{"id":23838,"date":"2022-02-20T08:59:00","date_gmt":"2022-02-20T08:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/20\/spina-nella-carne-di-cui-parla-s-paolo\/"},"modified":"2023-09-17T15:37:25","modified_gmt":"2023-09-17T15:37:25","slug":"spina-nella-carne-di-cui-parla-s-paolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/20\/spina-nella-carne-di-cui-parla-s-paolo\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 \u00abspina nella carne\u00bb di cui parla S. Paolo?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che una delle pagine &quot;difficili&quot; della <em>Bibbia<\/em>, in questo caso del <em>Nuovo Testamento<\/em>, \u00e8 quella in cui san Paolo allude, invero un po&#8217; oscuramente, ad una <em>spina<\/em> che gli \u00e8 stata infitta nella <em>carne da un angelo di<\/em> Satana (un&#8217;immagine che sembrerebbe presa dal linguaggio del <em>Libro dell&#8217;Apocalisse<\/em>, e gi\u00e0 questo incuriosisce non poco), ma con la permissione del Signore, affinch\u00e9 egli non montasse in superbia per la grandiosit\u00e0 delle rivelazioni che aveva ricevuto dall&#8217;alto. Ora, da sempre, gli esegeti si sono affaticati a cercar di chiarire quella espressione enigmatica. Che tipo di spina era quella di cui parla l&#8217;Apostolo delle genti?<\/p>\n<p>La curiosit\u00e0, sentimento molto umano &#8212; forse anche <em>troppo<\/em> <em>umano<\/em>, direbbe qualcuno, riecheggiando il buon vecchio Friedrich Nietzsche &#8211; ha stuzzicato generazioni di biblisti e li ha stimolati a trovare le risposte pi\u00f9 varie, ad avanzare (e azzardare) le interpretazioni pi\u00f9 fantasiose e qualche volta, diciamo la verit\u00e0, piuttosto improbabili: cos\u00ec forte era, ed \u00e8 pur sempre, il desiderio, forse addirittura la smania, di sciogliere i dubbi e arrivare a una qualche certezza a proposito di questa misteriosa <em>spina nella carne<\/em>. L&#8217;uomo \u00e8 fatto cos\u00ec, e spesso il credente non fa eccezione (anche se dovrebbe, visto che la fede \u00e8 l&#8217;attesa delle cose credute e non la pretesa di vedere e di toccare): vorrebbe saper tutto.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, prima di andare avanti, rileggiamoci il passo paolino che si trova verso la fine della <em>Seconda lettera ai Corinzi<\/em> (12, 1-10):<\/p>\n<p><em>^1^\u00a0Se bisogna vantarsi &#8211; ma non conviene &#8211; verr\u00f2 tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore.\u00a0^2^So che un uomo, in Cristo, quattordici anni fa &#8211; se con il corpo o fuori del corpo non lo so, lo sa Dio &#8211; fu rapito fino al terzo cielo.\u00a0^3^E so che quest&#8217;uomo &#8211; se con il corpo o senza corpo non lo so, lo sa Dio &#8211;\u00a0^4^fu rapito in paradiso e ud\u00ec parole indicibili che non \u00e8 lecito ad alcuno pronunciare.\u00a0^5^Di lui io mi vanter\u00f2! Di me stesso invece non mi vanter\u00f2, fuorch\u00e9 delle mie debolezze.\u00a0^6^Certo, se volessi vantarmi, non sarei insensato: direi solo la verit\u00e0. Ma evito di farlo, perch\u00e9 nessuno mi giudichi pi\u00f9 di quello che vede o sente da me\u00a0^7^e per la straordinaria grandezza delle rivelazioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo, affinch\u00e9 io non monti in superbia, \u00e8 stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perch\u00e9 io non monti in superbia.\u00a0^8^A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l&#8217;allontanasse da me.\u00a0^9^Ed egli mi ha detto: \u00abTi basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza\u00bb. Mi vanter\u00f2 quindi ben volentieri delle mie debolezze, perch\u00e9 dimori in me la potenza di Cristo.\u00a0^10^Perci\u00f2 mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficolt\u00e0, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, \u00e8 allora che sono forte.