{"id":23824,"date":"2009-07-28T08:18:00","date_gmt":"2009-07-28T08:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/28\/che-cose-lessenza-necessaria-o-sostanza-della-vita\/"},"modified":"2009-07-28T08:18:00","modified_gmt":"2009-07-28T08:18:00","slug":"che-cose-lessenza-necessaria-o-sostanza-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/07\/28\/che-cose-lessenza-necessaria-o-sostanza-della-vita\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;essenza necessaria o sostanza della vita?"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;essenza della vita?<\/p>\n<p>Per tentare di rispondere a questa domanda, dobbiamo anzitutto operare una distinzione tra \u00abessenza\u00bb ed \u00abessenza necessaria\u00bb o, per dirla con Aristotele, \u00absostanza\u00bb di una determinata cosa: intendendo, con questi ultimi due termini, non gi\u00e0 un carattere parziale e relativo di essa, ma il suo carattere qualificante, nel senso pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p>Ebbene, \u00e8 facile rendersi conto che il concetto di \u00absostanza\u00bb viene a coincidere con quello del \u00abperch\u00e9\u00bb di quella determinata cosa: nel senso che, una volta identificata la natura ultima e necessaria di una cosa, si arriva anche a comprendere quale sia il perch\u00e9 di essa, ovvero la sua ragione di essere.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, proviamo innanzitutto a definire che cosa sia l&#8217;essenza necessaria o sostanza in quanto tale; indi passeremo a riflettere sull&#8217;essenza necessaria o sostanza della vita, e, di conseguenza, anche sul suo perch\u00e9, sulla sua ragione di essere.<\/p>\n<p>Citiamo dal \u00abDizionario di Filosofia\u00bb di Nicola Abbagnano (terza edizione a cura di G. Fornero, Torino, UTET, 2001, pp. 402-403:<\/p>\n<p>\u00abEssenza: s&#8217;intende con questo termine ogni risposta alla domanda: &quot;che cosa?&quot;. Per es., nelle seguenti espressioni: &quot;Chi fu Socrate? Un filosofo&quot;, &quot;Che cosa \u00e8 lo zucchero? Una cosa bianca e dolce&quot;, &quot;Che cosa \u00e8 l&#8217;uomo? Un animale razionale&quot;, le parole &quot;un filosofo&quot;, &quot;una cosa bianca e dolce&quot;, &quot;un animale razionale&quot;, esprimono l&#8217;Essenza delle cose cui si fa riferimento nelle domande rispettive. Qualcuna di queste risposte si limita semplicemente a indicare una qualit\u00e0 dell&#8217;oggetto (ad es., quella di essere bianca e dolce) o un carattere (come quello di essere filosofo) che l&#8217;oggetto potrebbe anche non avere. Qualche altro, p. es. quella che afferma che l&#8217;uomo \u00e8 un animale razionale, sembra indicare qualcosa di pi\u00f9: cio\u00e8 un carattere che qualsiasi cosa detta &quot;uomo&quot; non pu\u00f2 non possedere e che perci\u00f2 \u00e8 un carattere NECESSARIO dell&#8217;oggetto definito. In quest&#8217;ultimo caso la risposta alla domanda: &quot;Che cosa?&quot; ha enunciato non semplicemente l&#8217;Essenza della cosa stessa ma l&#8217;Essenza NECESSARIA della cosa stessa o la sua SOSTANZA; e si pu\u00f2 assumere appunto come definizione di questa. Si deve quindi distinguere: 1\u00b0, l&#8217;Essenza di una cosa, che \u00e8 qualsiasi risposta si possa dare alla domanda: &quot;Che cosa; 2\u00b0, L&#8217;ESSENZA NECESSARIA o SOSTANZA che \u00e8 quella risposta (alla stessa domanda), che enuncia ci\u00f2 che la cosa non pu\u00f2 non essere ed \u00e8 il PERCH\u00c9 della cosa stessa: come quando si dice che l&#8217;uomo \u00e8 un animale ragionevole e s&#8217;intende dire che l&#8217;uomo \u00e8 uomo perch\u00e9 \u00e8 ragionevole.<\/p>\n<p>I capisaldi che abbiamo ora esposti sono stati stabiliti per la prima volta da Aristotele, che \u00e8 il fondatore della teoria dell&#8217;Essenza com&#8217;\u00e8 il fondatore della teoria della sostanza. Vero \u00e8 che Aristotele trovava i precedenti di questa teoria in Platone, che a sua volta la riportava a Socrate: &quot;Mentre ti pregavo di definire la virt\u00f9 intera, rimproverava Socrate a Menone, tu ti guardi bene dal dirmi CHE COSA essa sia ed affermi che ogni azione \u00e8 virt\u00f9 se \u00e8 fatta con una parte di virt\u00f9, quasi che tu avessi gi\u00e0 detto CHE COSA \u00e8 la virt\u00f9 nella sua interezza e io la dovessi riconoscere anche dopo che l&#8217;hai ridotta in frantumi (&quot;Menone&quot;, 79b). Nelle quali parole l&#8217;esigenza che Menone dica che cosa \u00e8 la virt\u00f9 nella sua interezza \u00e8 l&#8217;esigenza che egli enunci l&#8217;Essenza necessaria o ci\u00f2 che la virt\u00f9 non pu\u00f2 non essere in ogni circostanza. Questo \u00e8 appunto ci\u00f2 che Aristotele chiamer\u00e0 sostanza. [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p>Ora che abbiamo brevemente chiarito cosa si intenda per essenza necessaria di un qualsiasi ente, proviamo a individuare quale sia l&#8217;essenza necessaria della vita.