rovina.<\/p>\n<p>Scrive ancora san Paolo (<em>Romani<\/em>, 1, 21-25):<\/p>\n<p><em>Essi sono dunque inescusabili, perch\u00e9, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria n\u00e9 gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si \u00e8 ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti\u00a0e hanno cambiato la gloria dell&#8217;incorruttibile Dio con l&#8217;immagine e la figura dell&#8217;uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Perci\u00f2 Dio li ha abbandonati all&#8217;impurit\u00e0 secondo i desideri del loro cuore, s\u00ec da disonorare fra di loro i propri corpi,poich\u00e9 essi hanno cambiato la verit\u00e0 di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che \u00e8 benedetto nei secoli<\/em>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come Ges\u00f9 dona agli apostoli la pace, ma specifica che la d\u00e0 non come la d\u00e0 il modo, cos\u00ec il cristiano sa che la vera scienza non \u00e8 la stessa scienza che il mondo ricerca, coltiva e apprezza. Da ci\u00f2 non consegue affatto che il cristianesimo sia nemico della scienza o del progresso del conoscere: questa \u00e8 una leggenda forgiata per ragioni ideologiche dai nemici del cristianesimo o da una pletora di semi-intellettuali ignoranti, accecati dai pregiudizi. Al contrario, non si ripeter\u00e0 mai abbastanza che la scienza prende in Europa uno sviluppo cos\u00ec impetuoso proprio perch\u00e9 il cristianesimo ha valorizzato al massimo la ragione, rivendicandone l&#8217;autonomia. Ma autonomia non \u00e8 indipendenza e meno ancora separazione. Ci\u00f2 che ha fatto Machiavelli con la politica e Galilei con la scienza, ci\u00f2 che hanno fatto i filologi con le Scritture e gli economisti con loro dottrine, non ha nulla a che fare con la vera scienza, che si fa una cosa sola con la ricerca di Dio. Da una tale scienza non pu\u00f2 venire alcun male; il male viene da una scienza che vuol decidere da se stessa cosa siano il bene e il male&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando il borioso Galilei, nei primi decenni del XVII secolo, si proclam\u00f2 annunciatore di una scienza nuova, la locuzione scienza nuova \u00e8 passata a designare,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,157],"class_list":["post-23857","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23857"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23857\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}