{"id":23832,"date":"2018-02-09T08:28:00","date_gmt":"2018-02-09T08:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/09\/che-cose-la-liberta-religiosa\/"},"modified":"2018-02-09T08:28:00","modified_gmt":"2018-02-09T08:28:00","slug":"che-cose-la-liberta-religiosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/09\/che-cose-la-liberta-religiosa\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 la libert\u00e0 religiosa?"},"content":{"rendered":"<p>Due, a nostro avviso, sono gli errori teologici di fondo del Concilio Vaticano II, le cui velenose conseguenze stanno giungendo a maturazione nella neochiesa dei nostri giorni: la pretesa di poter &quot;approfondire&quot; e quindi &quot;meglio comprendere&quot; il senso della Rivelazione cristiana, e la scelta del disarmo unilaterale verso i nemici &#8211; perch\u00e9 di nemici si trattava e si tratta, alla faccia del politicamente corretto -, sia esterni sia, ancor di pi\u00f9, interni, vale a dire gli eretici (una parola tab\u00f9, caduta completamente in disuso). \u00a0Entrambi gli errori, che sono le due facce di un unico errore, cio\u00e8 il modernismo, hanno in s\u00e9 i germi delle due malattie che stanno distruggendo il cattolicesimo: il soggettivismo della coscienza rispetto alla oggettivit\u00e0 della dottrina, e un sedicente &quot;dialogo&quot; con l&#8217;altro che si risolve, in ultima analisi, e dietro la maschera della &quot;tolleranza&quot; (tipico atteggiamento volterriano, cio\u00e8 illuminista, cio\u00e8 dichiaratamente anticristiano) in agnosticismo e indifferentismo di fronte alla Verit\u00e0. Entrambi gli errori erano pi\u00f9 che prevedibili, erano perfino annunciati, dal momento che entrambi erano gi\u00e0 contenuti,\u00a0<em>in nuce<\/em>, nel discorso di apertura del Concilio, tenuto da Giovanni XXIII l&#8217;11 ottobre 1962. Infatti, dopo un&#8217;aspra rampogna (4, 2) contro i\u00a0<em>profeti di sventura<\/em>, e una vera e propria dichiarazione di fede nello storicismo, poich\u00e9 i profeti di sventura non imparano nulla dalla storia,\u00a0<em>che \u00e8 maestra di vita\u00a0<\/em>(ma quando mai?), si passa a una dichiarazione di fede nel progresso, definendo il momento presente particolarmente fausto e propizio per lo svolgimento del Concilio: il che equivale a inscrivere immediatamente un grande papa, come Pio XII, fra i detti profeti di sventura, dato che anche lui aveva pensato alla eventualit\u00e0 di convocarlo, ma vi aveva rinunciato, ben sapendo quanto il momento fosse, invece, pericolosissimo, proprio per l&#8217;infiltrazione massonica nei livelli pi\u00f9 alti della Chiesa. E dopo lo storicismo e il progressismo, l&#8217;affondo, molto ben dissimulato dietro una cortina fumogena di belle parole: il Concilio non viene convocato per motivi dottrinali, ma solo pastorali; nulla vi \u00e8 da discutere quanto alla dottrina, ma solo da renderla pi\u00f9 comprensibile \u00a0ai &quot;tempi nuovi&quot; (6, 5):<\/p>\n<p><em>occorre che la stessa dottrina sia esaminata pi\u00f9 largamente e pi\u00f9 a fondo e gli animi ne siano pi\u00f9 pienamente imbevuti e informati, come auspicano ardentemente tutti i sinceri fautori della verit\u00e0 cristiana, cattolica, apostolica; occorre che questa dottrina certa ed immutabile, alla quale si deve prestare un assenso fedele, sia approfondita ed esposta secondo quanto \u00e8 richiesto dai nostri tempi. Altro \u00e8 infatti il deposito della Fede, cio\u00e8 le verit\u00e0 che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, altro \u00e8 il modo con il quale esse sono annunziate, sempre per\u00f2 nello stesso senso e nella stessa accezione. Va data grande importanza a questo metodo e, se \u00e8 necessario, applicato con pazienza; si dovr\u00e0 cio\u00e8 adottare quella forma di esposizione che pi\u00f9 corrisponda al magistero, la cui indole \u00e8 prevalentemente pastorale.