<\/p>\n<p>Non la vita umana, o quella animale, o quella vegetale; non la vita del singolo individuo, o di un popolo o di una civilt\u00e0, e magari di un astro del firmamento o di una galassia; non la vita materiale, o quella spirituale, o quella ultraterrena: ma la vita in quanto tale, la vita senza alcuna ulteriore specificazione.<\/p>\n<p>I cultori delle singole discipline coinvolte da un tale interrogativo, insorgeranno indignati, a difesa dei diritti di sfruttamento esclusivo del proprio orticello.<\/p>\n<p>Il biologo, per esempio, si alzer\u00e0 stracciandosi le vesti, ed esclamer\u00e0: \u00abChe cosa ha mai da spartire la mia scienza con le speculazioni sulla vita ultraterrena, discutibile oggetto della teologia?\u00bb. E lo storico delle civilt\u00e0, altrettanto scandalizzato: \u00abChi osa paragonare il mio lavoro di ricerca con la semplice biografia di un individuo qualsiasi, storicamente del tutto irrilevante?\u00bb. L&#8217;astronomo, poi, negher\u00e0 che si possa parlare della \u00abvita di una stella\u00bb, se non in senso meramente figurato: poich\u00e9 le stelle, per lui (ma non per gli astronomi-astrologi dei secoli e millenni passati), non sono che un insieme di sostanze chimiche e di reazioni termonucleari.<\/p>\n<p>Ciascuno di essi avr\u00e0 la sua piccola, modesta fettina di ragione; ma nessuno di loro avr\u00e0 la ragione tutta intera dalla propria. Perch\u00e9 la vita, in senso superiore, \u00e8 la vita di tutto ci\u00f2 che esiste, che \u00e8 esistito e che esister\u00e0: esistenza significa anche vita; che sia la vita di un tavolo, o di un fiore, o di una cascata, o di una montagna, o di un essere umano.<\/p>\n<p>Questa affermazione \u00e8 in contrasto, non possiamo n\u00e9 vogliamo negarlo, con il significato corrente della parola \u00abvita\u00bb; sicch\u00e9, oltre alle proteste dei cultori delle singole scienze, dovremo vedercela anche con una schiera di linguisti infuriati.<\/p>\n<p>Se prendiamo a caso un vocabolario della lingua italiana, lo Zingarelli, ad esempio, e cerchiamo il significato corrente della parola \u00abvita\u00bb, possiamo leggervi una definizione di questo tenore:<\/p>\n<p>\u00abVita (biol.): complesso delle propriet\u00e0, quali la nutrizione, la respirazione, l&#8217;irritabilit\u00e0 e la riproduzione, che caratterizzano la materia vivente e la distinguono dalla materia non vivente\u00bb.<\/p>\n<p>Cartesio, dunque, ha colpito ancora!<\/p>\n<p>E, per convincersene, baster\u00e0 riflettere che questa rozza, superficiale distinzione tra \u00abmateria vivente\u00bb e \u00abmateria non vivente\u00bb, che discende dritta dritta dalla divisione cartesiana tra la \u00abres cogitans\u00bb e la \u00abres extensa\u00bb, possiede, nella cultura contemporanea, una valenza specificamente biologica, come lo stesso lemma del vocabolario ha precisato.<\/p>\n<p>Dunque, si affida ai biologi il compito di definire, senza diritto d&#8217;appello per alcun altro, che cosa sia il fenomeno \u00abvita\u00bb, istituendo surrettiziamente una completa identit\u00e0 tra il concetto della vita in se stessa, e quello della vita come modo d&#8217;essere di quegli enti che la scienza moderna (ma non quella antica e medievale) qualifica, appunto, come viventi!<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 un circolo vizioso in tutto ci\u00f2? Una volta stabilito che determinati esseri fanno parte della categoria dei viventi, ed altri no, si stabiliscono i criteri per la definizione di ci\u00f2 che \u00e8 vivente, prendendo a modello le funzioni e le qualit\u00e0 proprie dei primi, e non riscontrabili (almeno apparentemente) nei secondi.<\/p>\n<p>No, cari signori, cos\u00ec non va: che cosa vi fa credere che al mondo esista qualcosa di non vivente; qualcosa di amorfo, di pesante, di insensibile; qualcosa che sia totalmente sprovvisto di istinto, di sensibilit\u00e0, insomma di vita, e sia pure su una scala spaziale e temporale che le vostre piccole menti non arrivano nemmeno a concepire?