{"id":23855,"date":"2017-08-22T04:15:00","date_gmt":"2017-08-22T04:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/22\/che-cosa-e-possibile-fare\/"},"modified":"2017-08-22T04:15:00","modified_gmt":"2017-08-22T04:15:00","slug":"che-cosa-e-possibile-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/22\/che-cosa-e-possibile-fare\/","title":{"rendered":"Che cosa \u00e8 possibile fare?"},"content":{"rendered":"<p>Il male del nostro tempo, della nostra civilt\u00e0 &#8212; ma sarebbe pi\u00f9 giusto dire: della anti-civilt\u00e0 in cui ci \u00e8 dato di vivere &#8212; \u00e8 il nichilismo, che porta con s\u00e9 la disperazione, in tutte le sue varianti, dalla depressione cronica alla violenza insensata. Un&#8217;ombra cupa \u00e8 scesa sui volti, sulle anime; le persone vivono con la testa bassa, guardando a terra; hanno perso la speranza, anche se fingono di divertirsi, e la serenit\u00e0 \u00e8 fuggita dai loro cuori. \u00c8 venuto a mancare qualcosa di essenziale, cui prima non si faceva caso, come non si fa caso all&#8217;aria, alla luce, alla forza misteriosa che ogni mattina ci rimette in piedi e ci spinge ad affrontare una nuova giornata; qualcosa che si dava per scontato, ma scontato non \u00e8: e ora che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, si avverte dolorosamente la sua assenza, senza, peraltro, riuscire a comprendere di che cosa si tratti. E finch\u00e9 non lo avremo compreso, non ritroveremo la pace; seguiteremo ad agitarci qua e l\u00e0, a scivolare nel tunnel oscuro della depressione, a sfogare una inutile violenza contro le cose, contro gli altri o contro noi stessi, a fingere di divertirci, sprofondandoci nel chiasso e nel disordine dei sensi; ma non ritroveremo la pace, perch\u00e9 non ritroveremo noi stessi. \u00c8 necessario, dunque, capire che cosa abbiamo perduto, perch\u00e9 ne va della nostra stessa vita: altrimenti, saremo condannati a trascinare i nostri giorni come dei morti che camminano, come dei morti in via di putrefazione, anche se le apparenze potranno ingannare gi altri, e magari perfino noi stessi, e i nostri copri abbronzati, palestrati, truccati e tirati a lucido, potranno dare una illusoria impressione di salute e di benessere. Conosciamo parecchie persone ridotte in questo stato; se ci pensate un attimo, vi accorgerete che tutti ne conosciamo parecchie: anzi, c&#8217;\u00e8 pure il caso che ci riconosciamo noi stessi all&#8217;interno di questa categoria, che diventa pi\u00f9 numerosa ogni giorno e che abbraccia, ormai, forse la maggioranza della popolazione. Le persone di valore lo sanno, lo sentono, o almeno lo intuiscono; ne soffrono ancor di pi\u00f9 e si dibattono come animali presi in trappola; e sono le migliori. Le altre, la massa, l&#8217;armento, non intuiscono nulla e seguitano a brucare l&#8217;erba avvelenata, pascolando sulle cattive terre e accumulando rabbia, angoscia e disamore dentro di s\u00e9, fino a quando raggiungeranno il punto di rottura; oppure trascineranno i loro giorni sempre cos\u00ec, con eguale, tranquilla disperazione, senza mai alzare il capo, senza mai sospettare che ci sia dell&#8217;altro, che ci sia di meglio; senza mai alzare lo sguardo verso il Cielo e senza mai ritornare padrone della loro vita; cosa, del resto, di cui non hanno alcun desiderio, anzi, che temono pi\u00f9 di ogni altra &#8212; perch\u00e9 intuiscono che, poi, non saprebbero cosa farne, e il loro malessere aumenterebbe ancora.<\/p>\n<p>Dunque, prima di chiederci che cosa possiamo fare, dobbiamo chiederci cos&#8217;\u00e8 questo qualcosa che abbiamo smarrito, e la cui mancanza ci rende cos\u00ec vuoti e infelici, come in realt\u00e0 siamo. Non crediamo occorra andare tanto lontano per trovare la cosa che abbiamo perduto: \u00e8 la nostra anima. Abbiamo perso l&#8217;anima; l&#8217;abbiamo lasciata indietro, dietro le macerie delle nostre ambizioni di felicit\u00e0, di realizzazione personale, di giustizia sociale, di un Mondo migliore &amp; pi\u00f9 giusto, e cos\u00ec via. Ne siamo rimasti privi, perch\u00e9 eravamo troppo impegnati ad