<\/em><\/p>\n<p>Insomma: da un lato si rassicura che \u00a0che nulla verr\u00e0 minimamente modificato di ci\u00f2 che pertiene al Deposito della fede; dall&#8217;altro, si introduce l&#8217;ambiguo concetto del\u00a0<em>modo<\/em>\u00a0di annunziare le verit\u00e0 della fede, che pu\u00f2 e deve cambiare col mutare dei tempi (<em>secondo quanto \u00e8 richiesto dai nostri tempi<\/em>), e che, in particolare, deve tener conto delle esigenze, delle aspettative, della particolare psicologia e sensibilit\u00e0 dell&#8217;uomo moderno (come se il Vangelo non fosse rivolto agli uomini di tutti i tempi e indipendentemente dal tempo). In pratica, il secondo concetto neutralizza e fagocita il primo. \u00a0E cos\u00ec, pian pianino, un passetto dopo l&#8217;altro, ci si accinge a mutare la dottrina, facendo sembrare che a cambiare sia solo il modo di annunciarla.\u00a0<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 sconcertante l&#8217;annunzio che \u00e8 finito il tempo in cui la Chiesa combatteva l&#8217;eresia; tanto pi\u00f9 stupefacente, in quanto si ammette che il temo delle eresie non \u00e8 finito per niente, anzi, essa \u00e8 pi\u00f9 viva che mai, in molteplici forme (7,2):<\/p>\n<p><em>Non c&#8217;\u00e8 nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severit\u00e0. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessit\u00e0 odierne, esponendo pi\u00f9 chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando. Non perch\u00e9 manchino dottrine false, opinioni, pericoli da cui premunirsi e da avversare; ma perch\u00e9 tutte quante contrastano cos\u00ec apertamente con i retti principi dell&#8217;onest\u00e0, ed hanno prodotto frutti cos\u00ec letali che oggi gli uomini sembrano cominciare spontaneamente a riprovarle, soprattutto quelle forme di esistenza che ignorano Dio e le sue leggi, riponendo troppa fiducia nel progressi della tecnica, fondando il benessere unicamente sulle comodit\u00e0 della vita.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em>La cosa pi\u00f9 incredibile, di questo bislacco ragionamento &#8211; il pericolo dell&#8217;errore c&#8217;\u00e8, eccome; per\u00f2 non vale la pena di combatterlo e condannarlo, basta usare la misericordia &#8211; \u00e8 la sua giustificazione: ossia che\u00a0<em>oggi gli uomini sembrano cominciare spontaneamente\u00a0<\/em>a riprovare quelle dottrine le quali\u00a0<em>contrastano cos\u00ec apertamente con i retti principi dell&#8217;onest\u00e0.\u00a0<\/em>Spontaneamente? Vale dire, in base a una visione laica e agnostica, e non a una visione spirituale e religiosa, non in base alla visione cristiana della vita. A parte la temerariet\u00e0 di questa asserzione, che a noi pare del tutto infondata proprio sul piano del giudizio storico (nonostante l&#8217;asserita necessit\u00e0 di imparare ci\u00f2 che la storia insegna), \u00e8 proprio la consequenzialit\u00e0 logica che viene meno: si ammette che le dottrine erronee esistono, ma non si chiarisce se si sta parlando della dottrina cattolica o delle varie &quot;dottrine&quot; umanitarie; e si conclude che il pericolo non \u00e8 poi tanto grave e che si pu\u00f2 affrontarle con le armi della misericordia invece che quelle del rigore: si d\u00e0 torto a millenovecento anni di Magistero e di prassi della Chiesa cattolica e si proclama che, d&#8217;ora in poi, la Chiesa non vuol pi\u00f9 opporsi all&#8217;errore, ma fronteggiarlo con una non meglio definita misericordia&quot;. Ma una misericordia che accetta l&#8217;errore come un dato di fatto, come una realt\u00e0 con la quale si deve &quot;dialogare&quot;, e, fondamentalmente, accettare, non \u00e8 la misericordia cristiana: non \u00e8 la misericordia di Ges\u00f9 Cristo, attestata dai Vangeli. Ges\u00f9 Cristo era misericordioso con i peccatori pentiti, non gi\u00e0 con la diffusione dell&#8217;errore; al contrario: aveva parole di fuoco contro i seminatori di scandali, augurando loro di legarsi una pietra al collo e di gettarsi nel mare. In queste parole di Giovanni XXIII sono gi\u00e0 presenti le deviazioni e le deformazioni della neochiesa odierna: un falso concetto della libert\u00e0, un falso concetto del dialogo, un falso concetto della misericordia; e, cosa pi\u00f9 grave di tutte, un falso concetto dell&#8217;amore. Il vero amore del prossimo non \u00e8 lasciare che costui perseveri nell&#8217;errore; il vero amore \u00e8 cercare di portarlo verso la Verit\u00e0, per il suo bene e nel suo interesse, anche a costo di farsene un implacabile nemico.