<\/em><\/p>\n<p>Fra i numerosissimi commenti a questo passo famoso, abbiamo scelto di partire da quello di don Giuseppe Ricciotti (Roma, 1890-ivi, 1964), valente biblista e archeologo, nonch\u00e9 sacerdote sospettato di modernismo, ma che, a differenza del suo amico Ernesto Buonaiuti, di fronte al richiamo della Santa Sede rientr\u00f2 prontamente nei ranghi; e che fu autore di alcuni importanti volumi, come la <em>Storia d&#8217;Israele<\/em> (2 voll., 1932 e 1934), <em>La vita di Ges\u00f9 Cristo<\/em> (1941), <em>Paolo Apostolo<\/em> (1951), <em>L&#8217;imperatore Giuliano l&#8217;Apostata<\/em> (1956) e <em>Le lettere di San Paolo tradotte e commentate<\/em>, dal quale traiamo le seguenti osservazioni, che ci sono parse molto stimolanti (Roma, Coletti Editore, 1949, pp. 202-203):<\/p>\n<p><em>Il tutto si potrebbe parafrasare: \u00abPer l&#8217;eccesso della rivelazione &#8211; proprio per questo scopo, affinch\u00e9 non m&#8217;inorgoglisca &#8212; mi fu data ecc.\u00bb [v. 7]. &#8212; Pungiglione \u00e8 \u03c3\u03ba\u00f3\u03bb\u03bf\u03c6, non nel senso di un singolo oggetto puntuto, ma piuttosto di parecchi oggetti siffatti uniti a fascio, come un mazzo di stecchi o di spine: si potrebbe logicamente tradurre &quot;spinosit\u00e0&quot;. E questo &quot;pungiglione&quot; \u00e8 applicato dal di fuori &quot;alla carne&quot;, \u03c4\u03b7 \u03c3\u03b1\u03c1\u03ba\u03af: non \u00e8 dunque un prodotto emanante dalla carne stessa (nel senso della Vulgata, &quot;stimulus carnis&quot;). Precisando, Paolo comunica che questo &quot;pungiglione&quot; \u00e8 un &quot;angelo di Satana&quot; che ha il compito di schiaffeggiarlo, e ci\u00f2 allo scopo che egli non s&#8217;inorgoglisca &quot;per l&#8217;eccesso della rivelazione&quot; avuta. Non vi pu\u00f2 essere alcun dubbio che si tratti di una malattia fisiologica, designata come &quot;angelo di Satana&quot;: a Satana, infatti, gli Ebrei attribuivano direttamente le malattie, specialmente se gravi, come risulta anche dalle parole di Ges\u00f9 che, accennando alla donna rattrappita da diciott&#8217;anni, disse: \u00abCostei&#8230; che il Satana leg\u00f2 or \u00e8 diciotto anni\u00bb (Luca, 13,16). Per identificare questa malattia di Paolo sono state proposte varie decine di morbi, alcuni del tutto fantastici o gratuiti; quelli che oggi trovano pi\u00f9 favore fra gli storici sono la malaria, che Paolo avrebbe contratta in Pamfilia durante il suo primo viaggio missionario (anni 45-43) [sic], e qualche forma nevrastenica o epilettica. \u00c8 probabile, invece, che si tratti di una concomitante ripercussione fisiologica dello stato mistico, con cui Paolo ricongiunge cos\u00ec strettamente e immediatamente questo &quot;pungiglione alla carne&quot; datogli &quot;affinch\u00e9 non s&#8217;inorgoglisca&quot;: ripercussioni fisiologiche di tal genere si riscontrano, infatti, in altri celebri mistici di ogni epoca. Certo \u00e8, ad ogni modo, che questa malattia di Paolo era ignota ai Corinti, sebbene egli avesse dimorato fra loro per pi\u00f9 di un anno e mezzo di seguito; egli, infatti, parla qui evidentemente con l&#8217;intenzione di fare una confidenza e di svelare un fatto da essi ignorato (cfr. al vers. 1): non pu\u00f2 essere, dunque, la malattia accennata in Galati, 4,13-15, perch\u00e9 questa fu una malattia palese e ripugnante. Quanto all&#8217;opinione piuttosto recente, ma assai diffusa nel Medioevo e fra scrittori ascetici, secondo cui il &quot;pungiglione alla carne&quot; sarebbe una metafora per designare stimoli di lussuria, \u00e8 del tutto da rifiutarsi.