{"id":23844,"date":"2017-11-25T06:08:00","date_gmt":"2017-11-25T06:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/25\/che-cosa-ne-penserebbero-loro\/"},"modified":"2017-11-25T06:08:00","modified_gmt":"2017-11-25T06:08:00","slug":"che-cosa-ne-penserebbero-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/11\/25\/che-cosa-ne-penserebbero-loro\/","title":{"rendered":"Che cosa ne penserebbero loro?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un bel mattino d&#8217;aprile, fresco e soleggiato, a met\u00e0 degli anni &#8217;60; nell&#8217;aria si respira il profumo della primavera, sugli alberi spuntano le foglie e la citt\u00e0 \u00e8 immersa nella pace domenicale, con tutti i negozi chiusi. All&#8217;uscita della santa Messa, un sacerdote dalla figura imponente, dritto come un ufficiale di cavalleria, si rivolge con un sorriso cordiale ad uno dei suoi parrocchiani,\u00a0 salutandolo, come al solito, con un amabile\u00a0<em>Oh, my dear professor!<\/em>, e i due si trattengono qualche minuto sul sagrato, a conversare come buoni amici, in un clima di stima reciproca. L&#8217;altro, infatti, \u00e8 un professore di lingua inglese ed \u00e8, lui s\u00ec, un ex militare di carriera: ora \u00e8 insieme alla famiglia, che si sofferma un poco l\u00ec vicino, i bambini sbirciando l&#8217;edicola dove fra poco la mamma, forse, comprer\u00e0 loro un giornalino a fumetti; poi, prima di tornare a casa, passeranno dalla pasticceria sotto i portici, prenderanno l&#8217;aperitivo e compreranno le pastine, le pi\u00f9 buone della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Quel sacerdote \u00e8 l&#8217;arciprete del duomo di Udine, monsignor Riccardo Travani, un uomo assai conosciuto e stimato, autorevole sin dall&#8217;aspetto fisico, che parla con gravit\u00e0 e nello stesso tempo con dolcezza, e guarda le persone dritto negli occhi, da dietro gli occhiali con la montatura d&#8217;acciaio: ha accompagnato il suo piccolo gregge negli anni difficili della guerra e ora sta assistendo alle trasformazioni recate dal miracolo economico, che, per la verit\u00e0, in questa parte d&#8217;Italia ancora non si \u00e8 visto, se non per qualche assai timido accenno. Il Friuli \u00e8 una terra contadina, rude, di gente seria e lavoratrice; una terra povera, di emigranti, ma dignitosa nella sua povert\u00e0: ora si apre ai primi venticelli del benessere e non pare che se ne lasci ubriacare, li gusta a piccole dosi, senza rigettare d&#8217;un tratto, come avviene in altre parti del Paese, specialmente nel Triangolo industriale, tutta la tradizione del buon tempo antico, di cui la religione cattolica \u00e8 parte essenziale. Qui, la religione fa ancora presa sulle persone, \u00e8 presente nelle famiglie; qui, la domenica, vanno ancora tutti a Messa, dopo aver indossato il vestito della festa, anche nelle campagne, dove i contadini dismettono l&#8217;abito da lavoro settimanale e indossano la camicia bianca, la giacca, la cravatta e i pantaloni dalla piega impeccabile; quegli stessi contadini che, dal luned\u00ec al sabato, hanno sacramentato a pi\u00f9 non posso &#8211; perch\u00e9 bestemmiare, da queste parti, \u00e8 praticamente un&#8217;abitudine &#8211; ma ora, nel varcare il portone della chiesa, magari una chiesetta piccina di villaggio, come quella di Ronchiettis, minuscola frazione di Santa Maria la Longa, paiono trasfigurati, sono solenni e compresi nella loro parte di buoni cristiani; e cos\u00ec le loro donne, con il velo o il fazzoletto sulla testa, e persino i monelli, i quali a stento tengono ferme le mani e i piedi, e si sforzano di stare composti e in silenzio, mentre il sacerdote celebra il divino Sacrificio, volgendo loro le spalle: perch\u00e9 l&#8217;altare col Santissimo \u00e8 dietro di lui e non davanti: perch\u00e9 le novit\u00e0 liturgiche del Concilio Vaticano II non sono ancora arrivate e la santa Messa \u00e8 ancora una faccenda con al centro il Signore Iddio, e non l&#8217;assemblea dei fedeli.