{"id":23851,"date":"2022-09-15T11:49:00","date_gmt":"2022-09-15T11:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/15\/che-cosa-significa-essere-cristiani-e-cattolici\/"},"modified":"2022-09-15T11:49:00","modified_gmt":"2022-09-15T11:49:00","slug":"che-cosa-significa-essere-cristiani-e-cattolici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/09\/15\/che-cosa-significa-essere-cristiani-e-cattolici\/","title":{"rendered":"Che cosa significa essere cristiani e cattolici?"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa significa essere cristiani, e cristiani cattolici? In questo momento storico di grande confusione, molti s&#8217;interrogano e domandano che cosa si pu\u00f2 e si deve fare; se rimanere nella Chiesa cattolica \u00e8 coerente con l&#8217;essere cristiani e cattolici; se non sarebbe meglio separarsene, ad esempio aderendo alla Chiesa greco-ortodossa e facendosi ortodossi, visto che l\u00ec sopravvivono fermenti di autentico cristianesimo pi\u00f9 che non se ne vedano nel desolato paesaggio della Chiesa cattolica, ove un vescovo come Vincenzo Paglia fa affrescare la sua chiesa con un grande dipinto omoerotico che, fra l&#8217;altro, rappresenta il Signore in maniera blasfema; un teologo come Enzo Bianchi nega la divinit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo; un generale dei gesuiti come Sosa Abascal nega l&#8217;esistenza reale del demonio; e infine un papa come Bergoglio proclama che Dio ha bisogno dell&#8217;uomo, che la Via Crucis \u00e8 la storia del suo fallimento, che Ges\u00f9 si \u00e8 fatto diavolo e serpente e che Maria Santissima si \u00e8 sentita tradita e ingannata dal Padre, quando il suo Figlio divino \u00e8 spirato sul legno della croce.<\/p>\n<p>Rispondiamo con decisione che no: che un cattolico non pu\u00f2 cambiare chiesa come si cambia un prodotto al supermercato; che essere battezzati nella Chiesa cattolica equivale a un assenso che dura per tutta la vita; e che la presenza e il conforto di Ges\u00f9 Cristo, <em>io sono con voi ogni giorno, sino alla fine del mondo<\/em> (Mt 28,20) non viene meno per l&#8217;indegnit\u00e0, le colpe e gli errori di un clero traviato e impazzito, che di fatto ha apostatato e vorrebbe trascinare nell&#8217;abisso dell&#8217;apostasia anche l&#8217;ignara massa dei fedeli, ingannandola nella sua buona fede e giungendo a pratiche idolatriche, come l&#8217;intronizzazione della Pachamama a Roma, o del dio ind\u00f9 Ganesa (dalla testa di elefante) in una chiesa spagnola di Ceuta, o l&#8217;allestimento di spettacoli scandalosi e immorali nel duomo di Vienna da parte di quel&#8217;arcivescovo, o la sacralizzazione del siero miracoloso al posto di Ges\u00f9 Salvatore, tutte cose che generano turbamento, sconforto, amarezza e angoscia nei fedeli e gridano vendetta al cospetto di Dio.<\/p>\n<p>Quante volte ci siamo sentiti ripetere che frequentare la Messa <em>novus ordo<\/em>, specialmente con la formula dell&#8217;<em>una cum<\/em> Bergoglio, equivale a una profanazione idolatrica; quante volte ci siamo sentiti chiedere, da persone che avevano gi\u00e0 la risposta pronta e perci\u00f2 non domandavano per avere lumi, ma si preparavano ad accusare, se \u00e8 lecito accostarsi al Santissimo Sacramento in tali condizioni; e quante volte siamo stati attaccati, insultati, denigrati, per aver risposto che Ges\u00f9 \u00e8 il solo ed unico padrone della storia e della Chiesa, quindi anche della Santa Messa; che Egli non guarda le magagne dei sacerdoti o dei vescovi, ma la purezza di cuore dei credenti; che s\u00ec, la Messa di Paolo VI \u00e8 inficiata da elementi protestanti e perfino massonici, ma ci\u00f2 non ne fa <em>eo ipso<\/em> una cosa diabolica, perch\u00e9 vi \u00e8 pur sempre un vestigio dell&#8217;adorazione del vero Dio; che ad amministrare i Sacramenti \u00e8 Ges\u00f9 medesimo; che il fedele non ha l&#8217;obbligo di essere un esperto in teologia per giudicare se il sacro rito si svolge in forma regolare (eccezion fatta per gli abusi pi\u00f9 vistosi, che chiunque percepisce e dai quali deve stare lontano come dalla peste), e tanto meno indagare se quel tale sacerdote o quel tale vescovo \u00e8 stato regolarmente consacrato, perch\u00e9, se a consacrarlo fosse stato per caso un superiore sospetto di eresia, tutti i suoi atti risulterebbero automaticamente nulli.