{"id":23834,"date":"2019-02-17T07:33:00","date_gmt":"2019-02-17T07:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/17\/che-cose-la-preghiera-e-cosa-non-lo-e\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:43","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:43","slug":"che-cose-la-preghiera-e-cosa-non-lo-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/02\/17\/che-cose-la-preghiera-e-cosa-non-lo-e\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 la preghiera, e cosa non lo \u00e8"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 la preghiera? Crediamo tutti di saperlo; ma \u00e8 proprio cos\u00ec? Se siamo diventati adulti dopo il Concilio Vaticano II, allora ci sono forti probabilit\u00e0 che le nostre idee, anche su una cosa tanto importante come la preghiera, siano state alquanto confuse, se non addirittura falsificate, da quelli che avrebbero dovuto insegnarci la retta dottrina, senza nulla togliere alla divina Rivelazione che parla agli uomini per due vie, e due soltanto: la Scrittura e la Tradizione. Del resto, basta entrare in una chiesa e osservare quella (bruttissima) tavola che \u00e8 stata collocata al centro del presbiterio, rivolta verso i fedeli, lasciando sullo sfondo, come una inutile appendice, il vero altare, quello dove per secoli \u00e8 stato posto il Santissimo e sul quale, per secoli, il sacerdote ha celebrato il Sacrificio della Messa, per capire che qualcosa non va come dovrebbe. Se si entra in chiesa per pregare Dio, che ci sta a fare quella tavola, l\u00e0 in mezzo? La chiesa non \u00e8 una sala per conferenze, ma la casa di Dio: si va per incontrare Dio. E Dio parla agli uomini, s\u00ec, per mezzo del sacerdote; ma il sacerdote \u00e8 solo un mezzo, e quindi l&#8217;attenzione del fedele non dovrebbe essere rivolta al sacerdote in quanto uomo, ma a Dio, che parla per mezzo del sacerdote. Se ci si scorda, anche solo per un attimo, che la preghiera \u00e8 la parola di lode e di ringraziamento che l&#8217;uomo rivolge al suo Signore, e non la parola che gli uomini rivolgono a se stessi; e che pregare \u00e8 cercare Dio e non meditare sul senso della vita e della storia umana, allora si sta sbagliando tutto: non si sta pregando, ma si sta perseguendo l&#8217;auto-celebrazione, massonica e gnostica, dell&#8217;uomo. Ma \u00e8 proprio questo che sta accadendo, a partire dal Vaticano II: si sta cercando di trasformare la fede in Dio in una fede nell&#8217;uomo. Non ha forse detto il signor Bergoglio, parlando al Parlamento di Strasburgo, che la speranza dl&#8217;Europa consiste nel mettere l&#8217;uomo al centro? L&#8217;uomo, non Dio. Si pu\u00f2 immaginare un&#8217;eresia peggiore di questa: un papa che dice che la speranza degli uomini consiste nel mettere l&#8217;uomo al centro?<\/p>\n<p>A titolo di esempio, ecco cosa scriveva David Maria Turoldo nella introduzione al volume <em>La nostra preghiera. Liturgia dei giorni<\/em>, sottotitolo <em>Comunit\u00e0 di S. Egidio, Sotto il Monte<\/em>, Liscate, Milano, Cooperativa Editrice Nuova Stampa, 1987, pp. 6-7):<\/p>\n<p><em>Certo, il dono pi\u00f9 grande \u00e8 lo spirito di preghiera; chi ha lo spirito di preghiera, ha la grazia dell&#8217;amicizia con Dio e con gli uomini, la grazia dell&#8217;illuminazione e della gioia. Egli \u00e8 in comunione con tutte le creature e nell&#8217;usarne sa il dovuto rispetto e la misura: nessuno, infatti, \u00e8 un uomo cos\u00ec libero, non condizionato, non turbato, come l&#8217;uomo di preghiera.<\/em><\/p>\n<p><em>Per rispondere al mondo e ai tempi, non gi\u00e0 dunque preghiera come alienazione, ma preghiera come ascensione di tutto l&#8217;essere in Dio; come salvare l&#8217;esistenza dalla disperazione, un riassumerla per riversarla nel mare di Dio. Che vuol dire riassumere la storia, gli avvenimenti e le gioie degli uomini. E a piedi nudi accostarci &#8212; come abbiamo gi\u00e0 ricordato -, al roveto che arde nel cuore della chiesa, e cio\u00e8 nel cuore dell&#8217;umanit\u00e0; e alla sua fiamma scoprire il mistero e leggerne i significati e capire come la nube ancora ci copre, accompagnandoci nel giorno, e la colonna di fuoco ci precede la notte<\/em>.