{"id":23849,"date":"2017-05-11T01:55:00","date_gmt":"2017-05-11T01:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/11\/che-cosa-saremmo-noi-senza-di-lui\/"},"modified":"2017-05-11T01:55:00","modified_gmt":"2017-05-11T01:55:00","slug":"che-cosa-saremmo-noi-senza-di-lui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/05\/11\/che-cosa-saremmo-noi-senza-di-lui\/","title":{"rendered":"Che cosa saremmo noi senza di Lui?"},"content":{"rendered":"<p>Ora che la nostra societ\u00e0 e la nostra cultura si stanno prendendo la discutibile soddisfazione di cancellare sin le ultime tracce della loro identit\u00e0 e delle loro radici cristiane; ora che la Chiesa stessa, presa da un furore di autodistruzione, sta facendo il possibile e l&#8217;impossibile per stravolgere la divina Rivelazione di cui era depositaria, e che aveva trasmesso fedelmente per duemila anni, sostituendola con un vangelo d&#8217;accatto, fatto sulla misura delle miserie umane, del relativismo e del peccato, sulla misura di uomini accidiosi e svergognati, che non vogliono cambiar vita, n\u00e9 convertirsi, perch\u00e9 hanno scoperto che ci\u00f2 \u00e8 faticoso, ed \u00e8 pi\u00f9 semplice far dire a Dio quel che non ha detto, e garantirsi cos\u00ec, a nome suo, un&#8217;improbabile approvazione e una ancor pi\u00f9 improbabile salvezza, \u00e8 tempo di fare un bilancio e di vedere se, e in che cosa, sia stato un bene, per l&#8217;uomo occidentale, e, poi, per l&#8217;umanit\u00e0 tutta, aver conosciuto il cristianesimo.<\/p>\n<p>Chi era l&#8217;uomo antico prima di Cristo; chi era l&#8217;uomo pagano, a confronto con l&#8217;uomo cristiano, che sarebbe venuto poi, e del quale, ci piaccia o non ci piaccia, siamo i legittimi eredi, non solo in senso morale e religioso, ma anche in senso intellettuale, culturale, giuridico e politico? Innanzitutto, era un uomo che attribuiva valore solo a se stesso, in base alla stirpe ed al censo, ma non attribuiva alcun valore agli altri, ai nemici, agli schiavi, e assai poco valore alla donna; e ci\u00f2 anche nella splendida civilt\u00e0 greca (un po&#8217; meglio, in quest&#8217;ultimo caso, nella romana, erede diretta di quella etrusca, dove la donna godeva di maggiore considerazione). Pertanto, \u00e8 pi\u00f9 esatto dire che l&#8217;uomo antico non conosceva neppure il concetto di <em>persona<\/em>: quest&#8217;ultimo \u00e8 stato un&#8217;acquisizione del cristianesimo. Solo col cristianesimo l&#8217;uomo diventa persona, cio\u00e8 individuo unico e irrepetibile, dotato di una dignit\u00e0 intrinseca, che niente e nessuno hanno il diritto di calpestare. Solo il cristianesimo ha insegnato al padre che egli non ha il diritto di esporre alla morte il neonato indesiderato, o malformato, e alla madre che ella non ha il diritto di abortire, perch\u00e9 ogni vita appartiene solo a Dio, e ci\u00f2 vale anche per il proprio figlio.<\/p>\n<p>Nel mondo antico, il concetto di persona non c&#8217;era, n\u00e9 quello della dignit\u00e0 innata e individuale. I bambini non avevano valore; gli schiavi non avevano valore; i delinquenti, i condannati, i guerrieri nemici presi prigionieri, non avevamo alcun valore: potevano essere venduti, comprati, sfruttati, brutalizzati, uccisi. Era lecito uccidere per divertimento; era considerato un bello spettacolo riempirsi gli occhi con la carneficina di dieci, ventimila gladiatori alla volta; di uomini divorati dalle belve e di belve che si divoravano tra loro; di uomini impalati e crocifissi, oppure bruciati vivi; di uomini fatti combattere tra loro nelle maniera pi\u00f9 ingegnose, con le armi pi\u00f9 strane, al solo scopo di prolungare il pi\u00f9 possibile l&#8217;incertezza dello scontro e di goder di pi\u00f9 dell&#8217;uccisione finale di uno dei due. Il sadismo, il godimento di fronte alle altrui sofferenze, erano cose belle e naturali; nessuno se ne dava pena: per trovare una parola di biasimo, bisogna attendere Seneca; per il resto, silenzio. Una volta che dei gladiatori, prigionieri di guerra germanici, decisero di strangolarsi a vicenda per non combattere, negando quell&#8217;ultima soddisfazione