{"id":23843,"date":"2018-05-06T05:23:00","date_gmt":"2018-05-06T05:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/06\/che-cosa-hai-fatto-della-mia-parola\/"},"modified":"2018-05-06T05:23:00","modified_gmt":"2018-05-06T05:23:00","slug":"che-cosa-hai-fatto-della-mia-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/06\/che-cosa-hai-fatto-della-mia-parola\/","title":{"rendered":"\u00abChe cosa hai fatto della mia Parola?\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa fa della Parola del Signore, il cristiano che l&#8217;ha ricevuta? Come vive la responsabilit\u00e0 di averla appresa e di averla accettata? Dice Ges\u00f9 stesso, nel <em>Vangelo di Giovanni<\/em> (5, 24): <em>In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma \u00e8 passato dalla morte alla vita.\u00a0<\/em>Infatti, come aveva dichiarato san Pietro (cfr. <em>Giovanni<\/em>, 6, 68), soltanto Ges\u00f9 ha parole di vita eterna; e questo fa di Lui l&#8217;unico Maestro che sia degno di essere creduto, di essere preso a modello della propria vita, il solo al quale ci si possa interamente abbandonare, con piena e assoluta fiducia. Non perch\u00e9 prometta piaceri e soddisfazioni, ch\u00e9, anzi, profetizza ai suoi discepoli ogni sorta di persecuzioni ed esige da essi che prendano su di s\u00e9 ciascuno la sua propria croce; ma perch\u00e9 in Lui soltanto si sente l&#8217;accento della Verit\u00e0, e gli uomini, bench\u00e9 vadano a tentoni nelle tenebre, sono fatti per la verit\u00e0: per questo sono stati chiamati alla vita, per cercare la verit\u00e0; ne hanno una struggente nostalgia e non si riposano finch\u00e9 non l&#8217;hanno trovata.<\/p>\n<p>Certo, in un gran numero di persone, forse addirittura la maggioranza, quella voce interiore, quella nostalgia si sono talmente affievolite da non esser quasi pi\u00f9 percepibili; ci\u00f2 non significa, per\u00f2, che esse non agiscano ugualmente, a livello sub-conscio, testimoniando una tensione dell&#8217;anima verso la verit\u00e0 che, pur non essendo chiara ed esplicita, perch\u00e9 offuscata da cento altre voci e da cento altre sollecitazioni, di natura per lo pi\u00f9 materiale, tuttavia esiste e potrebbe in qualsiasi momento, sotto l&#8217;effetto dello stimolo giusto, riemergere in piena luce e farsi sentire in maniera estremamente chiara, perfino imperiosa. Il compito della sana educazione \u00e8 appunto quello di abituare il bambino a non lasciarsi dominare dalle voci secondarie o nocive, a fare chiarezza nella propria interiorit\u00e0 e a lasciar emergere la sola voce che conti veramente, quella della verit\u00e0. L&#8217;educazione cristiana, poi, ha il fine di far comprendere al bambino che la voce della verit\u00e0 \u00e8 la voce di Dio, e che Dio non \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 astratta e misteriosa, perch\u00e9 si \u00e8 rivelato agli uomini e ha assunto addirittura un corpo mortale, condividendo il pane e il sudore degli uomini e facendo l&#8217;esperienza del dolore e della morte, come uno di essi, per poi risorgere e mostrare la destinazione finale degli uomini, nella dimensione dell&#8217;eterno.<\/p>\n<p>Ora, tutto questo non \u00e8 mito, non \u00e8 leggenda, ma storia: perch\u00e9, incarnandosi, il Verbo \u00e8 entrato nella storia nella maniera pi\u00f9 diretta e sconvolgente, e gli uomini che l&#8217;hanno visto, coi quali \u00e8 vissuto, ai quali ha insegnato, ne hanno tramandato la memoria in alcune testimonianze scritte ben precise. Ed eccoci alla Parola. Cos\u00ec come l&#8217;universo creato nasce dalla Parola di Dio, quella stessa Parola \u00e8 stata ricevuta e trasmessa dagli uomini che hanno condiviso la missione terrena di Ges\u00f9 Cristo e l&#8217;hanno fedelmente riportata, per nostra edificazione e per nostra salvezza. La Parola di Dio, contenuta nella <em>Bibbia<\/em>, e specialmente nel <em>Nuovo Testamento<\/em>, \u00e8 la Parola salvifica che ruota intorno a queste poche frasi (<em>Giovanni<\/em>, 12, 44-46): <em>Chi crede in me, non crede in me, ma in Colui che mi ha