<\/p>\n<p>Si potrebbe continuare, ma sarebbe ancora peggio; crediamo che questa breve citazione basti e avanzi. Certo, Turoldo \u00e8 un poeta, per cui si dir\u00e0: s\u00ec, molte affermazioni non sono teologicamente appropriate; molti concetti sono ambigui e possono quasi appartenere a una dottrina che \u00e8 di Turoldo, ma non \u00e8 la vera dottrina cattolica: per\u00f2 bisogna capire, un poeta parla con slancio, con passione, non si pu\u00f2 mica pretendere che parli come parlerebbe un piatto, banale insegnante di catechismo. Niente affatto! Qui o altrove non c&#8217;\u00e8 poesia che tenga: la dottrina cattolica \u00e8 una, e i poeti possono inghirlandare tutti i fiori che vogliono, purch\u00e9 non pretendano di modificarla neppure d&#8217;uno iota! La poesia va bene, va benissimo, per magnificare la gloria del Signore; ma non pu\u00f2 essere usata come un cavallo di Troia per introdurre nel corpo della dottrina delle idee, dei concetti che non siano perfettamente ortodossi. Se ci\u00f2 accade, e a noi pare che qui accada, siamo in presenza di un&#8217;abile, astuta falsificazione: ci si serve della poesia per cambiare, dietro una veste scintillante, la sola e vera dottrina cattolica. Pessima e perfida operazione, degna di una strategia infernale: si usa la poesia come uno specchietto per le allodole, e intanto si introduce la serpe velenosa dell&#8217;eresia nel giardino della fede.<\/p>\n<p>Tutto, in questa pagina di prosa, ci dispiace: sentiamo di non essere nel solco del Magistero perenne, ma in quello di un sentiero nuovo, umano, tracciato dalla umana superbia, quasi a voler sostituire la vecchia strada di sempre, quella certa e sicura che conduce le anime senza fallo alla loro meta: che \u00e8 Dio, e non certo un non meglio precisato &quot;spirito di gioia&quot;. A cominciare dal titolo: <em>La nostra preghiera<\/em>: nostra, di chi? Dei cattolici? Ma in tal caso, il possessivo <em>nostra<\/em> \u00e8 del tutto superfluo. Oppure non di tutti i cattolici, ma di quella particolare setta che ispirandosi al Concilio Vaticano II, ma ignorando o rifiutando, di fatto, tutti gli altri venti concili della storia della Chiesa, e pretendendo, arbitrariamente e illecitamente, di riformare e modificare il Magistero, vorrebbe creare una nuova Chiesa, modernista e semi-protestante? Da che mondo \u00e8 mondo, la <em>Liturgia delle Ore<\/em> si chiama <em>Liturgia delle Ore<\/em>, o <em>Breviario<\/em>, o <em>Ufficio Divino<\/em>; nessuno l&#8217;ha mai chiamata <em>La nostra preghiera<\/em>. Cos\u00ec come nessuno, prima del Vaticano II, si \u00e8 mai sognato di chiamare un movimento ecclesiale, come accade in certe diocesi tedesche, <em>Noi siamo Chiesa<\/em>: se voi siete Chiesa, allora gli altri cattolici che cosa sono? Il nome che vi siete dati tradisce la vostra intenzione: <em>Noi siamo Chiesa<\/em> significa che solo voi vi considerate la vera Chiesa; ma una tale pretesa non pu\u00f2 essere auto-proclamata: nessuno pu\u00f2 darsi da solo la patente di membro della vera Chiesa, ad esclusione di altri, specialmente se gli &quot;altri&quot; hanno la sola colpa di seguire il Magistero di sempre e di attendersi a ci\u00f2 che la Chiesa ha detto sempre, e non solo a partire dal Vaticano II e dalla Nuova Messa di Paolo VI. E infatti, tornando al &quot;breviario&quot; di cui stiamo parlando, ecco la dicitura <em>Comunit\u00e0 di S. Egidio<\/em>. Dunque, la Comunit\u00e0 di S. Egidio ha una &quot;sua&quot; preghiera, una preghiera particolare, un modo di pregare che \u00e8 diverso da quello di qualsiasi altra persona o di qualsiasi altra comunit\u00e0 cattolica? Siamo sicuri che nessuno voleva dir questo; non \u00e8 vero? E in tal caso, a quale scopo specificare <em>Comunit\u00e0 di S. Egidio<\/em>? Che cosa significa tale