<\/p>\n<p>A dispetto del potere dispotico che i biologi esercitano sul linguaggio, non esitiamo ad affermare che una montagna, ad esempio, \u00e8 viva: e, nel fare questo, non ci sentiamo affatto soli, ma in accordo con la sapienza di migliaia e migliaia di anni, specialmente presso i popoli dell&#8217;Oriente, ma anche presso le societ\u00e0 che vivono a livello etnologico (cfr., in particolare, il nostro precedente articolo: \u00abLa montagna \u00e8 un essere vivente dotato di anima e volont\u00e0?\u00bb, sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, e in pieno accordo con la sapienza astronomica e astrologica coltivata in Occidente fino al pieno Rinascimento, crediamo che le stelle, i pianeti, le comete, siano altrettanti corpi viventi; cos\u00ec come lo \u00e8, del resto, la nostra vecchia Terra; e alcuni scienziati moderni (vedi l&#8217;ipotesi \u00abGaia\u00bb di Lovelock) stanno incominciando a recuperare questa prospettiva, che era familiare a tutti gli antichi scienziati e che \u00e8 stata abbandonata solo con l&#8217;avvento della concezione materialista, meccanicista e selvaggiamente utilitarista di Francesco Bacone e compagni (cfr. F. Lamendola, \u00abManipolazione spietata di cose, vegetali ed animali nella &quot;Nuova Atlantide&quot; di Francesco Bacone\u00bb, ancora sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Perci\u00f2, a quei linguisti che ci rimproverassero di attribuire un significato troppo estensivo alla parola \u00abvita\u00bb, risponderemmo che le parole hanno una storia, e che la storia la fanno i vincitori; e che, pertanto, il significato delle parole \u00e8 il frutto di una operazione politica e non di una dissertazione accademica neutrale e spassionata. Essi amano concepire la vita nei termini in cui la pensavano Francesco Bacone e Cartesio; noi preferiamo concepirla in accordo con la millenaria saggezza di Oriente ed Occidente, prima della rottura operata dalla modernit\u00e0 pochi secoli or sono. La nostra operazione \u00e8 legittima almeno quanto la loro, e possiede una dignit\u00e0 filosofica e spirituale molto pi\u00f9 antica e molto pi\u00f9 universalmente condivisa.<\/p>\n<p>Riteniamo, di conseguenza, che sia perfettamente legittimo parlare della \u00abvita\u00bb di una sedia, di un dipinto, oppure (e a maggior ragione) di un giocattolo, di una bambola, di un vestito; e, analogamente, della vita di un vulcano, di un lago, di un fiume, di un mare, di una stella o dell&#8217;intero Universo.<\/p>\n<p>Nel nostro recente articolo \u00abLa vita non \u00e8 frutto del caso ma di un disegno intelligente e benevolo\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice) abbiamo riportato la definizione di un eminente fisiologo francese dell&#8217;Ottocento, Xavier Bichat, secondo il quale \u00abla vita si pu\u00f2 definire come \u00abl&#8217;insieme delle forze che contrastano la morte\u00bb.<\/p>\n<p>Ebbene, una tale definizione non si adatta forse a tutto ci\u00f2 che cade sotto i nostri sensi e anche a quella porzione della realt\u00e0 che non \u00e8 visibile, misurabile, quantificabile, con gli strumenti dello scienziato, n\u00e9 riproducibile in laboratorio?<\/p>\n<p>\u00abLa vita dell&#8217;anima\u00bb, per esempio: chi ha il diritto di affermare che questa espressione \u00e8 priva di senso comune? Forse quegli scienziati materialisti, meccanicisti e riduzionisti, che hanno tirato un tratto di penna sulla parola \u00abanima\u00bb, poco pi\u00f9 di un secolo fa, sostenendo che essa non \u00e8 altro che l&#8217;inutile retaggio di un passato morto e sepolto?<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Se noi spingiamo lo sguardo un poco oltre la superficie delle cose, non tarderemo ad accorgerci che le vite dei singoli enti non sono che l&#8217;insieme delle manifestazioni di un&#8217;unica vita, la vita cosmica, la vita \u00abtout court\u00bb.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di un albero. In genere, noi consideriamo l&#8217;arco della sua vita come quello che si estende tra la germinazione del seme e la fine della funzione clorofilliana, che essa avvenga per malattia, per inaridimento o per la caduta traumatica del tronco (incendio, tempesta, smottamento del terreno). Ma si tratta di una semplice convenzione: perch\u00e9 la vita dell&#8217;albero prende avvio dal seme, ed \u00e8 impossibile dire dove questo abbia avuto inizio; e termina con il ritorno delle cellule al terreno, cosa che avviene gradualmente e insensibilmente: sicch\u00e9, anche da questo verso, \u00e8 impossibile dire ove essa finisca di preciso, e dove incominci quella di altre piante che hanno utilizzato quelle medesime sostanze di cui era fatto il nostro albero.