<\/p>\n<p>Ma la neochiesa non la vede cos\u00ec. Per la neochiesa, figlia del Concilio e in particolare della <em>Nostra aetate<\/em> e della <em>Dignitatis humanae<\/em>, le altre religioni e le altre verit\u00e0 meritano lo stesso rispetto dovuto al Vangelo, per cui non se ne parla nemmeno di mettere in pratica le parole di Ges\u00f9 Cristo: <em>Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo<\/em>; nossignori, quel che il cristiano &quot;maturo&quot; e &quot;moderno&quot; deve fare, \u00e8 rispettare tutte le fedi e accettare tutte le altre verit\u00e0 (relativismo), perch\u00e9, come ha detto Bergoglio senza mezzi termini (intervista a Scalfari), <em>il proselitismo \u00e8 una solenne sciocchezza<\/em>. Stesso discorso per gli errori interni alla religione cattolica: non \u00e8 il caso di parlare di eresie, si tratta solo di &quot;errori&quot;, e la sola risposta verso di essi \u00e8 un atteggiamento misericordioso; perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che i cattolici progressisti, compreso Giovanni XXIII, si vergognavano e si vergognano pi\u00f9 che mai del passato della Chiesa, un passato nel quale gli eretici venivano combattuti apertamente e l&#8217;eresia veniva considerata, anzi, in maniera ancor pi\u00f9 severa dei nemici esterni, perch\u00e9 era considerata l&#8217;equivalente di un inquinamento deliberato della Verit\u00e0: come se dei malintenzionati avvelenassero l&#8217;acqua dei pozzi in mezzo al deserto, condannando alla morte tutti i viaggiatori che si trovino in cammino entro un ampio raggio attorno a quell&#8217;unica oasi. E, se si vuole andare alla radice di questo nuovo orientamento, che emerge dal discorso dell&#8217;11 ottobre 1962, si rifletta su queste parole di Karol Wojtyla, rilasciate al giornalista Vittorio Messori, a trent&#8217;anni di distanza dal Concilio (da: Giovanni Paolo II,\u00a0<em>Varcare la soglia della speranza<\/em>, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, pp.171-17; le parole evidenziate sono nel testo):<\/p>\n<p><em>IL\u00a0CONCILIO VATICANO II \u00c8 STATO UN GRANDE DONO PER LA CHIESA, per tutti coloro che vi hanno preso parte; \u00e8 stato un dono per l&#8217;intera famiglia umana, un dono per ciascuno di noi. [&#8230;]\u00a0 Sulla base dell&#8217;esperienza conciliare scrissi &quot;Alle fonti del rinnovamento&quot;. All&#8217;inizio del libro affermavo che voleva essere un\u00a0TENTATIVO DI ESTINGUERE IL DEBITO contratto da ogni vescovo nei riguardi dello Spirito Santo, partecipando al Concilio. S\u00ec, il Concilio ebbe in s\u00e9 qualcosa della Pentecoste: indirizz\u00f2 l&#8217;episcopato di tutto il mondo, e quindi la Chiesa, proprio sulle vie\u00a0 lungo le quali occorreva procedere al termine\u00a0 del secondo millennio. [&#8230;]\u00a0IL CONCILIO ERA UN&#8217;OCCASIONE SINGOLARE PER ASCOLTARE GLI ALTRI, MA ANCHE PER PENSARE CREATIVAMENTE. [&#8230;] S\u00ec, dunque, gi\u00e0 durante la terza sessione mi trovai nell&#8217;\u00e9quipe che preparava il cosiddetto Schema XIII, il documento che sarebbe poi diventato la Costituzione pastorale &quot;Gaudium et Spes&quot;; potei in tal modo partecipare ai lavori estremamente interessanti di questo gruppo, composti dai rappresentanti della Commissione teologica e dell&#8217;Apostolato dei laici. [&#8230;] Molto devo in particolare a padre Yves Congar e a padre Henri De Lubac.