mandato; chi vede me, vede Colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perch\u00e9 chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre<\/em>. Qui sorge, per\u00f2, un problema, anzi, un duplice problema. Da un lato, questa Parola non viene sufficientemente letta e meditata, non \u00e8 entrata nel bagaglio intellettuale e spirituale di tutti i cristiani, pi\u00f9 di quanto non vi siano entrati l&#8217;<em>Iliade<\/em> o i <em>Promessi Sposi<\/em>, per non parlare di opere letterarie pi\u00f9 recenti e per nulla edificanti; tanto che si pu\u00f2 affermare che i cristiani, e specialmente i cattolici, sono forse quelli che meno, fra tutti, conoscono per lettura diretta i testi sacri sui quali poggia la loro fede, la quale, di conseguenza, diviene una specie di idea astratta, o, peggio, un fatto puramente emozionale. Dall&#8217;altro lato, una piccolissima <em>\u00e9lite<\/em> di studiosi, di &quot;tecnici&quot;, biblisti e teologi progressisti, si \u00e8 impadronita delle Scritture e le ha sottoposte a un esame spietato, puramente storico e filologico, con le stesse identiche categorie scientifiche con le quali si studia qualsiasi altro testo antico e tralasciando la cosa essenziale, cio\u00e8 che la Scrittura va letta innanzitutto con fede, poi con gli strumenti dell&#8217;indagine razionale. In questo modo, essi hanno prodotto un duplice, catastrofico danno: hanno cominciato a dubitare della loro fede, trasmettendo copiosamente i loro dubbi alla massa dei fedeli, con il far notare incongruenze e imprecisioni dei testi sacri, con il sottinteso di ricondurli a una dimensione puramente umana e immanente, cio\u00e8 togliendo loro l&#8217;aura sacra della divina ispirazione; dall&#8217;altro, hanno dato a intendere, sia implicitamente, sia, qualche volta, esplicitamente, che la &quot;fede&quot; \u00e8 una cosa puramente irrazionale, adatta alle persone rozze e ingenue, agli illetterati e ai sempliciotti, ma che una persona colta e intelligente non potr\u00e0 mai e poi mai accostarsi al Vangelo, e leggerlo, rinunciando alla propria superbia intellettuale di uomo moderno, che si crede pi\u00f9 evoluto di tutte le generazioni precedenti. In tal modo, hanno colpito sia in alto che in basso: hanno seminato l&#8217;incredulit\u00e0 fra le persone colte e hanno deprezzato la fede fra le masse. E, di nuovo, si sono scordati del chiarissimo e severo ammonimento di Ges\u00f9 Cristo, il solo Signore e Maestro, il quale disse a gran voce, esultando (<em>Matteo<\/em>, 11, 25-27): <em>Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch\u00e9 hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.\u00a0S\u00ec, o Padre, perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 piaciuto a te.\u00a0Tutto mi \u00e8 stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, la Parola: tutto comincia con la Parola di Dio, e la Chiesa \u00e8 stata costruita su quella Parola. Non sulla parola di Buddha, di Lao Tzu o di Confucio; non sulla parola di Mos\u00e8, di Maometto, di Helena Blavatsky; e nemmeno su quella di Lutero, Calvino, Zwingli. \u00c8 cristiano ed \u00e8 cattolico chi crede che la Parola di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la Parola di Dio, perch\u00e9 Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Figlio di Dio; e non lo \u00e8 chi non ci crede. Per essere pi\u00f9 precisi: \u00e8 cattolico chi crede che <em>solo<\/em> la Parola di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la Parola di verit\u00e0, perch\u00e9 solo Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la via, la verit\u00e0 e la vita; chi non lo crede, chi crede che la parola di Mos\u00e8; Maometto, Buddha, eccetera, siano altrettanto vere e altrettanto valide, non \u00e8 cattolico e non \u00e8 nella verit\u00e0. Quanta falsa delicatezza, quanto falso rispetto nel non voler pi\u00f9 adoperare l&#8217;espressione &quot;false religioni&quot;, che si usava abitualmente fino al Concilio Vaticano II. Poi \u00e8 venuta la stagione dell&#8217;ecumenismo, che \u00e8 una eresia in