ai loro carcerieri, il pubblic\u00f2 grid\u00f2 tutta la sua delusione e la sua indignazione: come osavamo, quei barbari, sottrargli il meritato divertimento? Sar\u00e0 un imperatore cristiano, Onorio, a proibire definitivamente i giochi gladiator\u00ee, nel 404 d. C.: fino a quel momento, nell&#8217;arco di circa sette secoli, i Romani si erano divertiti a quelle atroci rappresentazioni, che trasformavamo la morte, la crudelt\u00e0 e il sangue in un teatro dalle inesauribili risorse di diabolica malvagit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo antico stimava solo il valore della guerra, ammirava solo la forza bruta, non aveva stima del lavoro manuale, n\u00e9 della donna, se non come madre dei suoi figli, allo scopo di propagare la stipe; riteneva la compassione una debolezza, e la piet\u00e0 una forma di vigliaccheria. Non aveva piet\u00e0 per nessuno, nemmeno per se stesso: non la concedeva e non si aspettava di riceverla. Invano Ettore supplica Achille che il suo cadavere sia consegnato al padre e alla madre: Achille gli risponde che dar\u00e0 il suo corpo in pasto ai cani, anzi, che vorrebbe farlo a brani con i suoi stessi denti: vuole vederlo spirare disperato, senza il conforto di sapere che i suoi genitori potranno rendergli le dovute esequie. Se cambier\u00e0 idea, sar\u00e0, pi\u00f9 tardi, non tanto per le lacrime di Priamo, ma soprattutto per la consistenza del riscatto offertogli dal vecchio padre affranto. In linea di massima, per\u00f2, l&#8217;uomo antico disprezza tutto ci\u00f2 che non \u00e8 guerra e violenza, con l&#8217;accompagnamento di una crudelt\u00e0 belluina, per noi quasi inconcepibile: Agamennone, sotto le mura di Troia, non si limita a trafiggere i nemici, a metterli fuori combattimento; non gli basta ucciderli, per spogliarli delle armi preziose; no, ha bisogno di godere dello scempio dei loro corpi. Ad uno, per esempio, tronca le braccia e le gambe con la spada, poi lo spinge a calci gi\u00f9 per la china, dopo averlo reso simile a una orrida mola sanguinolenta. Ma non ci sar\u00e0 piet\u00e0 neanche per lui, quando torner\u00e0 a casa, dopo dieci anni di guerra: la moglie Clitennestra, che non gli ha mai perdonato d&#8217;aver sacrificato ad Artemide la figlia Ifigenia, lo uccide nel bagno, a colpi di scure, insieme all&#8217;amante Egisto. Delitto che non le sar\u00e0 perdonato dal figlio Oreste, che non si dar\u00e0 pace fino a quando non avr\u00e0 trucidato, per vendetta, la propria madre. E cos\u00ec via. La tragedia greca \u00e8 una galleria degli orrori: figli che uccidono i padri e sposano le madri; fratelli che si ammazzano a vicenda, e le cui spoglie seguitano a odiarsi, anche dopo la morte fisica; mogli tradite e abbandonate che uccidono i figli e li servono a pranzo allo sposo fedifrago, che ignora la provenienza di quelle carni succulente; e via di questo passo. Non c&#8217;\u00e8 perdono, non c&#8217;\u00e8 misericordia, non c&#8217;\u00e8 umanit\u00e0 possibile, se non per gli amici e per i familiari, ma sempre a condizione che righino dritto: ogni offesa va lavata nel sangue, ogni infedelt\u00e0 \u00e8 meritevole di morte. Non c&#8217;\u00e8 rispetto neanche per il valore del nemico vinto: ad Asteropeo, che ha osato sfidarlo e battersi con lui, Achille, mentre costui sta morendo, rinfaccia la sua temerit\u00e0 e, calpestandolo, si vanta d&#8217;essere invincibile, deridendo lo sfortunato avversario. E quando Troia, alfine, verr\u00e0 presa, con l&#8217;inganno, suo figlio Neottolemo non esiter\u00e0 a sfracellare il piccolo Astianatte, figlio di Ettore, scagliandolo gi\u00f9 dall&#8217;alto di una torre.