precisazione? Se non significa che la Comunit\u00e0 di S. Egidio ha un suo modo di pregare, quello teorizzato e sponsorizzato da padre Turoldo, significa forse che la Comunit\u00e0 di S. Egidio \u00e8 la vera editrice del breviario? Se cos\u00ec fosse, troveremmo l&#8217;indicazione <em>Comunit\u00e0 di S. Egidio<\/em> nel risguardo del volume, in basso, in un angolo, insieme al luogo e alla data di pubblicazione e al <em>nihil obstat<\/em> dell&#8217;arcivescovo Gandini di Milano. Cos\u00ec procede chi ha un poco di modestia; non gonfia il petto, non si mette al centro, non concepisce un libro di preghiere come se fosse un cavallo di battaglia per apportare delle modifiche alla liturgia. Ma sappiamo che tutto questo \u00e8 perfettamente nello spirito del Vaticano II, il quale si \u00e8 concentrato, appunto, sulla riforma liturgica: che poi non \u00e8 stata una riforma, ma una rivoluzione, diretta dalla regia di un arcivescovo massone e piduista, monsignor Annibale Bugnini, poi allontanato dallo stesso Paolo VI, per castigo. Ma come parlare di modestia a proposito di chi ha imposto l&#8217;uso di trasformare chiese e basiliche in refettori e ristoranti, spostando i banchi per pregare per far posto a tavole per mangiare e bere, sotto gli altari, con preti e vescovi trasformati, per l&#8217;occasione, in solerti camerieri, vivandieri, cuochi e pizzaioli?<\/p>\n<p>Fatte queste premesse, ci sia concesso di non soffermarci su ogni parola e ogni frase della citata introduzione, come in realt\u00e0 bisognerebbe fare, per mostrare che o padre Turoldo fa il poeta, ma va fiori dai binari quanto alla dottrina, oppure pretende di fare teologia alla sua maniera, e allora cade nell&#8217;eresia, deliberatamente e scientemente. Che significa, per esempio, la frase: <em>non gi\u00e0 dunque preghiera come alienazione, ma preghiera come ascensione di tutto l&#8217;essere in Dio<\/em>? Vuole forse insinuare che i cattolici, prima di Karl Rahner e prima di Turoldo, quando pregavano, erano solo dei poveri alienati? Quanta superbia, quanta arroganza in questo modo di porsi, di criticare gli altri, di disprezzare gli umili e i semplici, che da sempre pregano come sanno e come possono, ma le cui preghiere giungono comunque gradite e profumate a Dio, perch\u00e9 Dio legge nei cuori e non guarda affatto alla cultura e tanto meno al progressismo del fedele, ma solo alla sua sincera intenzione. E cos&#8217;\u00e8 questa pretesa di giungere, mediante la preghiera, <em>con tutto l&#8217;essere<\/em> a Dio? Una specie di auto-deificazione, di auto-redenzione dell&#8217;uomo? La preghiera non \u00e8 un&#8217;ascensione a Dio, ma una umilissima richiesta rivolta a Dio: cosa completamente diversa. E che vuol dire l&#8217;espressione <em>Per rispondere al mondo e ai tempi<\/em>? Ges\u00f9 non \u00e8 venuto per rispondere al mondo, ma per convertire il mondo; e quanto ai tempi, non \u00e8 venuto sulla terra per adattarsi ai tempi, ma perch\u00e9 tutti i tempi si rivolgano a Lui. E che cosa vuol dire che la preghiera serve <em>a salvare l&#8217;esistenza dalla disperazione<\/em> e a <em>riassumerla per riversarla nel mare di Dio<\/em>? La preghiera non \u00e8 una terapia contro la disperazione; questo, semmai, \u00e8 un effetto: ma non \u00e8 la ragion d&#8217;essere della preghiera. Non si prega per scongiurare la disperazione, ma per lodare e ringraziare Dio. E non si prega per riassumere la propria vita e riversarla in Dio, ma per convertire la propria vita. Questo modo di esprimersi trasuda una visione della fede storicista (<em>rispondere ai tempi<\/em>) e naturalista (<em>rispondere al mondo<\/em>): dov&#8217;\u00e8 il soprannaturale? Sembra l&#8217;evoluzionismo di Teilhard de Chardin, il gesuita eretico. Appunto. Teilhard de Chardin non era un teologo, tuttavia pretendeva di fare teologia usando (malissimo) gli strumenti della scienza di cui era competente, la paleontologia. Allo stesso modo Turoldo non \u00e8 un teologo, ma qui pretende di fare teologia, e di farla con gli strumenti dell&#8217;ambito in cui \u00e8 versato: la poesia. Ma la dottrina non la fanno gli scienziati, come non la fanno i poeti. Gli scienziati e i poeti possono e devono lodare Dio e le sue opere, ma piegandosi loro alla vera e unica dottrina, non con la pretesa di poterla cambiare, dall&#8217;alto (o dal basso) della loro poesia e della loro scienza. Questa \u00e8 una pretesa tutta e solamente umana: non \u00e8 un atteggiamento religioso. Teilhard e Turoldo sono fuori dal solco della vera fede.