<\/p>\n<p>Se sia bravo a parlare l&#8217;inglese, quel pezzo d&#8217;uomo di monsignor Travani, il figlio di otto anni del professore non avrebbe saputo dirlo: per lui, quando i due uomini conversavano in quella lingua, sul sagrato del duomo, avrebbero anche potuto essere due marziani, tanto non ne capiva nulla; ma quando teneva le sue prediche, durante la Messa, e si rivolgeva all&#8217;assemblea con gesti ampi, con eloquio fluente, senza mai perdere quell&#8217;aria fra il severo e il signorile, lo capiva, s\u00ec, e gli sembrava che tutti lo ascoltassero con estrema attenzione, ammirati, e che perfino i Santi e gli Angeli delle sculture, e i personaggi della storia biblica raffigurati nei meravigliosi bassorilievi lignei sul dossale del coro, dove lui e la sua famiglia sedevano abitualmente, trattenessero il fiato per non perdere nemmeno una delle sue parole. E poi succedeva che due persone entrassero in ritardo, a funzione gi\u00e0 cominciata da parecchio, marito e moglie ancor vestiti da cavallerizzi, con tanto di stivali lucidi ai piedi, senza essere passati da casa a cambiarsi, fosse per la fretta o fosse per ostentare il fatto che si dilettavano di equitazione; e l&#8217;arciprete, che stava gi\u00e0 tenendo la sua predica, impallidiva, si fermava deliberatamente, li segnava con il dito lungo tutto il tragitto della navata: finch\u00e9 l&#8217;uomo, imbarazzato, si fermava e quasi si nascondeva, ma la donna niente, andava avanti in mezzo alla folla come fosse stata la regina, insensibile all&#8217;attenzione e alla disapprovazione generale, finch\u00e9 finalmente trovava un posto e si sedeva, impettita e soddisfatta di quel suo personale siparietto narcisista. Solo allora l&#8217;arciprete riprendeva a parlare, con voce vibrante d&#8217;indignazione, con quella sua voce che diventava possente nel silenzio di tomba della grande chiesa affollata, divenuta teatro involontario di una provincialissima fiera delle vanit\u00e0. Nessuno fiatava, nessuno osava dire nulla e l&#8217;arciprete, proteso in avanti sul pulpito, pareva Giove sul punto di scagliare le sue folgori contro gli empi. Ma comportamenti irriguardosi, e quasi di sfida, come quello tenuto dalla coppia dei cavallerizzi, erano piuttosto unici che rari. Era rispetto per l&#8217;uomo, che aveva saputo conquistarselo, ma era anche qualcos&#8217;altro, qualcosa di assai pi\u00f9 alto: era la comprensione dell&#8217;altissimo ufficio che lui, in quel momento, stava svolgendo: non era pi\u00f9 lui che parlava e che poi, in un silenzio carico di trepidazione, alzava il calice con il Corpo e il Sangue di Cristo, e, scandendo le parole del sacro rito, invocava il mistero della transustanziazione: lui era diventato un altro, pi\u00f9 grande della sua pur imponente statura, si trasformava in un\u00a0<em>alter Christus<\/em>, e l&#8217;assemblea lo sentiva. E poi, quando il chierichetto scuoteva vigorosamente il campanello,\u00a0 nel momento della elevazione (quando non era proprio quel bambino a svolgere un tale compito, ma se ne stava inginocchiato sul suo banco, tra gli altri fedeli) si sentiva il Mistero scendere dal Cielo nel mondo di quaggi\u00f9, e gli pareva che nessuno osasse neanche alzare la testa, o gettare un solo sguardo verso l&#8217;altare.\u00a0<\/p>\n<p>Ecco: quelle immagini, quei gesti, quegli sguardi, tutti quei ricordi ci tornano in mente, ogni volta che vediamo i preti d&#8217;oggi andare in giro vestiti in borghese, sovente senza neppure un piccolo crocifisso sulla giacca, e celebrare delle Messe che paiono, talvolta, delle rumorose assemblee profane, pronunciando l&#8217;omelia con parole e concetti molto, molto umani, privi del soffio della trascendenza, privi del senso del mistero, ma infarciti, in compenso, di parole che allora nessuno si sognava, come\u00a0<em>accompagnare<\/em>,\u00a0<em>discernere<\/em>,<em>includere<\/em>, quasi che il Vangelo di sempre sia diventato il vangelo di oggi, una cosa nuova, moderna, al passo coi tempi; una cosa dove non si parla pi\u00f9 del peccato e della grazia, dell&#8217;inferno e del paradiso, ma solo o quasi solo della giustizia sociale, dell&#8217;accoglienza dei diversi, dalla cittadinanza agli stranieri; e dove il peccato, a dirla tutta, non pare poi quella gran brutta cosa che veniva insegnata allora, e dove vivere la\u00a0 vita buona, cercando di piacere a Dio e non agli uomini, sembra che sia diventata una opzione facoltativa, una cosa in fondo secondaria, che \u00e8 stata a lungo sopravvalutata e che sa pure un poco di razzismo, perch\u00e9 pare voglia insinuare che i non cristiani non sappiano vivere la vita buona, non siano delle persone perbene; ma chi siamo noi per giudicare, infine?