<\/em><\/p>\n<p>Chiediamo lumi ulteriori a un altro grande biblista e commentatore del <em>Nuovo Testamento<\/em>, una figura oggi alquanto dimenticata (il che \u00e8 di per s\u00e9 un indizio positivo, visti i tempi che corrono e l&#8217;aria che tira nella &quot;chiesa in uscita&quot; del signor Bergoglio), don Settimio Cipriani. Nel suo commento a <em>Le lettere di San Paolo<\/em> (Assisi, Edizioni Pro Civitate Christiana, 1962, pp.335-338) egli cos\u00ec si esprime in proposito:<\/p>\n<p><em>Sulla &quot;natura&quot; del fenomeno [cio\u00e8 l&#8217;ascensione al terzo cielo [12,2, S. Paolo ci dice ben poco: il pi\u00f9 \u00e8 rimasto il segreto della sua anima. L&#8217;unico dato certo \u00e8 che il fenomeno avvenne in forma repentina e misteriosa, almeno per quanto riguarda il &quot;corpo&quot;: l&#8217;Apostolo infatti non sa dire se, oltre all&#8217;anima, anche il &quot;corpo&quot; partecip\u00f2 alla gloria di quella visione (vv. 2-3). Dalla ignoranza di questo particolare possiamo legittimamente dedurre che la visione avvenne solo per via intellettuale, in forma di estasi e con piena alienazione dai sensi; non si pu\u00f2 certo pensare a una temporanea separazione dell&#8217;anima dal corpo, perch\u00e9 in tal caso avremmo la morte, salvo un intervento miracoloso di Dio. Ed \u00e8 proprio per questo che non ci sentiamo di seguire, al riguardo, l&#8217;opinione avanzata prima da S. Agostino, ripresa poi da S. Tommaso e seguita poi da altri esegeti, secondo la quale transitoriamente S. Paolo avrebbe goduto della visione beatifica contemplando l&#8217;essenza stessa di Dio. Dio infatti \u00e8 colui che \u00abnon pu\u00f2 essere visto\u00bb (1 Tim., 6,16; 1 Giov 4,12) da nessun occhio rivestito di carne umana. Perci\u00f2 riteniamo col Gaetano che si sia trattato di una semplice, anche se altissima, visione intellettuale. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Di quest&#8217;uomo cos\u00ec altamente favorito da Dio, S. Paolo potrebbe dunque &quot;gloriarsi&quot; (v. 5), magari rivelando anche altro favori concessigli dal Signore. Ne avrebbe pieno diritto. Ma rifugge dal farlo perch\u00e9 gli altri non lo stimino pi\u00f9 di quello che apparentemente &quot;vedono&quot; in lui o sentono dire di lui (v. 6). Egli preferisce la gloria che gli viene dalla testimonianza della propria vita; la sua &quot;debolezza&quot;, la sua impotenza, la sua umanit\u00e0 inferma attestano di pi\u00f9 la onnipotenza di Dio, che sa servirsi anche degli strumenti pi\u00f9 umili per realizzare i suoi disegni. Sembra che il Paolo delle grandi rivelazioni sia qualcosa che non appartiene al Paolo di tutti i giorni: un Paolo troppo poco umano, esso appartiene pi\u00f9 a Dio che alla sfera terrena, nella quale il grande Apostolo preferisce, per umilt\u00e0, di rimanere.<\/em><\/p>\n<p><em>E nella sfera terrena egli ben presto ritorna svelandoci ora con tutta semplicit\u00e0 come, per controbilanciare la grandezza di questi favori, Iddio gli abbia inviato una penosissima prova, da lui stranamente chiama &quot;spina (confitta) nella carne&quot; e &quot;messo di Satana&quot; (v. 7).<\/em><\/p>\n<p><em>Anche se non sappiamo esattamente che cosa fosse questa &quot;spina&quot; misteriosa, \u00e8 certo che doveva essere qualcosa di umanamente insopportabile se l&#8217;Apostolo, pur con la sua indomabile forza d&#8217;animo, si rivolse al Signore perch\u00e9 gli allontanasse quella orribile prova (v. 8). La sua preghiera per\u00f2, ripetuta per ben tre vote, a imitazione di quella di Ges\u00f9 nell&#8217;orto (Matt. 26,44), non fu esaudita. Tuttavia l&#8217;Apostolo ottenne ugualmente qualcosa, anzi di meglio, e cio\u00e8 una pi\u00f9 abbondante effusione di grazia da parte di Ges\u00f9, il quale gli rivel\u00f2 o esternamente o, forse meglio, internamente, nell&#8217;estasi della preghiera, che \u00e8 proprio \u00abnella debolezza che la forza si perfeziona (\u03c4\u03ad\u03bb\u03b5\u03ca\u03c4)\u00bb, raggiunge cio\u00e8 il suo fine (\u03c4\u03ad\u03bb\u03bf\u03db), il massimo rendimento, opera i prodigi pi\u00f9 grandi. Pi\u00f9 l&#8217;uomo \u00e8 &quot;debole&quot; e riconosce il suo nulla, pi\u00f9 in lui si manifesta la onnipotenza di Dio (vv. 9-10): \u00able cose deboli del mondo scelse Iddio per confondere le forti\u00bb (1 Cor 1,27). Tutta la storia della Chiesa sta a dimostrare questo meraviglioso paradosso!