\u00a0 [&#8230;] Il Concilio fu\u00a0UNA GRANDE ESPERIENZA DELLA CHIESA, oppure &#8212; come allora si diceva &#8212; il\u00a0&quot;SEMINARIO DELLO SPIRITO SANTO&quot;. Al Concilio lo Spirito Santo parlava a tutta la Chiesa nella sua universalit\u00e0, che era determinata dalla partecipazione dei vescovi del mondo intero. [&#8230;] Ci\u00f2 che lo Spirito Santo dice costituisce sempre una penetrazione pi\u00f9 profonda dell&#8217;eterno Mistero, e insieme un&#8217;indicazione della strada da percorrere agli uomini che hanno il compito di trasferire tale Mistero nel mondo contemporaneo. Il fatto stesso che quegli uomini vengano convocati dallo Spirito Santo e costituiscano, durante il Concilio, una particolare comunit\u00e0 che insieme ascolta, insieme prega, insieme pensa e crea, ha un&#8217;importanza fondamentale per l&#8217;evangelizzazione, per quella\u00a0NUOVA EVANGELIZZAZIONE CHE PROPRIO CON IL VATICANO II HA AVUTO IL SUO INIZIO. Tutto ci\u00f2 \u00e8 in stretto collegamento con una nuova epoca nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 e anche nella storia della Chiesa. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230; il Concilio Vaticano II si distingue dai concili precedenti per il\u00a0SUO PARTICOLARE STILE. Non \u00e8 stato uno stile difensivo. Neanche una volta nei documenti conciliari s&#8217;incontrano le parole &quot;anathema sit&quot; (sia scomunicato). \u00c8 stato uno\u00a0STILE ECUMENICO, caratterizzati da grande apertura al dialogo, che il papa Paolo VI qualificava come &quot;dialogo della salvezza&quot;. Tale dialogo non doveva limitarsi soltanto all&#8217;ambito cristiano, ma aprirsi anche alle religioni non cristiane, e raggiungere l&#8217;intero mondo della cultura e della civilt\u00e0, compreso quello di coloro che non credono. La verit\u00e0, infatti, non accetta alcun limite. \u00c8 per tutti e per ciascuno. E se tale verit\u00e0 viene realizzata nella carit\u00e0 (cfr. Ef 4, 15), allora diventa ancor pi\u00f9 universalistica. Proprio questo \u00e8 stato lo stile del Concilio Vaticano II, lo spirito in cui s&#8217;\u00e8 svolto.<\/em><\/p>\n<p>A parte il debito dichiarato verso Congar e De Lubac, due dei pi\u00f9 audaci progressisti protagonisti della svolta conciliare, la cosa che pi\u00f9 lascia sconcertati in questo discorso \u00e8 la fiera rivendicazione che lo &quot;stile&quot; del Concilio <em>non \u00e8 stato uno stile<\/em> difensivo, e che <em>neanche una volta nei documenti conciliari s&#8217;incontrano le parole &quot;anathema sit&quot; (sia scomunicato).<\/em> Wojtyla non sembra sfiorato dalla possibilit\u00e0 che ci\u00f2 sia stato un colossale errore, nonch\u00e9 un enorme fraintendimento della fede e del Vangelo: qualcosa di molto simile a lasciar pascolare tranquillamente i lupi feroci in mezzo al recinto delle pecorelle. Anche lui sembra pensare, come tanti teologi e preti della neochiesa odierna, in maniera perfettamente laica, che la libert\u00e0 religiosa consista nel credere in ci\u00f2 che si vuole, sia fuori che dentro la Chiesa; che tutte le opinioni e credenze sono lecite, purch\u00e9 in buona fede; che nessuno deve esser anatema. Strano, perch\u00e9 san Paolo dice chiaramente (<em>Gal<\/em> 1, 6-8): <em>Mi meraviglio che cos\u00ec in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro Vangelo. In realt\u00e0, per\u00f2, non ce n&#8217;\u00e8 un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal Cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!<\/em> E non \u00e8 proprio ci\u00f2 che dicono i neopapi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due, a nostro avviso, sono gli errori teologici di fondo del Concilio Vaticano II, le cui velenose conseguenze stanno giungendo a maturazione nella neochiesa dei nostri<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109],"class_list":["post-23832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23832\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}