<\/p>\n<p>A tutti sar\u00e0 capitato, nei momenti gravi della vita, di ripensare alle persone care che non sono pi\u00f9 accanto a noi in senso fisico; alle persone che abbiamo amato e rispettato, e alla cui saggezza e alla cui seriet\u00e0 ci siamo ispirati; e di domandarsi ansiosamente, con trepidazione: <em>E loro, che cosa farebbero, al posto nostro? Che cosa penserebbero di tutto ci\u00f2, che giudizio darebbero a proposito di queste cose?<\/em><\/p>\n<p>Ebbene, da molto tempo un pensiero ci accompagna, un interrogativo ci segue, costantemente, giorno e notte; questo: che cosa penserebbero di quel che sta accadendo oggi, nella Chiesa cattolica, coloro i quali ci hanno formati in senso cristiano, sia laici, sia sacerdoti? Che cosa penserebbe, che cosa direbbe, che cosa farebbe l&#8217;arciprete del duomo di Udine in cui siamo stati battezzati ed educati nella religione cattolica, e che ci ha condotti alla prima Comunione? E l&#8217;arcivescovo di quella citt\u00e0 &#8212; si chiamava Giuseppe Zaffonato &#8212; che ci ha somministrato la Cresima? E il sacerdote che suonava con maestria il grande organo, lass\u00f9, ed era anche un celebrato compositore di musica sacra &#8211; si chiamava don Albino Perosa &#8211; lui, che penserebbe, che direbbe? E tutti gli altri, il sacerdote che ci impartiva la dottrina, nel pomeriggio; quello che ci conduceva a servir Messa, e poi ci premiava con qualche caramella; e la maestra che ci accompagnava in chiesa, il primo giorno dell&#8217;anno scolastico, per assistere alla Messa e ricevere la benedizione; e i nonni, religiosi ma non bigotti, timorati di Dio senza esser bacchettoni, loro, che cosa penserebbero? E tutti gli altri preti di tutte le chiese, grandi e piccole dove ci \u00e8 accaduto di assistere alla santa Messa negli anni decisivi dell&#8217;infanzia, quelli nei quali si gettano i semi che resteranno per la vita: a Tricesimo e a Gemona, a Grado e a Sauris, a Villa Santina e a San Daniele, a Tolmezzo e a Cividale: che penserebbero di quel che sta accadendo oggi, delle affermazioni dei Paglia, dei Galantino, dei Sosa, dei Perego, e di quel che scrivono i Rahner, i Kasper, i Bianchi, i Mancuso? Che penserebbero, che direbbero di quel capo <em>scout<\/em> di un paese vicino a Gorizia il quale si \u00e8 sposato con un uomo, in municipio, e vuol continuare a servire la comunit\u00e0 parrocchiale, nella persona dei ragazzini, incurante dell&#8217;invito del parroco a dimettersi? Che penserebbero delle parole smozzicate, ambigue, ellittiche, pilatesche di quell&#8217;arcivescovo? Cosa direbbero del caso di Eluana Englaro, il cui dramma si \u00e8 consumato proprio in una clinica di Udine, con l&#8217;approvazione delle autorit\u00e0 cittadine? E della sfilata del Gay Pride nel centro cittadino, nel giugno scorso, con tanto di patrocinio della locale universit\u00e0 (che allora non esisteva; ma se esiste per fare queste belle cose, ci si chiede se ne valesse la pena)? Approverebbero il viaggio di papa Francesco a Lund, in Svezia, la sua celebrazione dei cinquecento anni dello scisma luterano, la sua affermazione che Lutero \u00e8 stato un salutare riformatore e che, sulla predestinazione, aveva ragione lui, <em>e su ci\u00f2 siamo ora tutti d&#8217;accordo<\/em>? Che direbbero di quel francobollo, emesso dalle Poste Vaticane, per celebrare i 500 anni delle 95 tesi di Wittenberg, con quel Cristo in croce, ai cui piedi non vi sono la Madonna e san Giovanni, bens\u00ec Lutero e Melantone? Ah, che cosa non daremmo per sapere quel che penserebbero e quel che direbbero di tali cose, loro che ci hanno insegnato, con la massima seriet\u00e0 e convinzione, esattamente