se stesso, perch\u00e9 pone le diverse religioni su uno stesso piano di verit\u00e0, e arriva ad affermare esplicitamente che gli ebrei sono gi\u00e0 nella verit\u00e0, e dunque anche nella salvezza: il che \u00e8 come nullificare l&#8217;Incarnazione di Ges\u00f9 Cristo e disprezzare, negandolo, il valore di redenzione della sua Passione, Morte e Resurrezione. Ecco; anche chi non trasmette fedelmente questa Parola; anche chi, per un falso rispetto di natura tutta umana, finge di non vedere che una sola \u00e8 la via che conduce alla verit\u00e0, anche se esistono, indubbiamente, altre vie dignitose e meritevoli di rispetto, ma nessuna tale da condurre alla verit\u00e0, alla Verit\u00e0 tutta intera e non a qualche brandello e frammento di verit\u00e0: chi \u00e8 ancora legato e trattenuto da questi riguardi umani, \u00e8 simile a colui che desidera piacere agli uomini, ma non si cura di piacere a Dio. Non \u00e8 che Dio voglia che gli uomini siano in contesa a causa sua; ma li vuole nella verit\u00e0, se possibile tutti quanti: perch\u00e9 solo nella verit\u00e0 \u00e8 la pace, solo nella verit\u00e0 \u00e8 il bene; e solo il Dio annunciato da Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la Verit\u00e0, e quindi anche il Bene.. Non vi \u00e8 nulla di irrispettoso verso gli altri uomini, in questo. Gli altri uomini sono fratelli in Dio e meritano non solo il rispetto, ma l&#8217;amore: <em>ama il prossimo tuo come te stesso<\/em>, dice Ges\u00f9, e fa l&#8217;esempio del buon samaritano, che non \u00e8 un ebreo, per insegnare chi sia il nostro prossimo. Dopo di che, il rispetto e l&#8217;amore per gli uomini non possono generare un equivoco imperdonabile, quello del dovere rispetto e amore verso le false immagini della verit\u00e0, verso le false immagini del bene, come avviene nel caso delle false religioni. Le religioni non cristiane sono false, perch\u00e9 non conducono alla verit\u00e0; ma questo non significa che i loro seguaci, in quanto persone, non meritino rispetto e amore. Sono due cose diverse. Il rispetto e l&#8217;amore vanno rivolti alle persone; ma la verit\u00e0 \u00e8 una sola, e non si possono adorare due verit\u00e0, o tre, o cento, cos\u00ec come non si possono servire due padroni. Su questo punto, Ges\u00f9 \u00e8 stato chiarissimo: <em>Voi non potete servire due padroni; dovete scegliere<\/em>.<\/p>\n<p>Scriveva don Luigi Pozzoli nel libro <em>E soffia dove vuole<\/em>. <em>L&#8217;azione libera e creativa dello Spirito di Dio<\/em> (Milano, Edizioni Paoline, 1997, pp. 106-107):<\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 un ammonimento di Bernanos che mi ha sempre turbato.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel giorno del giudizio &#8212; dice Bernanos &#8212; il Signore ci rivolger\u00e0 anche questa domanda:<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Che cosa hai fatto della mia Parola? Restituiscimi la mia Parola!&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>La sua Parola \u00e8 un dono che ci viene dispensato con una prodigalit\u00e0 senza misura. Come l&#8217;aurora all&#8217;inizio di ogni giornata. Come il saluto di una persona amica.<\/em><\/p>\n<p><em>La sua Parola ci raggiunge dentro gli spazi sacri delle celebrazioni liturgiche e ci sorprende anche in tanti altri momenti di grazia particolare, frammista al brusio o al rumore delle parole usuali.<\/em><\/p>\n<p><em>Qual \u00e8 il destino della sua Parola, una volta che ci \u00e8 stata affidata?<\/em><\/p>\n<p><em>Il rischio che corre lo conosciamo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 un rischio molteplice: di essere presto dimenticata, divenire piegata a sostegno delle nostre parole, di diventare sulle nostre labbra una parola spenta, senza un fremito di passione o un lampo di luce.<\/em><\/p>\n<p><em>Meno avvertito, e tuttavia ugualmente grave, \u00e8 il rischio che rimanga soffocata dentro la dimensione privata della nostra vita, quando invece la sua ambizione &#8212; sarebbe meglio dire: la sua passione incandescente &#8212; \u00e8 quella di comunicarsi in modo contagioso, da cuore a cuore, in un&#8217;avventura senza confini.