<\/p>\n<p>No. Ges\u00f9 non pretende dai fedeli n\u00e9 una laurea in teologia, n\u00e9 un&#8217;indagine poliziesca per appurare l&#8217;ortodossia dei sacerdoti che officiano nelle loro parrocchie; non coltiva la pedagogia del sospetto, non incoraggia la diffidenza sistematica, n\u00e9 pretende, tranne in casi estremi, dei quali anche un cieco non pu\u00f2 che prendere atto, che i laici si facciano giudici dei sacerdoti. Anche perch\u00e9 il cattolico rifiuta la dottrina luterana del sacerdozio universale e crede, fino a prova contraria, che il sacerdote conosca di pi\u00f9, e meglio, la materia della fede, cio\u00e8 la vera dottrina coi suoi dogmi, i suoi comandamenti e i suoi anatemi (oggi, \u00e8 vero, passati di moda, ma presenti comunque nel Magistero perenne, come fari che brillano anche nella notte pi\u00f9 lunga e oscura); e salvo, ripetiamo, la smentita di fatti evidenti e inequivocabili, deve avere per essi quanto meno quell&#8217;atteggiamento di carit\u00e0 cristiana che non si nega neppure ai peggiori peccatori. E infine, chi \u00e8 stato battezzato con l&#8217;acqua e lo Spirito Santo, non pu\u00f2 dire: <em>io me ne vado da questa Chiesa; esco, non ne faccio pi\u00f9 parte<\/em>: poich\u00e9 il cattolico ha sempre saputo ch&#8217;\u00e8 impossibile cancellare l&#8217;azione dello Spirito Santo e se ci\u00f2 vale per il cattolico che vuole rinnegare Dio e proclamarsi ateo, vale anche, e a maggior ragione, per il cattolico che vuole scappare nel momento in cui la Chiesa, che \u00e8 come la sua madre, si trova in gravissime difficolt\u00e0, rinnegandola e maledicendola, perch\u00e9, cos\u00ec facendo, come il figlio snaturato, egli rinnega e maledice se stesso.<\/p>\n<p>Alcuni, a questo punto, sono tentati di obiettare che, quando vennero battezzati, erano dei neonati che evidentemente non potevano assolutamente rendersi conto di quell&#8217;atto: non potevano n\u00e9 comprenderlo, n\u00e9 dare il loro assenso. Questa \u00e8 precisamente l&#8217;obiezione che da sempre gli eretici, impastati di razionalismo e umana superbia, muovono al battesimo dei fanciulli. Per la stessa ragione, essi dovrebbero biasimare la Prima Comunione data ai bambini di otto anni, che certo non possono comprendere <em>razionalmente<\/em> il suo significato (come se lo potessero gli adulti!): eppure la decisione di far accostare i bambini al pi\u00f9 sublime dei Sacramenti fu presa da quel san Pio X che, a parole, codesti cattolici ultra-tradizionalisti hanno sempre in bocca, e in nome del quale vorrebbero condannare qualunque frequentazione della Messa <em>novus ordo<\/em> e qualsiasi atto liturgico implichi la formula dell&#8217;<em>una cum<\/em> Bergoglio. Come se pregare per un&#8217;anima, fosse pure di un grande peccatore, avesse in s\u00e9 qualcosa di fondamentalmente sbagliato. Ma chi sono costoro che vogliono <em>sedere a scranna<\/em> e scagliar fulmini a destra e a sinistra, magari ripetendo sempre pi\u00f9 ossessivamente che il loro papa \u00e8 Benedetto XVI? Sanno o non sanno, se proprio vogliamo parlare di ortodossia teologica e dottrinale, che Benedetto, come tutti gli altri papi da Giovanni XXIII in poi, si \u00e8 sempre posto sullo stesso terreno erroneo e in definitiva eretico della falsa libert\u00e0 religiosa, del falso ecumenismo e del falso dialogo inter-religioso di Bergoglio? E sono poi cos\u00ec soddisfatti di dichiararsi seguaci di un pastore che \u00e8 fuggito innanzi ai lupi, come farebbe un mercenario al quale non importa nulla delle pecore, lasciando che il gregge si sbandasse e venisse attaccato da tutte le parti? Ha detto Ges\u00f9 (<em>Gv<\/em> 14, 11-15):<\/p>\n<p><em>\u00a0<strong>11<\/strong>\u00a0Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.