<\/em><\/p>\n<p><em>Prima di elencare le varie opinioni che si sono avanzate al riguardo, cerchiamo di esaminare pi\u00f9 da vicino il testo. La parola \u03c3\u03ba\u00f3\u03bb\u03bf\u03c6 di per s\u00e9 significa &quot;oggetto appuntito, palo&quot;; e perci\u00f2 anche &quot;spina, pungiglione&quot;. Nel nostro caso ha indubbiamente questo secondo significato: \u00e8 dunque come una &quot;spina&quot; confitta &quot;nella carne&quot;. Doveva essere perci\u00f2 qualcosa di estremamente doloroso. La spina viene qualificata anche come &quot;messo di Satana&quot; indubbiamente perch\u00e9 a Satana, secondo la mentalit\u00e0 degli Ebrei, venivamo attribuite le sofferenze fisiche, i dolori, le disgrazie (cfr. Giobbe e Luc. 13,16). Avendo personificato la prova permessa dal Signore, S. Paolo pu\u00f2 ben dire che Satana \u00ablo schiaffeggia\u00bb, per sottolineare la profonda umiliazione che gli veniva da questa prova la quale, per di pi\u00f9, \u00e8 una cosa permanente (in greco, infatti, \u00abperch\u00e9 mi schiaffeggi\u00bb \u00e8 al congiuntivo presente). Dal testo si ha tuttavia l&#8217;impressione che S. Paolo sveli qui per la prima volta questa sua prova dolorosa e affliggente: in tanto tempo che era stato in mezzo ai Corinzi, sembra che costoro non si fossero mai accorti di questa debolezza&quot;, da cui l&#8217;Apostolo aveva pregato insistentemente il Signore di essere liberato, poich\u00e9 indubbiamente doveva costituire una seria difficolt\u00e0 al suo apostolato.<\/em><\/p>\n<p><em>Tenendo presenti tutti questi elementi, potremo valutare meglio la consistenza delle varie opinioni avanzate a questo riguardo.<\/em><\/p>\n<p><em>Molti autori (soprattutto commentatori medievali) e scrittori ascetici) hanno interpretato il passo, basandosi principalmente sulla versione latina che reca \u00abstimulus carnis meae\u00bb, degli stimoli della lussuria. Certamente per\u00f2 questo non \u00e8 il pensiero di S. Paolo, che sembra parlare di una prova esterna: oltretutto, data la delicatezza della materia, egli avrebbe dato motivo ai suoi denigratori di avvalersene contro di lui!<\/em><\/p>\n<p><em>Alcuni Padri greci e latini (S. Giovanni Crisostomo, Teodoreto ecc.) hanno inteso invece il passo delle persecuzioni mosse a S. Paolo dai nemici del nome cristiano, soprattutto dai Giudaizzanti. Nonostante qualche difficolt\u00e0, la opinione sta ritrovando un certo seguito anche fra gli studiosi moderni (p. es. St. Lyonnet), ed \u00e8 indubbio che i vv. 9-10 la favoriscono notevolmente).<\/em><\/p>\n<p><em>In genere per\u00f2 gli esegeti moderni, riallacciandosi alla tradizione antica (S. Bssilio, S. Agostino ecc.), sui orientano verso una malattia fisica, che avrebbe colpito in maniera permanente o intermittente l&#8217;Apostolo che gli doveva rendere particolarmente difficile il ministero. Quale poi esattamente fosse questa malattia, \u00e8 difficile precisarlo. Ne sono state proposte almeno una diecina, delle quali alcune certamente inconsistenti e fantastiche: fra queste ultime sono da porsi l&#8217;epilessia e altre somiglianti malattie nervose. Fra le malattie pi\u00f9 probabili, possiamo pensare alla malaria (Ramsay), forse contratta proprio durante il primo viaggio missionario in Pamfilia nel 45-48, o alle febbri maltesi (A. Menzies), o ad un&#8217;oftalmia acuta che d\u00e0 a intervalli dolori che sconquassano il cervello e, in alcuni casi, deforma l&#8217;occhio in modo da rendere ripugnante allo stesso medico la vista del paziente.<\/em><\/p>\n<p><em>Ultimamente G. Ricciotti, seguito in parte da H. Clavier, ha proposto una soluzione nuova, che per un verso per\u00f2 si riallaccia alla precedente: S. Paolo d\u00e0 qui l&#8217;impressione di rivelare ai Corinzi una cosa ad essi sconosciuta, almeno alla loro grande maggioranza; dunque \u00e8 difficile pensare a una qualunque delle malattie sopra ricordate, la cui natura invece era tale da non sfuggire a nessuno, Si tratterebbe perci\u00f2 di una sofferenza strettamente collegata ai portentosi fatti mistici, di cui egli era, come sappiamo, ampiamente favorito da Dio. Tali sconvolgenti ripercussioni fisiologiche, derivanti da stati mistici, si ritrovano in non pochi Santi, dotati da Dio di particolari carismi. Un esempio tipico potrebbe essere rappresentato da S. Teresa d&#8217;Avila, che con S. Paolo presenta non pochi punti di contatto, sia per l&#8217;instancabile attivit\u00e0, sia per i grandiosi fenomeni mistici di cui fu oggetto da parte di Dio (cfr. &quot;Vita&quot;, in &quot;Opere di S. Teresa, trad. ital. Milano, 1931, vol. 1, cap. 6,1-2, 47-48).