l&#8217;opposto di quel che fa e dice la neochiesa ai nostri giorni. Che cosa penserebbero e direbbero del cosiddetto ecumenismo, se esso consiste nel dire che i protestanti avevano ragione e, implicitamente o esplicitamente, che il Concilio di Trento ebbe torto, e torto la Chiesa cattolica per cinquecento anni; e del dialogo interreligioso, se esso consiste nel dire che tutte le religioni portano ugualmente a Dio? E quando ci insegnavano che il peccato impuro contro natura \u00e8 uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, scherzavano o facevano sul serio? E quando ci parlavano della grazia e del peccato, dei diavoli e degli Angeli, del Giudizio universale e della vita eterna, dell&#8217;inferno e del paradiso: a che gioco giocavano, se ora vien fuori che non \u00e8 vero niente?<\/p>../../../../n_3Cp>Sia chiaro: lungi da noi voler far parlare i morti, voler attribuire ad essi un pensiero che, evidentemente, non possono pi\u00f9 esprimere, almeno al livello della dimensione terrena, nella quale noi ci troviamo ancora. Nondimeno, un cattolico crede, perch\u00e9 \u00e8 una verit\u00e0 di fede, che esiste la comunione dei Santi; e la comunione dei Santi comprende i credenti che vivono ancora in questo mondo e quelli che sono passati nella vita eterna, o nella beatitudine del paradiso, o nella prova temporanea del Purgatorio. Abbiamo quindi tutto il diritto di rivolgerci alle anime dei nostri cari e delle altre persone defunte, le quali vissero una vita buona, per chiedere ad esse guida e consiglio, attingendo all&#8217;immensa e luminosa riserva di fede della comunione dei Santi, la quale viene cos\u00ec definita nel <em>Catechismo di san Pio X<\/em>: <em>Comunione dei santi significa che tutti i fedeli, formando un solo coro in Ges\u00f9 Cristo, profittano di tutto il bene che \u00e8 e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purch\u00e9 non ne siano impediti dall&#8217;affetto al peccato.<\/em> Quelle persone ci hanno insegnato tutta una serie di verit\u00e0: verit\u00e0, non opinioni; e ci hanno anche insegnato che la purezza \u00e8 un valore, e che essa piace a Dio; che nulla \u00e8 da anteporsi alla salvezza dell&#8217;anima (<em>la morte, ma non peccati<\/em>, diceva san Domenico Savio); che nulla, per alcuna ragione, giustifica l&#8217;acquiescenza al peccato volontario; che la vita terrena va vissuta non come se fosse un valore in s\u00e9, ma come preparazione alla vita eterna; e che, per vivere una vita cristiana degna di questo nome, bisogna puntare in alto, bisogna puntare alla santificazione, non gi\u00e0 essere indulgenti con le proprie debolezze: ma sempre bisogna domandare a Dio l&#8217;aiuto necessario per superare ogni prova, nell&#8217;assoluta certezza che Egli non rester\u00e0 indifferente alle nostre preghiere.<\/p>\n<p>Ma che cosa ci hanno dunque insegnato: delle favole, delle leggende, dei miti, oppure delle verit\u00e0 certe e infallibili? Ci hanno insegnato che il matrimonio \u00e8 indissolubile; eppure, leggendo l&#8217;ottavo capitolo di <em>Amoris laetitia<\/em>, un documento scritto di pugno dal sommo pontefice, si direbbe che non sia pi\u00f9 cos\u00ec. Ci hanno insegnato che il diavolo, come dice san Pietro, se ne va in giro come un leone ruggente, cercando delle anime da divorare, per cui bisogna sempre stare in guardia e vigilare contro la tentazione: ma ora viene padre Sosa Abascal &#8212; non uno qualunque, ma addirittura il generale dei gesuiti &#8211; e dice, con la massima tranquillit\u00e0 e naturalezza, che il diavolo non esiste affatto, che si tratta semplicemente di un&#8217;immagine simbolica. Ci hanno pure insegnato che Ges\u00f9 Cristo era il Figlio di Dio, e Dio Egli stesso, e che si \u00e8 fatto uomo per amor nostro, \u00e8 morto per riscattare le nostre colpe ed \u00e8 risorto per aprire a noi tutti la via del cielo; ora vengono fuori dei cattolici, come il superiore del professor Arnaud Dumouch, un ex sacerdote sessantottino, in una scuola cattolica del Belgio, a dire che tutto questo \u00e8 solo un simbolo, che Cristo non \u00e8 risorto, che prendere sul serio tale concetto equivale a un atto di superstizione (si veda l&#8217;articolo relativo su <em>Stilum Curiae<\/em>, di Marco Tosatti); e il papa stesso viene a dire che credere alla morte di Cristo \u00e8 storia, quindi una verit\u00e0 certa, mentre credere alla sua Resurrezione \u00e8 un atto di fede: e dunque &#8212; vorremmo capire il senso delle sue parole &#8212; che \u00e8 anche una cosa incerta?