inseguire delle mete che ci sembravamo estremamente concrete, sia sul piano collettivo, sia, e ancor pi\u00f9, su quello individuale, e invece erano solo le proiezioni illusorie della nostra sete insoddisfatta, della nostra fame inestinguibile, dacch\u00e9 avevamo smarrito la nostra anima. Ma niente di ci\u00f2 che possiamo trovare al di fuori di noi, e neppure le gratificazioni apparenti che ci possono venire dal successo, dal denaro, dal potere e della lussuria, potrebbero colmare quel vuoto: l&#8217;anima \u00e8 una merce unica, non esistono surrogati n\u00e9 pezzi di ricambio; non esiste nulla, ma proprio nulla, con cui la si possa rimpiazzare. Se la si perde, si \u00e8 perduti: non \u00e8 lei che \u00e8 andata persa, siamo noi che ci siamo persi. E siamo diventati dei morti che camminano. Dei morti di lusso, magari, fasciati entro dei bei vestiti, adornati con dei bei gioielli; dei morti che occupano le poltrone pi\u00f9 alte nella societ\u00e0, nell&#8217;amministrazione, nella politica e perfino nella cultura; ma pur sempre dei morti, dal fiato che puzza di cadavere.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile risalire la china e tornare a vivere; dipende fino a che punto siamo discesi e, soprattutto, dipende dalla nostra capacit\u00e0 di svegliarci. Ci\u00f2 che tiene accesa la nostra anima \u00e8 il legame con Dio; senza di quello, \u00e8 inevitabile che, prima o poi, le tenebre ci piombino addosso e ci avvolgano in una nera nube, che appanna ogni gioia e offusca ogni cosa bella ci possa accadere. Del resto, perch\u00e9 le cose belle ci vengano incontro, bisogna che facciamo pulizia in noi stessi e che ci rendiamo degni di riceverle; diversamente, somigliamo a dei luridi personaggi, abituati a vivere nella sporcizia pi\u00f9 abietta, i quali si meravigliano di non ricevere mai la visita di qualche persona di buon giusto, intelligente e interessante. Ma chi mai potrebbe essere interessato alla nostra stupidit\u00e0 e alla nostra sporcizia? Chi mai potrebbe trovare interessante la nostra compagnia, vedendoci sprofondati nella trascuratezza pi\u00f9 disgustosa? E la sporcizia, la nera ondata di fango, ha cominciato a penetrare dentro di noi quando abbiamo voltato le spalle a Dio e abbiamo iniziato ad adorare noi stessi, il nostro corpo, i nostri soldi, o il corpo o i soldi di qualche altro essere umano, o il potere, o tutte queste cose insieme. Ma non c&#8217;\u00e8 niente, nell&#8217;uomo, che meriti di esser adorato. Vi sono alcune cose che suscitano ammirazione, e altre che destano piet\u00e0, compassione, perplessit\u00e0, disgusto, orrore: siamo un pozzo misterioso, nel quale si pu\u00f2 trovare di tutto. Se ci abbandoniamo all&#8217;ebbrezza della nostra dimensione immanente; se scambiamo questo nostro corpo destinato alla corruzione, queste nostre ambizioni destinate a finire in cenere, queste nostre brame che un d\u00ec si spegneranno, per l&#8217;impossibilit\u00e0 di alimentarle ulteriormente, o perch\u00e9 non ne avremo pi\u00f9 i mezzi, o perch\u00e9 saremo esausti e nauseati noi stessi, non possiamo che smarrire la nostra parte migliore e pi\u00f9 vera, cio\u00e8, appunto la nostra anima. La nostra anima viene da Dio: \u00e8 un dono celeste. Rinnegando Dio, rinneghiamo la nostra anima; e rinnegando la nostra anima, rinneghiamo noi stessi. In fondo, \u00e8 assai pi\u00f9 semplice di quel che non si pensi. Tutti i discorsi complicati sulla crisi dell&#8217;uomo moderno, sul disagio dell&#8217;uomo moderno, sulla grande complessit\u00e0 della vita moderna, servono solo ad occultare questo semplice fatto: che, allontanandosi da Dio, l&#8217;uomo moderno ha firmato la propria condanna e si \u00e8 votato alla disperazione. Con le sue stesse mani.