<\/em><\/p>\n<p><em>Non basta perci\u00f2 essere cercatori del volto di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna essere cercatori anche del volto dell&#8217;uomo a cui confidare i segreti di Dio.<\/em><\/p>\n<p>In questo brano, quel che ci sembra di poter condividere \u00e8 l&#8217;idea che la Parola di Dio ci \u00e8 stata data perch\u00e9 poi la condividiamo con gli altri; quello che ci sembra meno condivisibile, se abbiamo capito bene, \u00e8 che la cosa pi\u00f9 importante sia quella di diffonderla, anche con i comportamenti pratici: perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una cosa ancora pi\u00f9 importante e che viene prima di questa, ossia recepirla e poi trasmetterla integralmente e fedelmente. Infatti, diffondere la Parola di Dio in maniera poco fedele, equivale ad adulterarla, a falsificarla, il che costituisce un male ancor pi\u00f9 grave del tenerla chiusa in se stessi, perch\u00e9 rischia di trascinare le anime nell&#8217;errore. E quale male pi\u00f9 grande questo, che allontanare gli uomini da Dio, ingannandoli, cio\u00e8 facendo credere loro che li si sta avvicinando al loro Signore? Pensiamo, a questo proposito, alla responsabilit\u00e0 tremenda che si caricano sulle spalle quei teologi, quei vescovi e quei sacerdoti i quali annunciano una &quot;parola&quot; che solo esteriormente \u00e8 la Parola di Dio, ma in realt\u00e0 \u00e8 cosa ben diversa, \u00e8 cosa tutta loro, tutta umana, e riflette i loro umori, il loro desiderio di giustizia terrena (cosa in s\u00e9 legittima, ma che \u00e8 illegittimo presentare come la stessa cosa del Vangelo), e anche, purtroppo, non di rado, le loro passioni disordinate: l&#8217;orgoglio, la superbia, il narcisismo, la brama di essere applauditi, di rendersi popolarti; e perfino la lussuria. Quei teologi e quei pastori i quali sostengono che la Chiesa deve riconoscere il &quot;diritto&quot; a praticare alcuni gravissimi peccati, negando che si tratti di peccati e proclamandoli comportamenti perfettamente leciti e naturali, si preoccupano di piacere alle folle, ma non di piacere a Dio. E quei teologi e quei pastori i quali predicano il &quot;dialogo&quot;, ma a senso unico, e, in ultima analisi, la relativizzazione della verit\u00e0, come se abbracciare il giudaismo, o il cattolicesimo, o il protestantesimo, o l&#8217;islamismo, fosse la stessa cosa; come se fossero tutte scelte ugualmente legittime e ugualmente veritiere, ebbene, costoro mentono sapendo di mentire, e, quel che \u00e8 pi\u00f9 grave, falsificano la Parola di Dio che \u00e8 stata loro affidata, per raccogliere dei frutti che non hanno niente a che fare con la seminagione di Ges\u00f9 Cristo, dei frutti che riflettono la prospettiva di un mondo dove tutto \u00e8 ugualmente lecito e vero, dove non esiste pi\u00f9 la verit\u00e0, e dove il bene coincide con quel che ciascuno, soggettivamente e irrazionalmente, ritiene buono e giusto, o anche, magari, semplicemente piacevole e utile. Perci\u00f2, alla domanda: <em>Che cosa hai fatto della mia Parola?,<\/em> il cattolico dovrebbe essere in grado di rispondere: L&#8217;ho accolta interamente, mio Signore e mio Maestro, senza riserve; l&#8217;ho custodita lealmente e l&#8217;ho trasmessa, con gli atti e i discorsi, nella maniera pi\u00f9 fedele, lasciandomi guidare dallo Spirito di Verit\u00e0 e non dalle mie passioni, dalla mia intelligenza, dal mio desiderio di ricevere approvazione. Anzi, sono incorso costantemente nella disapprovazione degli uomini, solo per piacere a Te, mio Dio e mio Salvatore. Perch\u00e9 questo solo \u00e8 necessario: che ogni ginocchio si pieghi in terra, sopra la terra e sottoterra, nel nome di Cristo Ges\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa fa della Parola del Signore, il cristiano che l&#8217;ha ricevuta? Come vive la responsabilit\u00e0 di averla appresa e di averla accettata? 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