\u00a012\u00a0Il mercenario invece, che non \u00e8 pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;\u00a013\u00a0egli \u00e8 un mercenario e non gli importa delle pecore.\u00a014\u00a0Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,\u00a015\u00a0come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Un grande filosofo cristiano &#8212; formalmente protestante, ma non privo di spunti &quot;cattolicizzanti&quot; -, S\u00f8ren Kierkegaard, si \u00e8 posto la domanda di cosa significhi essere cristiani: ed \u00e8 giunto alla conclusione che si deve distinguere fra la conoscenza del cristianesimo e l&#8217;adesione al cristianesimo. Nel primo caso, si pu\u00f2 sapere cosa \u00e8 il Cristianesimo, anche senza essere cristiani; ma nel secondo caso, non si pu\u00f2 sapere cosa \u00e8 un cristiano, senza esserlo. Infatti per Kierkegaard la scelta di essere cristiani una scelta esistenziale radicale, che impegna tutto il proprio essere e modifica da cima a fondo la propria vita (e ha ragione); e ne deduce (sbagliando) che ci\u00f2 richiede un lungo spazio di tempo per capire e per decidere, per cui \u00e8 sbagliato battezzare i bambini. Egli confonde <em>l&#8217;esercizio del cristianesimo<\/em>, per usare il linguaggio a lui caro, con l&#8217;atto di essere cristiani: pecca di volontarismo e d&#8217;individualismo. Il cristiano \u00e8 tale per la grazia di Dio e quindi per l&#8217;opera dello Spirito Santo: perci\u00f2 il battesimo dei bambino \u00e8 valido, saggio, necessario. Ma poi il cristiano cresce nella fede mano a mano che, acquisendo l&#8217;uso della ragione, aderisce con la volont\u00e0 alla fede nella quale \u00e8 stato cresciuto, e che gli dispiega innanzi, via, via, tutte le sue meraviglie, e lo Spirito Santo lo arricchisce dei suoi doni soprannaturali, superiori a qualsiasi scelta o decisione umana, a qualsiasi atto della volont\u00e0 soggettiva.<\/p>\n<p>Scrive Kierkegaard nelle <em>Briciole di filosofia<\/em> e nella <em>Postilla conclusiva non scientifica<\/em> (a cura di Cornelio Fabro, Bologna, Zanichelli, 1962; in: Reale-Antiseri-Baldini, <em>Antologia filosofica<\/em>, Brescia, La Scuola, 1990, voll. 3, pp. 207-210):<\/p>\n<p><em>La questione di che cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo bisogna porla, ma non in maniera dotta, e nemmeno in maniera parziale, in base al presupposto che il Cristianesimo sia una dottrina filosofica, perch\u00e9 in tal caso la speculazione non \u00e8 pi\u00f9 soltanto una parte, ma \u00e8 parte e giudice insieme. La questione bisogna porla dunque sul piano dell&#8217;esistenza, e qui bisogna anche poterla risolvere, e risolvere brevemente. Infatti, mentre si capisce benissimo che un dotto teologo dedichi la sua vita intera a indagini sulla vita della Chiesa e della Scrittura, sarebbe una comica contraddizione se un esistente, che sul piano dell&#8217;esistenza cerca che cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo, dovesse dedicare la sua vita intera a discuterne, perch\u00e9 allora quando mai esisterebbe nel Cristianesimo?<\/em><\/p>\n<p><em>Oppure si pu\u00f2 mai riuscire a sapere cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo, se non si \u00e8 per proprio conto cristiani? (&#8230;) Al problema, se si possa sapere cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo senza essere cristiani, si deve senz&#8217;altro rispondere affermativamente. Altro \u00e8 il problema se si possa sapere cos&#8217;\u00e8 un &quot;cristiano&quot; senza esserlo: qui si deve rispondere negativamente. Invece bisogna pure che il cristiano sappia nello stesso tempo cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo e possa dircelo, in quanto \u00e8 gi\u00e0 diventato tale.