<\/p>\n<p>Tutti gli stratagemmi del pensiero moderno per occultare questa semplice verit\u00e0 non hanno fatto altro che allontanarci sempre pi\u00f9 da noi stessi, da nostro centro interiore, e, pertanto, dal nostro equilibrio, dalla nostra pace e dalla nostra armonia. Noi potremmo vivere assai meglio di come viviamo; potremmo fare a meno di molti farmaci e cure mediche; potremmo risollevarci dalla depressione, dalla nevrosi, dall&#8217;angoscia esistenziale, dalla lenta partita a scacchi con il suicidio che si chiama alcolismo, o dipendenza dalla droga, o stili di vita pericolosi, dai cosiddetti sport estremi al sesso promiscuo, se ritornassimo in noi stessi e se, gettandoci ai piedi del Padre, gli dicessimo: <em>Abbiamo peccato contro il cielo e contro di te; non siamo pi\u00f9 degno di essere chiamati tuoi figli<\/em>. Lui non aspetta altro, ci accoglierebbe a braccia aperte e ci perdonerebbe. Ma questo gesto di umilt\u00e0, noi non lo sappiamo, n\u00e9 lo vogliamo fare. Ci parrebbe umiliante, degradante; preferiamo schiattare con la nostra superbia intatta, con il nostro orgoglio tirato a lucido. Preferiamo affogare nella palude fangosa, quando basterebbe che pronunciassimo una sola parola per esserne tratti fuori, sul terreno solido e al sicuro. Perch\u00e9 il nostro demone, il demone dell&#8217;uomo moderno, \u00e8 l&#8217;orgoglio; questo pazzo, caparbio, diabolico orgoglio, che c&#8217;impedisce di ammettere la nostra limitatezza, la nostra finitezza, la nostra fragilit\u00e0, e, quindi, il nostro bisogno di Dio, di completarci in Dio, di salvarci in Dio, di redimerci in Lui dalle nostre miserie, malvagit\u00e0 e perfidie, che tramiamo incessantemente contro i nostri simili, pensando che quando li avremo sconfitti, umiliati, eliminati, e ci saremo sostituiti ad essi negli obiettivi che ci stanno a cuore, noi staremo meglio, staremo finalmente bene e spegneremo, una buona volta, la nostra sete rabbiosa. Per orgoglio, l&#8217;uomo moderno non vuole confessarsi creatura; e il suo castigo \u00e8 che la paura della malattia, della vecchiaia e della morte, in lui, \u00e8 crescita fino a raggiungere livelli impressionanti, paranoici, che non gli danno tregua e gli avvelenano anche le ore pi\u00f9 belle. Per orgoglio ha negato la relazione con Dio, rifiutato con disprezzo il suo invito amorevole; per orgoglio ha abbracciato la ragione, il progresso, l&#8217;idealismo, il positivismo, la psicanalisi, lo storicismo, lo scientismo, l&#8217;esistenzialismo, il decostruttivismo; per orgoglio ha calpestato anche il ricordo della sua anima immortale e si \u00e8 fatto materialista, evoluzionista, relativista, scettico, incredulo, irreligioso, ateo, anticristiano. Provate a parlare di Ges\u00f9 Cristo a uno di questi intellettuali moderni, specie di quelli che vanno per la maggiore, e firmano i loro libri, con sussiego, al termine delle loro conferenze, dopo aver distribuito al pubblico le loro perle di &quot;saggezza&quot;, le loro istruzioni per vivere &quot;bene&quot;, loro che non sanno cosa sia vivere bene e che scambiano il vivere da animali per una degna esistenza umana; loro che non vedono pi\u00f9 in l\u00e0 del loro naso e che hanno meno saggezza, con tutte le loro lauree e i loro dottorati di ricerca, di quanta ce ne fosse nelle loro nonne, che avevano fatto la terza elementare, ma andavano alla Messa del mattino tutti i giorni, estate e inverno, alzandosi all&#8217;alba e incominciando la giornata con una preghiera a Dio o alla Madonna.<\/p>\n<p>Dunque, per uscire dal pantano, bisogna incominciare col bonificare la mente e il cuore dagli idoli della modernit\u00e0: la ragione infallibile, il progresso illimitato, la scienza che sa tutto, il narcisismo che ci spinge all&#8217;odio (inconsapevole) di noi stessi, all&#8217;auto-disprezzo, perch\u00e9 vediamo che troppo grande \u00e8 il divario tra le nostre ambizioni e i risultati, fra quel che vorremmo essere e ci\u00f2 che siamo. Vorremmo essere forti, intelligenti, sicuri, felici, pacificati; e invece siamo deboli, sciocchi, smarriti, infelici e perennemente in guerra col mondo e con noi stessi. Dobbiamo gettare via la zavorra: gran parte della modernit\u00e0 \u00e8 zavorra; peggio: \u00e8 veleno, allo stato puro. E non tanto per le cose che essa ha elaborato, ma per il modo in cui le ha elaborate e, soprattutto, per il fatto che le ha assolutizzate: la modernit\u00e0 \u00e8 la forma