<\/em><\/p>\n<p><em>Personalmente riteniamo che questa ultima opinione abbia le sue buone probabilit\u00e0. Pur non potendo spiegare la vera natura di queste ripercussioni fisiologiche, ci sembra che tale opinione spieghi meglio come l&#8217;Apostolo parli di questa sua misteriosa infermit\u00e0 subito dopo aver parlato del suo rapimento al terzo cielo e come essa abbia potuto rimanere ignota per tanto tempo ai Corinzi.<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, vi \u00e8 una convergenza sostanziale fra la lettura del Ricciotti e quella del Cipriani: entrambi propendono per una infermit\u00e0 di tipo fisico, ma derivante dalla stessa eccezionalit\u00e0 dei doni mistici e delle apparizioni concesse da Dio all&#8217;Apostolo. Solo che entrambi danno l&#8217;impressione di vedere nella &quot;spina&quot;, ovvero nel &quot;pungiglione nella carne&quot;, una sorta di disturbo psicosomatico, capovolgendo la giusta prospettiva fra il piano naturale e quello soprannaturale. Se la misteriosa infermit\u00e0 di San Paolo fu realmente un effetto diretto delle sue visioni e delle sue facolt\u00e0 mistiche, allora ci sembra pi\u00f9 giusto vedere tale infermit\u00e0, pi\u00f9 che come una conseguenza, come un sigillo, una specie di segno impresso nella carne a sottolineare l&#8217;eccezionalit\u00e0 del favore divino, e, come giustamente osserva il Cipriani, quasi a controbilanciare quest&#8217;ultimo, affinch\u00e9 da ci\u00f2 non derivasse un moto di superbia e di auto-glorificazione da parte dell&#8217;Apostolo. In questo senso, cio\u00e8 vedendo nei doni spirituali un fattore che incide sulla carne e vi lascia il segno, si pu\u00f2 fare un accostamento, oltre che con S. Teresa d&#8217;Avila, anche, e forse meglio ancora, con San Pio da Pietrelcina, il grande Santo ignorato e perseguitato dalla Chiesa ufficiale la quale aveva sempre il dialogo e la misericordia sulla bocca, ma che intanto si accaniva implacabilmente contro l&#8217;umile frate cappuccino, nella triplice volont\u00e0 persecutoria del vescovo di Padova, Bortignon, vera anima nera di quella fosca congiura, del &quot;papa buono&quot;, Angelo Roncalli, e del visitatore apostolico, monsignor Maccari, il quale pi\u00f9 che come un visitatore si condusse da irriducibile nemico, totalmente prevenuto e giunto a San Giovanni Rotondo per punire il frate e staccarlo dai suoi figli spirituali. Tale \u00e8 la cecit\u00e0 degli uomini, anche degli uomini di Chiesa, quando si trovano in presenza della vera santit\u00e0, anche se nella loro pastorale quotidiana sono soliti riempirsi la bocca con grandi parole e presentare se stessi come animati dal pi\u00f9 santo zelo di carit\u00e0 e dall&#8217;esclusiva sollecitudine per la salvezza delle anime. S. Pio da Pietrelcina era un autentico stigmatizzato, come S. Francesco d&#8217;Assisi (e nonostante il parere contrario di un altro francescano illustre, padre Gemelli, che si permise di stilare un relazione per il papa del tutto negativa, senza neppure aver visto le piaghe n\u00e9 aver indagato su di esse).