<\/em><\/p>\n<p><em>Io non credo che lo sbaglio di esser diventati cristiani all&#8217;et\u00e0 di quindici giorni possa meglio esprimere che col ricordare che si \u00e8 giunti al punto che si possono trovare dei cristiani&#8230; che ancora non sono diventati cristiani! Il passaggio al Cristianesimo \u00e8 compiuto cos\u00ec per tempo che questo passaggio non \u00e8 che una possibilit\u00e0 di compierlo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Ma mentre tutti si preoccupano di determinare dottamente e di comprendere speculativamente il Cristianesimo, non si vede mai nessuno che ponga la questione di cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo in modo da mostrare ch&#8217;egli la pone nell&#8217;ambito dell&#8217;esistenza e nell&#8217;interesse di esistere. E perch\u00e9? Ohib\u00f2, per la ragione che ormai noi tutti siamo senz&#8217;altro cristiani! E con questa stupenda invenzione dell&#8217;&quot;essere cristiani senz&#8217;altro&quot; la Cristianit\u00e0 \u00e8 arrivata tant&#8217;oltre che non si sa pi\u00f9 con precisione cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo. E la spiegazione di cos&#8217;\u00e8 il Cristianesimo, essendo stata confusa con la questione dotta e speculativa del Cristianesimo, \u00e8 diventata un storia cos\u00ec prolissa che ancora non \u00e8 finita: si attende una nuova opera sull&#8217;argomento. Colui che divent\u00f2 cristiano col presupposto che la situazione di passaggio era contemporanea alla venuta del Cristianesimo nel mondo, ben sapeva cos&#8217;era il Cristianesimo; e colui che vuol diventare realmente cristiano deve sentire quest&#8217;impulso, un impulso che neppure la madre pi\u00f9 teneramente entusiasta del proprio bambino riuscir\u00e0 a scoprire in quella tenera et\u00e0 di quindici giorni. Ma noi siamo tutti cristiani! I cristiani eruditi discutono per sapere cos&#8217;\u00e8 in fondo il Cristianesimo, ma ad essi non viene mai in mente d&#8217;essere altro che cristiani, come se fosse possibile di sapere con sicurezza da se stessi di essere qualcosa quando non si sa con esattezza cosa essa \u00e8.<\/em><\/p>\n<p>Il cuore del ragionamento di Kierkegaard \u00e8 che cristiani non si \u00e8 <em>senz&#8217;altro<\/em>; nessuno \u00e8 un <em>cristiano senz&#8217;altro<\/em>: tutti dobbiamo divenire cristiani, perch\u00e9 tutti ci dobbiamo convertire, sempre di pi\u00f9, un giorno dopo l&#8217;altro. Estendendo la riflessione, possiamo aggiungere che anche essere cattolici \u00e8 un impegno, un percorso che dura per tutta la vita e non dipende dal fatto che il sacerdote reciti o non reciti la formula <em>una cum<\/em> Bergoglio (anche se, lo confessiamo volentieri, \u00e8 un autentico sollievo se <em>non<\/em> la recita, ed \u00e8 legittimo frequentare quella Messa ove ci \u00e8 risparmiato quel momento d&#8217;intimo disagio, che ci distrae dalla solennit\u00e0 del Sacrificio eucaristico); n\u00e9 dal fatto che il vescovo della nostra diocesi faccia per cos\u00ec dire il tifo per Francesco o per Benedetto. Questa \u00e8 politica: non c&#8217;entra con la fede.<\/p>\n<p><em>Gloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volont\u00e0<\/em> (<em>Lc<\/em> 2,14), cantano le schiere angeliche alla nascita di Ges\u00f9. Dunque, in definitiva: essere cristiani significa essere in pace con Dio, che \u00e8 una pace ben diversa da quella del mondo. E perci\u00f2 dispiacere al mondo, ed essere odiati dal mondo. Chi vuol essere in pace con il mondo, non pu\u00f2 ricevere la vera pace del vero Dio: <em>Vi lascio la pace,<\/em> dice Ges\u00f9, <em>vi do la mia pace. Non come la d\u00e0 il mondo, io la do a voi.<\/em> (<em>Gv<\/em> 14,27).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa significa essere cristiani, e cristiani cattolici? 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