di totalitarismo pi\u00f9 feroce e pervasiva che mai si sia vista nel corso della storia umana. Prendiamo un concetto-cardine, quello di democrazia: non \u00e8 sbagliato in se stesso; \u00e8 sbagliato l&#8217;averne fatto un idolo, un feticcio da adorare sempre e comunque, in nome del principio quantitativo, della legge dei grandi numeri. Ma noi non siamo numeri, non siamo quantit\u00e0: siamo persone; e ciascuno di noi \u00e8 unico e irripetibile &#8212; purch\u00e9 conservi la propria anima. Se si smarrisce l&#8217;anima, si diventa vuoti e, perci\u00f2, intercambiabili. Le masse moderne sono delle mandrie senz&#8217;anima, indegne di essere considerate appartenenti al genere umano. E a queste masse abbrutite, obnubilate, piace ci\u00f2 che d\u00e0 piacere, dispiace ci\u00f2 che non lo d\u00e0; esse non cercano ci\u00f2 che \u00e8 vero, e giusto, e buono, e bello. No: esse vanno dietro ai falsi pastori che promettono loro la soddisfazione delle loro brame disordinate, dei loro impulsi animaleschi. Non c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi se, in queste condizioni, siamo giunti ormai molto vicini al bordo dell&#8217;abisso. La modernit\u00e0 ha promesso <em>le magnifiche sorti<\/em> grazie al progresso, ma la verit\u00e0 \u00e8 che essa ha portato un pauroso regresso.<\/p>\n<p>Uno scrittore americano oggi ingiustamente dimenticato, James Oliver Curwood (Owosso, Michigan, 12 giugno 1878-ivi, 13 agosto 1927), cantore del Grande Nord come Jack London, nel romanzo <em>Il coraggio di Marge O&#8217;Doone<\/em>, cos\u00ec descrive il giusto atteggiamento dell&#8217;uomo verso la vita, presentando il protagonista, David Raine (titolo originale: <em>The Courage of Marge O&#8217;Doone<\/em>, 1918; traduzione dall&#8217;inglese di Mary Lise Leblanc, Milano, Sonzogno, 1928, pp. 15-16):<\/p>\n<p><em>&#8230; Scriveva libri che pochi leggevano, perch\u00e9 erano pieni di fatti e di teorie antiquate. Considerava vecchio il mondo e pensava che vi fosse minor profitto per un uomo nel cercare di scoprire nuove folli finzioni per una civilt\u00e0 artificiale, che a ritrovare le vecchie leggi e i miracoli sepolti sotto la polvere del passato. Egli credeva che quanto pi\u00f9 noi ci avviciniamo all&#8217;origine delle cose e pi\u00f9 ce ne torniamo da presso, tanti pi\u00f9 possiamo giungere ad una pi\u00f9 chiara comprensione della Terra, del Cielo, di Dio e del vero. Egli non considerava affatto come argomento favorevole al progresso il fatto che Cristo e i suoi discepoli non conoscevano il telefono, le gigantesche macchine azionate dal vapore, l&#8217;elettricit\u00e0 e gli strumenti coi quali l&#8217;uomo pu\u00f2 mandare messaggi per migliaia di miglia attraverso lo spazio. Secondo la sua teoria, i patriarchi del&#8217;antichit\u00e0 erano pi\u00f9 strettamente a contatto col polso della vita di quanto il progresso, nella sua forma attuale, non gli si avvicini. Non era un fanatico, n\u00e9 un esaltato. Era giovane e pieno di entusiasmo. Amava i fanciulli&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Anche Cristo amava i fanciulli e raccomandava di somigliare loro, quanto alla semplicit\u00e0 di spirito e alla capacit\u00e0 di credere. I fanciulli credono anche a ci\u00f2 che non si vede con gli occhi; ma ci\u00f2 che non si vede, \u00e8 l&#8217;essenziale. Noi abbiamo perso la capacit\u00e0 di vedere l&#8217;essenziale: vediamo un sacco di cose, ma tutte secondarie e tutte sacrificabili. \u00c8 questo che ci manca: saper vedere l&#8217;essenziale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il male del nostro tempo, della nostra civilt\u00e0 &#8212; ma sarebbe pi\u00f9 giusto dire: della anti-civilt\u00e0 in cui ci \u00e8 dato di vivere &#8212; \u00e8 il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[96,110],"class_list":["post-23855","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-anima","tag-civilta"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23855"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23855\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}