<\/p>\n<p>Che la nostra impressione non sia frutto di una semplice ipotesi, lo mostra anche ci\u00f2 che sia il Ricciotti, sia il Cipriani dicono a proposito dell&#8217;<em>angelo di Satana<\/em> mandato a <em>schiaffeggiare<\/em> (verbo molto allusivo e molto preciso) San Paolo per ricordargli il dovere dell&#8217;umilt\u00e0: sia l&#8217;uno che l&#8217;altro lo vedono come una semplice metafora, conformemente alla mentalit\u00e0 ebraica del tempo. Noi per\u00f2 non siamo d&#8217;accordo con tale posizione di principio. Se la <em>Bibbia<\/em> \u00e8, come lo \u00e8 per il credente, un libro divinamente ispirato, allora bisogna andarci piano con l&#8217;interpretazione &quot;sociologica&quot; delle espressioni usate dai suoi Autori. Se San Paolo parla di un <em>angelo di Satana<\/em>, evidentemente allude a una sofferenza di ordine soprannaturale, proprio come fa l&#8217;autore del <em>Libro di Giobbe<\/em>: il che non \u00e8 una metafora. Tanto varrebbe, se cos\u00ec si dovesse fare in altri casi simili, vedere negli esorcismi operati da nostro Signore Ges\u00f9 Cristo altrettante allegorie della lotta contro i mali fisici o psichici che affliggono l&#8217;umanit\u00e0, escludendo ogni rinvio alla dimensione soprannaturale, o piuttosto preternaturale. Ma chi lo dice che quando nel <em>Nuovo Testamento<\/em> si parla di Satana e dei suoi angeli bisogna pensare subito a delle metafore, a delle fastose e colorite allegorie? Forse lo dice la mentalit\u00e0 secolarizzata e positivista di un Sosa Abascal, secondo il quale il diavolo non esiste, \u00e8 solo un simbolo del male; e sempre secondo il quale noi non possiamo sapere con certezza cosa abbia detto Ges\u00f9 in questa o quella circostanza, perch\u00e9 le sue parole non sono state registrate con un magnetofono. Ma tale mentalit\u00e0 secolarizzata e positivista non viene dall&#8217;autentico Magistero della Chiesa e non appartiene alla sana scienza biblica, n\u00e9 dalla buona teologia: viene da tutt&#8217;altra parte, e serve solo a far s\u00ec che alcuni sacerdoti si levino lo sfizio di far vedere agli agnostici e ai non credenti che essi parlano la stessa loro stessa lingua, che hanno il loro stesso atteggiamento laico e disinvolto verso la divina Rivelazione. Il vero problema \u00e8 che il soprannaturale, per la mentalit\u00e0 secolarizzata e positivista sia dei laici che dei religiosi, \u00e8 un elemento che li scandalizza: come si \u00e8 scandalizzato padre Gemelli davanti al Santo cappuccino stigmatizzato. Non ha avuto l&#8217;umilt\u00e0 di pensare che forse, in quell&#8217;umile frate del Gargano, si manifestava la potenza di Dio per la conversione delle anime: da professore presuntuoso, \u00e8 subito salito in cattedra e ha deciso che il miracolo era impossibile, e che padre Pio era un volgare simulatore, o tutt&#8217;al pi\u00f9 un povero isterico, pericoloso per la religiosit\u00e0 del popolo.<\/p>\n<p>E tanto peggio se, cos\u00ec facendo, quelli come padre Gemelli, o come il vescovo Bortignon, o come il preposito generale dei gesuiti Sosa Abascal, sono di scandalo alle pecorelle del gregge di Cristo, che, in teoria, dovrebbero avere care come le pupille dei loro occhi, e che in nessun caso dovrebbero confondere, turbare e disperdere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che una delle pagine &quot;difficili&quot; della Bibbia, in questo caso del Nuovo Testamento, \u00e8 quella in cui san Paolo allude, invero un po&#8217; oscuramente,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30181,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[73],"tags":[95,117,157,239,246],"class_list":["post-23838","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sacra-scrittura","tag-angeli","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-san-paolo","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-sacra-scrittura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23838","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23838"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23838\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30181"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23838"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23838"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23838"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}