<\/p>\n<p>E la stessa cosa vale per tutti gli enti. La verit\u00e0 \u00e8 che niente incomincia dal niente e che niente ritorna al niente; che tutto \u00e8 interrelato; che tutto si salda con tutto. Noi uomini siamo soliti pensarci come delle monadi isolate, mentre \u00e8 vero il contrario: noi, come ogni cosa, siamo parte di un flusso vitale che risale indietro nel tempo, attraverso innumerevoli generazioni di antenati, e che si prolunga in avanti, attraverso innumerevoli generazioni di discendenti.<\/p>\n<p>Una volta che si sia messo bene a fuoco questo concetto, riesce molto pi\u00f9 facile comprendere in che cosa risieda la sostanza della vita, e quale ne sia il perch\u00e9.<\/p>\n<p>La sostanza della vita \u00e8 l&#8217;amore, perch\u00e9 senza un atto di amore, niente ci sarebbe e niente si conserverebbe: le forze che contrastano il nulla della morte troverebbero campo libero, e ridurrebbero tutto ci\u00f2 che esiste all&#8217;annientamento, al non essere.<\/p>\n<p>L&#8217;Essere ha generato le cose con un atto di amore; e la catena degli enti propaga la rete capillare della vita, mediante infiniti altri atti di amore. Dal seme che muore perch\u00e9 possa nascere la pianta, ai genitori dell&#8217;animale che si privano del cibo per nutrire il loro piccolo, al filosofo, all&#8217;artista e allo scienziato che sacrificano denaro, salute, gioie domestiche, per realizzare l&#8217;ideale di verit\u00e0 e di bellezza che nutrono nell&#8217;anima: tutto procede per mezzo dell&#8217;amore, a dispetto delle mille forze avverse che minacciano, offendono e impoveriscono la vita.<\/p>\n<p>E questa sostanza, \u00e8 anche il suo perch\u00e9: la vita esiste per amare; noi esistiamo per amare; tutto ci\u00f2 che esiste, esiste per amare.<\/p>\n<p>Il peccato, allora, \u00e8 l&#8217;abbandono a quella tendenza egoistica che persegue una falsa immagine di bene, del proprio bene, a danno del bene degli altri e a danno del bene generale; il peccato \u00e8 chiamarsi fuori dal circuito virtuoso della vita, per lasciarsi trasportare dalle forze negative, dissolutrici, malefiche, che conducono alla morte.<\/p>\n<p>Molte persone, che si credono vive, e che tali sono credute dagli altri, in realt\u00e0 sono gi\u00e0 morte: sono morte spiritualmente; e la loro anima in putrefazione ammorba l&#8217;aria e inquina la vita di coloro con cui sono relazione.<\/p>\n<p>Essere morti in vita, significa non credere pi\u00f9 nell&#8217;amore, non credere pi\u00f9 nel bene, non credere pi\u00f9 nella vita: \u00e8 questo il peccato dal quale non si torna indietro.<\/p>\n<p>Viceversa, si pu\u00f2 essere fisicamente malati fino alle soglie della morte, e tuttavia risplendere di bellezza e di vita, se si continua a credere nel bene e nell&#8217;amore.<\/p>\n<p>Se, giunti a questo punto, dovessimo dare una nostra definizione del fenomeno \u00abvita\u00bb, una definizione non biologica e non materialista, ma che tenga conto di quanto abbiamo sin qui argomentato, pi\u00f9 o meno ci esprimeremmo cos\u00ec: \u00abla vita \u00e8 la forza stessa dell&#8217;amore che pervade ogni cosa e che contrasta la morte, irradiando ovunque la luce dell&#8217;Essere; e nell&#8217;amore essa trova il suo perch\u00e9, il suo scopo, la sua ragione ultima.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;essenza della vita? Per tentare di rispondere a questa domanda, dobbiamo anzitutto operare una distinzione tra \u00abessenza\u00bb ed \u00abessenza necessaria\u00bb o, per dirla con<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[97,103,221],"class_list":["post-23824","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-aristotele","tag-biografia","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23824","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23824"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23824\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23824"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23824"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}