<\/p>\n<p>No, non \u00e8 possibile dire ci\u00f2 che penserebbero e che farebbero l&#8217;arciprete, il vescovo e quel formidabile sacerdote organista, n\u00e9 tutti gli altri che hanno concorso alla nostra formazione cristiana, cos\u00ec come a quella di tante altre persone della nostra generazione. Tuttavia, s\u00ec, possiamo domandare alle anime sante del Purgatorio che c&#8217;illuminino la strada, che ci consiglino, ci incoraggino in questi tempi perigliosi, nei quali si direbbe che le potenze dell&#8217;inferno hanno scagliato il pi\u00f9 formidabile assalto alla Sposa di Cristo: perfino pi\u00f9 grave di quello che le recarono, dall&#8217;esterno, i musulmani nel VII secolo, strappandole met\u00e0 delle sue diocesi e dei suoi fedeli, e poi, di nuovo, nel XVI, il frate ribelle ed eretico Martin Lutero, strappandole un&#8217;altra met\u00e0 di quel che le era rimasto. Pi\u00f9 grave perch\u00e9, questa volta, l&#8217;attacco fa leva soprattutto su delle debolezze interne, sulla vigliaccheria, sulla mancanza di fede, sull&#8217;accidia, sul conformismo, sull&#8217;attaccamento alle poltrone e ai privilegi di molti cardinali e vescovi, i quali da parecchi anni si sono abituati ad uno stile di vita sfarzoso e quasi principesco, bench\u00e9 abbiano sempre in bocca &#8212; \u00e8 questo l&#8217;insopportabile paradosso &#8212; la misericordia per tutti, l&#8217;amore per gli ultimi, la scelta preferenziale per i poveri, eccetera, eccetera. E Dio sa se ce ne sono, di questi porporati e monsignori inamovibili, chiacchierati, massoni, amici di banchieri o banchieri loro stessi, nonch\u00e9 sprofondati in uno stile di vita che \u00e8 tutto, fuorch\u00e9 cristiano, e, non di rado, dediti a vizi scandalosi, o facenti parte della ben nota e potentissima lobby gay del Vaticano, sodomiti, pedofili e pederasti, le cui turpitudini gridano vendetta fino al Cielo. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di far nomi: li conosciamo tutti. Basta guardare il loro stato di servizio e una cosa balza all&#8217;occhio: che mentre i cardinali &quot;normali&quot;, specie se non del tutto in linea con Bergoglio, vengono spediti in pensione al preciso scadere dei loro incarichi, e non un minuto di pi\u00f9 (vedi il cardiale M\u00fcller, gi\u00e0 prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede), loro, invece, rimangono ad occupare le loro posizioni dopo avere oltrepassato da molti anni l&#8217;et\u00e0 del pensionamento. Liberi di seguitare ad infettare, con i loro vizi innominabili, la Curia romana; imperterriti e intramontabili, incuranti di tutto e indifferenti ad ogni sedicente &quot;rinnovamento&quot; ecclesiale.<\/p>\n<p>Preghiamo, dunque, e domandiamo alle anime sante della Chiesa, le quali son passate da questa vita nell&#8217;altra, domandiamo alla Madre di Cristo e a Dio stesso di farci pi\u00f9 che mai da guida, da consiglieri, da protettori, affinch\u00e9 non ci smarriamo lungo sentieri ingannevoli e illusori, che non conducono da nessuna parte, perch\u00e9 sono stati tracciati dall&#8217;orgoglio umano e non hanno niente a che fare con la benedetta volont\u00e0 del nostro Signore e Redentore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un bel mattino d&#8217;aprile, fresco e soleggiato, a met\u00e0 degli anni &#8217;60; nell&#8217;aria si respira il profumo della primavera, sugli alberi spuntano le foglie e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[236,242],"class_list":["post-23844","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-sacerdozio","tag-santa-messa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23844"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23844\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}