<\/p>\n<p>Oppure la frase<em>: a piedi nudi accostarci al roveto che arde nel cuore della chiesa, e cio\u00e8 nel cuore dell&#8217;umanit\u00e0<\/em>: questa sarebbe una preghiera cattolica? Questa sarebbe una concezione cattolica? Rileggiamo: NEL CUORE DELLA CHIESA, E CIO\u00c8 NEL CUORE DELL&#8217;UMANIT\u00c0. Strano: a noi, cattolici, hanno sempre insegnato che Chiesa e umanit\u00e0 non sono affatto sinonimi; l&#8217;umanit\u00e0 comprende tutti gli uomini, ma non tutti gli uomini fanno parte della Chiesa e, soprattutto, non tutti vogliono farne parte. I suoi nemici, da sempre, non fanno parte della Chiesa, evidentemente. Ci hanno anche insegnato, sulla scorta dei Vangeli, che l&#8217;umanit\u00e0, per salvarsi, deve convertirsi a Ges\u00f9 Cristo: vuoi vedere che per duemila anni ci hanno insegnato delle cose totalmente false e sbagliate? In tal caso, meno male che \u00e8 arrivato padre Turoldo a spiegarci come stanno in realt\u00e0. E Turoldo, a sua volta, da chi l&#8217;ha saputo? Ma da Karl Rahner, naturalmente: \u00e8 lui che ha capito l&#8217;errore secolare della vecchia teologia, quello di tener separati chiesa e mondo; ma ora \u00e8 arrivato lui, che sulla scorta di Kant, di Hegel e di Heidegger, ha capito che non vi \u00e8 alcuna differenza, proprio nessuna, e che dire chiesa o dire umanit\u00e0 \u00e8 esattamente la stessa cosa. Strano. Anche Lutero diceva una cosa del genere; per\u00f2 ci avevano insegnato che Lutero \u00e8 un eretico, un apostata e uno scismatico. Vuoi vedere che anche su questo, per cinquecento anni, siamo stati male informati?<\/p>\n<p>Si osservi la distanza abissale che separa la poesia di San Francesco d&#8217;Assisi, nel <em>Cantico delle Creature<\/em>, dalla poesia di padre Turoldo, e non solo dalle sue opere poetiche, quelle scritte in versi, ma anche da brani di prosa come questo, che abbiamo citato: San Francesco usa la poesia per magnificare Dio nel solco della dottrina, Turoldo usa la sua vena poetica per suggerire una interpretazione della fede che non \u00e8 in linea con il Magistero perenne della Chiesa. Perci\u00f2 i casi sono due: o sta facendo della poesia gratuita, cio\u00e8 non cattolica, oppure sta pasticciando una cosa che non capisce, la teologia. In ogni caso, non sta insegnando a pregare nella maniera giusta: sta facendo il cattivo maestro. Infatti, se \u00e8 lecito affermare, come lui fa, che pregare \u00e8 <em>riassumere la storia, gli avvenimenti e le gioie degli uomini<\/em>, allora la fede si riduce a fede nella storia, non nel trascendente: siamo in presenza di una piena e totale immanenza, siamo di fronte a una dottrina che potr\u00e0 piacere a Darwin, a Marx, a Freud, ma non a Ges\u00f9 Cristo, che dovrebbe essere, fino a prova contraria, il destinatario di ogni preghiera. Per chi sta pregando, Turoldo, quando ha in mente questi concetti? Non sta pregando Dio, questo \u00e8 poco ma sicuro; non il Dio cattolico, almeno. Ma che problema volete che sia, ora che il signor Bergoglio dice e ripete che <em>Dio non \u00e8 cattolico<\/em> e che lui, il papa (ammesso che sia papa), non crede in un Dio cattolico? A questo, dunque, siamo giunti: a scordare cosa sia realmente la preghiera. Complimenti ai cattolici progressisti e fautori del dialogo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 la preghiera? Crediamo tutti di saperlo; ma \u00e8 proprio cos\u00ec? 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