<\/p>\n<p>Lasciando la guerra e passando all&#8217;amore fra uomo e donna, il mondo antico non mostra una sensibilit\u00e0 molto maggiore. Si tratta sovente di rapporto carnali, miranti al puro piacere fisico: senza pudore, senza delicatezza, senza rispetto, senza alcun incontro d&#8217;anime: giochi erotici, sui quali si pu\u00f2 anche scherzare e ghignare cinicamente. Orazio descrive l&#8217;orrore del rapporto con una vecchia amante rugosa, lo squallore di una frenesia dei corpi che si conclude con lo schianto del letto, che si fracassa a terra; non esita a indulgere nella descrizione delle miserie fisiologiche, non arretra nel mostrare la pelle cascante della donna, le ascelle sudate, perfino il suo cattivo odore. Ancora pi\u00f9 turpe il compiacimento circa i rapporti omosessuali: e non solo in scrittori francamente amorali, come Luciano, ma anche in quelli che noi moderni scambiamo per delicati, come Catullo. Un ragazzo sta facendo l&#8217;amore con la sua bella? Ecco che il poeta gli arriva da dietro e lo monta, lo possiede come fosse un animale: poi ne fa una poesia, e se ne vanta. E Catullo \u00e8 uno dei pi\u00f9 sensibili. Ancora Orazio ci mostra due vecchie megere che hanno un rapporto lesbico, poi scendono dalla carrozza, di notte, in piena citt\u00e0, e orinano per strada. E si compiace di notare che, l&#8217;indomani, il nobile romano, andando al foro per le sue faccende, calpester\u00e0 l&#8217;orina rappresa di sua moglie. Marziale \u00e8 ancora pi\u00f9 terribile: con perfida malizia, per esempio, chiede per chi un tale, vizioso e civettuolo, si sia depilato l&#8217;ano. Luciano racconta la storia di un giovane che moriva di passione per la statua di una dea ignuda, e che ogni giorno si recava nel tempio per possederla, da tergo. Le arti figurative, e specialmente le pitture su vaso, sono ancora pi\u00f9 crude: ci mostrano ogni sorta di amplesso possibile e immaginabile, eterosessuale e omosessuale. Ma anche nell&#8217;ambito dei rapporti sessuali fra uomo e donna, osservando l&#8217;inclinazione della postura maschile, un dotto grecista inglese, Kenneth J. Dover, \u00e8 stato in grado di specificare, su decine di campioni di vasi dipinti, quando si trattasse di penetrazione vaginale, e quando anale. Evidentemente, i pittori greci erano molto scrupolosi nei dettagli anatomici delle loro opere: ci tenevano a essere chiari, a non lasciare margini d&#8217;incertezza. Potremmo seguitare a lungo; crediamo che basti. Senza il cristianesimo, che ha ingentilito e spiritualizzato il rapporto fa uomo e donna, e che ha esaltato le virt\u00f9 coniugali, la civilt\u00e0 europea sarebbe rimasta ferma al livello di Orazio, Luciano e Marziale. Fa eccezione Virgilio, con la sua tenerezza quasi femminea: l&#8217;eccezione che conferma la regola.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato della guerra e dell&#8217;amore; potremmo parlare di cento altri aspetti della vita dell&#8217;uomo antico, e sempre arriveremmo alla stessa conclusione: se non fosse per il cristianesimo, i rapporti umani sarebbero rimasti fermi ad un livello quasi animalesco, con la sola eccezione dell&#8217;amicizia raffinata tra due persone nobili e colte di sesso maschile; come si vede, ad esempio, nell&#8217;epistolario di Cicerone.<\/p>\n<p>Ebbene: tutto questo, oggi, \u00e8 in forse. Dopo una ripulsa di almeno tre secoli, partita con l&#8217;illuminismo, la civilt\u00e0 occidentale, sbarazzandosi del cristianesimo, si \u00e8 sbarazzata anche del pudore, della delicatezza, del rispetto, del concetto stesso di persona, insieme alla dignit\u00e0 intrinseca dell&#8217;essere umano. Con la scusa di rispettare e ampliare la sfera della libert\u00e0, dell&#8217;auto-decisione dell&#8217;uomo, si torna a praticare l&#8217;aborto di massa (sei milioni nella sola Italia, dal 1978), si legalizza l&#8217;eutanasia, si d\u00e0 via libera alla fecondazione artificiale, si pratica la clonazione su larga scala, un domani forse anche per l&#8217;essere umano. Estromesso il cristianesimo, non gli \u00e8 subentrata la ragione, ma un neopaganesimo selvaggio, ultraindividualista, relativista, anarcoide, ove ciascuno ha il diritto di fare tutto quel che gli pare, purch\u00e9 ne abbia la voglia e i mezzi, anche economici: una sorta di naturalismo di massa (<em>s&#8217;ei piace, ei lice<\/em>, scriveva Torquato Tasso nell&#8217;<em>Aminta<\/em>, preconizzando questa linea di sviluppo, quattro secoli e mezzo fa). E il ritorno al paganesimo \u00e8 anche un ritorno alla crudelt\u00e0 gratuita, al sadismo, alla violenza cieca, al culto della forza, alla magia, all&#8217;occultismo, al satanismo, ai sacrifici umani, al disprezzo dell&#8217;altro, alla negazione della persona, alla spietatezza inumana, come nella distruzione atomica della citt\u00e0 d&#8217;Hiroshima e Nagasaki. Il grande odiatore del cristianesimo, Nietzsche, se vivesse oggi, forse sarebbe contento; o forse avrebbe un moto di orrore vedendo a quale marea di fango ha aperto la via il crollo della diga. L&#8217;altro grande odiatore del cristianesimo, Marx, potrebbe essere ancora pi\u00f9 lieto, per esempio osservando come le sue idee, bench\u00e9 sconfitte e smentite sul piano concreto della storia, si son prese la rivincita insinuandosi clandestinamente proprio nel cristianesimo, e specialmente nel cattolicesimo, pervertendolo dall&#8217;interno e trasformandolo in qualcosa di diverso, in una sorta di dottrina fondamentalista a forti tinte sociali, ormai quasi del tutto priva di spiritualit\u00e0 e di trascendenza, pressoch\u00e9 dimentica del divino, a favore d&#8217;una pseudo religiosit\u00e0 tutta immanente, tutta rivolta alle cose del mondo, per\u00f2 in nome della giustizia sociale, come avrebbe voluto l&#8217;autore del <em>Capitale<\/em>.<\/p>\n<p>Resta perci\u00f2 la domanda: che cosa saremmo noi, oggi, se non ci fosse stato Cristo? Che cosa saremmo come individui, e cosa come societ\u00e0, se il cristianesimo non avesse plasmati, per secoli e secoli, la nostra anima e la nostra consapevolezza di noi stessi e del mondo? Saremmo dei bruti, incapaci dei pi\u00f9 piccoli sentimenti di piet\u00e0, incapaci di perdono, violenti, aggressivi, ammiratori della sola forza, e spregiatori di tutti quanti la fora possiedono: i bambini, i vecchi, le donne. Verso di essi, non avremmo che impazienza e un segreto disprezzo: li vedremmo come un impiccio, come un fardello che rallenta il corso dei nostri piaceri. Ma questa \u00e8 appunto una mentalit\u00e0 che sta tornando, perch\u00e9 al cristianesimo sta subentrando un neopaganesimo edonista, utilitarista e amorale. Il consumismo ci ha insegnato ad adorare le cose al posto delle persone; la natura si vendica facendo regredire le persone, nella nostra considerazione, al livello delle cose. Le usiamo e le gettiamo, come si fa con la carta straccia. Le sopprimiamo, con l&#8217;aborto e con l&#8217;eutanasia, quando ci disturba la loro nascita o la loro agonia. Abbiamo ricominciato a non aver piet\u00e0 per nessuno e a non attendercene pi\u00f9 nemmeno per noi stessi: proprio come gli eroi greci. Era inevitabile: avendo sostituito al cristianesimo il naturalismo, siamo praticamente obbligati a fare della natura, <em>cos\u00ec com&#8217;essa \u00e8<\/em> (e non trasfigurata dall&#8217;opera divina, come avviene nel cristianesimo) il nostro nuovo dio: e, per la natura, tutto ci\u00f2 che \u00e8 debolezza, \u00e8 un peso da eliminare, se possibile; se no, da trascurare, per procedere oltre. La natura \u00e8 spietata; anche l&#8217;uomo naturalistico lo \u00e8: solo l&#8217;uomo spirituale \u00e8 capace di compassione e di perdono.<\/p>\n<p>Dovremmo fare molta attenzione: ci siamo messi per una china che scende direttamente verso il baratro. Se il neopaganesimo dovesse prevalere, come tanti indizi farebbero credere, non vi sar\u00e0 alcun futuro per la nostra civilt\u00e0. Sar\u00e0 la fine. Se siamo diventati qualcosa, se possiamo coltivare la speranza, \u00e8 solo per merito di Ges\u00f9 Cristo: e ci\u00f2 vale per tutti gli esseri umani, anche per chi non crede, anche per chi Lo odia. Cosa saremmo noi, senza di Lui? Saremmo come polvere al vento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora che la nostra societ\u00e0 e la nostra cultura si stanno prendendo la discutibile soddisfazione di cancellare sin le ultime tracce della loro identit\u00e0 e delle<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107],"class_list":["post-23849","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23849","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23849"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23849\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}